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Rhomer

[FdI 2019-1] Chiudigliocchi

Post raccomandati

 

 

 

                                                                                                                                                       Chiudigliocchi

 

 

 

Dall'altra stanza sente i bambini ridere, le madri che dicono di abbassare la voce. Ogni suono si mescola e si ovatta con il buio che la inghiotte. La realtà deflagra generando una storia senza un principio.

 

Calpesta a piedi nudi l'erba del suo giardino, un fresco venticello le accarezza le caviglie mentre alza gli occhi al cielo. Le nuvole, vischiose, si muovono veloci; si abbracciano l'un l'altra assumendo forme animalesche. Da una parte vede la testa di un unicorno, dall'altra le sembra di scorgere un uomo seduto, con le gambe accavallate, fumare una pipa. Umberto urla; le dice di venire a giocare chiamandola scema.

«Non sono scema», gli risponde tutta paonazza.

L'erba sotto i suoi piedi scompare, inizia a levitare fino a raggiungere le nuvole. Il vuoto allo stomaco fa riapparire le risa dei bambini e il chiacchiericcio dei parenti. Dura poco, ogni elemento svanisce.

Una nuova storia sovrascrive l'altra.

 

Si è appena vestita per andare a un ricevimento. Si ripassa il rossetto sulle labbra davanti allo specchio della stanza da letto, mentre vede il riflesso di Umberto che la osserva.

«Sei bellissima», le dice sorridendogli con occhi maliziosi.

La gioia la pervade; nonostante siano passati dieci anni, lui non ha occhi che per lei.

«Sai che non abbiamo tempo», gli dice provocandolo con un movimento dell'anca.

Sente la sua presa sulle natiche, lo vede baciarle il collo.

«Sì, invece, c'è sempre tempo».

 

Percepisce ancora il suo dopobarba addosso, mentre si ritrova frastornata di fronte a una gelateria.

Un lieve barlume di coscienza le suggerisce che prima si trovava in tutt'altro posto, ma non importa; ha già deciso che gelato prendere. Lo mangiano in riva al mare, seduti sulla sabbia bagnata. Lui la guarda e le sorride.

«Non dirmelo, ci siamo, vero?», gli dice mentre addenta una porzione enorme di pistacchio; i denti le si congelano e la testa le va in fiamme.

«Già soffri?», le risponde divertito.

Lei indica prima la brioche, poi la sua bocca.

«Capisco, gentile da parte tua, ma tanto lo so che è per quello che sto per dirti. Comunque, non mi interessa».

Si fa serio in volto e si schiarisce la voce.

 

Non ricerco il senso

adesso, con la tua mano che tiene la mia

Non importa se penso

la vita, insieme, sconfigge l'oblio

Di un futuro senza stelle, fatto di nulla, come da principio

io divento stupido, felice, con la tu-

 

Lo interrompe facendo esplodere la bocca in una fragorosa risata; pezzi di brioche e di gelato volano sulla faccia di Umberto.

«Scusa, scusa, non volevo. E che me l'avevi detta quando ci siamo conosciuti», gli dice sentendosi subito in colpa.

Arriva l'angoscia; improvvisa, potente. Un'ondata di terrore le si avvinghia in tutto il corpo. Non farlo, pensa mentre osserva Umberto toccarsi i polsi.

 

Mentivo, senza colpe, mentivo

L'imperitura natura del mio Io

mi comanda, mi taglia, mi comanda

Credere nell'amore non ferma il sangue

non basta, il tuo amore, non basta

Decido, e recido. Impietosito, per te. Ossessionato, lo ricerco

Ma lui non c'è.

 

Un uomo smunto, con barba lunga e capelli incolti, le afferra le caviglie. Le ricorda un vecchio barbone che la fece spaventare da piccola. Vuole urlare, ma la voce è scomparsa insieme a Umberto. Lui si trova nella vasca da bagno, in posizione fetale, con l'acqua vermiglia che straripa dai bordi.

L'uomo spalanca la bocca rivelando una fila di lamette al posto dei denti.

Le voci dei suoi nipoti la salutano riportandola indietro: «Ciao nonna», dice una, «ciaoo nonna», dice l'altro.

Ciao nonna.

Di nuovo, ancora un altro po', ancora è presto.

 

Umberto è sempre stato un nichilista.

Anche nella bara, col volto privo di colori, sembra arcigno e indispettito da tutto quel teatrino.

Gli si accosta, e lui spalanca le palpebre mostrando occhi vitrei.

«Come posso continuare a vivere sapendo che morirò? Siamo un errore della natura, non c'è nessun Dio, credimi». Sbotta in una gelida risata.

Perché adesso? Non dicevi di amarmi? Non hai mai creduto in noi. Pensa, constatando di essere da sola in quella stanza.

«Non ti è mai piaciuta la poesia, ammettilo. Ironico che un uomo come me l'apprezzi, dopotutto sono un nichilista, come sai». Il suo alito prende forma e colore; delle volute di fumo nero fuoriescono, fagocitando ogni cosa attorno a loro

Ti sarebbe piaciuto esserlo, questo è certo. Ma ti trovi qui proprio perché non lo eri.

«La procreazione è un omicidio premeditato», lo dice singhiozzando nell'oscurità.

Eppure abbiamo messo al mondo due splendide figlie che, a loro volta, ci hanno donato tre splendidi nipoti.

 

L'oscurità si deforma, aprendosi in due fauci.

Tutto in un sol boccone.

 

Fa volare il cucchiaio come fosse un aeroplanino.

«E gnaaam!». Sua figlia la guarda con gli occhioni divertiti mentre ingurgita la pastina.

Sente prima l'odore del dopobarba, poi lo vede entrare in cucina, tutto sorridente, che si aggiusta la cravatta.

«Credi che farò una bella figura, amore?», le dice Umberto con la fronte imperlata dal sudore.

«Andrai benissimo, dopotutto... vieni qui!», gli toglie le mani dalla cravatta e gliela annoda, mentre lui sbuffa facendo ridere la bambina.

«... Dopotutto, chi non vorrebbe nel suo studio un avvocato che scrive poesie orribili?».

«La mia simpaticona». Le sorride e la bacia sulla guancia.

Si avvicina alla bambina e, tra una smorfia e l'altra, la saluta con un tao tao.

«Puoi salutarla senza dover parlare come un ritardato, lo sai». Gli dice mentre lo vede avviarsi verso la porta.

Si guardano per l'ultima volta.

Il terrore riaffiora. Ancora una volta prova a urlare, e ancora una volta non ha voce.

Non è reale, non è reale, non è reale.

Vede solo il vecchio barbone che la guarda dall'alto in basso.

Non aprire la bocca, non aprirla, non aprirla, non aprirla.

Lui getta per terra un sacco. Lei lo raccoglie, infila la mano, e scopre che è vuoto.

La sabbia è finita.

La bambina urla: «Mamma, mamma, mamma, mamma».

 

Mamma...

Sente gli uccelli cinguettare. Sarà mattina, pensa mentre si stropiccia gli occhi.

Li apre e vede sua figlia seduta ai piedi del letto.

«Sono sveglia». Lo dice con la bocca impastata.

Sua figlia le sorride, ha gli occhi stanchi, come quelli di chi ha pianto per intere ore.

«I bambini sono andati a casa, erano sfiniti...aspetta, ti aiuto io». La prende per il braccio e lei le dà uno schiaffo sul dorso della mano.

«Questa vecchia può ancora alzarsi dal letto da sola, grazie!». Lo dice tra un grugnito e l'altro.

A piccoli passi si avvia verso il comodino e indugia osservando la foto di lei e suo marito, abbracciati, nel loro giorno di nozze.

«Eravate bellissimi», dice la figlia scoppiando in un pianto silenzioso.

«Basta piangere, Amanda. Luisa è di là?».

«Ha preso dei sonniferi. Dorme sul divano, in salotto».

Sua madre si gira sgranando gli occhi.

«Dorme in quella stanza? Con la bara e tutti i parenti che borbottano fingendo di essere tristi?».

«Dai, smettila», la ammonisce la figlia.

«Sai che ti ho sognata? Oppure ho sognato Luisa? Comunque, non importa».

«Mamma, se vuoi possiamo parlare di quello che è accad-». La madre l'ammutolisce alzando l'indice.

«Ti ho mai raccontato del vecchio barbone che mi aveva terrorizzata quando ero solo una bambina?».

«No, mai».

«In realtà non aveva fatto nulla di male, poveretto. Semplicemente mangiava un panino. Ma non aveva denti, e vederlo che lo mordeva senza... Insomma, mi aveva fatto un gran senso». Amanda inizia a ridere.

Sua madre prende la dentiera accanto alla foto, e la osserva. Cerca invano di ricordare il suo sogno, ma è troppo tardi. Nella sua memoria ci sono solo brandelli sparsi, ricomporli è impossibile. Anche se, per un attimo, percepisce il profumo del dopobarba di Umberto.

«Incredibile come certe cose vivono dentro ognuno di noi, forse per questo lui ha ceduto. Alcuni riescono a sognare a occhi aperti, e deve essere terrificante poterci riuscire».

Pensa al funerale, pensa alla solitudine, pensa al futuro. L'impulso di rimettersi a dormire è forte.

La figlia la guarda non osando chiedere spiegazioni di quanto detto.

Sua madre si infila la dentiera, sbatacchia i denti, e sorride.

 

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1 ora fa, Rhomer ha detto:

«Sei bellissima», le dice sorridendogli con occhi maliziosi.

sorridendo* (mi correggo da solo, iniziamo bene...)

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Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

                                                                                                                                                      Chiudigliocchi

 

 

 

Dall'altra stanza sente i bambini ridere, le madri che dicono di abbassare la voce. Ogni suono si mescola e si ovatta con il buio che la inghiotte. La realtà deflagra generando una storia senza un principio.

qui c'è un'indicazione: i successivi paragrafi forse non saranno nemmeno in ordine cronologico, vero?

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

Calpesta a piedi nudi l'erba del suo giardino, un fresco venticello le accarezza le caviglie mentre alza gli occhi al cielo. Le nuvole, vischiose, si muovono veloci; si abbracciano l'un l'altra assumendo forme animalesche. Da una parte vede la testa di un unicorno, dall'altra le sembra di scorgere un uomo seduto, con le gambe accavallate, fumare una pipa. Umberto urla; le dice di venire a giocare chiamandola scema.

«Non sono scema», gli risponde tutta paonazza.

qui la protagonista è bambina, e c'è un bambino di nome Umberto.

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

L'erba sotto i suoi piedi scompare, inizia a levitare fino a raggiungere le nuvole. Il vuoto allo stomaco fa riapparire le risa dei bambini e il chiacchiericcio dei parenti. Dura poco, ogni elemento svanisce.

Una nuova storia sovrascrive l'altra.

 

Si è appena vestita per andare a un ricevimento. Si ripassa il rossetto sulle labbra davanti allo specchio della stanza da letto, mentre vede il riflesso di Umberto che la osserva.

«Sei bellissima», le dice sorridendogli con occhi maliziosi.

La gioia la pervade; nonostante siano passati dieci anni, lui non ha occhi che per lei.

 

Qui la protagonista è sposata da dieci anni con quell'Umberto di prima

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

Lo interrompe facendo esplodere la bocca in una fragorosa risata; pezzi di brioche e di gelato volano sulla faccia di Umberto.

«Scusa, scusa, non volevo. E che me l'avevi detta quando ci siamo conosciuti», gli dice sentendosi subito in colpa.

Arriva l'angoscia; improvvisa, potente. Un'ondata di terrore le si avvinghia in tutto il corpo. Non farlo, pensa mentre osserva Umberto toccarsi i polsi.

Non fare cosa? Non dai indizi di alcun genere, mi pare...

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

 

Mentivo, senza colpe, mentivo

L'imperitura natura del mio Io

mi comanda, mi taglia, mi comanda

Credere nell'amore non ferma il sangue

non basta, il tuo amore, non basta

Decido, e recido. Impietosito, per te. Ossessionato, lo ricerco

Ma lui non c'è.

 

Poesia in linea col nichilismo del protagonista: ok 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

Un uomo smunto, con barba lunga e capelli incolti, le afferra le caviglie. Le ricorda un vecchio barbone che la fece spaventare da piccola. Vuole urlare, ma la voce è scomparsa insieme a Umberto. Lui si trova nella vasca da bagno, in posizione fetale, con l'acqua vermiglia che straripa dai bordi.

L'uomo spalanca la bocca rivelando una fila di lamette al posto dei denti.

Cos'è questo accadimento? Il marito, Umberto, è stato ucciso da un barbone, entrato in casa loro?

 

Caro @Rhomer :)

 

C'è del buono nel tuo testo e nel tuo stile, ma trovo (sarà certo anche un mio limite) difficile capire tutti gli accadimenti del racconto, pur avendo compreso che hai scritto una storia senza un principio e a cui dover trovare i perché.

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Momenti fatti di pensieri senza un filo, hai descritto i salti che la nostra mente fa. Alcune immagini sono molto delicate, tutto il racconto lo è e mi è piaciuto.

Avrei voluto che i passaggi della storia a volte fossero più conseguenziali, ma la trama si capisce anche aldilà delle spiegazioni.  

Ciao @Rhomer

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@Lauram Sono contento che ti sia piaciuto, grazie per essere passata ( :

 

@Poeta Zaza Grazie per il commento, ho notato che c'è stata un po' di confusione (molto probabilmente per colpa mia, stavolta mi sono fatto prendere la mano), provo a chiarire un po' di punti:

 

2 ore fa, Poeta Zaza ha detto:
Quota

Dall'altra stanza sente i bambini ridere, le madri che dicono di abbassare la voce. Ogni suono si mescola e si ovatta con il buio che la inghiotte. La realtà deflagra generando una storia senza un principio.

qui c'è un'indicazione: i successivi paragrafi forse non saranno nemmeno in ordine cronologico, vero?

Sì, ma non è un indizio metanarrativo, lo scrivo perché la protagonista inizia a sognare. Quando si sogna il nostro inconscio molto spesso ci sballotta a destra e a sinistra; tra fantasia, passato e presente, senza neanche sapere come siamo finiti in un momento o in un altro (almeno a me accade, magari sono strano io ( :   ).  Ecco perché lei rivive il suo passato in modo discontinuo.

 

2 ore fa, Poeta Zaza ha detto:
Quota

Lo interrompe facendo esplodere la bocca in una fragorosa risata; pezzi di brioche e di gelato volano sulla faccia di Umberto.

«Scusa, scusa, non volevo. E che me l'avevi detta quando ci siamo conosciuti», gli dice sentendosi subito in colpa.

Arriva l'angoscia; improvvisa, potente. Un'ondata di terrore le si avvinghia in tutto il corpo. Non farlo, pensa mentre osserva Umberto toccarsi i polsi.

Non fare cosa? Non dai indizi di alcun genere, mi pare...

Sì, ovviamente è voluto, ma si dovrebbe comprendere subito dopo, magari è solo chiaro a me che l'ho scritto, in caso mea culpa ( : 

Spoiler

Dopo la parte del non farlo, il barbone (elemento intrusivo legato a un trauma di quando era bambina) le "ricorda",aprendo la bocca con tanto di lamette al posto dei denti, ( a tal proposito, alla fine, lei spiega perché venne traumatizzata da 'sto tipo, e si dovrebbe capire il perché il suo inconscio abbia proprio scelto la sua bocca per ricordarle qualcosa di orribile) che suo marito si è appena suicidato (parte di Umberto nella vasca da bagno)

Lo so, magari sarai ancora più confusa di prima (e a me non piacciono mai gli spiegoni) però capisco che un racconto del genere possa risultare criptico. Anche se, e sicuramente ingenuamente, pensavo alla fine si capisse quasi tutto. ( :

 

2 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

Poesia in linea col nichilismo del protagonista: ok 

Io di poesia non ci capisco davvero un tubo, quindi il tuo "ok" mi basta ( :

 

2 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

Cos'è questo accadimento? Il marito, Umberto, è stato ucciso da un barbone, entrato in casa loro?

No, no, assolutamente. Qui ripesco il barbone per fargli gettare il sacco di sabbia a terra

Spoiler

E' un tributo che ho voluto fare all'omino dei sogni; figura folkloristica che spargeva la sabbia sugli occhi chiusi delle persone che dormivano, permettendogli di sognare. Sandman in pratica. Io, però, me lo sono figurato così (sfruttando il barbone che la terrorizzò da piccola).

 

E niente, ci sarebbero altre cose da dire, ma evito di annoiarti, tanto il succo è questo. E' un racconto strano perché i sogni sono strani, e io volevo "emulare un sogno su carta", ma alla fine lei si sveglia, ed è lì che ho provato a far combaciare i pezzi. Sicuramente, però, 'sti pezzi li vedo solo io  ( :

 

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Ciao @Rhomer, ho letto il racconto tutto d'un fiato. Mi è piaciuto il modo in cui apri continuamente episodi del passato della protagonista che non hanno, apparentemente, nessuna logica di successione o collegamento. Per questo correvo nella lettura, curiosa di capire quale poteva essere il nocciolo della storia. Fino all'ultimo non si capisce, ma è un pregio perché il racconto è molto gradevole e col pizzico di mistero che accompagna fino alla fine. 

 

Mi è piaciuto anche il tuo stile e la lettura è stata davvero piacevole. 

 

Se proprio devo muoverti un'osservazione, riguarda questa frase:

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

L'uomo spalanca la bocca rivelando una fila di lamette al posto dei denti

Ho fatto fatica a capire il motivo di questa immagine. Forse ho capito (da bambina era stata spaventata dal barbone che mangiava senza denti per cui sovrappone questa immagine alk'orribile ricordo del marito morto suicida nella vasca da bagno, che si era tagliato i polsi con le lamette) ma il tutto non è molto chiaro. Se vuoi questa è l'immagine più metaforica, ma meno snodabile (almeno per me), di tutto il brano.

 

Talia 

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Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

ogni suono si mescola e si ovatta con il buio che la inghiotte. La realtà deflagra generando una storia senza un principio.

Frase un po’ faticosa, ho dovuto leggerla due volte per capire che il soggetto è lo stesso soggetto sottinteso dell’incipit. 

Da un lato mi piace questa introduzione che già prelude a qualcosa di onirico, ma due soggetti sottintesi di fila rischiano di confondere il lettore.

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

inizia a levitare fino a raggiungere le nuvole. Il vuoto allo stomaco fa riapparire le risa dei bambini e il chiacchiericcio dei parenti. Dura poco, ogni elemento svanisce.

Qui ho capito che raccontavi un sogno, o meglio, un dormiveglia dai confini incerti

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

«Sì, invece, c'è sempre tempo

Bella, semplice ed efficace, piaciuta. 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

frastornata

Inutile, a descrivere la sensazione di straniamento del sogno basta la successione di immagini che descrivi

 

Il tuo è un racconto particolare, ovvero la narrazione è particolare. L’ho riletto due volte per arrivare alla piena comprensione, ma questo bisogno di rileggerlo, che potrebbe sembrare una critica, in realtà è stata una esigenza genuina e un desiderio di ripercorrere la scrittura. 

La storia infine è semplice, un amore durato a lungo,  un amore forte e costruttivo,  una famiglia che attraversa la vita e che arriva al traguardo della morte di uno dei due innamorati. 

La caratterizzazione di lui arriva delicatamente ma netta, quel nichilismo che lui dichiara con orgoglio lo rende in realtà vulnerabile  agli affetti, al dolore, alla morte. 

L’elemento forte della coppia è lei, lei che nel sonno tradisce la paura,  l’ansia della solitudine, il panico della dipendenza, ma che al risveglio si salda con la realtà, i piedi ben piantati in terra, la coerenza con la situazione che deve affrontare. 

Fino alla normalità della dentiera, ultimo definitivo baluardo di terreno pragmatismo. 

In definitiva ti posso dire che se alla  prima lettura avevo provato un senso di rifiuto per la fatica di una trama che non scorre dritta verso un’idea chiara, alla seconda lettura, che ti ripeto ho affrontato con piacere, il dipanarsi della storia, sia pure attraverso l’uso di una narrazione onirica, mi ha piacevolmente coinvolta. 

È una prova difficile, costruita con perizia e un certo senso del rischio, ma poiché quel rischio io l’ho voluto correre fino in fondo devo dirti che in sostanza me ne sento ripagata. 

Sulla poesia non mi pronuncio, non ne ho non dico la competenza ma nemmeno la capacità per poterla giudicare. 

 

 

 

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Grazie @Talia , sono contento che ti sia piaciuto. ( :

2 ore fa, Talia ha detto:
Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

L'uomo spalanca la bocca rivelando una fila di lamette al posto dei denti

Ho fatto fatica a capire il motivo di questa immagine. Forse ho capito (da bambina era stata spaventata dal barbone che mangiava senza denti per cui sovrappone questa immagine alk'orribile ricordo del marito morto suicida nella vasca da bagno, che si era tagliato i polsi con le lamette) ma il tutto non è molto chiaro. Se vuoi questa è l'immagine più metaforica, ma meno snodabile (almeno per me), di tutto il brano.

 

Sì, diciamo di sì. Comunque lo capisco che può risultare faticoso da afferrare, però ho pensato che l'inconscio ti va a pescare, e legare, elementi del proprio vissuto che sfuggono alla logica, ricreandola però, con tutta una nuova forma, nel sogno stesso

 

Ciao @Cicciuzza , e grazie del tuo commento. Penso tu abbia fatto un'analisi abbastanza dettagliata di ciò che volevo dire con questa storia. Come dici tu, in fin dei conti, è una storia semplice, solo può confondere se ci si fa sconfortare dallo stile frammentato adottato. Grazie di nuovo per la tua attenta lettura e anche per la dritta sul "frastornata" che in effetti risulta superfluo. Alla prossima. ( :

 

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@Rhomer

 

Ciao! Gran bel racconto, secondo me, assai ben scritto! Complimenti! Mi è molto piaciuto, debbo dire... forse un po' complesso in generale nella sua trama, che ogni tanto vien quasi da rileggere, ma assai gustoso. Ottimo stile, ben impastato, profondo, ricco di immagini...

 

Anche la poesia si fonde bene nel contesto stilistico e non risulta per niente avulsa.

 

Mi sono piaciute molte frasi, che non ti quoto, ma andrò a segnalarti alcune piccolezze che a mio gusto varierei.

 

Primo fra tutti, più di tutto e su tutto: varierei un po' il verbo "dire"... per il resto, pochissime e piccole annotazioni...

 

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

Calpesta a piedi nudi l'erba del suo giardino, un fresco venticello le accarezza le caviglie mentre alza gli occhi al cielo. Le nuvole, vischiose, si muovono veloci; si abbracciano l'un l'altra assumendo forme animalesche. Da una parte vede la testa di un unicorno, dall'altra le sembra di scorgere un uomo seduto, con le gambe accavallate, fumare una pipa. Umberto urla; le dice di venire a giocare chiamandola scema.

«Non sono scema», gli risponde tutta paonazza.

L'erba sotto i suoi piedi scompare, inizia a levitare fino a raggiungere le nuvole. Il vuoto allo stomaco fa riapparire le risa dei bambini e il chiacchiericcio dei parenti. Dura poco, ogni elemento svanisce.

Una nuova storia sovrascrive l'altra.

Quest'incipit mi è strapiaciuto: molto evocativo.

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

 

Si è appena vestita per andare a un ricevimento. Si ripassa

Non mi ha però fatto impazzire il doppio uso della forma riflessiva... forse il "si ripassa" lo renderei attivo...

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

mentre si ritrova frastornata di fronte a una gelateria.

Un lieve barlume di coscienza le suggerisce che prima si trovava

Qui varierei la ripetizione di "ritrova/trovava".

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

«Non dirmelo, ci siamo, vero?», gli dice mentre addenta una porzione enorme di pistacchio; i denti le si congelano e la testa le va in fiamme.

Qui ad esempio varierei sicuramente il verbo "dire", se non all'interno del dialogo, almeno all'esterno. Si ripete anche un po' "addenta/denti"... e non mi ha convinto troppo il "le si", la trovo una forma un po' arcaica che rallenta la lettura, almeno a mio avviso.

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

che me l'avevi detta quando ci siamo conosciuti», gli dice sentendosi subito in colpa.

Nuovamente questo "dire" così vicino e ripetuto...

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

n'ondata di terrore le si avvinghia in tutto il corpo. Non farlo, pensa mentre osserva Umberto toccarsi i polsi.

Ugualmente, come sopra, questo "le si" o il riflessivo di "toccarsi"... non so, proprio a sensazione parlo (che grammaticalmente sono corretti) mi stridono un po'.

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

la saluta con un tao tao.

Questa mi è piaciuta.

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

erano sfiniti...aspetta, ti aiuto io»

Qui uno spazio dopo i tre puntini di sospensione.

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

spiegazioni di quanto detto.

Ancora un "dire" che varierei.

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

la dentiera, sbatacchia i denti, e sorride.

Peccato solo per la frase finale, sempre e solo secondo me, che con la ripetizione "dentiera/denti" secondo me perde un po' di efficacia.

 

Per quanto mi riguarda e in generale, hai scritto davvero un racconto di alto livello, sia in stile che in trama e contenuto. Forte e d'impatto, complesso e profondo. Bravo!

 

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@AndC che dire, grazie del tuo commento e soprattutto della lettura attenta. Mi fai notare cose che, onestamente parlando, non noterei manco alla centesima rilettura. Elementi come ripetizioni e altro che se limati a dovere aiuterebbero di molto il racconto. Commento utilissimo (magari sapessi farli anche io così), sono contento che ti sia piaciuto. Ciao, e alla prossima! ( :

 

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Buona domenica, @Rhomer, e in bocca al lupo con il FdI, ti auguro di divertirti e di ricevere tanti commenti che è il motivo per cui mi partecipo. :D

Non immediata, ma comunque molto bella e particolare la narrazione "a momenti"; segue la linea di pensiero e lascia un alone di fascino all'intero racconto; è un tipo di narrazione che mi piace molto, tant'è vero che l'ho usata anch'io nel racconto per il FdI (seppur più ristretta e statica). L'alternarsi di pensieri, alcuni modificati da un alone di sogno, rende gli eventi belli da rivivere e si è nella mente e nelle sensazioni della protagonista. Un buon racconto, profondo nelle emozioni.

Se devo impegnarmi a trovare un difetto, posso dirti che mi è sembrato insolito tutto questo affetto nella relazione (giovanile) tra i due; pensando alla donna ora anziana, negli anni 40-50 c'era ancora una concezione un po' antica e dovuta magari nel matrimonio e nei sentimenti, ma mi piace pensare che ci siano delle eccezioni. In fondo lui è un poeta, no? :P

Per la poesia posso dirti "bella", ma come per gli altri non aggiungo niente perché io e la poesia siamo due entità felici di ignorarsi a vicenda. :cerusico:

 

Qualcosa nello specifico - cerco di non ripetermi con gli altri commenti, o almeno ci provo. Sono comunque delle piccolezze e spero possano esserti utili, anche per uno spunto di discussione.

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

Ogni suono si mescola e si ovatta con il buio che la inghiotte.

So che è la protagonista che viene inghiottita, ma è molto lontano il soggetto, è difficile capirlo. Però d'altra parte se specifichi di più perdi qualcosa... è un bel dilemma... :umh:

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

Le nuvole, vischiose, si muovono veloci

Vischiose... Quando penso a qualcosa di vischioso penso al miele, strano associato alle nuvole che sono batuffoli di ovatta che si rincorrono nel cielo (questa la riutilizzo :saltello:). :P

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

le dice sorridendogli con occhi maliziosi.

Premesso che è "sorridendole" (sorridendo a lei) oppure "sorridendo" come hai scritto tu nel post successivo.

Comunque condivido una cosa che ho imparato sul forum. :saltello:

Il gerundio indica un'azione che si svolge in contemporanea a un'altra in un arco di tempo continuato (in altre parole non istantanea). Così com'è scritto vuol dire che lui sorride in tutto il tempo in cui dice a lei "sei bellissima" mentre immagino che il tuo intento sia che lui dica "sei bellissima" e poi le sorrida. Quindi è formalmente corretto "le dice per poi sorriderle con occhi maliziosi" (poi si può trovare di meglio, voglio solo dare l'idea :D). Se nessuno mi smentisce... un punto per me! :beer:

PS: in genere metto gerundi a casaccio, quanto dico vale anche per me. :pall:

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

Lui la guarda e le sorride.

Ripetizione di concetto, sono in due e lui la guarda, quindi sorride a lei. :P

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

ha già deciso che gelato prendere. Lo mangiano in riva al mare, seduti sulla sabbia bagnata.[...]

«Non dirmelo, ci siamo, vero?», gli dice mentre addenta una porzione enorme di pistacchio; i denti le si congelano e la testa le va in fiamme. [...]

Lei indica prima la brioche, poi la sua bocca.

Gelato o brioche? :)

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

«Ciao nonna», dice una, «ciaoo nonna», dice l'altro.

In uno di questi saluti ci può anche stare un punto esclamativo.

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

«La procreazione è un omicidio premeditato», lo dice singhiozzando nell'oscurità.

"Gli uomini amano la morte e mettono al mondo dei figli per creare altri destini di morte" (cito a mente un frammento di Eraclito). In una visione della vita pessimistica sono d'accordo con entrambi. :cerusico:

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

la saluta con un "tao tao"

Come ho fatto nella citazione, metterei il "tao tao" tra virgolette. :)

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

«Puoi salutarla senza dover parlare come un ritardato, lo sai».

L'ho pensato sentendo alcuni genitori. :asd::asd::asd:

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

Sarà mattina, pensa mentre si stropiccia gli occhi.

Il pensiero "diretto" lo metterei in corsivo o tra virgolette.

 

Alla prossima lettura. :)

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@bwv582 Grazie per il tuo commento. ( :

 

7 ore fa, bwv582 ha detto:

Vischiose... Quando penso a qualcosa di vischioso penso al miele, strano associato alle nuvole che sono batuffoli di ovatta che si rincorrono nel cielo

Sì, beh, in senso figurato ovvio, diciamo che a vedersi possono sembrarle (?) 

 

7 ore fa, bwv582 ha detto:

Premesso che è "sorridendole" (sorridendo a lei) oppure "sorridendo" come hai scritto tu nel post successivo.

Inizialmente, quando mi accorsi dell'errore dopo averlo postato, volevo mettere sorridendole (dunque limitarmi a correggere il maschile), solo che poi ho optato per "sorridendo"... Forse hai ragione, è meglio la prima

 

7 ore fa, bwv582 ha detto:

Gelato o brioche?

Facciamo che è una brioche con gelato  ( :

 

7 ore fa, bwv582 ha detto:

Il pensiero "diretto" lo metterei in corsivo o tra virgolette.

Sai che era in corsivo? Quando copio e incollo il testo qui devo rimetterli tutti, e alcuni me li perdo...

 

7 ore fa, bwv582 ha detto:

Se devo impegnarmi a trovare un difetto, posso dirti che mi è sembrato insolito tutto questo affetto nella relazione (giovanile) tra i due; pensando alla donna ora anziana, negli anni 40-50 c'era ancora una concezione un po' antica e dovuta magari nel matrimonio e nei sentimenti, ma mi piace pensare che ci siano delle eccezioni. In fondo lui è un poeta, no?

Per quanto riguarda questo discorso, non sono propriamente d'accordo. Indipendentemente dalla poesia o meno, penso ci saranno state moltissime relazioni pregne di sentimento in età giovanile anche in quegli anni. Però sì, condivido il fatto che, sicuramente, la maggior parte era legata più a una concezione "antica, matrimoniale". Ma era tanto per la cronaca comunque, ad essere onesti non mi sono fatto proprio 'sti pensieri mentre scrivevo questo racconto.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Grazie di nuovo, e a rileggerci ( :

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Ed ecco che pasticcio con la formattazione. Quel "Grazie di nuovo, e a rileggerci" messo lì.....

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8 ore fa, Rhomer ha detto:
16 ore fa, bwv582 ha detto:

Gelato o brioche?

Facciamo che è una brioche con gelato  ( :

Sennò un Winner Taco®. :super:

 

Scherzi a parte, @Rhomer

8 ore fa, Rhomer ha detto:
16 ore fa, bwv582 ha detto:

Il pensiero "diretto" lo metterei in corsivo o tra virgolette.

Sai che era in corsivo? Quando copio e incollo il testo qui devo rimetterli tutti, e alcuni me li perdo...

forse non lo sapevi, ma copiare-incollare il testo qui da Word o da Libreoffice Writer fa perdere parte della formattazione. Quelli che spariscono sono il corsivo e gli invii se lasci delle spaziature tra paragrafi. Poi io ho Libreoffice Writer e mi spariscono anche i grassetti mentre sento dire da chi ha il word che il grassetto resta... Fatto sta che mi metto il cuore in pace e quando copio-incollo mi rivedo la formattazione da capo. :sboff:

 

Buon proseguimento con il FdI e buona giornata. :ciaociao:

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Bello questo racconto, tutta una vita e un amore raccontati tramite dei flashback. Lampi e squarci che, pur facendo perdere un po' di linearità al testo, danno al lettore una visuale ampia e completa del vissuto di questi personaggi.

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha detto:

Un uomo smunto, con barba lunga e capelli incolti, le afferra le caviglie. Le ricorda un vecchio barbone che la fece spaventare da piccola. Vuole urlare, ma la voce è scomparsa insieme a Umberto. Lui si trova nella vasca da bagno, in posizione fetale, con l'acqua vermiglia che straripa dai bordi.

L'uomo spalanca la bocca rivelando una fila di lamette al posto dei denti

Solo questa parte mi è rimasta oscura, ho pensato che lui si fosse tagliato le vene. Ma non ne sono sicura. 

Un gran bel lavoro, complimenti

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Ciao @Rhomer.

Innanzitutto ti voglio fare i complimenti  per la scrittura che, personalmente, trovo molto matura. Mi piace anche come hai trasmesso i ricordi mescolati dal sogno: tante istantanee che rappresentano una vita insieme, con la comparsa del barbone che, a livello di significato, subito ho faticato a collocare all'interno della storia. Ecco, se devo proprio trovare un difetto - ma qui si parla di gusto personale e probabilmente di un mio limite - è che alla prima lettura non è tutto poi così  intuitivo, e c'è bisogno di riprendere in mano il racconto almeno una seconda volta. D'altra parte mi viene da pensare che questa, forse, sia stata una scelta ben precisa, e, nel dubbio, come tale va comuque rispettata. Alla fine si tratta di gusti.

Trovo anche che la poesia si incastri bene, sia a livello contestuale che stilistico, per cui, bravo.

A rileggerti. :)

 

 

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@Adelaide J. Pellitteri @luca c. Grazie mille. Sono contento che vi sia piaciuto. ( :

 

9 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Solo questa parte mi è rimasta oscura, ho pensato che lui si fosse tagliato le vene. Ma non ne sono sicura.

Lo so, può confondere. Comunque, per farla breve il barbone è un elemento intrusivo dell'inconscio della protagonista (quello che da piccola la terrorizzò). Nel sogno lei associa il trauma del suicidio del marito con quello subito da piccola, per questo le due cose si uniscono: bocca senza denti + lamette. Rognoso da capire, sì, ma alla fine, o almeno così speravo, si doveva intuire dal discorso che fa con la figlia.

 

6 ore fa, luca c. ha detto:

Trovo anche che la poesia si incastri bene, sia a livello contestuale che stilistico

wow, non ci speravo proprio (chiedere a uno come me di scrivere una poesia è come dare l'anello del potere a Gollum) ( :

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Il racconto si regge su diversi piani temporali e nel complesso mantiene una sua linearità interpretatitva. Pur prevalendo un aura di mestizia nel nichilismo esistenziale di Umberto, ho respirato però anche le variegate fragranze della vita, dalle risa della giovinezza alle ombre della vecchiaia e della solitudine, passando per il vissuto tutto sommato "normale" di una coppia. Ho apprezzato molto l'immaginario del barbuto e dei denti, che ricorrono spesso nel testo a simboleggiare le paure interiori e le zanne dell'ignoto. Come ho trovato suggestive, nella loro contrapposizione, le poesie di Umberto.

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Faccio una doverosa premessa: non mi piacciono le storie troppo oniriche che si svolgono su piani temporali diversi confondendo il lettore. Se devo tornare indietro per rileggere c'è un problema.

E non mi piacciono le storie narrate al presente. Sì, va di moda, ma fatto sta che il presente singhiozzante rende ardua l'impresa del lettore, che di suoi non deve fare un'impresa, deve leggere.

Fatta la premessa, ammetto di averci capito poco a una prima lettura. E se a una prima lettura fatico non vedo perché aggiungerne un'altra. Sarà un mio limite, ma questa deriva "alta" non fa per me.

Ci sono delle immagini suggestive, ma nell'accavallarsi di visioni, sbalzi temporali, e la ricerca di una narrativa "alta" come insegnano nella literature americana, ho perso il filo e, come detto, se devo tornare indietro per rileggere non è più un piacere, ma una tortura.

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@Vincenzo Iennaco Grazie del tuo commento e della tua analisi. Sono contento che tu abbia apprezzato. ( :

 

@simone volponi Grazie per aver letto e lasciato il tuo commento. Sostengo che, indipendentemente dalla critica positiva o negativa, si debba essere il più sinceri possibile. Dunque apprezzo la tua sincerità. Cosa posso dirti, ognuno è fatto a suo modo e ha i suoi gusti. Solo su una cosa, però, mi sento di contraddire, ovvero:

 

22 minuti fa, simone volponi ha detto:

e la ricerca di una narrativa "alta"

ecco, giusto questo punto qui. Ti garantisco che se, un giorno, dovesse arrivare il momento in cui mi illudessi di ricercare una narrativa "alta" (che poi, è molto generico da dire, ma diamola per buona) in ciò che scrivo, allora, molto probabilmente, significherà che mi sarò ammattito del tutto. (

 

Ho moltissime lacune, quindi figurati se mi prefisso ciò. Comunque, a parte questo piccolo punto, per il resto, come dicevo, apprezzo la tua sincerità. Ciao, e alla prossima.

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A me è piaciuto @Rhomer e non ho niente da segnalare. Bel racconto.

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Ciao @Rhomer

bellissimo racconto! Mi è piaciuto il continuo alternarsi tra realtà e sogno e tra piani temporali diversi. Alcuni dettagli che vanno e vengono a creare un puzzle molto suggestivo. Tra l'altro a me è piaciuto anche a una prima lettura, è una di quelle narrazioni in cui bisogna lasciarsi trasportare dal flusso di eventi. L'unico inciampo che ho trovato è all'inizio. Nella prima scena ho pensato che Umberto fosse il fratello mentre dopo si capisce immediatamente che si sono conosciuti, e innamorati, da giovani. È vero che è un sogno ma mi ha disorientata. Il resto, invece, fila via benissimo, molto belli i salti temporali, lo stile suggestivo. Piaciuto molto! Alla prossima!

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@Rhomer, uomo del mistero!

mi aspettavo che il barbuto fosse l’assassino di Umberto (che viaggi che mi faccio :asd: ); ho fatto un pochino fatica a comprendere i vari salti temporali ma ho apprezzato quella vena “pink” nelle scene tra i due sposi.

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

Sua madre si infila la dentiera, sbatacchia i denti, e sorride.

Qua mi sei piaciuto!

Alla prossima! :) 

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Ciao, @Rhomer

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

Ogni suono si mescola e si ovatta con il buio che la inghiotte.

Il buio inghiotte il suono? Allora lo o li

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

«Sei bellissima», le dice sorridendogli con occhi maliziosi.

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

La procreazione è un omicidio premeditato

È un paralogismo, è grazie a quello se può parlare di figli e nipoti.

È anche vero che sottolinei il nichilismo dell'uomo 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

«Non ti è mai piaciuta la poesia, ammettilo. Ironico che un uomo come me l'apprezzi, dopotutto sono un nichilista, come sai».

Però avrei evitato di farglielo dire, i pensieri della donna lo hanno già sottolineato. 

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

gli toglie le mani dalla cravatta e gliela annoda

 

Il racconto ha una struttura complessa e interessante. Difficile ma non impossibile riallacciare tutto alla prima lettura, ma in questo caso non è un difetto.

Racconto riuscito, a rileggerci.

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Grazie del commento, @Plata , sono contento che ti sia piaciuto. (

13 minuti fa, Plata ha scritto:

Il buio inghiotte il suono? Allora lo o li

il soggetto è lei, è sottinteso, per questo è "la", però mi rendo condo che può risultare non immediato.

 

14 minuti fa, Plata ha scritto:

È un paralogismo, è grazie a quello se può parlare di figli e nipoti.

È anche vero che sottolinei il nichilismo dell'uom

Paralogismo è un parolone, secondo me sono punti di vista, di sicuro la natura pessimistica della frase non aiuta a inquadrarne una "logica" di fondo, ma non è questo il luogo, né il momento, adatto per parlare di ciò. Comunque la frase è volutamente "spinta" perché detta da un uomo "falso" nella sua filosofia di pensiero. Lui non è un vero nichilista, è solo convinto di esserlo, ma quasi non ci crede manco lui.

 

17 minuti fa, Plata ha scritto:
Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

«Non ti è mai piaciuta la poesia, ammettilo. Ironico che un uomo come me l'apprezzi, dopotutto sono un nichilista, come sai».

Però avrei evitato di farglielo dire, i pensieri della donna lo hanno già sottolineato. 

 

ed ecco perché lo ripete; vuole dare forza alla sua convinzione.

 

Spero di aver chiarito un po' di incomprensioni, ciao, e alla prossima!

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Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

Dall'altra stanza sente i bambini ridere, le madri che dicono di abbassare la voce. Ogni suono si mescola e si ovatta con il buio che la inghiotte. La realtà deflagra generando una storia senza un principio

 

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

Il soggetto è lei, è sottinteso, per questo è "la", però mi rendo condo che può risultare non immediato

Scusa se insisto ma è sottinteso per l'autore, il lettore (io, almeno) non trova traccia del lei soggetto.

Il resto è tutto più chiaro, grazie. 

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9 minuti fa, Plata ha scritto:

Scusa se insisto ma è sottinteso per l'autore, il lettore (io, almeno) non trova traccia del lei soggetto.

sì, sì, me ne rendo conto. Sicuramente avrei fatto meglio a rendere più evidente il soggetto fin dall'inizio. In questo modo rischia, appunto come dici, di essere solo chiaro a me (

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Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

Dall'altra stanza sente i bambini ridere, le madri che dicono di abbassare la voce. Ogni suono si mescola e si ovatta con il buio che la inghiotte. La realtà deflagra generando una storia senza un principio.

Mi è piaciuto molto l'incipit, che anticipa in qualche maniera la struttura del racconto. 

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

E che me l'avevi detta quando ci siamo conosciuti», gli dice sentendosi subito in colpa.

Direi vada meglio: me l'avevi recitata 

 

Ah, c'è una cosa che non ho capito, aspetta che cito il passaggio precedente. 

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

«Non dirmelo, ci siamo, vero?», gli dice mentre addenta una porzione enorme di pistacchio; i denti le si congelano e la testa le va in fiamme.

«Già soffri?», le risponde divertito.

Lei indica prima la brioche, poi la sua bocca.

«Capisco, gentile da parte tua, ma tanto lo so che è per quello che sto per dirti. Comunque, non mi interessa».

Si fa serio in volto e si schiarisce la voce.

Non ho capito il senso del dialogo. La parte sulla sofferenza sì, credo sia legata al dolore che prova mangiando il pistacchio. Non la parte sottolineata. 

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

«Andrai benissimo, dopotutto... vieni qui!», gli toglie le mani dalla cravatta e gliela annoda, mentre lui sbuffa facendo ridere la bambina.

«... Dopotutto, chi non vorrebbe nel suo studio un avvocato che scrive poesie orribili?».

Renderei questo passaggio più fluido. «Vieni qui!», gli toglie le mani dalla cravatta e  gliela annoda. «Andrai benissimo, dopotutto..» Lui sbuffa facendo ridere la bambina.

«... dopotutto, chi non vorrebbe nel suo studio un avvocato che scrive poesie orribili?».

 

Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

Lo dice con la bocca impastata.

toglierei lo, superfluo

 

Un racconto particolare, ma molto, molto apprezzato per lo stile, per la narrazione e per la struttura matta di quelle che piacciono a me. Bella prova!

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Ciao @Emy , felicissimo che ti sia piaciuto.  

 

46 minuti fa, Emy ha scritto:
Il 20/6/2019 alle 15:03, Rhomer ha scritto:

«Non dirmelo, ci siamo, vero?», gli dice mentre addenta una porzione enorme di pistacchio; i denti le si congelano e la testa le va in fiamme.

«Già soffri?», le risponde divertito.

Lei indica prima la brioche, poi la sua bocca.

«Capisco, gentile da parte tua, ma tanto lo so che è per quello che sto per dirti. Comunque, non mi interessa».

Si fa serio in volto e si schiarisce la voce.

Non ho capito il senso del dialogo. La parte sulla sofferenza sì, credo sia legata al dolore che prova mangiando il pistacchio. Non la parte sottolineata. 

In pratica lui la guarda mentre assume quell'espressione (appunto per aver addentato il gelato), e ironizza dicendole che era una scusa il gelato, ma che in realtà soffriva perché era arrivato il momento in cui le recitava la poesia. Lo so, può risultare poco chiaro. Certe volte tendo a non descrivere i pensieri dei personaggi, mi sa che in questo caso non avrebbe guastato farlo ( : 

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