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m.q.s.

Quella volta in cui sono quasi morto

Post raccomandati

 

 

"Siamo stati dèi? Molto di più. Avevamo dodici anni."

Beno Fignon

 

"Eravamo giovani, belli e stupidi. Adesso sfortunatamente siamo ancora giovani".

Gabriel Laub

 

 

 

Eravamo una decina di amici.

Avevamo qualcosa come tredici anni e i più svegli iniziavano ad frequentare le prime ragazze. 
Io non ero tra i più svegli.
Ad ogni modo, non c’erano ragazze, lì.

Quel giorno la temperatura aveva toccato i 35 gradi e anche l’acqua del fiume era meno fredda del solito. Ce ne stavamo in ammollo sulla riva, gli alluci che galleggiavano sopra il pelo dell’acqua, come teste di un sommergibile.

Con noi c’era anche qualche ragazzo più grande. Quelli che a scuola ti prendevano di mira, ma che, in altri contesti, elargivano lezioni di vita gratuitamente. 
Che se li beccavi in giro per il paese a malapena ti salutavano, ma che, se del giusto umore, ti insegnavano a inspirare dalle Camel e a buttare fuori cerchi di fumo. Che ti spiegavano com’è fatta una donna.

Uno di loro, Emanuele, aveva appena deciso che quel giorno avremmo compiuto qualcosa di epico. Che eravamo pronti per qualcosa di fico. Aveva detto così.

Ci trovavamo in uno dei punti in cui l’acqua forma una bella pozza, nel fiume che attraversa il paese in cui sono cresciuto. 
Una stazione idroelettrica con diga, una sorta di Vajont in miniatura, senza quella tragica imponenza.

Ai piedi della diga si era formata una pozza profonda, circondata da rocce di varie forme e dimensioni. Una piscina sferica, un occhio blu che dal basso ti guardava con aria di sfida.

Emanuele aveva deciso che fare il bagno sopra la diga, e nello specifico, tuffarsi dalla struttura della centralina idroelettrica nel bacino sopra la diga, non era poi così figo. Vuoi mettere con il saltare dalla diga nella pozza sotto la diga?

Io e i miei amici ci eravamo guardati come a dire questo è pazzo.

Ma poi, qualcuno aveva annuito e lanciato grida di giubilo e tirarsi indietro era diventato improvvisamente impossibile.

 

Il primo era stato Emanuele. Ci aveva guardato negli occhi, poi aveva guardato giù, poi si era concentrato nuovamente su di noi. Il manipolo di idioti che non sapeva dire di no.

“Bisogna darsi un po’ di slancio, per saltare oltre le pietre che affiorano lì“, e aveva indicato un punto quindici metri più sotto.

Non ci si poteva lasciare semplicemente cadere. Era necessario spingere sulle gambe e saltare più in là possibile.

Si era voltato e aveva preso la rincorsa, e poi era sparito nel nulla, risucchiato nel vuoto.

Un paio di secondi ed era nel pozzo, le braccia lanciate verso l’alto in segno di vittoria.

Poi era stato il turno di uno dei suoi compari. Quei bastardi compievano il tuffo in modo da farlo sembrare dannatamente semplice. Li guardavi e pensavi, ok, è una passeggiata
Ma quando mi ero affacciato, per studiare il salto, le ginocchia mi avevano tremato. Era un bel tuffo. Probabilmente non ne avevo mai affrontati di simili. 
Le rocce che dovevi superare con lo slancio erano le fauci di una balena gigante, o di un’orca assassina.

Visto che noi ragazzini eravamo titubanti, Emanuele e i suoi amici si erano rituffati una seconda volta. “Dai è facile ed è una bomba“.

Crescendo avrei imparato a dare meno peso alle espressioni del genere, ma sul momento non si poteva aspettare ancora. Più il tempo passava e più la paura avrebbe preso il sopravvento. Era il momento di farlo.

Così avevo guardato giù un’ultima volta, poi mi ero allontanato dal bordo per prendere la rincorsa. 
Il punto è che le pietre della diga erano ormai bagnate, perché Emanuele e i suoi amici si erano tuffati più di una volta, passandoci sopra con le loro scarpe bagnate. E così, quando sono arrivato nel punto in cui avrei dovuto saltare, di slancio, sono scivolato sulle pietre bagnate senza riuscire a darmi una vera e propria spinta.

Mi sono trovato a cadere verso le rocce, agitando istintivamente le mani come per spingermi in avanti. Vedevo quelle dannate fauci proprio sotto di me, sempre più vicine.

Poi sono sparito nell’acqua, sfilando di circa trenta centimetri (così mi avrebbero poi riferito gli altri) i denti di quell’orca assassina che per poco mi aveva fatto la pelle.

Ho nuotato fuori dal pozzo, e ho raggiunto i miei amici.

Emanuele e gli altri ragazzi grandi mi hanno mollato una pacca sulla spalla, che cliché. Come se aver sfiorato la morte mi avesse reso uno di loro.

I miei amici se ne stavano in disparte, mentre io venivo coccolato dai ragazzi che avevano già i primi peli sulle palle.

I miei amici, loro avevano deciso che non se la sentivano di saltare, dopotutto. I ragazzi grandi li guardavano con disprezzo. 

Quel manipolo di idioti che sapeva dire di no, dopotutto.

Ma io, il sopravvissuto, ero diventato improvvisamente un adolescente fico, quel giorno. 
Uno di loro. 
In quel momento sospeso per sempre sopra le rocce aguzze sotto i miei piedi.
Avevo pensato che le cose sarebbero cambiate e che sarei diventato un figo, anche io.

Non sarebbe stato così. Dal giorno successivo, avrebbero salutato di nuovo a malapena.

Ma quel pomeriggio, o quello che ne restava, del giorno in cui ho quasi rischiato di morire, per tutti ero un dio.

Un dio che se l’era appena fatta nel costume, ad essere precisi.

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7 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Eravamo una decina di amici.

Avevamo qualcosa come tredici anni e i più svegli iniziavano ad frequentare le prime ragazze. 
Io non ero tra i più svegli.
Ad ogni modo, non c’erano ragazze, lì.

 

refuso

secondo me l'inciso non funziona, toglierei la seconda virgola

 

7 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Quel giorno la temperatura aveva toccato i 35 gradi e anche l’acqua del fiume era meno fredda del solito. Ce ne stavamo in ammollo sulla riva, gli alluci che galleggiavano sopra il pelo dell’acqua, come teste di un sommergibile. <3

Con noi c’era anche qualche ragazzo più grande. Quelli che a scuola ti prendevano di mira, ma che, in altri contesti, elargivano lezioni di vita gratuitamente
Che se li beccavi in giro per il paese a malapena ti salutavano, ma che, se del giusto umore, ti insegnavano a inspirare dalle Camel e a buttare fuori cerchi di fumo. (Che)  ti spiegavano com’è fatta una donna.

Non mi sembra funzioni il "che", o un punto o una congiunzione "e".

Io lo toglierei anche sopra perché lo trovo superfluo e toglie musicalità alla frase e ti costringe a un inciso ulteriore: ma se del giusto umore ti insegnavano... 

Inoltre, con quelli sotto... mmm :grat:

 

7 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Uno di loro, Emanuele, aveva appena deciso che quel giorno avremmo compiuto qualcosa di epico. Che eravamo pronti per qualcosa di fico. Aveva detto così.

anche qui, unirei con un "perché"

Vedi tu. :) 

 

7 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Ci trovavamo in uno dei punti in cui l’acqua forma una bella pozza, nel fiume che attraversa il paese in cui sono cresciuto. 
Una stazione idroelettrica con diga, una sorta di Vajont in miniatura, senza quella tragica imponenza.:love3:

Ai piedi della diga si era formata una pozza profonda, circondata da rocce di varie forme e dimensioni. Una piscina sferica, un occhio blu che dal basso ti guardava con aria di sfida.

 

Allora, quanto sei bravo. Riesci riesci a musicare le parole, davvero. E per questo faccio pulci, che sono dettate dal mio gusto personale ma anche dalla tua abbondanza di immagini bellissime. La pozza l'hai nominata, poi la chiami piscina sferica e occhio blu. Io terrei una similitudine in chiusura, l'altra userei come immagine nella prima frase.

Mmm misà che arriva la tragedia. Vado...

 

7 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Emanuele aveva deciso che fare il bagno sopra la diga, e nello specifico, tuffarsi dalla struttura della centralina idroelettrica nel bacino sopra la diga, non era poi così figo. Vuoi mettere con il saltare dalla diga nella pozza sotto la diga?

Io e i miei amici ci eravamo guardati come a dire questo è pazzo.

Ma poi, qualcuno aveva annuito e lanciato grida di giubilo e tirarsi indietro era diventato improvvisamente impossibile.

 

Qui non ti indico le ripetizioni, chiaro che ce le vuoi, ma il senso non lo colgo. Fare il bagno sopra alla diga? Cosa vuoi dire? E bacino sopra la diga? Non stava sotto la diga il bacino profondo? Mi sono persa qualcosa? Non capisco la frase sottolineata... :) 

 

7 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Le rocce che dovevi superare con lo slancio erano le fauci di una balena gigante (,) o di un’orca assassina.

Visto che noi ragazzini eravamo titubanti, Emanuele e i suoi amici si erano rituffati una seconda volta. “Dai è facile ed è una bomba“.

Crescendo avrei imparato a dare meno peso a (lle) espressioni del genere, ma sul momento non si poteva aspettare ancora. Più il tempo passava e più la paura avrebbe preso il sopravvento. Era il momento di farlo.

Così avevo guardato giù un’ultima volta, poi mi ero allontanato dal bordo per prendere la rincorsa. 
Il punto è che le pietre della diga erano ormai bagnate, perché Emanuele e i suoi amici si erano tuffati più di una volta, passandoci sopra con le loro scarpe bagnate. E così, quando sono arrivato nel punto in cui avrei dovuto saltare, di slancio, sono scivolato sulle pietre bagnate senza riuscire a darmi una vera e propria spinta.

Mi sembra implicito che siano bagnate nel passaggio che ho cancellato. :) 

 

7 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Mi sono trovato a cadere verso le rocce, agitando istintivamente le mani come per spingermi in avanti. Vedevo quelle dannate fauci proprio sotto di me, sempre più vicine.

Poi sono sparito nell’acqua, sfilando di circa trenta centimetri (così mi avrebbero poi riferito gli altri) i denti di quell’orca assassina che per poco mi aveva fatto la pelle.

Ho nuotato fuori dal pozzo (,) e ho raggiunto i miei amici.

Emanuele e gli altri ragazzi grandi mi hanno mollato una pacca sulla spalla, che cliché. xD Come se aver sfiorato la morte mi avesse reso uno di loro.

 

7 minuti fa, m.q.s. ha detto:

I miei amici se ne stavano in disparte, mentre io venivo coccolato dai ragazzi che avevano già i primi peli sulle palle.

I miei amici, loro avevano deciso che non se la sentivano di saltare, dopotutto. I ragazzi grandi li guardavano con disprezzo. 

Quel manipolo di idioti che sapeva dire di no, dopotutto.

Ma io, il sopravvissuto, ero diventato improvvisamente un adolescente fico, quel giorno. 
Uno di loro. 
In quel momento sospeso per sempre sopra le rocce aguzze sotto i miei piedi.
Avevo pensato che le cose sarebbero cambiate e che sarei diventato un figo, anche io.

Non sarebbe stato così. Dal giorno successivo, avrebbero salutato di nuovo a malapena.

Ma quel pomeriggio, o quello che ne restava, del giorno in cui ho quasi rischiato di morire, per tutti ero un dio.

Un dio che se l’era appena fatta nel costume, ad essere precisi.

 

Bellissimo il racconto e il finale. 

Era tanto tempo che non ti leggevo, ho notato uno stile diverso, più sincopato e paratattico, frasi brevi, costruzioni che non ti conoscevo. Alcune le ho trovate poco funzionali al ritmo e alla musicalità che tanto ti caratterizza. Hai usato anche tanti incisi, ma è chiaro che hai scelto tutto.

 

L'unico passaggio davvero a me incomprensibile, per come mi hai consegnato l'immagine, è quel fare il bagno sulla diga.

Per il resto, hai aspettato anche troppo per tornare. @m.q.s. :flower:

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Ah! Mi hai fregato!

Dal titolo è chiaro che lui rischia di morire ma non muore, ma Emanuele mi aspettavo di vederlo spiaccicato dal momento in cui ti ho detto: sento che sta per arrivare la tragedia.

Ci sono cascata... come te nella pozza... xD

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Bentornato in officina, @m.q.s., proprio in questi giorni ripensavo a tuoi racconti passati (40 secondi di niente) e lo dicevo anche a un altro utente. :)

Intanto condivido questo pensiero

4 minuti fa, Rica ha detto:

Bentornato @m.q.s.

Mancasti.

e in generale ti auguro un buon fine settimana, passo a dirti qualcosa, se ti fa piacere.

23 minuti fa, m.q.s. ha detto:

i più svegli iniziavano ad frequentare le prime ragazze

A.

25 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Che se li beccavi in giro per il paese a malapena ti salutavano, ma che, se del giusto umore, ti insegnavano a inspirare dalle Camel e a buttare fuori cerchi di fumo. Che ti spiegavano com’è fatta una donna.

Com'era.

27 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Ci trovavamo in uno dei punti in cui l’acqua forma una bella pozza, nel fiume che attraversa il paese in cui sono cresciuto

Continuerei a usare il passato nella narrazione.

32 minuti fa, m.q.s. ha detto:

come se aver sfiorato la morte mi avesse reso uno di loro

Che bel pensiero!

34 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Quel manipolo di idioti che sapeva dire di no, dopotutto.

Idem sopra, un bel pensiero.

34 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Dal giorno successivo, (mi) avrebbero salutato di nuovo a malapena.

Aggiungerei il "mi".

 

Nel complesso un bel racconto, ma soprattutto ben impostato. Inizia un po' in sordina come un'avventura giovanile, ma poi diventa d'un tratto emozionante e la lezione di vita e di emozione finale è una chicca che lo impreziosisce. Dovessi trovare un difetto che (personalmente) la scena iniziale non mi prende, molto idea da "bravata" per essere fichi, ma posso anche dirti che è un'impressione personale per me che sono nato e cresciuto nerd. :P

Bentornato e buon fine settimana. :)

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45 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Una stazione idroelettrica con diga, una sorta di Vajont in miniatura, senza quella tragica imponenza.

Ai piedi della diga si era formata una pozza profonda, circondata da rocce di varie forme e dimensioni. Una piscina sferica, un occhio blu che dal basso ti guardava con aria di sfida.

 

Ho riletto. Ho capito. Mi hai sviato qui, perché non mi dici che c'è un bacino sulla diga, ma presenti la pozza. Per questo ho avuto difficoltà con il passaggio successivo.

 

47 minuti fa, m.q.s. ha detto:

Emanuele aveva deciso che fare il bagno sopra la diga, e nello specifico, tuffarsi dalla struttura della centralina idroelettrica nel bacino sopra la diga, non era poi così figo

 

Ho messo insieme i pezzi.  :evvai:

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@Rica

Allura, intanto grazie per il bentornato.

Sono un po' arrugginito e forse si vede. Fatto sta che, nonostante gli sforzi, la scrittura è proprio una di quelle cose in cui ricasco, ogni tot tempo. Ci provo a starci lontano, ma non serve. 

Anyway.

Dici che non si coglie la distinzione tra pozza sopra la diga e pozza sotto la stessa? E' che non saprei come spiegarla meglio, sinceramente. 

Nel punto in questione ci sono proprio due pozze d'acqua. Un bacino che si forma nella parte alta della diga, più il famoso pozzo ai piedi della stessa.

 

Dopo mi rivedo con calma anche le correzioni dei refusi. Ho cambiato da poco computer e non mi sono ancora abituato del tutto alla nuova tastiera :)

Grazie ancora :)

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@bwv582

allora, intanto un pensiero: caspita, perché un nick name così complicato? che ogni volta devo rileggerlo due volte per poterti quotare :D

Scherzi a parte, grazie per il ben tornato!

 

Grazie anche per la correzione dei refusi. Quanto alla riflessione sull'inizio: tu come lo modificheresti?

Grazie!

e buon week end anche a te!

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14 ore fa, bwv582 ha detto:

e lo dicevo anche a un altro utente. :)

Ciao @m.q.s. l'altro utente sono io:)

@bwv582 mi ha linkato alcuni tuoi racconti perché nota qualcosa in comune in quello che scriviamo:) (devo ancora leggerli, non mancherò di farlo.)

In questo tuo ho trovato una bella trama in una prosa asciutta. In alcuni punti però le frasi si fanno più complesse, forse per spiegare la dinamica dei fatti. 

15 ore fa, m.q.s. ha detto:


Il punto è che le pietre della diga erano ormai bagnate, perché Emanuele e i suoi amici si erano tuffati più di una volta, passandoci sopra con le loro scarpe bagnate. E così, quando sono arrivato nel punto in cui avrei dovuto saltare, di slancio, sono scivolato sulle pietre bagnate senza riuscire a darmi una vera e propria spinta.

Tre volte bagnate non è il massimo. 

15 ore fa, m.q.s. ha detto:

rocce che dovevi superare con lo slancio erano le fauci di una balena gigante, o di un’orca assassina.

Perché due similitudini? Così forse si annullano un po'.

Il momento in cui il ragazzo sbaglia a saltare mettendo a rischio la vita, l'ho trovato troppo allineato con il resto del testo, forse introducendo le sue sensazioni gli avresti dato maggior rilievo.

Per il resto il contesto dei ragazzi nella loro fase del "coglione" è ben delineato perché tremendamente vero, come il finale.

Ciao, a presto.

 

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Bentornato, carissimo.

Cambierei soltanto un paio di cose del racconto, entrambe nella parte iniziale.

17 ore fa, m.q.s. ha detto:

Eravamo una decina di amici.

Avevamo qualcosa come tredici anni e i più svegli iniziavano ad frequentare le prime ragazze. 

Sarà perché mi ricorda troppo "Eravamo quattro amici al bar", ma toglierei la prima frase.  

Nella canzone di Paoli il numero è importante, così come la vita di ognuno dei quattro; nel tuo racconto invece è ininfluente: che fossero cinque, dieci o quindici non fa alcuna differenza.  La frase così ritarda l'entrata vera nel racconto: "... avevamo qualcosa come tredici anni".  A me sembrerebbe molto più efficace se tu iniziassi proprio da lì.

18 ore fa, m.q.s. ha detto:

Quel giorno la temperatura aveva toccato i 35 gradi

Sembra la frase di un bollettino meteo.

Io scriverei semplicemente:  Faceva (molto) caldo...

 

Ho trovato uno stile più sobrio e lineare del solito: meno metafore e un linguaggio più preciso e attento ai dettagli.

Racconto "di formazione", grazioso e che descrive bene le dinamiche dei gruppi adolescenziali.  Mi è mancato però un pizzico di emozione.

Non che mi aspettassi una tragedia, questo no, ma forse una frase, uno sguardo, una riflessione del protagonista... Non so nemmeno io in realtà cosa mi attendessi di trovare, tuttavia sento che alla fine mi manca un lampo che trasformi il racconto di una ragazzata in qualcosa di più intenso e profondo.

Bentornato e resta con noi adesso, eh ;)

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4 ore fa, Lauram ha detto:
19 ore fa, bwv582 ha detto:

e lo dicevo anche a un altro utente. :)

Ciao @m.q.s. l'altro utente sono io:) 

@bwv582 mi ha linkato alcuni tuoi racconti perché nota qualcosa in comune in quello che scriviamo:) (devo ancora leggerli, non mancherò di farlo.)

Volevo difendere la privacy, ma tant'è. :super:

Nel caso di @Lauram è che ultimamente trovo affinità tra la sua scrittura e alcuni tuoi racconti (ricordo il 40 secondi di niente) per cui le ho suggerito alcune letture come confronto istruttivo. Spero ti faccia piacere o, almeno, farebbe piacere a me una cosa del genere ma non siamo tutti uguali: se pensi che ti ho mancato di rispetto e/o altro ti chiedo scusa e fammelo sapere. :)

Comunque, veramente, è una coincidenza perché giovedì o venerdì avevo parlato a Lauram. Incredibile. :o

 

Allora

17 ore fa, m.q.s. ha detto:

Quanto alla riflessione sull'inizio: tu come lo modificheresti?

Io non lo modificherei perché non ne sarei capace. Però mi spiego, ovviamente: ricordando alcuni tuoi racconti, potresti aggiungere qualche riflessione interna sulla "violenza psicologica" della realtà (in un certo senso). Qualcosa che renda più visibile la tua impronta (come accade in seguito). Come dire, trovo solo questa frase

20 ore fa, m.q.s. ha detto:

Che se li beccavi in giro per il paese a malapena ti salutavano, ma che, se del giusto umore, ti insegnavano a inspirare dalle Camel e a buttare fuori cerchi di fumo. Che ti spiegavano com’è fatta una donna.

molto personale e diretta che rende l'idea di quello che dico. Nel senso, mi spiego meglio, non che l'inizio sia noioso o non vada, semplicemente rispetto al resto è "puro" e descrittivo oltre che ha i connotati (un po' stereotipati, potrei dire da film anni '90) delle bravate senza quel qualcosa in più che ho visto in tutti i tuoi racconti; un po' insolito perché so che sei in grado di dare sensazioni forti come pugni sullo stomaco (è un complimento, spero che lo prendi come tale :D) e te l'ho detto più volte in passato, hai una grande capacità di trasmettere emozioni. Però ripeto ho scritto di proposito (e sottolineo)

19 ore fa, bwv582 ha detto:

Dovessi trovare un difetto

perché in realtà non è che non va. Posso dire, magari, che (come lettore) mi hai abituato bene. :)

Chissà se mi sono spiegato, ho qualche dubbio, ma spero di sì. Buona domenica e alla prossima lettura, @m.q.s..

Modificato da bwv582
Ho corretto una frase.

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5 ore fa, Lauram ha detto:

Ciao @m.q.s. l'altro utente sono io:)

@bwv582 mi ha linkato alcuni tuoi racconti perché nota qualcosa in comune in quello che scriviamo:) (devo ancora leggerli, non mancherò di farlo.)

In questo tuo ho trovato una bella trama in una prosa asciutta. In alcuni punti però le frasi si fanno più complesse, forse per spiegare la dinamica dei fatti. 

Tre volte bagnate non è il massimo. 

Perché due similitudini? Così forse si annullano un po'.

Il momento in cui il ragazzo sbaglia a saltare mettendo a rischio la vita, l'ho trovato troppo allineato con il resto del testo, forse introducendo le sue sensazioni gli avresti dato maggior rilievo.

Per il resto il contesto dei ragazzi nella loro fase del "coglione" è ben delineato perché tremendamente vero, come il finale.

Ciao, a presto.

 

 

Ciao @Lauram

diciamo che questo non è il mio racconto più complesso, o riuscito, credo, ma mi andava di postarlo, di bazzicare nuovamente da queste parti ;)

Ti leggerò con piacere

Buona domenica!

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2 ore fa, Marcello ha detto:

Bentornato, carissimo.

Cambierei soltanto un paio di cose del racconto, entrambe nella parte iniziale.

Sarà perché mi ricorda troppo "Eravamo quattro amici al bar", ma toglierei la prima frase.  

Nella canzone di Paoli il numero è importante, così come la vita di ognuno dei quattro; nel tuo racconto invece è ininfluente: che fossero cinque, dieci o quindici non fa alcuna differenza.  La frase così ritarda l'entrata vera nel racconto: "... avevamo qualcosa come tredici anni".  A me sembrerebbe molto più efficace se tu iniziassi proprio da lì.

Sembra la frase di un bollettino meteo.

Io scriverei semplicemente:  Faceva (molto) caldo...

 

Ho trovato uno stile più sobrio e lineare del solito: meno metafore e un linguaggio più preciso e attento ai dettagli.

Racconto "di formazione", grazioso e che descrive bene le dinamiche dei gruppi adolescenziali.  Mi è mancato però un pizzico di emozione.

Non che mi aspettassi una tragedia, questo no, ma forse una frase, uno sguardo, una riflessione del protagonista... Non so nemmeno io in realtà cosa mi attendessi di trovare, tuttavia sento che alla fine mi manca un lampo che trasformi il racconto di una ragazzata in qualcosa di più intenso e profondo.

Bentornato e resta con noi adesso, eh ;)

 

Ma grazie :)

Belle parole le tue!

 

Quanto ai suggerimenti, be', ti ringrazio anche per quelli. In effetti iniziare come dici tu è molto meglio, rielaborerò.

Sul discorso bollettino meteo: hai ragione, ma mi suonava bene scritto così, mi sembrava più preciso. Ci penserò su :)

Sì sì, racconto minimale, probabilmente non riuscitissimo, ma è venuto fuori così! Sono un po' arrugginito, ahah

Grazie ancora

Buona domenica!

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48 minuti fa, bwv582 ha detto:

Volevo difendere la privacy, ma tant'è. :super:

Nel caso di @Lauram è che ultimamente trovo affinità tra la sua scrittura e alcuni tuoi racconti (ricordo il 40 secondi di niente) per cui le ho suggerito alcune letture come confronto istruttivo. Spero ti faccia piacere o, almeno, farebbe piacere a me una cosa del genere ma non siamo tutti uguali: se pensi che ti ho mancato di rispetto e/o altro ti chiedo scusa e fammelo sapere. :)

Comunque, veramente, è una coincidenza perché giovedì o venerdì avevo parlato a Lauram. Incredibile. :o

 

Allora

Io non lo modificherei perché non ne sarei capace. Però mi spiego, ovviamente: ricordando alcuni tuoi racconti, potresti aggiungere qualche riflessione interna sulla "violenza psicologica" della realtà (in un certo senso). Qualcosa che renda più visibile la tua impronta (come accade in seguito). Come dire, trovo solo questa frase

molto personale e diretta che rende l'idea di quello che dico. Nel senso, mi spiego meglio, non che l'inizio sia noioso o non vada, semplicemente rispetto al resto è "puro" e descrittivo oltre che ha i connotati (un po' stereotipati, potrei dire da film anni '90) delle bravate senza quel qualcosa in più che ho visto in tutti i tuoi racconti; un po' insolito perché so che sei in grado di dare sensazioni forti come pugni sullo stomaco (è un complimento, spero che lo prendi come tale :D) e te l'ho detto più volte in passato, hai una grande capacità di trasmettere emozioni. Però ripeto ho scritto di proposito (e sottolineo)

perché in realtà non è che non va. Posso dire, magari, che (come lettore) mi hai abituato bene. :)

Chissà se mi sono spiegato, ho qualche dubbio, ma spero di sì. Buona domenica e alla prossima lettura, @m.q.s..

 

Perfetto, ho capito cosa intendi :)

 

Sul discorso privacy: la privacy è morta, viva la privacy!
Scherzi a parte, non c'è alcun problema, anzi. Mi fa piacere se hai segnalato qualcosa che avevo scritto. Significa che ti è rimasto :)

Grazie, buona domenica anche a te

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46 minuti fa, bwv582 ha detto:

Spero ti faccia piacere o, almeno, farebbe piacere a me una cosa del genere ma non siamo tutti uguali: se pensi che ti ho mancato di rispetto e/o altro ti chiedo scusa e fammelo sapere. :)

Macché scherzi? A me ha fatto un enorme piacere. Anche io mi sono stupita della coincidenza O_O

Passerò a leggere tutto... Scusa m.q.s. per aver usato il tuo spazio:)

15 minuti fa, m.q.s. ha detto:

 mi andava di postarlo, di bazzicare nuovamente da queste parti ;)

Ti leggerò con piacere

Non mi fa taggare e ti cito. Hai fatto benissimo, in qualche modo forse ti abbiamo chiamato noi. 

Buona domenica ragazzi, saluti a tutti e due:)

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1 ora fa, Lauram ha detto:

Anche io mi sono stupita della coincidenza O_O

:)

1 ora fa, m.q.s. ha detto:

Mi fa piacere se hai segnalato qualcosa che avevo scritto. Significa che ti è rimasto :)

:)

Buona domenica, ragazzi, è un piacere leggervi e parlare con voi. :ciaociao:

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20 ore fa, m.q.s. ha detto:

@Rica

Allura, intanto grazie per il bentornato.

Sono un po' arrugginito e forse si vede. Fatto sta che, nonostante gli sforzi, la scrittura è proprio una di quelle cose in cui ricasco, ogni tot tempo. Ci provo a starci lontano, ma non serve. 

Non devi starci lontano. :) 

 

20 ore fa, m.q.s. ha detto:

Anyway.

Dici che non si coglie la distinzione tra pozza sopra la diga e pozza sotto la stessa? E' che non saprei come spiegarla meglio, sinceramente. 

Nel punto in questione ci sono proprio due pozze d'acqua. Un bacino che si forma nella parte alta della diga, più il famoso pozzo ai piedi della stessa.

 

Sai, mi sembra di capire che è stato un inciampo solo mio. Io però alla lettura continuo a notarlo. ;) 

Io farei così, ma prendimi con le pinze, sono stata solo io a fartelo notare.

 

Ci trovavamo sotto la diga di una stazione idroelettrica, una sorta di Vajont in miniatura senza quella tragica imponenza.

Era uno dei punti in cui l’acqua forma una bella pozza nel fiume che attraversa il paese in cui sono cresciuto, una pozza profonda, circondata da rocce di varie forme e dimensioni. Una piscina sferica, un occhio blu che dal basso ti guardava con aria di sfida.

Emanuele aveva deciso che fare il bagno nel bacino sopra la diga non era poi così figo. Vuoi mettere con il saltare dalla diga nella pozza sotto la diga?

 

20 ore fa, m.q.s. ha detto:

Dopo mi rivedo con calma anche le correzioni dei refusi. Ho cambiato da poco computer e non mi sono ancora abituato del tutto alla nuova tastiera :)

Grazie ancora :)

 

Grazie a te @m.q.s. :) 

 

@bwv582 no, non partecipo al contest. E grazie per i saluti dall'altra parte. ;) Ricambio.

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Buonasera @m.q.s.^^ titolo curioso, vediamo il resto.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Eravamo una decina di amici.

Avevamo qualcosa come tredici anni e i più svegli iniziavano ad frequentare le prime ragazze. 
Io non ero tra i più svegli.
Ad ogni modo, non c’erano ragazze, lì.

Mi piace come incipit.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Quel giorno la temperatura aveva toccato i 35 gradi e anche l’acqua del fiume era meno fredda del solito.

Preferisco  in lettere trentacinque. Rivedrei la seconda parte. e anche l'acqua ecct stona

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Ce ne stavamo in ammollo sulla riva, gli alluci che galleggiavano sopra il pelo dell’acqua, come teste di un sommergibile.

Cancellerei: che

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Con noi c’era anche qualche ragazzo più grande. Quelli che a scuola ti prendevano di mira, ma che, in altri contesti, elargivano lezioni di vita gratuitamente. 

ma che, in altri contesti, elargivano lezioni di vita gratuitamente.  Cioè?

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Che se li beccavi in giro per il paese a malapena ti salutavano, ma che, se del giusto umore, ti insegnavano a inspirare dalle Camel e a buttare fuori cerchi di fumo. Che ti spiegavano com’è fatta una donna.

Troppe congiunzioni e virgole.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Uno di loro, Emanuele, aveva appena deciso che quel giorno avremmo compiuto qualcosa di epico. Che eravamo pronti per qualcosa di fico. Aveva detto così.

Non è meglio dire: Eravamo pronti per qualcosa di fico.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Ci trovavamo in uno dei punti in cui l’acqua forma una bella pozza, nel fiume che attraversa il paese in cui sono cresciuto. 

Io scriverei: Ci trovammo.

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Qui non andrei a capo Una stazione idroelettrica con diga, una sorta di Vajont in miniatura, senza quella tragica imponenza.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Emanuele aveva deciso che fare il bagno sopra la diga, e nello specifico, tuffarsi dalla struttura della centralina idroelettrica nel bacino sopra la diga, non era poi così figo. Vuoi mettere con il saltare dalla diga nella pozza sotto la diga?

Non ripetere troppe volte diga

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Io e i miei amici ci eravamo guardati come a dire questo è pazzo.

Metti tra i trattini

dire: - questo è pazzo -

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Ma poi, qualcuno aveva annuito e lanciato grida di giubilo e tirarsi indietro era diventato improvvisamente impossibile.

Cioè grida di giubilo?

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Ci aveva guardato negli occhi, poi aveva guardato giù, poi si era concentrato nuovamente su di noi. 

Eliminerei: poi

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Il manipolo di idioti che non sapeva dire di no.

Che cosa significa: il manipolo di idioti ?

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

“Bisogna darsi un po’ di slancio, per saltare oltre le pietre che affiorano lì“, e aveva indicato un punto quindici metri più sotto.

Qui inserirei i punti caporali per i dialoghi.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Non ci si poteva lasciare semplicemente cadere. Era necessario spingere sulle gambe e saltare più in là possibile.

Si era voltato e aveva preso la rincorsa, e poi era sparito nel nulla, risucchiato nel vuoto.

Un paio di secondi ed era nel pozzo, le braccia lanciate verso l’alto in segno di vittoria.

Pezzo scorrevole ma eviterei troppi spazi.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Li guardavi e pensavi, ok, è una passeggiata

Anche qui tra i trattini. -ok, è una passeggiata-

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Ma quando mi ero affacciato, per studiare il salto, le ginocchia mi avevano tremato. Era un bel tuffo. Probabilmente non ne avevo mai affrontati di simili. 

Qui riscriverei tutta la frase.  Consiglio: le ginocchia avevano tremato.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Visto che noi ragazzini eravamo titubanti, Emanuele e i suoi amici si erano rituffati una seconda volta. “Dai è facile ed è una bomba“.

Anche qui, inserirei i punti caporali per i dialoghi.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Crescendo avrei imparato a dare meno peso alle espressioni del genere, ma sul momento non si poteva aspettare ancora.

Spiegherei meglio questa frase.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Il punto è che le pietre della diga erano ormai bagnate, perché Emanuele e i suoi amici si erano tuffati più di una volta, passandoci sopra con le loro scarpe bagnate. E così, quando sono arrivato nel punto in cui avrei dovuto saltare, di slancio, sono scivolato sulle pietre bagnate senza riuscire a darmi una vera e propria spinta.

Direi: sono scivolato sulle pietre senza riuscire a darmi una vera e propria spinta.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Mi sono trovato a cadere verso le rocce, agitando istintivamente le mani come per spingermi in avanti. Vedevo quelle dannate fauci proprio sotto di me, sempre più vicine.

Poi sono sparito nell’acqua, sfilando di circa trenta centimetri (così mi avrebbero poi riferito gli altri) i denti di quell’orca assassina che per poco mi aveva fatto la pelle.

Ho nuotato fuori dal pozzo, e ho raggiunto i miei amici.

Riscriverei meglio questa pezzo, non mi piace.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Emanuele e gli altri ragazzi grandi mi hanno mollato una pacca sulla spalla, che cliché. Come se aver sfiorato la morte mi avesse reso uno di loro.

Cancellerei: che cliché.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

I miei amici, loro avevano deciso che non se la sentivano di saltare, dopotutto.

Non capisco questa frase.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Uno di loro. 

In quel momento sospeso per sempre sopra le rocce aguzze sotto i miei piedi.
Avevo pensato che le cose sarebbero cambiate e che sarei diventato un figo, anche io.

Qui farei un'unica frase.

Uno di loro.  In quel momento sospeso per sempre sopra le rocce aguzze sotto i miei piedi, avevo pensato che le cose sarebbero cambiate e che sarei diventato un figo, anche io.

 

Il 22/6/2019 alle 15:51, m.q.s. ha detto:

Non sarebbe stato così. Dal giorno successivo, avrebbero salutato di nuovo a malapena.

Riscriverei meglio questa frase.

 

Conclusioni: testo che mi ha riportato indietro con il tempo, anni 70 - 80. Scorrevole in alcune parti ma colmo di imperfezioni. Tra cui troppi invii e una mancanza di struttura nei dialoghi. Rivedrei un pò tutto, trama carina per una lettura non impegnativa. Secondo me, devi prestare di più attenzione in ciò che scrivi (^^lo dico anche per me)

A presto

-:sss:Floriana-

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