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Ernest

[Fdl 2019-2] Perta Ines

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Integrazione al commento.   

 

 È arrivata a centotre: tre anni in più di quell’antipatica della sorella, che era stata sempre considerata la migliore, la più brava, la più bella, ma lei, la più vecchia, aveva vinto. 

La sorella Gertrude aveva seppellito tre mariti, mentre lei solo uno. Oggi è il suo centotreesimo compleanno i figli hanno ordinato un millefoglie con fragole e panna e nel centro avevano fatto scrivere Auguri Angela.

-      Se continua così, la mammina ci sotterra tutti.

-      Zitta Anna, ci vede poco, ma ci sente benissimo.

 

Angela è cosciente di essere vecchia, ma le rotelle, quasi sempre, ancora girano bene, specialmente se non ci sono sbalzi di temperatura o lunghe ed estenuanti discussioni che le causano tellurici picchi pressori.

Vista la giornata speciale, stamattina ha chiesto a Lina di metterle, con tutti i crismi, il pannolone che raccoglierà la sua modesta incontinenza urinaria e fecale. Per evitare di sentire quei puzzi fastidiosi e imbarazzanti si è fatta aspergere in maniera profusa delle fresche note di Acqua di Colonia 4711. Sorride e pensa che tutto quel profumo la farà sembrare una cocotte attempata.

Nella sua vita pubblica si era sempre mostrata sempre poco incline alle civetterie, voleva dare l’impressione di essere più integerrima della sorella che si vantava di essere stata diversi anni in monastero e che aveva accettato con dignità il marito scelto dai genitori. La unirono in matrimonio con Giulio, che oltre ad avere un nome da Papa, ricopriva importanti incarichi in Vaticano: si sentiva già candidata, alla sua morte, ad essere beatificata.  

Angela ricorda ancora con un certo gusto come davanti alle amiche li prendesse in giro: Giulio e Gertrude oggi sposi, il Papa e la monaca di Monza.

Non l’hanno mai beatificata. Ma ha avuto il suo momento di gloria quando il marito l’ha trovata a sollazzarsi con due guardie svizzere. Fu uno scandalo terribile. Giulio rimase paralizzato da un ictus devastante.

Angela pensa che in fondo le manca. Sono state sempre competitive, ma erano sorelle. 

L’ultima sfida consisteva nel riuscire a vivere il più a lungo possibile: 98, 99, 100. Gertrude lascia, Angela vince e va oltre.

Ora è stanca di restare in questo mondo in cui non può vedere i colori delle piante, delle cose, dei giorni; non può leggere, non può muoversi liberamente. Per lei è sempre buio. 

Sente solo i colori delle voci. Ma sono sempre i soliti colori: delle tante persone che conosceva non è rimasto quasi più nessuno.

Oggi sente che ha bisogno di liberarsi di un peso, è da tanto che lo vuole fare.

 

Satolli, dopo manicaretti, vino, dolci e caffè, il figlio chiede: 

-      Mamma avevi detto che oggi ci avresti detto una cosa importante, di cosa si tratta?

-      Lina, per piacere, dai a Guglielmo quel libro che ti avevo chiesto di portare?

-      Eccolo! – Risponde prontamente la badante, mentre porge il volume al figlio.

-      Perta Ines? Mai sentita. Chi è una tua amica? – chiede curioso Guglielmo.

Angela ride e poi dice – Molto più che un’amica. Sono io stessa. È uno pseudonimo che dice come mi sono sempre sentita nei riguardi della vita. È il primo di una serie di libri un po’ piccanti, come si diceva un tempo, che hanno avuto un grosso seguito. Con i diritti sono riuscita a comprarci la casa al mare. Ci trovate, anche se un po’ romanzata la storia tra me e vostro padre che non è proprio come la conoscete.

-      La mamma scrittrice? Questa sì che è una rivelazione sconvolgente! – Dice la figlia Anna.

-      Guglielmo o Anna potreste leggere la poesia che c’è nella prima pagina?

Certo. Inizio io e poi continua Anna – dice Guglielmo: 

Sola nella stanza, 

la Piaf mi uccide, 

gorgheggiaHymne à l'amou: 

il suo amore è morto. 

Tu mi hai ucciso. 

Hai deciso: spenti i riflettori andiamo soli. 

La coppia è per la gente. 

 

Guglielmo passa il libro alla sorella che prosegue:

Sola, soffocavo tra i rimpianti. 

Adesso voglio risollevarmi. 

Mi perdo nel buio della voluttà. 

Mi perdo tra corpi che desidero e mi bramano.

Mi perdo per diventare più forte.

 

-      Non mi sembra di ritrovarci te e papà, eravate sempre inseparabili. – dice Anna.

-      Solo davanti i riflettori: voi eravate come tanti altri eravate, appunto, delle luci. 

-      Non capisco. – dice Guglielmo.

-      Se avrete l’interesse a leggerli, dopo probabilmente avrete un sacco di curiosità su questa famiglia un po’ falsa e bigotta, ma io non ci sarò a rispondervi. Adesso che mi sono tolta questo peso mi sento pronta per andare. Ho vinto su vostro padre, su mia sorella e non voglio sopravvivere a voi. 

-      Ma cosa vai dicendo. – dicono i figli.

-      Forza! Un ultimo brindisi ai colori della vita! – Angela solleva il calice sorridente. È soddisfatta di come si stanno comportando i suoi sfinteri. 

Modificato da Anglares
Aggiunto il link all'integrazione del commento.

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Ben ritrovato, @Ernest  :)

 

2 ore fa, Ernest ha scritto:

L’ultima sfida consisteva nel riuscire a vivere il più a lungo possibile: 98, 99, 100. Gertrude lascia, Angela vince e va oltre.

buona questa :asd:

2 ore fa, Ernest ha scritto:

Ora è stanca di restare in questo mondo in cui non può vedere i colori delle piante, delle cose, dei giorni; non può leggere, non può muoversi liberamente. Per lei è sempre buio. 

Sente solo i colori delle voci. Ma sono sempre i soliti colori: delle tante persone che conosceva non è rimasto quasi più nessuno.

 

I colori di una volta non li vede più... 

 

Qui c'è un'ultra centenaria che rivela ai figli di essere stata una persona del tutto diversa da quella che tutta la famiglia aveva creduto. E che si era concessa libertà amorose e sessuali impensabili per l'epoca, travasate nella sua attività di abile scrittrice, e nell'acquisto della casa al mare.

Quello che mi chiedo  è perché non l'ha rivelato prima, o almeno  al compimento dei 100 anni. Ha corso un grosso rischio: di non avere modo di narrare del suo riscatto da una vita non voluta, perché poteva succedere a lei di perdere la scommessa con la sorella...

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@Ernest Ciao Ernest:)

Per me è un buon racconto, con due rivalse forti: avere vissuto una vita più piena di quella che i famigliari pensassero e avere vissuto più della sorella.

Quest'ultimo è tipico di tanti vecchi, quando resta solo quello. La nostra vecchina ha anche il primo.

Scritto bene, incentrato sulla protagonista. Forse potevi fare apparire di più il figlio e aggiungere qualche descrizione (y)

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Ciao @Ernest

16 ore fa, Ernest ha scritto:

Oggi è il suo centotreesimo compleanno i figli hanno ordinato un millefoglie con fragole e panna e nel centro avevano fatto scrivere Auguri Angela.

Dopo compleanno ci vedrei bene una virgola o una e. In quest'ultimo caso, per evitare di ripeterla troppe volte nella frase, scriverei:

Oggi è il suo centotreesimo compleanno e i figli hanno ordinato un millefoglie con fragole e panna su cui avevano fatto scrivere Auguri Angela.

16 ore fa, Ernest ha scritto:

Sente solo i colori delle voci. Ma sono sempre i soliti colori: delle tante persone che conosceva non è rimasto quasi più nessuno

Bello questo passaggio, sia per la sinestesia che per la riflessione che induce. 

16 ore fa, Ernest ha scritto:

Ci trovate, anche se un po’ romanzata la storia tra me e vostro padre che non è proprio come la conoscete.

Dopo romanzata chiuderei  l'inciso con una virgola.

16 ore fa, Ernest ha scritto:

La unirono in matrimonio con Giulio, che oltre ad avere un nome da Papa, ricopriva importanti incarichi in Vaticano: si sentiva già candidata, alla sua morte, ad essere beatificata.  

Qui la virgola la metterei dopo che. In questo modo anche se togli l'inciso la frase si ricompone correttamente: 

La unirono in matrimonio con Giulio che oltre ad avere un nome da Papa, ricopriva importanti incarichi in Vaticano: si sentiva già candidata, alla sua morte, ad essere beatificata

 

Davvero un bel racconto: scritto bene, originale e con una doppia aderenza alla traccia. Tutte e due le sorelle in gioventù hanno dato sfogo ai loro impulsi, alle loro fantasie, alla faccia dei genitori bigotti. Gertrude però, a differenza di Angela, si è fatta scoprire, mentre quest'ultima è riuscita anche a fare del suo segreto un investimento.

Complimenti!

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Ciao @Ernest

21 ore fa, Ernest ha scritto:

Mamma avevi detto che oggi ci avresti detto una cosa importante, di cosa si tratta?

Qui formulerei la frase diversamente per evitare di ripetere "detto" a distanza così ravvicinata. 

 

21 ore fa, Ernest ha scritto:

sua vita pubblica si era sempre mostrata sempre poco

Refuso: ripeti sempre.

 

21 ore fa, Ernest ha scritto:

Chi è una tua amica? 

Metterei una virgola dopo chi è.

 

21 ore fa, Ernest ha scritto:

Ci trovate, anche se un po’ romanzata la storia tra me e vostro padre che non è proprio come la conoscete.

Metterei un virgola dopo romanzata.

 

21 ore fa, Ernest ha scritto:

Solo davanti i riflettori: voi eravate come tanti altri eravate, appunto, delle luci. 

Refuso: ripeti eravate (forse il secondo è "erano"?). Davanti i riflettori non è scorretto, ma meglio davanti ai riflettori. 

 

21 ore fa, Ernest ha scritto:

Se avrete l’interesse a leggerli, 

Leggerli?

Il racconto è bello e mi è piaciuto molto. Ci sono un po' di pasticci formali che ti ho segnalato e che danno l'idea che tu abbia scritto il testo un po' di fretta. A parte questo però, ti ripeto, mi piace. Bello e ben caratterizzato il personaggio della vecchietta. 

Anche a me il racconto ha dato l'impressione che potrebbe essere ampliato.

A presto e buon contest!

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Buon pomeriggio anche a lei, @Ernest .

 

Inizio col dirle che questo racconto mi è piaciuto molto di più di quello della prima prova: certo, ci sono ancora diversi vizi di forma sull'uso della punteggiatura, ma l'idea su sui si poggia la trama e come è stata poi svolta l'ho gradita un sacco.

 

Mi permetto qualche segnalazione (in gran parte refusi):

Quota

"(...) che era stata sempre considerata la migliore, la più brava, la più bella; ma lei, la più vecchia, aveva vinto. "

"Oggi è il suo centotreesimo compleanno: i figli hanno ordinato una millefoglie con fragole e panna "

"- Zitta, Anna! Ci vede poco, ma ci sente benissimo."

"Per evitare di sentire quei puzzi fastidiosi e imbarazzanti, si è fatta aspergere in maniera profusa..."

"Nella sua vita pubblica si era sempre mostrata sempre poco incline alle civetterie: voleva dare l’impressione ..."

"-      Mamma, avevi detto che oggi ci avresti detto una cosa importante: di cosa si tratta?"

"-      Perta Ines? Mai sentita. Chi è, una tua amica? – "

"Ci trovate, anche se un po’ romanzata, la storia tra me e vostro padre, che non è proprio come la conoscete."

"-      Guglielmo o Anna, potreste leggere la poesia che c’è nella prima pagina?"

 

Poi le faccio notare che nella frase che segue, il soggetto "portante" del paragrafo è Angela, non Gertrude, quindi quel "La" iniziale è fuorviante, così come quel "si sentiva già candidata".

Quota

"La unirono in matrimonio con Giulio, che oltre ad avere un nome da Papa, ricopriva importanti incarichi in Vaticano: si sentiva già candidata, alla sua morte, ad essere beatificata. "

 

Anche questa andrebbe scritta meglio, per lo stesso motivo di prima.

Quota

"Non l’hanno mai beatificata. Ma ha avuto il suo momento di gloria quando il marito l’ha trovata a sollazzarsi con due guardie svizzere."

 

Questo passaggio, invece, è uno dei più belli - imho - del racconto:

Quota

 

Ora è stanca di restare in questo mondo in cui non può vedere i colori delle piante, delle cose, dei giorni; non può leggere, non può muoversi liberamente. Per lei è sempre buio. 

Sente solo i colori delle voci.

 

 

La poesia l'ho trovata ben inserita nel contesto del brano, anche se non mi ha particolarmente impressionato.

 

E qui, invece, mi sembra si tocchi il "vero problemino" di questo racconto, ovvero la sua scarsa plausibilità:

Quota

 

-      Non mi sembra di ritrovarci te e papà, eravate sempre inseparabili. – dice Anna.

-      Solo davanti i riflettori: voi eravate come tanti altri eravate, appunto, delle luci. 

-      Non capisco. – dice Guglielmo.

 

 

Difficile apparire ai propri figli per quello che non si è realmente: la cosa può funzionare con gli estranei, con gli amici... ma non credo possa funzionare - a lungo, per giunta - con delle persone care. Ma sto spaccando un capello in quattro.

 

Insomma, un'arzilla vecchietta che si riscatta dal dualismo con la sorella, dalle imposizioni del marito e dai "pregiudizi" della società in cui è vissuta.

Davvero una bella idea, tutto sommato ben sviluppata. Complimenti!

 

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Ciao @Poeta Zaza, @camparino, @Sira, @ivalibri, @H3c70r grazie per aver letto e commentato! Il racconto è stato scritto un po' in fretta per mancanza di tempo e sicuramente poteva essere ampliato, cosa che magari farò. Mi piace mettere a confronto anche le diverse reazioni che avete scritto a proposito della mamma centenaria. Non sempre riusciamo a conoscere la verità sulle persone che abbiamo vicino, specialmente se sono di vecchie generazioni, perché sono abituate a mantenere il ruolo sociale e familiare che le hanno assegnato. Naturalmente ci sono le dovute eccezioni. Quando raggiungono la "veneranda età" cominciano a essere più sbracate e magari rivelare. 

 

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Ciao @ErnestCerto festeggiare con mente sana cento tre anni di età, è un record che tutti vorrebbero raggiungere, se poi li festeggiamo gustando una bella torta, allora ben venuti altri cento tre anni. Un piacevole racconto il tuo. Grazie e buona fortuna

 

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Il 31/7/2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

i figli hanno ordinato un millefoglie con fragole e panna e nel centro avevano fatto scrivere Auguri Angela.

perché non "hanno fatto"? 

Il 31/7/2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

romanzata la storia

virgola dopo romanzata a chiudere l'inciso

 

 

Il 31/7/2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

voleva dare l’impressione di essere più integerrima della sorella che si vantava di essere stata diversi anni in monastero e che aveva accettato con dignità il marito scelto dai genitori

virgola dopo sorella

 

Il 31/7/2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

si sentiva già candidata, alla sua morte, ad essere beatificata.

per evitare la doppia preposizione "a", direi " si sentiva già candidata alla beatificazione, (una volta morta" - si può pure omettere).

 

Ciao, @Ernest, scusa le pulci, mi sono scappate. Il racconto è sorretto da una buona idea e da una buona capacità di farci entrare nella scena, ma c'è un ma. Da una parte proverei a limare alcune imperfezioni formali come quelle che ti ho segnalato, dall'alt forse la seconda parte poteva trovare uno sviluppo meno improvviso (anche se la chiusa mi è piaciuta). Impressioni personali, eh, resta il fatto che c'è una buona sostanza sotto, il che è la cosa che conta- A rileggerci :)

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Ciao @flambar grazie del passaggio e del gradimento!

Ciao @Edugrazie della lettura e dei consigli. Purtroppo sono stato frettoloso per mancanza di tempo, inoltre sono lento nel rivedere e cambiare ciò che ho scritto. È andata cosi.

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Ciao, @Ernest

Il 31/7/2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

il pannolone che raccoglierà la sua modesta incontinenza urinaria e fecale

Ma è proprio necessario?

il pannolone che raccoglierà le sue modeste incontinenze.

 

Il 31/7/2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

Angela solleva il calice sorridente. È soddisfatta di come si stanno comportando i suoi sfinteri.

Allora ce l'hai per vizio v_v

Mi piace l'idea della vecchina che trova la rivalsa anche in questo :D

 

Mi hai fatto venire in mente una storiella zen letta chissà quanti anni fa:

Un giorno in Giappone un daimyo, un signore locale simile al nostro conte o barone, andò a fare visita a un vecchissimo contadino per complimentarsi della veneranda età raggiunta. Gli portò doni, gli fece tanti complimenti e si rallegrò per lui.

Il contadino, dopo un po' scocciato, sbottò contrariato: mi dice, mio buon signore, di cosa dovrei essere felice visto che sono sopravvissuto ad amici e conoscenti e ho assistito ai parenti morire e adesso son solo?

Il daimyo non seppe cosa rispondere e andò via.

 

La storiella ha poco a che vedere col tuo racconto, ma da allora quando sento di festeggiamenti a vecchini centenari ho l'impressione di vederci, in un certo senso, un inconsapevole torto.

Bel racconto, forma da rivedere in alcuni passaggi, traccia presa.

Alla prossima. 

Modificato da Plata

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Ciao @Ernest, il tuo racconto mi è piaciuto anche perché l'ho trovato divertente e originale.  Però non so fiino a che punto sia aderente alla traccia. Sopravvivere a una sorella non mi pare sufficiente x un riscatto. Poi alla fine la protagonista ha solo detto la verità sulla sua vita. Che era diversa da quello che si immaginavano i figli. Meno grigia e molto più originale di quello che credevano ma è una rivelazione non un atto che riscatta la protagonista da una colpa o da un errore. Ma magari ho capito male il senso della traccia. 

Saluti, 

Intes

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Ciao @Plata la storiella zen non la ricordavo🤔, ha un fondo di verità apparente. Tante volte gli anziani mi hanno detto che non hanno più voglia di vivere perché rimasti senza amici, poco autonomi e via dicendo, ma all’atto pratico sono attaccati alla vita gli piace tanto. Diciamo che vivono il dilemma dell’essere vecchi. Grazie del passaggio e del commento.

Ciao @INTES MK-69 grazie della lettura e dell’apprezzamento. 

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Bello l'inizio, la battuta della monaca di Monza un po' pilotata, ma nel complesso divertente. 

La trama l'ho compresa a metà, se da una parte c'è la longevità con tutto quello che comporta,(condivido la storia zen di @Plata) dall'altra le rivelazione degli altarini della donna non mi rappresentano niente ai fini della storia. Che ci sia un collegamento con la sorella e il suo tradimento? Non saprei.

 

Ciao @Ernest:)

 

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@Ernest

non me ne volere ma sarò voce schietta fuori dal coro: non mi è piaciuto! :lol:

Un po' troppi errori di forma, i tempi verbali che vanno a ramengo... insomma, hai fatto di meglio e lo sai. La protagonista è simpatica, però. :)

 

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Ben trovato @Ernest . Ho poco da aggiungere ai commenti di chi mi ha preceduto.

Il racconto è piacevole e scritto con cura. Anch'io mi chiedo come mai abbia aspettato tanto a lungo per aprire la cassaforte del suo cuore. E mi chiedo pure come sia stato possibile che i figli non si siano mai accorti che la madre abbia scritto non uno, ma più romanzi. Sappiamo tutti, qui, quando tempo rubi la scrittura a chi voglia farne quasi una professione. Forse una spiegazione avrebbe reso più verosimile tutto.

Bella prova, comunque.

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Buonasera @Ernest ,

il racconto è interessante, e ha delle buone potenzialità: meriterebbe , visto che dici più avanti

Il 2/8/2019 alle 19:01, Ernest ha scritto:

Il racconto è stato scritto un po' in fretta per mancanza di tempo

di ricevere una revisione con calma.

 

L'inizio mi sembra la parte più riuscita, al di la di qualche punto e virgola mancante.

Il 31/7/2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

Vista la giornata speciale, stamattina ha chiesto a Lina di metterle, con tutti i crismi, il pannolone che raccoglierà la sua modesta incontinenza urinaria e fecale. Per evitare di sentire quei puzzi fastidiosi e imbarazzanti si è fatta aspergere in maniera profusa delle fresche note di Acqua di Colonia 4711.

È un accenno piuttosto fastidioso per i miei gusti, ma proprio per questo lo trovo azzeccato, un po' come una provocazione: il profumo che copre gli odori del suo corpo è come l'ipocrisia che copre la verità sulla sua vita familiare, rendendola in entrambi i casi accettabile dalle altre persone (e tra le altre persone, a causa del fastidio di cui dicevo prima, mi ci sono sentito inserito in prima persona: da qui  un piccolo esame di coscienza sul fatto che forse un po' ipocrita potrei esserlo anch'io). E il richiamo alla fine è in parallelo con la liberazione di aver rivelato la verità: non ha bisogno più né del profumo né  della falsità.

 

Dall'altro lato della medaglia, oltre alla punteggiatura da rivedere, e alle tracce delle correzioni incompiute, come

 

Il 31/7/2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

voi eravate come tanti altri eravate, appunto, delle luci. 

 

i dialoghi della parte centrale non mi hanno convinto.

 

Il 31/7/2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

Satolli, dopo manicaretti, vino, dolci e caffè, il figlio chiede: 

-      Mamma avevi detto che oggi ci avresti detto una cosa importante, di cosa si tratta?

-      Lina, per piacere, dai a Guglielmo quel libro che ti avevo chiesto di portare?

-      Eccolo! – Risponde prontamente la badante, mentre porge il volume al figlio.

-      Perta Ines? Mai sentita. Chi è una tua amica? – chiede curioso Guglielmo. 

 

Se immagino di vedere questa scena come in un film, mi risulta molto strana e innaturale. Il figlio domanda ad Angela qual'è la cosa importante di cui voleva parlare, e lei risponde dicendo alla badante di consegnargli un libro: mi aspetto di vedere la perplessità e la curiosità di Guglielmo di fronte a questa risposta, e magari un cenno di emozione di Angela, che sa bene che col libro farà la rivelazione in cui consiste il suo riscatto: mettere fine ad una lunghissima vita di apparenze che celavano la realtà. Questo non si vede, mentre invece viene mostrata la curiosità di Guglielmo per il nome sconosciuto dell'autrice del libro (di cui però non legge il titolo), invece che per il misterioso motivo per cui gli viene consegnato.

Anche la frase introduttiva non mi pare ben studiata. Il pranzo viene descritto molto frettolosamente, e in fondo non servirebbe farlo: bastava dire "A fine pranzo, con tutti satolli e rilassati", o qualcosa del genere. "Satolli" non concorda con "il figlio", e forse suona meglio "suo figlio le chiede".

 

Il 31/7/2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

      Guglielmo o Anna potreste leggere la poesia che c’è nella prima pagina?

Certo. Inizio io e poi continua Anna – dice Guglielmo

 

Nuova richiesta di Angela: e visto che gli doveva parlare di una cosa importante, è probabile che il figlio immagini o capisca che debba trovarsi in quella poesia. Ma questo non spiega perché Guglielmo decida che leggeranno la poesia metà per uno: e soprattutto non lo spiega ad Anna, che a questo punto, se proprio non gli chiede perché, quantomeno dovrebbe guardarlo interrogativamente.

In totale, i figli, con i loro dialoghi poco solidi, danno l'impressione di sapere già tutta quanta la storia, ma di dover far finta per noi di ignorarla (e di non essere troppo bravi a farlo): e questo mi ha spezzato l'illusione del racconto. È un peccato, perché come dicevo mi sembra un'idea interessante e ben concepita.

 

Sperando di aver dato un contributo positivo, buona serata e a rileggerci

 

 

 

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Il ‎31‎/‎07‎/‎2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

Oggi è il suo centotreesimo compleanno i figli hanno ordinato un millefoglie con fragole e panna e nel centro avevano fatto scrivere Auguri Angela.

Oggi è il suo centotreesimo compleanno: i figli hanno ordinato un millefoglie con fragole e panna e nel centro avevano fatto scrivere Auguri Angela.

 

Il ‎31‎/‎07‎/‎2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

-      Eccolo! – Risponde prontamente la badante, mentre porge il volume al figlio.

-      Eccolo! – risponde prontamente la badante, mentre porge il volume al figlio.

I trattini del discorso diretto vanno della stessa lunghezza.

 

Il ‎31‎/‎07‎/‎2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

Perta Ines? Mai sentita. Chi è una tua amica?

Perta Ines? Mai sentita. Chi è, una tua amica?

 

Il ‎31‎/‎07‎/‎2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

-      La mamma scrittrice? Questa sì che è una rivelazione sconvolgente! – Dice la figlia Anna.

-      La mamma scrittrice? Questa sì che è una rivelazione sconvolgente! – dice la figlia Anna.

 

Il ‎31‎/‎07‎/‎2019 alle 19:48, Ernest ha scritto:

Adesso che mi sono tolta questo peso mi sento pronta per andare.

Adesso che mi sono tolta questo peso, mi sento pronta per andare.

 

L'idea è carina, ma il racconto non mi ha particolarmente preso; la frase finale non mi è piaciuta per nulla. 

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Ciao @Ernest,

 

Il tema del tuo racconto è originale e mi è piaciuto. La protagonista ultracentenaria è descritta molto bene ma ho avuto la sensazione di un testo poco curato nello sviluppo. Infatti la seconda parte mi è sembrata un po' riassunta, potevi (ma questa è solo un'opinione personale) dare più spazio alla sorpresa dei figli di fronte alla rivelazione e anche maggior dettagli della soddisfazione della vecchietta. 

 

 

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Ciao @Lauram @Adelaide J. Pellitteri @Joyopi @Mariner P @Marf @M.T. @Talia Grazie per aver letto ed espresso un commento di qualunque tipo. Il racconto soffre di una revisione più approfondita, ma mi è mancato il tempo. Tra rinunciare e partecipare ho preferito apportare il mio contributo, non tanto per la qualità, ma per essere parte attiva. 🤗

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Ciao @Ernest, bentrovato! Al netto di qualche imperfezione formale, facile da sistemare con una revisione attenta, il racconto ha il pregio di una trama originale e di una protagonista che spicca per la sua personalità forte e irriverente. Mi è piaciuto il modo in cui hai descritto il suo rapporto con le sorelle nonché la sua attività da scrittrice e donna di mondo. La rivelazione ai figli però, secondo me, meritava più spazio. In più tutto è molto raccontato, avrei voluto vedere la protagonista, sentire le sue emozioni e quelle dei figli, per esempio. Pollice in su per la poesia! Una buona prova. p.s. Ogni volta che passavo in Officina, leggevo il titolo del racconto Per te Ines xD Perta è un cognome molto curioso. :D A rileggerci!

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