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Silverwillow

[FdI 2019-2] Nel cuore di una stella

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Corro. Sono solo a metà del primo giro, non posso essere già stanco. Mi manca l’aria. Rivoli di sudore mi scendono dal collo per infilarsi fastidiosi sotto la canotta. Troppo caldo per la metà di aprile, eppure gli altri non sembrano sudare così. Accelero. 

Primo giro completato. Ne mancano tre, ce la posso fare. Ce la devo fare, o sono fuori: niente campionati nazionali giovanili. Le ultime due gare sono andate maluccio, ma stavolta vincerò, e l’allenatore dovrà ricredersi. Lo cerco mentre ripasso dal via. Eccolo lì: batte le mani e urla incoraggiamenti. Non a me, ma a Carlo. Ora punta tutto su di lui, solo perché dice che ultimamente mi sarei infiacchito. 

 

Sofia è seduta sugli spalti. Il suo nuovo ragazzo fa il lancio del peso, e mentre aspetta di vederlo si annoia a morte. Non le importa un accidente dei 1500. Per passare il tempo si alterna tra un testo di medicina per il prossimo esame e un libriccino di poesie che ha trovato nello zaino: Nel cuore di una stella. Deve averglielo regalato qualcuno, forse uno spasimante, non ricorda più chi… Legge dei versi a caso. 

 

Non ha bisogno il sole 

di concepire la propria grandezza 

né di uno specchio 

per poterla contemplare 

Con suprema indifferenza 

spartisce i suoi raggi 

col vuoto supremo del cielo 

 

Mi asciugo il sudore dalla fronte con la mano, prima che coli negli occhi. Il mio cuore è un tamburo su cui picchia un invasato, riverbera sotto il coperchio denso di una jungla afosa. I polmoni mi fanno male, ma non rallento. Sono tra i primi sei. 

Non importa cosa ha detto il medico stamattina, farò i suoi stupidi accertamenti, solo per farlo contento. Una piccola sbavatura su un grafico, che sarà mai. La macchina difettosa, o un momento di stress: l’università, la corsa, i problemi a casa. Passerà. 

Rieccomi al via. Chissà se lei è lì. Sì, è lassù, nelle ultime file, con il top rosso scollato, il mio preferito, e i capelli sciolti. Sofia è bellissima anche oggi. Sembra distratta però, non guarda giù. E perché dovrebbe? Non le interesso. Io e i miei stupidi messaggini. E quel libro di poesie lasciato sul suo banco, poi. Si può essere tanto romanticamente imbecilli al giorno d’oggi? Chiaro che mi ha riso in faccia. Avanti però, almeno guardami, cazzo! Non ho i muscoli come Antonio, ma sono bravo, sono il più veloce. Quando avrò tagliato il traguardo per primo mi guarderai. 

 

Sofia beve un sorso di coca-cola, gira pagina e legge l’inizio di un’altra poesia. 

 

Non si merita l’amore 

Non è più imparziale 

della pioggia o del sole: 

sommerge o plasma deserti 

 

Terzo giro. Ho solo quattro avversari davanti. Carlo è rimasto in fondo, cosa dici adesso signor allenatore? Il sudore ormai mi infradicia. I muscoli delle gambe continuano a pompare, le suole accarezzano appena la pista. L’aria è sempre più densa, più pesante, sto respirando un brodo tiepido. Ora capisco come si devono sentire i ravioli. Il cuore ha smesso coi tamburi ed è partita una techno stonata. Chissenefrega, manca poco più di un giro. 

 

Un’estate di tanto tempo fa, un parco cittadino. Il sole fiotta sui prati picchiettati di margherite e sulla pista sterrata. «Vai, Leo! Più veloce della luce». Le urla del nonno mi spronano, ma io non ne ho bisogno: gli altri bambini sono ormai lontani alle mie spalle, mentre corro verso il sole. Alzo le braccia, all’arrivo, per afferrarlo… 

 

Concentrati sulla corsa, coglione! Però, se almeno il nonno fosse vivo. Lui sarebbe venuto, non avrebbe mai perso una mia gara. Mentre passo per la terza volta dal via guardo in automatico gli spalti. Magari mamma ha cambiato idea, si è liberata dal lavoro… Le file sono mezze vuote. Sofia sembra stia leggendo, l’allenatore ha smesso di incitare il suo cavallo perdente e smanetta col telefono. Mamma ovviamente non c’è. Papà, che spesso si dimentica di chiamare anche per Natale, mi ha mandato un messaggio whatsapp, magari tra una scopata e l’altra con la sua tipa: “In bocca al lupo”, con tanto di emoji con il lupo. Che stronzo. 

Inizia l’ultimo giro. Molti spettatori si alzano e battono le mani, gridano il nome dei loro beniamini. Stringo i denti, spingo tutto quel che mi rimane nelle gambe. Non trovo più aria da respirare: sono troppo svelto, è rimasta dietro di me. Fanculo. Non ho bisogno d’aria, sono fatto di luce, sono più veloce di qualunque altra cosa. Il cuore andrà anche a 300, ma io vado a 1000. 

 

Sofia mette da parte il libricino con un sospiro. Ma chi è che legge poesie al giorno d’oggi? Riprende il testo di medicina e cerca il segno: 

La fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo cardiaco, un’attivazione elettrica rapida e caotica del tessuto… Questa parte l’ha già letta, prosegue: I sintomi, che peggiorano sotto sforzo, comprendono astenia, battito irregolare, dispnea, confusione… Nei casi più gravi può portare a un attacco ischemico transitorio, se i coaguli sono di piccole dimensioni, oppure all’ictus… 

 

Supero il quarto, taglio fra il terzo e il secondo; sono così veloce che gli altri si allungano dietro di me come ombre sfocate. Venite a raggiungere un raggio di sole, se ne siete capaci. 

Ultimi 100 metri. Davanti a me c’è qualcuno: è tutto ciò che riesco a vedere. Devo prenderlo: è tutto ciò che so. Il cuore sembra impegnato a scardinare qualche costola per evadere, il sudore rovente mi invade gli occhi. Sono io che brucio, sono incandescente come una stella, lanciata verso l’immensità del cosmo. 

50 metri… 30… La macchia sfocata davanti a me ha rallentato, sfinita. Si vede che non ha mai gareggiato col sole. Gli passo a fianco sul filo degli ultimi metri. Non respiro più, non vedo più niente, ma le mie gambe non si fermano: dentro si è condensato il nucleo primordiale della mia energia. La pura volontà respira e vede per me, mi spinge avanti. Sono solo, in testa. I tamburi e la techno sono cessati del tutto, c’è un profondo silenzio, come in una bolla. Forse è il silenzio che sentono le stelle dirette alle galassie più lontane. 

La meta, finalmente: la linea bianca del traguardo, e sono oltre. 

 

La ragazza fa una smorfia, seccata dal clamore della folla. Tutto questo casino per una gara di corsa? Posa il testo di medicina, non ha più voglia di studiare. 

«Cos’è ‘sta roba?» 

Alza gli occhi e trova Antonio. Ha in mano il libro di poesie e lo sfoglia con un sogghigno. «Non hai la gara tra poco?» 

«Volevo solo un bacio di buona fortuna» dice, sporgendosi a baciarla. Quindi legge dal libro. «Senti qua».  

 

Ama la vita 

come le stelle 

amano il cielo 

Sii disposto 

per lei 

a bruciare 

 

«Che cretinata, eh?» 

Sofia ridacchia, ma la folla intorno di colpo è in piedi, così si alza anche lei per vedere cosa c’è di interessante. 

«Che sarà successo?» chiede qualcuno. 

«Il ragazzo che ha vinto si è sentito male». 

Lei getta uno sguardo alla pista, dove un medico si sta dando da fare intorno a qualcuno che ha un’aria familiare, ma non ricorda proprio dove… 

 

La pista è ruvida e calda sotto la mia guancia. Sbatto le palpebre, gli occhi si schiariscono. Ed eccoli là, in prima fila: Sofia salta per l’entusiasmo, mi manda baci con le dita; l’allenatore solleva il pollice in segno di vittoria; ci sono anche mamma e papà, piangono per l’emozione e si abbracciano, come non facevano dal divorzio. E accanto a loro… no, è impossibile. Ma sì, è il nonno. Non è sorpreso o commosso, fa solo un cenno serio con la testa, che dice: “Sapevo già che ce l’avresti fatta. Sei o non sei una stella?” 

Provo a sollevare una mano per salutarli, ma il braccio non obbedisce. Nemmeno la mia bocca, quando cerco di sorridere. È questo che si prova a diventare una stella? A bruciare tutto ciò che non ti serve nella tua scia? Anche gli occhi mi abbandonano, è buio. Il gelo dello spazio profondo mi assorbe. 

 

 

 

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@Silverwillow Ciao Silver :)

Proprio un bel racconto, incalzante fino all'inevitabile fine. Hai reso benissimo la corsa del ragazzo. Lui poi se ne va nell'indifferenza di tutti, alla sua vittoria e alla sua vita.

Riesci commuovere  Brava:rosa:

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14 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Sofia è seduta sugli spalti. Il suo nuovo ragazzo fa il lancio del peso, e mentre aspetta di vederlo si annoia a morte. Non le importa un accidente dei 1500. Per passare il tempo si alterna tra un testo di medicina per il prossimo esame e un libriccino di poesie che ha trovato nello zaino: Nel cuore di una stella. Deve averglielo regalato qualcuno, forse uno spasimante, non ricorda più chi… Legge dei versi a caso. 

 

Questo pezzo sopra fa un effetto strano, siccome il narratore è il ragazzo protagonista che corre, e sta correndo mentre ci dice cosa legge Sofia... È il limite del racconto in prima persona.

 

Quota

 

Non ha bisogno il sole 

di concepire la propria grandezza 

né di uno specchio 

per poterla contemplare 

Con suprema indifferenza 

spartisce i suoi raggi 

col vuoto supremo del cielo 

 

 

Bellissimi questi versi.

 

Quota

Non si merita l’amore 

Non è più imparziale 

della pioggia o del sole: 

sommerge o plasma deserti 

 

altri versi mirati  e perfettamente funzionali al racconto, brava!

 

 

14 ore fa, Silverwillow ha scritto:

 

Un’estate di tanto tempo fa, un parco cittadino. Il sole fiotta sui prati picchiettati di margherite e sulla pista sterrata. «Vai, Leo! Più veloce della luce». Le urla del nonno mi spronano, ma io non ne ho bisogno: gli altri bambini sono ormai lontani alle mie spalle, mentre corro verso il sole. Alzo le braccia, all’arrivo, per afferrarlo… 

 

Utilizzare il ricordo della felicità della nascita della passione per la corsa, sotto gli occhi di chi lo amava davvero, a precedere la fine della corsa è un preziosismo.

14 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Sofia mette da parte il libricino con un sospiro. Ma chi è che legge poesie al giorno d’oggi? Riprende il testo di medicina e cerca il segno: 

La fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo cardiaco, un’attivazione elettrica rapida e caotica del tessuto… Questa parte l’ha già letta, prosegue: I sintomi, che peggiorano sotto sforzo, comprendono astenia, battito irregolare, dispnea, confusione… Nei casi più gravi può portare a un attacco ischemico transitorio, se i coaguli sono di piccole dimensioni, oppure all’ictus… 

 

Anche l'idea di fare passare la sua ex, dai versi che non capisce sull'amore di lui, alle righe di medicina che le dicono quello che sta per accadergli, è un bel leggere!

 

Complimenti per il tuo racconto, @Silverwillow :)

 

 

 

 

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Molto commovente questo racconto @Silverwillow. Il ritmo è incalzante e sembra proprio di correre insieme al protagonista del racconto. La scrittura è fluida e non ho rilevato particolari problemi nella forma. Forse la seguente espressione:

 

14 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Ora capisco come si devono sentire i ravioli

 

l'ho trovata un poco buffa e non so se fosse quello l'intento. Comunque se lo era, non era chiaro che volessi essere divertente.

Ma è proprio voler andare a spaccare il capello. Le poesie le ho trovate parecchio intriganti. Se vi è una cosa che effettivamente mi lascia un pochino perplesso è il tema del riscatto. Se da un lato mi è chiaro che il protagonista vincendo si riscatta nei confronti del suo allenatore, mi pare altrettanto evidente che questa vittoria non gli porti onori. Soprattutto non lo riscatta agli occhi di Sofia che non si ricorda nemmeno di lui. Insomma, mi è parsa una sorta di vittoria di Pirro.

Saluti,

 

Intes

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Ciao @Silverwillow

un racconto dal ritmo incalzante e ben scritto. Mi piace come hai descritto la corsa e come il ragazzo spinga il corpo oltre i propri limiti. Bello il paragone con la stella e la trasformazione finale in astro nella morte. Quello che non mi convince è il punto di vista. Se il racconto è in prima persona, il narratore non può vedere cosa legge Sofia. Anche il cambio finale in terza persona confonde. Si potrebbe riscrivere tutto in terza persona (anche per l'inserimento della poesia richiesto dalla traccia), o lasciare tutto in prima persona  (che hai reso molto bene nella descrizione dei giri di corsa) e trovare un espediente diverso per inserire la poesia. A parte questo comunque il racconto mi piaciuto. Il riscatto è sui generis ma c'è, a mio parere: alla fine lui  vince la gara e vede ricomporre il proprio microcosmo rispetto ai suoi desideri  (i genitori insieme, il nonno vivo e presente, ecc.)

Bella prova!

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4 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Questo pezzo sopra fa un effetto strano, siccome il narratore è il ragazzo protagonista che corre, e sta correndo mentre ci dice cosa legge Sofia... È il limite del racconto in prima persona.

 

2 ore fa, ivalibri ha scritto:

Quello che non mi convince è il punto di vista. Se il racconto è in prima persona, il narratore non può vedere cosa legge Sofia.

Il racconto si alterna continuamente tra la prima persona del protagonista e la terza persona per le parti di Sofia. Ho pensato che lasciare uno spazio tra i paragrafi lo rendesse ancora più evidente, ma ora mi fate venire i dubbi... Non era neanche tanto per inserire la poesia, l'ho proprio pensato così dall'inizio, per il contrasto che creava tra le parti più sofferte del protagonista e quelle distaccate di lei. Di solito scrivo racconti più lineari, stavolta ho provato a sperimentare...

 

Sono comunque contenta che vi sia piaciuto. Grazie a entrambe :flower:

 

Ciao @INTES MK-69  e grazie intanto per essere passato.

3 ore fa, INTES MK-69 ha scritto:

 

18 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Ora capisco come si devono sentire i ravioli

 

l'ho trovata un poco buffa e non so se fosse quello l'intento. Comunque se lo era, non era chiaro che volessi essere divertente.

ero indecisa se metterla in effetti, ma mi pareva ci stesse bene per mostrare una certa confusione mentale nel protagonista e come nei momenti più importanti a volte la mente si perda in questioni stupide

4 ore fa, INTES MK-69 ha scritto:

Se da un lato mi è chiaro che il protagonista vincendo si riscatta nei confronti del suo allenatore, mi pare altrettanto evidente che questa vittoria non gli porti onori.

Il riscatto è nella mente del protagonista (e, dal suo punto di vista, c'è), anche se il resto del mondo nemmeno se ne accorge. Per lui vincere quella gara significa riscattarsi non solo agli occhi dell'allenatore, che dice (ingiustamente) che è diventato fiacco, ma anche della ragazza e dei genitori che si interessano poco di lui e delle sue gare. Così almeno l'ho inteso io. Sono contenta comunque che per il resto ti sia piaciuto:)

 

 

@camparino Grazie anche a te per essere passato. Wow, mi fa davvero molto piacere che il tuo parere sia positivo:rosa:

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Ciao @Silverwillow, una bella scrittura fluida per un racconto che va di corsa.

Il tuo protagonista non si fa mancare nulla vedo, scusa è proprio perché troppo vittima che il finale non mi ha commosso, immaginando l'epilogo sono arrivata alle ultime righe con un po' di distacco (scusa, è solo la mia testa che è cinica, è una riflessione solo mia:)).

Leo è sfortunato. Corre per sé, per far vedere agli altri che vale, ma lui non deve riscattarsi. Saranno gli altri forse, in seguito alla sua morte, a dover riconsiderare i loro atteggiamenti. Io partirei dalla fine. Leo c'è, ma nei comportamenti degli altri.

Con questo non dico che il racconto non mi sia piaciuto, le descrizioni sono molto belle e lo stacco tra la prima e la terza persona non mi ha disturbato. La tus scrittura come ti ho detto, mi piace molto

Ciao :)

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Che ritmo! Mi trovi a fare la ola sugli spalti, per questo racconto, @Silverwillow. Più che brava!

Modificato da Edu
Analfabetismo di ritorno del correttore del mio odiato cellulare

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@Silverwillow ciao! :)

La lettura mi ha fatto correre insieme al ragazzo; sei riuscita a mostrare alla perfezione la scena senza essere banale e ridondante. Unica cosuccia che stride un pochino è la prima persona mescolata alla terza; avrei lasciato anche il punto di Sofia in prima persona, magari scritto in corsivo... non so. Belle e profonde anche le poesie (che di solito non cito nei pochi commenti che faccio perché non ci capisco ‘na mazza).

Il testo commuove e lascia quel pizzico di amaro stupore che non guasta.

Complimont :flower:

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@Silverwillow L'idea è buona, ma è molto spiazzante il miscuglio narrativo tra il ragazzo che ci dice in prima persona le sue sensazioni, e la terza voce che racconta quel che fa Sofia.

È come se lui fosse già morto e vedesse, mentre sale su su su nel cielo, quel che ha fatto Sofia prima che lui ci lasciasse le penne.

Anche la descrizione della progressione del suo star male, per quanto assai poetica ed empatica, mi pare poco verosimile. Se cominci a strasudare prima della fine del primo giro, al terzo non ci arrivi: schiatti prima.

Infine un quesito: dov'è il riscatto? Finire all'ospedale, se va bene, o all'obitorio, se va male, è un riscatto?

A parte questo, il racconto si legge bene, piano e scorrevole. In bocca al lupo!

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@Silverwillow, bel ritmo e bella scrittura, ottimo il finale. Qualche incongruenza facilmente rimediabile è stata  giàfatta notare da altri.

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Il 27/7/2019 alle 20:55, Lauram ha scritto:

Il tuo protagonista non si fa mancare nulla vedo, scusa è proprio perché troppo vittima che il finale non mi ha commosso, immaginando l'epilogo sono arrivata alle ultime righe con un po' di distacco (scusa, è solo la mia testa che è cinica, è una riflessione solo mia:)).

 

Ciao, @Lauram e grazie del passaggio. Il tuo commento mi ha dato uno spunto di riflessione interessante, perché io non ho pensato a lui come una vittima. I genitori più presi dalle loro vite che dalle passioni dei figli non sono un'eccezione purtroppo, così come una cotta non ricambiata per una ragazza piuttosto superficiale che non lo ricambia non è un dramma. I problemi di cuore si possono considerare una sfortuna, come qualunque malattia o incidente, ma io non l'ho visto come particolarmente sfortunato, ecco. E' un ragazzo che bene o male ha una famiglia, va all'università, ha qualcosa in cui è bravo e che lo appassiona...

Un'altra riflessione è quella che riguarda la sua morte, perché io ho lasciato volutamente la questione aperta: poteva essere morto come aver avuto un malore superabile. Mi sorprende che come te anche molti altri abbiano scelto di pensare che fosse morto. Grazie per gli spunti, e sono contenta se per il resto non ti è dispiaciuto:)

 

 

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@Sarettyh@Mariner P grazie per le vostre impressioni. Alternare prima e terza persona era un esperimento, l'ho trovato in alcuni romanzi riusciti, ma forse per un racconto breve non va bene e può generare confusione, anche se a me piaceva. Mi è molto utile capire come chi legge percepisce magari in modo diverso da me, quindi lo terrò presente per la prossima volta.

 

8 ore fa, Sarettyh ha scritto:

Il testo commuove e lascia quel pizzico di amaro stupore che non guasta.

Mi fa piacere se sono riuscita, al di là della forma, a trasmettere almeno l'emozione che volevo ;)

 

@Edu e @Macleo Grazie mille per essere passati e per i complimenti :rosa:

 

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Ciao @Silverwillow, il racconto è scritto benissimo, la storia è verosimile e la traccia rispettata in pieno.

L'unica cosa che non mi ha convinto è stata quella di inserire l'informazione della visita medica già alla decima riga. Da lì in poi è chiaro il tuo intento

e questo, secondo me, fa apprezzare meno il finale. Io eviterei. Mostrerei i sintomi, questo sì, ma poi farei in modo che la visita fosse uno dei pensieri che il protagonista

fa solo quando cade a terra. 

Brava! 

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Che ansia...

 

In effetti hai messo troppa sfiga addosso al corridore, e troppi fattori che portano alla morte. Magari risparmagli il caldo, che già sta messo male.

Comunque ansia...

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Gran bel racconto, cadenza al cardiopalma, l'interpolazione extra-agonistica col vissuto dei personaggi dà un ulteriore spessore alla storia. In prima battuta avevo trovato troppo precoce l'accenno all'esame medico, lasciando intuire come si concluderà la gara per lui. Però andando avanti mi sono dovuto ricredere e il disappunto è stato prontamente sostituito dai brividi con la sua "trasformazione" in stella. E poi ci hai dato dentro pure tu, addirittura tre poesie, e una più bella dell'altra. Cosa si può chiedere di più a un racconto?

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Davvero un bel racconto, con un ritmo che trascina il lettore fino alla fine. Mi è piaciuta l'idea della corsa, le associazioni con l'energia delle stelle, e soprattutto le descrizioni inerenti alla fatica e allo sforzo. Bello e amaro il finale, in cui si palesa un riscatto che, nella realtà, purtroppo non gli è stato concesso. Piaciuto molto, a rileggerci @Silverwillow

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@Silverwillow , buon pomeriggio.

 

Complimenti per lo stile piacevole da leggere e incalzante, come il ritmo della storia, dall'inizio alla fine.

La trama è sviluppata bene e - benché per me scontata sin dalla frase "Non importa cosa ha detto il medico stamattina, farò i suoi stupidi accertamenti, solo per farlo contento" - si svolge diligentemente senza troppi clamori sino alla fine. Dicevo una trama scontata, ma non banale: fa della semplicità e dell'efficacia, nonché del ritmo serrato, le sue doti migliori.

A livello di contenuti, non mi è piaciuto per niente il cambio di narratore tra Leo e Sofia. Tanto per fare un esempio, "Sofia è seduta sugli spalti." può essere interpretata ancora con il narratore precedente (in fin dei conti, Leo poco prima ha guardato il suo allenatore).

Però i personaggi sono tutti ben caratterizzati e ci sono dei passaggi azzeccatissimi, come: "Il mio cuore è un tamburo su cui picchia un invasato", "Non trovo più aria da respirare: sono troppo svelto, è rimasta dietro di me."

Inoltre le ultime 3 righe le ho trovate superflue... ma questione di gusto personale, non è un appunto che le faccio.

 

Complimenti invece per le poesie, tutte di buona fattura; unico appunto che le sollevo è che l'ultima strofa della prima poesia l'avrei preferita così:

   Con suprema indifferenza 

   spartisce i suoi raggi 

   nel vuoto supremo del cielo 

 

Per concludere, una prova che - per me - rasenta l'ottimo, che avrebbe sicuramente raggiunto avesse mantenuto un'unica "voce narrante".

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Il 28/7/2019 alle 23:36, Sira ha scritto:

L'unica cosa che non mi ha convinto è stata quella di inserire l'informazione della visita medica già alla decima riga. Da lì in poi è chiaro il tuo intento

e questo, secondo me, fa apprezzare meno il finale

 

Il 31/7/2019 alle 17:11, H3c70r ha scritto:

La trama è sviluppata bene e - benché per me scontata sin dalla frase "Non importa cosa ha detto il medico stamattina, farò i suoi stupidi accertamenti, solo per farlo contento" 

Riguardo a questo, in realtà non avevo pensato a una sorpresa finale per il lettore, volevo far capire da subito qual era la situazione del protagonista, che corre oltre i suoi limiti pur sapendo o sospettando che qualcosa non va.

Il 31/7/2019 alle 17:11, H3c70r ha scritto:

unico appunto che le sollevo è che l'ultima strofa della prima poesia l'avrei preferita così:

   Con suprema indifferenza 

   spartisce i suoi raggi 

   nel vuoto supremo del cielo 

Qui era proprio col significato di "spartire/dividere con qualcuno".

Grazie a entrambi per i commenti :rosa: Sono davvero contenta che, tranne per quel cambio di POV che ad alcuni ha dato fastidio, per il resto il racconto sia piaciuto.

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Il 29/7/2019 alle 01:33, simone volponi ha scritto:

Che ansia...

:lol:Lo prendo in senso positivo... Grazie per essere passato!

 

@Vincenzo Iennaco   Grazie mille anche a te, sono davvero contenta che ti sia piaciuto :rosa:Sì, forse la parte dell'esame medico potevo posticiparla, ma mi premeva più chiarire da subito la situazione del protagonista piuttosto che l'effetto sorpresa.

 

Grazie anche a @Rhomer  :flower: . Ho scritto il racconto di getto, e non ero sicura di essere riuscita a rendere bene l'idea che avevo in testa, il tuo e gli altri commenti quindi mi rassicurano.

 

 

 

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Buona giornata @SilverwillowIl contenuto del tuo racconto, conferma la mia decisione anzi ne conferma parecchie di mie decisioni, di fare quello che più mi piace e non dare importanza ai giudizi degli altri. Mi piace molto queste due vite di stelle che si assomigliano in un certo modo nella loro fine. Di errori non ne ho visti , ti auguro tanta fortuna 

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@Silverwillow Ciao vicina! ;) Bentrovata! Mi è piaciuto tantissimo il tuo racconto, ben scritto e con un ritmo incalzante che tiene incollati alle parole dall'inizio alla fine, e di forte impatto emotivo. Ottime, anche, varie poesie che si rincorrono tra un passaggio e l'altro. La cosa che meno mi ha convinto, invece, è il cambio del POV. Se volevi una narrazione a due voci, diciamo, potevi mettere anche la parte di Sofia in prima persona. Sarebbe stato più coerente, ecco. Però questo non toglie nulla alla bellezza e alla profondità della storia che ho apprezzato, come dicevo, tantissimo nel suo insieme. Una bella prova! Bravissima! 

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Ciao @Silverwillow, decisamente una storia coinvolgente! Bello il ritmo incalzante che ricalca perfettamente una gara da velocista, belli i pensieri che corrono nella testa del protagonista e galoppano tra passato e presente.

 

Hai per caso esperienze dirette nel settore dello sport? Te lo chiedo perché direi che la descrizione dell'esperienza fisica dell'atleta è buona, esattamente come i suoi pensieri, tutti volti al positivo, come un buon trainer motivazionale di sportivi professionisti potrebbe preparare l'atleta, soprattutto in gare di questo tipo. 

 

Una storia veramente ben gestita con finale commovente, brava! 

 

Talia 

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Il racconto mi piace molto, sicuramente uno dei miei preferiti di questa tappa. la struttura, il ritmo, la scrittura: ho apprezzato tutto.

Ho trovato un  solo "difetto": il fatto che lei legga proprio il passaggio sulla fibrillazione atriale suona tanto "coincidenza da film". tanto più che sapere cosa succeda esattamente al ragazzo non è necessario alla riuscita del racconto.

Per finire, esprimo quello che più che un dubbio è una sottigliezza "filosofica" che non cambia nulla alla bontà del racconto, ma sono pignola :)

Mi sembra che quello che cerca il tuo runner non sia un riscatto quanto una piccola vendetta, sulla ragazza che l'ignora, sui genitori che non si interessano a lui, sul coach che non lo apprezza. Non ci fosse stato l'avvertimento del medico, forse non avrei pensato così, ma lui sa che forse c'è un problema e anche se fa di tutto per non dare peso alla cosa, quando in corsa i sintomi cominciano a farsi sentire è impossibile che non faccia il collegamento (ho già constatato in più persone che cose "di cui sono sicuro che non è nulla di grave" restano presenti e fonte di angoscia al primo, pur casuale, accenno di sintomo :) ). Io ho letto la sua ostinazione come una volontà di schiantarsi al traguardo dando tutto per "fargli vedere" a tutti quelli che non lo apprezzano abbastanza, che si sentano in colpa; nel peggiore dei casi che si struggano e lo rimpiangano.

Ecco, più una rivalsa/vendetta che un riscatto positivo, ma è solo una mia interpretazione delle intenzioni del tuo personaggio, che non intaccano l'ottima qualità del racconto.

Ottimo lavoro, @Silverwillow

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Il ‎26‎/‎07‎/‎2019 alle 23:48, Silverwillow ha scritto:

Non importa cosa ha detto il medico stamattina, farò i suoi stupidi accertamenti, solo per farlo contento.

Non importa cosa ha detto il medico stamattina: farò i suoi stupidi accertamenti, solo per farlo contento.

 

Storia triste, ma molto bella e avvincente. Brava!

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Grazie  @flambar  e @Adelaide J. Pellitteri  , sono contenta che vi sia piaciuto :rosa:

 

 

Il 5/8/2019 alle 20:57, Emy ha scritto:

La cosa che meno mi ha convinto, invece, è il cambio del POV.

Ciao:) Come spiegavo più su, quello di alternare prima e terza persona era un esperimento e aveva lo scopo di separare i due punti di vista. Sofia non è un personaggio che avrei approfondito, volevo che restasse solo una voce distaccata in contrasto con il dramma del protagonista. Come nel tuo racconto, era una scelta fatta per un motivo. A me piaceva com'è venuto, ma ho visto che a molti invece ha dato fastidio o creato confusione, e dato che è il lettore che alla fine deve apprezzare il racconto, non credo che ripetero questo tipo di esperimenti. Detto questo, sono contenta che per il resto ti sia piaciuto. Grazie per il commento :rosa:

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Grazie anche te @Talia  Devo confessare che io e lo sport non abbiamo un grande feeling, ma moltissimi anni fa lessi un romanzo che parlava di un corridore. Ricordo a stento la trama, ma qualcosa dev essermi rimasto, o forse è merito di qualche olimpiade vista in tv... Comunque sono contenta se sono riuscita a descriverlo bene ;)

 

1 ora fa, Befana Profana ha scritto:

Ho trovato un  solo "difetto": il fatto che lei legga proprio il passaggio sulla fibrillazione atriale suona tanto "coincidenza da film". tanto più che sapere cosa succeda esattamente al ragazzo non è necessario alla riuscita del racconto.

La coincidenza in un certo senso era voluta, una sorta di ironia del destino, che vuole che lei legga di quei problemi in modo svogliato mentre poco più in là accadono veramente. Comunque sì, probabilmente un po' da film lo è... :D

 

1 ora fa, Befana Profana ha scritto:

Mi sembra che quello che cerca il tuo runner non sia un riscatto quanto una piccola vendetta

Io non l'ho inteso così. Lui vuole dimostrare ciò che vale, non solo a chi lo sottovaluta o ignora, ma anche a se stesso. Il fatto che pur sospettando un problema non si fermi è più che altro testardaggine e incoscienza giovanile, che lo spinge a ignorare i rischi perché poco importanti a paragone con l obiettivo.

Mi fa comunque piacere ricevere impressioni differenti, e grazie anche per gli apprezzamenti :rosa:

 

 

Grazie anche a te @M.T. per la giusta correzione e il commento 

 

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Il 26/7/2019 alle 23:48, Silverwillow ha scritto:

Non si merita l’amore 

Non è più imparziale 

della pioggia o del sole: 

sommerge o plasma deserti 

Questa è davvero bella.

 

Forte il tuo racconto. Stile giovane, incalzante e molto ben condotto. Ho letto fino al finale (che si può intuire da quando fai cenno al nonno e alle stelle, ma io vedo personaggi che schiattano ovunque) con piacere e curiosità. Bravo!

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