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ivalibri

[FdI 2019 - 3] Il Lato Oscuro

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Il Lato Oscuro

Un ultimo spicchio di Sole si staglia all'orizzonte. Fobos lo guarda, è il suo unico appiglio visivo al mondo a cui appartiene. L'astro conosciuto, che per lui è immacolato, immobile come una certezza, sta scomparendo man mano che la navigazione procede. Ed è rosso fuoco, come mai l'ha visto. Anche Deimos lo osserva mentre affonda piano nelle acque calme del Grande Mare.
- Ci siamo quasi. È stato più facile di quanto immaginavo - dice Fobos.
- Arrivare fino a qui non significa niente, lo sai. Alcuni miei amici l'hanno già fatto - risponde Deimos. Fobos lo guarda di sghembo, non vuole perdere di vista lo spettacolo del Sole che scompare, ma fa a tempo a vedere il labbro dell'amico che trema mentre parla.
- Già. Ma perché l'hanno fatto, loro? Per sfida, per noia, non per altro. E poi non si sono mai spinti oltre la Zona di Crepuscolo. Noi lo facciamo per un altro motivo.
- Forse anche il nostro è un motivo futile. 
- Che succede? Hai paura?
- Sì, ho paura. E allora? Non sono come te, che pur di vedere con i propri occhi quello di cui parlano i maestri a scuola saresti capace di sfidare l'ordine delle cose!
- Ti sbagli. Ho paura anch'io. 
Dopo pochi colpi di remo l'ultima fetta di Sole sparisce alla vista con una velocità sorprendente, con un tuffo repentino nel mare in perenne bonaccia.
- Siamo nella Zona di Crepuscolo! - urla Deimos - Ma non è successo nulla! Tutto è come prima! - aggiunge sorpreso.
- Deimos! Sei il solito sciocco! E ignorante! Persino i maestri a scuola spiegano che nella Zona di Crepuscolo tutto è come nell'Emisfero Luminoso. Per lo meno nella parte più vicina.
Non appena finisce di pronunciare la frase, Fobos si rende conto che non è vero: la sua pelle ha percepito un cambiamento. La mancanza dei raggi diretti del Sole lo fa rabbrividire. Gli pare anche di sentire l'aria attorno a sé che si muove.
- La senti, Deimos?
- Che cosa, Fobos?
- Una cosa strana: è come se l'aria si muovesse da sola...
- Meno male che ero io l'ignorante! Nella Zona di Crepuscolo si inizia a sentire il vento.
- Il vento? E cos'è?
- È l'aria che si muove da sola. Quella che nel Lato Oscuro provoca le tempeste!
- Chi te l'ha detto?
- Giapeto e Iperione. Loro sono già stati qui e l'hanno sentito.
Fobos conosce quelle storie, le ha sentite da quei due sbruffoni. Se ne vantavano al Ginnasio come se fossero uno dei tanti aneddoti di ancelle sedotte e abbandonate. Ma lui non li ha mai presi sul serio. Gli sembrano i resoconti strampalati di quei folli che si recano alle Stanze Buie. I surrogati artificiali in cui si imita l'oscurità della notte e i cui avventori pare cadano in uno svenimento del corpo mentre la loro mente vaga tra vicende irreali e irrazionali.
Fobos no, non ha mai creduto a chi è spinto dalla voglia di avventura, né mai vorrebbe andare in quei luoghi di evasione. Lui vuole conoscere. Vuole sapere. Si è sempre sentito affascinato dai racconti sul passato, il tempo mitico in cui tutto il firmamento ruotava. Quando ogni lato del Mondo aveva la sua parte di luce, con il Sole che piano spuntava, saliva in alto nel cielo e poi spariva dal lato opposto, e la sua parte di buio, con un Sole bianco, detto Luna, che splendeva ma non illuminava. Tutto si muoveva e mutava fino a quando si arrivò al Punto di Equilibrio e l'universo si fermò. Chi viveva nel Lato Luminoso si trovò in un giorno perenne. Chi, più sfortunato, era nel Lato Oscuro, rimase in una notte eterna. Ma qui i racconti iniziano a contraddirsi: alcune teorie affermano che dall'altra parte non vive più nessuno, altre che un popolo, gli Oscuri, lotta contro terribili burrasche e catastrofi naturali, altre ancora che essi si sono trasformati in demoni.
Fobos sospetta che la fantasia giochi un ruolo importante in quelle teorie. L'immobilismo tipico del suo tempo e della sua gente fa sì che nessuno osi avventurarsi oltre i propri confini. Ma lui è diverso, forse.
La navigazione continua e più i due si addentrano verso l'ignoto più la luce si affievolisce. Impercettibilmente tutto si fa più scuro ma al contempo l'aria che si muove si intensifica. Fobos e Deimos iniziano a notare un altro fenomeno strano: l'acqua del Grande Mare, sempre placida e ferma, si muove su e giù come un lenzuolo agitato da quattro mani che ne scuotono gli angoli.
- Copriamoci con queste stoffe! - dice Deimos quando i primi spruzzi d'acqua li raggiungono in volto.
- Vuoi tornare indietro? Siamo ancora in tempo! - gli chiede Fobos.
- No! Andiamo avanti! Ormai ci siamo.
La corrente del Mare li trascina verso il buio. Né Fobos né Deimos saprebbero dire quale è stato il momento esatto in cui sono calate le tenebre. Vi è un punto nel Crepuscolo superato il quale è impossibile invertire la rotta. Con l'oscurità inizia un movimento spasmodico dell'aria e dell'acqua. I due ragazzi cercano di dominare le onde con i remi ma l'imbarcazione è in balia degli elementi. Un frastuono che mai avrebbero immaginato li circonda. L'acqua li sferza con violenza. Sono ormai fradici e disperati quando la barca si rovescia. Fobos nuota nell'acqua nera. Urla il nome dell'amico, quando riesce a prendere fiato. Ma di lui non c'è traccia, né dell'imbarcazione. Poi, allo stesso modo impercettibile in cui è calato il buio, perde i sensi.

 

Quando riapre gli occhi si ritrova in un minuscolo isolotto. Il buio è intenso ma non così fitto da impedirgli di scorgere ciò che lo circonda. Gli bastano pochi minuti per abituare la vista. Dal lato opposto della spiaggia intravede una figura.
- Deimos! - grida - Anche tu sei arrivato qui!
Mentre gli va incontro vede che anche la sagoma scura si avvicina a lui. Quando riesce a decifrarla si rende conto che non è il suo amico, ma una donna.
- Chi sei? - le domanda.
- Potrei farti la stessa domanda - risponde lei.
- Sono Fobos, del popolo degli Illuminati.
- Vieni dal Lato Luminoso? Davvero?
- Sì. E tu sei del popolo degli Oscuri?
- Sì.
- Avrei tante cose da domandarti, tante cose che vorrei sapere su di voi, sul Lato Oscuro... Come vivete?
- Come quelli che vedi là.
La ragazza indica un'imbarcazione che fluttua poco lontano da loro. Fobos riesce a vedere che è gremita di gente sdraiata, immobile.
- Cosa stanno facendo?
- Dormono. E sognano.
- Cosa significa?
- È quello che stai facendo anche tu.
- Io? Adesso?
- Sì - ride la donna nel vedere la sua faccia stupita.
- Vuoi dire che questo non è reale?
- Lo è nel momento in cui lo stai vivendo.
- Non capisco.
- È normale, non preoccuparti. Accanto ad ogni mondo, dove viviamo, ce n'è sempre un altro in cui possiamo entrare. Tieni, portati questo nel tuo Lato Luminoso. 
La donna gli porge un papiro arrotolato. Fobos lo srotola e scorge dei versi scritti con un inchiostro iridescente che brilla nel buio. Quando alza lo sguardo la donna è sparita. Senza capire come né perché, si ritrova nella sua imbarcazione accanto a Deimos. Anche lui pare addormentato.
La prua della barca punta verso la luce, il mare è di nuovo calmo e l'aria si è fermata.
- Un'allucinazione! - mormora Fobos - Non siamo mai arrivati al Lato Oscuro!
Deimos si sveglia:
- Cos'è successo? - chiede all'amico.
- Niente. Credo che non sia successo niente.
- E quello cos'è? - Deimos indica un papiro sullo scafo.
Fobos lo srotola, impaziente, ma non vi è scritto nulla. Il Sole è ormai abbastanza alto nel cielo da illuminare tutto. Allora ha un'intuizione: con le mani a conca crea il buio sul papiro e attraverso una fessura vede le parole comparire.
Esplora il Lato Oscuro, o viaggiatore,
abbi il coraggio di lasciarti andare
alla rivoluzione della conoscenza.
Senza tenebra non esiste luce,
senza sogno non c'è ragione
né audacia senza paura.
Sprofonda nell'abisso dell'ignoto
per approdare a un'isola di ombra
in cui il tuo opposto possa brillare
come un sole dopo un plenilunio.

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Un racconto dalle tinte mitologiche. L’universo si è fermato e il mondo ne ha subito le conseguenze: si sente il desiderio di esplorare questa nuova realtà, come richiesto dalla traccia. Il tutto condito da uno stile che trascina come la corrente del mare.

33 minuti fa, ivalibri ha scritto:

L'immobilismo tipico del suo tempo e della sua gente fa sì che nessuno osi avventurarsi oltre i propri confini.

Bella questa frase che si può riferire anche al nostro tempo.

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Un racconto d'avventura molto gradevole e fantasioso. Ho apprezzato la semplicità con cui hai costruito questo mondo di fantasia, col fatto di fermarlo e dividerlo in una parte oscura e una luminosa. Si comprende immediatamente senza bisogno di troppe descrizioni. Mi è piaciuto anche il finale, un po' sospeso tra sogno e realtà. Il tema dell'esplorazione di ciò che è oscuro ha degli echi psicologici che danno al racconto profondità, dietro la semplicità della storia. Bella la poesia.

Il racconto è scorrevole e scritto davvero molto bene, non ho notato neanche una virgola fuori posto. Ti segnalo solo un paio di sottigliezze che a sensibilità mia cambierei:

 

1 ora fa, ivalibri ha scritto:

Non sono come te, che pur di vedere con i propri occhi quello di cui parlano i maestri a scuola saresti capace di sfidare l'ordine delle cose!

dal momento che si riferisce all'amico e non a un qualcuno generico, a me suonerebbe meglio "vedere con i tuoi occhi"

 

1 ora fa, ivalibri ha scritto:

- La senti, Deimos?
- Che cosa, Fobos?

Se è normale nella domanda, per attirare l'attenzione dell'amico (e anche per far capire a noi chi parla), mi suona un po' forzato che l'altro lo chiami per nome nella risposta, visto che ci sono solo loro due. Toglierei

 

In conclusione comunque il racconto mi è piaciuto molto. Ciao

 

 

 

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Buon pomeriggio, @ivalibri

 

Questo racconto un po' surreale e il suo stile scorrevole mi hanno rapito e letteralmente trascinato dalla prima all'ultima parola. Mi è piaciuta la scelta di non caratterizzare i personaggi, per far sì che fosse l'ambientazione la chiave di tutta questa storia. 

La trama mi è sembrata un po' troppo aperta, così come la bella poesia finale: diciamo che insinua alcune domande nel lettore a cui non può rispondere, se non lavorando di forte inventiva... perché "aiutini in tal senso" sparsi qua e là non ne ho scorti.

 

Da un punto di vista ortografico, a mio gusto, ho notato diverse virgole mancanti, che non mi fanno propendere per così tanti refusi.

 

Insomma, un racconto che mi è piaciuto sì, ma che non mi ha soddisfatto: non parlo di "aspetti incompiuti", intendiamoci, ma... è come se mi fossi appena seduto a tavola in un ristorante rinomato per le sue specialità alla griglia e abbia appena iniziato ad assaggiare gli antipasti...

 

Vista comunque la buona idea, le consiglio di svilupparla in un racconto decisamente più lungo. Alla prossima! (y) 

 

Modificato da H3c70r
Grrr... Odio modificare... ma non potevo lasciare certi "orrori grammaticali"...

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17 ore fa, ivalibri ha scritto:

Fobos lo srotola, impaziente, ma non vi è scritto nulla. Il Sole è ormai abbastanza alto nel cielo da illuminare tutto. Allora ha un'intuizione: con le mani a conca crea il buio sul papiro e attraverso una fessura vede le parole comparire.

Bell'accorgimento per la lettura, data la provenienza del testo, brava!

17 ore fa, ivalibri ha scritto:

Esplora il Lato Oscuro, o viaggiatore,
abbi il coraggio di lasciarti andare
alla rivoluzione della conoscenza.
Senza tenebra non esiste luce,
senza sogno non c'è ragione
né audacia senza paura. profonda nell'abisso dell'ignoto
per approdare a un'isola di ombra
in cui il tuo opposto possa brillare
come un sole dopo un plenilunio.

 

E la calma dopo la tempesta, come hai mostrato prima.

Belli questi versi, da meditare come indicativi delle esperienze che danno una maturità completa all'individuo, se sa coglierne il reale apporto del lato oscuro come quello luminoso alla sua esistenza e forgiare la sua personalità esplorando entrambi.

Apprezzato lo sviluppo della trama e la sua costruzione nei dialoghi.

Brava @ivalibri :rosa:

 

 

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Ciao @ivalibri,

Sai che nel mio archivio personale ho un racconto in cui gli oneiroi sono protagonisti? Però per il resto è tutto diverso dal tuo:D

 

A parte questo aneddoto personale, il tuo racconto è molto interessante perché parla dell'esplorazione della propria anima, della ricerca degli angoli della nostra personalità che, a volte, ci sfuggono ma... 

19 ore fa, ivalibri ha scritto:

Sprofonda nell'abisso dell'ignoto
per approdare a un'isola di ombra
in cui il tuo opposto possa brillare
come un sole dopo un plenilunio.

Brava, @ivalibri, mi è piaciuta questa tua incursione tra il mitologico e il futuro!

 

Talia 

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Il problema dei fantasy scritti nel breve giro di 8000 caratteri è che si arriva quasi sempre allo spiegone... costruire un mondo, dei personaggi e le dinamiche appartenenti a quel mondo in uno spazio così ristretto è cosa impervia. Non posso dire di essermelo goduto, ecco.

:sss:

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Non ho fatto in tempo a entrarci dentro, erano già finiti i caratteri! In racconti creati dal nulla succede.

Però devo dire che il poco che ci ha detto di quel mondo incuriosisce davvero. Il personaggio principale c'era con tutte le scarpe!

bella prova @ivalibri

 

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A me questa storia ha incantato dall'inizio alla fine; evocativa, onirica... è stato come leggere di un sogno (e non solo alla fine, nel lato oscuro). Il viaggio dei protagonisti risulta claustrofobico in quel mare che sembra infinito, una volta compresa la meta quasi si ha paura di vederli approdare in quella tenebra eterna. Alla fine tutto diventa sogno, e la bellissima poesia chiude il cerchio con un messaggio di speranza e unione per un mondo ormai diviso in due. Forse l'unica cosa che avrei desiderato sarebbe stata una maggior rappresentazione simbolica dei nomi dei personaggi nei loro dialoghi (rifacendomi alla mitologia); dunque, essendo i loro nomi quelli di due divinità che rappresentano la paura (tanto per riassumere proprio alla buona), avrei voluto che si percepisse meglio dai loro discorsi, ma è davvero un mio capriccio e comunque i dialoghi non mi sono dispiaciuti affatto così come sono.

Comunque, in definitiva un ottimo racconto (in questa tappa sarà davvero dura scegliere), il mio preferito dei tre tuoi di questo contest. Ciao @ivalibri , e alla prossima.

 

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Ciao @Alessandroperbellini grazie per essere passato e per l'apprezzamento.

Il 20/8/2019 alle 22:47, Alessandroperbellini ha scritto:
Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

L'immobilismo tipico del suo tempo e della sua gente fa sì che nessuno osi avventurarsi oltre i propri confini.

Bella questa frase che si può riferire anche al nostro tempo.

In effetti ero partita dall'idea di fare una specie di metafora dei nostri tempi, ma lo spazio di 8000 caratteri è tiranno! Sono contenta, però, che tu abbia colto un accenno alla questione. Buon contest!

Ciao @Silverwillow

grazie per il tuo commento e anche per i suggerimenti formali. Pensa che la frase

Il 21/8/2019 alle 00:05, Silverwillow ha scritto:
Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

Non sono come te, che pur di vedere con i propri occhi quello di cui parlano i maestri a scuola saresti capace di sfidare l'ordine delle cose!

 dal momento che si riferisce all'amico e non a un qualcuno generico, a me suonerebbe meglio "vedere con i tuoi occhi"

l'avevo scritta come suggerisci tu, poi l'ho cambiata perché non mi suonava bene, ma evidentemente sbagliavo!

Sono contenta che il racconto ti sia piaciuto! A presto!

Ciao @H3c70r

grazie per il passaggio e il suggerimento. In effetti ho proprio faticato a far stare tutto in 8000 caratteri e ho lasciato fuori tante altre idee che scaturivano da un mondo immobile, ad esempio il concetto di tempo che sarebbe del tutto diverso dal nostro ma che era troppo complicato inserire. Grazie ancora e a presto!

Ciao @Poeta Zaza

18 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

indicativi delle esperienze che danno una maturità completa all'individuo, se sa coglierne il reale apporto del lato oscuro come quello luminoso alla sua esistenza e forgiare la sua personalità esplorando entrambi.

hai colto uno degli aspetti  he speravo arrivassero al lettore! Grazie per il commento! A prestissimo!

Ciao @Talia

adesso sono curiosa di leggere il tuo racconto sugli oneiroi, se dovessi pubblicarlo in Officina fammi sapere!

Grazie per il passaggio e per l'apprezzamento! Buon contest!

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Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

Grande Mare, sempre placida e ferma, si muove su e giù come un lenzuolo agitato da quattro mani che ne scuotono gli angoli.

bella descrizione

Segno solo questa, ma ci sono diversi punti che ho apprezzato, qualcuno te li ha già segnati. I ragazzi hanno avuto la fortuna di tornare indietro, non a tutti gli esploratori è concesso. Al dubbio che si sia trattato di un sogno, preferisco credere alla clemenza della fortuna che, per l'appunto, è concessa solo a pochi coraggiosi. Mi è piaciuta l'idea del mondo immobile che ha una sua metà nel lato oscuro, in fondo anche il mondo in movimento, cioè il nostro, è così. Brava, lettura che mi ha catturato.

 

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Ah!...@ivalibri che spettacolo di racconto mi hai fatto leggere, bello, fluido, intuitivo insomma un racconto adatto a tutti i tipi di lettori. Preciso nelle descrizioni " il sole tramonta a spicchi ed il vento genera le tempeste" Con l'ultimo spicchio di sole i naviganti correggono gli errori della bussola magnetica "Azmut" il racconto mi è piaciuto tanto che ero a fianco ai due ragazzi nella scialuppa nel momento che si è alzato vento, errori non ne ho rilevati . Ti auguro una buona giornata

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Ciao @simone volponi@Alba360 avete ragione: 8000 caratteri sono pochi per un racconto del genere. Per quanto riguarda gli spiegoni, ho cercato di farne il meno possibile ma tant'è... grazie del passaggio!

Ciao @Rhomer

sono contenta che il racconto ti sia piaciuto. Per quanto riguarda la questione dei nomi hai ragione, il concetto di paura rimane marginale, ci sono solo due piccoli accenni, uno nel dialogo iniziale e uno nella poesia, e mi sarebbe piaciuto approfondire questo aspetto, ma già così ho faticato a farci stare tutto. Grazie! Alla prossima!

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Ciao @ivalibri ,

Bella l'idea della terra divisa in due, il lato buio e quello illuminato. Basta far girare il pianeta lentissimamente in modo che mostri al sole sempre la stessa faccia. Ed azzeccatissimi i nomi dei personaggi che fanno diventare quasi una leggenda la loro impresa.

Insomma, nulla da ridire se non che il pezzo mi è piaciuto molto, col finale che dà quel tocco in più (onirico e molto psicologico) che induce a riflettere.

Ottima prova.

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Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

Esplora il Lato Oscuro, o viaggiatore,
abbi il coraggio di lasciarti andare
alla rivoluzione della conoscenza.
Senza tenebra non esiste luce,
senza sogno non c'è ragione
né audacia senza paura.
Sprofonda nell'abisso dell'ignoto
per approdare a un'isola di ombra
in cui il tuo opposto possa brillare
come un sole dopo un plenilunio.

Bella fusion fra miti greci e fantasy. Questa volta la poesia - tanto per sfatare un mito - è la parte più riuscita. Il racconto sembra costruito attorno.

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Ciao @ivalibri, il racconto è carino ma, mi spiace dirtelo, il registro del tuo lessico narrativo non è abbastanza letterario 🤣🤣🤣. Scherzi a parte, un buon racconto fluido e perfettamente aderente ai requisiti del contest. Il registro lo lasciamo in classe😂.

Saluti,

 

Intes

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Ciao @Macleo

grazie!

19 ore fa, Macleo ha scritto:

Questa volta la poesia - tanto per sfatare un mito - è la parte più riuscita. Il racconto sembra costruito attorno.

Confesso di averla scritta alla fine, però...

A presto!

Ciao @INTES MK-69

7 minuti fa, INTES MK-69 ha scritto:

dirtelo, il registro del tuo lessico narrativo non è abbastanza letterario 🤣

😆 A proposito, se ti viene in mente qualcosa su cosa voglia dire, fammi sapere. Sono giorni che mi spremo le meningi!

Grazie del passaggio e del commento!

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Ciao Conci, detta @ivalibri. Il racconto è ricco di suggestioni. Forse pure troppo: sarà che leggo in pausa pranzo con gli occhi che mi si chiudono, ma ho la sensazione che ci sia un overdose di inpuut e informazioni lasciate all'implicito che mi ha disorientato... Ma magari è la pausa pranzo... Se riesco a terminare gli altri racconti ripasso in una fase di veglia

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Ciao @ivalibri... La storia mi è piaciuta, soprattutto nella sua idea finale di vivere avventure attraverso i sogni, come accade nel lato Oscuro del mondo.

Come anche altri ti hanno detto, sicuramente gli 8.000 caratteri stanno stretti a un racconto del genere che potrebbe tranquillamente essere un episodio di un romanzo più lungo.

C'è un intero e interessante mondo da poter esplorare anche attraverso le parole di un romanzo.

 

Alcune sciocchezze...

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

il suo unico appiglio visivo al mondo a cui appartiene. L'astro conosciuto, che per lui è

Per non ripetere la preposizione "a" lascerei la forma contratta, solo con il "cui".

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

ma fa a tempo a vedere il labbro dell'amico che trema mentre parla

Ugualmente qui: "fa in tempo", che mi sembra anche meno colloquiale come espressione.

 

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

facciamo per un altro motivo.
- Forse anche il nostro è un motivo futile. 

Volendo, si può variare "motivo".

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

Che succede? Hai paura?
- Sì, ho paura. E allora? Non sono come te, che pur di vedere con i propri occhi

O qui: per non ripetere "paura", ad esempio: "Sì, ne ho".

Poco dopo, c'è poi un'altra "paura" che si potrebbe invece variare con sinonimo:

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

Ti sbagli. Ho paura anch'io. 

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

olpi di remo l'ultima fetta di Sole sparisce alla vista con una velocità sorprendente, con un tuffo repentino nel mare in perenne bonaccia.

Anche qui, volendo, puoi cercare di evitare le due costruzioni con il "con"...

Ad esempio con i due punti: " sparisce a una velocità sorprendente: un tuffo repentino...".

Tecnicamente, "repentino" ripete il concetto di "velocità sorprendente" e può risultare un po' ridondante.

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

Luminoso. Per lo meno nella parte più vicina.

Userei la grafia unita, che è più usata, ma soprattutto scorre meglio: "perlomeno".

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

senti, Deimos?
- Che cosa, Fobos?

Ci sono solo loro due sull'imbarcazione, che il primo lo chiami per nome ci sta così il lettore capisce chi parla, ma non c'è bisogno che l'altro faccia altrettanto anche perché risulta poco "verosimile"...

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

senti, Deimos?
- Che cosa, Fobos?
- Una cosa strana: è come se l'aria si muovesse da sola...
- Meno male che ero io l'ignorante! Nella Zona di Crepuscolo si inizia a sentire il vento.

Varierei il verbo "sentire".

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

Ma lui non li ha mai presi sul serio. Gli sembrano i resoconti strampalati di que

Manterrei il passato narrativo in linea con ciò che sta raccontando: "gli sembravano".

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

Impercettibilmente tutto si fa più scuro ma al contempo l'aria

Il verbo "fare" e anche la firma riflessiva per altri verbi li usi diverse volte nel racconto... qui varierei... ad esempio "tutto diviene" o simili...

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

Tieni, portati questo nel tuo Lato Luminoso. 

Nei dialoghi hai poi usato molti punti esclamativi (secondo me anche troppi, ma non te li ho segnalati perché comunque va bene...), qui però ce lo metterei dato l'imperativo del verbo.

 

Il 20/8/2019 alle 22:03, ivalibri ha scritto:

Niente. Credo che non sia successo niente.

Anche qui avrei variato: "non sia successo nulla".

Ma "nulla" lo usi poco dopo, quindi non so...

 

Ciao... e scusa la rozzezza del commento... a presto!

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Ciao @ivalibri! Creare un fantasy che funzioni bene, nel limite ristretto come il nostro, è un grosso rischio (che ho corso anch'io). Tuttavia, reputo la tua prova abbastanza riuscita, con dei personaggi interessanti e un'ambientazione che suscita la curiosità. La poesia, poi, si amalgama bene al resto. Anzi, sembra che sia proprio il fulcro della storia che potrebbe benissimo essere la base di un romanzo. Fossi in te, ci farei un pensierino. :)

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Ciao @Edu

Il 5/9/2019 alle 15:14, Edu ha scritto:

Forse pure troppo: sarà che leggo in pausa pranzo con gli occhi che mi si chiudono, ma ho la sensazione che ci sia un overdose di inpuut e informazioni lasciate all'implicito che mi ha disorientato... Ma magari è la pausa pranzo... Se riesco a terminare gli altri racconti ripasso in una fase di veglia

Ecco, questo è quello che succede quando si legge con la pancia piena! 😆

Grazie del passaggio!

Ciao @AndC

grazie per il commento  (per niente rozzo!) e per le preziose annotazioni e suggerimenti sulla forma. Le userò senz'altro per migliorare il testo. L'idea da cui sono partita non mi dispiace e forse proverò ad ampliarlo. Tutti i vostri feedback sono utilissimi. Grazie ancora!

Grazie @M.T. sono contenta che ti sia piaciuta l'ambientazione greca. Non ero sicura di questa scelta. A presto!

Ciao @Emy

sono contenta che il racconto ti sia sembrato una buona base di partenza. Non sono un'appassionata di fantasy, ho provato a leggerne qualcuno e non fa per me. Eppure mi piace scrivere delle cose che si avvicinano a questo genere, il che è strano. Grazie per il passaggio!

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