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Anticipare gli eventi che seguiranno nel corso della narrazione: sì o no?

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9 minuti fa, AndC ha scritto:

Pare scontato, ma in realtà anche se non si tratta di anticipazioni sulla trama, spesso il lettore conosce in partenza molti elementi del libro stesso... eppure ciò, di base, non toglie ma aggiunge curiosità o passione.

 

Poi aggiungerei le anticipazioni involontarie: non volute dall'autore, intendo.

Una volta, mentre leggevo un giallo ed ero giunto circa al 70%, mi imbattei per caso in un articolo di blog che a un certo punto diceva: «L'assassino di quel giallo è Mario Rossi».

Cercai di distogliere lo sguardo prima di vedere il nome ma non feci in tempo.

Bene, ciò non mi tolse curiosità, come si crederebbe comunemente, al contrario la accrebbe, perché mi dissi: «Adesso voglio proprio vedere come farà l'autore a dimostrarmi che proprio lui ha commesso l'assassinio e soprattutto voglio vedere come lo ha fatto». Per me era del tutto strambo, incredibile, che l'assassino fosse Mario Rossi, ma poi avrei scoperto che effettivamente era lui. Il come del delitto era un colpo di genio, sorprendente :D

Insomma, quell'anticipazione mi fece passare dal whodunit al howdunit.

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Caro @dyskolos mi hai fatto venire in mente che per un certo periodo, morbossisima curiosità... di alcuni libri leggevo l'incipit e poi volavo al finale, in una tremenda lotta con me stesso "non leggere, ti rovini tutto / leggi e scopri come finisce!"

 

Ancor più semplicemente, lo facevo spesso coi fumetti... non sempre, però... in generale anche a me capita di leggere ad esempio recensioni di film che svelano il finale... Un po' ci rosico lì per lì, ma questo non mi impedisce di vederlo, se mi interessa...

 

Da una parte, vuoi appunto scoprire il come, dall'altra paradossalmente quello che accade è come una rimozione temporanea della nozione acquisita.

 

Tu conosci il finale di una storia, ma se inizi a vederla poni l'informazione nell'inconscio, non la associ direttamente, anche perché la tua attenzione si riporta al presente della storia...

 

Grazie dunque per la tua preziosa aggiunta all'elenco e aggiungerei ancora:

I libri o film già visti?

 

Tecnicamente sappiamo già tutto, eppure nel rivederli nascono altre passioni, ci si concentra su altri dettagli etc...

 

Come dire: sapere non significa avere esaurito la storia!

 

Ciao!

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31 minuti fa, AndC ha scritto:

Caro @dyskolos mi hai fatto venire in mente che per un certo periodo, morbossisima curiosità... di alcuni libri leggevo l'incipit e poi volavo al finale, in una tremenda lotta con me stesso "non leggere, ti rovini tutto / leggi e scopri come finisce!"

Lo facevo anch'io da ragazzina... era un impulso incontrollabile :D 

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Il 2/9/2019 alle 23:48, Silverwillow ha scritto:

Tutta la luce che non vediamo" di Anthony Doerr

Grazie, l'ho messo in coda di lettura.

 

Grazie a tutti per i commenti. Li ho letti con attenzione, i vostri input confermano che le anticipazioni siano materia insidiosa. Sarà perché come lettore non li amo molto, e sarà perché il più delle volte mi sembrano troppo artificiosi, credo si debba essere davvero convinti della propria scelta quando si decide di inserire un'anticipazione. Bisogna proprio crederci, in quella anticipazione e sapere -- o presumere di sapere -- quale risultato produrrà nei lettori.

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King dice che Horror é il mostro che salta fuori all'improvviso sconvolgendo una situazione creduta tranquillla, Thriller é far vedere che il mostro si nasconde nella stanza e mostrare l'ignara vittima che se ne va bel bella verso la stanza. Il secondo effetto é figlio di una anticipazione accurata.

 

Questo per corroborare la posizione di chi dice che le anticipazioni non sono il male assoluto ma devono essere calibrate per aggiungere sale alla lettura (dove serve).

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In effetti c'è questa anticipazione tratta da Odissea nello spazio che, secondo me, non è invasiva e lascia al lettore il giusto grado di suspense:

"Poole e Bowman si erano più volte riferiti spiritosamente a se stessi come a custodi o guardiani a bordo di un'astronave che, in realtà, poteva proseguire da sola. Sarebbero rimasti stupefatti e non poco indignati scoprendo quanta verità conteneva questa spiritosaggine."

 

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Anche Pirandello ne mette due all'inizio del Fu Mattia Pascal.

 

"Ho detto troppo presto, in principio, che ho conosciuto
mio padre. Non l'ho conosciuto. Avevo quattr'anni e
mezzo quand'egli morì.
"

 

e, poco dopo:

 

"Costui era vedovo, con un figliuolo, che vive tuttora e si
chiama Gerolamo come il padre: amicissimo mio, anzi
più che amico, come dirò appresso.
"

 

12 ore fa, Gualduccig ha scritto:

King dice che Horror é il mostro che salta fuori all'improvviso sconvolgendo una situazione creduta tranquillla, Thriller é far vedere che il mostro si nasconde nella stanza e mostrare l'ignara vittima che se ne va bel bella verso la stanza.

 

Hitchcock diceva una cosa simile:

"La differenza tra suspense e sorpresa è molto semplice e ne parlo spesso (...) Noi stiamo parlando, c'è forse una bomba sotto questo tavolo e la nostra conversazione è molto normale, non accade niente di speciale e tutt'a un tratto: boom, l'esplosione. Il pubblico è sorpreso, ma prima che lo diventi gli è stata mostrata una scena del tutto normale, priva d'interesse. Ora veniamo alla suspense. La bomba è sotto il tavolo e il pubblico lo sa, probabilmente perché ha visto l'anarchico mentre la stava posando. Il pubblico sa che la bomba esploderà all'una e sa che è l'una meno un quarto - c'è un orologio nella stanza - : la stessa conversazione insignificante diventa tutt'a un tratto molto interessante perché il pubblico partecipa alla scena. Gli verrebbe da dire ai personaggi sullo schermo: 'Non dovreste parlare di cose banali, c'è una bomba sotto il tavolo che sta per esplodere da un momento all'altro'. Nel primo caso abbiamo offerto al pubblico quindici secondi di sorpresa al momento dell'esplosione. Nel secondo gli offriamo quindici minuti di suspense"

 

 

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