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flambar

[FDI 2019-1] Porto di Mahajanga

Post raccomandati

https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/43619-il-leone-marino-in-patagonia-racconti-brevi-in-“3-punti”/?do=findComment&comment=774061

 

 

PORTO DI MAHAJANGA  (Madagascar) 

 

Dopo mesi di travagliata navigazione in mezzo all’Oceano Indiano, il motopesca denominato Principe De Asturia, colosso di oltre cinquemila tonnellate di stazza lorda e con un equipaggio di cinquanta uomini, concluse la manovra di ormeggio nel porto di Mahajanga, Madagascar. Non appena toccata la terra ferma, il nostromo Francisco Rosario Igusi, un vecchio cileno dal viso avvizzito, mi portò in un bordello. Ero molto giovane, per questo lui era protettivo nei miei confronti. Mi trattava come un figlio. Così, per evitare che potessi intrattenere dei rapporti con prostitute, fonti inesauribili di guai e malattie, mi ordinò di aspettarlo in sala d'attesa mentre lui si appartava con una di loro.  

Era la prima volta che entravo in un bordello. Ero curioso, ma dovevo rispettare le indicazioni del nostromo. Mi appollaiai su uno smunto divanetto all’ingresso e mi accorsi che la maîtresse mi guadava con voluttuosa insistenza. Era una donna giunonica, dai capelli bruni e con tratti vagamenti europei. Nonostante gradissi le sue attenzioni, mantenni una severa compostezza. D'improvviso la maîtresse lasciò il posto in cui era seduta e, decisa, venne ad accomodarsi al mio fianco. Bastò  il suo profumo a inebriarmi e a farmi dimenticare le raccomandazioni del vecchio nostromo. Non appena mi fece un cenno, la seguii senza replicare. Mi condusse in un’elegante camera da letto, drappeggiata con raffinatezza in stile veneziano e in cui aleggiava una dolcissima fragranza di lavanda. Le luci soffuse conferivano all’ambiente un'aria misteriosa e io ero intimorito, ma desideroso di fare quell’esperienza.

Appena entrati, lei mi afferrò  con forza e mi scaraventò sul letto. Oltre a essere molto giovane, io avevo trascorso più di tre mesi in mezzo all’oceano, senza vedere neanche l'ombra di una donna. Vi lascio immaginare cosa si scatenò  in quel momento, visto che lei prediligeva accoppiarsi con i ragazzini. Fummo travolti da una forte eccitazione ma, quando lei mi portò a baciare le sue parti più intime, presi coscienza dello squallore della situazione e con garbo cercai di allontanarmi. Mi resi conto che no, non potevo farlo...con una prostituta!

Lei continuava a insistere. Dai…italiano…Dai… Io continuavo a rifiutare.  Allora si alzò in piedi sul letto e prese a declamare una poesia.

 

Per trovare l'amore

c'incontrammo nella casa della perdizione

colpa tua, colpa mia o sua.

All'alba del terzo giorno

nulla poteva ostacolarci

nella difesa della nostra libertà

pur sapendola molto relativa.

 

Solo allora mi resi conto che non era solo assatanata, era completamente pazza.  Così, con lo stesso animo con il quale si dà ragione agli stupidi, feci finta di arrivare dove lei voleva. Lei approfittò  dei miei lunghi capelli per afferrarmi e con incredibile forza schiacciò la mia testa dove tanto desiderava che fosse. Non riuscivo a liberarmi da quella morsa. Gridavo di mollare perchè non riuscivo a respirare, ma lei mi ignorava.  

Quella micidiale stretta stava ormai per soffocarmi, quando, per mia fortuna, il nostromo mi sentì urlare a squarciagola e accorse in mio aiuto.  

Si fiondò contro la puttana. Lascia … lascia … lu picciriddu che lo stai ammazzando, disse in dialetto siciliano, e io riuscì a riprendere fiato.

Il buttafuori del bordello, sentendo tutto quel trambusto, pensò  che io e il nostromo stavamo aggredendo la maitresse. Così, piombò nella stanza e si scagliò su di noi che, a nostra volta, reagimmo con durezza.

Quel groviglio di corpi fu districato dalla polizia che, senza troppi giri di parole, ci ammanettò  e ci condusse in un carcere non molto distante, dove ci fecero depositare tutto quello che avevamo.

Io consegnai un accendino d'oro marca Ronson regalatomi da una donna ligure e una catena con un grosso crocifisso di grande valore. Poi ci chiusero in un’angusta cella.  

Tre giorni dopo, il nostromo, in non so quale lingua, riuscì a spiegare all'inquirente il malinteso.  

Chiarito tutto e riacquistata la libertà, andai a ritirare le mie cose ma l'accendino d'oro non c’era più. Feci finta di niente.

Usciti dal carcere, ci rendemmo conto di essere nel bel mezzo di una foresta pluviale.  Così, tornammo indietro e provammo a chiedere un taxi ma i carcerieri non si degnarono neanche di aprire la porta di acciaio.

Trascorsa qualche ora, vedemmo uscire dal carcere un camion con a bordo una ventina di soldati armati in uniforme. Disperati, chiedemmo un passaggio. Loro scoppiarono a ridere mentre ci facevano posto. Parlavano e ridevano, parlavano e ridevano e, per spirito cameratesco, iniziammo a ridere come due fessi anche noi.

Dopo un po’ il camion si bloccò di colpo e i soldati con rapidità si posizionarono a terra, con i fucili spianati e pronti a sparare.

Incoscienti di quanto stava succedendo, noi rimanemmo seduti come due coglioni sul mezzo oramai vuoto. Quando sentimmo le pallottole fischiare nelle orecchie, con un solo balzo ci ponemmo a ridosso dei sodati che sparavano in direzione della foresta. Sembrava una battaglia tra alberi e uomini finchè anche dall’altra parte iniziarono a volare proiettili. Erano già morti quattro uomini del nostro gruppo e il comandante ci fece segno di usare le loro armi per difenderci. La battaglia si fece cruenta e il sordo rumore della sparatoria mi rompeva i timpani.

Mentre cercavo di asciugarmi il sangue dalle orecchie, il comandante fu colpito e si accasciò a terra, esponendosi al nemico.

Mi feci coraggio e lo trascinai fino a posizionarlo fuori tiro.

L'infermiere fermò il flusso di sangue salvandogli la vita.

Per tutto il periodo del combattimento, non so quante volte caricai e scaricai il mio Kalashnikov mirando in direzione degli alberi, senza mai vedere i nemici che ci stavano sparavano addosso.

All’imbrunire, la sparatoria finì. Il nostromo si teneva il petto insanguinato appoggiato a una ruota del bus. Stupidamente, gli chiesi come si sentisse. Como si estuviera follando, mi rispose con un filo di voce.

Guardai in direzione dell’infermiere che scosse la testa con rassegnazione.

Mi accovacciai al fianco di Francisco e gli dissi di quella volta che lo accompagnai dall’urologo a Bangkok: il medico aveva un dito lungo quanto una mazza e lui mi aveva minacciato di morte se solo ne avessi parlato a bordo. Fu la prima cosa che feci e lui mi inseguì per tutta la nave riempendomi di calci nel culo.

Il vecchio cileno rise e tossì sangue. Tu eres un hijo de puta, mi disse, e spirò.

Siccome c'erano dei feriti molto gravi e si temeva che i nemici potessero ricomparire, fu necessario tornare indietro in fretta e furia.  

Adagiai il vecchio nostromo alle pendici di un gigantesco ebano e salii sul camion.

 

Nel carcere si festeggiò la vittoria sul nemico. Boh. Io il nemico non l’avevo neanche visto, eppure tutti mi abbracciavano e mi offrivano alcol e tabacco in quantità.

Non avevo voglia di fare baldoria, eppure bevvi e fumai come un dannato, in onore di quel vecchio puttaniere cileno che mi aveva salvato da una figa vorticosa, da una prigione puzzolente e che era morto per colpa mia.

 

Il giorno seguente due militari mi accompagnarono in città con una vecchia ma ben tenuta Mercedes rosso fiammante.

Loro davanti ridevano e scherzavano, io, raggomitolato dietro, rinsavivo dai fumi dell’alcol.

Iniziai a fare i conti con quel fardello che mi sarei portato appresso per tutta la vita. Se avessi ascoltato le sue indicazioni, non saremmo finiti lì.

Risi alle sue ultime parole, subito dopo però il vuoto mi strinse forte. Io il vecchio nostromo non lo avevo neanche sepolto. L’avevo solo adagiato sotto un albero. Al pensiero sentii freddo.

 

Tre anni dopo nacque Francisco, il mio primogenito.

 

Con aiuto formale di @Rica e @Andrea28

 

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Grandioso, @flambar, partecipi anche tu al FdI! Quando ho visto che hai pubblicato, sono corso a leggere al volo, preso dalla curiosità.

Ti auguro di divertirti, di ricevere tanti commenti e... un in bocca al lupo in generale. :)

1 ora fa, flambar ha detto:

Con aiuto formale di @Riga e @Andrea28

Te li taggo io, immagino che dici @Rica e @Andrea28 - il tuo alter ego come avatar ora. :P

 

È un piacere leggere le tue avventure flambar, inoltre si resta senza parole di fronte alla tua capacità di raccontare e alla ricchezza di avvenimenti e narrazione; inoltre questo tuo modo di vedere gli eventi con naturalezza e ironia tiene il lettore incollato alle tue storie. Il finale è davvero commovente e... davvero, non so cosa aggiungere. Racconto molto bello, come dici tu a noi, ti auguro una buona domenica e tanta fortuna. :)

 

Ti dico qualcosa nello specifico; poco perché il racconto è praticamente impeccabile sotto molti punti di vista. Non so quanto ti hanno aiutato i tuoi aiutanti, ma per quanto li conosco so che sono aiutanti fantastici. :super: 

1 ora fa, flambar ha detto:

Così, per evitare che potessi intrattenere dei rapporti con prostitute, fonti inesauribili di guai e malattie, mi ordinò di aspettarlo in sala d'attesa mentre lui si appartava con una di loro.

Questa frase è fantastica! :asd:

1 ora fa, flambar ha detto:

con tratti vagamenti europei.

Vagamente.

1 ora fa, flambar ha detto:

Gridavo di mollare perchè non riuscivo a respirare

Perché.

Certo che lei era proprio decisa e diretta!

1 ora fa, flambar ha detto:

e io riuscì a riprendere fiato

Riuscii.

1 ora fa, flambar ha detto:

pensò  che io e il nostromo stavamo aggredendo la maitresse

Qui sono in difficoltà perché ogni tanto zoppico sui verbi, ma credo sia "stessimo" (vediamo cosa dicono gli altri).

1 ora fa, flambar ha detto:

Sembrava una battaglia tra alberi e uomini finchè anche dall’altra parte iniziarono a volare proiettili.

Finché.

1 ora fa, flambar ha detto:

Adagiai il vecchio nostromo alle pendici di un gigantesco ebano e salii sul camion.

Oramai ogni volta che leggo "ebano" o "pelle" penso a @Mister Frank... la mia mente è stata traviata dalla chat del forum. :facepalm:

Fa' finta di nulla, flambar, e passa oltre. :asd:

 

Alla prossima lettura. :ciaociao:

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@flambar :)

 

La tua trama è avvincente. Un giovane marinaio italiano sbarca in Madagascar, in permesso, accompagnato dal vecchio nostromo cileno, che lo tratta come un figlio e come tale lo

vuole proteggere. Passerà (nell'ordine): dall'essere iniziato al sesso da una giunonica maitresse con l'hobby della poesia, alla galera locale dove verrà derubato, quindi, imbarcato su un camion di soldati, si troverà fra le ruote a sparare contro gli alberi di una foresta pluviale a pieno carico d'acqua. Disgraziatamente, il suo amico nostromo verrà colpito a morte. Il giovane marinaio, commosso e legato a lui, e con un senso di colpa, cerca di risollevargli lo spirito ricordandogli episodi del passato, come quella volta che l'aveva inseguito a calci in culo per tutta la nave... Infatti il vecchio ride, tossisce e muore, dandogli con affetto del figlio di puttana.  Tre giorni molto pieni. Sono citati nella poesia  della prostituta, ma sarà un caso. Mica era preveggente oltre che pazza? :D

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33 minuti fa, Poeta Zaza ha detto:

@flambar :)

 

La tua trama è avvincente. Un giovane marinaio italiano sbarca in Madagascar, in permesso, accompagnato dal vecchio nostromo cileno, che lo tratta come un figlio e come tale lo

vuole proteggere. Passerà (nell'ordine): dall'essere iniziato al sesso da una giunonica maitresse con l'hobby della poesia, alla galera locale dove verrà derubato, quindi, imbarcato su un camion di soldati, si troverà fra le ruote a sparare contro gli alberi di una foresta pluviale a pieno carico d'acqua. Disgraziatamente, il suo amico nostromo verrà colpito a morte. Il giovane marinaio, commosso e legato a lui, e con un senso di colpa, cerca di risollevargli lo spirito ricordandogli episodi del passato, come quella volta che l'aveva inseguito a calci in culo per tutta la nave... Infatti il vecchio ride, tossisce e muore, dandogli con affetto del figlio di puttana.  Tre giorni molto pieni. Sono citati nella poesia  della prostituta, ma sarà un caso. Mica era preveggente oltre che pazza? :D

@Poeta Zaza i tuoi commenti li trovo brillanti e pieni di saggia filosofia. Grazie di avermi commentato. Ti auguro una buona e ricca settimana

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@flambar che bello trovarti qui. Il tuo pezzo mi è piaciuto molto, non è difficile apprezzare racconti tanto avventurosi. Vedo che per la forma hai avuto due "angeli custodi" e devi ammettere che il racconto mostra ottima salute. Bravo, vedi? Basta davvero poco, non si finirebbe mai j ascoltare le tue narrazioni.

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Ciao @flambar, che bomba il tuo racconto! È vorticoso, fa venire il capogiro: ne succedono di tutti i colori.

Le tue storie sono sempre molto avvincenti, mi inchiodano al monitor e tengono alta la curiosità fino in fondo. 

 

La storia che ci racconti questa volta è l'avventura di un nostromo che ha preso in simpatia un ragazzo e cerca di proteggerlo, arrivando a pagare con la vita. Nonostante la storia abbia questo risvolto drammatico tu riesci, con la tua ironia e il tuo modo di affrontare la vita con leggerezza (ma mai con superficialità), a rendere accettabili anche gli attimi in cui il nostromo è moribondo. 

 

Mi piace il tuo stile, te l'ho già detto molte volte, e mi piacciono le tue avventure. Devo dire che i tuoi aiutanti, @Rica e @Andrea28, meritano un sacco di complimenti. Hanno infatti limato e dato maggior correttezza grammaticale al tuo racconto, senza snaturare il tuo stile, che è meraviglioso, divertente, fresco, reale, insomma il tuo marchio di fabbrica. 

 

Sono molto contenta di trovarti nel contest, così ci scambiamo commenti. 

 

Talia 

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2 ore fa, Talia ha detto:

Ciao @flambar, che bomba il tuo racconto! È vorticoso, fa venire il capogiro: ne succedono di tutti i colori.

Le tue storie sono sempre molto avvincenti, mi inchiodano al monitor e tengono alta la curiosità fino in fondo. 

 

La storia che ci racconti questa volta è l'avventura di un nostromo che ha preso in simpatia un ragazzo e cerca di proteggerlo, arrivando a pagare con la vita. Nonostante la storia abbia questo risvolto drammatico tu riesci, con la tua ironia e il tuo modo di affrontare la vita con leggerezza (ma mai con superficialità), a rendere accettabili anche gli attimi in cui il nostromo è moribondo. 

 

Mi piace il tuo stile, te l'ho già detto molte volte, e mi piacciono le tue avventure. Devo dire che i tuoi aiutanti, @Rica e @Andrea28, meritano un sacco di complimenti. Hanno infatti limato e dato maggior correttezza grammaticale al tuo racconto, senza snaturare il tuo stile, che è meraviglioso, divertente, fresco, reale, insomma il tuo marchio di fabbrica. 

 

Sono molto contenta di trovarti nel contest, così ci scambiamo commenti. 

 

Talia 

Carissima @Talianell'arco della mia vita ho avuto il privilegio di avere sotto il mio comando migliaia di uomini che nelle mie mani affidavano anche la loro vita. Questo mi ha fatto scoprire che da soli anche se si è bravi, il livello del nostro valore  equivale a zero. Grazie del tuo commento, a presto

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Racconto molto avvincente come sempre, ma anche divertente in più punti e toccante nel finale.

Non so se i tuoi assistenti ti hanno aiutato solo con l'ortografia e la "forma" del testo o se hanno anche aggiunto qualcosa alla storia, ma in ogni caso ti faccio i complimenti.

Bel lavoro, @flambar :D

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Ciao @flambar

 

Era un po' che non ti leggevo e devo dire che sei molto migliorato... credo dunque che sia ora di dedicarsi solo a qualche piccolo dettaglio in più di forma o di stile, mentre per il resto il racconto è ben solido, si legge facilmente e scorre via altrettanto bene.

Le avventure che racconti sono poi senz'altro affascinanti, ricche di situazioni, personaggi, posti e immagini.

Ne viene fuori un racconto fra il picaresco e il realismo-storico... insomma un vero e proprio racconto d'avventura che dal mare passa alla foresta pluviale.

Hai davvero tanto materiale di storie, luoghi e ricordi per poter scrivere romanzi e se la forma inizia ad essere quella di questo racconto, allora in tutta onestà credo che tu inizi ad avere tutte le carte in regola per poterti fare pubblicare.

Un sincero in bocca al lupo, dunque, per tutto...

 

Se tutto il racconto mi è piaciuto, ti segnalo solo alcune piccolezze che a mio gusto varierei o su cui ragionerei...

 

Prima fra tutte e in generale: fai attenzione ai vari doppi spazi che ti sono spesso sfuggiti fra le parole (non li segnalo uno ad uno, ma ce ne sono diversi sparsi in tutto il racconto).

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

Non appena toccata la terra ferma, il nostromo Francisco Rosario Igusi, un vecchio cileno dal viso avvizzito, mi portò in un bordello. Ero molto giovane, per questo lui era protettivo nei miei confronti. Mi trattava come un figlio. Così, per evitare che potessi intrattenere dei rapporti con prostitute, fonti inesauribili di guai e malattie, mi ordinò di aspettarlo in sala d'attesa mentre lui si appartava con una di loro.  

Lì per lì, la cosa passa abbastanza inosservata e si potrebbe pure sorvolare, ma io, sarò sincero, leggendo, ho visto come un controsenso in tutto questo e mi sono chiesto: se il nostromo temeva che le prostitute potessero "corrompere" il giovane fanciullo, perché portarlo in un bordello? Non avrebbe avuto più senso dirgli, vatti a fare un giro e ci rivediamo fra un'ora?

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

potevo farlo...con una prostituta!

Lei continuava a insistere. Dai…italiano…Dai…

Attenzione ai tre puntini di sospensione, che devono essere scritti attaccati all'ultima parola, ma staccati dalla seguente

Fra sopra e sotto, praticamente non c'è una forma corretta in cui li hai usati...

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

 Lascia … lascia … lu picciriddu che lo stai ammazzando

 

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

Gridavo di mollare perchè non riuscivo a respirare, ma lei mi ignorava.  

 

Nuovamente qui, mi pare quasi un controsenso: se lui non riusciva a respirare, come faceva a urlare?

Magari si potrebbe scrivere: "Non riuscivo quasi a respirare" oppure "mi sembrava di stare soffocando"... così rendi l'idea del soffocamento, ma comunque può urlare perché è più una sensazione che una realtà.

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

Il buttafuori del bordello, sentendo tutto quel trambusto, pensò  che io e il nostromo stavamo aggredendo la maitresse.

Qui ci starebbe ottimamente un bel congiuntivo: "stessimo aggredendo".

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

reagimmo con durezza.

 

Forse, più che il termine "durezza", userei il classico "forza" o altri simili.

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

Usciti dal carcere, ci rendemmo conto di essere nel bel mezzo di una foresta pluviale.  Così, tornammo indietro e provammo a chiedere un taxi ma i carcerieri non si degnarono neanche di aprire la porta di acciaio.

Trascorsa qualche ora, vedemmo uscire dal carcere un

Qui varierei la ripetizione di "carcere" (ad esempio "prigione") e anche del verbo "uscire".

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

Così, tornammo indietro e provammo a chiedere un taxi ma i carcerieri non si degnarono neanche di aprire la porta di acciaio.

Trascorsa qualche ora, vedemmo uscire dal carcere un camion con a bordo una ventina di soldati armati in uniforme. Disperati, chiedemmo un passaggio.

Qui varierei il termine "chiedere"... tra l'altro "chiedere un taxi" a qualcun altro non suona bene... "domandammo per un taxi" oppure: "domandammo se potevano chiamarci un taxi"...

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

sparavano addosso.

All’imbrunire, la sparatoria finì.

Anche qui, la ripetizione di "sparare/sparatoria" si potrebbe variare...

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

Como si estuviera follando, mi rispose con un filo di voce.

Lo scriverei fra virgolette alte, visto che stai riportando le sue esatte parole.

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

Mi accovacciai al fianco di Francisco e gli dissi di quella volta che lo accompagnai dall’urologo a Bangkok

Qui potresti variare il verbo "dire" con qualcosa di più ricercato o adatto alla situazione, ad esempio: "e gli raccontai di quella volta"...

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha detto:

Nel carcere si festeggiò la vittoria sul nemico. Boh. Io il nemico non l’avevo neanche visto, e

Eliminerei il "boh"... non serve a molto, secondo me... ed è molto... boh!

 

Ciao carissimo, in generale i miei complimenti: sei davvero molto, molto migliorato e questo è un racconto in tutto e per tutto, che vale la pena leggere!

 

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3 ore fa, Kuno ha detto:

Racconto molto avvincente come sempre, ma anche divertente in più punti e toccante nel finale.

Non so se i tuoi assistenti ti hanno aiutato solo con l'ortografia e la "forma" del testo o se hanno anche aggiunto qualcosa alla storia, ma in ogni caso ti faccio i complimenti.

Bel lavoro, @flambar :D

Insigne @Kuno un uomo da solo non vale un fagiolo,  sono fermamente convinto che anche i grandi scrittori come in tutte le nostre attività se non ci  rivolgiamo a gli altri rimarremo sempre dei mediocri, tutti sanno i miei limiti ed anche io li conosco, come li conoscevano i loro limiti  C. Colombo, Galileo Galilei, Einstein, Hemingway ecc... ecc...qua è un gioco perchè mai dovrei barare? Oh! se ci sono dei premi in denaro stai sicuro che barerò. Ti auguro una buona settimana tanta fortuna 

 

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15 minuti fa, AndC ha detto:

Ciao @flambar

 

Era un po' che non ti leggevo e devo dire che sei molto migliorato... credo dunque che sia ora di dedicarsi solo a qualche piccolo dettaglio in più di forma o di stile, mentre per il resto il racconto è ben solido, si legge facilmente e scorre via altrettanto bene.

Le avventure che racconti sono poi senz'altro affascinanti, ricche di situazioni, personaggi, posti e immagini.

Ne viene fuori un racconto fra il picaresco e il realismo-storico... insomma un vero e proprio racconto d'avventura che dal mare passa alla foresta pluviale.

Hai davvero tanto materiale di storie, luoghi e ricordi per poter scrivere romanzi e se la forma inizia ad essere quella di questo racconto, allora in tutta onestà credo che tu inizi ad avere tutte le carte in regola per poterti fare pubblicare.

Un sincero in bocca al lupo, dunque, per tutto...

 

Se tutto il racconto mi è piaciuto, ti segnalo solo alcune piccolezze che a mio gusto varierei o su cui ragionerei...

 

Prima fra tutte e in generale: fai attenzione ai vari doppi spazi che ti sono spesso sfuggiti fra le parole (non li segnalo uno ad uno, ma ce ne sono diversi sparsi in tutto il racconto).

 

Lì per lì, la cosa passa abbastanza inosservata e si potrebbe pure sorvolare, ma io, sarò sincero, leggendo, ho visto come un controsenso in tutto questo e mi sono chiesto: se il nostromo temeva che le prostitute potessero "corrompere" il giovane fanciullo, perché portarlo in un bordello? Non avrebbe avuto più senso dirgli, vatti a fare un giro e ci rivediamo fra un'ora?

 

Attenzione ai tre puntini di sospensione, che devono essere scritti attaccati all'ultima parola, ma staccati dalla seguente

Fra sopra e sotto, praticamente non c'è una forma corretta in cui li hai usati...

 

 

Nuovamente qui, mi pare quasi un controsenso: se lui non riusciva a respirare, come faceva a urlare?

Magari si potrebbe scrivere: "Non riuscivo quasi a respirare" oppure "mi sembrava di stare soffocando"... così rendi l'idea del soffocamento, ma comunque può urlare perché è più una sensazione che una realtà.

 

Qui ci starebbe ottimamente un bel congiuntivo: "stessimo aggredendo".

 

Forse, più che il termine "durezza", userei il classico "forza" o altri simili.

 

Qui varierei la ripetizione di "carcere" (ad esempio "prigione") e anche del verbo "uscire".

 

Qui varierei il termine "chiedere"... tra l'altro "chiedere un taxi" a qualcun altro non suona bene... "domandammo per un taxi" oppure: "domandammo se potevano chiamarci un taxi"...

 

Anche qui, la ripetizione di "sparare/sparatoria" si potrebbe variare...

 

Lo scriverei fra virgolette alte, visto che stai riportando le sue esatte parole.

 

Qui potresti variare il verbo "dire" con qualcosa di più ricercato o adatto alla situazione, ad esempio: "e gli raccontai di quella volta"...

 

Eliminerei il "boh"... non serve a molto, secondo me... ed è molto... boh!

 

Ciao carissimo, in generale i miei complimenti: sei davvero molto, molto migliorato e questo è un racconto in tutto e per tutto, che vale la pena leggere!

 

Caro @AndC Grazie del tu  commento e della pazienza che hai avuto nell'elencare i miei errori. Ti auguro una buona settimana e tanta fortuna 

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Ciao, amico @flambar . Le tue avventure sono sempre gradevoli, e qui si nota il potenziale anche grazie all'aiuto ricevuto (mi pare di capire) per la cura della forma. 

Certo, effettivamente ho notato un po' di frasi ricercate che in altri tuoi racconti non ho trovato (sono fresco di memoria visto che per partecipare al fdi avevo commentato il tuo più recente), dunque, come già detto sopra da altri, non so se c'è stata solo una revisione di forma. Ma, a conti fatti, risulta irrilevante visto che il risultato è stato un buonissimo racconto, in cui il tuo marchio di fabbrica ("biografico" e avventuroso), è presente come al solito. Detto questo, ti saluto. Alla prossima ( :

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40 minuti fa, Rhomer ha detto:

Ciao, amico @flambar . Le tue avventure sono sempre gradevoli, e qui si nota il potenziale anche grazie all'aiuto ricevuto (mi pare di capire) per la cura della forma. 

Certo, effettivamente ho notato un po' di frasi ricercate che in altri tuoi racconti non ho trovato (sono fresco di memoria visto che per partecipare al fdi avevo commentato il tuo più recente), dunque, come già detto sopra da altri, non so se c'è stata solo una revisione di forma. Ma, a conti fatti, risulta irrilevante visto che il risultato è stato un buonissimo racconto, in cui il tuo marchio di fabbrica ("biografico" e avventuroso), è presente come al solito. Detto questo, ti saluto. Alla prossima ( :

@Rhomer Grazie del commento. alla prossima

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Mi è piaciuto molto questo racconto strutturato come un memoriale.

Ci sono delle parti divertenti, ottime immagini, e la puttana che poetizza è affascinante. C'è un mondo diverso, la storia di una vita e di una crescita, quella del giovanotto. C'è avventura e la classica attitudine da marinai.

Bello.

Aggiungo che la somiglianza di @flambar con Burt Reynolds dà quel tocco di baffo macho in più che mi ha fatto assaporare meglio questo spezzone di vita.

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Requiem Aetrnam, quale onore il il Lord delle Menzioni,, il King dell'oltre Tomba, Bandito dal Mi, l'eccellentissimo @simone volponi che mi commenta Grazie

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Di fronte all'alta uniforme ho un certo timore reverenziale nell'espormi a te. Posso dire che sei un po' il Corto Maltese del WD, oppure mi stivi in consegna a furia di calci nel sedere?

Nel filone unico dell'avventura il racconto si apre con i toni leggeri e frivoli da commedia per poi sfociare in quelli del dramma.

Come unica osservazione ho soltanto una sciocchezza: si intuisce che il nemico deve essre una fazione ribelle al potere costituito ma lo specificherei meglio invece del generico nemico, altrimenti sembra che abbiano effettivamente fatto la guerra agli alberi.

La maitresse sarà pure una pazza infoiata ma ha declamato una lirica intensa.

Grazie per questa ennesima avventura.

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7 ore fa, Vincenzo Iennaco ha scritto:

Di fronte all'alta uniforme ho un certo timore reverenziale nell'espormi a te. Posso dire che sei un po' il Corto Maltese del WD, oppure mi stivi in consegna a furia di calci nel sedere?

Nel filone unico dell'avventura il racconto si apre con i toni leggeri e frivoli da commedia per poi sfociare in quelli del dramma.

Come unica osservazione ho soltanto una sciocchezza: si intuisce che il nemico deve essre una fazione ribelle al potere costituito ma lo specificherei meglio invece del generico nemico, altrimenti sembra che abbiano effettivamente fatto la guerra agli alberi.

La maitresse sarà pure una pazza infoiata ma ha declamato una lirica intensa.

Grazie per questa ennesima avventura.

@Vincenzo IennacoCerto è necessario approfondire ma mi è un po difficile nello spazio di 8000 caratteri comunque mi metterò con impegno a falli stare. Grazie di avermi commentato a rileggerci

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@flambar ti rispondo qui, non mi sembra giusto intasare il racconto di @Shikana che hai usato per rispondere a me senza neanche commentarlo.

Comunque, dicevi:

 

dovresti anche chiedere cosa ci stiamo a fare e quale è il motivo della nostra iscrizione a questo forum, se non abbiamo bisogno degli altri per migliorarci un consulto con chi si ha fiducia è lecito ed è anche istruttivo, in tutti i mestieri e le professioni grazie a Dio, anche i preti si consultano per un parere. Esempio: poniamo il caso che uno scrittore sta scrivendo un  romanzo a un certo punto del romanzo ha a che fare con l'acqua di mare o della vita che conducano i marinai a bordo le navi da carico cosa dovrei fare? gli dico chiudi tutto cambia mestiere non è per te. Buona serata 

 

Ecco, io non capisco cosa vuoi dire e, nello specifico, non capisco cosa vuoi dire a me. Oltre il fatto che io ho commentato i tuoi primi brani, in modo anche approfondito e dettagliato, questo sotto il quale sto scrivendo, per tua stessa affermazione riporta quanto segue.

 

Il 23/6/2019 alle 14:29, flambar ha scritto:

Con aiuto formale di @Rica e @Andrea28

 

Quindi capisco ancora meno. Visto che l'aiuto ti è stato dato e nessuno, a perte me ma proprio in WD, ha mai usato parole dure ti "cambia mestiere non è per te."

Ho solo specificato che questo intervento non c'è stato sul testo di shikana, ho solo fatto presente che nessuna parte del suo lavoro mi ha vista intervenire se non come lettrice.

 

Boh! Certe volte mi passa la voglia...

... anche di dare una mano, nel mio piccolissimo e con le mie scarse capacità, a chi la chiede, visti i risultati.

Buon proseguimento di FdL, e buona giornata a te.

 

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1 ora fa, Rica ha scritto:

@flambar ti rispondo qui, non mi sembra giusto intasare il racconto di @Shikana che hai usato per rispondere a me senza neanche commentarlo.

Comunque, dicevi:

 

dovresti anche chiedere cosa ci stiamo a fare e quale è il motivo della nostra iscrizione a questo forum, se non abbiamo bisogno degli altri per migliorarci un consulto con chi si ha fiducia è lecito ed è anche istruttivo, in tutti i mestieri e le professioni grazie a Dio, anche i preti si consultano per un parere. Esempio: poniamo il caso che uno scrittore sta scrivendo un  romanzo a un certo punto del romanzo ha a che fare con l'acqua di mare o della vita che conducano i marinai a bordo le navi da carico cosa dovrei fare? gli dico chiudi tutto cambia mestiere non è per te. Buona serata 

 

Ecco, io non capisco cosa vuoi dire e, nello specifico, non capisco cosa vuoi dire a me. Oltre il fatto che io ho commentato i tuoi primi brani, in modo anche approfondito e dettagliato, questo sotto il quale sto scrivendo, per tua stessa affermazione riporta quanto segue.

 

 

Quindi capisco ancora meno. Visto che l'aiuto ti è stato dato e nessuno, a perte me ma proprio in WD, ha mai usato parole dure ti "cambia mestiere non è per te."

Ho solo specificato che questo intervento non c'è stato sul testo di shikana, ho solo fatto presente che nessuna parte del suo lavoro mi ha vista intervenire se non come lettrice.

 

Boh! Certe volte mi passa la voglia...

... anche di dare una mano, nel mio piccolissimo e con le mie scarse capacità, a chi la chiede, visti i risultati.

Buon proseguimento di FdL, e buona giornata a te.

 

@Rica Ti chiedo scusa,  se per  colpa della mia ignoranza ti ho fatto capire il contrario delle mie intenzioni.  È mio desiderio nei limiti del possibile farti sapere che io  qualsiasi cosa faccio sono sempre in buona fede.

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@flambar ciao capitano! Un bel racconto dal gusto avventuroso. Mi è piaciuto tanto il ritmo, infatti la storia si segue con l’interesse dall’inizio alla fine e si rimane incollati alle parole chiedendosi dove andrai a parare. Il lutto non è proprio centrale, arriva quasi alla fine, però è una buona prova. Bravo. Al di là dell’aiuto ricevuto, che spero possa farti migliore e imparare cose nuove, le tue storie sono piene del vissuto. Fai conoscere al lettore mondi nuovi e diversi e questo è sicuramente il pregio della tua narrativa. Continua così! A rileggerci! Buon contest!

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@flambar! Che dire... mi hai fatto vivere un’esperienza a mille all’ora, tra paura, coraggio, quell’ironia tagliente che non guasta mai e la tristezza; mi hai fatto commuovere.

Il finale ha contribuito a far scendere due lacrime!

Lode a te! :) 

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Ciao @flambar .

Ecco cos'è una tua storia migliorata (quasi perfetta) nella sintassi e nella grammatica!

Ti stai impegnando moltissimo, ma sai di aver ancora tanto da imparare, allora è buona l'idea di farti aiutare da chi può sistemare un poco le tue storie senza snaturarle.

Continua ad insistere, ad ascoltare con attenzione chi legge e commenta i tuoi racconti qui in officina e probabilmente arriverai anche tu a scrivere molto bene oltre che scrivere cose interessanti ed appassionanti.

Ricorda anche che chi scrive benissimo ma non ha nulla da raccontare (e non ha la fantasia necessaria per inventarle delle cose che siano interessanti per i lettori) è enormemente svantaggiato rispetto a chi scrive meno bene ma ha un mare (tu ce l'hai sia in senso metaforico, sia in senso letterale) di esperienze e di storie da narrare.

Quindi continua così!

 

Venendo a questa tua storia: ci sono, come capita spesso di leggere da te, episodi o piccoli intermezzi decisamente buffi e raccontati con delicata (quasi ingenua) ironia. "Ingenua" non vuol dire "sciocca", bada bene: io intendo dire "genuina", "non artificiale", non costruita apposta (il che saprebbe di artefatto, quasi di falso). Affiancare questa ironia ad episodi drammatici o tristi è una cosa molto valida, caratterizza il tuo personaggio come un uomo che sa, ha imparato a vivere la vita. Il comandante che ci racconti è un uomo che ha guadagnato la propria autorità con la fatica, il lavoro, l'esperienza. Sa dominare gli imprevisti, qualche volta è aiutato dalla fortuna ed è un uomo sensibile e onesto che affronta la vita come ha sempre affrontato il mare: con grande rispetto, ma con fermezza.

Qui il personaggio è ancora giovane e molto inesperto, è ancora di là dal diventare comandante, però è pur sempre lui, il comandante, a raccontare.

Ecco: permettimi di spiegarti un piccolo dettaglio di tecnica narrativa che si trova sempre nelle tue storie (in tutte le storie, in effetti) e che tu naturalmente usi (ma che puoi imparare a "controllare", e ciò ti può dare delle possibilità in più nella costruzione dei tuoi racconti).

In un racconto si distinguono "il tempo della storia" e "il tempo della narrazione".

Il tempo della storia è il tempo nel quale si svolgono i fatti narrati. In questo tuo racconto il protagonista era molto giovane: dal momento che i tuoi racconti sono autobiografici, noi, che ti conosciamo, possiamo collocare la storia grossomodo tra gli anni sessanta e settanta del secolo scorso (diciamo). Di sicuro non nel Medioevo e neppure nel 2015. Per il lettore non è superfluo poter riconoscere un periodo storico, o comunque sapere quanto distante nel passato è collocata la vicenda, sappilo.

Poi esiste il tempo della narrazione: chi racconta la storia può farlo dall'oggi (2019, più o meno, e questo periodo rimarrà tale anche se si leggerà la storia fra cinquant'anni), può farlo "dal presente del lettore" (e che un lettore lo legga oggi o fra cinquant'anni la storia gli si presenterà sempre allo stesso modo), oppure può farlo dal tempo della storia (facendo coincidere il tempo in cui si narra con il tempo in cui si svolgono i fatti narrati). Il risultato sarà un racconto "in diretta" (la storia sarà narrata al tempo che si chiama presente, anche se il protagonista è un antico romano e il lettore sarà trasportato – almeno questa dovrà essere la sensazione che gli dà il narratore – al tempo dei fatti).

Scusa se mi sono permesso di usare questo spazio per fare il professorino. Ma un bravo autore (o colui che aspirerebbe a diventarlo) di cose ne deve sapere tante e deve imparare ad averle tutte sotto controllo, così come il comandante di un motopescherccio oceanico deve avere sotto controllo la potenza dei motori, come la bussola, come la rotta, come il vento e lo scarroccio. Non sono nemmeno tutte e nessuna di queste da sola basta per governare la nave, ma tutte sono importanti e ciscuna ha un suo ruolo.

Per lo scrittore il tempo è una di queste cose importanti (e io non ti ho dato che una piccola infarinatura su questo argomento. Ci sono molte sfaccettature sul tema del tempo, ma non vorrei arrivare a confonderti le idee).

 

Per chiudere il mio commento, torno al racconto: ho trovato molto, molto bello il finale. Diviso fra il tempo dei fatti e quell'ultima riga nel quale la storia fa un repentino salto aventi di tre anni, alla nascita del primogenito. Salto che è l'omaggio a quello sfortunato maestro di vita, che il narratore ha scelto di non dimenticare.

 

A rileggerti.

:)

 

 

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Il 23/6/2019 alle 23:36, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

@flambarDimenticavo, con la poesia hai driblato, ma va bene così. 

 

7 ore fa, queffe ha scritto:

Ciao @flambar .

Ecco cos'è una tua storia migliorata (quasi perfetta) nella sintassi e nella grammatica!

Ti stai impegnando moltissimo, ma sai di aver ancora tanto da imparare, allora è buona l'idea di farti aiutare da chi può sistemare un poco le tue storie senza snaturarle.

Continua ad insistere, ad ascoltare con attenzione chi legge e commenta i tuoi racconti qui in officina e probabilmente arriverai anche tu a scrivere molto bene oltre che scrivere cose interessanti ed appassionanti.

Ricorda anche che chi scrive benissimo ma non ha nulla da raccontare (e non ha la fantasia necessaria per inventarle delle cose che siano interessanti per i lettori) è enormemente svantaggiato rispetto a chi scrive meno bene ma ha un mare (tu ce l'hai sia in senso metaforico, sia in senso letterale) di esperienze e di storie da narrare.

Quindi continua così!

 

Venendo a questa tua storia: ci sono, come capita spesso di leggere da te, episodi o piccoli intermezzi decisamente buffi e raccontati con delicata (quasi ingenua) ironia. "Ingenua" non vuol dire "sciocca", bada bene: io intendo dire "genuina", "non artificiale", non costruita apposta (il che saprebbe di artefatto, quasi di falso). Affiancare questa ironia ad episodi drammatici o tristi è una cosa molto valida, caratterizza il tuo personaggio come un uomo che sa, ha imparato a vivere la vita. Il comandante che ci racconti è un uomo che ha guadagnato la propria autorità con la fatica, il lavoro, l'esperienza. Sa dominare gli imprevisti, qualche volta è aiutato dalla fortuna ed è un uomo sensibile e onesto che affronta la vita come ha sempre affrontato il mare: con grande rispetto, ma con fermezza.

Qui il personaggio è ancora giovane e molto inesperto, è ancora di là dal diventare comandante, però è pur sempre lui, il comandante, a raccontare.

Ecco: permettimi di spiegarti un piccolo dettaglio di tecnica narrativa che si trova sempre nelle tue storie (in tutte le storie, in effetti) e che tu naturalmente usi (ma che puoi imparare a "controllare", e ciò ti può dare delle possibilità in più nella costruzione dei tuoi racconti).

In un racconto si distinguono "il tempo della storia" e "il tempo della narrazione".

Il tempo della storia è il tempo nel quale si svolgono i fatti narrati. In questo tuo racconto il protagonista era molto giovane: dal momento che i tuoi racconti sono autobiografici, noi, che ti conosciamo, possiamo collocare la storia grossomodo tra gli anni sessanta e settanta del secolo scorso (diciamo). Di sicuro non nel Medioevo e neppure nel 2015. Per il lettore non è superfluo poter riconoscere un periodo storico, o comunque sapere quanto distante nel passato è collocata la vicenda, sappilo.

Poi esiste il tempo della narrazione: chi racconta la storia può farlo dall'oggi (2019, più o meno, e questo periodo rimarrà tale anche se si leggerà la storia fra cinquant'anni), può farlo "dal presente del lettore" (e che un lettore lo legga oggi o fra cinquant'anni la storia gli si presenterà sempre allo stesso modo), oppure può farlo dal tempo della storia (facendo coincidere il tempo in cui si narra con il tempo in cui si svolgono i fatti narrati). Il risultato sarà un racconto "in diretta" (la storia sarà narrata al tempo che si chiama presente, anche se il protagonista è un antico romano e il lettore sarà trasportato – almeno questa dovrà essere la sensazione che gli dà il narratore – al tempo dei fatti).

Scusa se mi sono permesso di usare questo spazio per fare il professorino. Ma un bravo autore (o colui che aspirerebbe a diventarlo) di cose ne deve sapere tante e deve imparare ad averle tutte sotto controllo, così come il comandante di un motopescherccio oceanico deve avere sotto controllo la potenza dei motori, come la bussola, come la rotta, come il vento e lo scarroccio. Non sono nemmeno tutte e nessuna di queste da sola basta per governare la nave, ma tutte sono importanti e ciscuna ha un suo ruolo.

Per lo scrittore il tempo è una di queste cose importanti (e io non ti ho dato che una piccola infarinatura su questo argomento. Ci sono molte sfaccettature sul tema del tempo, ma non vorrei arrivare a confonderti le idee).

 

Per chiudere il mio commento, torno al racconto: ho trovato molto, molto bello il finale. Diviso fra il tempo dei fatti e quell'ultima riga nel quale la storia fa un repentino salto aventi di tre anni, alla nascita del primogenito. Salto che è l'omaggio a quello sfortunato maestro di vita, che il narratore ha scelto di non dimenticare.

 

A rileggerti.

:)

 

 

Carissimo @queffe  Mi sento soddisfatto e lieto che un supercritico del  tuo spessore si prenda cura di commentare cosi profondamente un mio racconto, Grazie studierò a fondo le tue parole. Ti auguro una buona settimana e tanta fortuna 

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8 ore fa, Sarettyh ha scritto:

@flambar! Che dire... mi hai fatto vivere un’esperienza a mille all’ora, tra paura, coraggio, quell’ironia tagliente che non guasta mai e la tristezza; mi hai fatto commuovere.

Il finale ha contribuito a far scendere due lacrime!

Lode a te! :) 

@Sarettyh carissima, ti ringrazio del lode che mi regali. Ti auguro una buona settimana e tanta fortuna

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8 ore fa, Emy ha scritto:

@flambar ciao capitano! Un bel racconto dal gusto avventuroso. Mi è piaciuto tanto il ritmo, infatti la storia si segue con l’interesse dall’inizio alla fine e si rimane incollati alle parole chiedendosi dove andrai a parare. Il lutto non è proprio centrale, arriva quasi alla fine, però è una buona prova. Bravo. Al di là dell’aiuto ricevuto, che spero possa farti migliore e imparare cose nuove, le tue storie sono piene del vissuto. Fai conoscere al lettore mondi nuovi e diversi e questo è sicuramente il pregio della tua narrativa. Continua così! A rileggerci! Buon contest!

@Emy carissima mi ha fatto piacere il tuo commento sono contento e soddisfatto che sia di tuo gradimento. Ti auguro una settimana di felicità e tanta fortuna . A presto

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