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Miss Ribston

Le memorie di Roksteg - I re perduti di Gherrod – Federico Fubiani [Comitato di Lettura]

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Titolo: Le memorie di Roksteg - I re perduti di Gherrod
Autore: Federico Fubiani
Collana: Fuoriclasse

Casa editrice: Argento Vivo Edizioni
ISBN: 978-88-32106-12-1 

Data di pubblicazione (o di uscita): Marzo 2019
Prezzo: 15 euro (solo cartaceo)

Genere: Fantasy

Pagine: 327

 

Trama
Cinque ragazzi partono alla volta di Gherrod per scoprire qualcosa di più su delle armi molto particolari, che sono state donate a due di loro nel corso di una precedente avventura. Giunti a destinazione, scoprono di essere stati scelti dalle anime dei re di un antico regno nanico per salvare il mondo. La minaccia che incombe è la stessa che, molti secoli prima, ha distrutto il popolo dei nani che vivevano sottoterra – facenti parte della Grande Alleanza Nanica – e ai ragazzi spetta il compito di raggiungere quei luoghi, nascosti e chiusi all’interno di una montagna, per cercare di completare la missione affidatagli.

 

Contenuti
La prima metà del libro va molto di fretta e si ha l’impressione che sia stata scritta apposta per arrivare al punto di interesse della situazione, ossia la scoperta da parte dei cinque ragazzi di dover salvare il mondo e la loro decisione di intraprendere la missione. Infatti, da quando comincia il loro percorso per entrare nella montagna, la qualità della narrazione migliora di molto e il lettore si sente maggiormente coinvolto negli avvenimenti, nonostante la mancanza assoluta di tensione (mancanza che accompagna il lettore per tutta la lettura). Questa è data dal semplice fatto che, dall’inizio alla fine, è sempre presente un alone di ottimismo nei confronti di tutto ciò che succede, per cui si ha la perenne sensazione che, qualsiasi cosa succeda, andrà tutto per il meglio.
Il finale è la pecca maggiore del libro: del tutto ingiustificato, incoerente e liquidato in pochissime parole, tant’è che si capisce a stento quel che accade e le reazioni dei personaggi, pressoché assenti, non aiutano di certo alla comprensione.
Apprezzabile, invece, il contenuto educativo del libro sulla tematica razziale, ben veicolato.

 

Ambientazione
È bene intuibile che l’autore abbia creato un mondo vasto in cui ambientare la storia, ma nel corso degli avvenimenti questo mondo è appena accennato, viene mostrato molto poco. Fa eccezione la spiegazione, dettagliata, della conformazione del sistema solare immaginifico dove è situato il mondo di interesse della narrazione.
Un altro punto critico delle ambientazioni è l’assenza delle atmosfere, percepite sempre piatte, poco coinvolgenti.

 

Personaggi
I personaggi sono trattati come tali, si fa fatica a percepirli come possibili personalità reali. Reggono nel loro contesto, ma sono circoscritti solo a questo. Non si empatizza con nessuno di loro ed è impossibile preoccuparsi per la loro sorte, in quanto qualsiasi cosa facciano, in qualsiasi situazione si trovino, si ha la percezione che la spunteranno e che non possano riportare danni permanenti. Sembrano delle figure immortali, non perché lo siano davvero, ma perché baciati dalla fortuna e, grazie alla magia, possono permettersi di farsi tutto il male che vogliono, tanto poi i segni non restano.
Su tutto, però, sono assurde le loro reazioni all’avvento finale, del tutto prive di intensità emotiva, come se quello che sia successo fosse anche questo riparabile o di poco conto.

 

Stile e forma
Il libro segue una struttura da videogioco RPG e utilizza il linguaggio tipico dell’ambiente video-ludico; infatti si ha la percezione di leggere la storyline di base per la creazione di un videogioco, più che un romanzo vero e proprio. Il focus su certi elementi, come la ricerca di bacche a scopo curativo, o il denominare abilità e attacchi, utilizzandone poi il nome proprio per descrivere i combattimenti – anziché mostrarli come ci si aspetta in un’opera di narrativa – sono alcuni esempi tipici, rintracciabili in molte opere video-ludiche.
Nello scritto sono presenti alcuni errori di punteggiatura, specie virgole tra soggetto e verbo, e i dialoghi, a volte, risultano confusionari per l’impostazione datagli.

 

Giudizio finale
Le memorie di Rocksteg - I re perduti di Gherrod si presenta come un embrione, una bozza su cui c’è ancora molto da lavorare per renderlo piacevole, che sia poi destinato a essere romanzo od opera video-ludica. Di certo l’autore possiede una spiccata tendenza a esprimere tematiche di profondo valore educativo, soprattutto se il pubblico destinatario è giovane, per cui ritengo che sarebbe interessante sviluppare e migliorare nella forma, e nel veicolo dei contenuti, l’idea base di questo libro.

Modificato da Miss Ribston
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Evidentemente non ti è piaciuto e me ne dispiaccio.

Ti ringrazio comunque per aver espresso la tua opinione e per il tuo tempo.

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