Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Alessandroperbellini

[FdI 2019-3] Come una goccia d’acqua su una piastra incandescente

Post raccomandati

https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/44116-rom/

 

Come una goccia d’acqua versata su una piastra incandescente. Ci ho impiegato anni per descrivere lo sfrigolio in maniera appropriata, e nonostante questo, non rende ancora a pieno l’idea. Sarebbe più corretto immaginare di rovesciare un lago nella bocca di un vulcano in eruzione, mentre si resta riparati dal calore, nei pressi del cratere. Questi sfrigolii, sempre più frequenti con il passare degli anni, sono ormai quotidiani. Osservo la cupola dalla finestra e mi chiedo se cederà, causando la fine di questa misera esistenza. 
Una mano mi accarezza la spalla, mi volto verso Rachele, e le sfioro il viso pallido. Con l’indice ricalco il contorno delle occhiaie violacee che le arrivano a metà naso.
“Dai vieni a letto, a quei rumori ormai sono abituata, fammi urlare forte e non li sentirai nemmeno tu” mi dice con il mento sollevato e gli occhi socchiusi. Di solito, una frase del genere mi eccita a tal punto da annientare ogni inquietudine. Mi strattona per il colletto e mi spinge finché non cado sul materasso, un attimo dopo si butta su di me a cavalcioni, procurandomi un dolore al basso ventre.
“Non mi si alza nemmeno, Rachele, sarà la mancanza di vitamina D” le dico, tenendole la testa tra le mani.
“Sarà la mancanza di vitamina D” mi scimiotta, e poi inizia ad ancheggiare.
“Sul serio Rachele, non ce la faccio, vado a farmi un giro” dico. Mi libero dalla morsa delle sue gambe, e davanti allo specchio riordino il ciuffo e sistemo le pieghe della camicia .
“E io a trovare qualcuno a cui gli si alzi, stronzo”. Il suo dito medio riflesso mi saluta.
Mi incammino lungo la via che, dalla mia abitazione, si connette sulla strada che porta al centro. Controllo sull’E-watch la temperatura ambientale: è impostata a 25 gradi, sulla Terra in questo momento è maggio mentre qui cercano di replicare il ciclo delle stagioni, mutando, per quanto possibile, le condizioni ambientali. Possono variare l’umidità, la temperatura, l’intensità del vento artificiale, ma senza il tepore del sole o il profumo degli alberi in fiore non esisterà mai la primavera. Sollevo lo sguardo verso la ‘stella’, un’enorme lampada al neon che si diparte dalla cupola e illumina la città e poi riprendo la marcia disgustato. Lungo il percorso, il solito bar ‘Inghilterra’ cattura la mia attenzione: sotto l’insegna c’è un cartello che recita ‘birre inglesi con autentico luppolo, birre dell’altro mondo, scorte limitatissime’. Negli ultimi mesi le uniche birre che ho bevuto sono quelle ottenute col preparato industriale, visti gli esigui rifornimenti dal pianeta madre. È un locale di lusso, ricalca in pieno stile un pub inglese, con banconi in legno scuro, vetri offuscati e molteplici spine che spillano pinte su pinte. Anche gli odori sono diversi, merito dell’arredamento proveniente dalla Terra. È possibile sedersi su una poltrona e apprezzare la consistenza della vera pelle. Già mi sento meglio, lontano dal grigiore artificiale al di là porta. Mi accomodo in un angolo e invio con l’E-watch una richiesta di appuntamento a Charles, nel mentre ordino una Indian pale ale.
Charles arriva con due boccali in mano, conoscendomi immaginava che avrei bevuto la prima nell’attesa.
“Assaggiala e apprezza l’amarezza di questa birra, sembra di tornare indietro nel tempo” gli dico.
Charles si siede, sorride e con la solita flemma annusa le fragranze agrumate e ne sorseggia un po’.
“Ciao amico mio, apprezzo sempre i tuoi inviti, non mi porti mai in posti banali” dice l’uomo sulla sessantina, pallido come tutti, ma con occhiaie meno evidenti, di un blu tenue che sfuma nella cute circostante. A differenza degli altri grassi commensali suoi coetanei, ha un fisico asciutto. Da giovane deve esser stato molto avvenente e pieno di donne, ed inoltre, è uno dei pochi coloni ad essersi trasferito prima della cupola, delle piogge acide e del declino di questa realtà.
“Non sono mai banali nemmeno le tue storie, raccontami dei paesaggi, di quello che hai visto fuori da questa prigione d’acciaio, oggi ne ho un estremo bisogno” gli dico. Tamburello con le dita sul vetro del bicchiere e agito le gambe sotto il tavolo. Un intenso sfrigolio scuote il locale e Charles inizia a parlare.
“Hai presente i pinnacoli rocciosi o i calanchi dello Utah?” Mi chiede guardandomi dritto negli occhi.
Annuisco.
“Ecco, immaginati quelle formazioni di roccia rossa estendersi così in alto da non riuscire a vederne la cima. Io alle pendici del monte Everest non ci sono mai stato, ma nelle foto che ho visto la punta si intravedeva, qui invece no”. Beve un sorso e fissa il bicchiere. “E la particolarità è che su queste catene non c’è nessun albero, arbusto o fiore. Sono nude e spietate, mentre la pianura è un immensa distesa di verde nella quale brulicano insetti di tutte le tonalità cromatiche conosciute e di notte si illuminano come lucciole, osservandole dall’alto sembra di vedere Shangai da un rooftop”. Con le mani mima ciò che descrive, pare accarezzi i fili serba.
“Non so cosa darei per scalare quelle montagne e trovare un punto panoramico per ammirare tutto ciò” dico, dopo aver ingurgitato mezzo bicchiere. Poi estraggo il tabacco e arrotolo una sigaretta per me e una per Charles.
Charles aspira qualche boccata di fumo, sembra riflettere su qualcosa, lo capisco dalle rughe in mezzo agli occhi che si sono fatte profonde. Finisce la sigaretta e butta il mozzicone nel posacenere, sospira.
“Le piogge sono sempre più corrosive, se ti ritrovassi la fuori durante un acquazzone moriresti in poche ore per le ustioni” sussurra.
Annuisco e sollevo due dita in direzione del cameriere, altre due birre in arrivo.
“Ma se proprio ci tieni  a dare un’occhiata, ti posso inviare sull’E-watch la posizione e il codice di una porta che conduce oltre la cupola” dice massaggiandosi le tempie. “E ricorda, quando la porta si aprirà, te ne starai sul ciglio e poi tornerai indietro. Ho progettato questa struttura e sono anche il responsabile della sicurezza, quindi non metterti in pericolo”. Il lieve ottundimento dato dall’alcol svanisce all’istante, la consapevolezza di poter evadere, anche solo per un minuto, da questa enorme prigione mi solleva il morale. Parliamo poi del più e del meno finché Charles non dice di dover tornare alle sue mansioni. Si alza, mi stritola la mano e si allontana.
Pago il conto ed esco, la luce della lampada è ora più fioca e folate d’aria mi scompigliano i capelli. Sull’E-watch compare la posizione del passaggio, se mi sbrigo potrei arrivarci questa sera per ammirare le lucciole dai mille colori. Prendo un autobus che costeggia il  fiume artificiale che divide City 01 nella zona sud, abitata dai cittadini più facoltosi, da quella nord. Avviso Rachele che rientrerò tardi. Sceso dal bus, prenoto un taxi e mi faccio condurre in una periferia disabitata a me sconosciuta, da qui mi incammino verso la cupola che ormai mi ingombra la visuale. Un violento scroscio si abbatte su di essa. Mi tappo le orecchie perché lo sfrigolio qui è molto più intenso. Arrivo davanti ad una porta, non dissimile a quelle situate nei pressi delle barriere autostradali. C’è un touchscreen illuminato. Il cuore esplode e le gambe tremano. Passo la mano sulla gelida superficie di questo mostro di metallo che tanto mi opprime. Ad un tratto percepisco con le dita qualcosa di ruvido e familiare. Sfioro diverse volte finché non realizzo che si tratta di un messaggio braille. Sulla terra avevo un amico non vedente e volli imparare a leggere come lui.

 

“Struggente è la sorte dell’uomo,
che non ammira nuovi orizzonti.
La gabbia sarà la nostra salvezza.
La gabbia sarà la nostra condanna.”

 

Puntini rossi, gialli, verdi e arancioni tracciano linee lente e sinuose nell’oscurità, l’odore di terra e delle rocce calcaree investono le narici riportandomi sulle scogliere portoghesi della mia infanzia, in lontananza il profilo delle aspre creste si staglia nel buio. Fra qualche ora vedrò sorgere il sole per la prima volta , le scie luminose degli insetti mi guidano verso la meta. Non credo proprio che tornerò.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buona serata @Alessandroperbellini Potrebbe scuotere la gente e renderla consapevole  che il nostro pianeta è l'unico posto dove possiamo stare bene e  goderci quella breve meschina esistenza che c'impongono di vivere. Non deve essere tanto piacevole una pioggia corrosiva in questo caso è mille volte gradita la pioggia a grandine grosse quanto melanzane. Di errori non ne ho notati, a parte un punto che dice: pare che accarezzi fili serba. Ma sicuramente si tratta di un errore di battitura, il contenuto del racconto è scritto in una maniera da coinvolgere il lettore personalmente mi sono sentito in quella enorme costruzione protettiva d'acciaio che i protagonisti chiamano prigione.  Un piacevole racconto, complimenti. Ti auguro una buona settimana e tanta fortuna.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sbatabamm! La terza tappa si apre col botto. Un racconto stupefacente, @Alessandroperbellini. Non è che mi è piaciuto: di più.

L'idea è buona e suggestiva, ma è come la racconti che fa la differenza. Il tuo immaginare le conseguenze del nuovo ambiente sul fisico dei coloni, il mutare delle loro abitudini, la ricerca nostalgica di ambienti che ricalchino il pianeta madre. Chapeau, davvero. Il tutto scritto meravigliosamente. 

Ti segnalo questa inezia, che nulla toglie al racconto

22 ore fa, Alessandroperbellini ha scritto:

Controllo sull’E-watch la temperatura ambientale esterna: è impostata a 25 gradi, sulla Terra in questo momento è maggio mentre qui cercano di replicare il ciclo delle stagioni, mutando, per quanto possibile, le condizioni ambientali

magari puoi evitare la ripetizione parlando di "temperatura esterna".

Apri il racconto con un registro quasi poetico; la scena del sesso mancato, per tale ragione, mi ha stonato un po', perché abbassi il registro. Poi invece mi hai ipnotizzato, e la commistione tra alto è basso è diventato un pregio e non un difetto del testo.

Se tutti i racconti sono di questo livello non so come la vedo (o meglio lo so: bene).

Ciao.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Alessandroperbellini

complimenti sia per la velocità che per il racconto!

Molto bello e molto ben scritto, a mio parere. Mi è piaciuto come hai reso la quotidianità di questo mondo artificiale che descrivi e come la nostalgia della Terra entri piano nella narrazione, quasi in sordina, attraverso le piccole cose. La scena di sesso mancato funziona molto bene, secondo me, perché una volta che ci si è resi conto di quale sia l'ambientazione, risulta straniante ma al contempo molto umana.

La poesia è breve e semplice ma non per questo meno bella e vera.

E bellissimo il finale, ho proprio visualizzato ciò che vede il protagonista!

Complimenti ancora!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

 

“Struggente è la sorte dell’uomo,
che non ammira nuovi orizzonti.
La gabbia sarà la nostra salvezza.
La gabbia sarà la nostra condanna.”

 

Puntini rossi, gialli, verdi e arancioni tracciano linee lente e sinuose nell’oscurità, l’odore di terra e delle rocce calcaree investono le narici riportandomi sulle scogliere portoghesi della mia infanzia, in lontananza il profilo delle aspre creste si staglia nel buio. Fra qualche ora vedrò sorgere il sole per la prima volta , le scie luminose degli insetti mi guidano verso la meta. Non credo proprio che tornerò.

 

Ricreare una finta Terra è stato un fallimento. Meglio i pericoli del ritorno, anche solo per una gloriosa alba...

 

Un gran bell'esordio al Contest, @Alessandroperbellini :)

Ben sviluppata la trama, stile scorrevole; forma, scrittura e punteggiatura ottime.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Alessandroperbellini, da una bella idea, un racconto convincente e scritto molto bene.

Non è solo la mancanza di vitamina D, ci sono ben altri motivi che fanno capire che non tornerà.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Alessandroperbellini,

Ottimo racconto di gradevole lettura.

Gli echi di Asimov (soprattutto in come è costruito l'ambiente artificiale e nella voglia di vedere il vero sole) si percepiscono ma sono citazioni che rendono il testo piacevole.

Il protagonista è caratterizzato bene e le informazioni su di lui arrivano piano piano stimolando la curiosità del lettore. 

La poesia è malinconica e triste, adatta al tema del racconto. 

 

Talia 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Talia, grazie per il passaggio! Non sapevo di aver ‘citato’ Asimov, ho letto qualche suo libro ai tempi delle medie di cui non ricordo nulla, è un ottimo spunto per rispolverare l’autore durante una delle mie prossime letture 😁

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, è la prima volta che leggo un tuo racconto, e la prima impressione è senz'altro positiva. La storia mi piace, così come il protagonista e il mondo distopico che hai creato. Dalle riflessioni nostalgiche che fa il protagonista mi pare di capire che questi coloni non siano lì di loro volontà, ma perché costretti. In generale il racconto scorre bene e ci dà un'idea abbastanza chiara del mondo che hai inventato, dove le cose più banali come una birra o un bel paesaggio sono ormai un lusso.

Mi è piaciuto molto anche il finale, triste ma appropriato. L'unica cosa che non ho capito è a cosa sia dovuto questo sfrigolio, se è il rumore che fa la cupola che si sta disfando, o magari è a me che è sfuggito qualcosa.

Per quanto riguarda lo stile, è scorrevole e non ho notato particolari problemi. L'unica cosa che cambierei (a mio personale giudizio e non perché sia sbagliata in sé) è la punteggiatura di qualche frase. Non posso dire di essere un'esperta, ma è sempre più facile vedere queste cose in testi di altri che nei propri.

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Ci ho impiegato anni per descrivere

Mi piace molto l'incipit, toglierei solo quel "Ci", perché mi suona meglio senza

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Una mano mi accarezza la spalla, mi volto verso Rachele, e le sfioro il viso pallido.

qui ad esempio sostituirei la virgola con un punto o punto e virgola, visto che cambia il soggetto: "Una mano mi accarezza la spalla; mi volto verso Rachele..."

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

“Non mi si alza nemmeno, Rachele, sarà la mancanza di vitamina D” le dico, tenendole la testa tra le mani.
“Sarà la mancanza di vitamina D” mi scimiotta, e poi inizia ad ancheggiare.

questo dialogo quasi buffo a me ha stonato un po' col tono del resto del racconto

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Sollevo lo sguardo verso la ‘stella’, un’enorme lampada al neon che si diparte dalla cupola e illumina la città , e poi riprendo la marcia  disgustato.

qui manca la virgola che chiude l'inciso dopo "città". Io ne metterei una anche dopo "marcia"

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

È un locale di lusso, ricalca in pieno stile un pub inglese,

cambierei con "Ricalca in pieno lo stile di un pub inglese"

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Già mi sento meglio, lontano dal grigiore artificiale al di là porta

refuso "al di là della porta"

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Mi accomodo in un angolo e invio con l’E-watch una richiesta di appuntamento a Charles, nel mentre ordino una Indian pale ale.

metterei una "e " o un punto e virgola dopo Charles

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Charles arriva con due boccali in mano, conoscendomi immaginava che avrei bevuto la prima nell’attesa.

Charles arriva con due boccali in mano: (o punto e virgola) conoscendomi immaginava che avrei bevuto la prima nell’attesa

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Ciao amico mio, apprezzo sempre i tuoi inviti, non mi porti mai in posti banali” dice l’uomo sulla sessantina, pallido come tutti, ma con occhiaie meno evidenti, di un blu tenue che sfuma nella cute circostante.

metterei "dice l'uomo. Sulla sessantina, ...". Ti faccio notare anche che poco prima il protagonista sembra essersi fermato lì perché il cartello ha attirato la sua attenzione (o così l'ho inteso io) qui invece sembra che si fossero dati appuntamento...

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Da giovane deve esser stato molto avvenente e pieno di donne, ed inoltre,  inoltre è uno dei pochi coloni

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Non sono mai banali nemmeno le tue storie, raccontami dei paesaggi, di quello che hai visto fuori da questa prigione d’acciaio

metterei punto dopo storie

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Annuisco e sollevo due dita in direzione del cameriere, altre due birre in arrivo.

anche qui userei i : 

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

un immensa

qui ti è sfuggito l'apostrofo

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

la fuori

là fuori

 

Spero di non essere stata troppo critica (ti assicuro che sono molto più perfezionista con ciò che scrivo io) e che i consigli ti siano d'aiuto. Come avrai visto, a parte un paio di refusi, sono tutte piccolezze, non veri e propri errori ma cose, secondo me, migliorabili. Anch'io vengo spesso accusata di usare troppe virgole, quindi mi sto sforzando di inserire altri segni, come punti e virgola o due punti, dove sono più appropriati. In questo modo la prosa sembra anche più ricca e varia, anche se il contenuto è identico.

Come già detto, il tuo racconto mi è piaciuto molto, e spero di rileggerti ancora. Ciao, e in bocca al lupo ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Silverwillow!

I suggerimenti e le correzioni mi fanno solo che piacere, sono fondamentali per migliorare: il tuo perfezionismo lo accolgo volentieri.

49 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

Dalle riflessioni nostalgiche che fa il protagonista mi pare di capire che questi coloni non siano lì di loro volontà, ma perché costretti.

È una interpretazione valida, per mancanza di caratteri non ho inserito il background della storia.  Ho immaginato un futuro più o meno lontano in cui la terra è ancora più sovrappopolata di quanto non sia già oggi e nel quale è stato individuato un pianeta abitabile raggiungibile grazie a delle nuove tecnologie in un tempo di 5 anni (i coloni vengono ibernati e passano questo tempo dormendo). Questo trasferimento in questo apparentemente accogliente pianeta viene incentivato dal governo terrestre e per i primi decenni tutto sembra andare per il verso giusto. Poi però progressivamente per motivi non ben conosciuti (è un mondo nuovo, non si può conoscere tutto 😁) le condizioni ambientali diventano meno favorevoli ed alla fine vengono costruite queste cupole che però rendono la vita su quel pianeta una copia sbiadita di quella sul pianeta madre, condannando i suoi abitanti ad una sorta di prigionia (c’è chi ci si adatta con più facilità e chi no, il protagonista ad esempio). Lo sfrigolio è dato dalle piogge che hanno un effetto corrosivo sulla lega con la quale sono costruite le cupole.

 

56 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

questo dialogo quasi buffo a me ha stonato un po' col tono del resto del racconto

Questa parte non è sembrata coerente anche ad un altro utente qui sopra, invece a me piace molto: lui è così sopraffatto dall’angoscia di vivere in quel posto da perdere addirittura il desiderio sessuale, nonostante di solito il sesso sia in grado di distrarlo dalle preoccupazioni, lei invece si è adattata meglio a questo mondo e non lo comprende appieno (per mancanza di spazio non ho inserito che si tratta di una relazione iniziale, non c’è un sentimento fortissimo, tant’è che lui alla fine non è preoccupato di non tornare anche per quello, nulla lo lega in maniera così salda a dove si trova).

Spero di aver chiarito i tuoi dubbi, grazie ancora per aver condiviso le tue impressioni 😁😁

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi ha preso dall'inizio alla fine, merito soprattutto del modo in cui è scritto: semplice, descrittivo al punto giusto, e con sprizzi di malinconia, quest'ultima si sente molto bene e rende non solo vivido il protagonista, bensì l'intera situazione in cui versa l'umanità all'interno della cupola. Ottenere tutto ciò in soli 8.000 caratteri è notevole, dunque i miei complimenti. Piaciuto molto. Ciao, @Alessandroperbellini  (

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Alessandroperbellini, il tuo racconto mi è piaciuto molto soprattutto per l'ambientazione che sei riuscito a creare. Il tuo racconto mi ha un poco ricordato, per certi aspetti,  la serie televisiva "under the dome". Mi è piaciuto molto come hai caratterizzato il personaggio principale e la nostalgia che lo pervade per un mondo che non ha mai visto. L' unico piccolo difetto narrativo l'ho trovato alla fine. Un responsabile della sicurezza non darebbe mai a cuor leggero le chiavi d'accesso ad un luogo pericoloso. Nemmeno ad un amico fidato. Inoltre nei pressi della porta che dà accesso a un luogo simile mi aspetterei un qualche sistema di sorveglianza o umano o di altro tipo. Ma di sicuro mi aspetto che sia controllato. Ora sono obbligato a farti qualche pulce. Mi spiace, ne farei volentieri a meno, ma devo assolvere questo compito per non incappare in punti di penalità. Prima però ti volevo fare un appunto più generico che sono quelli che preferisco muovere. Ho trovato la tua scrittura molto più sicura e precisa nella parti narrate. Un po' meno nei dialoghi. Forse è un caso, ma facci attenzione. Ora le odiose pulci:

 

Assaggiala e apprezza l’amarezza di questa birra, sembra di tornare indietro nel tempo” gli dico.

 

io preferirei questa forma
Assaggiala e apprezzane l’amarezza, sembra di tornare indietro nel tempo” gli dico.

 

Ciao amico mio, apprezzo sempre i tuoi inviti, non mi porti mai in posti banali

 

io preferirei questa forma ma solo perchè poco prima hai già usato il termine apprezzo.
Ciao amico mio, accetto sempre di buon grado i tuoi inviti, non mi porti mai in posti banali

 

Ho visto anche qua e là qualche piccolo refuso dovuto ad evidenti errori di battitura.

 

Nel complesso ho trovato il tuo racconto molto interessante.

A rileggerti,

 

Intes

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @INTES MK-69! Grazie del commento. 

Hai ragione sul difetto narrativo, non si può negare la sua presenza. Avevo pensato a degli stratagemmi per ovviare a ciò ma per mancanza di spazio (e avendo già dovuto tagliare molte parole per restare dentro gli 8000) ho lasciato questo difetto di trama. E concordo con te quando dici 

35 minuti fa, INTES MK-69 ha scritto:

Ho trovato la tua scrittura molto più sicura e precisa nella parti narrate

Mi risulta più semplice e spontaneo narrare, mentre i dialoghi peccano di molteplici imperfezioni, ma ci sto lavorando 😁

grazie ancora e buona giornata.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Alessandroperbellini , buon pomeriggio.

 

Ignorando la presenza di qualche refuso e l'utilizzo non del tutto ortodosso delle virgole in qualche caso, devo dire che il suo racconto mi ha catturato e immerso in un'altra realtà per quasi 10 minuti. L'ho letto lentamente e ho assaporato il suo gusto, quasi come le birre "industriali" che propinano al pub "Inghilterra" spacciandole per "naturali".

 

Insomma, stile abbastanza scorrevole, personaggi ben caratterizzati e situazione tutto sommato plausibile (diciamo che Charles, comprendendo le intenzioni dell'amico, può aver chiuso un occhio nel dargli la dritta giusta... se fossimo stati in un racconto più lungo, questa situazione andava approfondita meglio, ma in questo racconto imho ci può stare così com'è) portano come risultato ad un bel racconto, davvero!

 

Toh, a fare i pignoli, la bella poesia scritta in braille è un po' attaccata con lo scotch a tutto il racconto, ma è attaccata bene... ;)

 

Alla prossima!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Alessandroperbellini , mi unisco ai complimenti che hanno accolto il tuo racconto. Ho un rapporto particolare con la fantascienza, e da questo punto di vista trovo molto piacevole e azzeccato quello che hai scritto.

 

Visto che c'è qualche discussione sulla scena iniziale con Rachele, dico anch'io la mia al riguardo. A me ha trasmesso una desolante sensazione di profonda incomunicabilità: due persone che stanno insieme, ma il cui umore è incomprensibile l'una per l'altro. Stona con l'inizio poetico? Forse sì, ma mi sembra una stonatura espressiva, come quelle che certi compositori mettono apposta in certi punti per trasmettere ansia e disagio. Quando il protagonista esce di casa, si ha l'impressione che non ci sia nessuno più solo di lui al mondo: e questa sensazione di isolamento si sposa con quella di prigionia per il resto del racconto.

 

Per quanto riguarda le osservazioni, mi sto rendendo conto che soffro particolarmente per la punteggiatura, in special modo nei dialoghi: per cui può darsi che faccia qualche caso più grande di quello che è. @Silverwillow comunque ne ha già citati diversi, per cui mi concentro sui rimanenti.

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

“Ciao amico mio, apprezzo sempre i tuoi inviti, non mi porti mai in posti banali” dice l’uomo sulla sessantina,

Stai parlando in prima persona: mi suona strano che chiami un amico "l'uomo". Poi, il "ciao" arriva dopo che il protagonista gli ha già parlato, e Charles si è seduto e ha assaggiato la birra: anche questo mi suona poco naturale. Togliendolo del tutto, anche le virgole con cui dividi la frase suonerebbero meglio, mentre ora dopo dopo il "ciao amico mio" sento il bisogno di un segno di interpunzione forte. Usando il suggerimento di Silverwillow, ossia di mettere un punto prima di "sulla sessantina", potresti eliminare anche l'uomo e lasciare solo un "mi risponde", o qualcosa del genere. "«Amico mio, apprezzo sempre i tuoi inviti, non mi porti mai in posti banali», mi risponde. Sulla sessantina," eccetera.

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

E la particolarità è che su queste catene non c’è nessun albero, arbusto o fiore. Sono nude e spietate, mentre la pianura è un immensa distesa di verde nella quale brulicano insetti di tutte le tonalità cromatiche conosciute e di notte si illuminano come lucciole, osservandole dall’alto sembra di vedere Shangai da un rooftop”

 

Anche in questo passaggio, metterei un segno di interpunzione forte tra le due parole evidenziate, oppure una congiunzione.

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Puntini rossi, gialli, verdi e arancioni tracciano linee lente e sinuose nell’oscurità, l’odore di terra e delle rocce calcaree investono le narici riportandomi sulle scogliere portoghesi della mia infanzia, in lontananza il profilo delle aspre creste si staglia nel buio.

Qui si nota di meno, forse per l'atmosfera sognante del passaggio, ma interverrei comunque sulla punteggiatura nel punto evidenziato.

 

Ribadisco in ogni caso le impressioni positive di cui parlavo all'inizio. A rileggerci!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

lontano dal grigiore artificiale al di là porta.

Refuso: al di là della porta

 

Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

“Non sono mai banali nemmeno le tue storie, raccontami dei paesaggi, di quello che hai visto fuori da questa prigione d’acciaio

Qui mi hai ricordato la canzone di Guccini Il vecchio e il bambino (bellissima).

 

 

Racconto scritto molto bene, senza eccessi, così da trasportare (e non tirare per la manica) il lettore fin dentro il desiderio di evasione. Bravissimo. La scena di sesso non mi ha disturbato affatto, anzi ha contribuito a darmi l'immagine di questo ragazzo senza più stimoli.  

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 13/8/2019 alle 18:12, Alessandroperbellini ha scritto:

Come una goccia d’acqua versata su una piastra incandescente. Ci ho impiegato anni per descrivere lo sfrigolio in maniera appropriata, e nonostante questo, non rende ancora a pieno l’idea. Sarebbe più corretto immaginare di rovesciare un lago nella bocca di un vulcano in eruzione, mentre si resta riparati dal calore, nei pressi del cratere. Questi sfrigolii, sempre più frequenti con il passare degli anni, sono ormai quotidiani. Osservo la cupola dalla finestra e mi chiedo se cederà, causando la fine di questa misera esistenza. 

Bellissimo incipit. Ti catapulta subito nella storia. E che storia! Avvincente la trama, interessante il mondo creato, curiosa la maniera in cui hai presentato la poesia. Una prova niente male, @Alessandroperbellini. Non amo particolarmente le ambientazioni fantascientifici, non è un genere che prediligo, ecco. Ma sei riuscito a convincermi a pieno. Qualche piccolo refuso, che ti hanno già segnalato quindi evito di ripetermi, ma non influisce minimamente la piacevolezza della lettura. A rileggerci!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Alessandroperbellini

Il racconto non è male ed ha diversi spunti interessanti. Vorrei solo farti notare che se scegli di far far narrare la storia al protagonista, alla fine non puoi farlo morire, o fargli annunciare la sua stessa morte. Se non torna dentro la cupola, come ha fatto a raccontarci la sua storia?

A parte questo l'ambientazione è ben congegnata e la scrittura piacevole. Una bella prova.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie @Emy e @Mariner P per i commenti.

 

In risposta al tuo quesito @Mariner P te ne pongo un altro: la narrazione al presente non mi permette di far semplicemente morire/sparire il personaggio? Cioè la narrazione è contemporanea alla storia, così ho inteso io il significato dell’utilizzo del tempo presente. Mentre se fosse la storia narrata a posteriori dal protagonista avrei utilizzato il passato remoto e non avrei potuto far morire/sparire il personaggio. Se mi fornissi una delucidazione in merito mi faresti un grande piacere 🙏😁

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Alessandroperbellini ,

A me pare che la cosa sia logica. Come fa l'io narrante a morire? In che modo ci è arivata la storia che abbiamo appena letto? Se spieghi che l'ha lasciata scritta da qualche parte, alla fine tutto quadra, ma non puoi scrivere in prima persona che stai per morire o lasciar intendere che stai per morire. Non è una questione di narrare al presente o al passato. Il problema è nella scelta della persona che racconta la storia, che può essere il protagonista o un personaggio secondario.

Tra l'autore e il lettore c'è sempre un patto, per quanto l'autore possa essere fantasioso, che deve essere rispettato. Un patto essenzialmente logico. Se mi citi un io narrante che muore alla fine della narrazione, senza spiegare come ha fatto il suo scritto ad arrivare fino a noi, te ne sarò grato.

La fantasia e la creatività dello scritore è senza limiti, ma alcune regole fondamentali devono sempre essere rispettate.

Sarebbe interessante se aprissimo una discussione aperta sull'argomento.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 5/9/2019 alle 22:00, Mariner P ha scritto:

Sarebbe interessante se aprissimo una discussione aperta sull'argomento.

 

Ciao@Mariner P , ti ho preso in parola (ai suoi tempi avevi fatto la stessa obiezione anche a me), e ho aperto una discussione al riguardo in "Trame e dintorni" (sperando che sia il posto giusto dove va collocata).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×