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Adelaide J. Pellitteri

[FdI 2019-2] L'im-materiale prezioso

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Il ‎19‎/‎07‎/‎2019 alle 10:17, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Provo a tastare le pareti con gli occhi, sono certa che alla mia destra ci sia una finestra.

Provo a tastare le pareti con gli occhi: sono certa che alla mia destra ci sia una finestra.

 

Il ‎19‎/‎07‎/‎2019 alle 10:17, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Con il pensiero scortico il nero che mi accerchia, vorrei allungare le mani afferrare qualche oggetto, fosse anche quel chiodino rimasto senza “passato”, senza la foto che mesi fa ho scagliato fuori da me, dalla nostra stanza, con tutta la rabbia che avevo dentro.

Con il pensiero scortico il nero che mi accerchia; vorrei allungare le mani, afferrare qualche oggetto, fosse anche quel chiodino rimasto senza “passato”, senza la foto che mesi fa ho scagliato fuori da me, dalla nostra stanza, con tutta la rabbia che avevo dentro.

 

Il ‎19‎/‎07‎/‎2019 alle 10:17, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

con me non attacca, sei troppo doloroso e falso per attirarmi di nuovo, non ci casco più dentro il tuo chiasso, i tuoi colori sgargianti, per riconoscere, poi, quanto sia bello di prima mattina gustarsi un cornetto e un caffè

con me non attacca: sei troppo doloroso e falso per attirarmi di nuovo. Non ci casco più dentro il tuo chiasso, i tuoi colori sgargianti, per riconoscere, poi, quanto sia bello di prima mattina gustarsi un cornetto e un caffè.

 

Stilisticamente il racconto è scritto bene. La prima parte è coinvolgente, mentre il finale non ha lo stesso mordente dell'inizio: ho l'impressione che gli manchi qualcosa, che sia incompleto.

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Buon pomeriggio, @Adelaide J. Pellitteri.

 

Sarò sincero, il suo è un racconto che non rientra nelle mie corde e quindi non posso apprezzarlo come merita; non solo, anche le mie osservazioni possono "lasciare il tempo che trovano" proprio per lo stesso motivo.

 

Però le fornisco lo stesso le mie impressioni, giusto perché abbia anche una "voce ignorante" ("fuori dal coro", in questo caso, è troppo).

 

In primis, il "perché?" che mi suscita questa frase: "Non è un buon periodo per me e, a causa mia, non lo è nemmeno per gli altri." mi è rimasto senza risposta (e nemmeno il riferimento successivo "ai problemi causati al lavoro" mi ha convinto).

 

In secondo luogo, qui non mi è piaciuta né la costruzione della frase, né l'uso della punteggiatura: "Gli artisti, anime rare, – penso – e menomale – aggiungo con un po’ di acredine – quelli veri sono un po’ folli, fossero troppi si vivrebbe tutti dentro una gabbia di matti."

 

Mi è piaciuto molto, invece, questo passaggio (anche se la prima parte, nella sua forma, non è del tutto esemplare :p) : "Con il pensiero scortico il nero che mi accerchia, vorrei allungare le mani afferrare qualche oggetto, fosse anche quel chiodino rimasto senza “passato”, senza la foto che mesi fa ho scagliato fuori da me, dalla nostra stanza, con tutta la rabbia che avevo dentro. È da allora che scivolo giù.

Ho trovato geniale come ha inserito il "punto critico" del racconto con questa leggerezza: anche perché, in un racconto di questo genere, scriverlo in altro modo sarbbe stato deleterio, a mio avviso.

 

La "finestra sul riscatto" l'ho trovata ben studiata, forse un po' troppo... "volubile" alle interpretazioni dei vari lettori, ma ci sta.

 

La poesia è studiata è ben fatta, forse un po' troppo... "autoreferenziale" (ma qui eccedo in pignoleria).

 

Ecco un'altra bellissima frase su cui mi trova pienamente d'accordo, e che quoto:

Quota

E mentre stringo il libro sul petto, penso che senza gli artisti saremmo dei veri animali, nel senso più tragico.

 

Passando allo stile, l'ho trovato abbastanza piacevole: dico solo "abbastanza", perché non è scorrevole nei punti più intensi; comprendo che la cosa sia voluta, per permettere al lettore di assimilare meglio queste riflessioni, però... boh... la cosa, personalmente, non mi convince.

 

Insomma, a fine lettura posso dire che il racconto mi lascia la sensazione che qualcosa manchi per arrivare alla perfezione, ma che è già buono così com'è! 

Alla prossima!

 

 

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@ivalibri grazie per l'apprezzamento e scusa il ritardo ma sono stata in vacanza e non ho avuto tempo di rispondere. :rosa:

 

@Vincenzo Iennaco grazie anche a te, lieta di averti fatto percepire il tutto. :rosa:

@Andrea28 non sei il solo ad avermelo sottolineato, proverò a migliorarlo. :rosa:

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Ciao @Adelaide J. Pellitteri bel pezzo davvero.

La depressione è una brutta bestia da descrivere. A quanto ne so, non lascia ricordi nitidi e chiari, ma sensazioni confuse e sanguinolente. Eppure, girandoci

attorno, ci hai fatto capire le emnozioni del tuo personaggio.

Anch'io penso che il riscatto sia stato poco messo in evidenza, e appaia un tantino affrettato. I limiti di spazio, in pezzi complessi come il tuo, non aiutano.

 

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Il 19/7/2019 alle 10:17, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Scoprire di non essere cieca cambia ogni cosa. Mi alzo, accendo la luce mentre una strana euforia mi riscuote, corro allo scaffale, tiro fuori il libro: è di poesie.

Cerco quella che dà il titolo alla raccolta

Quasi certamente aggiungerò una frase in questo punto, richiamerò con qualche motivazione più efficace il libro in modo da dare più senso alla spinta fuori dal letto.

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@Adelaide J. Pellitteri

È in fondo al tunnel, che si trova l'immateriale prezioso materiale. La creatività si scatena e mi sorprende soprattutto nei momenti tristi: durante un temporale, dopo aver ricevuto una brutta notizia, dopo una discussione animata, o quando un progetto sta per fallire...

L'immateriale prezioso materiale mi risolleva e mi spinge sempre avanti.

Grazie per il bel racconto, è stato illuminante<3

 

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Ciao cara @Adelaide J. Pellitteri, bentrovata. Il tuo racconto mi ha catturato sin dall'incipit, l'ho trovato molto bello e profondo, con un ritmo cadenzato perfetto per il tipo di narrazione scelto. Per non parlare del titolo, curioso e al quanto azzeccato. La poesia è toccante, mi ha smosso un mare di emozioni dentro. È vero, il riscatto è repentino, il limite di caratteri non ti ha giovato, come appunto è successo anche a me, ma il resto vale tutto il prezzo del biglietto. Piaciuto tanto, tanto! Brava. Una bella prova! 

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