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Kuno

[FdI 2019-1] Tana per me

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bel racconto @Kuno. La negazione del lutto e del dolore è un modo come un altro per parlare del lutto e del dolore, ma un modo più originale.

C'è solo un piccolo appunto che ti faccio:

Il 23/6/2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Poverino, non sa proprio cosa lo aspetta. Non sa che io muoio dalla voglia di provare questo nuovo gioco che ormai sogno da anni.

 

Da come le cose accadono non sembra un nuovo gioco, sembra piuttosto il riesumare un gioco fatto da bambini, qualcosa che il fratello non si aspetta di dover giocare anche da adulto.

 

Ottima l'idea e ben scritto :)

 

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Il 23/6/2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

ono scarpe scomode e per niente adatte alla corsa, ma sono certo che anche mio fratello ne vestirà di simili.

Non mi convince la scelta del termine. Vedrei meglio un indosserà, secondo me più adatto alle scarpe. 

 

Il 23/6/2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Per sfidare la noia fischietto un motivo improvvisato e privo di ritornello, più simile al canto di un merlo. Smetto solo quando la faccia di mio fratello

Dimmi che questa musicalità e la rima sono volute! In una prima lettura mi è sembrata quasi una filastrocca. 

 

Il 23/6/2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Mi concentro di nuovo sulla strada davanti a me e sui movimenti delle mie gambe

Ho notato un uso un po' eccessivo dei possessivi. Capisco che è voluto, ma qui sinceramente toglierei mie. Già dici strada davanti a me, è sottinteso che le gambe sono sue. 

 

Il 23/6/2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Fa molto caldo, ma andrà certamente a piovere: è normale che il parco sia deserto.

Non l'ho mai sentito, è un'espressione dialettale? Metterei un semplice: pioverà certamente. 

 

Un racconto particolare, ma perfettamente nel tuo stile che come sai adoro. Mi piace tutto quel detto e non detto, la fantasia che non si lascia abbattere dalla triste realtà. Scritto in maniera superba, il pezzo decisamente nelle mie corde, piaciuto da morire. Non bravo, di più. 

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Quando non si accetta il dolore la mente fa cose strane, si “corre” forte, si cerca di scappare per eluderlo; l’importante è avere accanto, sempre, qualcuno che ci aiuti a superarlo :)  

Bravo! :muu:

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Tu già sai che ho un'ammirazione immensa per il tuo modo di scrivere, il mio premio Strega (Befana, in questo caso) ad honorem lo hai già vinto più volte. Questo racconto però non mi ha sedotta appieno. L'idea di fondo è bellissima: questo adulto che rifiuta di accettare il dolore' di una perdita, immagino di un genitore, sarà perché i miei hanno un'età che so tra un po' mi tocca e so che non sarò pronta, ma mi piace molto. Chi, quando una cosa orribile gli piomba addosso, non avrebbe voglia di fare come i bambini e nascondere la testa sotto le coperte aspettando che tutto scompaia per magia?

L'idea dell'inseguimento, la filastrocca, le parole che lui vorrebbe sentire dopo dottori arrendersi, tutto ciò mi è piaciuto molto. Però ho trovato tutto l'inseguimento parecchio troppo lungo, pesante, il mio coinvolgimento si è un po' perso. So che non è un racconto davvero realistico, piuttosto un'allegoria che finge di essere realista, però non ho potuto evitare di pensare che il fratello non avrebbe mai continuato a seguirlo così tanto. Sarà un  adulto coscienzioso abituato a fare il suo dovere, ma venendo all'appuntamento l'ha già fatto. Inseguendolo per un po',  l'ha fatto. Se dopo un po' l'altro scimunito (con affetto) continua a correre, ma figurati se non lo lascia perdere e non torna al treno. Tanto più che ha una famiglia che lo aspetta. E il proprio dolore a gestire.

L'inseguimento mi sembra troppo lungo, davvero. capisco che l'altalena sia una bella metafora, ma la conclusione mi sarebbe sembrata meno forzata se, che ne so, a un certo punto il fratello l'avesse acchiappato dicendo "adesso basta, devi ascoltarmi" e l'altro si fosse tappato le orecchie urlando la sua filastrocca sempre più forte (e sì: la cosa della filastrocca devi rivederla, per giustificare che gli venga così naturale: magari era un gioco che facevano da bambini).

È solo la mia opinione: hai ampia facoltà di considerarla nulla e inutile :)

Ciao, ciao

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Ma che ti commento a fare? Ormai aspetto ogni tuo nuovo racconto come fosse il nuovo capitolo di un romanzo d'appendice... 

Spoiler

Non è vero, forse questa volta qualcosa da dirti ce l'ho. Ma ti tengo per ultimo. :P

 

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Ciao @Kuno.

 

Finalmente torno ad avere un po' di tempo da dedicare al WD e quindi ho deciso di iniziare a leggere tutti i racconti di questo nuovo contest, partendo dal tuo.

 

Scritto bene e dalla trama sviluppata sì in maniera arguta, ma - onestamente - dai contenuti per me non del tutto convincenti; so di essere la voce fuori dal coro, ma i miei "two laundry cents" te li lascio lo stesso: la poesia non mi è sembrata tale e non so quanto il racconto sia del tutto attinente al tema richiesto; vero che non spetta a me decidere, ma qui non c'è elaborazione o il rifiuto di un lutto avvenuto, bensì la negazione e/o la fuga di ciò che avverrà... insomma, l'ho vissuto più come un "normale" confronto tra fratelli, non ho avvertito né dolore, né rimpianto (o cose simili).

 

Insomma, la storia non mi ha colpito tanto quanto il tuo stile (e la tua tecnica) di scrittura, sempre piacevole da leggere.

Modificato da H3c70r
[EDIT] Mannaggia, mi riproponevo di non usarlo... ma ho involontariamente premuto l'invio dopo "dedicare"! Cominciamo bene...

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@Kuno Per prima cosa t'informo che qualsiasi cosa che ho letto di te lo trovata squisita, come lo è questo tuo ultimo racconto, molto lineare, fluido e facilmente comprensibile con poesia  adeguata al contenuto. Grazie della lettura

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@Kuno Ciao Kuno:)

L'uomo saponetta in versione famiglia. Qui sguscia dal fratello:D

Hai una attrazione fatale per i temi bizzarri e un grande talento nell'elaborarli. Dopo avere letto, mi e' sembrato l'unico modo possibile.(y)

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Il 1/7/2019 alle 12:54, Emy ha scritto:

Non l'ho mai sentito, è un'espressione dialettale?

No, non è dialettale. È come dire "pioverà" o "finirà per piovere"

 

Grazie @Emy  :) 

 

Grazie anche a @Sarettyh

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Niente, i tag e le citazioni mi impallano il commento.

 

Il 1/7/2019 alle 17:48, Befana Profana ha scritto:

Se dopo un po' l'altro scimunito (con affetto) continua a correre, ma figurati se non lo lascia perdere e non torna al treno.

Non so, io continuerei a corrergli dietro, invece, anche una giornata intera. Forse dipende dal rapporto che si ha con il proprio fratello.

Grazie ciao

 

Grazie anche a @H3c70r @flambar @mercy@camparino (vediamo se invia)

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2 ore fa, Kuno ha scritto:

Forse dipende dal rapporto che si ha

Non sono convinta. Resteremo ognuno del proprio parere, non conto di convincerti, ci mancherebbe, ma secondo me bisogna tener conto del contesto di lutto e sofferenza. 

Che sia mio fratello, mio marito o il mio migliore amico, insisterò, ma se continua a rifiutare, credo che finirei per desistere: nel momento in cui rifiuta di essere informato, rifiuta anche a me il diritto di essere ascoltato, di condividere, di trovare una spalla su cui piangere e una voce che consola. Considerando quante energie ci vogliono per sopportare il dolore e cercare di andare avanti, credo che lo lascerei scappare, per andare da chi è pronto ad ascoltarmi. Il che non vuol dire che poi non tornerò a riprovare a parlare con lui più in là. 

Ma è una divagazione esistenziale al di là del tuo racconto :)

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Ciao @Kuno

Pezzo duro e cattivo. Mi hai fatto venire in mente il vecchio adagio "più che nemici eran fratelli".

Un "tana libera tutti" che in realtà incatena i due personaggi a quei vecchi odi e rancori, a quei vecchi amori e rapporti di sangue, che possono esistere solo tra fratelli, e che neppure la morte riesce a rompere.

Ben scritto e ben disseminato di indizi, anche se alla fine rimane l'amaro in bocca perché il narrante è un tantino, come dire, stronzo.

 

Il 23/6/2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

La recito più volte e lui addirittura piange, poverino, piange e a malapena si regge in piedi per la fatica. Gli cederei il posto, ma il mio è un gioco crudele. Il vincitore siede qui. Il perdente, al massimo, può accomodarsi nel seggiolino accanto, quello con le protezioni per i bambini più piccoli. Mio fratello deve accettare che queste sono le regole: ho fatto tana, la sua disgrazia non può scalfirmi.

 

C'è poco da fare indagini psicoanalitiche e psicologiche sugli effetti "liberatori", sul "non voler accettare", su "ritorniamo bambini", e altre amenità del genere.

Il narrante è un grandissimo stronzo. Punto.

Penso ci sia voluta anche una certa abilità e freddezza a mantenerlo tale dall'inizio alla fine, senza mai uno scivolone.

Se questo era il tuo obiettivo, ci sei riuscito benissimo.

La scelta della corsa, per rimanere in testa quando l'avversario è un moribondo, è stata magistrale! Come sfidare a duello un handicappato.

Alla prossima.

 

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Ci vuole un attimo prima di entrare nei perché del protagonista. Quando ho capito che si schermava dietro l’imitazione di un ricordo d’infanzia per evitare di affrontare il dolore “adulto” del fratello è arrivato un sorriso amaro. La situazione è umoristica pirandellianamente, realtà è visione distorta coesistono.

 

La poesia ripetuta più volte a ritmo d’altalena ci sta, ma mi convincerebbe di più se fosse più breve e cadenzata come una filastrocca, proprio per restare nell’imitazione dell’infanzia con la relativa crudeltà e il ritorno ossessivo ai giochi preferiti.

 

Solo l’incipit non mi piace molto, ha un “livello” di scrittura “inferiore” rispetto al resto. Sei cambi di tempo verbale in due frasi mi sembrano davvero troppi, anche se danno l’idea di una mente saltellante.

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@Kuno è veramente molto bello. Originale. C'è positività ma si avverte anche un leggero strato di amarezza. Il fratello più piccolo vuole vivere la sua età per come dovrebbe essere. Percula, corre e si diverte sull'altalena. Ride, ma chi dice che abbia dimenticato il dolore e non stia male? Soffre di sicuro, ma non ci vuole pensare. È giovane e ottimista. 

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In un testo molto bello, intitolato Detti islamici di Gesù, in cui sono raccolte appunto le parole che la tradizione islamica di lingua araba gli attribuisce, vi è riportato in uno dei commenti un racconto del poeta persiano Rumi, in cui Gesù fa esattamente come il tuo protagonista: corre. Corre velocissimo attraverso i campi e, a chi cerca di fermarlo per chiedergli da quale pericolo fugga, egli risponde - sempre correndo - che fugge lontano dagli imbecilli, e nessuno deve impedirglielo. Gli imbecilli infatti sono inguaribili, afferma; sabbia su cui niente germoglia, roccia che prende il tuo calore e ti dà freddo. 

Come una volta ti dissi per una tua poesia, considero perfetto questo brano sotto ogni punto di vista.

Un saluto e grazie per la lettura, @Kuno.

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@Kuno

E che palle, non ne sbagli una!

Hai un'abilità innata nell'immaginare e trattare le situazioni più grottesche, irreali o bizzarre anche quando un tema imposto dovrebbe renderlo quasi impossibile. L'idea di raccontare il lutto senza in pratica nemmeno nominarlo parla da sé... pensiero laterale a parte, anche qui sei stato bravissimo a creare tensione e allo stesso tempo a far sorridere. La poesia è la parte meno riuscita (non il senso, che mi piace ed è pertinente al racconto, ma piuttosto la musicalità), credo, ma chi se ne frega.

:super:

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Gran bel racconto @Kuno.  Il protagonista rifiuta la morte e per riuscirci regredisce tornando bambino. Idea originale e molto poetica. Ma non è solo l'idea a piacermi. È anche la narrazione. Racconti un dramma senza farlo raccontare ai protagonisti. Così facendo rendi partecipe il lettore senza tediarlo. Gran bel lavoro. Per me hai fatto tana.

 

Saluti,

 

Intes.

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Ciao @Kuno ,

sono perplessa.

Molto perplessa.

Perplessissima.

Del racconto che ho letto io non c'è traccia nei commenti.

Mi chiedo: è veramente possibile leggere due racconti in uno, o sono io che devo smetterla di leggerli a quest'ora dopo aver visto Stranger Things?

Bho?!

 

Per me il tuo racconto è questo:

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Mio fratello aveva una voce nera al telefono, quando mi ha chiesto di andare a prenderlo alla stazione, così so già che avrà qualcosa di molto serio da raccontarmi

Il fratello destinatario della telefonata è un ragazzino, morto.

Il fratello maggiore deceduto da poco, ma che ancora non si è reso conto della situazione, gli chiede, con la voce nera, di andarlo a prendere alla stazione: capolinea dove arrivano i nuovi morti.

Nella realtà di fronte a un evento luttuoso, probabilmente di un congiunto, sarebbe stato il più giovane a prendere il treno e a raggiungere la famiglia per unirsi al dolore: non ha senso che se muore un familiare io vada ad avvertire personalmente i parenti lontani: sono loro che accorrono al capezzale.

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Poverino, non sa proprio cosa lo aspetta. Non sa che io muoio dalla voglia di provare questo nuovo gioco che ormai sogno da anni.

Infatti non lo sa. Il ragazzino muore dalla voglia di provare il suo nuovo gioco: spiazzare i morti appena arrivati nell'aldilà, senza dar tempo loro di piangersi addosso. E poi deve proprio avere poco da fare per elaborare questa strategia che, nella realtà, serve a pochi. Invece, essendo morto da tempo, ha potuto riflettere sull'approccio giusto da avere con i nuovi morti che arrivano e ha dedotto che la cosa migliore sia spiazzarli.

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Mi rendo subito conto che non ha bagagli con sé:

Infatti, il viaggio è di sola andata...

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Ci mette qualche secondo a orientarsi,

Infatti è morto da poco.

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

due pupille nero lutto. Le occhiaie spesse e viola come spicchi di melanzana sono l’unica macchia di colore sul viso grigio.

Descrizione del viso di un morto.

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Mi riconosce e fa per venirmi incontro, ma non sorride. Deve essere peggio di quanto pensassi, quindi: vorrà subito spiattellare tutto, scaricarmi addosso la tragedia prima ancora di abbracciarmi.

Nella vita reale prima ci si abbraccia e ci si consola a vicenda, poi si parla della tragedia. Ma il fratello più grande è arrabbiato perchè è morto.

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

La postura è corretta, le spalle sembrano più larghe rispetto a un minuto fa. I capelli restano bianchi, ma la corsa li fa volare in ogni direzione ed è tutto un altro spettacolo.

Il fratello maggiore, che sembrerebbe anziano, inizia a provare un certo giovamento da quella corsa sfrenata, che lo distrae dal suo proposito di vomitare sul fratello la sua frustrazione e la sua incazzatura da neo-morto.

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Conosco la mia meta, ma non ho ancora deciso come arrivarci. Da qui si possono prendere molte strade, alcune più brevi, altre più lunghe, con tratti in salita e in discesa, per vicoli privati o marciapiedi trafficati. Scelgo come capita, come mi viene lì per lì: in un modo o nell’altro arriveremo.

Questo percorso è a dir poco singolare, sembra che corrono in un labirinto che li circonda, tanto la meta è una sola.

 

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Non rallento mai, nemmeno davanti a un semaforo rosso. Ogni volta che rischio di essere travolto da un’auto, da un autobus, da una bicicletta, persino da un passeggino doppio per gemelli, sento mio fratello gridare una bestemmia

Infatti sono fantasmi.

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Lui ha dei figli, deve tornare a casa tutto intero,

Suo fratello non è ancora conscio di essere trapassato.

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Quando finalmente arrivo ai cancelli

… del paradiso?

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Salgo e scendo, scendo e salgo sempre più su. Quando salgo, ormai, persino la punta degli alberi più alti esce dalla mia visuale. Vedo solo le nuvole grigie e, al di là, delle spesse venature bianche che brillano.

Chissà cosa sono le venature bianche che brillano… Nella realtà mi sono immaginata un parco assolato e deserto dove un'altalena dondola e cigola da sola...

 

La poesia a me è da subito sembrata la descrizione che un morto fa di se stesso.

Interpretata così è struggente e bellissima.

E molto, molto inquietante...

 

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Continuo a salire e scendere, a gridare la mia poesia. Quando salgo tendo le gambe in avanti e immagino di calciare le nuvole. Se ci metto perseveranza e la forza giusta potrei far scoppiare le vene brillanti che stanno dietro, inzuppare il parco di luce.

Il disperato dondolio è la presa di coscienza della loro situazione: sono morti, in un mondo di morti, è un fatto a cui non ci si può ribellare, ma che si deve solo accettare.

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Dei discorsi di mio fratello mi arriva solo una manciata di parole: tardi, dottori, arrenderci.

Il fratello gli racconta la sua morte, ma non è più arrabbiato come all'inizio: la corsa lo ha distratto e sfinito, finalmente è riuscito a piangere e lentamente inizia a capire la situazione.

 

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Forse lo sentirò dire una cosa come fusibile, calzamaglia o cuoiaio, così, all’improvviso, e io smetterò di recitare la poesia per ridere forte.

Aspetta che anche il fratello smetta di ragionare in maniera razionale e accetti alla fine di essere quello che è diventato.

Il ‎23‎/‎06‎/‎2019 alle 21:49, Kuno ha scritto:

Cadrò anche dall’altalena, atterrando su un ginocchio. Mio fratello mi aiuterà a rialzarmi e uno davanti all’altro rideremo insieme delle sue parole, dei suoi capelli bianchi, del mio ginocchio sbucciato e della mia terribile poesia.

 

Il fratello minore aspetta il momento in cui l'altro sarà totalmente conscio di dove sono e cosa sono, per tornare ad essere uniti come lo erano un tempo, quando il più piccolo era vivo e ridevano complici insieme.

 

Ecco...

questo è il racconto che ho letto io...

Un racconto che mi è piaciuto e che mi ha anche un pò commosso: credo che avere un fratello sia uno dei regali più belli della vita, e leggere di questo racconto che va oltre la vita e la morte mi ha molto colpita. E tra l'altro rispecchia in pieno un certo tipo di taglio metafisico che mi piace leggere tra le tue righe.

 

Poi ho capito che mi sono fatta un film tutto mio, e niente,

vado a letto.

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