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bwv582

[FdI 2019-1] La federa

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Commento: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/43629-fdi-2019-1-andrea-e-le-farfalle/?tab=comments#comment-773387

Voglio sperimentare qualcosa di (molto) diverso dal solito. :saltello:

 

La federa


Non ho mai pensato che fossimo simili a delle crostate; buone le crostate, mia madre le sa fare, io non credo imparerei mai a farle come lei...

 

Stanotte ho sognato di non riuscire a muovermi, di avere talmente tanto sonno da aver perso il controllo persino delle punte delle dita. Per questo sono scattata come una molla al suono della sveglia e ho fatto in tempo a soffocare un urlo. Tra l'altro ha suonato la sveglia: strano, di recente non riuscivo a dormire più di quattro ore a notte.
Mi raggiungono sottili foglie di luce dalle fessure delle tapparelle; quel tanto che basta per farmi arrabbiare con il mondo. In fondo, perché svegliarsi?
«Dormi, non preoccuparti».
Ho cura di scomodare solo la mia parte del letto; sfioro con due dita il suo cuscino, ma mi tiro indietro per non disturbarlo. Di getto afferro il mio di cuscino e sfilo la federa.
«Ecco, è bagnata...»
Lui non vede la smorfia di disprezzo in quelle parole. Pazienza. Ce ne vuole tanta perché il cuscino è maledettamente enorme e non so neanche io come riesco a infilare e sfilare la federa senza imprecare. Guardo il suo lato, mi viene spontaneo sorridere.

Dormi bambino

mio maritino

fa' un sonnellino

che tolgo il cuscino...

Quelle ultime sembrano messe di proposito perché devo fermarmi che ho bisogno di riprendere fiato per fare leva e riuscire a liberarlo da quella stretta copertura.

... e poi lo metto

sullo stendino

così è perfetto

si asciuga un pochino...

Ogni mattina gli dedico una poesia diversa, quello che mi suggerisce il cuore. Ma non ho tempo di canticchiare, devo prepararmi che mi aspetta una giornata noiosa come le altre. Cosa può importare al mondo di una singola persona, in fondo.

... ora mi vesto

e mi preparo

devo far presto

vado a lavoro...

Non c'è la rima, pazienza, vorrà dire che mi limito a canticchiare nella testa questo sciocco motivetto.

 

Una fetta di crostata. Forse. Ogni giorno ce n'è un pezzo in meno.

 

Non capisco a cosa possa pensare la gente quando decide di girare la chiave e mettersi in strada. I vecchi, soprattutto... quello con l'apecar proprio negli orari di lavoro deve andare a trenta all'ora sulla statale?
«Non voglio arrabbiarmi, ci sono cose peggiori».
Mi diresti così tu, io ripeto queste tue parole; sul sedile del passeggero c'è la borsetta che, tra l'altro, non parla. Mi viene da ridere, ricordo quando dicevi che la macchina si inclinava dal lato della borsa per quanta roba ci infilavo dentro. Fortuna che ho afferrato questo ricordo, davvero, sennò sarei marcita di depressione in mezzo alla strada nell'attesa.
C'è un poliziotto, mi mancava questo.
Ma sì, dai, fermami e tienimi un quarto d'ora così almeno arrivo in ritardo a lavoro.
«Buongiorno, patente e libretto, per cortesia».
Annuisco con deferenza. Fosse carino almeno... un attimo, non guardarmi così, adesso te li prendo la patente e il libretto; sono disordinata, non posso farci nulla.
«Ecco a lei».
Bene, ora si porta via i documenti e passa un quarto d'ora a controllarli; per carità vuoi mettere una faccia da criminale come la mia? La macchina è rubata e sto scappando via per non farmi prendere; ho scelto la statale all'ora di punta per non destare sospetti.
No, no, non posso farmi una risata, ci manca solo che mi vede e magari pensa a chissà cosa. Guardo fuori: macchina verde, grigia, lime, gialla, grigia, bianca, ...
Ah, che noia...
Alzo la testa verso lo specchietto retrovisore: non sono male, dai. Afferro una ciocca di capelli e penso che a quarant'anni me li taglio corti, così, tanto per cambiare qualcosa. Forse non arrivo a quaranta, penso che me li taglio così la prossima volta, tra l'altro non devo strecciarli. Finalmente, ecco che torna il tizio in divisa, posso ancora riuscire a entrare in orario a lavoro.
«La ringrazio, buona giornata».
«Buona giornata a voi e buon lavoro».
Butto la roba alla rinfusa, non ho tempo.

 

Alcune volte mi vedo correre. Corro io e corrono tutti, abbiamo una fretta malsana, sembriamo globuli rossi pompati a forza dal cuore schizzato della società. Corro per andare a lavoro, corro a lavoro, corro per tornare a casa. Corro senza un motivo.

 

Lorena mi sta davvero antipatica. Fa l'amicona quando invece sta perennemente sopra a un piedistallo come ci fosse solo lei e in pausa caffè fa un soliloquio che neanche un attore teatrale: oggi il condominio, domani l'affitto, dopodomani i nipoti...
«... che poi, Francé, devi fare qualcosa, hai trentasei anni, è ora che ti sposi!»
«C'è sempre tempo, cosa mi sposo a fare, per separarmi?»
Che discorsi stupidi, ma almeno sembra che non mi hanno coinvolto almeno stavolta; le lascio parlare, non mi importa niente, possono anche discorrere di aria fritta. Ma sarà buona l'aria fritta? Perché si dice così? Chissà se...
«... dovrebbe essere come Vale!»
«Cosa?»
Cosa vuole adesso da me questa?
«Dicevamo di Giulia della filiale, quella che ha perso il marito dieci anni fa ed è sempre tutta lì depressa con il mondo o a parlare da sola. Dobbiamo dirle che noi abbiamo la nostra Vale che non si arrende mai ed è una forza della natura!»
«Sì, è proprio strana, diglielo Vale!»
«Non serve a niente deprimersi».
Le altre ridono, rido anch'io.
Per loro è stupido deprimersi per aver perso qualcuno.
Già.

 

Non sono una forza della natura, sono solo una crostata che il destino sta divorando fino all'ultima briciola.

 

Riprendo la federa del cuscino e riesco a infilarla a suon di imprecazioni.
È asciutta, ma stanotte piangerò di nuovo.
Lo sto già facendo.
Il letto è vuoto senza di te.

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Ciao, caro @bwv582.

Che dire? Alla prima lettura mi sono chiesto cosa diavolo stessi leggendo, e solo arrivato alla fine ho ricomposto i tasselli che mi sembravano buttati là, tanto per fare numero.

E invece alla seconda lettura, questo racconto me lo sono proprio goduto: è fresco, originale, ben equlibrato e scritto bene.

Solo in pochi di punti ho notato alcune ripetizioni e parti di periodi da rifolmulare. Ma è davvero roba da niente.

Sulla poesia non mi esprimo, perché (al pari della mia) non so nemmeno se si possa definire tale: lì bisognerà attendere il parere degli esperti.

Ti lascio due appunti

 

11 ore fa, bwv582 ha detto:

sfioro con due dita il suo cuscino, ma mi tiro indietro per non disturbarlo. Di getto afferro il mio di cuscino e sfilo la federa.

Credo che non sia necessario ripetere cuscino, tanto più che parlando di federa si capisce a cosa ti stai riferendo.

11 ore fa, bwv582 ha detto:

devo prepararmi che ché mi aspetta una giornata noiosa come le altre. Cosa può importare al mondo di una singola persona, in fondo.?

 

11 ore fa, bwv582 ha detto:

soprattutto... quello con l'apecar proprio negli orari di lavoro deve andare a trenta all'ora sulla statale?

Qui girerei la frase, perché messa così mi sa troppo di "parlato" (anche se forse si adatta allo stile del brano, essendo che in effetti si tratta del pov del protagonista, e quindi di un flusso di pensieri)

Quello con l'apecar  deve andare a trenta all'ora proprio negli orari di lavoro?

ometterei "statale".

11 ore fa, bwv582 ha detto:

un quarto d'ora così almeno arrivo in ritardo a lavoro.

arrivo a lavoro in ritardo.

Questione soggettiva, forse, ma a me piace di più così.

11 ore fa, bwv582 ha detto:

La macchina è rubata e sto scappando via per non farmi prendere;

Io qui calcherei ancora di più la mano: La macchina è rubata e ho appena svaligiato una gioielleria. 

:asd:

 

11 ore fa, bwv582 ha detto:

Guardo fuori: macchina verde, grigia, lime, gialla, grigia, bianca, ...

Forse ci starebbe meglio il plurale, perché così com'è la comprensione non è immediata.

11 ore fa, bwv582 ha detto:

Afferro una ciocca di capelli e penso che a quarant'anni me li taglio corti, così, tanto per cambiare qualcosa. Forse non arrivo a quaranta, penso che me li taglio così

Ripetizioni che tutto sommato ci possono stare, ma il secondo "così" lo toglierei 

11 ore fa, bwv582 ha detto:

riuscire a entrare in orario a lavoro

Riuscire a entrare a lavoro in orario.

 

Vabbè, come vedi le parti che ho quotato riguardano piccolezze (ce ne sono altre, ma sempre di quel peso specifico), e fai conto che tutto il resto, per i miei gusti, lo trovo molto riuscito (e per ovvie ragioni non ti sto a quotare tutto, perché il testo è  davvero ricco di spunti interessanti e intelligenti, e tra l'altro ci hai messo una buona dose di ironia e simpatia che lascia più di un sorriso- e visto il tema, non era facile).

Bravo! (y)

 

Modificato da luca c.

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13 ore fa, bwv582 ha detto:

Lorena mi sta davvero antipatica. Fa l'amicona quando invece sta perennemente sopra a un piedistallo come ci fosse solo lei e in pausa caffè fa un soliloquio che neanche un attore teatrale: oggi il condominio, domani l'affitto, dopodomani i nipoti...
«... che poi, Francé, devi fare qualcosa, hai trentasei anni, è ora che ti sposi!»
«C'è sempre tempo, cosa mi sposo a fare, per separarmi?»
Che discorsi stupidi, ma almeno sembra che non mi hanno coinvolto almeno stavolta; le lascio parlare, non mi importa niente, possono anche discorrere di aria fritta. Ma sarà buona l'aria fritta? Perché si dice così? Chissà se...
«... dovrebbe essere come Vale!»
«Cosa?»
Cosa vuole adesso da me questa?
«Dicevamo di Giulia della filiale, quella che ha perso il marito dieci anni fa ed è sempre tutta lì depressa con il mondo o a parlare da sola. Dobbiamo dirle che noi abbiamo la nostra Vale che non si arrende mai ed è una forza della natura!»
«Sì, è proprio strana, diglielo Vale!»

Quando si arriva qui si perde il filo, lo si riprende solo alla fine. Però mi è piaciuto molto, hai dato una bella iinterpretazione del lutto. Il dolore è sempre qualcosa di molto privato, cosa possono mai capire gli altri? Anche la poesia, sebbene non la si possa definire tale, la percepisco spontanea. 

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Ciao, @luca c. e @Adelaide J. Pellitteri, vi ringrazio di essere passati qui e avermi lasciato un commento. Vi rinnovo un in bocca al lupo per il FdI.

Innanzitutto vi ringrazio per l'apprezzamento perché in questo caso mi rende particolarmente felice: oltre a non avervi irritato con un pessimo racconto, stavolta ho voluto sperimentare molto - pensieri, protagonista femminile, ..., cose molto ma molto lontane dal mio stile.

Rispondendo a Luca, posso dire che le ripetizioni stavolta le ho cercate e sono volute perché ho sempre in mente che dialoghi e pensieri devono essere spontanei e possono ammettere "licenze" rispetto all'italiano corretto... però ho sempre dubbi atroci sulle ripetizioni a prescindere dalla volontà o meno... :(

Rispondendo ad Adelaide... la poesia... io non so davvero scrivere poesie quindi cerco di cavarmela mettendo qualcosa in rima...

Scusatemi per la risposta corta - è un periodo lavorativo stressante per me :(- ma vi ringrazio ancora di cuore per essere passati e avermi lasciato un pensiero. Farò tesoro delle vostre parole. :rosa:

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@bwv582 :)

 

Una rielaborazione del lutto di una giovane vedova, che fa del suo meglio di giorno, nei rapporti sociali e di lavoro, ma di notte bagna la federa del cuscino di lacrime, parlando in versi al marito perduto, cui lascia ancora lo spazio a lei vicino.

Discreto lo sviluppo del racconto. C'è da dire, però, che il tuo "vocabolario fantastico", in poesia, deficita un po', scusami :sss:.

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38 minuti fa, Poeta Zaza ha detto:

C'è da dire, però, che il tuo "vocabolario fantastico", in poesia, deficita un po', scusami :sss:.

Lo so e deficita non poco! :saltello:

Difatti non passo praticamente mai nella sezione poesia. :P

Ti ringrazio per essere passata e per il commento, @Poeta Zaza e mi spiace per la poesia perché tu, da poetessa, sei abituata senz'altro a ben altra arte... mi sento quasi in colpa per aver chiamato "poesia" quella cosa che ho scritto. :eheh:

Alla prossima lettura. Ti ringrazio. :rosa:

Modificato da bwv582
Ho corretto una frase.

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@bwv582 Ciao! E' la prima volta che ti leggo. Mi è piaciuto come hai gestito i pensieri della protagonista (in tal senso la parte che ho preferito è quella con lo sbirro). Bella anche l'idea del cuscino che prende forma e significato solo alla fine. Non ho chissà quali difetti da elencare (anche perché scrivi bene) a parte due cosette che non hanno incontrato i miei gusti: L'accostamento con le crostate (che ho trovato poco incisivo) e la poesia (ok, qui proprio puoi anche far finta che io non l'abbia detto, tanto in poesia sono zero).

E niente, a rileggerci! ( :

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Ciao @bwv582, ottimo racconto! Piaciuto!

 

Te lo dico subito perché mi hai sorpresa nel finale, commovente ma breve (non lasci il tempo all'emozione). Fai sorridere il lettore per tutto il brano, con piccole battute e ironia sulla vita quotidiana (dopo ti segnalo quelle più gustose) e in conclusione lo lasci col sorriso congelato, diventato malinconico, per il rovesciamento del finale. Ho apprezzato davvero molto questa costruzione. 

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

vecchi, soprattutto... quello con l'apecar proprio negli orari di lavoro deve andare a trenta all'ora sulla statale?

xD

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Annuisco con deferenza. Fosse carino almeno... un attimo, non guardarmi così, adesso te li prendo la patente e il libretto; sono disordinata, non posso farci nulla.

Ma lo sai che mi succede di pensare questo tutte le volte che mi fermano. Ho un caos bestiale tra i documenti della macchina e i miei nel portafoglio. Faccio sempre delle figure a questi controlli, e poi tra me e me mi lamento che il poliziotto non è abbastanza figoxD

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

. Afferro una ciocca di capelli e penso che a quarant'anni me li taglio corti, così, tanto per cambiare qualcosa. Forse non arrivo a quaranta, penso che me li taglio così la prossima volta, tra l'altro non devo strecciarli. Finalmente, ecco che torna il tizio in divisa,

Ma lo sai che tra poco compio xx (censurato:D comunque manca poco ai quaranta) anni e da qualche mese ho cambiato radicalmente taglio e ho osato un corto con rasatura asimmetrica molto particolare? Che cavolo, mi leggi nel pensiero? 

 

 

Bravo bwv582, veramente un racconto ben riuscito! (y)

 

Talia 

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Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

persino delle punte delle dita. 

Preferirei della punta delle dita 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

vado a lavoro

Non so se è voluto nella poesia, ma dal punto di vista lessicale la preposizione semplice è scorretta, si dice vado al lavoro 

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:


Mi diresti così tu, io ripeto queste tue parole; sul sedile del passeggero c'è la borsetta che, tra l'altro, non parla. Mi viene da ridere, ricordo quando dicevi che la macchina si inclinava dal lato della borsa per quanta roba ci infilavo dentro. Fortuna che ho afferrato questo ricordo, davvero, sennò sarei marcita di depressione in mezzo alla strada nell'attesa.

C'è molta verità in questo passaggio, bello. 

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

per carità vuoi mettere una faccia da criminal

Toglierei quel “per carità” anche se la narrazione è semplice e intima, è un intercalare al limite del dialettale (si usa parecchio dalle mie parti) e in ogni caso è unitile, mai sottolineare l’ironia.

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

tra l'altro non devo strecciarli.

Non so se il termine strecciare esista, cambierei.

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

che non mi hanno coinvolto

Che non mi abbiano, è un periodo ipotetico retto dal verbo  sembrare 

 

A parte queste piccole pulci, il tuo racconto è delicato nella sua semplicità. Quella prematura vedovanza è descritta con  il candore    della giovane età, e la depressione che cova sotto l’apparente accettazione del lutto ha un realismo intimo e profondo. 

Non ho nessuna capacità per commentare alcuna poesia, in questo testo però posso dire che la marcata ingenuità che la  contraddistingue mi sembra funzionale a sottolineare la nostalgia e il rimpianto per la freschezza di un amore giovane, pieno di prospettive, così prematuramente finito. 

 

 

 

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Carissimo @bwv582

 

Ti dico in amicizia e a mio parere "sì no"... mi è piaciuto un po' sì e un po' no dunque.

L'idea è buona, la scrittura è semplice e scorre via... ecco forse un po' troppo semplice lo stile, vedi ad esempio la poesia...

Non è che è scritto male (nel senso che rispecchia perfettamente la sua logica interna) e anche il tutto gioca un effetto particolare, ossia l'accostamento della leggerezza a un lutto-perdita... è un modo di reagire, in questo molto realistico: ecco direi che il racconto è perfetto in quanto alla descrizione della superficie (credo che poi in finale fosse un po' questo il tuo intento)... e il finale è ottimo nel suo affondo secondo me... però, durante tutto il racconto, forse si avverte troppa leggerezza in ogni elemento.

 

Hai ripetuto alcune parole e concetti mi pare per lo più volontariamente, ciononostante alcuni li eviterei...

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Stanotte ho sognato di non riuscire a muovermi, di avere talmente tanto sonno da aver perso il controllo persino delle punte delle dita. Per questo sono scattata come una molla al suono della sveglia e ho fatto in tempo a soffocare un urlo. Tra l'altro ha suonato la sveglia: strano, di recente non riuscivo a dormire più di quattro ore a notte.

L'incipit è forse un po' contorto. Più che altro, secondo me un po' si contraddice: questo sonno così profondo, quasi da coma e poi uno "scatto" improvviso al suono della sveglia... ci vedrei meglio una difficoltà a uscire dal sogno e a riprendere coscienza... quello che più non ci vedo bene è la connessione logica "per questo": diciamo che potrebbe essere la motivazione del comportamento opposto (come credo volessi fare intendere tu), ma proprio perché la reazione è opposta a quella che le premesse della prima frase usualmente porterebbero portare, suona forse un po' strana.

Così come mi suona strano quel "strano" (scusa il gioco di parole) dopo i due punti... la protagonista si sorprende perché la sveglia ha suonato... in che senso? Se il senso è che solitamente non la sentiva perché, dormendo poche ore a notte, si svegliava prima che entrasse in funzione, secondo me non è scontato arrivarci... leggendo, secondo me, resta maggiormente il dubbio e ci si chiede "forse che la protagonista non si ricorda di aver inserito la sveglia?" Perché, dunque "strano"?

- Volendo c'è la ripetizione vicina di "suono/suonato" e "sveglia".

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

sfioro con due dita il suo cuscino, ma mi tiro indietro per non disturbarlo. Di getto afferro il mio di cuscino e sfilo la federa.

Qui troppi "cuscini," secondo me... anche dopo:

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Ce ne vuole tanta perché il cuscino è maledettamente

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Mi diresti così tu, io ripeto queste tue parole;

Qui s'intuisce che lui non c'è più (almeno sapendo il tema del Contest), mentre nell'incipit pare dormire accanto a lei nel letto. Ma credo che questo fosse esattamente ciò che volevi mostrare.

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Mi viene da ridere, ricordo quando dicevi che la macchina si inclinava dal lato della borsa per quanta roba ci infilavo dentro.

Molto bella questa immagine, bravo...

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

tienimi un quarto d'ora così almeno arrivo in ritardo a lavoro.
«Buongiorno, patente e libretto, per cortesia».
Annuisco con deferenza. Fosse carino almeno... un attimo, non guardarmi così, adesso te li prendo la patente e il libretto; sono disordinata, non posso farci nulla.
«Ecco a lei».
Bene, ora si porta via i documenti e passa un quarto d'ora a controllarli;

Qui non ripeterei "un quarto d'ora"... ad esempio si potrebbe "esagerare": "e passa un'eternità a controllarli"... oppure, se vuoi ripetere, io calcherei: "e passa davvero un quarto d'ora a controllarli", cosicché quella che era un'ipotesi personale della protagonista si trasforma in constatazione reale, non so se mi sono spiegato...

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Dormi bambino

mio maritino

fa' un sonnellino

che tolgo il cuscino...

Quelle ultime sembrano messe di proposito perché devo fermarmi che ho bisogno di riprendere fiato per fare leva e riuscire a liberarlo da quella stretta copertura.

... e poi lo metto

sullo stendino

così è perfetto

si asciuga un pochino...

La poesia, con tutti i vari diminutivi, suona molto fanciullesca.

 

Ecco, alla fine devo dire che tutto questo è ciò che un po' mi ha stonato: l'atteggiamento quasi "fanciullesco" della protagonista come reazione per l'elaborazione del lutto-perdita. Il che ripeto è anche affascinante, nonché può essere molto realistico, tanto più che il finale affonda invece il dramma più nell'animo della protagonista.

 

In sé, dunque il racconto ha pieno senso, anche se personalmente, non so, non mi ha convinto in pieno, perdonami... forse più a sensazione personale...

 

Come dire: se dovessi giudicare da semplice lettore, direi che non mi ha convinto troppo; se invece vado a comprendere il perché delle tue scelte stilistico-letterarie, allora ritrovo tutta una logica e uno stile coerenti al tipo di narrazione e sentimenti che volevi esprimere... dunque in questo riconosco un ottimo lavoro che però necessita di essere inserito nel giudizio complessivo, se si vuole donare completa dignità al tutto.

Come dire: secondo me il racconto "non parla troppo da sé", o meglio quel che dice non pare andare oltre le parole con cui lo esprime; mentre il suo vero messaggio deve essere letto proprio fra e oltre le righe, nelle intenzioni che hanno decretato le tue scelte narrative... allora appare molto bello il tutto.

 

Ciao!

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Innanzitutto grazie a tutti di cuore. Grazie @Rhomer, grazie @Talia, grazie @Cicciuzza, grazie @AndC. Grazie, grazie davvero per avermi lasciato un commento. :rosa:

Sono felice che comunque non sia stata una pessima lettura, almeno non ho anche i sensi di colpa per avervi fatto perdere tempo. :P

 

@Rhomer, come dicevo nell'OT del FdI, anch'io sono zero in poesia... e l'ho dimostrato. Per la metafora, a dire il vero, mi è venuta in mente una mattina che andavo a lavoro; devo farmi una cinquantina di minuti di viaggio e nel traffico quasi inesistente della mattina ho pensato al racconto. :D

Sono felice di questa osservazione

22 ore fa, Rhomer ha detto:

Mi è piaciuto come hai gestito i pensieri della protagonista

perché è la prima volta che provo a creare una protagonista femminile e, da maschio, non è proprio semplice. :s

In bocca al lupo per il FdI, presto passo da te. :P

 

@Talia, come per @Cicciuzza, considero doppio il vostro apprezzamento perché, come ho detto a Rhomer, ho provato a creare una protagonista femminile che fosse convincente e in tal senso i vostri apprezzamenti mi lasciano così -> :brillasguardo::arrossire:. Non so come esprimermi, ma le emoticon rendono l'idea. :D

5 ore fa, Talia ha detto:

Ma lo sai che mi succede di pensare questo tutte le volte che mi fermano. Ho un caos bestiale tra i documenti della macchina e i miei nel portafoglio. Faccio sempre delle figure a questi controlli, e poi tra me e me mi lamento che il poliziotto non è abbastanza figoxD. [...]

Ma lo sai che tra poco compio xx (censurato:D comunque manca poco ai quaranta) anni e da qualche mese ho cambiato radicalmente taglio e ho osato un corto con rasatura asimmetrica molto particolare? Che cavolo, mi leggi nel pensiero? 

Mi collego a sopra, per il resto posso dire di essere in un momento difficile della mia vita in cui sono abbastanza passivo e ascolto molto, cercando di prendere qualcosa dagli altri (in senso buono); forse è anche merito di questo e non mio se sono riuscito a concepire qualcosa di sensato per la protagonista femminile in cui delle lettrici possono rispecchiarsi. Per il resto non preoccuparti per l'età, se sei giovane e sei una bella persona l'età è solo un numero letto nell'anagrafe comunale (*); non so se sono una bella persona, ma sono vecchio dentro quindi per me vale un discorso diverso. :D

(*) Posso fare come esempio il tuo racconto per il FdI che ho commentato ieri ("le panchine sotto i tigli") dove riesci a esprimere sentimenti unici con i tuoi personaggi che anagraficamente devono sicuramente preoccuparsi più di te. ;)

Grazie, Talia, è un piacere ricevere il tuo commento e grazie per gli apprezzamenti. :rosa:

Grazie anche a te @Cicciuzza, per un discorso simile a Talia. Non prendertela se la risposta è breve, posso dirti di averti risposto già nella risposta di Talia. :P

Però

4 ore fa, Cicciuzza ha detto:
Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

tra l'altro non devo strecciarli.

Non so se il termine strecciare esista, cambierei.

mi hai messo il dubbio e l'ho cercato. Non esiste per la treccani, ma esiste per la Garzanti che ne so... uno a uno? :asd:

Grazie ancora per il commento e gli utili suggerimenti. :)

 

@AndC

Meriti una risposta a parte, amico di officina. Tu dici sempre che io riesco a vedere a fondo i tuoi racconti - per caso, fidati :D - però posso dirti lo stesso.

Spoiler

Ho cercato di essere sintetico e di trasmettere sentimenti tra le righe, come giustamente mi fai notare.

In altre parole, in genere non riesco a essere efficace con le descrizioni - e lo sai - inoltre non volevo essere banale o scontato nell'elaborare il lutto o nell'affrontare il tema. Mi spiego: non che sia così, ma in una tematica del genere si rischia di banalizzare il dolore o da renderlo melodrammatico, parlo per esperienza personale. :)

Perciò ho voluto trasmettere la quotidianità, dove il dolore e/o il lutto siano pieghe della quotidianità, una quotidianità normale, noiosa, ironica, ma dall'aspetto malinconico perché il lutto ci segna e mancherà sempre qualcosa nella vita... come una crostata che, fetta fetta, si consuma (dove lascio al lettore trovare queste "motivazioni"). Magari non l'esempio più adatto ma il ragionamento è questo.

Mi fa molto piacere ricevere il tuo commento, oltre che per il dettaglio, anche per quello che mi dici. Non sono abbastanza bravo per nasconderti niente, nemmeno il mio intento

3 ore fa, AndC ha detto:

mentre il suo vero messaggio deve essere letto proprio fra e oltre le righe, nelle intenzioni che hanno decretato le tue scelte narrative... allora appare molto bello il tutto

... (grazie. :rosa:)

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Vedo tanta delicatezza non solo nella prosa, ma nei versi, la semplicità dei quali è corrispettiva al racconto stesso. Ciò non vuol dire che il lutto nel tuo racconto sia semplice, al contrario. Avverto lo spessore della sofferenza nelle righe che pur restando mute, parlano. Questo perché si sente la voglia del tuo personaggio di riemergere, ma il peso che deve tirare fuori è ancora troppo pesante. Ricerca nei gesti quotidiani una salvezza; sa con lucida consapevolezza che non la raggiungerà facilmente.

Nella frase finale forse la vera poesia. 

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Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Stanotte ho sognato di non riuscire a muovermi, di avere talmente tanto sonno da aver perso il controllo persino delle punte delle dita.

La frase dopo la virgola mi suona malino, proverei a riformulare anche per alleggerire il carico dell'accoppiata "talmente tanto - persino"

"Stanotte ho sognato di non riuscire a muovermi, di avere tanto sonno da non poter controllare nemmeno la punta delle dita."

Ho sostituito "punte" con "punta". Non so di preciso cosa dica la regola, in questi casi. Forse si può dire in entrambi i modi, ma "punte delle dita" mi suona tanto male.

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Non ho mai pensato che fossimo simili a delle crostate

Questo inizio non l'ho capito. La protagonista ci dice che secondo lei non siamo come crostate? O forse volevi dire che fino ad ora non lo aveva mai pensato? 

"Non avevo mai pensato a quanto siamo simili alle crostate, fino a ora"

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Mi raggiungono sottili foglie di luce dalle fessure delle tapparelle

Sai che non capisco cosa intendi con "foglie di luce"?

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Lui non vede la smorfia di disprezzo in quelle parole.

Non credo si possa dire che la smorfia stia nelle parole. Forse "il tono di disprezzo".

Oppure puoi dire qualcosa come: "lui non può vedere la mia smorfia di disprezzo".

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Quelle ultime sembrano messe di proposito perché devo fermarmi che ho bisogno di riprendere fiato per fare leva e riuscire a liberarlo da quella stretta copertura.

Uh, questa non è il massimo.

- "Quelle ultime" cosa?

- Quelle ultime (?) mi permettono di fermarmi e riprendere fiato, per fare leva...

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

devo prepararmi che mi aspetta una giornata noiosa come le altre

Dovrebbe essere ché, in teoria.

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

vorrà dire che mi limito

che mi limiterò

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

sul sedile del passeggero c'è la borsetta che, tra l'altro, non parla

Più che "tra l'altro" (cosa sarebbe "l'altro"?) direi:

"che, purtroppo, non parla" o "ma purtroppo non parla/ma quella non parla, eccetera"

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

C'è un poliziotto, mi mancava questo.

Di solito lo sento dire al femminile "ci mancava solo questa", ma non sono certo che sia l'unica possibilità.

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

fermami e tienimi un quarto d'ora

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Bene, ora si porta via i documenti e passa un quarto d'ora

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

La macchina è rubata e sto scappando via per non farmi prendere

"scappando via per non farmi prendere" è piuttosto debole. Oltretutto si scappa sempre con l'obiettivo di... non essere presi.

Proverei a inventarmi qualcosa: la macchina è rubata e... ?

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Afferro una ciocca di capelli e penso che a quarant'anni me li taglio corti, così, tanto per cambiare qualcosa. Forse non arrivo a quaranta, penso che me li taglio così la prossima volta,

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

tra l'altro non devo strecciarli.

tra l'altro non dovrei.

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Lorena mi sta davvero antipatica. Fa l'amicona quando invece sta perennemente sopra a un piedistallo come ci fosse solo lei e in pausa caffè fa un soliloquio che neanche un attore teatrale: oggi il condominio, domani l'affitto, dopodomani i nipoti...

sta, fa, sta, fa. Proverei dei verbi diversi, anche più... precisi.

Curerei di più la struttura della frase. Esempio brutto a caso.

"Fa l'amicona ma in realtà non scende mai dal suo piedistallo. È come se ci fosse solo lei e in pausa caffè ci intrattiene con un soliloquio che neanche un attore teatrale"

Qui sopra ho scritto "ci intrattiene" dando per scontato che Lorena parli alle sue colleghe. In questo caso si tratterebbe di monologo. Ma forse tu vuoi dire che parla da sola.

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

sembra che non mi hanno coinvolto

che non mi abbiano

 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Che discorsi stupidi, ma almeno sembra che non mi hanno coinvolto almeno stavolta

almeno, almeno.

 

Ci sono un paio di altre cose ma mi fermo qui con gli appunti.

 

Racconto strano, non ti so dire di preciso che sensazione mi ha lasciato. Il testo è breve, ma la parte centrale, quella nel traffico, ha poco a che fare con il tema del lutto. Tema che in generale non sento molto presente in tutto il racconto. La protagonista ha tanti pensieri, ma a dire il vero non trovo un filo conduttore.

La poesia non so se può essere considerata una poesia. Sembra più una canzonicina. Una canzoncina è anche una poesia? Ah-ah, sono cavoli dei giudici, io e la poesia siamo (purtroppo) due mondi estranei, almeno per ora.

Il linguaggio colloquiale in narrativa mi piace, ma qui lo trovo poco curato. Ci sono delle frasi che suonano spiacevoli (ovviamente parlo per me), spesso perché mal strutturate. Se posso darti un consiglio: ogni tanto fermati, respira, e separa i tuoi pensieri con un punto fermo. Le frasi lunghe e complesse sono belle, ma non è facile montarle come si deve. 

 

Ci sono anche dei pensieri qua e là che per me non sono legati in modo chiarissimo:

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Lui non vede la smorfia di disprezzo in quelle parole. Pazienza.

Per quale motivo le dispiace che lui non possa vedere la sua smorfia di disprezzo?

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

Quelle ultime sembrano messe di proposito perché devo fermarmi che ho bisogno di riprendere fiato

Questa te l'avevo già segnalata sopra. "Quelle ultime" cosa?

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha detto:

devo prepararmi che mi aspetta una giornata noiosa come le altre. Cosa può importare al mondo di una singola persona, in fondo.

Mi aspetta una giornata noiosa e, in fondo, cosa può importare al mondo di una singola persona?

In che modo sono collegate le due considerazioni?

 

Per concludere: ho trovato una storia che secondo avrebbe bisogno di una migliore... messa a fuoco (?): mi sembra che il nucleo (il tema principale) sia piuttosto debole e non riesca a tenere legati i vari pezzi della storia. Il testo può essere ripreso e ripulito o ulteriormente sporcato, ma con più cura, anche e soprattutto se si vuole usare una lingua così vicina a quella parlata.

 

Sono stato un po' duro, forse, anche nel segnalare le piccolezze, ma tu ormai sai che segnalo praticamente tutto quello che attira la mia attenzione anche solo per un istante. Vedi te che prendere e che buttare.

 

 Ciao @bwv582 :flower: :muu: 

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Grazie davvero, @Lauram, per l'apprezzamento; hai scritto delle parole bellissime. :)

 

@Kuno, grazie anche a te per avermi lasciato un commento molto dettagliato; lo apprezzo davvero molto.

52 minuti fa, Kuno ha detto:

Sono stato un po' duro, forse, anche nel segnalare le piccolezze, ma tu ormai sai che segnalo praticamente tutto quello che attira la mia attenzione anche solo per un istante. Vedi te che prendere e che buttare.

Veramente allo scorso FdI mi hai dato molti suggerimenti interessanti in modo simile, e per questo ti ringrazio molto, @Kuno.:)

Piuttosto ti faccio una domanda, pensi che ho esagerato scrivendo come un pensiero? Come dire, utilizzando un linguaggio più immediato con qualche licenza come farebbe la nostra testa? Ho visto che molte cose che mi hai detto erano per le ripetizioni e/o il linguaggio non preciso che in un certo senso è voluto. Mi viene in mente la domanda leggendo questo passaggio

55 minuti fa, Kuno ha detto:

sta, fa, sta, fa. Proverei dei verbi diversi, anche più... precisi.

perché molte di queste cose le ho messe intenzionalmente. Allo stesso modo ho usato collegamenti vaghi, come il pensiero che magari vaga da una parte all'altra senza molto senso - diciamo che riassumo la risposta per non citarti e risponderti punto per punto: se vuoi lo faccio, cerco solo di non fare un km di risposta. :P

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Secondo me è molto ben riuscito. Il finale vale il prezzo del biglietto e mi ha emozionato. Bravo

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12 ore fa, bwv582 ha detto:

Ho visto che molte cose che mi hai detto erano per le ripetizioni e/o il linguaggio non preciso che in un certo senso è voluto

Ripetizioni e linguaggio poco preciso ci possono stare in effetti, come un congiuntivo perso per strada. Però secondo vale una regola: in un racconto si può imitare il linguaggio parlato, non lo si può trasferire direttamente nel testo. Il testo deve essere piacevole da leggere, anche quindo imita le strutture incasinate del parlato. In fondo il lettore sta leggendo un racconto, non un commento scritto di fretta su whatsapp.

In generale credo ci voglia una cura particolare quando si scrive un testo che vuole dare l'idea di essere trasandato.

Dicevo qualcosa di simile riguardo alle storie raccontate in prima persona da un narratore bambino. Non si possono usare strutture troppo complesse e un lessico forbito, ma non si può nemmeno scrivere il racconto come davvero lo scriverebbe un bambino, perché verrebbe fuori un tema di quarta elementare e... insomma, leggerlo non sarebbe proprio il massimo.

Secondo me quindi hai un po' esagerato con la "trasandatezza mirata" :D 

 

Per quanto riguarda le scene e i pensieri poco legati tra loro... ti do ragione, credo sia solo questione di gusti. :si: 

 

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Un'elaborazione del lutto tra un cambio federa e una crostata mordicchiata, dove nella prima si cela la materialità mentre la seconda ha un sapore più metaforico. Ho apprezzato il ricorrere a queste immagini famigliari e ordinarie(e quando mi verrai a leggere potrai scoprirne il perché). La poesia, declinata a motivetto canoro, fa la sua funzione (a discapito però di una vis aulica). Ho trovato invece poco incisivo l'intermezzo con la polizia.

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Vi ringrazio per essere passati qui e avermi lasciato un commento.

 

Grazie, @Kuno, da cellulare faccio fatica a taggare, perciò ho aspettato stasera per risponderti. Mi hai dato da pensare - te lo dico spesso e ti ringrazio per questo - perché effettivamente questa cosa non l'avevo mai considerata (quella sottolineata sotto)

10 ore fa, Kuno ha detto:

Dicevo qualcosa di simile riguardo alle storie raccontate in prima persona da un narratore bambino. Non si possono usare strutture troppo complesse e un lessico forbito, ma non si può nemmeno scrivere il racconto come davvero lo scriverebbe un bambino, perché verrebbe fuori un tema di quarta elementare e... insomma, leggerlo non sarebbe proprio il massimo.

un esempio efficace... posso dire che mi hai convinto e credo che tu abbia ragione. Sono sempre stato un po' semplicistico ma da quando sono qui vedo che la scrittura non è semplicemente aprire il pc e premere i tasti - la faccio un po' facile so che non è mai stato così, faccio un esempio -, ma un qualcosa di serio e metodico dove praticamente non esiste il caso e la sensibilità o l'ingegno non servono a niente senza impegno. Di recente ho fatto l'esempio con lo studio di uno strumento musicale (da ex pianista); forse anche per questo è tutto molto affascinante, a cominciare dal confronto con voi. :)

 

Grazie anche a te, @Edu, ... troppo buono. :brillasguardo:

 

Grazie anche a te, @Vincenzo Iennaco, passerò senz'altro anche se durante la settimana lavorativa vado a rilento - però mi hai messo curiosità e ci vedremo da te. :)

Per la poesia, beh... come dico spesso io e la poesia siamo felici di ignorarci a vicenda. :si:

Modificato da bwv582
Ho aggiunto una specifica.

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Ciao @bwv582

a me il tuo racconto è piaciuto. Il finale è la chiave di tutto il testo, quello che serve al lettore per mettere insieme i tasselli dei pensieri disordinati della protagonista e che svela il senso del tema del lutto. Secondo me funziona.

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Alcune volte mi vedo correre. Corro io e corrono tutti, abbiamo una fretta malsana, sembriamo globuli rossi pompati a forza dal cuore schizzato della società. Corro per andare a lavoro, corro a lavoro, corro per tornare a casa. Corro senza un motivo.

Questo pezzo però mi stona un poco nell'insieme del testo. Le parti in corsivo sono i pensieri della protagonista legati alle crostate, ma questo intermezzo non mi sembra necessario, o per lo meno io l'ho percepito così, magari è solo una mia impressione. In genere ho preferito le parti di dialogo e azioni, mi sono sembrate più incisive. Ma si tratta anche di gusto personale. Bella prova!

Alla prossima!

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Ciao, è da un po' che non leggo un tuo racconto, e devo dire che questo è quello che mi è piaciuto di più, nonostante qualche piccola ripetizione e qualche frase inutilmente complicata che ti hanno già fatto notare.

Ti segnalo solo questo punto:

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

scomodare solo la mia parte del letto

Non so, ma scomodare un letto proprio non ce lo vedo, cambierei con sgualcire o altro

 

Davvero bello e psicologicamente realistico il particolare del cuscino e del letto vuoto per rendere concreto il dolore del lutto. Non mi ha sorpresa il finale perché si parlava di lutto, e già dalle prime righe si capisce che l'altra parte del letto è vuota. Il tutto però senza mai dirlo direttamente, molto bravo! A me è piaciuta anche la poesia, che abbia senso o no, esprime bene lo stato mentale della protagonista, quindi secondo me è perfetta e adatta alla storia.(y)

(Certo però che questa poveraccia ha davvero delle colleghe orride :asd:)

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Ciao Bmw :D . 

Mi è piaciuto lo stile, al netto di qualche criticità (già segnalata). Asciutto e colloquiale,  un flusso di coscienza sicuramente ben adatto al tipo di testo che hai proposto. 

Viceversa, non mi ha convinto appieno il contenuto. Non c'è una vera e propria elaborazione del lutto. Vi sono dei frammenti sì, ma un po' scollati dal tema portante (il confronto con le amiche/colleghe che dovrebbe essere dirimente non mi sembra particolarmente incisivo, ma piuttosto gratuito e spiegato. Nel pezzo in macchina c'è solo un vago ricordo del marito) e che non permettono di creare un giusto climax verso il finale, che, viceversa, trovo riuscito nella sua semplicità.

Al netto di tutto, una prova apprezzabile ma sicuramente perfettibile.

Un saluto. 

 

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Vi ringrazio per aver letto e per avermi lasciato un commento. Mi ha fatto molto piacere sentire i vostri pareri e vi auguro un buon proseguimento con il FdI. :flower:

 

@ivalibri

23 ore fa, ivalibri ha scritto:

Questo pezzo però mi stona un poco nell'insieme del testo.

Diciamo che volevo far pensare alla protagonista che in fondo può apparire insensata questa frenesia nella vita se poi non c'è qualcuno con cui condividerla i.e. qualcuno che ti aspetta a casa quando riesci a tirartene fuori. Intendevo questo. :)

 

@Silverwillow

22 ore fa, Silverwillow ha scritto:
Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

scomodare solo la mia parte del letto

Non so, ma scomodare un letto proprio non ce lo vedo, cambierei con sgualcire o altro

Si tratta di una cosa che dico a voce alla mia fidanzata quando uno di noi si sposta e/o fa casino con le lenzuola... :rolleyes:

 

@Andrea28

11 ore fa, Andrea28 ha scritto:

Mi è piaciuto lo stile, al netto di qualche criticità (già segnalata).

Si tratta comunque di qualcosa di nuovo che ho sviluppato come stile e contenuto e sapere che non fa completamente schifo è comunque una vittoria. :saltello:

Per il resto non sei l'unico a dirmi che i frammenti sono slegati: un po' è voluto ma un po' è anche una prova che ho fatto nel voler guardare tre momenti apparentemente casuali di una giornata tipo. Però manca qualcosa che li collega e il pensiero che ho messo probabilmente non basta; penso anche a quanto mi ha detto Ivalibri due commenti sopra al tuo (e ho risposto in questo post) sul "correre" che è un pensiero slegato rispetto al resto. :umh:

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@bwv582, ciao!

testo originale in cui emerge il dolore nella quotidianità che, volente o nolente, ci accompagna in ogni istante della nostra vita, insieme alle amiche che danno tutto per scontato. È fresco, non compare quello struggimento polpettoso che ti fa cadere le... braccia! L’ho letto d’un fiato, Francé è divertente, mi ci ritrovo in lei, e ho un consiglio da darle: deve dire a Lorena che giacché è su un piedistallo, puó dare una spolverata al lampadario ;) 

Complimenti,

alla prossima! :flower: 

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3 ore fa, Sarettyh ha scritto:

mi ci ritrovo in lei

Come ho detto ad altre ragazze che hanno commentato, questo lo prendo come un grande complimento.

Il 23/6/2019 alle 13:03, bwv582 ha scritto:

@Talia, come per @Cicciuzza, considero doppio il vostro apprezzamento perché, come ho detto a Rhomer, ho provato a creare una protagonista femminile che fosse convincente e in tal senso i vostri apprezzamenti mi lasciano così -> :brillasguardo::arrossire:. Non so come esprimermi, ma le emoticon rendono l'idea. :D

Davvero, da maschio è stata una cosa che mi ha messo un'ansia atroce... ricevere tanti feedback positivi in tal senso mi lascia senza parole. :buhu:

4 ore fa, Sarettyh ha scritto:

deve dire a Lorena che giacché è su un piedistallo, puó dare una spolverata al lampadario ;) 

Questa la riciclo nella vita. :approvo:

Ti ringrazio per aver letto e commentato, @Sarettyh; grazie anche per le belle parole che hai avuto. :sss:

Buon fine settimana e buon proseguimento con il FdI. :ciaociao:

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Ciao, @bwv582

Ci sono un po' di cose che evito di segnalare nello specifico visto che è stato fatto.

Provo solo a consigliarti di rivedere la struttura di alcune frasi, per me da riformulare. Certe suonano male, sembrano impresse frettolosamente. Scrivere in maniera semplice e informale è più difficile del creare un testo opulento ma concreto. Il mio consiglio, da prendere con le canoniche pinze, è di lasciare riposare lo scritto prima di postare per tagliare e asciugare con occhio distaccato.

Anche la poesia è da rivedere, non tanto perché sembra più una filastrocca, ma perché la trovo un po' frivola. Non è un male di per sé, per me lo è se contestualizzata al testo e allo stato d'animo della protagonista.

L'epifania che si raggiunge nel finale l'ho molto apprezzata, come tutti mi sembra, ed è toccante al punto giusto.

Questa parte però 

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

ma mi tiro indietro per non disturbarlo

trae in inganno. Se dici che non vuole disturbarlo il lettore darà per scontato che il suo compagno sia lì con lei, salvo poi scoprire alla fine che non c'è più da tempo. 

Se nella parte iniziale lei è sul letto col solo ricordo di lui devi cercare di creare le condizioni perché il lettore sia indotto a ingannarsi da solo, senza espedienti.

Perdona la logorrea, per me il racconto ha un potenziale che in parte è andato sprecato. 

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2 ore fa, Plata ha scritto:

Perdona la logorrea, per me il racconto ha un potenziale che in parte è andato sprecato.

Non hai nulla da farti perdonare, anzi, sto riflettendo sui consigli che mi hai dato sullo stile - e su quelli che mi ha dato Kuno che trovano convergenza con i tuoi. Mi avete dato molto da pensare (anche con molta pazienza, e parlo anche di @Kuno oltre che del tuo commento) e mi ritrovo nelle vostre motivazioni. Per la poesia non posso farci niente, credo che questa sia la prima volta che provo a scrivere una poesia in vita mia... :s

Grazie per questi spunti di riflessione, @Plata, e buon fine settimana. :ciaociao:

Modificato da bwv582
Ho corretto una frase.

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Ciao @bwv582, bentrovato! Mi è piaciuto l'esperimento in sé. Ho trovato la freschezza e la leggerezza nella scrittura, uno stile decisamente diverso dal tuo solito ma funzionale alla storia. All'inizio non si capisce molto l'utilità della fodera. Tanto è vero che non ho afferrato subito che il cuscino fosse una metafora per il marito morto perché sembra che ci sia una presenza fisica. Però mi ha conquistato la semplicità con cui hai raccontato la quotidianità di questa giovane vedova attraverso i suoi pensieri e i gesti. In un primo momento ho pensato che il lutto non fosse tanto presente, vedi l'episodio spiritoso con il poliziotto. Però non tutti reagiamo allo stesso modo a una perdita, e forse è questa normalità della tua protagonista a farmela apprezzare particolarmente. La poesia, più una filastrocca in realtà, mi ha convinto meno. Non so, è poco incisiva e non traspare l'affetto che suppongo lei provava per l'uomo. Vi vedo più il suo essere civettuola. Nel complesso una buona prova. Buon contest! A rileggerci! 

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Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

Commento: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/43629-fdi-2019-1-andrea-e-le-farfalle/?tab=comments#comment-773387

Voglio sperimentare qualcosa di (molto) diverso dal solito. :saltello:

 

La federa


Non ho mai pensato che fossimo simili a delle crostate; buone le crostate, mia madre le sa fare, io non credo imparerei mai a farle come lei...

 

Stanotte ho sognato di non riuscire a muovermi, di avere talmente tanto sonno da aver perso il controllo persino delle punte delle dita. Per questo sono scattata come una molla al suono della sveglia e ho fatto in tempo a soffocare un urlo. Tra l'altro ha suonato la sveglia: strano, di recente non riuscivo a dormire più di quattro ore a notte.
Mi raggiungono sottili foglie di luce dalle fessure delle tapparelle; quel tanto che basta per farmi arrabbiare con il mondo. In fondo, perché svegliarsi?
«Dormi, non preoccuparti».
Ho cura di scomodare solo la mia parte del letto; sfioro con due dita il suo cuscino, ma mi tiro indietro per non disturbarlo. Di getto afferro il mio di cuscino e sfilo la federa.
«Ecco, è bagnata...»
Lui non vede la smorfia di disprezzo in quelle parole. Pazienza. Ce ne vuole tanta perché il cuscino è maledettamente enorme e non so neanche io come riesco a infilare e sfilare la federa senza imprecare. Guardo il suo lato, mi viene spontaneo sorridere.

Dormi bambino

mio maritino

fa' un sonnellino

che tolgo il cuscino...

Quelle ultime sembrano messe di proposito perché devo fermarmi che ho bisogno di riprendere fiato per fare leva e riuscire a liberarlo da quella stretta copertura.

... e poi lo metto

sullo stendino

così è perfetto

si asciuga un pochino...

Ogni mattina gli dedico una poesia diversa, quello che mi suggerisce il cuore. Ma non ho tempo di canticchiare, devo prepararmi che mi aspetta una giornata noiosa come le altre. Cosa può importare al mondo di una singola persona, in fondo.

... ora mi vesto

e mi preparo

devo far presto

vado a lavoro...

Non c'è la rima, pazienza, vorrà dire che mi limito a canticchiare nella testa questo sciocco motivetto.

 

Una fetta di crostata. Forse. Ogni giorno ce n'è un pezzo in meno.

 

Non capisco a cosa possa pensare la gente quando decide di girare la chiave e mettersi in strada. I vecchi, soprattutto... quello con l'apecar proprio negli orari di lavoro deve andare a trenta all'ora sulla statale?
«Non voglio arrabbiarmi, ci sono cose peggiori».
Mi diresti così tu, io ripeto queste tue parole; sul sedile del passeggero c'è la borsetta che, tra l'altro, non parla. Mi viene da ridere, ricordo quando dicevi che la macchina si inclinava dal lato della borsa per quanta roba ci infilavo dentro. Fortuna che ho afferrato questo ricordo, davvero, sennò sarei marcita di depressione in mezzo alla strada nell'attesa.
C'è un poliziotto, mi mancava questo.
Ma sì, dai, fermami e tienimi un quarto d'ora così almeno arrivo in ritardo a lavoro.
«Buongiorno, patente e libretto, per cortesia».
Annuisco con deferenza. Fosse carino almeno... un attimo, non guardarmi così, adesso te li prendo la patente e il libretto; sono disordinata, non posso farci nulla.
«Ecco a lei».
Bene, ora si porta via i documenti e passa un quarto d'ora a controllarli; per carità vuoi mettere una faccia da criminale come la mia? La macchina è rubata e sto scappando via per non farmi prendere; ho scelto la statale all'ora di punta per non destare sospetti.
No, no, non posso farmi una risata, ci manca solo che mi vede e magari pensa a chissà cosa. Guardo fuori: macchina verde, grigia, lime, gialla, grigia, bianca, ...
Ah, che noia...
Alzo la testa verso lo specchietto retrovisore: non sono male, dai. Afferro una ciocca di capelli e penso che a quarant'anni me li taglio corti, così, tanto per cambiare qualcosa. Forse non arrivo a quaranta, penso che me li taglio così la prossima volta, tra l'altro non devo strecciarli. Finalmente, ecco che torna il tizio in divisa, posso ancora riuscire a entrare in orario a lavoro.
«La ringrazio, buona giornata».
«Buona giornata a voi e buon lavoro».
Butto la roba alla rinfusa, non ho tempo.

 

Alcune volte mi vedo correre. Corro io e corrono tutti, abbiamo una fretta malsana, sembriamo globuli rossi pompati a forza dal cuore schizzato della società. Corro per andare a lavoro, corro a lavoro, corro per tornare a casa. Corro senza un motivo.

 

Lorena mi sta davvero antipatica. Fa l'amicona quando invece sta perennemente sopra a un piedistallo come ci fosse solo lei e in pausa caffè fa un soliloquio che neanche un attore teatrale: oggi il condominio, domani l'affitto, dopodomani i nipoti...
«... che poi, Francé, devi fare qualcosa, hai trentasei anni, è ora che ti sposi!»
«C'è sempre tempo, cosa mi sposo a fare, per separarmi?»
Che discorsi stupidi, ma almeno sembra che non mi hanno coinvolto almeno stavolta; le lascio parlare, non mi importa niente, possono anche discorrere di aria fritta. Ma sarà buona l'aria fritta? Perché si dice così? Chissà se...
«... dovrebbe essere come Vale!»
«Cosa?»
Cosa vuole adesso da me questa?
«Dicevamo di Giulia della filiale, quella che ha perso il marito dieci anni fa ed è sempre tutta lì depressa con il mondo o a parlare da sola. Dobbiamo dirle che noi abbiamo la nostra Vale che non si arrende mai ed è una forza della natura!»
«Sì, è proprio strana, diglielo Vale!»
«Non serve a niente deprimersi».
Le altre ridono, rido anch'io.
Per loro è stupido deprimersi per aver perso qualcuno.
Già.

 

Non sono una forza della natura, sono solo una crostata che il destino sta divorando fino all'ultima briciola.

 

Riprendo la federa del cuscino e riesco a infilarla a suon di imprecazioni.
È asciutta, ma stanotte piangerò di nuovo.
Lo sto già facendo.
Il letto è vuoto senza di te.

@bwv582 ho sempre pensato che tu fossi un uomo, mi garba il tuo racconto molto scorrevole nella lettura e facile da comprendere, bella la poesia a rime, mi sorprende l'uomo vecchio con l'Apecar, difatti io sono uno di questi sempre in giro con l'Apecar ed il  mio cane che abbaia in continuazione.  Molto significativo la frase della crostata, essa esprime il senso della vita e la fragilità del nostro essere. Complimenti. Ti auguro una buona domenica e tanta fortuna 

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Vi ringrazio molto, @Emy e @flambar, per aver letto e avermi lasciato un commento (e per l'apprezzamento).

@Emy, mi piacciono queste parole che spendi per il racconto

20 ore fa, Emy ha scritto:

Però non tutti reagiamo allo stesso modo a una perdita, e forse è questa normalità della tua protagonista a farmela apprezzare particolarmente.

perché non è raro che un lutto lo portiamo silenziosamente dentro di noi mentre la vita ci obbliga a fare ed essere altro. Lo dico anche personalmente. :)

Per la poesia... non ho mai scritto poesie prima. :facepalm:

@flambar, sono un maschio - in teoria :D - per il resto non volevo fare un attacco a te con l'apecar: era solo un esempio e/o un capro espiatorio del fatto che quando uno deve correre per andare a lavoro trova un mezzo lento davanti per strada. Diciamo che è un classico del genere. :P

Aggiungo che di recente quando torno a casa se non prendo l'autostrada per risparmiare un po' di pedaggio, trovo sempre trattori e metitrebbie... :(

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Concordo in pieno con @Plata : occhio a non ingannare il lettore!

Quando scrivi:

Il 19/6/2019 alle 21:54, bwv582 ha scritto:

mi tiro indietro per non disturbarlo. Di getto afferro il mio di cuscino e sfilo la federa.
«Ecco, è bagnata...»
Lui non vede la smorfia di disprezzo in quelle parole.

stai dicendo che il marito è lì con lei.

Alla rilettura non ammetto che lei lo senta soltanto, lo desideri presente.

Non ammetto neppure che lui, effettivamente, "non vede" (perché non c'è più).

Questo racconto si riscatta nel finale. Lo si attende vagamente un finale così (almeno e me è capitato), ma non è scontato, quindi mi è piaciuto. Tuttavia la rivelazione finale vale solo se non ci sono elementi narrativi di inganno. Devi far credere al lettore che il marito ci sia senza dirlo esplicitamente, senza dire nulla che effettivamente possa affermarlo. Allora sì che la rivelazione costringe a rileggere la storia in tutt'altra ottica e il lettore deve ammettere che la presenza del marito, il fatto che lei fosse una vedova che sta elaborando un lutto (o lo ha, a proprio modo, già elaborato), è stata una propria, arbitraria, deduzione, che l'autore non ha fatto nulla per alimentare.

 

Concordo anch'io con chi ti ha detto che la parte centrale, il viaggio per andare AL ("al", mannaggia: "AL"! ;) ) lavoro, il posto di blocco, sembrano un po' scollegati dalla storia. Sì, ti servono per caratterizzare la protagonista senza dire troppo bensì mostrando una sua giornata tipo, però, nello svolgimento della vicenda, trovo questa parte un po' dispersiva. Tieni presente che a quel punto il lettore non ha ancora potuto capire dove vuoi andare a parare. Stai narrando la vita di una donna che pare sull'orlo di una crisi di nervi, ma un filo conduttore, anche molto sottile, lo devi dare, non puoi far procedere la giornata fra piccoli episodi, pensieri sparsi e incazzature. Capisco (e apprezzo) il fatto che tu sia stato molto al di sotto del limite dei caratteri: ne hai ottenuto un racconto che comunque vola via liscio nonostante qualche piccolo intoppo, ma un po' di attenzione in più al suo essere vedova (ancora "sotto copertura", per me, lettore :asd: ) potresti dedicarla. In questo modo aplificheresti pure l'effetto sorpresa, costringendomi ad ammettere, alla fine, che me l'avevi pure fatto vedere che si trattava della vita di una donna che ha perso il marito.

 

A rileggerti!

:)

 

 

 

 

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