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flambar

"Porto di Mazatlan ( Messico) (R)

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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/43148-mi-126

“ PORTO DI MAZATLAN “

(MESSICO)

 

Da recente promosso 2° ufficiale di coperta. Salpammo a notte tarda dal porto di Marsiglia (Francia) rotta il canale di Panama

per poi raggiungere la città di Los Angeles (USA).

In navigazione nell'oceano Pacifico, a causa dello sciopero dei lavoratori portuali statunitensi fummo dirottati per Mazatlan, splendida città turistica. Finita la manovra di ormeggio, uscii in franchigia.

Mentre passeggiavo, una grande insegna luminosa attirò la mia attenzione, c'era scritto”Taza de leche” (Coppa di latte) Incuriosito entrai, si trattava di un locale enorme fornito di ogni di genere di divertimenti. Non mi è stato difficile intuire che era anche una lussuosa casa del piacere.

Nell'istante che ordinai un drink, si avvicinò una pomposa creola messicana. Approcciammo subito, bevemmo danzammo e tutto il resto... Nel pomeriggio dell'indomani ritornai a bordo.

Una mattina visto che il “taza de le”che era aperto entrai tanto per curiosità e con mia grande sorpresa notai che l'ambiente che c'era la sera prima non c'era più. Il locale era frequentato da studenti. Domandai ad un cameriere spiegazioni, disse; che il locale dopo un certo orario ridiventava un bordello.

Ancora incredulo, notai una bellissima mora seduta ad un tavolino

visto che era sola, mi sedetti accanto a lei.

La signora parlava in castigliano, da parte mia cercai di fargli capire a gesti che il castigliano non lo sapevo neanche fischiare, però lei mi sorrideva e a ricordo di come erano andate le cose la sera prima, ho pensato con questa sarà la fine del mondo. Incominciai a navigare con la fantasia. La signora mi sorrideva si, ma parlava in un modo allarmato, io continuavo a non capire.

Ad un certo punto, si presenta tra di noi un tipo alto e smilzo e incomincia a litigare con la signora, non capivo quel che si dicevano, ma la strattonava con forza e in malo modo facendogli anche male, mi alzai per difenderla, ricevetti dallo smilzo un schiaffone in piena faccia nel col tempo tirò fuori da una fondina ascellare una grossa pistola a tamburo, ma fui più rapido di lui e lesto gli tolsi la pistola smontandogliela in un batterd'occhio( esercizio imparato durante il servizio militare)

Fatto questo gli sferrai un tremendo gancio tra testa e collo riducendolo come un cencio.

La signora mi implorava di andare via subito, perchè come si riprendeva sicuramente mi avrebbe ammazzato.

Per evitare rogne ubbidì tornandomene a bordo.

Al mattino, sottobordo numerose camionette della polizia e motovedette circondarono la nave. Avevamo l'ordine di scendere tutti in banchina, dal nulla mi apparve dinnanzi lo smilzo che avevo tirato il pugno. Adirato come una bestia disse:«Este ombre.» (quest'uomo)

Non mi poteva capitare di peggio, avevo picchiato il capo della polizia messicana.

Mi arrestarono di conseguenza persi anche l'imbarco, fui portato davanti ad un magistrato che mi domandò se sapevo parlare lo spagnolo. Ovviamente risposi di no, con un sorrisetto ironico mi condannò a sei mesi di lavori forzati e un corso di lingua spagnola.

Consegnandomi alle guardie carcerarie delle prigioni municipali di Mazatlan.

Durante il tragitto, il cellulare delle guardie si fermò in un piazzale antistante un Bar, il gesto mi inquietò molto pensando che qualcuno avesse l'intenzione di vendicare l'onta fatta al capo della polizia ed essendo incatenato non potevo muovermi.

Aprirono le portelle del furgone e liberandomi dalle catene mi dissero:«non preoccuparti sappiamo che sei una persona per bene,

vogliamo offrirti da bene per aver dato una severa lezione ad un scellerato capo della polizia.»

In prigione feci conoscenza col mio maestro di lingua spagnola, si trattava di un famoso bandito messicano dal nome altisonante Fransisco Gomes de la Fuentes ed erano guai se non lo ripetevi tutto come stava scritto.

Ogni mattina ci trasportavano sul luogo di lavoro più che altro consisteva nelle pulizie delle strade ecc... ecc... insomma da noi si dice lavori socialmente utili.

Il carcere, che in realtà non si poteva definirsi tale, esso consisteva in un campo quasi quadrato di quattrocento cinquanta passi da un lato e cinquecento venti passi da l'altro lato. Il muro era inesistente ma esisteva una rete in metallo molto robusta con avviso di mantenersi a due metri distante dalla rete se si trascurava tale misura il cecchino di guardia sulla formaggetta

aveva il diritto di sparare e quelli non scherzavano.

Trascorsi un paio di mesi, una mattina dall'altoparlante sentii chiamarmi a colloquio.

Mi domandavo chi poteva essere, già che non avevo avvisato nessuno dei miei famigliari.

Mi accorsi che la guardia invece di portarmi in sala colloqui prese un altra direzione portandomi in un ufficio.

È non vuoi che nell'istante dell'apertura della porta mi trovai davanti il famoso smilzo capo della polizia messicana.

Nel riconoscendomi disse:«este hombre no» poi evidentemente ripensandoci e ricordando la mia rapidità nel disarmarlo mi richiamò proponendomi un ingaggio come agente nella polizia contro il narcotraffico. Sapevo che se accettavo dovevo stare al loro regolamento e lotta contro i narcotrafficanti era crudele e sanguinaria, lo stipendio poi era anche ridicolo. Perciò non accettai.

Dopo qualche giorno lo smilzo non demordendo,entrò addirittura nell'area dei detenuti e davanti a tutti mi disse che:«se te elistas te doy el rango de sargento»( se ti arruoli ti do il grado di sergente) non accettai lo stesso.

 

 

-la-ciotola/?do=findComment&comment=780439

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Ciao @flambar,

ho letto il tuo racconto e ti dico la mia.

2 ore fa, flambar ha scritto:

Da recente promosso 2° ufficiale di coperta.

Io inizierei subito con "Salpammo", anche perché qui manca il verbo principale e partire in modo così freddo e immediato non mi sembra il caso.

 

2 ore fa, flambar ha scritto:

( esercizio imparato durante il servizio militare)

toglierei, informazione superflua.

 

Fai occhio alla punteggiatura, qualche volta mancano punti e virgole come in questo caso:

2 ore fa, flambar ha scritto:

Ancora incredulo, notai una bellissima mora seduta ad un tavolino

visto che era sola, mi sedetti accanto a lei.

Dopo tavolino metterei un punto e ripartirei con "visto che era sola, mi sedetti accanto a lei".

Nel complesso ho notato che il ritmo è molto veloce e non ti perdi in descrizioni lunghe, sicuramente un punto a tuo favore. Occhio che però a lungo andare rischia davvero di essere troppo freddo e senza emozioni.

L'ultima cosa che ti volevo dire è che più che un racconto mi sembra un incipit di una trama più lunga e articolata. Non si percepisce una reale conclusione al tuo testo.

Spero di esserti stato d'aiuto.

 

A presto!

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Caro @flambar, ti commento a fondo per pubblicare.


 

Il 27/7/2019 alle 12:30, flambar ha scritto:

Da recente promosso 2° ufficiale di coperta. Salpammo a notte tarda dal porto di Marsiglia (Francia) rotta il canale di Panama

per poi raggiungere la città di Los Angeles (USA).

Qui, e non solo qui, c’è qualche problema di formattazione facilmente rimediabile in word. Poi è necessario “integrare” logicamente le due frasi.

Salpammo a notte tarda dal porto di Marsiglia (Francia), rotta il canale di Panama per poi raggiungere la città di Los Angeles (USA). Quanto a me, ero stato di recente promosso secondo ufficiale di coperta.

 

Il 27/7/2019 alle 12:30, flambar ha scritto:

Mentre passeggiavo, una grande insegna luminosa attirò la mia attenzione, c'era scritto”Taza de leche” (Coppa di latte) Incuriosito entrai, si trattava di un locale enorme fornito di ogni di genere di divertimenti. Non mi è stato difficile intuire che era anche una lussuosa casa del piacere.

Anche qui, problemi di spazi e punteggiatura e il mancato mantenimento del tempo verbale.

Mentre passeggiavo, una grande insegna luminosa attirò la mia attenzione. C'era scritto ”Taza de leche” (Coppa di latte) e, incuriosito, entrai. Si trattava di un locale enorme fornito di ogni di genere di divertimenti. Non mi fu difficile intuire che era anche una lussuosa casa del piacere.

 

Il 27/7/2019 alle 12:30, flambar ha scritto:

Una mattina visto che il “taza de le”che era aperto entrai tanto per curiosità e con mia grande sorpresa notai che l'ambiente che c'era la sera prima non c'era più. Il locale era frequentato da studenti. Domandai ad un cameriere spiegazioni, disse; che il locale dopo un certo orario ridiventava un bordello.

Ancora incredulo, notai una bellissima mora seduta ad un tavolino

visto che era sola, mi sedetti accanto a lei.

La signora parlava in castigliano, da parte mia cercai di fargli capire a gesti che il castigliano non lo sapevo neanche fischiare, però lei mi sorrideva e a ricordo di come erano andate le cose la sera prima, ho pensato con questa sarà la fine del mondo. Incominciai a navigare con la fantasia. La signora mi sorrideva si, ma parlava in un modo allarmato, io continuavo a non capire.

Ad un certo punto, si presenta tra di noi un tipo alto e smilzo e incomincia a litigare con la signora, non capivo quel che si dicevano, ma la strattonava con forza e in malo modo facendogli anche male, mi alzai per difenderla, ricevetti dallo smilzo un schiaffone in piena faccia nel col tempo tirò fuori da una fondina ascellare una grossa pistola a tamburo, ma fui più rapido di lui e lesto gli tolsi la pistola smontandogliela in un batterd'occhio( esercizio imparato durante il servizio militare)

Un po’ di cosette da sistemare: punteggiatura. tempi verbali e refusi.

Una mattina, visto che il “Taza de leche” era aperto, entrai tanto per curiosità e, con mia grande sorpresa, notai che l'ambiente della sera prima era completamente cambiato e il locale era frequentato da studenti. Domandai spiegazioni a un cameriere, il quale mi rispose che il locale, dopo un certo orario, ridiventava un bordello.

Ancora incredulo, notai una bellissima mora seduta ad un tavolino e, visto che era sola, mi sedetti accanto a lei.

La signora parlava in castigliano e, da parte mia, cercai di farle capire a gesti che il castigliano non lo sapevo neanche fischiare. Lei continuava a sorridermi ed io, ricordando com’erano andate le cose la sera prima, pensai con lei sarebbe stata la fine del mondo. Incominciai a navigare con la fantasia. La signora mi sorrideva, questo sì, ma parlava in un modo prudente ed io continuavo a non capire.

Ad un certo punto si presentò un tipo alto e smilzo che incominciò a litigare con la signora. Non capivo quel che si dicevano, ma la strattonava con tale forza e in malo modo, facendogli anche male, che mi alzai per difenderla. Ricevetti un schiaffone in piena faccia dallo smilzo, il quale nel contempo tirò fuori da una fondina ascellare una grossa pistola a tamburo. Fui più rapido di lui e gli tolsi velocemente  la pistola, smontandogliela in un batter d'occhio, come avevo imparato durante il servizio militare.

Qui avrei una domanda, anche se non sono un esperto di armi e mi potrai correggere. Chiaro che, come tutte le armi, una pistola a tamburo si può smontare, operazione che però richiede tempo e, nel caso nostro, mi sembra inutile. Non è che volevi dire che hai aperto il tamburo e fatto cadere a terra i proiettili?

 

Il 27/7/2019 alle 12:30, flambar ha scritto:

La signora mi implorava di andare via subito, perchè come si riprendeva sicuramente mi avrebbe ammazzato.

La signora mi implorò di andare via subito in quanto, come lo smilzo si fosse ripreso, sicuramente mi avrebbe ammazzato.

 

Il 27/7/2019 alle 12:30, flambar ha scritto:

Avevamo l'ordine di scendere tutti in banchina, dal nulla mi apparve dinnanzi lo smilzo che avevo tirato il pugno.

Ricevemmo l'ordine di scendere tutti in banchina, poi dal nulla mi apparve dinnanzi lo smilzo al quale avevo tirato il pugno.


 

Il 27/7/2019 alle 12:30, flambar ha scritto:

Mi arrestarono di conseguenza persi anche l'imbarco, fui portato davanti ad un magistrato che mi domandò se sapevo parlare lo spagnolo. Ovviamente risposi di no, con un sorrisetto ironico mi condannò a sei mesi di lavori forzati e un corso di lingua spagnola.

Consegnandomi alle guardie carcerarie delle prigioni municipali di Mazatlan.

Mi arrestarono e, di conseguenza, persi anche l'imbarco. Fui portato davanti ad un magistrato che mi domandò se sapevo parlare lo spagnolo. Ovviamente risposi di no e ,con un sorrisetto ironico, mi condannò a sei mesi di lavori forzati e un corso di lingua spagnola, consegnandomi alle guardie carcerarie delle prigioni municipali di Mazatlan.

 

Il 27/7/2019 alle 12:30, flambar ha scritto:

Ogni mattina ci trasportavano sul luogo di lavoro più che altro consisteva nelle pulizie delle strade ecc... ecc... insomma da noi si dice lavori socialmente utili.

Il carcere, che in realtà non si poteva definirsi tale, esso consisteva in un campo quasi quadrato di quattrocento cinquanta passi da un lato e cinquecento venti passi da l'altro lato. Il muro era inesistente ma esisteva una rete in metallo molto robusta con avviso di mantenersi a due metri distante dalla rete se si trascurava tale misura il cecchino di guardia sulla formaggetta

aveva il diritto di sparare e quelli non scherzavano.

Ogni mattina ci trasportavano ai lavori forzati, che più che altro consistevano nella pulizia delle strade: ciò che da noi viene definito un “lavoro socialmente utile”.

Il carcere, che in realtà non si poteva definirsi tale, consisteva in un campo quasi quadrato di quattrocentocinquanta passi da un lato e cinquecentoventi passi dall'altro lato. Invece del muro perimetrale c'era una rete in metallo molto robusta dalla quale dovevamo mantenerci almeno a due metri di distanza. Se si trascurava tale misura, il cecchino di guardia sulla formaggetta aveva l’ordine di sparare, e con quelli c’era poco da scherzare.

 

Il 27/7/2019 alle 12:30, flambar ha scritto:

Mi accorsi che la guardia invece di portarmi in sala colloqui prese un altra direzione portandomi in un ufficio.

È non vuoi che nell'istante dell'apertura della porta mi trovai davanti il famoso smilzo capo della polizia messicana.

Nel riconoscendomi disse:«este hombre no» poi evidentemente ripensandoci e ricordando la mia rapidità nel disarmarlo mi richiamò proponendomi un ingaggio come agente nella polizia contro il narcotraffico. Sapevo che se accettavo dovevo stare al loro regolamento e lotta contro i narcotrafficanti era crudele e sanguinaria, lo stipendio poi era anche ridicolo. Perciò non accettai.

Dopo qualche giorno lo smilzo non demordendo,entrò addirittura nell'area dei detenuti e davanti a tutti mi disse che:«se te elistas te doy el rango de sargento»( se ti arruoli ti do il grado di sergente) non accettai lo stesso.

Mi accorsi che la guardia, invece di portarmi in sala colloqui, prese un altra direzione e mi scortò in un ufficio nel quale mi trovai davanti il famoso smilzo capo della polizia messicana.

Nel riconoscendomi disse: «este hombre no». Ma poi, evidentemente ripensandoci e ricordando la mia rapidità nel disarmarlo, mi richiamò proponendomi un ingaggio come agente nella polizia contro il narcotraffico. Sapevo che, se avessi accettato, avrei dovuto rispettare il loro spietato regolamento. Inoltre la lotta contro i narcotrafficanti era crudele e sanguinaria, a fronte di uno stipendio poi ridicolo. Perciò non accettai.

Dopo qualche giorno lo smilzo, non demordendo, entrò addirittura nell'area dei detenuti e, davanti a tutti, mi disse che: «se te elistas te doy el rango de sargento» ( se ti arruoli ti do il grado di sergente).

Non accettai lo stesso.

 

Flambar, ci hai abituato a questi racconti quasi incredibili per il loro numero sterminato, tanto che sembrerebbe non bastare una vita per viverli tutti.

Comunque, a mio avviso, quando ce li racconti, non è bello per il lettore che tutto finisca così rapidamente e lapidariamente: lascia un senso di incompiuto.

Ti sto quindi suggerendo di studiare una frasetta finale, anche inventata, ma pertinente, che dia soddisfazione e chiuda il discorso. Qui, ad esempio potresti finire così:

Non accettai lo stesso, e feci bene. Qualche giorno dopo, infatti, fu reso di dominio pubblico che la squadra dello smilzo era stata decimata in uno scontro a fuoco con i narcotrafficanti, Io, invece, ero vivo e ormai mancava molto poco alla mia uscita di galera.

Questo è solo un esempio, naturalmente. I tuoi racconti sono sempre affascinanti!

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buon inizio di settimana carissimo @Macleo come non darti ragione, sto mettendocela tutta ma ogni uno di noi ha i suoi limiti poi il tempo è inesorabile. Ti auguro tanta fortuna 

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Non ho trovato, in tutta sincerità, grandemente interessante la fabula, che peraltro non rivela alcun intreccio strutturato. Sembra un mera elencazioni di eventi.

Ciò detto, prima di lavorare sui contenuti, il mio consiglio è quello di lavorare sulla forma (non stilistica perché il testo non evidenzia alcuno stile emergente, a mio giudizio): ci sono alcune sgrammaticature (verbi in forma riflessiva con ripetizione del "sì" a reggere la frase; congiuntivi la cui mancanza si percepisce in modo palese, ecc.), ci sono virgole di troppo e virgole mancanti.

Credimi, non voglio affossare il tentativo, ma sembra un testo che neanche hai riletto. Forse postato di fretta appena scritto, forse addirittura composto direttamente su questo forum.

Il mio suggerimento è di concederti più calma, sia per l'ispirazione che per l'elaborazione. Oltre che per la rilettura.

Buon lavoro.

 

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@andrea werner mondazzilo so devo migliorarmi, mi sono iscritto a WD proprio per questo, tu magari mi dirai, iscriviti ad un corso letterario o qualcosa del genere, oppure pagare un professionista che mi aiuti. Mi sono iscritto ad un corso ma mi sono sentito come un pasce  fuori d'acqua, erano tutti laureati e ho appena la licenza elementare, se vedi qualcosa di buono l'ho imparato dagli amici del WD che ringrazierò sempre. Ma c'è un punto che tu forse non sei al corrente. Ho tanto da raccontare da far paura anche ai grandi della letteratura. Adesso ho settantadueanni  di età, nella mia vita non ho mai avuto un desiderio. (eccetto qualche donna)Unico mio desiderio e di scrivere un libro dei ricordi di navigante per distribuirlo ai miei nipoti che grazie a Dio sono tanti, ma questo libro deve essere scritto bene e di mio pugno, che poi vinco il premio Oscar questa è un'altra cosa che non può essere attribuita a me. Ti ringrazio del tuo prezioso commento, augurandoti tanta fortuna.

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@flambar complimenti per l'impegno e per l'intento. Preziosi di sicuro i tuoi racconti. Mi fai venire in mente quelli dei miei nonni. Quanto leggi? Secondo me questa è la migliore scuola. Non per farmi pubblicità, ma cerca nelle sezione "i nostri libri", c'è la segnalazione di un mio breve testo di narrativa pura e si basa proprio sul racconto da padre a figlio e a nipote. Sì intitola "Atrani sulla Costa d'Amalfi". Potrebbe esserti di ispirazione. A rileggerti!

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@andrea werner mondazzistai certo che ci andrò, come già sono andato mi pare che si chiami"Terra bruciata" dove un quasi  analfabeta ha vinto un premio nobel in letteratura, non mi dire Jack London, e tutti gli altri grandi della narrativa erano professori in letteratura o laureati? Devo confessarti una cosa caro amico, un ho mai letto ne scritto niente neanche delle cartoline di auguri, forse da ragazzo ho letto qualche giornalino di capitan Miky  sono  stati gli utenti di  WD a farmi scoprire questa nuova passione. A rileggerci

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