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luca c.

[FdI 2019-1 - Fuori concorso] Andrea e le farfalle

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Commento

 

Ogni estate durante le vacanze in montagna, Andrea trascorreva le giornate a inseguire le farfalle. 
Aveva una predilezione per quelle tutte gialle, senza striature o minime variazioni di tonalità che fossero. Quando ne catturava una la teneva sul palmo della mano, bloccandola piano con l'indice per non farla volare via.

Con la testa un po' piegata di lato poi la analizzava per bene e, se la considerava “giusta", si sdraiava sull'erba e iniziava a parlargli. 

 

Andrea si era chiuso in sé stesso, non giocava più con gli altri bambini. Per lui esisteva solo “acchiappare le farfalle”, e quando lo faceva poteva succedere di vederlo sorridere.

Così il padre e la madre, Pietro e Anna, avevano deciso di non intromettersi, e pazienza se non avesse socializzato coi coetanei del paese.

 

Il rituale di preparazione iniziava dopo la colazione, quando Andrea indossava dei pantaloni verdi a sbuffo stretti sotto le ginocchia da un paio di gambali neri. Poi si dava alla pulizia del retino che fino a due anni prima aveva usato con la sorella Carla nelle loro scorrazzate nei prati. 

 

Le sue uscite solitarie erano spesso annunciate da un alzarsi di ali multicolore che sbattevano e si mischiavano confuse: era lì che Andrea cercava Carla. La cercava nelle farfalle gialle, perché per lei erano sempre state le più belle.
Succedeva però che alcuni giorni la caccia non desse i frutti sperati. Allora Andrea andava al fiume a lanciare i sassi. Gli piaceva osservare il suo volto scomporsi nei cerchi dell'acqua; nelle increspature in cui talvolta fingeva di intuire dei capelli lunghi e ricci ornati da fiori di lavanda, che in tante occasioni si erano specchiati in quello stesso punto, all'ombra di una grossa roccia che lui e la sorella avevano battezzato “la tana”.
La tana aveva una piccola apertura che conduceva a una nicchia scavata dalla lenta erosione dell'acqua. Ci si poteva accedere in prossimità della riva, dal punto sottostante su cui la roccia sporgeva sopra il torrente.
Quando arrivavano degli altri ragazzini, Andrea strisciava di pancia sulla sabbia trascinandosi coi gomiti, e ci si andava a nascondere. Sapeva già come sarebbe finita se l'avessero visto : “Ecco la femminuccia che rincorre le farfalle.”
E allora Andrea stava nel buco, rannicchiato, soffocando il pianto in gola per non farsi sentire e tutto il peso dei ricordi e della solitudine si abbatteva su di lui.

Nella mente gli riaffioravano le immagini dei tempi in cui assieme a Carla, in quel luogo avevano passato  momenti felici, giocando agli esploratori, recitando poesie e sciogliendosi in confidenze che fino ad allora erano rimaste sepolte sotto gli impegni della stagione scolastica.
Tra un singhiozzo e l'altro, gli capitava di venire raggiunto da intensi effluvi di lavanda, e così cedeva alla nostalgia e non tratteneva più le lacrime.
Dopo quelle crisi però si sentiva meglio. Vedeva la natura circostante più viva e colorata. I suoi pensieri si allontanavano fino a disperdersi oltre quel cielo in cui si figurava che Clara stesse vibrando ali eterne di farfalla.

 

La consuetudine voleva che di sera a casa ci fossero sempre ospiti, persone con le quali nel corso degli anni, Pietro e Anna avevano instaurato dei buoni rapporti di amicizia. Così parlavano del più e del meno, soprattutto di cose da grandi. E Andrea finiva che se ne andava in camera sua. 
A volte se percepiva discorsi che lo potevano incuriosire, appoggiava l'orecchio alla parete di legno, e ascoltava.

 

Mancavano tre giorni al rientro in città e una forte perturbazione stava impedendo ad Andrea di vivere all'aperto quegli ultimi momenti bucolici. Il suo stato d'animo si alternava tra la malinconia di lasciare i monti e l'emozione di intraprendere il primo anno delle medie. Perso tra quei pensieri, fu destato da due parole pronunciate dal padre: “Vendere presto".
Allora balzò giù dal letto e prese a origliare. I genitori avevano trovato un acquirente per la casa, la stessa in cui ora Andrea si sentiva sprofondare e che ben presto sarebbe stata solo più un ricordo. 
Ma di Carla? Forse di lei si sarebbero perse le tracce più profonde, pensava, perché là in città non c'erano le farfalle, il fiume, i prati, e nemmeno l'eterno riverbero di parole, il profumo indelebile di fiori che solo la tana custodiva.

 

La vigilia della partenza fu occupata dai preparativi. Fuori non la smetteva di piovere, e verso le quattro del pomeriggio Andrea si ritirò nella sua cameretta a pianterreno.
Dalla scrivania prese un foglio e una penna e si mise a scrivere. Ripiegato il pezzo di carta lo infilò nella tasca della cerata che da anni stava nell'armadio, ma che tutto sommato gli calzava ancora bene. Una volta indossata chiuse la lampo e saltò fuori dalla finestra, alla mercé degli elementi. 
Oltrepassato un piccolo sentiero acciottolato, attaccò a correre verso valle, tagliando per i prati in obliquo, in direzione di un boschetto. 
Il riparo che offrivano gli alberi era insufficiente, la pioggia filtrava dalle chiome e si riversava copiosa anche là sotto. Ma ad Andrea non importava. Ciò che gli stava a cuore era l'olmo sul quale lui e Carla si erano arrampicati un'infinità di volte. Salì sul primo ramo e, chinando la testa verso il basso, col cappuccio della cerata tentò di improvvisare un riparo per il foglio che prese dalla tasca. Con la voce rotta dall'emozione iniziò a leggere:

 
Dell’ali in filigrana
C’han vestito le tue spalle
Vorrei al vespro raccontare
Del vitreo pesantore
di rugiada 
cui rifuggi 
Vorrei al mattino rammentare
Ma del firmamento          

che il mio cuore             

ha preso a fardello  

invece non mi so proprio spiegare.
Tra la natura rotta 
attendo un tuo segnale;
una foglia, un filo d'erba un soffio di vento che mi dica: sono io, Carla
.

 

La boscaglia era stata travolta dalle intemperie. Qua e là, a terra giacevano le fronde spezzate dalle forti raffiche. Andrea avanzava incespicando, finché non intravide una farfalla. Posata sotto una frasca, ogni tanto a fatica dava un colpo d’ali appesantite dall'acqua.
Andrea si chinò, la prese sul palmo della mano, e dopo essersi tolto la cerata la mise al riparo sotto di questa. Con la testa piegata di lato poi la analizzò per bene: era tutta gialla, e dello stesso giallo da cima a fondo.
Quando fece ritorno verso casa era già buio e la pioggia aveva cessato di cadere. Anna gli corse incontro: «Dove ti eri cacciato? Io e papà ti abbiamo cercato fino adesso, e stavamo per chiamare i soccorsi. Pensavamo che…»   
«Scusa, mamma»  Andrea era bagnato dalla testa ai piedi. 
«Certo che ti scuso, ma non devi farlo mai più.» 
«Non lo farò più.»  Poi aprì la giacca che teneva nelle mani e ne mostrò il contenuto alla madre.
«Ma', guarda! Ho trovato la farfalla più gialla del mondo.»  Le disse sorridendo.
«È bellissima!» disse la madre tra le lacrime.
«Ma io… non vedo l'ora di partire.»  Dopo quelle parole, Andrea corse a casa. 
Prima di crollare in un sonno profondo,  rivolse ancora un pensiero alla tana, che forse, l’eccezionale piena del fiume aveva reso inagibile per sempre. 

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Sera, @luca c., amico d'officina (e agorà) e in bocca al lupo con il FdI. Mi impegno a farti un commento articolato perché vorrei postare anch'io per il FdI - ma finisce che mi addormento con il pc davanti come le altre sere...

 

Torno serio. :occhiali:

Buon racconto secondo me, tra l'altro non ti ho mai visto in questa vena "sentimentale" e sono rimasto piacevolmente sorpreso.

C'è una cosa che non mi convince e che condivido con te, ovvero il finale, in particolare questa frase

1 ora fa, luca c. ha detto:

«Ma io… non vedo l'ora di partire.»  Dopo quelle parole, Andrea corse a casa. 

che mi sembra strana. Si evince che lui in realtà non vorrebbe andarsene e, inoltre, è pur sempre un bambino - prima media dici altrove - che difficilmente concepisce. Lui ha avuto un lutto importante alla sua età e alcuni suoi pensieri e comportamenti sono legati a questo, per esempio

1 ora fa, luca c. ha detto:

E Andrea finiva che se ne andava in camera sua.

cosa che facevo anch'io (e continuo a fare); tuttavia non credo che possa fare ragionamenti complessi sull'andare/restare dopo aver lasciato intendere una direzione precisa: però questa è una mia interpretazione e un mio dubbio.

Per il resto non ho molto da dire: pensa che sono tornato da poco da lavoro ed è stata una lettura piacevole - a quest'ora la sopportazione è poca. :asd:

È nella mia indole e ho apprezzato anche la vena malinconica della narrazione. Toccante la poesia anche se la vedo complessa vista l'età del ragazzo, ma io non ne so scrivere - e lo confermo tra poco - quindi questa affermazione prendila un po' con le pinze.

 

Qualcosa nello specifico, sperando ti sia utile; premetto che quello che segnalo è l'ago nel pagliaio senza aghi.

1 ora fa, luca c. ha detto:

Ogni estate (virgola) durante le vacanze in montagna, Andrea trascorreva le giornate a inseguire le farfalle. 

Sono un fan degli incisi esplicativi tra virgole. :saltello:

Ne dico una sola di queste, ma ho visto che lo fai più volte quindi posso pensare di avere convinzioni sbagliate sugli incisi (dimmelo eh!).

1 ora fa, luca c. ha detto:

Quando ne catturava una la teneva sul palmo della mano, bloccandola piano con l'indice per non farla volare via.

Ti dirò, non immagino la scena. Immagino la mano aperta (la tiene sul palmo della mano) poi però me la figuro liberarsi e/o divincolarsi se lui con delicatezza la limita con un unico dito.

1 ora fa, luca c. ha detto:

si sdraiava sull'erba e iniziava a parlargli

Parlarle (è una farfalla). :P

1 ora fa, luca c. ha detto:

Succedeva però che (in) alcuni giorni la caccia non desse i frutti sperati.

A lettura non mi suona molto bene.

1 ora fa, luca c. ha detto:

Gli piaceva osservare il suo volto scomporsi nei cerchi dell'acqua

Opinione personale. Secondo me in un raconto di questo tipo con questa tematica, "scomporsi" è un verbo molto informale e/o comunque poco sentimentale. Certo, non avrei drammatizzato con un "distruggersi", ma anche uno "sparire" o un sentimentale "confondersi", ... che ne dici?

1 ora fa, luca c. ha detto:

Sapeva già come sarebbe finita se l'avessero visto(spazio di troppo) : “Ecco la femminuccia che rincorre le farfalle.”

1 ora fa, luca c. ha detto:

Nella mente gli riaffioravano le immagini dei tempi in cui (virgola) assieme a Carla, in quel luogo avevano passato (doppio spazio) momenti felici

La virgola è per il fatto sopra degli incisi.

1 ora fa, luca c. ha detto:

gli capitava di venire raggiunto da intensi effluvi di lavanda, e così cedeva alla nostalgia

Al posto del "venire", non è meglio un tranquillo "essere"? La "e" in grassetto è che volendo puoi toglierla oltre che ci sono tre "e" su questa stessa frase (metti che passa @AndC :super:). :asd:

1 ora fa, luca c. ha detto:

ti abbiamo cercato fino adesso, e stavamo per chiamare i soccorsi

Ho sempre sentito dire "la polizia" in certi casi. :umh:

 

Di nuovo in bocca al lupo per il FdI e alla prossima lettura. :ciaociao:

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1 ora fa, luca c. ha detto:

 Dell’ali in filigrana
C’han vestito le tue spalle
Vorrei al vespro raccontare
Del vitreo pesantore
di rugiada 
cui rifuggi 
Vorrei al mattino rammentare
Ma del firmamento          

che il mio cuore             

ha preso a fardello  

invece non mi so proprio spiegare.
Tra la natura rotta 
attendo un tuo segnale;
una foglia, un filo d'erba un soffio di vento che mi dica: sono io, Carla
.

a parte il "pesantore" - ho appurato che esiste, ma non mi piace tra i versi - mi sembra ben scritta la tua poesia, complimenti!

1 ora fa, luca c. ha detto:

 Anna gli corse incontro:

vedrei meglio: La mamma gli corse incontro

1 ora fa, luca c. ha detto:

«Dove ti eri cacciato? Io e papà ti abbiamo cercato fino adesso, e stavamo per chiamare i soccorsi. Pensavamo che…»   
«Scusa, mamma»  Andrea era bagnato dalla testa ai piedi. 
«Certo che ti scuso, ma non devi farlo mai più.» 
«Non lo farò più.»  Poi aprì la giacca che teneva nelle mani e ne mostrò il contenuto alla madre.
«Ma', guarda! Ho trovato la farfalla più gialla del mondo.»  Le disse sorridendo.
«È bellissima!» disse la madre tra le lacrime.
«Ma io… non vedo l'ora di partire.»  Dopo quelle parole, Andrea corse a casa. 

Non vedo il nesso causale tra la penultima frase e l'ultima.

Mi spiego meglio:

La madre, già rasserenata, esprime un moto di ammirazione per a farfalla che il figlio le mostra, fiero e sorridente.

Il lettore si aspetterebbe tutt'altro, in questo frangente, e non il bambino che replica, e in più con una congiunzione avversativa:

"Ma io ... non vedo l'ora di partire".

Andrea già aveva detto: "Non lo farò più" e quindi quell'inizio di scusa, per la seconda volta, sembra superfluo e stride un po'.

1 ora fa, luca c. ha detto:

Prima di crollare in un sonno profondo,  rivolse ancora un pensiero alla tana, che

virgola

1 ora fa, luca c. ha detto:

forse, l’eccezionale piena del fiume aveva reso inagibile per sempre. 

 

 

Comunque, a parte questi piccoli inciampi nel finale, mi sembra una buona prova, @luca c. :)

 

:ciaociao: da Zaza 

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Ciao, caro Bmwattelapesca, grazie del passaggio

 

36 minuti fa, bwv582 ha detto:

C'è una cosa che non mi convince e che condivido con te, ovvero il finale, in particolare questa frase

2 ore fa, luca c. ha detto:

«Ma io… non vedo l'ora di partire.»  Dopo quelle parole, Andrea corse a casa. 

che mi sembra strana. Si evince che lui in realtà non vorrebbe andarsene e, inoltre, è pur sempre un bambino - prima media dici altrove - che difficilmente concepisce. Lui ha avuto un lutto importante alla sua età e alcuni suoi pensieri e comportamenti sono legati a questo, per esempio

2 ore fa, luca c. ha detto:

E Andrea finiva che se ne andava in camera sua.

cosa che facevo anch'io (e continuo a fare); tuttavia non credo che possa fare ragionamenti complessi sull'andare/restare dopo aver lasciato intendere una direzione precisa: però questa è una mia interpretazione e un mio dubbio

 

In realtà mi sono basato un po' sui comportamenti di mia figlia, che ha nove anni,e devo dire che cambia idea nel giro di un minuto. Ma questo non perché non è in grado di concepire, anzi, i bambini oggi sono estremamente svegli e intelligenti.

Nonostante ciò credo che tu  abbia ragione, perché è probabile che non abbia chiarito a sufficienza i motivi di tale cambiamento. Sono partito dalla poesia in cui Andrea esprimeva il desiderio che la sorella potesse lanciargli un qualche segnale, cosa che in effetti succede (forse per caso, chi lo sa) e gli infonde una certa serenità, quasi avesse raggiunto lo scopo più importante. Poi c'è il fattore "tana" che lui crede rovinata dalla piena del fiume (dettaglio che avrei dovuto anticipare). L'insieme di questi due "avvenimenti" fa si che prenda la partenza come una liberazione. Diciamo che ho provato a descrivere due fasi del lutto, cogliendo un suggerimento indiretto di Niko, l'ultima delle quali è "l'accettazione", o perlomeno il suo principio (inizio).

52 minuti fa, bwv582 ha detto:

Immagino la mano aperta (la tiene sul palmo della mano) poi però me la figuro liberarsi e/o divincolarsi se lui con delicatezza la limita con un unico dito.

Più che limitarla, la blocca esercitando una pressione non eccessiva, altrimenti la spiaccicherebbe 

 

54 minuti fa, bwv582 ha detto:
2 ore fa, luca c. ha detto:

ti abbiamo cercato fino adesso, e stavamo per chiamare i soccorsi

Ho sempre sentito dire "la polizia" in certi casi. :umh:

 

Non so, può darsi. Ma forse in montagna per le ricerche si fa intervenire anche il soccorso alpino? Mi hai messo un bel dubbio.

Per il resto, virgole incluse, non ho altro da cui difendermi :asd:

Grazie, quindi, e a risentirci al tuo prossimo racconto :D 

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Ciao @Poeta Zaza, grazie davvero per il passaggio.

Tra i vari appunti che mi hai mosso, uno in particolare mi ha lasciato basito: la poesia. Io non ne capisco nulla, non credo di saperle scrivere e nemmeno commentare, ma mi piace molto leggerle. In realtà ho provato a tirarla giù come veniva, anche perché essendo frutto della mano di un bambino, ho pensato che a renderla troppo sofisticata non sarebbe stata plausibile.

Comunque sia ti ringrazio e mi fido del tuo giudizio "esperto" di poetessa.

 

A rileggerci :)

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1 ora fa, luca c. ha detto:

perché è probabile che non abbia chiarito a sufficienza i motivi di tale cambiamento.

Potrebbe essere questo, allora.

Tu hai senz'altro l'esperienza attuale di tua figlia mentre io mi sono basato molto su me stesso e su come ho metabolizzato lutti giovanili (*). Ma ognuno di noi è diverso e io è da tanto che non sono più un bambino. :asd:

(*) Penso che anche per questo le prime battute del racconto e alcuni comportamenti del protagonista mi hanno tenuto incollato alla lettura.

1 ora fa, luca c. ha detto:

Per il resto, virgole incluse, non ho altro da cui difendermi :asd:

In realtà hai molto meno di quello che sembra da difenderti, volendo postare mi sono impegnato per farmi odiare. :saltello:

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@luca c. che bel racconto, mi è sembrato ben articolato, scritto bene, solo la poesia per quanto molto bella non mi sembra possibile sia stata partorita da un bambino che ha appena finito le elementari. Ti segnalo in neretto le "cime" poetiche che mi sembrano troppo lontane dalla penna di un bambino.

13 ore fa, luca c. ha detto:

Dell’ali in filigrana
C’han vestito le tue spalle
Vorrei al
vespro raccontare
Del
vitreo pesantore
di rugiada 
c
ui rifuggi 
Vorrei al mattino
rammentare
Ma del firmamento          

che il mio cuore             

ha preso a fardello  

invece non mi so proprio spiegare.
Tra la
natura rotta 
attendo un tuo segnale;
una foglia, un filo d'erba un soffio di vento che mi dica: sono io, Carla
.

Per il resto hai saputo parlare del lutto, dell'elaborazione smaltita nella ricerca delle farfalle, nell'acqua che ne rifletteva il viso e infine nella poesia. Sei stato velocissimo, io sono ancora alla prima stesura, ho cambiato finale sette volte e non ci siamo ancora. 

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Ciao @Adelaide J. Pellitteri. Grazie per il passaggio e l'apprezzamento. :)

2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

segnalo in neretto le "cime" poetiche che mi sembrano troppo lontane dalla penna di un bambino.

15 ore fa, luca c. ha detto:

Dell’ali in filigrana
C’han vestito le tue spalle
Vorrei al
vespro raccontare
Del
vitreo pesantore
di rugiada 
c
ui rifuggi 
Vorrei al mattino
rammentare
Ma del firmamento          

che il mio cuore             

ha preso a fardello  

invece non mi so proprio spiegare.
Tra la
natura rotta 
attendo un tuo segnale;
una foglia, un filo d'erba un soffio di vento che mi dica: sono io, Carla
.

Lo so, hai perfettamente ragione. Diciamo che ho provato a non esagerare, ma davvero riuscire a creare un'ipotetica poesia e accostarla ad un bambino mi ha dato delle difficoltà, per cui ho deciso di tirare giù due versi così come venivano, sperando che l'assenza di regole metriche e un po' di confusione, potessero aiutarmi a raggiungere parzialmente lo scopo.

Tuttavia nel brano ho lasciato un indizio, proprio per mettere le mani avanti:

15 ore fa, luca c. ha detto:

giocando agli esploratori, recitando poesie e sciogliendos

 

Dato che parteciperai anche tu, ti do appuntamento dalle parti del tuo racconto (cosa inconsueta, io programmo l'appuntamento ma l'orario e il giorno li devi stabilire te... :grat:)

A presto, dunque! :D

Modificato da luca c.

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1 ora fa, luca c. ha detto:

Dato che parteciperai anche tu, ti do appuntamento dalle parti del tuo racconto (cosa inconsueta, io programmo l'appuntamento ma l'orario e il giorno li devi stabilire

Al momento sono terribilmente in crisi proprio con la poesia, ho un problema molto simile al tuo. Quali parole può pronunciare il mio personaggio? In più mio marito è in ferie da domani (il che significa niente pc). Spero di farcela comunque entro il 7 luglio, il tempo per fortuna ci sarebbe. Vedremo.

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Carissimo @luca c.

Un bel racconto profondo, denso di contenuto e significato melanconico. La storia di per sé è commovente... in generale mi è piaciuto. Ogni tanto, lo stile l'ho a mio gusto trovato forse un po' troppo "legato", "duro" al suono o costruito... forse avresti potuto abbandonarti leggermente di più al lirismo narrativo stesso, dato il contenuto; ma ripeto, il tutto a mio gusto.

 

Pochi appunti, nello specifico, sopratutto nella prima parte:

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha detto:

Quando ne catturava una (virgola) la teneva sul palmo della mano,

Ci vedrei bene una virgola a dividere la temporale... io in questi casi tendo a usarle "di default", ma solitamente noto ormai che si usa al contrario, ossia senza.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha detto:

Quando ne catturava una la teneva sul palmo della mano, bloccandola piano con l'indice per non farla volare via.

 

Tutta la scena di lui che "cattura" le farfalle (nella prima parte, ad esempio, non specifichi che lo fa con un "retino"... lo dirai solo dopo...) mi ha lasciato un po' perplesso solo da un punto di vista "realistico-pratico". Non vorrei rovinare l'atmosfera poetica del racconto con questa annotazione, ma le farfalle sono (per mia esperienza) esseri davvero fragilissimi... il ricordo che ho in mente e su cui baso questo appunto si basa su alcune volte in cui ho provato a farne uscire qualcuna da casa mia, cercando di catturarla fra le mani (senza stringere, ma chiuse a conca) oppure provando a indirizzarle fuori... insomma, mi bastava sfiorarle e queste "si accartocciavano" (poverine!)... voglio dire, secondo me non è per nulla facile "catturare", "tenere", "stringere" una farfalla in mano o fra le dita senza ferirla o peggio ucciderla; ma comunque perdona questa annotazione molto pratica e diciamo che nella storia del racconto, Andrea (bellissimo nome, tra l'altro!) abbia sviluppato una particolare abilità nel farlo.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha detto:

Con la testa un po' piegata di lato poi la analizzava per bene e, se la considerava “giusta", si sdraiava sull'erba e iniziava a parlargli. 

Diciamo che per far piacere a @bwv582  :Dsi potrebbe riformulare la fine della frase eliminando una "e"... In generale non è la ripetizione stessa, ma qui c'è anche quell'inciso che un po' rallenta il ritmo... più avanti, ad esempio, dove appunto ti ha segnalato @bwv582... potrebbero pure starci perché il ritmo della frase è tutto più veloce... almeno secondo me:

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha detto:

Tra un singhiozzo e l'altro, gli capitava di venire raggiunto da intensi effluvi di lavanda, e così cedeva alla nostalgia e non tratteneva più le lacrime.

Ciononostante "effluvi" l'ho trovato un po' troppo "ricercato" come termine nel contesto. Ma effettivamente non è l'unico... ecco in questo senso, in generale, quello che dicevo un po' prima: da una parte la ricercatezza di alcuni termini dona qualità al racconto, dall'altra gli fa forse perdere un po' di fluidità.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha detto:

indossava dei pantaloni verdi a sbuffo (virgola) stretti sotto le ginocchia da un paio di gambali neri

Qui la frase mi risulta troppo carica di aggettivi, in particolare quel "verdi a sbuffo stretti"... tutto troppo attaccato... ci vedrei bene una virgola prima di "stretti" così che il verbo funzioni più da verbo e participio, anziché aggettivo.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha detto:

a usato con la sorella Carla nelle loro scorrazzate nei prati. 

Vabbeh, alle volte sono un po' maniaco: se fosse possibile, varierei la ripetizione vicina di "nelle / nei"... ad esempio "scorazzate lungo (per) i prati".

 

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha detto:

Succedeva però che alcuni giorni la caccia non desse i frutti sperati. Allora Andrea andava al fiume a lanciare i sassi. Gli piaceva osservare il suo volto scomporsi nei cerchi dell'acqua; nelle increspature in cui talvolta fingeva di intuire dei capelli lunghi e ricci ornati da fiori di lavanda, che in tante occasioni si erano specchiati in quello stesso punto, all'ombra di una grossa roccia che lui e la sorella avevano battezzato “la tana”.

Bella questa descrizione.

 

In generale, tutta l'ambientazione paesaggistico "bucolica", di prati, campi, fiumi e natura è molto bella e ben descritta... ci si immerge nell'ambientazione e si percepiscono colori e odori.

 

Per quanto riguarda la poesia, poi, anch'io l'ho trovata sinceramente troppo "aulica" o addirittura "complicata" (per lo più in ricercatezza di termini) per essere scritta da un bambino di dieci anni, ma appunto al solito, non ho riferimenti reali su cui basare un valido confronto... vado ad antiche memorie personali.

 

Ciao amico mio!

 

:D

 

 

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Ciao, passo di qua per caso, mentre decido se partecipare anch'io. Bel racconto, diverso da quelli che ho letto tuoi. Mi piace molto la semplicità e delicatezza che hai saputo dare al tema difficile del lutto in un bambino. E poi le farfalle le vedo molto bene, perché sono un simbolo dell'anima. Forse taglierei qualcosina qui e là per far risaltare di più le parti più profonde e ( ma solo a mio gusto personale) trasporterei la storia al presente per aumentare il coinvolgimento, ma in generale una storia bella e commovente senza essere sentimentale. Complimenti:)

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@AndC <3<3<3

@Silverwillow :flower:(ma che bella sorpresa! Spero che ci sarai anche tu. Ricordo ancora un tuo racconto del FdI2018 che mi era piaciuto moltissimo e, se non ricordo male, avevo anche votato).

 

Grazie a entrambi per il passaggio; ora sono un po' incasinato, ma non appena avrò un attimo passerò a rispondervi come meritate: male!

Spoiler

xD

 

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Ciao @luca c. , prima volta che ti leggo e l'impressione è buona. Mi sono piaciute le descrizioni, semplici ed efficaci, mi facevano sentire in quel boschetto. Condivido, però, con altri sopra, la stranezza del finale (anche a me ha convinto poco). E anche per la poesia (nonostante, di per sé, secondo me è molto valida) trovo strano che venga scritta da un bambino, troppo curata e ricercata appunto. Per il resto tutto ok, è stata una piacevole lettura. Ciao, e alla prossima. ( : 

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Ciao @luca c., ci parli di un bambino che non si è rassegnato per la morte della sorella. Ci racconti i loro giochi, le loro vacanze in libertà tra boschi e fiumi di montagna, il loro bellissimo legame. Sembra quasi che la tragedia abbia colpito più il tuo protagonista dei genitori, che, apparentemente, conducono una vita regolare, "da adulti".

Andrea invece trascorre le sue giornate a cercare la sorella nelle farfalle gialle (che potrebbe essere la cedronella o la colia:)) che tanto adorava. Questo gesto romantico e commovente lo fa isolare dal resto dei suoi coetanei ma lui non se ne cura. Anzi, il nascondersi nella tana e il conseguente pianto sono liberatori. 

 

Sei riuscito a suscitare delle emozioni e della malinconia in me mentre leggevo. 

 

Ti segnalo solo due cose. 

U a è questa:

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha detto:

in cui si figurava che Clara stesse vibrando ali eterne di farfalla.

Hai sempre chiamato la sorella Chiara, tranne in questa frase. 

 

E la seconda è che ho trovato la poesia, se pur bella, un po' troppo elaborata per essere stata pensata da un bimbo di dieci/undici anni. Non è che mi abbia stonato così come è ma, forse, io avrei scelto qualcosa di più semplice. 

 

Talia 

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Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha detto:

Andrea si era chiuso in sé stesso, non giocava più con gli altri bambini. Per lui esisteva solo “acchiappare le farfalle”, e quando lo faceva poteva succedere di vederlo sorridere.

:no:

Quello che viene dopo spiega bene che Andrea si è chiuso in se stesso.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha detto:

Così il padre e la madre, Pietro e Anna, avevano deciso di non intromettersi,

:no: 

Perché aggiungere nomi? Nel racconto seguiamo solo Andrea e per lui i suoi genitori sono mamma e papà. Sono mamma e papà anche per noi, visto che li vediamo solo con gli occhi di Andrea.

 

Solo questo, non ho altro da segnalare, il racconto mi è piaciuto. La poesia anche, credo :muu: 

Lessico un po' troppo troppo per un bambino (parlo della poesia), ma forse ha usato un dizionario dei sinonimi e ha scelto le parole più difficili perché suonavano più poetiche.

 

Bravo :flower: 

 

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Ciao, carissimo @AndC ! :super:

Il 21/6/2019 alle 10:56, AndC ha detto:

Tutta la scena di lui che "cattura" le farfalle (nella prima parte, ad esempio, non specifichi che lo fa con un "retino"... lo dirai solo dopo...) mi ha lasciato un po' perplesso solo da un punto di vista "realistico-pratico". Non vorrei rovinare l'atmosfera poetica del racconto con questa annotazione, ma le farfalle sono (per mia esperienza) esseri davvero fragilissimi... il ricordo che ho in mente e su cui baso questo appunto si basa su alcune volte in cui ho provato a farne uscire qualcuna da casa mia, cercando di catturarla fra le mani (senza stringere, ma chiuse a conca) oppure provando a indirizzarle fuori... insomma, mi bastava sfiorarle e queste "si accartocciavano" (poverine!)..

Mah, a dirti la verità, da piccolo, pur non essendo stata la mia attività preferita xD, mi è capitato di catturarne alcune con la conseguenza di accartocciarle tutte quante :asd:. Però c'erano bambini che ci riuscivano bene e senza polverizzarle; ora non so con quale tecnica, però.

Il 21/6/2019 alle 10:56, AndC ha detto:

Ciononostante "effluvi" l'ho trovato un po' troppo "ricercato" come termine nel contesto. Ma effettivamente non è l'unico... ecco in questo senso, in generale, quello che dicevo un po' prima: da una parte la ricercatezza di alcuni termini dona qualità al racconto, dall'altra gli fa forse perdere un po' di fluidità.

 

Uff, come sei puntiglioso!

Però ora che me lo fai notare, sì, in alcuni punti ci può stare. Ma su effluvi non mi trovi d'accordo: senti come suona bene "effluvio", così bene che pare contenere in sé l'aggettivo "fluido": effluido (che te ne pare?) :sorrisoidiota:

Il 21/6/2019 alle 10:56, AndC ha detto:

particolare quel "verdi a sbuffo stretti"... tutto troppo attaccato... ci vedrei bene una virgola prima di "stretti" così che il verbo funzioni più da verbo e participio, anziché aggettivo.

Hai perfettamente ragione, infatti la mancanza della virgola è una svista: voleva essere un participio (y)

 

 

Il 21/6/2019 alle 15:38, Silverwillow ha detto:

taglierei qualcosina qui e là per far risaltare di più le parti più profonde e ( ma solo a mio gusto personale) trasporterei la storia al presente per aumentare il coinvolgimento,

Ecco, quando scrivo un brano al presente, mi dicono che avrei dovuto usare l'imperfetto e compagnia bella, e quando scrivo all'imperfetto viceversa: sono proprio una pippa clamorosa, però ti ringrazio per l'appunto interessante.

Se devo andare più nel dettaglio, però, giustifico questa scelta col fatto che l'imperfetto, così a fiuto, meglio si addice a un senso melanconico: il passato di per sé, mi pare concettualmente più affine al senso di nostalgia, poi non so...

Il 21/6/2019 alle 15:38, Silverwillow ha detto:

in generale una storia bella e commovente senza essere sentimentale. Complimenti:)

Grazie, @Silverwillow, troppo buona :sss:

 

 

Ciao, @Rhomer, piacere di conoscerti! ;)

Il 22/6/2019 alle 14:21, Rhomer ha detto:

Ciao @luca c. , prima volta che ti leggo e l'impressione è buona

Guarda, questo è un genere che non mi si confà - solitamente imbratto carte con storie possibilmente divertenti - e difatti credo di essere risultato molto scontato e niente originale.

Grazie per il passaggio!

 

 

Ciao, cara @Talia :)

Il 22/6/2019 alle 14:55, Talia ha detto:

Andrea invece trascorre le sue giornate a cercare la sorella nelle farfalle gialle (che potrebbe essere la cedronella o la colia:)

 Ah, non lo sapevo!

Il 22/6/2019 alle 14:55, Talia ha detto:

Sei riuscito a suscitare delle emozioni e della malinconia in me mentre leggevo. 

 

Sei davvero troppo buona, grazie. :rosa:

Il 22/6/2019 alle 14:55, Talia ha detto:

sempre chiamato la sorella Chiara, tranne in questa frase

In realtà nel racconto è Carla, ma vabbè. L'errore è dovuto al fatto che sono dietro a un racconto (da mesi) in cui il personaggio femminile si chiama Clara, e allora ecco il lapsus (ma poi coi nomi ho davvero poca fantasia)

Il 22/6/2019 alle 14:55, Talia ha detto:

la seconda è che ho trovato la poesia, se pur bella, un po' troppo elaborata per essere stata pensata da un bimbo di dieci/undici anni

Rispondo a te e agli altri: lo so, ma di "peggio" non mi è proprio venuto :P

 

 

Comunque ho deciso che commenterò i racconti in gara in ordine cronologico di pubblicazione, per cui @AndC @Silverwillow @Talia @Rhomer e gli altri, ci sentiremo dalle vostre parti a tempo debito.

Un abbraccio a tutti!

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38 minuti fa, Kuno ha detto:

ma forse ha usato un dizionario dei sinonimi e ha scelto le parole più difficili perché suonavano più poetiche.

 

Sei un genio!  :sù:

 

Passerò poi dalle tue parti, anche sei mi fai molta paura con questi racconti "strani".

Ah, sì! Ti ho già letto tre volte... ;)

 

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Ho apprezzato questa poetica elaborazione del lutto e il muoversi del racconto tra il bucolico e il disincanto. Ho apprezzato anche la poesia in se, anche se forse un tantino aulica per un ragazzino di 10-11 anni. Ma questo è detto con riferimento ai giorni nostri. Difatti io mi sono poi figurato l'ambientazione ai primi anni del 900, solo che andando a rileggere ho trovato come unico appiglio cronologico l'accenno alla prima media che sarebbe andato a frequentare. Adesso non ricordo bene quando è stata istituita la scuola media, mi sembra nel dopoguerra della seconda mondiale. Ed essendo appassionato di poesia può starci tutta ad esempio in un ragazzino degli anni a cavallo dei 50 con le letture dei grandi lirici del passato e dei suoi contemporanei.

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5 ore fa, luca c. ha detto:

Comunque ho deciso che commenterò i racconti in gara in ordine cronologico di pubblicazione, per cui @AndC @Silverwillow @Talia @Rhomer e gli altri, ci sentiremo dalle vostre parti a tempo debito.

Con calma... sono ancora in alto mare (specie con la poesia:facepalm:). In realtà non ero ancora certa di partecipare, ma il tema mi ispira (sì, lo so, devo avere delle forti tendenze masochiste). Per quanto riguarda l'uso del passato o del presente, è solo un'ossessione mia, che spesso provo a cambiare il tempo per vedere quale sta meglio. Per la tua poesia, anch'io ho immaginato che avesse preso le parole più difficili da altre poesie studiate a scuola magari, quindi può andare.

Ti aspetto volentieri quando posterò il mio capolavoro in evoluzione (tradotto: una mezza idea e due versi di poesia spaiati scribacchiati su un foglietto). Ciao!:)

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Ciao, carissimo @Vincenzo Iennaco, quanto tempo! :)

Nel ringraziarti per il passaggio, ne approfitto per specificare che, scrivendo, anch'io mi sono figuato l'ambientazione in un periodo datato. Ma tutto questo è venuto da sé, senza una vera e propria intenzione, e probabilmente sono sensazioni amplificate dalla scelta  campestre della storia.

 

Grazie di nuovo, presto ci vedremo dalle tue parti ( @Sira, tieniti pronta eh! :P)

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Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

senza striature o minime variazioni di tonalità che fossero

asciugherei.

Più in generale è il primo paragrafo che può essere asciugato (o addirittura tagliato, con qualche accorgimento, diluendo poi le informazioni negli altri punti) visto che sono concetti che vengono ripetuti più avanti.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

Clara

refuso.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

E Andrea finiva che se ne andava in camera sua. 

non mi piace granchè questa costruzione. Va bene anche un "e andrea si rintanava in camera sua".

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

Andrea di vivere all'aperto quegli ultimi momenti bucolici.

sottinteso.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

si alternava tra la malinconia di lasciare i monti e l'emozione di intraprendere il primo anno delle medie

che ne dici di "oscillava"?

 

Un racconto dai toni malinconici e delicati e tutto sommato ben condotto, senza scivolare nell'effetto "drammone". Il finale mi è piaciuto

Lavorerei un po' su alcune asperità formali. Ci sono un po' di concetti ripetuti e alcuni costrutti involuti che si possono smussare in fase di revisione.

Al netto di tutto, una buona prova. 

 

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Ciao @luca c.

un racconto molto delicato. Mi è piaciuta l'ambientazione e l'accostamento tra lutto e farfalla, tradizionalmente simbolo dell'anima.

Solo due appunti piccolissimi, due inciampi nella lettura che ho notato:

Alla fine 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

Anna gli corse incontro:

Mi ero dimenticata del nome della madre, che è un personaggio che rimane sullo sfondo, quindi a quel punto mi sono chiesta chi fosse.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

Ma io… non vedo l'ora di partire.»  Dopo quelle parole, Andrea corse a casa

Questa parte ti è già stata segnalata e ho letto la tua spiegazione, però crea comunque un inciampo nella logica degli eventi. Anche qui mi sono detta: ma allora non ho capito niente.

A parte questo il racconto è ben scritto e mi è piaciuto.

Alla prossima!

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Per quanto io nutra una patologica fobia verso gli insetti, mi hai fatto trovare poeticità in un battito d’ali di farfalla. 

Bravoh! :) 

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Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

Andrea si era chiuso in sé stesso, non giocava più con gli altri bambini. Per lui esisteva solo “acchiappare le farfalle”,

Che ne dici di sostituirlo con : A lui interessava solo acchiappare, (o catturare) le farfalle?  

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

Così il padre e la madre, Pietro e Anna, Semplificare con: i genitori?avevano deciso di non intromettersi, e pazienza se non avesse socializzato coi coetanei del paese.

Riguardo i genitori ho realizzato solo alla fine del racconto che avevi bisogno di far conoscere il loro nome per evitare di continuare a scrivere  il padre... la madre...., però cercherei una soluzione diversa dall'inciso.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

, Andrea strisciava di pancia sulla sabbia trascinandosi coi gomiti, e ci si andava a nascondere perché sapeva già come sarebbe finita se l'avessero visto : “Ecco la femminuccia che rincorre le farfalle.” Io la snellirei cosi

A meno che non si tratti di una descrizione che comunichi qualcosa, ometterei i particolari e toglierei il punto legando con perché le due frasi.

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

 Una volta indossata chiuse la lampo e saltò fuori dalla finestra, alla mercé degli elementi.  Un tantinello bizzarra questa espressione, no...?

Oltrepassato un piccolo sentiero acciottolato, attaccò Iniziò, non ti piaceva, è? :asd:

 

 

Il 19/6/2019 alle 18:31, luca c. ha scritto:

«Ma io… non vedo l'ora di partire.»  Intendi dire Ma'? Dopo quelle parole, Andrea corse a casa. 

 

 

Ciao pacioccone xD 

ti ho lasciato qualche impressione dettata esclusivamente da un gusto personale, quindi prendila come tale. Trovo che il racconto scorra fluido e la sua delicatezza mi ha conquistata. Immedesimarsi in un bambino, e descrivere il processo di elaborazione del lutto, richiede sensibilità, fantasia ed empatia.

Quindi, chapeau! Davvero.

Sono d'accordo con chi mi ha preceduto, però, riguardo il livello lessicale della poesia. Volendo potresti ovviare facendo intendere che la poesia sia di qualcun altro e che Andrea abbia solo modificato l'ultimo verso inserendo il nome della sorellina. Che ne pensi?

Andrea fa rivivere la sorellina ripercorrendo gli stessi luoghi e rifacendo gli stessi giochi e al contempo  cerca un segnale della sua presenza. Segnale che secondo la mia interpretazione trova nella farfalla che mostra alla mamma commossa. 

Andare via da lì non è più devastante, perché lui è convinto che la sorella si sia manifestata e che resterà sempre con lui. Non è più importante rimanere in quei luoghi quindi, ora possono stare insieme ovunque lui vada.

Se, però, la mia interpretazione fosse esatta, il finale lo cambierei: anziché chiudere con un pensiero sulla tana, approfitterei del desiderio e della fantasia di Andrea per fargli  rivolgere un pensiero alla sorella e al loro prossimo viaggio. Ma io, come tu ben sai, me la canto e me la sono, e allora, va benissimo la tua chiusa.xD

Piaciuto tanto.

Un abbraccio forte @luca c.:hug:

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Ciao @luca c. racconto veramente splendido che trasmette empatia. Finale e poesia da applausi. Che osservazioni fare ad un testo del genere? Ben poche

 

che Clara stesse vibrando ali eterne di farfalla. Qui invece di Carla hai scritto Clara.

 

A volte se percepiva discorsi che lo potevano incuriosire, appoggiava l'orecchio alla parete di legno, e ascoltava.

 

Le virgole in questa frase le metterei così 

 

A volte, se percepiva discorsi che lo potevano incuriosire, appoggiava l'orecchio alla parete di legno e ascoltava.

 

Non so proprio che altro pignolare, veramente. 

 

Saluti,

 

 

Intes

 

 

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Ciao @Sora @Sira, la pacioccona :D

Condivido ogni tuo appunto, e mi fa piacere che tu abbia colto la parte finale 

Il 5/7/2019 alle 01:38, Sira ha scritto:

Segnale che secondo la mia interpretazione trova nella farfalla che mostra alla mamma commossa

Andare via da lì non è più devastante, perché lui è convinto che la sorella si sia manifestata e che resterà sempre con lui. Non è più importante rimanere in quei luoghi quindi, ora possono stare insieme ovunque lui vada

perché era esattamente ciò che volevo esprimere.

Ti ringrazio anche per il consiglio sulla poesia (la vogliamo definire tale?), perché in effetti, presa così, forse per un bambino è troppo (anche se valutandola in un contesto storico/culturale anni '40/'50, come diceva il nostro barman di fiducia Vincenzo, credo che ci potrebbe stare).

Ti ringrazio tanto per il passaggio, Sira, e per le critiche (specialmente per quelle positive xD) che mi  hai mosso. :rosa:

Passerò senz'altro dal tuo fuori concorso, tempo di restituire qualche commento a chi ti precede (dal punto di vista temporale, eh!)

Un abbraccio anche a te! :hug:

 

 

Ciao, @INTES MK-69, lieto di conoscerti :)

Il 6/7/2019 alle 11:51, INTES MK-69 ha scritto:

che Clara stesse vibrando ali eterne di farfalla. Qui invece di Carla hai scritto Clara.

 

Lo so. :facepalm:  Il fatto è che mi sono confuso con un altro  racconto che stavo revisionando da parecchio tempo, e, guarda caso, il personaggio femminile si chiamava proprio Clara (e non Carla)

Il 6/7/2019 alle 11:51, INTES MK-69 ha scritto:

A volte se percepiva discorsi che lo potevano incuriosire, appoggiava l'orecchio alla parete di legno, e ascoltava.

 

Le virgole in questa frase le metterei così 

 

A volte, se percepiva discorsi che lo potevano incuriosire, appoggiava l'orecchio alla parete di legno e ascoltava.

Concordo con l'uso dell'inciso.

 

Ti ringrazio molto per la lettura e il commento, INTES, e anche per i complimenti fin troppo generosi.

Appena potrò, passerò dalle tue parti.

Un saluto :)

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