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bwv582

[FdI 2019-1] La federa

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Grazie, @queffe, per il commento sentito - ora mi sento in colpa ancora di più dopo il commento che ti ho fatto io. :buhu:

Faccio outing e lo dico anche a @Cicciuzza, ho scritto "a lavoro" sbagliando perché non sapevo fosse così. Mi spiace, si tratta di una di quelle cosette che non ho mai approfondito. :buhu:

Ti ringrazio per gli appunti, volevo intenzionalmente confondere il lettore per dargli un po' un effetto sorpresa finale... però dal tuo commento, e da quelli di Kuno e Plata credo di aver esagerato. Farò tesoro di quello che mi hai detto, per rivedere il racconto e... per il futuro. :saltello:

Grazie. :flower:

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53 minuti fa, bwv582 ha scritto:

ora mi sento in colpa ancora di più dopo il commento che ti ho fatto io. :buhu:

Smettila di scusarti e non farti passare neppure per l'anticamera che bisogna ricambiare 1:1 critiche severe o gentilezze. Tu continua a commentare schiettamente per ciò che "ti arriva" come lettore e non ti curare se Tizio, Caio o queffe :asd: ti hanno fatto un buon commento, la volta precedente. 

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2 minuti fa, queffe ha scritto:

Tu continua a commentare schiettamente per ciò che "ti arriva" come lettore e non ti curare se Tizio, Caio o queffe :asd: ti hanno fatto un buon commento, la volta precedente.

Lo so e lo faccio. :super:

In generale mi faccio problemi, però. :D

:ciaociao:, @queffe, e grazie ancora.

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@bwv582

Enigmatico pezzo. Ho capito solo alla fine che era la storia di una persona abbandonata. E rileggendolo ho capito anche perché è stata abbandonata.

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Stanotte ho sognato di non riuscire a muovermi, di avere talmente tanto sonno da aver perso il controllo persino delle punte delle dita. Per questo sono scattata come una molla al suono della sveglia e ho fatto in tempo a soffocare un urlo. Tra l'altro ha suonato la sveglia: strano, di recente non riuscivo a dormire più di quattro ore a notte.

Una persona che sogna di avere tanto sonno da perdere il controllo delle punte delle dita è una persona fortemente disturbata. Meglio starci alla larga.

L'hai descritta benissimo!

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Ti ringrazio, @Mariner P, per essere passato e avermi lasciato un commento.

Il 2/7/2019 alle 21:55, Mariner P ha scritto:

Una persona che sogna di avere tanto sonno da perdere il controllo delle punte delle dita è una persona fortemente disturbata. Meglio starci alla larga.

Per i disturbi mentali ho molti miei strani comportamenti a cui attingere con la dovuta esagerazione. :eheh:

Grazie ancora e buona serata. :)

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Ciao @bwv582

Un fiume di pensieri questa donna. Pensa e declama poesie al marito, scomparso? morto? scappato? comunque lei è depressa e ne sente la mancanza.

Il lutto si sente, infatti la federa si bagna tutte le notti, ma io non ho capito questa frase

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Lui non vede la smorfia di disprezzo in quelle parole.

Sembra che lui sia lì con lei

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Dormi bambino

mio maritino

fa' un sonnellino

che tolgo il cuscino...

Infatti anche nei versi lo confermi.

Non è che lei si sente sola e basta e lui è come se non ci fosse?

Scusa la domanda ma proprio non ho compreso :facepalm:

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8 minuti fa, Alba360 ha scritto:

Scusa la domanda ma proprio non ho compreso :facepalm:

Non scusarti, @Alba360, non ne hai motivo.

Ho dato per scontata l'ambientazione "psicologica" di un lutto a uno stato intermedio, quando ancora pensi di vedere vicino a te la persona cara ma ti rendi conto della mancanza. Quei giorni un po' misti in cui si alternano crisi di pianto alla consapevolezza di dover andare comunque avanti. Ho giocato su questo.

Ti ringrazio di essere passata e di avermi lasciato un commento. :rosa:

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@bwv582 :) 

A me gli esperimenti piacciono molto. Le prime volte che si tenta una ricetta nuova non è detto che la pasta lieviti perfettamente, ma vale sempre la pena tentare.

Mi è piaciuto molto il tono infantile e leggero di tutto il racconto, compresa la poesia che è più una filastrocca. Mi è piaciuta anche l'idea di evitare di parlare del lutto per tutto il racconto, riempiendolo di pensieri quotidiani e senza importanza, e rivelarlo solo alla fine... Anche le divagazioni mi sembrano azzeccate*  perché a volte si ha la necessità di mettere in pausa il proprio dolore, nasconderlo, negarlo e riempirsi la testa di altro. Alla fine ci si spiega il perché dell'inizio e così il cerchio si chiude.

Stanotte ho sognato di non riuscire a muovermi, di avere talmente tanto sonno da aver perso il controllo persino delle punte delle dita. Per questo sono scattata come una molla al suono della sveglia e ho fatto in tempo a soffocare un urlo. Tra l'altro ha suonato la sveglia: strano, di recente non riuscivo a dormire più di quattro ore a notte.
Mi raggiungono sottili foglie di luce dalle fessure delle tapparelle; quel tanto che basta per farmi arrabbiare con il mondo. In fondo, perché svegliarsi?

Ripeterò qualcosa di già detto, forse, ma trovo la tua protagonista credibile - l'ho sentita vicina.

 

Le cose da rivedere (spero tu vorrai revisionare questo racconto) sono un paio di ripetizioni e un congiuntivo (già segnalati)* e questo passaggio:

«Dormi, non preoccuparti».
Ho cura di scomodare solo la mia parte del letto; sfioro con due dita il suo cuscino, ma mi tiro indietro per non disturbarlo. Di getto afferro il mio di cuscino e sfilo la federa.
«Ecco, è bagnata...»
Lui non vede la smorfia di disprezzo in quelle parole. Pazienza. Ce ne vuole tanta perché il cuscino è maledettamente enorme e non so neanche io come riesco a infilare e sfilare la federa senza imprecare. Guardo il suo lato, mi viene spontaneo sorridere.

Va bene che la voce narrante si comporta ancora come se il marito fosse presente, ma dovresti almeno insinuare il dubbio che lui non ci sia. Altrimenti il lettore si sentirà un po' preso in giro. 

Al netto di questo, un bel racconto davvero. Credo sia il tuo racconto che mi è piaciuto di più. :sss:

 

P.s:

Spoiler

«... che poi, Francé, devi fare qualcosa, hai trentasei anni, è ora che ti sposi!»

 :no:

Di' a questa tizia, da parte mia, che si faccia i fatti suoi. 

 

*scusa se non quoto, ma non riesco a riportare le citazioni da una pagina all'altra :facepalm:

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Ciao @bwv582!

 

In piedi (facendo attenzione a non svegliare il marito), macchina, lavoro. E così tutti i giorni della settimana, per la protagonista. Peccato che il marito non ci sia più.

 

Bel racconto, mi è piaciuto! La tua protagonista, forte davanti ai colleghi, ma fragile nell'intimità della propria casa, dove esprime il proprio dolore in maniera, invero, alquanto composta, è toccante.

La storia non si indulge in un pietismo dalla facile presa e, forse, anche per questo il senso di tristezza che la pervade appare genuino e credibile.

 

Pro:

- la protagonista: dolce e triste, amorevole e rassegnata;

- un dolore che non è "pompato coi bassi" e che per questo si percepisce come credibile.

 

Contra:

- ho l'impressione (e vorrei sbagliarmi) che il racconto bari un po' col lettore nelle prime righe. Ok che la scomparsa del marito non deve essere resa nota fino alla fine, quando contribuisce a dare il senso di tutta la storia, ma frasi come queste:

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

«Dormi, non preoccuparti».
Ho cura di scomodare solo la mia parte del letto; sfioro con due dita il suo cuscino, ma mi tiro indietro per non disturbarlo.

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Lui non vede la smorfia di disprezzo in quelle parole.

ingannano il lettore facendogli credere qualcosa di diverso da quanto poi verrà rivelato. 

 

 

 

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22 ore fa, mercy ha scritto:

Ripeterò qualcosa di già detto, forse, ma trovo la tua protagonista credibile - l'ho sentita vicina.

Come ho detto alle altre utentesse, @mercy, mi fa molto piacere che una donna dice che la protagonista è credibile (e sono un maschio). Grazie.

22 ore fa, mercy ha scritto:

Altrimenti il lettore si sentirà un po' preso in giro. 

Effettivamente me lo avete detto in tanti; come ho detto ho voluto un po' "confondere" di proposito ma ho esagerato. :s

22 ore fa, mercy ha scritto:

Credo sia il tuo racconto che mi è piaciuto di più. :sss:

Grazie. :buhu:(emoticon di commozione)

 

Grazie anche a te, @Pulsar, di essere passato e di aver letto. Apprezzo molto la tua lettura perché è esattamente la mia

21 ore fa, Pulsar ha scritto:

La tua protagonista, forte davanti ai colleghi, ma fragile nell'intimità della propria casa, dove esprime il proprio dolore in maniera, invero, alquanto composta, è toccante.

:)

21 ore fa, Pulsar ha scritto:

ho l'impressione (e vorrei sbagliarmi) che il racconto bari un po' col lettore nelle prime righe

Come ho detto a mercy, Kuno, Queffe e Plata, ho voluto barare di proposito, ma dai vostri commenti capisco di aver esagerato.

 

Grazie mille a entrambi e buon fine settimana. :ciaociao:

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Buongiorno @bwv582.

 

Se mi permetti, parto dalla fine: mi è piaciuto un sacco come hai reso "efficace" il dolore della giovane protagonista (avrei dovuto dire vedova, lo so...) e trovo che hai reso perfettamente il suo "contenersi" durante la giornata con le amiche/colleghe, per poi lasciar andare la sua disperazione una volta giunta la notte, contro quella povera federa.

Anche la poesia la trovo azzeccata: tutti quei diminutivi che richiamano un fanciullesco istinto materno che non potrà mai soddisfare, a meno che non riesca a superare il momento in cui finirà la crostata, che ho trovato un ottimo espediente per scandire il passare del tempo e per far provare al lettore il "consumo interiore" che tormenta la giovane protagonista.

 

Lo stile mi è piaciuto: scorrevole e piacevole da leggere; tutti i personaggi sono ben caratterizzati.

 

A fare le pulci, ed entrando in modalità "bastard inside", ti dico solo che non mi ha convinto del tutto uno dei tuoi corsivi, quello in cui accenni al fatto che "corriamo tutti" e non fai menzione della "crostata". Imho, se hai deciso che il "trait d'union" fosse il delizioso dolce alla frolla, questo corsivo non ci sta.

 

Ma è solo una piccola inezia, a fronte di una prova riuscita dannatamente bene. (y)

 

 

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Ciao @bwv582,

avevo letto il tuo racconto quando l'hai postato, l'ho riletto ora e l'impressione è la stessa: molto piacevole da leggere ed è facile entrare in sintonia con la protagonista. In quanti, durante un periodo difficile (non solo per un lutto: preoccupazioni, malattia, malattia di un caro, problemi di coppia...) si continua a vivere come si è spremere fatto, mostrando una faccia serena al mondo per poi piangere ogni notte una volta soli?

I punti che mi convincono meno sono il fatto che nella prima parte la protagonista parli del marito in terza persona e nella seconda parte in seconda: io omogeneizzerei. farei tutto alla seconda, così puoi anche arrangiare il problema di "inganno dei lettori"

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

sfioro con due dita il suo cuscino, ma mi tiro indietro per non disturbarlo

provo a sfiorare con due dita il tuo cuscino, ma non oso toccarlo

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Ecco, è bagnata...»
Lui non vede la smorfia di disprezzo in quelle parole

ma tu non vedi (o non vedrai) la smorfia di disprezzo

 

L'altro punto che mi lascia perplessa è il dialogo con le colleghe: so che di gente senza tatto né cervello ce n'è tanta, ma mi sembra comunque eccessivo che qualcuno si rivolga in quel modo a una persona che è vedova da qualche mese. Al limite lo si fa parlando di lei, ma apostrofarla apertamente così, dicendole "brava che affronti la vedovanza col sorriso invece di piangerti addosso" mi sembra un po' eccessivo. Ma forse sono ingenua io :)

Ultimo punto: la filastrocca di lei è dettata dal suo dolore, ma non parla direttamente di lutto. A voler essere pignoli, forza un po' sulla traccia. Ma sono in tanti ad aver inserito una poesia non incentrata sul lutto, quindi forse ho letto io la traccia in modo troppo rigido.

fatte le pulci, il racconto merita, davvero

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Grazie, @H3c70r, non so davvero cosa dire di fronte a un tuo apprezzamento così sentito. Per il pensiero sulla corsa, ho già ricevuto un commento simile... posso dire che l'ho inserita per dare un'idea più riflessiva, un "ma vale la pena di correre/vivere così visto che poi le vite ci sono portate via?".

 

Grazie anche a te, @Befana Profana, per avermi lasciato un commento.

5 ore fa, Befana Profana ha scritto:

I punti che mi convincono meno sono il fatto che nella prima parte la protagonista parli del marito in terza persona e nella seconda parte in seconda: io omogeneizzerei. farei tutto alla seconda, così puoi anche arrangiare il problema di "inganno dei lettori"

Sincera verità: non ci avevo minimamente pensato. :grat:

5 ore fa, Befana Profana ha scritto:

ma mi sembra comunque eccessivo che qualcuno si rivolga in quel modo a una persona che è vedova da qualche mese

Giusto. Posso dire che, più che un dialogo "puntuale", volevo dare un dialogo "generale", una chiacchiera generica, qualcosa in cui potersi identificare. Nello specifico però è una giusta obiezione a cui non avevo pensato. :grat:

Grazie ancora per il commento e l'apprezzamento.

 

Buon fine settimana a entrambi. :ciaociao:

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Bellissimo incipit! Subito l’elemento femminile si afferma, con il relativo senso di inadeguatezza e una l’unta di nostalgia.

 

Il susseguirsi dei pensieri a briglia sciolta rispecchia molto il modo di pensare di una donna. Ho trovato un po’ stonato l’apprezzamento sul poliziotto, che non è “carino”.

 

Funziona bene il passaggio del dialogo delle amiche, il sentimento della protagonista acquista così più forza. 

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Ciao @bwv582 ben scritto e scorrevole il tuo racconto. Mi è piaciuto soprattutto l'accostamento della protagonista ad una crostata. Come se il tempo la continuasse a divorare. Bello anche l'alleggerimento ironico con il poliziotto. In effetti alleggerire un poco il discorso visto il tema imposto piuttosto pesante lo trovo appropriato.

 

Saluti,

 

Intes

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Grazie di aver letto e avermi lasciato un commento, @skifezza e @INTES MK-69, grazie per le parole che avete speso e per il generale apprezzamento. :rosa:

Ho provato a sperimentare qualcosa e vedere che non è venuto fuori un racconto inguardabile mi rende molto felice. Grazie per le vostre parole e per i consigli (la parte del poliziotto è un po' una croce e delizia :P).

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Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Voglio sperimentare qualcosa di (molto) diverso dal solito. :saltello:

Ciao @bwv582, adoro le opere sperimentali e adoro sperimentare, ti confido subito che ho messo in "lista d'attesa" un racconto con questo "stile simil-Joyce", perché è un'idea di stile molto valida, secondo me.

 

Mi è piaciuto praticamente tutto, scorre liscio, come vino bianco quando si accompagna al sushi, e ti lascia un retrogusto amaro come la trama e la traccia vogliono. 

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Ogni mattina gli dedico una poesia diversa, quello che mi suggerisce il cuore.

La punteggiatura in generale la trovo azzeccata, si vede che ci tieni. Se proprio volessi farti "le pulci", sostituirei i due punti alla virgola. "Ogni mattina gli dedico una poesia diversa: quello che mi suggerisce il cuore." ma è un gusto personale.

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Alcune volte mi vedo correre. Corro io e corrono tutti, abbiamo una fretta malsana, sembriamo globuli rossi pompati a forza dal cuore schizzato della società. Corro per andare a lavoro, corro a lavoro, corro per tornare a casa. Corro senza un motivo.

Nonostante non sia il tema centrale del racconto, mi sento di sottolineare questo passaggio (forse perché molti dei miei personaggi esprimono questo disagio): una rappresentazione molto realistica. Il circolo vizioso della società.

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Non sono una forza della natura, sono solo una crostata che il destino sta divorando fino all'ultima briciola.

 

Immagine che trova nella semplicità della crostata la potenza descrittiva adatta a introdurre il finale, amaro come la scomparsa della persona amata.

 

 

A rileggerti, complimenti e in buon divertimento al FdI! 

 

 

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Il 23/6/2019 alle 07:35, Talia ha scritto:

Te lo dico subito perché mi hai sorpresa nel finale, commovente ma breve (non lasci il tempo all'emozione). Fai sorridere il lettore per tutto il brano, con piccole battute e ironia sulla vita quotidiana (dopo ti segnalo quelle più gustose) e in conclusione lo lasci col sorriso congelato, diventato malinconico, per il rovesciamento del finale. 

Faccio mie queste parole. Bravo @bwv582, mi è piaciuto molto il tuo racconto, soprattutto per come lo hai scritto. Hai saputo dare una voce interiore alla protagonista in modo molto particolare e fresco. È la dimostrazione che anche su un'idea semplice si può costruire un racconto di livello con abilità e stile. Il finale mi è piaciuto e mi ha sorpreso solo in parte (perché ovviamente conoscendo il tema mi era già chiaro il significato della federa del cuscino bagnata), ma non è affatto un male, anzi, la sorpresa ha lasciato posto all'emozione.

Veramente un ottimo lavoro!

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@Per aspera ad astra, @Joyopi, non so davvero cosa dire se non grazie... grazie davvero...

Ho avuto una pessima giornata a lavoro e leggere le vostre parole mi ha fatto piangere; mi avete dato un po' di autostima in una giornata molto brutta. :buhu:

Scusatemi se sono a corto di aggettivi, sono felice che vi sia piaciuto, non so cosa dire leggendo il vostro apprezzamento.

 

Un'unica cosa

Il 11/7/2019 alle 11:13, Per aspera ad astra ha scritto:

La punteggiatura in generale la trovo azzeccata, si vede che ci tieni.

ci tengo e ce la metto tutta, ma in genere non ci azzecco più di tanto... :rolleyes:

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