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Fraudolente

Giallo storico e disordine cronologico

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Due opzioni:

1)      la trama gestita in ordine rigorosamente cronologico;

2)      la trama gestita facendo riferimento a oggi e citando le “scoperte” secondo l’ordine in cui vengono fatte.

Sembra una stupidaggine ma, in un giallo, la scelta può sconvolgere la narrazione.

Un esempio? Il lettore, e non il protagonista, è onnisciente. Per intenderci: Hercule Poirot (si parva licet…)  ne sa meno del lettore!

Sono, al momento, pieno di dubbi, ma propendo per la numero due.

Anche se temo che il disordine cronologico possa disturbare il lettore.

Consigli?

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4 minuti fa, Fraudolente ha detto:

2)      la trama gestita facendo riferimento a oggi e citando le “scoperte” secondo l’ordine in cui vengono fatte.

 

Molto intrigante questa seconda opzione, ma sarebbe fattibile in pochi casi, secondo me, per non ingenerare confusione nel lettore.

Ad esempio, se il protagonista fosse l'ispettore, o commissario, deputato alla soluzione del caso, e tenesse, per modo di dire, un diario dei suoi progressi. E inserendo man mano retrospettive sui personaggi coinvolti.

Però, il termine giallo storico complica un po' le cose. Forse chi conduce le indagini non è contemporaneo della vittima? Allora è un bel problema la seconda opzione... ;)

:ciaociao: @Fraudolente

 

da Zaza

 

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12 minuti fa, Poeta Zaza ha detto:

Forse chi conduce le indagini non è contemporaneo della vittima?

Chi conduce l'indagine è contemporaneo. Ma le "motivazioni" sono antiche, e il mio Hercule Poirot non le conosce tutte, mentre tutte sono ben note al lettore.

Per intenderci: Tizio ha queste notizie, Caio ne ha altre, e il lettore le ha tutte. E la cronologia va a farsi benedire!

In pratica, i racconti sono tre, ben distinti, e abbracciano tutti epoche diverse.

Vado oltre: Hercule non risolverà l’enigma, rimarrà con il dubbio. Il lettore, invece… 

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Adesso, Fraudolente ha detto:

Chi conduce l'indagine è contemporaneo.

contemporaneo nostro o della vittima?

Adesso, Fraudolente ha detto:

Ma le "motivazioni" sono antiche, e il mio Hercule Poirot non le conosce tutte, mentre tutte sono ben note al lettore.

Per intenderci: Tizio ha queste notizie, Caio ne ha altre, e il lettore le ha tutte. E la cronologia va a farsi benedire!

In pratica, i racconti sono tre, ben distinti, e abbracciano tutti epoche diverse.

Vado oltre: Hercule non risolverà l’enigma, rimarrà con il dubbio. Il lettore, invece… 

 

Devo confessarti che non sono certa di avere capito... Quindi, la vittima potrebbe essere Giulio Cesare? Di cui tutti noi lettori sappiamo gli assassini? 

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5 minuti fa, Fraudolente ha detto:

 

In pratica, i racconti sono tre, ben distinti, e abbracciano tutti epoche diverse.

Vado oltre: Hercule non risolverà l’enigma, rimarrà con il dubbio. Il lettore, invece… 

 

Ah ... Agatha Christie  non poteva conoscere eventi successivi al 1975. Ergo, Poirot può non avere gli elementi necessari a risolvere un delitto, che invece potrebbero avere i lettori del 2019.

È così, @Fraudolente;)

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34 minuti fa, Fraudolente ha detto:

Sembra una stupidaggine ma, in un giallo, la scelta può sconvolgere la narrazione.

Certo che la sconvolge... 

È una tecnica che ho usato, anche se era un poliziesco e non uno storico: per tutto il romanzo il lettore è sempre in vantaggio sul commissario; gli manca però un particolare fondamentale per capire come sono andati realmente i fatti.  E quello lo scopriranno assieme, commissario e lettore.  Non sta a me giudicare la resa, ovviamente, ma... io voto 2. ;)

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3 minuti fa, Poeta Zaza ha detto:

Quindi, la vittima potrebbe essere Giulio Cesare?

No, solo il movente è antico. Hercule (o Gretije de Witt...) non conosce tutti i dati, e rimarrà nel dubbio.

 

4 minuti fa, Marcello ha detto:

Non sta a me giudicare la resa, ovviamente, ma... io voto 2. ;)

Uh, uh, uh! Vedremo... Già mi tremano le vene e i polsi!

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1 ora fa, Fraudolente ha detto:

1)      la trama gestita in ordine rigorosamente cronologico;

2)      la trama gestita facendo riferimento a oggi e citando le “scoperte” secondo l’ordine in cui vengono fatte.

 

 

Credo che siano, in fondo, la stessa cosa. Cioè, se le "scoperte" sono presentate "secondo l’ordine in cui vengono fatte", sono presentate in ordine cronologico, no? L'importante è mettere il delitto all'inizio. Poi (ma questo è più difficile) se anche l'assassino è presente già all'inizio del giallo, è ancora più divertente da scrivere. Io ne sto scrivendo uno adesso in cui l'assassina non sa nemmeno di aver commesso il delitto; e compare già nella prima pagina della storia e addirittura, in un certo senso, aiuta il commissario che investiga, fornendogli qualche informazione utile, essendo — appunto —  ignara, o quasi, di essere lei l'assassina. ;)

 

1 ora fa, Fraudolente ha detto:

Il lettore, e non il protagonista, è onnisciente. Per intenderci: Hercule Poirot (si parva licet…)  ne sa meno del lettore!

 

Questo è fondamentale, altrimenti non c'è gusto.

 

43 minuti fa, Fraudolente ha detto:

Già mi tremano le vene e i polsi!

 

Esagerato :lol::lol::lol:

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Ciao @Fraudolente, non so se potrò esserti di aiuto, ma provo a buttarti lì una suggestione:

14 ore fa, Fraudolente ha detto:

Due opzioni:

1)      la trama gestita in ordine rigorosamente cronologico;

2)      la trama gestita facendo riferimento a oggi e citando le “scoperte” secondo l’ordine in cui vengono fatte.

Queste erano le due opzioni che si erano presentate pure a me, ma non mi convinceva la resa né dell'una né dell'altra nel mio caso. Quindi ho optato per una terza opzione: ho fatto della vittima il protagonista; l'omicidio quindi arriva alla fine e il lettore sa perché la vittima è stata ammazzata, ed è in grado di farsi una sua idea su chi sia stato. Insomma, ordine cronologico sì, ma del tutto diverso il punto di vista: ho rigirato il romanzo. Poi nella mia idea originale, così come l'ho presentata agli editori, il lettore sapeva già da subito che il protagonista sarebbe morto (quindi, in un certo senso, il lettore era chiamato a indagare durante il romanzo), perché lo leggeva nel prologo (di cui i beta-lettori che ho avuto, però, si sono tutti dimenticati nel corso della lettura :S); l'editore ha preferito spostare il prologo facendolo diventare una postfazione. In questo modo il romanzo ha perfino cambiato genere, ma la resa non mi dispiace per niente :)

Modificato da Miss Ribston

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