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flambar

[FDI 2019-1] Porto di Mahajanga

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Il 23/6/2019 alle 23:36, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

@flambarDimenticavo, con la poesia hai driblato, ma va bene così. 

@Adelaide J. Pellitteri Tu intendi per dribblare come si fa nelle partite di calcio? Cioè vuoi dire, superare l'ostacolo rimanendo in possesso di quello che si ha

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5 ore fa, flambar ha scritto:

@Adelaide J. Pellitteri Tu intendi per dribblare come si fa nelle partite di calcio? Cioè vuoi dire, superare l'ostacolo rimanendo in possesso di quello che si ha

No, per la verità intendevo che sfuggi il nemico (la poesia) e - sì - tieni la palla (cioè il racconto). Lo dicevo nel senso che la poesia non mi è sembrata veramente tale, non mi è arrivata come la chicca del racconto. Ti ricordo che il contest richiedeva lo stesso impegno per racconto e poesia, cioè, quest'ultima non doveva essere un trafiletto infilato tra le righe alla bell'e meglio; aveva un ruolo determinante. In ogni caso non sei stato il solo a "driblare". D'altronde pretendere una poesia da chi non è poeta non si può. Ed ecco perché nel commento ho aggiunto: "ma va ben così". Spero di essermi espressa chiaramente. Un grosso in bocca al lupo

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@flambar in questo contest (e in officina in generale) i commenti sono davvero tanti. Non usare la funzione "Cita" per rispondere a ogni commento, limitati solo a Taggare l'utente che ringrazi o a cui rispondi. Altrimenti le pagine si allungano inutilmente.

La funzione "cita" si utilizza soltanto per riportare limitate parti di testo. tipo così:

10 ore fa, flambar ha scritto:

Tu intendi per dribblare come si fa nelle partite di calcio?

 

Anche quando commenti il racconto di un altro autore, non citare tutto il racconto (come hai fatto qui e come fai di solito): anche in questo caso le pagine si allungano inutilmente e la lettura delle risposte diviene più difficile.

 

Grazie della collaborazione.

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4 minuti fa, queffe ha scritto:

@flambar in questo contest (e in officina in generale) i commenti sono davvero tanti. Non usare la funzione "Cita" per rispondere a ogni commento, limitati solo a Taggare l'utente che ringrazi o a cui rispondi. Altrimenti le pagine si allungano inutilmente.

La funzione "cita" si utilizza soltanto per riportare limitate parti di testo. tipo così:

 

Anche quando commenti il racconto di un altro autore, non citare tutto il racconto (come hai fatto qui e come fai di solito): anche in questo caso le pagine si allungano inutilmente e la lettura delle risposte diviene più difficile.

 

Grazie della collaborazione.

Scusami non lo sapevo @queffe

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Ciao @flambar. Non ti avevo mai letto prima. Bello bello il tuo racconto, fa venire voglia di leggere altre avventure (che dai commenti presumo tue e quindi in parte vere). L'ho fatto, sono andata a leggere qualche tuo vecchio racconto e ho trovato un terranova :love2:! Ancora più simpatia per questo. Penso tu abbia tantissimo da raccontare e spero tu lo faccia: ogni storia vera è sempre bella da ascoltare, soprattutto quando diverge dal proprio vissuto, come in questo caso che io in mare vado solo con mio padre a pescare. 

Bravo!

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@ShikanaGrazie di avermi letto e commentato. Ne sarei lieto se leggi gli altri  miei racconti aiutandomi  a migliorare la mia scrittura

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Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha scritto:

uno smunto divanetto

Ciao @flambar il termine smunto è più appropriato se riferito ad un corpo umano, si può dire di un viso magro scarno, non lo associo a un divano. forse meglio logoro.

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha scritto:

Gridavo di mollare perchè non riuscivo a respirare, ma lei mi ignorava.  

Quella micidiale stretta stava ormai per soffocarmi, quando, per mia fortuna, il nostromo mi sentì urlare a squarciagola e accorse in mio aiuto.  

La scena che descrivi ha del drammatico ma risulta anche comica. Come fa il protagonista che sta soffocando a gridare a squarciagola?

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha scritto:

L’avevo solo adagiato sotto un albero. Al pensiero sentii freddo.

bella frase

Quando si dice che la realtà supera la fantasia! so che questa storia è vera, spunti per racconti fantastici si attingono dalla realtà: io lo faccio sempre.

Elogio il tuo coraggio e la determinazione che usi nella scrittura(y)

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Che bello @flambar trovarti qui con un bel racconto. Ne succedono di tutti i colori e sesso & sangue non mancano. Come nella migliore tradizione dei vecchi lupi di mare. Che dire? In culo alla balena !

 

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Ciao @flambar

quando leggo i tuoi racconti mi chiedo sempre quanto ci sia di vero e quanto di inventato. Mi trasporti in un mondo a parte, che ha le sue strane dinamiche e i suoi personaggi mezzi uomini e mezzi demoni. Mi fanno ridere e mi fanno arrabbiare.

 

L'aiuto dei tuoi revisori (hai avuto due revisori fuoriclasse) dimostra come basta poco per rendere corretta la prosa. E tu hai una capacità straordinaria di accostare il farsesco al drammatico: lavorerei su questa capacità per affinarla, padroneggiare meglio il ritmo creando delle pause, accelerando e rallentando la narrazione. Perché spesso quello che distingue il buon narratore sono i particolari che sceglie di evidenziare, o di dimenticare. 

Considera che molti di noi (va bene: molti di noi vuol dire "io") non hanno mai visto il Madagascar, le sue prigioni e i suoi soldati - per esempio. E mai le vedranno, dato che quello che racconti dev'essere successo decenni fa e chissà com'è il Madagascar adesso. Hai per le mani possibilità infinite di immagini, di colori, di sensazioni. Sfruttale. Invece che dirci quanto pesava la nave, dicci com'erano strette le sue cabine e cosa mangiavate a bordo. Con due pennellate, s'intende, perché il racconto parla d'altro. 

 

Dicci, quindi, com'erano le divise dei soldati, i vestiti insanguinati del nostromo, il colore dei suoi occhi mentre rideva e tossiva sangue. Dicci com'era la terra dove l'hai sdraiato, sotto l'ebano. Dicci quello che preferisci. Conoscendo un po' il tuo carattere, non c'è rischio che la narrazione diventi patetica. Sarà bello leggere.

 

 

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Sangue di un pesce spada @mercyhai pienamente ragione , ho un intero pianeta ed una buona parte dell'universo  dentro di me e non lo dico. Grazie di avermi aperto gli occhi

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Beh, @flambar, l'aiuto formale di @Rica e @Andrea28 ha sortito ottimi effetti, migliorando la forma senza snaturare il tuo stile. E così attrezzato sei quasi imbattibile ;)

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Carissimo @EduGrazie per il commento molto positivo che mi fai ma stai sicuro che troverò qual'è la via giusta per poter competere. Ti auguro tanta fortuna

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Bello @flambar davvero bello.

Lo avevo letto di corsa giorni fa ero in macchina e da cell e avevo avuto una  sommaria impressione di una confusione generale. Troppe cose tutte insieme. Poi mi ci sono rimessa, nella quiete di una mattina di nullafacienza e boom. Ritiro tutto il senso di confusione. 

Hai  avuto la capacità di raccontare un mucchio di cose, tutte interessanti, tutte coinvolgenti, materiale che a momenti ci poteva stare in libro, le hai raccontate in poche righe con una semplicità  e un realismo che a momenti prendevo io a schiaffi personalmente la maîtresse. Hai dipanato il filo sicuro e dritto fino alla meta, e a quella conclusione intima che fa da contraltare a una storia fatta di avvenimenti esterni. Ottima prova. (E mi serva di lezione, mai leggere un racconto in fretta mentre tuo marito affronta le curve della Serravalle e un po’ lo stomaco si rivolta) 

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@CicciuzzaGrazie del commento e delle belle frasi, non so se ti ricordi le prime volte che scrivevo quanti errori commettevo, questo era dovuto alla fretta, pur sapendo  un detto antico "la gatta frettolosa fa i figli ciechi" con l'aiuto degli utenti di WD ho quasi corretto questo mio difetto, ma stai sicura che lo eliminerò del  tutto. Ti auguro un buon fine settimana e tanta fortuna 

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Bello @flambar, il lutto è quasi solo nel verso finale, ma riavvolge tutto il nastro del racconto. Una bella prova.

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha scritto:

Non avevo voglia di fare baldoria, eppure bevvi e fumai come un dannato, in onore di quel vecchio puttaniere cileno che mi aveva salvato da una figa vorticosa, da una prigione puzzolente e che era morto per colpa mia.

Questo pezzo mi piace molto. Dà immagini, colori e odori.

Ciao :)

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Buon pomeriggio @flambar.

 

Ora, non so quanto di "vita realmente vissuta" ci sia in questo racconto (o se le tue esperienze ti hanno portato a scrivere un brano così denso di azione), ma l'ho trovato sostanzialmente ben scritto (a parte puntini di sospensioni non ben gestiti e frasi dirette da mettere tra caporali) e abbastanza verosimile.

Dico "abbastanza" perché:

  • mi risulta difficile pensare ad una entraîneuse così eclettica come quella che hai descritto (maîtresse, con il significato che intendi tu, lo usiamo solo noi italiani, da quanto ne so io);
  • la poesia, pur bella, non è attinente al tema (imho) e sembra piazzata lì con lo scotch (non me la vedo una assatanata del genere che salta in piedi sul letto a declamare...);
  • "tempisticamente" parlando, poi, il nostromo arriva a salvare il nostro troppo in fretta e - da un punto di vista narrativo che strizza un occhio al "realismo" - non mi convince nemmeno che abbia la capacità persuasiva di convincere la polizia che il tutto fosse un malinteso;
  • se il protagonista sta per soffocare in maniera, direi, "alquanto singolare" (che ci sta), non può riuscire ad urlare in tale situazione (che, come l'hai scritta non ci sta... quindi un paio di parole in più - ad esempio che si era momentaneamente divincolato - non ci sarebbero state male).

Ora non volermene a male: queste in realtà sono inezie, piccole imperfezioni che - a mio parere - influiscono poco o nulla sulla qualità complessiva del tuo racconto.

 

In poche righe hai descritto diverse situazioni e delineando tutte le relative scene in maniera molto vivida, e in esse hai fatto agire tutti i tuoi personaggi, principali e comparse, con sapienza, dosando il corretto spazio per ciascuno di loro.

 

Lo stile scorrevole, fin quasi frenetico, ha poi fatto il suo dovere, accompagnandomi fin quasi all'ultima riga senza farmi fiatare un secondo.

 

Quindi concludo facendoti i miei più sinceri complimenti, per una prova che, a mio parere, ha sfiorato l'optimum. (y)

 

 

 

 

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@Lauram Grazie del tuo commento sono lieto che ti sia piaciuto. Ti auguro un buon fine settimana e tanta fortuna 

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@H3c70r Hai ragione a vendere, alcune cose le dovevo specificare, per come  ho esposto l'avvenimento abbasso la credibilità dell'evento stesso.Grazie del  commento che sicuramente in seguito mi sarà utile. Ti auguro una buona domenica e tanta fortuna

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Leggendo avevo la sensazione di essere in un romanzo d’avventura ottocentesco, tra lupi di mare, prostitute e guerre. È divertente leggere le avventure rocambolesche del marinaio, che mi è sembrato, in fondo, più un uomo senza (o con poche) qualità che un personaggio di altri tempi.

Visto in quest’ottica quasi post-moderna la superficialità con cui affronta il lutto fa quasi piacere. 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha scritto:

Iniziai a fare i conti con quel fardello che mi sarei portato appresso per tutta la vita. 

Questa è l’unica nota stonata del finale, che altrimenti trovo molto incisivo; è l’unico momento in cui lui si stacca dal racconto, dagli avvenimenti, dalle sensazioni fisiche e non gli si crede fino in fondo.

La nascita del primo figlio è una buona trovata narrativa, arriva inaspettata e contrappone la vita alla morte.

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@skifezza cara,  perdona l'osservazione: marinaio è una qualifica che viene assegnata ad un elemento con una certa esperienza, quindi con una certa età. all'epoca avevo la qualifica di sottomozzo e la mia età era in torno ai 16/17 anni ma forse anche di meno. Tuttavia il tuo commento ha messo in evidenza la poca attenzione che ho nel non far capire una cosa per    un'altra e cioè, superficialità  con cui si affronta il lutto  fa quasi piacere. Questo decisamente non era nelle mie intenzioni, il Nostromo Fransisco era come un padre per me.

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"Loro davanti ridevano e scherzavano, io, raggomitolato dietro, rinsavivo dai fumi dell’alcol.

Iniziai a fare i conti con quel fardello che mi sarei portato appresso per tutta la vita. Se avessi ascoltato le sue indicazioni, non saremmo finiti lì.

Risi alle sue ultime parole, subito dopo però il vuoto mi strinse forte. Io il vecchio nostromo non lo avevo neanche sepolto. L’avevo solo adagiato sotto un albero. Al pensiero sentii freddo.

Tre anni dopo nacque Francisco, il mio primogenito".

 

Come sai bene, il tuo modo di raccontare mi affascina. Ormai conosco tutti i tuoi racconti, e il tuo stile mi è caro oltre che noto. Prima o poi il tuo sogno di pubblicare si avvererà, ne sono certa. La cura formale degli amici @Rica e @Andrea28 ha fatto brillare la tua rigogliosa materia: sei sempre divertente, passionale, intenso e vero.

Bello e aspro il finale, e commovente l'omaggio del nome al tuo primogenito. 

Un saluto e tanta fortuna, caro @flambar!

 

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@Ippolita2018Carissima il tuo commento è per me simile a quelle risacche che hanno il potere di calmare l'anima. Grazie di cuore di avermi letto.

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Ciao @flambar

avevo già letto il tuo racconto ma non l'avevo commentato! Quindi eccomi qui!

Mi è piaciuta molto questa storia avventurosa e poetica. Molto bello.

Solo un piccolissimo appunto su una delle frasi in spagnolo che hai usato:

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha scritto:

Tu eres un hijo de puta, mi disse, e spirò

Tú con accento acuto perché è pronome soggetto.

Grazie per la bella lettura!

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@flambar, ma che sei, un mix di @camparino (per lo stile e l'immaginazione) e @simone volponi (per le prostitute, le dita a tergo ecc)? Micidiale!

Scherzi a parte, è la prima volta che ti leggo e mi è piaciuto molto. Stile un po' acerbo in qualche tratto ma senza dubbio interessante, buon ritmo, ironia e finale toccante. Complimenti.

 

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@Joyopi Grazie di avermi paragonato  a un mix di @camparino e di simone volponi che ritengo due veri campioni. Ti auguro una buona domenica e tanta fortuna 

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9 minuti fa, flambar ha scritto:

@camparino e di simone volponi che ritengo due veri campioni.

Infatti è un complimento (più camparino che volponi...). :)

Buona domenica anche a te!

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