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Stefano Verrengia

Se tu sapessi

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Se tu sapessi 
cosa è la Poesia
per un Poeta,
quanto pesa
di dolore e 
di pazzia 
ogni parola 
come pietra 
sulle sue spalle
e che di scialle 
colorati adorna
solo l'abisso 
e la malinconia ... 
riveste d'oro 
le cornici 
di un quadro tetro 
e per metro 
della felicità 
ha solo i versi
che dispersi 
molto spesso
fuggono 
come topi
nelle fogne ... 
se tu sapessi 
cosa è la Poesia
per un Poeta,
mai chiederesti 
quale sia 
la meta del mio cammino,
non mi chiederesti
perché guardo 
un pino solitario
e innevato 
come un rosario
bianco e invecchiato, 
non mi chiederesti 
perché sorrido 
compiacente 
alle tombe 
e son felice
nelle spente 
notti di Febbraio. 
Se tu sapessi 
cosa è la Poesia
per un Poeta,
non ti darebbe 
grande meraviglia
vedere un uomo
che bisbiglia al mare,
vedere un uomo 
che cerca d'amare
il buio oltre le nuvole.

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Ciao @Stefano Verrengia,

siccome (forse) più tardi posterò una mia poesia, mi dilungherò un po’ nell’analisi di questa tua, anche se di solito non amo “intervenire”  con proposte di tagli o cambiamenti nei testi altrui. Inoltre prendi tutto come un’opinione del tutto personale senza alcuna pretesa di valore assoluto. 

Mi piace molto l’inizio della tua poesia, fino a “sulle sue spalle”; mi piace sia il concetto espresso (che comprendo e in parte condivido, anche se io a dire il vero non so bene cosa identifichi un poeta, personalmente sono solo  una che ogni tanto prova a scrivere righe di parole, ma di certo un certo tipo di “pazzia” c’è tutta! :D) sia la forma. In particolare mi piacciono quel dolore e quella pazzia che pesano sulle spalle del poeta: si sente e si visualizza, tutto quel peso, l’hai dipinto bene. L’unica cosa che cambierei,  forse, è l’uso della maiuscola per poesia e poeta: preferirei la minuscola per entrambi, anche per non esagerare con l’importanza da attribuire al poeta,  ma anche alla poesia stessa che, secondo me, non deve essere posta su un piedistallo ma in mezzo a tutti.

La parte da “scialle” a “fogne”  invece, l’ho trovata poco coerente con l’inizio, dal punto di vista formale: secondo me rallenta troppo il ritmo, ci sono troppi ”e”, mi sembra troppo descrittiva (e il senso profondo della poesia si perde tra le parole che risultano un po’ forzate).

Per quanto riguarda le rime, che  usi solo in qualche punto, secondo me “invecchiano” un po’ il testo, sembrano più un artificio stilistico utilizzato a tratti (e l’ultima, mare–amare, un po’ scontata: volendo l’uomo può sussurrare al cielo, dato che poi parli proprio del cielo), fatta eccezione per la rima interna meraviglia-bisbiglia, che essendo, appunto, interna, non è per nulla scontata; forse in questo contesto così introspettivo e un po' fosco, non sono poi così necessarie la musicalità e la leggerezza che danno le rime, oppure le userei sempre e non solo in alcuni versi (o al massimo in una sola occasione, ma che sia davvero incisiva). Il discorso dell’uso o meno delle rime, comunque, è davvero molto soggettivo (personalmente non le amo quindi sto sempre attenta ad evitarle, ma non per questo lo devono fare tutti!).

Ho trovato invece davvero molto bella, come forma e significato, la chiusa (che forse acquisterebbe maggior risalto senza la ripetizione della parola “vedere”).

Quindi, per riassumere, personalmente snellirei un po’ la parte centrale (e anche sotto, eliminerei un “chiederesti”, quello del poeta che sorride alle tombe e ama le sere di febbraio, sempre per non appesantire l’andamento della lettura e un po’ anche per non esagerare con lo stereotipo del poeta cupo, solitario... o sarà che il poeta che sorride alle tombe mi ha  fatto venire in mente I sepolcri  e altre poesie di Foscolo! , meraviglioso per carità, ma mi rimanda a un’idea un po’ “scolastica” di poesia :) ).

Buona poi l’idea di rivolgersi al lettore, del dialogo, anche io la uso spesso, e mi piace leggere poesie di questo tipo: penso che aiuti il coinvolgimento di chi legge.

Spero di non averti annoiato troppo (e se hai tempo e ti va, passa in Ingresso per raccontaci un po’ di te).  

(Riporto sotto il testo con le mie personalissime modifiche)

 

Se sapessi

quanto pesa
di dolore e 
di pazzia 
ogni parola 
come pietra 
sulle sue spalle
e che di scialle 
colorati adorna
solo l'abisso 
e la malinconia ... 
riveste d'oro 
le cornici 
di un quadro tetro 
e per metro 
della felicità 
ha solo i versi
che dispersi 
molto spesso
fuggono 
come topi
nelle fogne ... 

se tu sapessi 
cosa è la Poesia
per un Poeta,
mai chiederesti 
quale sia 
la meta del mio cammino,
non mi chiederesti
perché guardo 
un pino solitario
e innevato 
come un rosario
bianco e invecchiato, 
non mi chiederesti 
perché sorrido 
compiacente 
alle tombe 
e son felice
nelle spente 
notti di Febbraio. 

Se tu sapessi 
cosa è la Poesia
per un Poeta,
non ti darebbe 
grande meraviglia
vedere un uomo
che bisbiglia al mare (cielo-? ),
vedere un uomo 
che cerca d'amare
il buio oltre le nuvole.

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Ciao Irene, ti ringrazio di questo tuo commento e apprezzo sia le tue critiche che i tuoi complimenti (in quanto, a quanto ho capito, hai gradito la poesia). Personalmente ho trovato assai giusti i tuoi dubbi e tutte le tue perplessità, sia dal punto di vista metrico che dal punto di vista metaforico. Nonostante non cambierò una virgola della poesia (non per boria o presunzione, ma per una scelta stilistica ben determinata) prenderò in seria considerazione tutta la tua analisi e ci rifletterò. Penso che che una poesia sia come un pianoforte, e se un poeta non tocca tutti i tasti (anche creando dissonanze sgradevoli), la sinfonia ne esca molto più sterile. Ovviamente è un mio personale punto di vista condivisibile o meno. Ti ringrazio per questo tuo commento molto interessante.  

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Caro @Stefano Verrengia, la tua poesia è lontano -ahimè- dal mio stile molto più legato alla prosa e meno alla rima e calato sempre in un’aura spettrale di consapevolezza piena, spesso troppo. La tua invece è una filastrocca che rimanda a gusti antichi, un sonetto post medievale che ha il sapore di un Cecco Angiolieri o di un Lorenzo de Medici. Sono solito proporre modifiche e consigli, fare mia la poesia e sentenziare come io l’avrei partorita, stavolta non lo farò perché non vorrei appesantire questa leggerezza. Mi farebbe piacere che fosse una di quelle poesie che si imparano a memoria da bambini e di cui si ricordano poche frasi che si citano per la vita, mi aiuterebbe a spiegare ciò che sono e ciò che provo quando la gente perplessa mi chiama ‘poeta’. A presto!

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@Ali_spiegate ti ringrazio per questo tuo commento ed apprezzo la sincerità con la quale le persone in questo forum approcciano (con educazione) a visioni altrui. Sono ovviamente in totale disaccordo con la tua visione di questa mia poesia in quanto è quel che c'è di più lontano da una filastrocca, dalla poesia di Angiolieri e di Lorenzo De' Medici che io conosca. Ho una visione della poesia molto personale ma rispetto la visione altrui (siamo nell'ambito artistico e abbiamo tutti ragione, dal nostro punto di vista, perché non è scienza). A presto.  

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Ciao. 

Devo confessare che non apprezzo particolarmente i versi così brevi e così spaccati, mio gusto, e in questa poesia mi son sforzata abbastanza data la lunghezza e m'è spiaciuto perché il contenuto lo trovo interessante. Mi piace l'esortazione nel ricercare il valore della poesia per il poeta e quindi uno sguardo poetico verso le cose, verso i dettagli e verso l'emozione. Tale approccio tra il riflessivo e il sentimentale pone una sorta di equilibrio nel respirare fascino, di rapirne l'essenza, la bellezza fuggevole del piccino e dell'effimero, di quel qualcosa che per il poeta in quanto figura possiede il senso suo. Un saluto. 

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È la prima volta che critico l'opera di qualcuno perciò non badare se è un opinione stupida. Devo essere sincera... la prima volta che l'ho letta, l'ho abbandonata dopo la prima frase. Non perchè non mi è piaciuta, ma perchè le frasi sono state spezzate così tanto, da formare una colonna. E vedere una stesura così lunga mi ha quasi fatto perdere voglia di leggerla fino alla fine, ma non mi sono arresa e l'ho letta tutta per rispetto tuo che l'hai scritta e perchè questa poesia è nata per essere letta. È stato abbastanza difficile, per l'appunto, seguire bene il senso delle frasi perchè dato che sono state spezzate, mi ha spezzato anche il filo connettore delle parole. E a quel punto, non sapevo più cosa stavo leggendo, se non parola per parola. Non so se le mie parole sono state comprensibili o troppo giudicanti dato che sono una novellina.... Comunque ti ringrazio per aver messo al mondo questa piccola opera. =D

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Caro @Stefano Verrengia

non mi sono forse ben spiegato, dando per scontato alcuni passaggi che temo siano rimaste tra le righe incomprese: a me la tua poesia è piaciuta molto, tanto da confessare nel mio commento di invidiarne lo stile così distante dal mio e di augurarmi che si possa imparare da bambini per essere aforisma alla portata di tutti. La leggerezza a cui faccio riferimento non è certo sui contenuti ma sul modo ed è questo, a mio avviso, il più grande complimento. Spesso i poeti, o gli aspiranti tali, si crogiolano in significati criptici e parole leziose o arcaiche, costringendo il lettore a mortificarsi, a scoprirsi ignorante, tu invece sei stato chiaro addirittura osando rime, scelta spesso poco felice quando ci sono in ballo tematiche di peso. Credo che per quanto possa sembrare paradossale è la semplicità lo stato a cui bisogna ambire e questa vada ricercata e non evitata; ‘ci ho messo una vita per imparare a dipingere come un bambino’ è una massima di Picasso,  è proprio così: ci vuole la massima consapevolezza delle proprie azioni per riuscire a renderle fruibili anche a chi non ha investito tanto a coltivare lo stesso pensiero. 

15 ore fa, Stefano Verrengia ha scritto:

@Ali_spiegate ti ringrazio per questo tuo commento ed apprezzo la sincerità con la quale le persone in questo forum approcciano (con educazione) a visioni altrui. Sono ovviamente in totale disaccordo con la tua visione di questa mia poesia in quanto è quel che c'è di più lontano da una filastrocca, dalla poesia di Angiolieri e di Lorenzo De' Medici che io conosca. Ho una visione della poesia molto personale ma rispetto la visione altrui (siamo nell'ambito artistico e abbiamo tutti ragione, dal nostro punto di vista, perché non è scienza). A presto.  

 

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@Ali_spiegate perdonami se forse ti ho frainteso. Non mi sono assolutamente offeso o risentito del tuo commento, anzi, a me piace molto discutere su un argomento per sviscerarlo fino al midollo. Sono contento che ti sia piaciuta in primis, secondo sono al 101% d'accordo sull'argomento della semplicità e della chiarezza. A presto e grazie ancora. 

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Eccomi, come promesso! @Stefano Verrengia :)

Difficile parlare di poeti e poesia senza rischiare di cadere nel già detto, nel già sentito. La voce deve essere originale, incisiva, per riuscire a trascinare il lettore in

una dimensione nuova, dove scoprire l'interiorità del poeta e il suo sguardo. La sua essenza, in sostanza.

Difficile, dicevo… ma tu, secondo me, ci sei riuscito. Bravo!

Mi sono piaciuti molto i versi corti: danno respiro ed enfatizzano alcune parole il cui ruolo è più importante rispetto ad altre. Io li uso spesso, per non dire sempre, e

ho constatato che sono in molti a trovarli ostici.

L'assenza di strofe, invece, mi pesa in questo tuo componimento e più avanti ti mostrerò cosa intendo, facendoti un esempio.

La rima, ahimè, non riesco proprio a farmela piacere, ma questo è un mio limite. Credo che l'armonia si possa raggiungere ugualmente con diverse figure retoriche, come

l'assonanza, l'allitterazione, che tu ci dimostri sapere usare molto bene. 

Per quanto riguarda il discorso strofe, alcuni esempi...

 

Il 19/7/2019 alle 19:39, Stefano Verrengia ha scritto:

Se tu sapessi 
cosa è la Poesia
per un Poeta,
quanto pesa
di dolore e 
di pazzia 
ogni parola 
come pietra 
sulle sue spalle

 

Questi versi mi hanno fatto pensare a una frase di H. Hesse: "Io non credo in quei poeti dalle cui menti, si dice, i versi prorompono già compiuti, come dee corazzate.

Io so quanta vita interiore e quanto sangue rosso vivo ogni singolo verso genuino deve aver bevuto, prima di poter alzarsi in piedi e camminare da solo."

Molto belli, però dopo spalle ci vedrei bene un breve respiro, che sia esso strofa o virgola, poco importa, anche se per mio gusto preferirei la prima soluzione.

 

Il 19/7/2019 alle 19:39, Stefano Verrengia ha scritto:

e che di scialle 
colorati adorna
solo l'abisso 
e la malinconia ... 

Dopo malinconia darei un altro spazio

 

Il 19/7/2019 alle 19:39, Stefano Verrengia ha scritto:

riveste d'oro 
le cornici 
di un quadro tetro 
e per metro 
della felicità 
ha solo i versi
che dispersi 
molto spesso
fuggono 
come topi
nelle fogne ... 

Qui inizierei la strofa con la maiuscola Riveste d'oro

 

Il 19/7/2019 alle 19:39, Stefano Verrengia ha scritto:

se tu sapessi 

cosa è la Poesia
per un Poeta,
mai chiederesti 
quale sia 
la meta del mio cammino,
non mi chiederesti
perché guardo 
un pino solitario
e innevato 

come un rosario
bianco e invecchiato, 

E mi fermo qui, perché il mio intento non è correggere la tua poesia, ma farti sapere come, secondo il mio personalissimo punto di vista, con un

maggior respiro,  possa diventare ancora più interessante. 

Complimenti e a rileggerti!

 

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Ciao @Verrengia, vengo al dunque. Hai proprietà di linguaggio, ma che accade quando uso parole che sono diventate dei cliché, tipo Poesia maiuscolo, dolore, pazzia, malinconia, felicità,o tetro fogne o cose come versi/dispersi? Si svuotano. La poesia è, per me, una fragilità improvvisa. Non so se ascolti il jazz. Se lo ascolti, saprai che nel jazz nel mezzo del caos c'è un'apertura improvvisa: un lampo. Quella ti apre l'anima, tanto da farti avvertire una scossa, simile all'innamoramento. Ecco, se usi schemi obsoleti, la scossa non c'è. 

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@Elisa Audino ciao. Si, ascolto il jazz. Diciamo che io adoro i cliché, adoro le forme già conosciute ed amo anche la convenzione. Non sento assolutamente il bisogno di staccarmi dai "modelli" passati e di non utilizzare forme arcaiche o arcaicizzanti. Questo punto può piacere o non piacere ma è così. Credo che alcuni schemi obsoleti siano stupendi, da prendere, modellare, ed inserire nel nostro contesto. Ti ringrazio del complimento e del commento :) a presto. 

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