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Anglares

Affonda

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@Anglares Per il momento questo. In genersle molto bella. In particolare

35 minuti fa, Anglares ha detto:

Diverso, sconosciuto, affonda, abito nuovo o vecchio di me che non sono

Stupendo!

Per il resto la ricopio in word, sistemo i versi nella posizione canonica e ci ragiono su. Ahahaha. Un verso qui, un verso là, non riesco a visualizzarla eh. Mea culpa, ovviamente. Ciao Ang. :super:

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@Roberto Ballardini ciao!

 

Grazie, passa quando vuoi. Intanto visto visto il caldo ti offro un brindisi virtuale :festeggiamo:

18 minuti fa, Roberto Ballardini ha detto:

Per il resto la ricopio in word, sistemo i versi nella posizione canonica e ci ragiono su.

Attenzione perché nell'impaginazione c'è parte del messaggio. ;)

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4 minuti fa, Anglares ha detto:

Attenzione perché nell'impaginazione c'è parte del messaggio. 

:)  Tanto non ci arrivo fin lì. Mi accontento dei contenuti, o parte dei contenuti, e...

5 minuti fa, Anglares ha detto:

ti offro un brindisi virtuale 

nel frattempo ne stappo una, per dare corpo alla virtualità eh. Ciao! :super:

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@Anglares avrei voluto fare le cose con ordine, rispondere al bellissimo commento che mi hai lasciato e dopo prendermi del tempo per leggere qualcosa di tuo. Ma ormai ho letto e non posso resistere.

Amo lo schema che adotti, lo amo come ho amato gli esperimenti grafici di Mallarmé, o la scrittura potenziale di Perec. Queste modalità d'espressione libere, che sollecitano la parola come "segno sulla pagina", provano che qualunque schema o forma precostruita è fallimentare se non viene usata nel modo giusto, ovvero per sollecitare il contenuto e accompagnarne lo sviluppo anche a livello formale/visivo. 

Ecco che cosa funziona in questa poesia; la disposizione delle parole ci guida nella lettura, ci da l'impressione che ogni frammento sia isolato e ci induce a balzare da un tratto all'altro, affermando intuizioni e parole, affondando insieme a te.

 

1 ora fa, Anglares ha detto:

E affonda

                                                              in un flusso liquido

                       indifferenza affonda

                                                          annaspa lordato il respiro

                                             affonda ciò che è grave

           al peso di pensieri affondati

                                 Storia affonda

                                                             che il pensiero è un’intuizione                   

                                 e poi…

 

Mi riferisco in particolare a questa parte che ha saputo guidarmi dentro ad un realtà diversa, altra - quella dell'intuizione, della rivelazione simbolica? Probabilmente fare interpretazioni di questo tipo sarebbe azzardato poiché potrebbe trattarsi anche solo dell'atto di scrivere o del ricordo (come mi fa pensare quel verso: "abito nuovo o vecchio di me") - nella quale sprofondo saltando da un impressione all'altra, trovando indifferenza, pensieri gravi, pensieri persi, trovando me. Sprofondando insomma in quel mare di sentimenti che l'uomo contiene nella sua soggettività.

 

1 ora fa, Anglares ha detto:

Il disarmo della parola

lo scandalo della purezza

                                                                                                      Voce sporcata

                                                                                                   d’ogni intenzione lavata

               Sei qui?

 

L'inizio mi convince di meno. In particolare è quel "d'ogni" lasciato da solo a lasciarmi perplessa. 

Ma la mia perplessità si limita al livello formale. 

Infatti ho apprezzato quella chiamata alla "voce senza intenzione". L'inizio determina il tutto del componimento, disegna una cornice e una situazione.

Un interrogare se stessi, cercare quella zona di sé dove non c'è intenzione ma liricità, emozione.

 

Ad ogni modo le tue poesie offrono sempre una domanda importante sull'altro stesso di scrivere, o almeno io sento ancora questo leggendoti. Chi lo sa.

 

Ciao, a rileggerti presto!

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@Exairesi grazie per la tua lettura.

 

11 minuti fa, Exairesi ha detto:

Amo lo schema che adotti, lo amo come ho amato gli esperimenti grafici di Mallarmé, o la scrittura potenziale di Perec.

Che paragoni! Mi onorano.

Sai, la grafica è una forma di punteggiatura, ci costringe a delle pause, a degli accostamenti e permette la creazione di molte analogie tra le parole. Può amplificarne l'eco.

 

15 minuti fa, Exairesi ha detto:

Ad ogni modo le tue poesie offrono sempre una domanda importante sull'altro stesso di scrivere, o almeno io sento ancora questo leggendoti. Chi lo sa.

Beh, avendo un interesse per la metalinguistica è inevitabile. Scrivere è un atto stesso di riflessione sullo scrivere. Inoltre è ogni atto creativo è allo stesso tempo un atto artistico, etico e sociale. Si tratta di portare questa consapevolezza nel proprio linguaggio.

 

Grazie ancora, a presto.

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Ciao @Anglares

14 ore fa, Anglares ha detto:

 

Il disarmo della parola

lo scandalo della purezza

                                                                                                      Voce sporcata

                                                                                    d’ogni intenzione lavata

               Sei qui?

Mi piace moltissimo l'apertura. Il disarmo è di per sé una parola bellissima ma che non chiarisce subito il soggetto: è la parola ad essere disarmata o è la parola che disarma? Io opto per la prima, perché la strofa dopo mi pone davanti al dualismo fra significato e significate - il senso e il verso, e mi rende pallida la parola confrontata con le cose che dice, l'emozione forse che vuole comunicare. 

La voce sporcata mi porta al centro di questo dualismo: voce è connubio di parola e senso, ragione ed emozione perché diretta espressione di un'essere da cui scaturisce, carica -sporca- del suo vissuto attuale. 

Il pezzo dopo, però, "d'ogni intenzione lavata" mi aggiunge qualcosa: mi sembra tu stia cercando l'espressione pura di qualcosa, quasi che il centro della ricerca fosse il vero nome delle cose nella loro essenza, bellezza e purezza, appunto. Non la parola che nasce dal voler comunicare - ogni comunicazione è il frutto di un'intenzione- ma la parola che nasce per esistere di per sé. Questo mi arriva in queste prime righe, ed è un discorso che a me emoziona sempre perché riguarda l'esistere delle cose scevro da tutto, un esistere libere che io assoccio alle ricerche più belle concettualmente. 

 

14 ore fa, Anglares ha detto:

Diverso, sconosciuto, affonda, abito nuovo o vecchio di me che non sono

Mi sembra che qui ad affondare sia l'essere diverso, sconosciuto, che è l'abito che vesti e che non riconosci. Il discorso che mi arriva si ricollega ai versi precedenti: la voce sporcata spoglia, una volta trovata, dell'alterità perché è essenza umana, comune al sentire di tutti e riconoscibile da tutti. È ciò che permette il balzo dal particolare, il singolo individuo, all'universale, la moltitudine degli individui nel loro insieme. Ciò che permette l'empatia, il sentire altrui come se fosse mio, e di farsene carico, ad ogni livello soggettivo. 

15 ore fa, Anglares ha detto:

E affonda

                                                              in un flusso liquido

                       indifferenza affonda

                                                          annaspa lordato il respiro

Qui sono incerta sulla parola indifferenza: è soggetto del primo affonda o è la caratterizzazione del flusso liquido? Dato che non trovo modi per capirlo, opto per la seconda lettura e il soggetto rimane il respiro, che seguendo il discorso di prima mi porta a due immagini: il fiato divino, in tutti senza distinzioni, che si manifesta nel respiro che ciascuno fa per vivere, e il respiro inteso invece come momento di liberazione. Finalmente, respiro. Ma nella tua poesia non c'è nessuna sensazione di libertà: il respiro affonda, inghiotte acqua, fatica ad esserci anche se ci prova, come se fosse sommerso da una lotta che lo vede più perdente che vincitore. E il fiato mi pare rappresenti qui tutto il discorso di prima in sintesi: la voce sporcata, la purezza, e quindi la spontaneità, l'atto creativo soggiogato che è un fatto umano, che sbatte le braccia e tenta di stare a galla nel mare che è l'indifferenza che lo circonda, tutto il resto delle cose -quotidiane, superficiali e necessarie in questa vita. Io vedo quindi una specie di lotta fra un essere - il senso, l'atto creatico - e un esserci - la parola che ambisce all'essere senza il suo vestito: un ascesa estetica. 

 

15 ore fa, Anglares ha detto:

affonda ciò che è grave

           al peso di pensieri affondati

                                 Storia affonda

                                                             che il pensiero è un’intuizione                   

                                 e poi…

Guardando questo pezzo cambio idea: indifferenza può  essere soggetto, prima, ma allora la leggo come non-differenza, che affonda col respiro. 

Poi qui mi viene una domanda che prima non mi veniva: dove affonda, tutto questo? In te? O nel respiro stesso? Cos'è questo flusso liquido? Il pensiero? Opto per quest'ultima lettura che insieme è condanna e redenzione e mi piace da matti: il pensiero che imbroglia e annega, che si fa pieno e rende indistinti, che cambia vestiti e poi li toglie, che è mugugno e intuizione, un calderone in cui, se mischi bene ingredienti giusti con mezzi adeguati, compare l'insight, la fulminazione e il bello e il vero appaiono, in loro stessi. 

 

Forse, probabile, l'ho fraintesa tutta, e se così spiegami per favore, ma mi è piaciuta molto, davvero. 

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@Shikana ciao, 

 

Di certo la linearità non mi appartiene come autore. Scrivendo ho pensato a diversi livelli di lettura, tra cui rientra anche il tuo e comunque ogni significato ulteriore che viene scoperto leggendo ha il suo spazio.

Altro punto importante è il legame tra i versi che non deve essere ferreo. La scelta delle parole deve permettere un risuonare dei significati anche oltre la sequenza dei versi. Cerco l'analogia. Quella Surreale che attinge alla radice del senso, fino a quella osservata da Deleuze nel processo di allentamento di questi legami. Ecco che il collante risiede in chi legge, e se si sono scelte bene le parole si parla direttamente alla parte attiva della sua immaginazione. È il lettore a essere produttivo.

Dunque andando alle direttrici di significato che provo a lanciare, una riguarda la ricerca di un'autenticità nella parola, l'altra è il rapporto di questa autenticità con il mondo: allora ciò che è diverso, altro, come entra in rapporto con il modo in cui produco i miei significati? Affonda, sebbene ho tolto dal testo tutti i riferimenti più diretti, allude anche a ciò che accade nel Mediterraneo di questi tempi, ma non volevo fosse una poesia su questo, quindi è solo un eco. C'è il pensiero liquido ma anche la necessità del suo opposto, il bisogno di coagulare ordine nei valori, delle parole e non solo. Così abbiamo delle frasi poco legate, una grafica fluida, eppure quella parola rispetta una geometria. Cade verticalmente in tutto il componimento, affonda appunto, fino al penultimo verso, volutamente inesatto: pensare è più di intuire, perché interessa la nostra dimensione concettuale. Chiudo con un'ultima parola sospesa, che in fondo è una domanda. Rispettando la geometria dovrebbe esserci una parola: affonda. Ma non c'è. A cosa penserà chi legge?

So che probabilmente nessuno seguirà questa esatta linea interpretativa leggendo, eppure è lì, e entra in relazione con tutta una serie di altre porte aperte che il testo offre.

Così ho detto molto su come è stato costruito questo testo. Spero di non togliere nulla a chi lo leggerà successivamente, però mi sto rendendo conto che parlare dei meccanismi di scrittura è utile per tutti.

 

Grazie per la tua lettura.

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ciao @Anglares è così, di questi tempi tutto affonda. Il pensiero, la storia, i valori. Quindi, purtroppo, non dobbiamo meravigliarci più di tanto per quello che sta succedendo nel nostro mare. Ti dico la verità appena ho letto il titolo  ho pensato subito ai fatti di cronaca che stanno avvenendo nel mediterraneo ma leggendo la poesia sono rimasto un poco disorientato. Poi, anche grazie al tuo commento, ho capito. In effetti il tuo inserimento è di più ampio respiro e parla dell'annegamento dei nostri valori di cui i fatti di cronaca sono "solo" la conseguenza. Se posso fare una piccola riflessione (spero mi sia concesso) devo dirti che però pretendi molto dal lettore che rischia veramente anch'esso di affondare fra le righe di questo tuo componimento veramente ammirevole anche e soprattutto per il suo messaggio.

 

Saluti,

 

Intes

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Ciao @Anglares:rosa:molto particolare la tua poesia che mi convince e no. Come l'utente Exairesi, anche a me fa impazzire la struttura che adotti.

 

Il 22/6/2019 alle 20:05, Anglares ha detto:

        Affonda

 

Il disarmo della parola

lo scandalo della purezza

                                                                                                      Voce sporcata

                                                                                                   d’ogni intenzione lavata

               Sei qui?

Questa parte mi piace anche se è senza punteggiatura. E' astratta, stuzzica la mente e la fantasia.

 

Il 22/6/2019 alle 20:05, Anglares ha detto:

       Diverso, sconosciuto, affonda, abito nuovo o vecchio di me che non sono

                                           E affonda

                                                              in un flusso liquido

                       indifferenza affonda

                                                          annaspa lordato il respiro

                                             affonda ciò che è grave

           al peso di pensieri affondati

                                 Storia affonda

                                                             che il pensiero è un’intuizione                   

                                 e poi…

Il primo verso mi piace poi però la ripetizione della parola affonda rende tutto "pesante".

                                  

           affonda ciò che è grave

           al peso di pensieri affondati

 Mi piace molto.

 

La poesia da scelta di interpretazione. Composta da semplici parole, scorrevole la prima parte. La fine fa effetto, coinvolge il lettore e rende libera la condivisione. Invita a proseguire, ad "affondare" ciò che non va.

Buona continuazione.

:flower:Flo

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@INTES MK-69 ciao,

 

5 ore fa, INTES MK-69 ha detto:

Se posso fare una piccola riflessione (spero mi sia concesso) devo dirti che però pretendi molto dal lettore che rischia veramente anch'esso di affondare fra le righe di questo tuo componimento veramente ammirevole anche e soprattutto per il suo messaggio.

Certo che puoi.

Solo che io non pretendo nulla dal lettore, scrivere è offrire, al massimo è essere un servitore di chi legge. Non c'è una posizione da comprendere o condividere, semplicemente una poesia secondo me deve esibire un conflitto, incamerare una tensione emotiva. Questa deve arrivare a chi legge. Non esiste una tesi a cui attribuire il senso della poesia, magari che deve essere compreso. Il senso risiede sempre nell'emozione, fatti e ragionamenti possono aiutare a creare un ambito emotivo, niente di più.

 

Grazie per la tua lettura.

A presto.

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@Floriana  ciao Flo!

 

Grazie per la tua lettura, mi dispiace se ti è risultata pesante...  ;( 

Ma sono contento che stimoli la tua fantasia! :rolleyes:

 

A presto! :sss:

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Ci ripasso da giorni, me la mastico in bocca. Inizia a piacermi molto questo spostamento di toni sulla tastiera e, allora, la immagino recitata e senti gli alti e i bassi, l'avanzare e gli arretramenti. È indubbiamente criptica, ma io sono testarda e al momento mi sono  fissata sulla parola indifferenza e sul respiro che annaspa. Nei prossimi giorni probabilmente mi fisserò su qualche altra parola. Molto bella.

 

ps troncherei prima di 'e poi'

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@Elisa Audino  apprezzo molto che una mia poesia possa rinnovare il suo interesse rileggendola nei giorni.

 

22 ore fa, Elisa Audino ha scritto:

ps troncherei prima di 'e poi'

Forse toglie un po' di "magia" ma è il contrappunto del verso precedente.

 

Grazie per la tua lettura.

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Il ‎22‎/‎06‎/‎2019 alle 20:05, Anglares ha scritto:

Sei qui?

 

Non so bene perché ma non riesco a separarmi da questa domanda, come se dovessi girarci attorno e carpire qualcosa o, al massimo, sedermici dinanzi.

 

Ricominciamo per bene. Ciao @Anglares , spero di non dire sciocchezze, ma non prometto nulla, anzi. 

 

Ho annusato un gioco di specchi tra la staticità del sostare sulla linearità e l'affondare perpetuo verso un "e poi" che sta a noi valutare: ci lasci nel limbo e ci doni dei versi come pennellate sparse di un quadro. Mi sono più volte chiesta se ci siano veri incastri o solo stimolazioni, in fondo il pensiero può anche non avere appigli precisi, può anche esser svuotato se privato della sua inclinazione, tanto che ho supposto anche una dinamica di questo tipo, una privazione per un guadagno d'assemblo. 

 

Visivamente il componimento si presenta in un certo modo, io ce l'ho percepito così: urti nell'acqua dalla consistenza d'un respiro pieno d'acqua. Pare d'affogare, oltre che affondare, se mi muovo a livello d'essere umano. Non so quanti livelli tu abbia creato, ma son partita da questo, un po' concreto e un po' emozionale. Per agganciarci poi la funzione pensante. Il pensiero, la sua voce, la sua essenza nell'uomo. 

 

Rimanendo nell'impressione che il mio cervellino ha creato, la parola affondando con me non può parlare, si spoglia eppure pesa e il peso che grava non rimane in superficie. E qui, non so spiegarne i motivi, ho immaginato il mare nella sua mole che dalla limpidezza diviene man mano sempre più scura, sempre più densa e opprimente. Ci associo come una perdita di purezza, di spiensieratezza, di pace e un approdo di alienazione, perdita, dell'irriconoscibile io. E per un momento m'è sembrato di leggere: affonda l'affondato, una quasi sovrapposizione sul quale ancora mi vien da ragionare e cercare. 

 

Ci sei? Siamo in un flusso liquido, che mi sa tanto di divenire, perché il divenire è nell'acqua, ma dato che il pensiero è solo un'intuizione non scorre, ma affonda. 

 

Ci penserò su, intanto ti butto questi pensieri deliranti, spero non ti dispiaccia. 

 

 

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@Dark Smile ciao,

 

I tuoi passaggi sono sempre graditissimi, sai che apprezzo la tua scrittura e il tuo sguardo. Con la tua sensibilità sai creare e ricreare delle immagini: mi hai permesso di leggere con te questi versi e di riscoprirli come nuovi.

I tuoi "deliri" non mi dispiacciono mai.

A presto. :)

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