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Rhomer

[FdI 2019-3] Premi il tasto Start

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Eccoci qui; puntuali, equipaggiati e sincronizzati. Un breve caricamento per un teletrasporto perfetto, bellissimo: una bocca nel cielo nero ci ha rigurgitati. Restiamo fermi, accovacciati, ognuno col respiro dell'altro in corpo. Ci alziamo lentamente e sembriamo tre Terminator cazzutissimi con tanto di abiti mimetici e sguardi truci. Durano poco; I sbotta in una risata e dice: «come cazzo ti sei conciato, O?». O ha un pentacolo tatuato sulla fronte e due occhi furibondi, punta il suo revolver sulla faccia di I e gliela fa esplodere.

«Che diavolo fai!» gli urlo addosso non riuscendo a staccare gli occhi dal tatuaggio.

«Non ti scaldare» e sputa sul volto di I.

«Avrà un milione di vite».

I resuscita e si alza.

«Ne ho venti, idiota, adesso te la faccio esplodere io la testa», con uno schiocco delle dita fa apparire un miasma di dati che prendono la forma di un fucile, «hai un mirino in fronte che mi chiama».

«Guardate!» e punto il dito in direzione del Master; è malmesso, il suo corpo è poco definito, sbiadito. Un'ombra intrappolata in un loop, vorrebbe darci il benvenuto. La sua voce è rumore statico, lo vediamo scomparire dinanzi a noi, pezzo dopo pezzo, poligono dopo poligono.

I e O sono preoccupati adesso, sanno bene che un NPC di classe Master non può essere toccato, dunque l'unica possibilità è un bug che travalica il sistema: la nostra missione.

«Non sono pronto per questo» sussurra I.

«Non lagnarti, fighetta» gli dice O con un sorriso da ritardato.

«Non parlavo con te, stronzo».

O va per puntargli di nuovo il revolver ma si ritrova il mio sguardo a pochi centimetri dal suo; gli tolgo l'arma dalle mani e gli sfondo la tibia con un calcio (-8PV).

«Vaffanculo, D. Risparmiati i potenziamenti da Kung fu checcha per qualcun altro. Tu hai invitato 'sto pivello!» gracchia con la bava alla bocca.

«In tre si lavora meglio. Un bug non è uno scherzo, potremmo morire tutti».

Gli do un kit medico, «curati, e togliti quella cosa ridicola dalla fronte, è volgare».

«Agli ordini!» dice in modo sardonico.

Fa scomparire le iridi mostrando occhi vitrei, approfitto della sua pausa.

«Comunque non ha tutti i torti, il tuo nervosismo non aiuta, siamo a caccia di Dio, sai bene il rischio che corriamo». I mi osserva col suo volto da Gesù Cristo, gli occhi di un blu cobalto settato al massimo per far colpo sulle ragazze, mi fa segno di sì con la testa e serra le mani sull'arma deciso a proseguire.

«Cosa ve ne pare?», O è tornato dal menu e una nube di dati gli cambia la testa; cresta verde, faccia da teschio e pupille di fuoco.

Stavolta sono io che rido.

 

Camminiamo da almeno un'ora sotto questo cielo di cartapesta. L'iperrealismo ha lasciato il posto ai resti di un palcoscenico. Le tre lune, enormi e magnetiche, si decolorano a ogni sussulto del cielo. Le osserviamo mentre si sciolgono; file di rosso, giallo e blu colano per tutto il soffitto crepato e scrostato. Pezzi di cielo ci cadono addosso oltrepassandoci con la loro inconsistenza. Non esiste niente attorno a noi, contempliamo i rudimenti di un motore grafico andato a puttane.

Ma ancora camminiamo, è solo un mondo che va in pezzi, solo uno dei tanti. I nostri passi si abbattono pesanti su un terreno che diventa vetro frantumato, ogni coccio è una texture non definita. Gli alberi, accostati ai lati in lunghe file simmetriche, sono morti e spettrali, e servono solo a pronunciare una profondità di campo ormai divenuta nebbia all'orizzonte. I dettagli svaniscono mentre i contorni rimangono.

Questo accade in un luogo infettato da un errore.

 

I è sempre più teso, teme di venire inghiottito da quel nulla.

Per la terza volta richiamo O che arresta il suo corso a ogni sigaretta accesa.

«Sono alle benzo» dice.

Benzodiazepine, ci spiega. Lo calmano, ci spiega. Le compra a un emporio pirata di una gilda pirata, ci spiega.

Spiega tutto questo con la sua faccia da teschio e la sua cresta verde e le sue pupille in fiamme.

Mi ricordo quando le fumava mentre se ne stava seduto sul suo trofeo: un cumulo di ragazzini zombi. Era uno dei livelli più ostici della stagione, eravamo arrivati primi in classifica grazie alla sua aggressività.

Score, premi; un fiume di applausi e riconoscimenti che ci hanno permesso di poter viaggiare, salire di livello, controllare, e sistemare mondi incasinati, buggati. E dunque lo ricordo ancora col suo folle sguardo: sedeva sui cadaveri di 800 punti guadagnati, quel giorno indossava le corna di un demone e non faceva che fumare quella robaccia. Dovevo aspettarmelo che ci avrebbero chiamato per esplorare il mondo che sta alla fine di ogni cosa.

Meglio della coca, meglio degli acidi, meglio di una scopata, dice con la bocca piena di fumo.

Sono solo dati, dice I. Basta che manipoli i valori del GABA e della serotonina, gli dice mentre lo vede estrarre il revolver. Sprechi i tuoi soldi.

E di nuovo gli spara in testa, e di nuovo I resuscita, intanto io continuo a camminare.

Gli dico di proseguire e di non fermarsi.

 

Continua a piovere cielo.

All'improvviso I si blocca.

«Che c'è adesso?».

Mi fa segno di ascoltare, e la sento; una litania che riverbera tutt'attorno, distorta.

«Merda, 'sto posto va in pezzi ma rimane intatto lo script dell'OST» ridacchia O.

«Forse siamo vicini al boss, occhi aperti» dico mentre noto delle figure sbiadite sbucare dagli alberi attorno al sentiero. Si muovono sincopate, con teste tremolanti. I ha paura e gli dico di non preoccuparsi. Quelli sono fantasmi, dico.

Sono echi di vecchi giocatori, ecco cosa ti accade quando finisci le vite.

I vuole andare via. Si guarda indietro e vede l'abisso, ormai è troppo tardi. Giungiamo di fronte a un muro di codici fluttuanti. O, dall'alto della sua serenità al sapore di benzo, è quello più produttivo; i suoi occhi di fuoco decodificano quello che, a quanto pare, era il boss del dungeon: un drago con 999.999 PV, e gli altri valori - FRZ, AGL, DIF - fuori scala. Non bastano 50 vite per far fuori una cosa simile.

Allora c'è Dio in questo posto, proprio come diceva la leggenda.

L'OST è scomparsa.

Il muro di dati cede il posto a un improvviso pop up: un messaggio a chiare lettere ci abbaglia con la sua luminosità:

 

Senza mondi, versate

di nuovi e miseri, vi beate

Di niente

per esser niente

Né uomini

né dèi

Dietro a voi, il corpo disabitato

 

Ci giriamo e lo vediamo: il bug.

È ben definito nel suo avatar anonimo, nudo e androgino. È solo una sagoma in alta definizione, uno spreco di poligoni. Fluttua a venti centimetri da terra in T-pose. Più si avvicina più ci sentiamo male, tutto diventa interferenza. I PV scendono e ridiscendono, perdiamo vite su vite, stiamo morendo.

È solo un gioco, soltanto un gioco, non può farci male.

Sento le urla di I mentre la sinestesia mi percuote facendo diventare il mio olfatto un buco dal quale sbirciare: dentro ci vedo vite che sono passate, andate via nell'etere...

 

Bambini giocano senza parametri senza interfacce solo palloni altalene gr0tte bo$chi da esplorare ragazzi si parlano profumano si vedono senza teschi $enza occhi che vanno a fuoco senza pentacoli solo capelli occhi naso bocca uomini donne litigan0 fanno l'amore non zombi il cielo è cielo e c'è $olo una luna.

 

Dio si ferma, Dio è un bug, Dio in T-pose resta immobile e ci distrugge col suo non essere.

«Basta così!» urla O mandando alle ortiche le venti sigarette alle benzo nei suoi polmoni. Gli punta la pistola alla testa.

3

2

1

Le vite di I arrivano a zero. Si accascia a terra, per sempre.

O mi dice che non c'è più tempo. E io mi domando come può un teschio piangere.

5

4

3

Un'altra conta. Le vite di O dipendono da un mio ordine.

Dio ha la canna di un revolver che lo punta.

Guardo O, entriamo in sincronia, ritornano gli sguardi truci.

«Spara a 'sto stronzo».

O preme il grilletto.

Niente poligoni, niente dati, solo un fiume di sangue e cervella che mi imbrattano.

Ogni cosa scompare, veniamo risucchiati dal vortice digitale. Sento l'odore del sangue di Dio, e penso a quanto mi piacerebbe sentirlo scorrere dentro di me.

Gli ultimi granelli di sabbia cadono emettendo tonfi assordanti: 3 vite, 2 vite, 1 vita.

 

                                                                                                                                                         Game Over

 

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Il pregio del racconto è che si legge in discesa, senza intoppi, e quindi per me è riuscito. Scorre una favola, il ritmo coinvolge nella lettura, ed è scritto bene.

Visionario, ma non onirico a livelli di stress mentale per il lettore.

Leggendo avevo il dubbio che tutto fosse un videogioco, e ce l'ho ancora 'sto dubbio, cosa per me positiva.

Sono rimasto al Nintendo Entertainment dell'89, non ne capisco una mazza di punti vita e altri tecnicismi del genere, ma perché lo sto dicendo non lo so...

Avrei tolto la parte

4 ore fa, Rhomer ha scritto:

Bambini giocano senza parametri senza interfacce solo palloni altalene gr0tte bo$chi da esplorare ragazzi si parlano profumano si vedono senza teschi $enza occhi che vanno a fuoco senza pentacoli solo capelli occhi naso bocca uomini donne litigan0 fanno l'amore non zombi il cielo è cielo e c'è $olo una luna.

 

dove l'autore mette un messaggio nostalgico sul come si stava meglio prima, ma è una facezia.

Avrei messo il punto dopo il "nome" dei personaggi, tipo O. e I. per non confondere (oppure usare altre lettere, non so).

Ma sono piccolezze, mi è piaciuto parecchio e me lo rileggerò.

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Beh beh... Il terzo racconto che leggo il terzo racconto che mi piace, porca miseria! Bravo, @Rhomer, se volevi stralunarci ci sei riuscito, Se volevi essere originale, pure! Anche io penso che sia un racconto che scorre molto, ma nonostante ciò anche io penso che lo rileggerò. Anche io non ne capisco molto di videogiochi, e questo, con tutta evidenza, è un videogioco. Lo è con tutta evidenza perché sei stato bravo a renderlo. Quello su cui invece non concordo col commento che precede è la parte sul gioco dei bambini, tra virgolette, analogici, perché penso che possa offrire una chiave di lettura del senso del racconto. È vero, però, che giunge un po' scollegata, quindi casomai più che amputarela, proverei a inserirla meglio. Ottimo racconto!

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Ciao @Rhomer

 

Un brano vorticoso: dinamismo, ritmo serrato, visionario. Bello, mi è piaciuto molto. 

Non sono sicurissima di aver colto per intero il significato perché mi rimane un dubbio, per cui ti pongo la domanda e poi, in base alla tua risposta, completo il commento. 

 

Il fatto che i tre protagonisti vanno alla ricerca di Dio e i loro nomi sono le terre che compongono la parola (D.  I.  O) ha un significato? Se sì quale? 

 

Talia 

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@Rhomer , complimenti per il riuscitissimo racconto. Un videogioco in disfacimento visto dall'interno, reso in maniera molto credibile ("realistico" non credo possa essere appropriato), con un minimo di tecnicismi, la cui comprensione precisa non è comunque indispensabile per seguire il racconto (a parte forse "bug", ma quello dovrebbe avere ormai una certa diffusione nella cultura generale). Anche il ritmo è perfetto, ti fa procedere deciso dall'inizio alla fine.

 

Una macchiolina:

15 ore fa, Rhomer ha scritto:

«Non ti scaldare» e sputa sul volto di I.

«Avrà un milione di vite».

Qui non sarei andato a capo: ci vuole un attimo di riflessione per capire che è sempre O a parlare, se fosse scritto tutto di fila per me sarebbe meglio, anche per il ritmo.

 

Per quanto riguarda la poesia, mi sfugge il significato della frase a cavallo del primo e secondo verso

15 ore fa, Rhomer ha scritto:

Senza mondi, versate

di nuovi e miseri, vi beate

Di niente

per esser niente

Né uomini

né dèi

Dietro a voi, il corpo disabitato

ma questo non è necessariamente un problema della poesia...

 

15 ore fa, Rhomer ha scritto:

Bambini giocano senza parametri senza interfacce solo palloni altalene gr0tte bo$chi da esplorare ragazzi si parlano profumano si vedono senza teschi $enza occhi che vanno a fuoco senza pentacoli solo capelli occhi naso bocca uomini donne litigan0 fanno l'amore non zombi il cielo è cielo e c'è $olo una luna. 

I caratteri sballati $/0 danno l'idea dell'interferenza informatica, ma io avrei provato a vedere come stava il passaggio senza. E a mettere "infuocati" al posto di "che vanno a fuoco", per mantenere l'affollamento di parole e immagini che c'è nel resto del passaggio. Più una curiosità che un appunto.

 

@Talia , grazie per l'osservazione (mi era sfuggito del tutto!):

2 ore fa, Talia ha scritto:

l fatto che i tre protagonisti vanno alla ricerca di Dio e i loro nomi sono le terre che compongono la parola (D.  I.  O) ha un significato? Se sì quale? 

Grazie a questa, provo a dare un'interpretazione del racconto (sotto spoiler, così non disturbo chi si vuol divertire a fare altrettanto):


 

Spoiler

 

D, I e O sono personaggi virtuali, incarnazioni diverse di uno stesso giocatore, che si considera appunto il dio del microcosmo virtuale. Quando si manifesta, il bug/dio viene presentato così:

14 ore fa, Rhomer ha scritto:

Dietro a voi, il corpo disabitato

Mi fa pensare che il corpo o la persona reale, abbandonato dalla mente perduta nei personaggi virtuali, interferisca col mondo virtuale richiamandolo alla realtà. Per questo a contatto con lui D sperimenta una reminiscenza di un passato reale

 

14 ore fa, Rhomer ha scritto:

Bambini giocano senza parametri senza interfacce solo palloni altalene gr0tte bo$chi da esplorare ragazzi si parlano profumano si vedono senza teschi $enza occhi che vanno a fuoco senza pentacoli solo capelli occhi naso bocca uomini donne litigan0 fanno l'amore non zombi il cielo è cielo e c'è $olo una luna.

e per questo viene percepito come "non essere" distruttivo da chi è immerso nel virtuale.

 

Nell'atto finale, si ha una morte fisica

15 ore fa, Rhomer ha scritto:

Niente poligoni, niente dati, solo un fiume di sangue e cervella che mi imbrattano.

In pratica, un suicidio: i personaggi, che hanno dimenticato la propria origine, uccidono (non capisco bene come, ma va be') l'uomo che si era immerso nel gioco tempo prima. Per questo tutto scompare.

 

 

in ogni caso, un discreto candidato al premio Criptico...

 

Complimenti di nuovo, e alla prossima!

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@simone volponi @Edu @Talia Grazie per i vostri commenti, mi fa piacere che abbiate apprezzato questa storia.

 

10 ore fa, simone volponi ha scritto:

Sono rimasto al Nintendo Entertainment dell'89

Eh, i videogiochi hanno fatto notevolissimi passi avanti da allora ma, in tutta onestà, e con la nostalgia dalla mia parte, ti posso dire che quel periodo lì rimarrà unico.

 
10 ore fa, simone volponi ha scritto:

Avrei tolto la parte

15 ore fa, Rhomer ha scritto:

Bambini giocano senza parametri senza interfacce solo palloni altalene gr0tte bo$chi da esplorare ragazzi si parlano profumano si vedono senza teschi $enza occhi che vanno a fuoco senza pentacoli solo capelli occhi naso bocca uomini donne litigan0 fanno l'amore non zombi il cielo è cielo e c'è $olo una luna.

 

dove l'autore mette un messaggio nostalgico sul come si stava meglio prima, ma è una facezia.

Questo pezzo ha subito diverse modifiche (anche per via degli 8.000 caratteri, ma non solo). Considera che, inizialmente, l'idea era quello di un messaggio in codice... solo che poi mi resi conto che avreste potuto tirarmi i pomodori in faccia (meritatissimi), dunque ho evitato ( : 

 

 

9 ore fa, Edu ha scritto:

Quello su cui invece non concordo col commento che precede è la parte sul gioco dei bambini, tra virgolette, analogici, perché penso che possa offrire una chiave di lettura del senso del racconto

Sì, concordo, infatti per me era fondamentale arrivasse questo messaggio, ma appunto, come dici dopo, meriterebbe di essere inserito meglio.

 

 

 

2 ore fa, Talia ha scritto:

Il fatto che i tre protagonisti vanno alla ricerca di Dio e i loro nomi sono le terre che compongono la parola (D.  I.  O) ha un significato? Se sì quale?

Diciamo che ci sono più motivi dietro a questa scelta, ma in fin dei conti credo che il tutto possa essere spiegato considerando i tre soggetti: tre giocatori con dei Nickname. Penso che la "razza" dei videogiocatori sia, giocoforza, tra le più presuntuose che esistano ('sto pensiero è da prendere con le pinze eh ( :  ), dunque mi figuravo 'sti pazzoidi accettare una missione simile con tutta l'arroganza possibile del caso (loro che uccidono Dio, e dunque si sostituiscono a esso)

 

 

Di nuovo grazie a tutti per essere passati, alla prossima.

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@Marf Grazie per essere passato, e per la tua interpretazione (in parte corretta). Ho voluto evitare di spiegarla perché ne sarebbe uscito un pippone assurdo, ma sono davvero contento che sia "passato" il concetto di "suicidio simbolico". 

Spoiler

In pratica Dio è come se fosse l'ultimo uomo rimasto. Dovrei spiegare il mondo che gira attorno al racconto che mi sono immaginato per poter chiarire il tutto, ma non penso serva poi a molto. Dunque mi fermo qui per evitare la camicia di forza ( : 

 

Grazie ancora!

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Ciao @Rhomerper prima cosa ti dico che oggigiorno i bambini se ne fregano degli alberi dell'erba e dei boschi. Il tuo racconto molto scorrevole ed intuitivo mette in risalto il pericolo di dipendenza della tecnologia. Quando navigavo, imponevo di usare il proprio cervello nell'arte marinare e la tecnologia usarla solo per verificare se quello che abbiamo calcolato è privo di errori, indi la tecnologia mai deve sostituire l'osservazione dei nostri occhi, il lavoro del nostro formidabile cervello ecc...ecc... Vedi caro @Rhomer i sikgnori  "I" e "O"  mi danno tutta l'aria di essere dei robot e tu daresti la tua vita in mano ad un robot? È un racconto il tuo  che sembra all'acq

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scusami @Rhomer c'è stato uno sbalzo di elettricità. Dicevo è un racconto il tuo che sembrerebbe all'acqua di rose ed invece osservato da un'altro punto di vista esso pone in risalto la pericolosità della dipendenza della tecnologia. Errori grammaticali o di punteggiatura non ne ho visti. Ti auguro una buona domenica e tanta fortuna

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Mi è piaciuto molto, e parlo del ritmo concitato, della schizofrenia rissosa e senza spiegazioni dei tre pazzoidi, dei loro continui litigi, degli assalti sconnessi vicendevoli in un mondo ormai folle e confuso che non riesce più a difendersi.

Ognuno la può vedere come vuole, a partire dal videogioco, ma la realtà di oggi non è poi così dissimile.

Per questo in alcuni passaggi:

18 ore fa, Rhomer ha scritto:

sembriamo tre Terminator cazzutissimi con tanto di abiti mimetici e sguardi truci.

«Non lagnarti, fighetta» gli dice O con un sorriso da ritardato.

«Non parlavo con te, stronzo».

Questo accade in un luogo infettato da un errore

I vuole andare via. Si guarda indietro e vede l'abisso, ormai è troppo tardi

non ho avuto difficoltà a riconoscere gli eroi dell'attuale (o passato?, nessuno l'ha ancora capito) governo gialloverde che va a sfasciare lo Stato.

Come pure qui:

18 ore fa, Rhomer ha scritto:

Quelli sono fantasmi, dico.

Sono echi di vecchi giocatori, ecco cosa ti accade quando finisci le vite.

non ci vuole molto a riconoscere le opposizioni.

Bravo @Rhomer, quindi, e speriamo che il "game over" riguardi solo loro e non tutti noi.

Forse ho scherzato, o forse no.

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Il 17/8/2019 alle 19:56, Rhomer ha scritto:

  Il muro di dati cede il posto a un improvviso pop up: un messaggio a chiare lettere ci abbaglia con la sua luminosità:

 

Senza mondi, versate

di nuovi e miseri, vi beate

Di niente

per esser niente

Né uomini

né dèi

Dietro a voi, il corpo disabitato

 

Ci giriamo e lo vediamo: il bug.

 

Un browser poeta avvisa i tre utenti/interpreti di videogiochi  D., I. e O. del bug in arrivo. Così io ne commento i versi:

 

Senza mondi,                                         Senza patria,

versate di nuovi e miseri,                     siete esperti di nuovi ma miseri mondi,

vi beate Di niente                                   giochi inutili, di ruolo magari,

per esser niente                                     per essere senza consistenza.

Né uomini né dèi                                    Per essere nessuno. Nessuno.

Dietro a voi, il corpo disabitato            Un pulsante basta a spegnervi.

 

***

 

Sempre originale, bravo @Rhomer :)

 

 

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Wow! Bello sul serio. Lo stile è adeguato alla storia e scorre benissimo. Io non capisco un piffero di giochi virtuali e compagnia bella, ma il racconto è godibile anche senza conoscere i termini tecnici. Mi piace anche molto come hai reso in modo vivido (e comprensibile anche ai profani) le descrizioni di questo mondo virtuale morente, fatto di pixel e di dati. Tutto perfetto secondo me, non avrei cambiato niente. Perfetti e credibili anche i personaggi. Mi piace anche l'espediente per inserire la poesia, anche se non l'ho capita del tutto.

Spero che gli altri racconti non siano tutti così belli, o avrò serie difficoltà a scegliere. Ciao, e ancora complimenti:)

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@flambar @Macleo @Poeta Zaza @Silverwillow Grazie mille a tutti voi per i vostri apprezzamenti e le vostre riflessioni, mi ha fatto davvero piacere leggere i vostri commenti.

 

7 ore fa, Macleo ha scritto:

Forse ho scherzato, o forse no.

So solo che tu mi fai divertire anche nei commenti, non solo nei tuoi racconti! (

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Buongiorno, @Rhomer e complimenti per il racconto ben riuscito.

 

Anche qui ho vissuto più il rapporto tra i personaggi che l'esplorazione vera e propria, ma la poesia che esce da un pop up è una trovata geniale, che vale da sola il prezzo del biglietto.

 

Sinceramente, ho trovato i personaggi "I e O" un po' troppo estremizzati, pur se funzionali alla storia: da quel che ne so (anche se appartengo alla generazione degli Spectrum 48k e dei Commodore 64), oggi i veri giocatori di videogame online non sono più così... presuntuosi e arroganti (vedo i miei giovani figli): potere del gioco online, in cui la cooperazione riveste un aspetto "socialmente importante".

 

Da un punto di vista della sintassi, non ho molto da segnalare: praticamente nulli i refusi, ma mancano almeno 3-4 due punti (specie nelle frasi in cui si spiega cosa sta accadendo).

 

Mi è piaciuta un sacco questa frase, che rende bene tutto il senso del racconto:

Quota

Bambini giocano senza parametri, senza interfacce: solo palloni altalene gr0tte bo$chi da esplorare ragazzi si parlano profumano si vedono senza teschi $enza occhi che vanno a fuoco senza pentacoli solo capelli occhi naso bocca uomini donne litigan0 fanno l'amore non zombi il cielo è cielo e c'è $olo una luna.

 

Infine, a livello di contenuti, l'unica cosa che mi ha lasciato un po' perplesso è questo passaggio:

Quota

Niente poligoni, niente dati, solo un fiume di sangue e cervella che mi imbrattano.

 

che un po' "stride" (a parer mio, per come l'ho interpretata) con la frase successiva:

Quota

Sento l'odore del sangue di Dio, e penso a quanto mi piacerebbe sentirlo scorrere dentro di me.

 

Comunque sia, ottima prova! (y)

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Un bel racconto @Rhomer descritto molto bene. Mi sono sentita personaggio: ho corso, ho tifato, ho guardato e sofferto a distanza. Bella la parte grafica, i dialoghi molto veri, bella la trovata in generale. Sempre originale, ciao

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@Rhomer ottimo lavoro, sebbene neanch'io ci capisca niente di video games, l'ho letto con vivo interesse. Immagini vivaci e cruente mi hanno suggerito la traslazione del significato, hai descritto la distruzione di un mondo virtuale che ho facilmente paragonato a quello reale. Alcuni passaggi dovrò rileggerli, ma sono certa che chi si intende di linguaggio in giochi virtuali avrà modo di applaudirti ancora di più. Ciao e alla prossima. 

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Ciao @Rhomer

 

Ho visto Ralf spaccatutto e ho giocato videogiochi con la scheda video che non girava. Ho rivissuto i momenti dove il personaggio spariva dentro qualcosa che non doveva trovarsi lì.

Tutta la storia però l'ho capita dai commenti. Quindi molto suggestivo, bella scrittura ma facci capire anche a noi qualcosaxD 

Il 17/8/2019 alle 19:56, Rhomer ha scritto:

un drago con 999.999 PV, e gli altri valori - FRZ, AGL, DIF - fuori scala. Non bastano 50 vite per far fuori una cosa simile.

per esempio questa frase:

Io in Baldur's gate ce l'avevo un dragone davanti, ma i valori  non mi ricordo fossero cosi criptici. che vuol dire fuori scala? ma si sono vecchia io e i miei ricordi sorpassati. è un secolo che non gioco più.

la traccia e la poesia sono centrate e nonstante non ho capito ben,e da sola, la dinamica della trama, il racconto è scritto cosi bene che si va avanti senza perdere interesse.

 Bravissimo (y)

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Ciao @Rhomer

un'ambientazione decisamente suggestiva e originale, che viene fuori in modo convincente. In alcuni punti ammetto di essermi un po' persa, ma questo, ormai l'ho capito, fa parte del tuo modo di scrivere, e in questo testo in particolare tratti un contesto che non mi è familiare... Alcune parti sembrano scritte in un codice ignoto, il che ci sta.

Molto d'impatto l'inizio e ci sono alcune parti che mi sembrano particolarmente suggestive come questa

Il 17/8/2019 alle 19:56, Rhomer ha scritto:

Continua a piovere cielo.

Immagino qualcosa nello schermo che cade, che crolla, ma l'immagine in sé è molto poetica.

Ottima prova!

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@Adelaide J. Pellitteri @Alba360 @ivalibri Grazie per i vostri commenti, sono contento che vi sia piaciuto nonostante la tematica a voi non familiare. (

 

18 ore fa, Alba360 ha scritto:
Il 17/8/2019 alle 19:56, Rhomer ha scritto:

un drago con 999.999 PV, e gli altri valori - FRZ, AGL, DIF - fuori scala. Non bastano 50 vite per far fuori una cosa simile.

per esempio questa frase:

PV=punti vita, FRZ=forza, AGL=agilità e DIF=difesa. Sono abbreviazioni che, alcune volte, vengono utilizzate nei giochi di ruolo con sistemi di gioco parametrici diciamo.

 

1 ora fa, ivalibri ha scritto:

In alcuni punti ammetto di essermi un po' persa, ma questo, ormai l'ho capito, fa parte del tuo modo di scrivere

Mi sono lasciato prendere la mano in 'sto racconto, lo ammetto ( :  Ma in fin dei conti tendo a sperimentare sempre ('sti contest sono utilissimi in tal senso), ma non disdegno affatto anche impostazioni più classiche, infatti tendo a variare il più possibile nel mio piccolo. 

 

Di nuovo grazie, alla prossima!

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Ciao @Rhomer, molto originale il tuo racconto e anche ben scritto. Ottimo il ritmo serrato che gli hai saputo dare. Un po' difficile da interpretare ma questa non è necessariamente una pecca per racconti di questo tipo. Anche perchè hai creato un effetto straniamento che ben si addice alla complessità del mondo tecnologico. Anche io ovviamente ho una interpretazione da associare a questo tuo racconto anche se non è detto che sia corretta o meglio non è detto che coincida con quella dell'autore. Io ho visto 3 uomini eletti come rappresentanti di una umanità che cerca di superare e quindi uccidere Dio per mezzo della tecnologia. Molto interessante  questo spunto.

 

Saluti,

 

Intes

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Ciao @Rhomer ,

ti dico subito che il genere cyber non è il mio forte e mi ci ritrovo a fatica. Non posso quindi valutare il contesto, giacché non ho capito (limite degli 8000 caratteri !) se siamo dentro un videogioco, o un mondo virtuale di qualche tipo. Ti segnalo solo alcune cose che mi sono piaciute perché, a mio parere, mostrano un pensiero molto originale.

Il fatto che Dio sia un bug, è una bella trovata.

Il fatto che ovunque siamo (mondo virtuale o videogioco o cosa diavolo sia quel mondo) c'è comunque un numero limitato di resurrezioni.

Il fatto che certe cose accadano perché quel mondo è infettato da un errore. E questa mi pare una trovata che ha molto della presa per i fondelli ...  Se quel mondo l'ha creato Dio, non mi pare che sia poi tanto perfetto, visto che sbaglia anche lui.

Insomma, molte cose mi hanno affascinato. Il limite, a parer mio, è di dover raccontare un mondo completamente diverso dal nostro, senza avere lo spazio di spiegarcene meglio contesti e regole.

Una prova molto coraggiosa e al limite. E dunque, da apprezzare in ogni caso.

Alla prossima.

 

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Ciao @Rhomer, bentrovato! Io di videogiochi non so un tubo, non è proprio la mia dimensione, eppure mi sono goduta un sacco il tuo racconto vorticoso, coinvolgente, di un ritmo pazzesco and least but not last, il più originale di quelli letti finora. Ho apprezzato la tua inventiva e il coraggio di scrivere di un mondo suggestivo, molto suggestivo, e forse non accessibile da tutti. Ma io sono una lettrice istintiva, che non bada alla logica e quando è colpita non si chiede perché delle cose, le accetta e basta. Una bella prova. A rileggerci!

 

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