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Sarettyh

[FdI 2019-1] Sono Libertà

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Ciao @Sarettyh,

la personificazione della morte è un grande classico, ma la tua è simpatica. 

Parli dei diversi modi in cui si muore, in questo racconto, di morti buone e morti cattive e morti stupide - a me è arrivata soprattutto la voce narrante: una donna (in nessun modo credo che le sue parole potrebbero essere attribuite a un uomo) che spiega le sue ragioni. Qualche volta stanca, qualche volta irritata dalla stupidità altrui, qualche volta bisognosa di una parola gentile.

Alla fine però se ne sta 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

comoda all'ingresso delle porte dell’aldilà, con un Cuba Libre ghiacciato stretto in pugno e una ghirlanda di fiori intorno al collo.

ed è pronta a festeggiare e a rimettersi in gioco.

Quindi ha vinto lei, in quanto donna non in quanto morte, eh?

:sss:

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@mercy :love2: hai vinto tu con quest'analisi perfetta! Hai colto in pieno il senso della mia personificazione :)

Grazie mille per il commento! :love: 

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Buonasera @Sarettyh.

 

In primis, i miei complimenti per aver migliorato notevolmente stile e sintassi dall'ultima volta che ti ho letta.

 

Ho capito praticamente subito che la protagonista era la Morte e, in questo, devo farti i complimenti per come l'hai presentata (anche se passaggi come "la mia realtà possa essere quantificata in unità temporali" stridono un po' con il contesto); proseguo lodando la bella poesia che però, a mio sentore, viene penalizzata dall'essere presentata in forma spezzata: comprendo che così sia funzionale al testo, ma credo ti sia "autopenalizzata", anche perché - alla fine - non c'è un'elaborazione dei "lutti": la Morte rimugina sul suo essere e sul compito assegnatole, per assurdo ciò che "sente" di più è il fastidio di chi si suicida... e, per assurdo, per me alla fine decide di illudersi, definendosi "libertà".

 

Insomma, una trama originale e tutto sommato ben sviluppata, anche se - a mio parere - non centra in pieno il tema del contest, ma ci va molto, molto vicino.

 

Spoiler

Perdonami se il mio parere ti può sembrare fin troppo negativo, ma per me di MORTE antropomorfa ce n'è una sola: Bill Porta, da "Il tristo mietitore" di Terry Pratchett. ;)

 

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@H3c70r, beta di fiducia!

Ma quale strigliata e cattiveria, hai semplicemente espresso la tua opinione e sono felice di averla letta :) 

Come sono felice che tu abbia notato una crescita nel mio stile (ma tanto scrivo sempre delle gran belle boiate, don't worry) :asd:

 

Grazie per essere stato sincero, come sempre!

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Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

cosa crediate che sia?

 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

cosa vogliate che io sia?

Due doppi congiuntivi del tutto inopportuni, secondo me, in una forma interrogativa.

Le forme giuste dovrebbero essere:

Cosa credete che sia? e Cosa volete che io sia?

L'incertezza che impone il congiuntivo è su ciò che credono gli altri, non sul quesito che la voce narrante pone.

I due doppi congiuntivi potrebbero essere corretti in due frasi affermative del genere:

qualunque cosa crediate che sia.

e

potrei essere qualunque cosa vogliate che io sia.

cioè in una forma nel quale la voce narrante non sa cosa con certezza crede e cosa vuole il destinatario in seconda persona singolare.

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

Resto con un baratro nel torace

Non so se mi piace questa immagine: torace è un termine molto diretto, quasi tecnico, direi, e trovo che poco si accordi all'astrattezza di baratro, quando usaato per dare il senso di vuoto.

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

ma si impossessa dello spirito e lo costringe tra sbarre di muscoli e ossa.

questo invece mi piace: lo trovo molto espressivo.

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

Mi sento una stronza, eppure sono

Ecco: la retorica della voce narrante è un po' pomposa: la trovo decisamente affettata, pur se comprendo che il tema è alto. Questa cadute di registro (ne ho già trovata un'altra, meno evidente: "Sono le parole che ripeto a me stessa in continuazione, tra un caffè e una sigaretta...": quel tra un caffé e una sigaretta pare relegare quel pensiero ricorrente al momento di cazzeggio concesso dalla pausa e spegne il persin sovrabbondante tentativo di drammatizzare della narrazione).

Altre ne seguiranno (la stretta di coglioni, fare gli straordinari e il timbrare il cartellino. In particolare queste ultimr due locuzioni, pur non adattandosi al registro della voce narrante, ci stanno nel discorso e ben si accordano alla sua contrapposizione concettuale: "io sono titolare di me stessa". Consiglierei, quindi di modificare la frase così: 

alcuni credono di potermi costringere a fare straordinari, ma non hanno capito che sono titolare di me stessa e non prendo ordini dalla stupidità!

Cioè gli straordinari divengono semplice citazione. Elimina anche il precedente: "Tra un turno e l'altro,": lei non è una turnista. Trova tu il modo di far percepire il suo lavorare come intervallato da pause, ma non sottoposto ad orari. Altrimenti quello che dice poi non vale).

 

Insomma: io ti consiglierei di dare alla voce narrante un registro più uniforme: o solenne, o colloquiale, altrimenti le frasi più drammatiche rischiano di apparire macchiettistiche. Almeno a me fanno quell'effetto: tolgono profondità al personaggio e ai discorsi che sta facendo.

Non è detto che la drammaticità della voce della morte non possa essere rappresentata con un registro più basso, ma la tua impostazione tende piuttoato al registro alto, e in alcune parti pure con una certa con efficacia, pertanto il mio consiglio è di rimuovere i passaggi più colloquiali e le locuzioni che ti ho segnalato sopra, per lasciar spazio solo al solenne.

 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

Io sono solo la custode dello spirito, che si mette comoda all'ingresso delle porte dell’aldilà, con un Cuba Libre ghiacciato stretto in pugno e una ghirlanda di fiori intorno al collo.

Qui non ho capito: lei si rappresenta come il turista lì a guardare i nuovi arrivati, o vuole essere percepita come chi li accoglie offrendo Cuba libre [attenzione: è un nome, ma la seconda iniziale non richiede la maiuscola] e mettendo loro una ghirlanda di fiori al collo come avviene all'arrivo presso certe isole del Pacifico? 

Nel primo caso non mi piace, i lsecondo a mio parere ci sta, ma deve essere ancue qui rappresentato con un volontario cambio di registro, con l'intento di lei di fornire un'immagine facilmente comprensibile ai comuni mortali.

 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

un anima

apostrofo

 

Mi spiace doverlo rimarcare, ma (se non mi sfugge qualcosa, il che è possibile dopo oltre trenta racconti letti :asd: ) la poesia non è recitata ad alta voce, bensì da lei scritta sul taccuino.

Anche il lutto non lo percepisco granché, né un qualche tipo di perdita. Sì, la voce narrante rappresenta dal suo punto di vista ciò che per i mortali è la perdita della vita, però non c'è una vera partecipazione: qui è la Morte che – se così si può dire – lamenta semplicemente il suo essere percepita in modo distorto.

Al di fuori degli obblighi del contest l'idea alla base di questa tua storia non è male.

Solo che il racconto ha bisogno di un po' di messa a punto, ecco.

A rileggerti

:)

 

 

 

 

 

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Ciao @queffe!

Grazie per l'accurata analisi che mi ha condotto a riflettere su diversi aspetti del testo; onorata di aver ricevuto la tua opinione in merito.

 

45 minuti fa, queffe ha scritto:
Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

un anima

apostrofo

Questo succede quando ti trovi a postare un racconto alle due e mezza di notte, con gli occhi che ruotano come quelli di un camaleonte :facepalm:

 

46 minuti fa, queffe ha scritto:

L'incertezza che impone il congiuntivo è su ciò che credono gli altri, non sul quesito che la voce narrante pone.

Té rasòn neca ti! (hai ragione anche tu) :) 

 

47 minuti fa, queffe ha scritto:

Mi spiace doverlo rimarcare, ma (se non mi sfugge qualcosa, il che è possibile dopo oltre trenta racconti letti :asd: ) la poesia non è recitata ad alta voce, bensì da lei scritta sul taccuino.

No problem! Probabilmente è stata una situazione mal gestita da parte mia.

Ecco il passo in cui la signora in nero recita la poesia:

Sospiro; con i polpastrelli percorro i solchi lasciati sul foglio, mi alzo in piedi e inizio a declamare i pensieri appuntati, immaginando la folla del Globe Theatre intorno a me; che imbecille!

 

Per quanto riguarda il tema del lutto sono in parte concorde con i diversi commenti ricevuti, in parte perché, come il mio limite narrativo impone, mi faccio dei mega viaggi mentali che impediscono al cervello di mandare impulsi nervosi alle dita per farli scrivere. Ho lasciato sottinteso che la morte, oltre a essere portatrice di lutto, perde anche lei ogni volta una parte di sé stessa per il lavoro che svolge.

Insomma, più Xanax e meno Cuba libre per me! :) 

 

A presto!

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16 minuti fa, Sarettyh ha scritto:

inizio a declamare i pensieri appuntati

Vero. Disattenzione mia.

 

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@Sarettyh Ciao Saretta, bentrovata! <3 

 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

cosa crediate che sia?
Bella domanda, anche se suppongo che quella corretta dovrebbe essere: cosa vogliate che io sia?

Mi suona male il doppio congiuntivo, meglio l'indicativo: Cosa credete che sia? Cosa volete che sia? 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

Al momento mi sento come Jessica Rabbit, costretta in un costume che sfoggio con discreta disinvoltura, certo, ma che resta appiccicato addosso come una gomma da masticare tra i capelli.

Bello! 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

attenta, e pronta a colpire quando meno lo si aspetta.

toglierei la virgola dopo attenta 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

colpire quando meno lo si aspetta

io metterei quando meno lo si aspettano. 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

seppur devastati dall'assenza, perché ho sottratto loro una persona amata, si armano di tenacia e si meravigliano di come, col tempo, riescano ad acquisire la volontà di continuare a viaggiare con un anima elevata, arricchita di comprensione. 

Viste le tante virgole, vedrei bene una e dopo elevata. 

 

Sei migliorata molto dall'ultima volta che ti ho letto. A parte alcune frasi iniziali un po' lunghe e contorte (visto che ti hanno già detto tutto al riguardo, ho evitato di soffermarmi), ho trovato il tuo racconto originale e ben scritto. Mi ha ricordato in alcuni punti il mio libro preferito di Saramago, Le intermittenze della morte. Hai dato un volto umano alla Morte, e questo mi ha piaciuto particolarmente. Forse hai leggermente calcato la mano sul registro burlesco al discapito di quello filosofico dell'apertura, però tutto sommato sono cose che si possono sistemare in un'eventuale revisione. Ho apprezzato anche la poesia, che mi ha colpito al livello emotivo. Potresti riproporla alla fine del contest nella sezione poetica. Brava! 

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Ciao, @Emy!

Vedi, piano, piano ce la fai a leggerci e commentarci tutti :)

Ti ringrazio tantissimo per il commento <3

Torna sempre tutto utile e, chissà, forse seguiró il tuo consiglio riguardo alla poesia ;) 

Mi fa piacere che tu abbia notato i miei miglioramenti; sono very happy xD 

Un bacione! :love:

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In generale non apprezzo le umanizzazioni di elementi soprannaturali. La tua morte  però l’hai ben raccontata, le hai dato quasi una ventata di freschezza. Il rischio era di farla scivolare nella macchietta, la sigaretta, la pausa, il cura libre ecc. sono metafore di cui non abusare in un racconto come questo. 

La  considerazione  finale, la morte come libertà mi lascia perplessa e mi pone degli interrogativi. 

Libertà perché fra nascita e morte esiste il libero arbitrio? O libertà perché quesa morte è libera di autodeterminarsi? 

La perplessità più grande tuttavia riguarda il tema del lutto, che qui vedo poco sviluppato. 

Parliamo di morte, è vero, ma morte non è sinonimo di lutto. Parliamo di esempi di lutto, ma non vedo una vera elaborazione del tema. Questo perché Il focus del tuo racconto è tutto sulla mietitrice mentre l’esperienza del lutto può solo essere umana. 

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Ciao, @Cicciuzza!

Grazie per aver lasciato le tue impressioni.

7 ore fa, Cicciuzza ha scritto:

Libertà perché fra nascita e morte esiste il libero arbitrio? O libertà perché quesa morte è libera di autodeterminarsi? 

Il mio concetto di libertá è riferito al fatto che un anima viene imprigionata in un corpo non per propria scelta; una nuova vita nasce fondamentalmente per egoismo dell’essere umano, e penso che con la morte, ognuno di noi possa ritornare ad essere libero.

 

Per il resto è un racconto; ci si mette in gioco, si lascia libero arbitrio alla fantasia e, nel mio caso, la morte ha un’anima, dei sentimenti, e affronta il lutto ogni volta che porta via una vita, perché perde una parte di sè stessa. Io l’ho interpretata così.

 

Spoiler

L’ho detto io che me dovete fa ricoverà in un centro bono!

A presto! ;) 

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Ciao  @Sarettyh davvero originale tutto.

 

La cosa che mi è piaciuta tanto tanto tanto è la seguente

 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

Al momento mi sento come Jessica Rabbit, costretta in un costume che sfoggio con discreta disinvoltura, certo, ma che resta appiccicato addosso come una gomma da masticare tra i capelli.

 

La Morte (con la Maiuscola perché, come alla Libertà, le si deve rispetto) che si sente come Jessica Rabbit è fuori da ogni limite.

Mi fa venire in mente: "Ho visto cose che voi umani ...."

 

Complimenti!

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Ciao, @Mariner P!

Grazie mille, felicissima che tu abbia apprezzato! ;) 

D’altro canto, alla signorina Rabbit, l’hanno disegnata “cattiva” :asd: 

 

A presto! 

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Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

momento mi sento come Jessica Rabbit, costretta in un costume che sfoggio con discreta disinvoltura, certo, ma che resta appiccicato addosso come una gomma da masticare tra i capelli.

Bella.

 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

L'ignoranza mi ha piazzato un codice a barre sulla fronte e mi ha definita: l'opposto della vita. Asciugo i palmi umidi sul cotone che riveste le cosce e penso alla mia vera antagonista: la nascita, anch'essa avara almeno quanto me perché mente a tutti travestendosi di gioia, ma si impossessa dello spirito e lo costringe tra sbarre di muscoli e ossa.

Anche questo pezzo.

 

Il 27/6/2019 alle 02:36, Sarettyh ha scritto:

Nasce sul mio volto un sorriso che riempie le guance, in contemporanea ai gemiti di un bambino venuto al mondo; altro giro sulla giostra, altra vita.

Degna chiusura.

 

Davvero poco da dire. Scritto divinamente, intrigante. Un'idea non originalissima di fondo (fare della morte la protagonista) ma resa in maniera fresca e azzeccata. Buona anche l'idea di dipanare la poesia in piccole pillole durante lo svolgimento del monologo. Brava!

 

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@Joyopi, e la madonna! (Cit. Renato Pozzetto)

Grazie, innanzitutto del commento, ma soprattutto dei complimenti (scritto divinamente- ehehe!).

 

Ti devo pagare ‘na bevuta? :asd:

 

 

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