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Macleo

[FdI 2019-3] Terra di nessuno (A.D. 1956)

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commento

 

Abito al quarto piano di un palazzo dove c’è un cortile con una vasca di pesci rossi, che devo starci molto attento perché una volta sono caduto in acqua mentre cercavo di prenderne uno con le mani. Un ponticello di cemento con una ringhiera verde porta a un piccolo giardino, con una panchina di pietra e un’altalena. Su quella ci spingo mio fratello, che è molto pauroso, così forte che il telaio di ferro dove sono attaccate le corde si solleva davanti e dietro, lui piange e urla e la mamma si affaccia alla finestra gridando di tornare a casa se non la smetto. Non capisce che lo faccio a fin di bene perché pian piano diventerà più coraggioso.

Qui sono come un re perché nel palazzo di maschi ci siamo solo io e lui, che ha due anni meno di me ed è troppo piccolo per certe cose, mentre tutti gli altri figli degli abitanti sono femmine. Anche se è Lauretta quella che mi ha fatto innamorare, tanto che da grande la sposerò. Così ho deciso e nessuno potrà farmi cambiare idea.

Per passare il tempo facciamo molte cose, ma a me piace soprattutto giocare al dottore con lei, e infatti le altre bambine dicono che non le visito abbastanza. Soprattutto sua sorella più grande che mi sta antipatica, Simona, protesta sempre dicendo che non si sente bene e le viene da svenire. Mi sta sempre attaccata, anche se non mi piace, e su un braccio ha un neo con dei peli neri dentro.

Però ha ragione, sono molto bravo come medico e faccio tutto quello che fa quello vero della nostra famiglia, anche se lui in più ha nella borsa quel coso che ci si mette nelle orecchie per sentire se il cuore batte. La mamma deve farlo venire venire spesso a casa perché purtroppo io sono molto malato. Quasi tutti i lunedì dopo che la domenica mangio tantissimi dolci e tutta la notte sto male con la febbre e gli incubi.

Quando visito, prima di tutto mi lavo le mani con l'acqua dei pesci rossi e mi metto addosso del dopobarba rubato a papà, quindi prescrivo molte cure e medicine, ma soprattutto con l'indice dritto faccio delle iniezioni sui sederini delle bambine, che è la cosa che mi piace di più e mi fa venire le ginocchia molli e l'acqua morta in bocca.

Dopo l’altalena c’è un muro grigio con una porta di ferro arrugginita, che è il limite vero del cortile. Nessuno va mai lì, solo un paio di volte ci ho visto gironzolare vicino il figlio grande della portinaia, quello che ha già un po’ di barba. Oltre, c'è una zona inesplorata con l’erba alta. Lo so perché una volta ho aperto a fatica la porta e ho guardato dentro, ma ho chiuso subito perché ho sentito degli animali strisciare per terra pronti ad attaccarmi. Papà dice che quel terreno non si sa di chi è, in pratica è terra di nessuno. Quando hanno costruito la casa vicina, infatti, qualcuno ha fatto confusione con le misure dei metri e ora deve decidere il giudice.

Comunque, dopo che mi hanno letto un libro illustrato dove si racconta di Ngongo, un bambino negro che vive in Africa e si perde prima di essere riportato a casa da una leonessa, per me quella è diventata la savana a perdita d’occhio, assolata e percorsa dal vento, misteriosa e pericolosa. E infatti nel libro ci sono anche dei disegni che fanno impressione, tipo iene, serpenti, babbuini, coccodrilli, rinoceronti e altre bestie feroci.

Devo ammettere che ad andarci ho paura, come quella che mi viene di notte in estate nella mia camera quando le finestre sono aperte, le tende si muovono e penso che forse entrano in casa i ladri scendendo con una corda dai terrazzi di sopra; oppure quando mi mandano a prendere qualcosa in cantina che è poco illuminata, umida e fredda come le tombe dei morti, e trattengo il respiro per tutto il tempo che ci devo restare sino a quando non chiudo la porta e scappo di corsa su per le scale pensando che anche questa volta è andata bene.

Ma la voglia di esplorare è più forte di ogni altra cosa, soprattutto se penso che probabilmente sarei il primo a metterci piede, diventando famoso e magari anche ricco. Potrebbe infatti essere che i pirati, proprio perché è un luogo segreto, c'hanno nascosto un forziere come nell’Isola del Tesoro. La storia me l’ha raccontata mio nonno e, con il suo vocione, mi anche cantato una canzone che mette i brividi:

 

Quindici uomini, quindici uomini

sulla cassa del morto

io-ho-ho, e una bottiglia di rum!

 

All’inizio ho pensato di andarci con mio fratello, dicendogli che in due avremmo potuto difenderci meglio dalle belve, anzi era meglio che andasse per primo lui che è più piccolo e leggero e si nota di meno, ma si è rifiutato perché è un fifone. Così, per convincerlo, gli ho storto il polso con una mano da una parte e con l'altra mano dall'altra parte per fargli sentire gli spilli, ma lui ha urlato e chiamato la mamma.

Non resta che vedere se viene Lauretta.

«Però dobbiamo andarci di pomeriggio tardi col buio» le dico a bassa voce per non farmi sentire dalla sorella Simona che non ci lascia mai come fosse attaccata con una ventosa «di giorno c’è la portinaia che controlla tutto anche quando sembra che non c’è. Comunque non avremo problemi: porterò una luce a pile, una carta geografica e una bussola.»

«Quante cose sai!» dice lei con ammirazione. Tutti sono convinti che mi hanno mandato a scuola a cinque anni perché sono molto intelligente. Anch’io lo credevo e infatti la notizia l’ho diffusa più che potevo, ma poi ho sentito la mamma che diceva al fruttivendolo che è stata una buona idea perché non ce la facevano più ad avermi sempre tra i piedi per casa a combinare disastri. Ma quando diventerò un famoso esploratore le cose cambieranno.

Non passa neppure una settimana che con Lauretta, dopo uno scambio di bigliettini nel posto segreto, decidiamo di iniziare l’avventura.

Per un po’ l’aspetto vicino alla porta con la torcia soffocata dalla mano per farmi vedere solo da lei, poi finalmente mi sento toccare il braccio da una mano tremante.

Entriamo e la luce inquadra uno spettacolo terrificante. Le sterpaglie sono secche, altissime e piene di spine, ci sono rumori inquietanti ovunque, ma per fortuna vediamo solo lucertole. Di tesori neanche l’ombra, ma facciamo una scoperta sconvolgente. Per terra c’è una coperta con intorno degli strani palloncini sgonfi che sembrano giochi di Carnevale. Quindi, qualcuno lì c’è già stato!

La delusione è fortissima, ma poi scopriamo un contenitore, probabilmente quello dei palloncini, con scritta sopra quella che sembra una poesia, molto bella anche se non è chiaro quello che vuol dire.

 

Non più di pelle verace d’ovino,

siam fatti di gocce che stillano da tronchi feriti

più sottili della seta, più forti del tuo desiderio.

Non ci dimenticare mai,

porta sempre con te i tuoi amici fedeli!

Grazie al nostro abbraccio discreto

potrai amare l’amore senza timore

 

La mia compagna mi stringe la mano e penso che è commossa da quelle misteriose parole. Poi avviene una cosa stranissima, ovvero mi si avvicina e mi ficca la lingua in bocca, proprio come fanno i grandi quando decidono di avere dei figli. Non sapevo che lo potessero fare anche i bambini, e per un po’ rimango come stordito perché sembra di avere una lumaca che mi gira tra le guance. Poi invece la cosa comincia a piacermi, mi do da fare anch’io e per molto, molto tempo non ci stacchiamo.

 

Insomma, una grande scoperta l’ho fatta, anche se non è proprio quella che credevo. Pure questo è un territorio inesplorato, e al suo confronto la savana non è niente!

Ma quando, usciti dalla porta, al buio ci avviamo verso casa, sotto la mano mi ritrovo il neo peloso. Non è Lauretta, ma Simona che, chissà come, ha intercettato la mia corrispondenza segreta e si è sostituita alla sorella.

Lei se n'è accorta, ci aspetta all’entrata della scale, ci guarda e scoppia in lacrime. Poi scappa su, ma io non la seguo e sto fermo. Mi spiace molto, ma Simona è più esperta e potrà insegnarmi molte cose che neppure immagino.

Probabilmente non la sposerò mai, perché mi sembra anche troppo esperta, ma di una cosa sono sicuro. Nella terra di nessuno da oggi non ci andrà solo il figlio della portinaia.

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3 ore fa, Macleo ha scritto:

Abito al quarto piano di un palazzo dove c’è un cortile con una vasca di pesci rossi, che devo starci  a cui devo stare

Ciao @Macleo,

Mi permetto di farti questo appunto, la frase mi sembra più scorrevole in questo modo.

 

Bella la narrazione bambinesca, a leggere il racconto si rivivono le sensazioni provate da bambini, la curiosità verso ciò che è nuovo o proibito.

Mi stona un po’ la parte in cui la bambina mette la lingua in bocca al bambino, perché dalle espressioni che hai utilizzato ho avuto l’impressione che i protagonisti non avessero più di 8-9 anni, invece i primi baci mi sembrano più una cosa da 12-14enni. Vabbè saranno dei bambini precoci oppure siamo io e i miei amici che abbiamo cominciato a baciare tardi 😂.

A parte questa, dal mio opinabile punto di vista, incongruenza, il racconto mi è piaciuto.

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Beh @Macleo, ti voglio parlare in confidenza. Ho una particolare ammirazione per te, per come tu scrivi, e per il tuo indiscutibile genio nello scrivere le storie umoristiche. Se c'è un minimo appunto, che poi non è una tragedia, è che ho sempre pensato: "però non esce mai dai suoi schemi e dal suo registro". Chiaramente lo dice uno che ha letto una minima parte di quello che hai scritto, e che sa (e vuole) di poter essere facilmente smentito.

Eccoci qua, questo è un racconto scritto con la tua riconoscibilissima impronta, ma che esce dai tuo registro. Il risultato? Ottimo! Provi a mimare il linguaggio e l'immaginario di un bambino, rimanendo lo sporcaccione che sei, e ci fai immedesimare tutti nell' una o nell'altra delle cose che dici. Chapeau. Ti esorto ad allontanati dalla terra congenita più spesso! Grande zampata da leone.

La poesia? Sublime! Anzi: da orgasmo.

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"congenita" è una libertà che si è preso il mio correttore automatico, io volevo dire cognita.

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@Macleo ciao!

 

Ma dove le trovi idee e ironia? Anche questo racconto è molto divertente e la poesia sulla confezione dei condom la ciliegina sulla torta, non puoi capire quanto mi hai fatto riderexD

È così azzeccata che, fossi in te, proverei a proporla alle marche più note, magari ce la mettono. 

Insomma sei geniale, spiritoso e anche molto bravo. Infatti il punto di vista è perfetto, sembra davvero che tutta la storia sia raccontata da un bambino. 

Ci sono molte frasi divertenti e tutta la trama è ben costruita e simpatica. 

 

Insomma io grandi cose da segnalarti non ne ho, mi piace il tuo stile e la tua ironia. Bravo! 

 

Talia 

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13 ore fa, Macleo ha scritto:

Quando visito, prima di tutto mi lavo le mani con l'acqua dei pesci rossi e mi metto addosso del dopobarba rubato a papà, quindi prescrivo molte cure e medicine, ma soprattutto con l'indice dritto faccio delle iniezioni sui sederini delle bambine, che è la cosa che mi piace di più e mi fa venire le ginocchia molli e l'acqua morta in bocca.

Stupendo.

Tutto il racconto lo è, a mio avviso. Mi è piaciuto tanto.

Avevo in mente di raccontare un'esplorazione simile, questo vuol dire che confronteranno il mio racconto col tuo? O_o Ora che ci penso... forse cambio trama.

Ciao :)

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@Macleo , complimenti per il racconto, ambientazione perfetta e narratore bambino assolutamente credibile, con i suoi piccoli scivoloni linguistici, le sue fantasie, le sue giustificazioni poco credibili ai propri comportamenti scorretti. Anche i personaggi mi sembrano vivi e credibili.

 

Ti segnalo giusto due sbavature:

 

13 ore fa, Macleo ha scritto:

le dico a bassa voce per non farmi sentire dalla sorella Simona che

Che Simona è la sorella di Lauretta lo ha già detto prima, e rispiegarlo ancora fa un po' adulto. "Da Simona" è anche più scorrevole come frase, a parere mio.

 

13 ore fa, Macleo ha scritto:

Probabilmente non la sposerò mai, perché mi sembra anche troppo esperta,

Ecco, questo mi ha lasciato perplesso: un bambino con tutte le ingenuità che abbiamo visto, che sa già che quelle "troppo esperte" non vanno sposate... mi è sembrato di colpo che, nell'ultima frase, non stia più parlando nel momento dell'episodio, ma un paio di anni dopo, quando ha avuto il tempo di imparare qualcosa di più. Stessa impressione, anche se meno forte, mi aveva dato la frase precedente:

 

13 ore fa, Macleo ha scritto:

Mi spiace molto, ma Simona è più esperta e potrà insegnarmi molte cose che neppure immagino.

 

A parte queste, che sono sciocchezze, non trovo difetti nel racconto. Un plauso per il particolare del neo, che sembra buttato lì all'inizio, un modo come un altro per dire che Simona è brutta e non gli piace, e poi viene usato per fargli scoprire l'identità della compagna di avventure. Complimenti ancora, e a rileggerci

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@Macleo, che il racconto è bello bello te lo hanno già detto, quindi il mio commento non aggiunge nulla di nuovo e potrei anche fare a meno di farlo.

Però quando si legge qualcosa che lascia soddisfatti bisogna dirlo, anche se si è solo una voce nel coro.  

Bravo tu!

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Un sentito grazie a tutti, oltre a quelli sotto citati @Edu, @Talia, @Lauram e @mercy.

 

11 ore fa, Alessandroperbellini ha scritto:
15 ore fa, Macleo ha scritto:

Abito al quarto piano di un palazzo dove c’è un cortile con una vasca di pesci rossi, che devo starci  a cui devo stare

Ciao @Macleo,

Mi permetto di farti questo appunto, la frase mi sembra più scorrevole in questo modo. 

Si, lo so come si scrive, ma volevo rendere chiaro sin dall'inizio (il quale, però, non si può chiamare così, ma è obbligatorio dire "incipit"), che chi racconta è un bambino. Comunque Di Maio si esprime ancora così, e ridacchia pure.

 

2 ore fa, Marf ha scritto:

Ecco, questo mi ha lasciato perplesso: un bambino con tutte le ingenuità che abbiamo visto, che sa già che quelle "troppo esperte" non vanno sposate...

Eppure basta sentire parlar a casa i genitori, qualche zia o qualche vicina ben informata dei fatti altrui (il classico "l'avevo detto io che quella....), per avere inculcati alcuni sani concetti sin dalla più tenera età.

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Bellissimo, tutto quanto: l'ironia, il messaggio di fondo, la terra di nessuno, i dialoghi, la poesia... ma soprattutto il linguaggio infantile usato (davvero realistico, esercizio notevole).

Insomma, ci provo a pensare a dei difetti, ma davvero non me ne vengono in mente, manco uno. Complimenti, @Macleo

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Buonasera @Macleose in un condominio esiste una vasca dove ci vivono dei pesci, prima o dopo qualche bambino ci cade sicuramente dentro. Questo succede perchè in fin dei conti si tratta pur sempre di un bambino, è vero che con i telefonini di oggi i fanciulli una volta presa pratica possono venire a conoscenza di tutto quello che interessa ad un fanciullo, ma sempre fanciullo rimane. Per esempio come hai concertato il gioco del dottore è possibile che questo accada e cioè che un bambino che fa il dottore visiti soltanto le bambine di suo gusto e scarti le altre,  se si comporta in questo modo la sua genuinità da bambino se ne andata a remengo. Il tuo è un racconto che porterebbe un discorso molto più lungo. Cercare degli errori su di un tuo scritto non sento le capacità di poterlo fare, indi rinuncio a cercarli. Ti auguro una buona settimana e tanta fortuna

 

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Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

il figlio grande della portinaia, quello che ha già un po’ di barba

Ma non erano tutte femmine?

Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

mentre tutti gli altri figli degli abitanti sono femmine

Lo affermi qui

Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

vicino alla porta con la torcia soffocata dalla mano

Bella immagine

Concordo con @Marf per quell'unica affermazione che stona in bocca ad un bambino, il fatto che non avrebbe sposato Simona perché troppo esperta.

In ogni caso, decisamente un bel racconto, nel tuo stile: ironico e fantasioso. Simpaticissimo.

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3 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:
Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

il figlio grande della portinaia, quello che ha già un po’ di barba

Ma non erano tutte femmine?

Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

mentre tutti gli altri figli degli abitanti sono femmine

Lo affermi qui

Sì, erano tutte femmine le figlie bambine dei condomini che giocavamo in cortile. Il figlio della portinaia aveva la barba, quindi non giocava certo con noi - tanto è vero che trombava nella terra di nessuno - e, quindi, mom era un concorrente.

 

3 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Concordo con @Marf per quell'unica affermazione che stona in bocca ad un bambino, il fatto che non avrebbe sposato Simona perché troppo esperta

Così ho risposto:

23 ore fa, Macleo ha scritto:
Il 18/8/2019 alle 09:52, Marf ha scritto:

Ecco, questo mi ha lasciato perplesso: un bambino con tutte le ingenuità che abbiamo visto, che sa già che quelle "troppo esperte" non vanno sposate...

Eppure basta sentire parlar ea casa i genitori, qualche zia o qualche vicina ben informata dei fatti altrui (il classico "l'avevo detto io che quella....), per avere inculcati alcuni sani concetti sin dalla più tenera età.

 

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Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

Su quella ci spingo mio fratello, che è molto pauroso, così forte che il telaio di ferro dove sono attaccate le corde si solleva davanti e dietro, lui piange e urla e la mamma si affaccia alla finestra gridando di tornare a casa se non la smetto. Non capisce che lo faccio a fin di bene perché pian piano diventerà più coraggioso.

Giusto ragionamento da fratello maggiore a vantaggio del piccolo da crescere ;)

Hai fatto, oltre  a questa, diverse immedesimazioni "fresche" nell'età del protagonista.

 

Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

 

Non più di pelle verace d’ovino,

siam fatti di gocce che stillano da tronchi feriti

più sottili della seta, più forti del tuo desiderio.

Non ci dimenticare mai,

porta sempre con te i tuoi amici fedeli!

Grazie al nostro abbraccio discreto

potrai amare l’amore senza timore

 

 

Un colpo da maestro l'ode ai preservativi, @Macleo :asd:

 

Divertente brano, declinato nell'esplorazione di un territorio sconosciuto che non era quello che si voleva scoprire (quello di un tesoro nascosto)

ma che si rivela ancora più interessante e godibile dell'altro, che pure si calpesta.:)

 

 

 

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1 ora fa, Poeta Zaza ha scritto:

Un colpo da maestro l'ode ai preservativi

Detto da Poeta Zaza vale oro

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Buon pomeriggio @Macleo.

Ho trovato il suo racconto stupendo dall'inizio alla fine, con la geniale poesia a dare quel tocco in più ad una situazione... "piacevolmente imprevista".

 

A fare il pignolo, però, non mi è piaciuto il "cambio di canone" finale: se all'inizio è partito con una forma volutamente scorretta per far capire che il narratore era un bambino...

Quota

Abito al quarto piano di un palazzo dove c’è un cortile con una vasca di pesci rossi, che devo starci molto attento perché una volta sono caduto in acqua

... non può quindi concludere il racconto - di poche righe! - con una frase del genere:

Quota

 Mi spiace molto, ma Simona è più esperta e potrà insegnarmi molte cose che neppure immagino.

Probabilmente non la sposerò mai, perché mi sembra anche troppo esperta, ma di una cosa sono sicuro. Nella terra di nessuno da oggi non ci andrà solo il figlio della portinaia.

Rafforzare il concetto di "esperta" in così poche righe significa aver fatto "interiorizzare" al protagonista un concetto che non è un semplice "sentito dire inculcato sin dalla più tenera età", come ha risposto in precedenza. 

 

Insomma, un racconto da 10 e lode - per me - scende a un bel 9 e mezzo, che comunque è sempre un ottimo risultato! Alla prossima! ;)

 

 

 

Modificato da H3c70r
maledetto editor... ho premuto la prima volta "Salva" e mi ha cancellato quasi tutto il messaggio!

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2 ore fa, H3c70r ha scritto:
Quota

 Mi spiace molto, ma Simona è più esperta e potrà insegnarmi molte cose che neppure immagino.

Probabilmente non la sposerò mai, perché mi sembra anche troppo esperta, ma di una cosa sono sicuro. Nella terra di nessuno da oggi non ci andrà solo il figlio della portinaia.

Rafforzare il concetto di "esperta" in così poche righe significa aver fatto "interiorizzare" al protagonista un concetto che non è un semplice "sentito dire inculcato sin dalla più tenera età", come ha risposto in precedenza. 

Ok, ci ho ripensato, mi hai definitivamente convinto e mi piego all'osservazione, ragionevole, acuta e logica. Dovessi ripubblicare il racconto leverei la frase incriminata (Probabilmente non la sposerò mai, perché mi sembra anche troppo esperta, ma di una cosa sono sicuro.), "bambinizzerei" la frase "Mi spiace molto, ma Simona è più esperta e potrà insegnarmi molte cose che neppure immagino.", mentre lascerei l'ultima frase "Nella terra di nessuno da oggi non ci andrà solo il figlio della portinaia."

Grazie, quindi, per la dritta a @H3c70r e, facendo un salto indietro con tante scuse per aver ribattutto senza costrutto, a @Marfe @Adelaide J. Pellitteri.

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Mi piace il tuo modo di raccontare, anche rustico in certi frangenti.

Da piccolo puntavo sempre le più carine, e infatti...

Piaciuto!

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Il 20/8/2019 alle 18:07, Macleo ha scritto:

Dovessi ripubblicare il racconto leverei la frase incriminata (Probabilmente non la sposerò mai, perché mi sembra anche troppo esperta, ma di una cosa sono sicuro.), "bambinizzerei" la frase "Mi spiace molto, ma Simona è più esperta e potrà insegnarmi molte cose che neppure immagino.", mentre lascerei l'ultima frase "Nella terra di nessuno da oggi non ci andrà solo il figlio della portinaia."

Direi che hai trovato la perfetta quadratura del cerchio, a mio modesto parere. Grazie ancora per averci regalato questo bellissimo brano!

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Ciao @Macleo

un'esplorazione in stile Amarcord che risveglia inevitabili ricordi nel lettore. Da bambini si è dei veri esploratori di se stessi e dei luoghi misteriosi che ci circondano, quelli che poi non vediamo più da grandi ma che pur ci sono. Bella anche la sintassi infantile della vice narrante. Piaciuto molto!

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Il 19/8/2019 alle 00:11, flambar ha scritto:

Per esempio come hai concertato il gioco del dottore è possibile che questo accada e cioè che un bambino che fa il dottore visiti soltanto le bambine di suo gusto e scarti le altre,  se si comporta in questo modo la sua genuinità da bambino se ne andata a remengo

Io sono d'accordo con Flambar  @Macleo, la storia è molto carina ma, trovo forzate alcune parti.

 

All'inizio sembra che sia un settenne a parlare e ci possono stare le ginocchia molli a l'acqua morta in bocca, ma quando

Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

La mia compagna mi stringe la mano e penso che è commossa da quelle misteriose parole. Poi avviene una cosa stranissima, ovvero mi si avvicina e mi ficca la lingua in bocca, proprio come fanno i grandi quando decidono di avere dei figli.

A un bambino di nato nel 46/47 primogenito, cresciuto in mezzo alle femmine, se a otto nove anni arriva una bambina, ( che deve avere minimo 12 o 13  anni per i tempi di cui parli) e gli ficca la lingua in bocca come minimo un po' rimarrebbe spiazzato, alcuni sarebbero scappati a gambe levate.

È la voce del bambno che parla all'inizio, che mi ha un po' depistato. Sicuramente è solo una mia impressione.

Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

Comunque, dopo che mi hanno letto un libro illustrato dove si racconta di Ngongo, un bambino negro che vive in Africa e si perde prima di essere riportato a casa da una leonessa, per me quella è diventata la savana a perdita d’occhio, assolata e percorsa dal vento, misteriosa e pericolosa. E infatti nel libro ci sono anche dei disegni che fanno impressione, tipo iene, serpenti, babbuini, coccodrilli, rinoceronti e altre bestie feroci.

È qui che la mia idea che fosse ancora piccolo si rafforza. Anzi dicendo che gli viene letto un libro, me lo fa vedere ancora più bambino.

Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

La delusione è fortissima, ma poi scopriamo un contenitore, probabilmente quello dei palloncini, con scritta sopra quella che sembra una poesia, molto bella anche se non è chiaro quello che vuol dire.

 

Non più di pelle verace d’ovino,

siam fatti di gocce che stillano da tronchi feriti

più sottili della seta, più forti del tuo desiderio.

Non ci dimenticare mai,

porta sempre con te i tuoi amici fedeli!

Grazie al nostro abbraccio discreto

potrai amare l’amore senza timore

 

La mia compagna mi stringe la mano e penso che è commossa da quelle misteriose parole. Poi avviene una cosa stranissima, ovvero mi si avvicina e mi ficca la lingua in bocca, proprio come fanno i grandi quando decidono di avere dei figli.

E qui lei mi sembra moooolto smaliziata. lei si, deve avere una sorella più grande che anche cosa sono quei palloncinixD

La poesia è Mitica(y)

Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

Probabilmente non la sposerò mai, perché mi sembra anche troppo esperta, ma di una cosa sono sicuro. Nella terra di nessuno da oggi non ci andrà solo il figlio della portinaia.

Qui sembra cresciuto di botto, la cosa avrà un seguito. I maschi cominciano a pensare alle femmine e ai baci in un periodo diverso dalle femmine.

Ma tolte le mie perplessità il tuo stile e la tua scritttura rimangono brillanti come sempre!

 

 

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@Macleo, l’ode ai condom è davvero meravigliosa, dovrebbero scriverla su tutte le confezioni. 

Il racconto è delizioso, l’unica piccola pecca è la discrepanza che si sente tra il linguaggio del bambino (le punturine sui sederini, sono spesso malato soprattutto quando mangio troppe caramelle...) che fa 8enne o giù di lì e la sua reazione alla lingua in bocca e riflessioni successive che fanno più 11/12enne. Anche ammettendo che lui sia precoce, faccio fatica ad immaginare una ragazzina più grande (di 2, 3 anni?) che abbia la fissa ormonale per un bambino più piccolo.  Trovato il modo di limare questo piccolo dislivello, secondo me il racconto può rasentare la perfezione (y)

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Ciao @Macleo

Simpatico il racconto del ragazzino. Sembrerebbe avere sui 6-8 anni (le punture col dito dritto sul sedere delle bambine) e subito crescere a 10-12 (le ginocchia molli e l'acqua morta in bocca).

 

Trovo alcune espressioni un poco troppo raffinate per un ragazino di quell'età, tipo:

 

Il 17/8/2019 alle 20:13, Macleo ha scritto:

la savana a perdita d’occhio, assolata e percorsa dal vento, misteriosa e pericolosa.

 

Un quesito: erano lucertole o gechi? Di notte le lucertole stanno rintanate; sono i gechi a cacciare col buio. Se siamo in estate, la presenza nottura più bella sarebbero state le lucciole, che avrebbero anche fatto un poco più romantica l'avventura.

 

Infine, trovo anch'io un tantino strano che una ragazzina in piena tempesta ormonale si metta a slinguacciare con uno di almeno un paio di anni più piccolo. A meno che non fosse proprio lei quella che - col figlio della portinaia -  utilizzava coperta e preservativi. E abbia voluto fare un dispetto alla sorellina togliendogli il giocattolo. In questo caso tutto quadrerebbe.

 

Il pezzo è piacevole da leggere e originale per aver scelto come voce narrante quella di un ragazzino. E assai azzeccata la poesia.

 

 

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@Macleo Ciao.

Abito al quarto piano di un palazzo vicino alla ferrovia dove c'era un giardinetto con la vasca dei pesci rossi, che da bimbetto mia madre doveva far attenzione che non ci finissi dentro. E poi c'era un prato dietro il palazzo che era il nostro regno quand'ero ragazzo (ora è un parcheggio). Vabbè, questo racconto per me è quasi un amarcord di quand'ero immortale.

Con la poesia poi, hai fatto scopa col settebello :D

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2 ore fa, Vincenzo Iennaco ha scritto:

questo racconto per me è quasi un amarcord di quand'ero immortale.

Ma noi siamo ancora immortali, e lo saremo sino a quando moriremo.

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Ben scritto, soprattutto ben fatto l'usare in modo appropriato il linguaggio adatto all'età del protagonista.

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@Macleo chapeau. Ben scritto, l'ottimo uso del linguaggio infantile, il tema preso in pieno. Inutile dirti che mi è piaciuto tanto. Complimenti!

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