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Tedbundy

Non ho tanto tempo ma non so cosa fare

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Esco dalla porta di casa mia e fumo una sigaretta, vista su un parcheggio del cazzo. Abito in un buco, l'ho scelto per non spendere tanto. Sono a 7h ore e mezza di treno da casa per dare un esame che ho domani mattina e che mi ha mangiato il cervello. Mentre studio mi gira la testa e faccio fatica a concentrarmi. La ragazza davanti a casa mia è bellissima e le piaccio, ma è completamente matta, sua madre anche. Mi ha cercato lei. Quando ho capito quanto sia fuori, ho capito che stavo davvero rischiando e anche se vorrei non posso più farci nulla. La cosa assurda è che all'inizio andava bene e mi sono anche affezionato. ricevere attenzioni da una ragazza così bella e persino intelligente. Non ho nemmeno dovuto far niente, un sogno. Non è così, non è mai così facile. Si vendica perchè le dico che non so dove porterà la nostra relazione, se così si può chiamare. Mi fa ingelosire costantemente, va in giro non so dove o con chi e torna con qualcuno che la accompagna a casa. Mi aveva invitato alla sua casa al mare, libera, poi mi pacca, poi la becco due volte che piange per questo o quel motivo, poi si fuma le canne la sera prima di andare a scuola e altre volte, poi mi dice che è tornata a casa da scuola perchè è stata male, poi va in marina, già bocciata un anno. Mi racconta una cosa una sera e le dico "basta non voglio più vederti" perchè che sia vero o no è da fuori di testa. Me ne vado il giorno dopo e il viaggio in treno è assurdo, allucinante. Pensieri di ogni tipo per tutto il viaggio. Come scollegato dalla realtà, chiuso nella mia testa. Arrivo qui e allo stress dei pensieri si aggiunge quello dell'esame imminente. Cammino in giro senza meta in cerca di una distrazione femminile, vedo una ragazza molto bella circa della mia età in una piazza che stava ad una bancarella. Vado lì e le faccio domande a caso, non capisco nemmeno bene le sue risposte, noto che però lei mi fa delle domande e sembra mantenga la conversazione, allora le chiedo se vuole uscire e mi risponde" adesso non posso muovermi" e io le dico "non adesso" e lei mi dice" domani?" e io dico " va bene, lasciami un numero di telefono". Me lo lascia, le scrivo il giorno dopo, mi risponde dicendomi che è lei, le chiedo di vederci e non risponde più. Peccato, avrei voluto conoscerla e scopare. Era bella e mi sembrava anche intelligente.

A 15 anni se uscivo con gli amici ridevo e scherzavo, dopo una timidezza iniziale stavo simpatico un po' a tutti, nessun problema con le ragazze, invece a 17 anni se uscivo con gli amici dicevo 10 parole in 2 ore. A 26 anni non me ne frega più niente. Mi va bene se vuoi prendermi in giro, mi va bene se non te ne frega di me, se mi ritieni un matto, basta che ci vediamo, che ti fai conoscere, che riesco a distrarmi, che riesco a entrare nel tuo mondo, che scopiamo. Non ho nessuna paura, in questo non ho niente da perdere. Immagino che sia stato troppo diretto nel modo di fare, mi sono mostrato "bisognoso", una così bella probabilmente ha bisogno di garanzie e di essere corteggiata prima. Non ha certo necessità di buttarsi in una cosa strana come questa.

L'altra ragazza, quella matta, ha una vita totalmente diversa dalla mia. Non sta mai ferma, mai a casa, sempre in giro a fare qualcosa, vedere qualcuno. Non si ferma, non pensa. Poi all'improvviso esplode, piange, sclera, fa cose strane. Mi ha trasmesso questo tipo di ansia, ma in senso positivo mi ha trasmesso il desiderio di fare cose, di fare esperienze. Come se mi avesse tolto serenità, ma anche svegliato da un torpore, da una vita un po' piatta.
Io a 18 anni ero un po' uno sfigato. O meglio avevo tanti problemi e gli altri lo sapevano. Ho perso gli anni dai 17 ai 22. Stavo male. Poi le cose sono cambiate ma..mi accorgo ora ancora più nitidamente che il passato non si cancella e ogni tanto riemerge. Quel vuoto me lo porto ancora dietro. Per questo ora ho questa fame di esperienze, questa fretta, questa ansia senza serenità o equilibrio. Penso "cosa farò dopo l'esame? Da qui a Settembre, quando comincerò la magistrale, non ho obblighi o doveri. La ragazza matta abita di fronte a me. Per fortuna dovrebbe andarsene via e così potrò stare tranquillo per un po'. Poi tornerà. Cosa farò? Vorrei andarmene via..dove? Da solo? PErchè no..non faccio amicizia in fretta ma cosa ho da perdere. Cercherò un'altra bella ragazza a cui chiederò di uscire in una piazzetta e forse mi dirà di no, forse mi dirà di sì e non ci vedremo, oppure ci vedremo. Non me ne frega, non ho paura, se vogliono farmi male mi sta bene, non ho paura del dolore, basta che ci vediamo, basta che si faccia conoscere, che sia interessante."
A casa mia mia madre sta sempre a casa. Mio padre vive in un altro pianeta. Se anche gli dicessi cosa mi succede, non capirebbe e non empatizzerebbe. Mi chiede solo "studi? Quando hai il prossimo esame?" mia madre è ansiosa e prende farmaci da anni. Quando alle superiori stavo male non ho ricevuto nessun conforto da nessuno. Nè genitori nè amici nè medici nè psicologi. Ora mi sta venendo da piangere.
Non sono geloso del barista con il profilo instagram curatissimo, che ha i tatuaggi e i capelli scompigliati. Che pare il ragazzo un po' cattivello e mattarello che piace alle ragazze. Sei un barista e tale rimarrai, me lo succhi. Per tutti i sacrifici che ho fatto in vita mia per avere delle opportunità in più tu me lo succhi. Adesso piango ma un giorno piscerò in testa a te e a tutti quelli come te. Sarà così perchè farò di tutto perchè sia così. Mentre io ero depresso tu ti divertivi, ma io sto raccogliendo e raccoglierò, tu marcirai in una vita senza prospettive.

Forse anche io finirò in una vita senza prospettive, ma per adesso non è così.
Avrei potuto avere delle relazioni serie e non ho voluto. Le trovo noiose e poco stimolanti. Ma le ragazze più peperine e inaffidabili complicano non poco la vita e mi hanno fatto soffrire parecchio.
Sono un po' timido. Non sono troppo a mio agio con la sessualità. Eppure non ho paura. A 17 anni avevo paura anche solo di respirare. Mi sono forzato a fare tutto e piano piano è diventato normale per me. Che paura vuoi che abbia...non proverò nemmeno a sembrare qualcuno che non sono.. basta che ci vediamo, basta che mi distraggo per un po'.

Puoi anche pensare quando mi scaricherai mentre sei con me, puoi anche avere in mente qualche stronzo più fortunato di me, non mi interessa. Non ti chiedo niente e non ti chiederò niente se non di ascoltarmi e farti conoscere. Vorrei scopare se sei bella. Non entro nemmeno in paragoni con certe persone, se preferisci qualcun altro lo accetto. Qualcuno più fortunato, più stabile, con una vita più definita,magari più soddisfatto di me. Alla fine cerchiamo tutti la vita migliore possibile e le scorciatoie non fanno schifo a nessuno. I sentimenti vanno e vengono.
Stasera proverò a studiare e mi girerà la testa dopo mezz'ora. Poi andrò ai giardini e forse ci sarà il nero di ieri che si fuma un cannone e mi dice che non trova lavoro e poi dice " è brutto , è brutto". Magari sclera e mi ammazza. Di questo ho paura.
Ho paura anche di finire come il barista col profilo instagram curatissimo, in una vita senza prospettive, fatta solo di distrazioni per dimenticarsi quanto si è falliti. 
Del resto non ho paura. Non ho paura. Ti fermerò e ti chiederò" usciamo"? senza averti mai visto prima. Mi dirai di sì o di no, mi prenderai in giro. E di nuovo ancora. Ti scriverò "ma perchè non mi rispondi?" e vorrei dirti" ma allora perchè mi hai lasciato il numero se poi non mi rispondi?"
Una mia amica a cui ho raccontato un po' come mi sento mi ha risposto in un vocale ridendo. 15 minuti dopo mi ha mandato un vocale di un minuto e mezzo in cui piangeva e si sfogava.
Ho paura di finire come quel barista.

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Ciao @Tedbundy e benvenuto .

Prima di tutto, quale nuovo iscritto, ti chiedo di presentarti alla comunità nella sezione Ingresso.

Inoltre il tuo commento non è sufficientemente approfondito e non può essere considerato vallido per pubblicare.

Chiudo e ti raccomando di seguire le linee guida del regolamento di sezione per fare un nuovo commento. Quando lo avrai fatto segnalalo via messaggio privato a qualsiasi componente dello staff che trovi online, questa discussione verrà riaperta e anche il tuo racconto potrà ricevere i commenti dei lettori.

 

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Ciao @Tedbundy,

pezzo difficile da commentare, il tuo.

 

Il flusso di coscienza è una tecnica narrativa affascinante, ma sommamente difficile da usare in modo efficace.

Ti faccio due osservazioni.

Innanzitutto, sia pure usando il flusso di coscienza, mi sentirei di consigliarti un po' più di uniformità: ci sono passaggi in cui usi la punteggiatura in modo da dare una certa struttura alle frasi e passaggi in cui sembra tu l'abbia dimenticata. Forse è una tua precisa scelta ma, secondo me, aggiunge senso di confusione ad una prosa già un po' confusa. Se il contenuto è il libero vagare dei pensieri del protagonista, credo che lavorare sul ritmo della prosa possa fare la differenza: oltre a virgole e punti fermi, ci sono numerosi altri segni d'interpunzione (persino i famigerati puntini di sospensione) e,

perché no, 

scelte

grafiche

non tradizionali.

(Di cui io non capisco nulla, eh? Ma fai un salto nella sezione "Poesia", se ti va, e dai un'occhiata).

 

La seconda osservazione che mi sento di farti è che tenere incollato il lettore a un brano in cui succede poco o nulla è difficilissimo. Bisogna che la voce narrante dica cose straordinarie, o almeno che le dica in modo straordinario. Il tuo protagonista, qui, racconta qualcosa di ordinario. L'angoscia che lo avvolge, il cinismo che vi oppone, non aggiungono nulla a quello che già so (o credo di sapere) sull'angoscia e sul cinismo - sia che io condivida il suo punto di vista (trovando appigli per identificarmi in lui) sia che io non lo condivida (e legga quindi solo per la curiosità di sapere dove andrà a finire).

 

Se questo commento dovesse sembrarti troppo critico, spero mi scuserai. Di quello che ho scritto, prendi solo quello che ti serve e butta via il resto. Io sono una-che-legge e nient'altro.

:) 

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- trama

 

La trama non c’è e non è un male, perché in fondo questo più che un racconto è un flusso di coscienza di un ragazzo. Un flusso di coscienza che sembra partire in un modo e poi prende la tangente, riprendendosi nel finale con una migliore caratterizzazione del personaggio.

 

- personaggi

 

Non credo che l’originalità sia la forza del personaggio che risuona di elementi già letti da quando Frusciante uscì dal gruppo ai ragazzi di Trainspotting. Tuttavia, è caratterizzato abbastanza bene, anche se non ho capito cosa sia successo tra i quindici e i diciassette anni. Magari una pennellata in più su quanto accaduto, se qualcosa è accaduto, aiuterebbe.

 

- contenuti

 

Il ragazzo suona plausibile, vero. A livello di empatia, credo se ne possa provare di più se a leggere il testo è un giovanissimo. Personalmente porta a chiedersi “e allora?”, ma capisco che il senso sia quello di un testo che ti prende o non ti prende, quindi non è detto che la mia reazione sia dovuta a un difetto del testo stesso, quando al suo carattere.

 

- stile

 

Lo stile è coerente all’interno del pezzo. Si mantiene diretto e basso (con un paio di esclusioni, tra cui un “empatizzerebbe” che mi sembra un po’ fuori dal registro del testo) e ci sta essendo il racconto diretto di un ragazzo. Tuttavia, se i modi di dire rendono vero il parlare del ragazzo, si dovrebbe lavorare un po’ sulla correttezza. Accenti sbagliati e maiuscole fuori posto non servono a definire il registro linguistico del parlante, a meno che il racconto non si trasformi in un vero e proprio diario del ragazzo.

 

- grammatica e sintassi

 

- “7h ore” – suggerirei di scegliere tra “h” e “ore”

- “perchè" attenzione all’accento, si scrive: “perché”

- “ad una” – la “d” eufonica è da evitare in questo caso…

- e lei mi dice" domani?" e io dico " va bene, lasciami un numero di telefono". – attenzione agli spazi, ci vuole uno spazio dopo “dice” e vanno tolti gli spazi tra le virgolette e “domani” e “va bene”

- “ma..mi” e “via..dove?” – andrebbero tre puntini più spazio, così: “ma… mi” e “via… dove”

- “PErchè no..non” – da correggere: “Perché no… non”

- “Nè” vuole l’accento nell’altro senso: “né”

- Settembre – i mesi si scrivono con la minuscola

 

- giudizio finale.

 

Poco curato nella forma e con molti refusi che portano ad apprezzarlo con più difficoltà. Magari trasformandolo in un diario del protagonista potrebbe essere più azzeccato? Intendiamoci, l’idea non è innovativa, ma può avere un suo perché se rimesso in sesto e se si lavora sulla parte centrale legando meglio inizio e fine.

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Ciao Mercy, ti ringrazio per aver dedicato del tempo a leggere e commentare.

Innanzitutto, sia pure usando il flusso di coscienza, mi sentirei di consigliarti un po' più di uniformità: ci sono passaggi in cui usi la punteggiatura in modo da dare una certa struttura alle frasi e passaggi in cui sembra tu l'abbia dimenticata. Forse è una tua precisa scelta ma, secondo me, aggiunge senso di confusione ad una prosa già un po' confusa. Se il contenuto è il libero vagare dei pensieri del protagonista, credo che lavorare sul ritmo della prosa possa fare la differenza

Confesso di non aver badato troppo alla forma, alla punteggiatura, ai segni di interpunzione. Posso dire che comunque vorrei che lo stile riflettesse il caos dei pensieri nella mente del personaggio. L'ansia che prova deve emergere anche dalla forma. Cercherò dei modi per poterci riuscire!

 

La seconda osservazione che mi sento di farti è che tenere incollato il lettore a un brano in cui succede poco o nulla è difficilissimo. Bisogna che la voce narrante dica cose straordinarie, o almeno che le dica in modo straordinario. Il tuo protagonista, qui, racconta qualcosa di ordinario. L'angoscia che lo avvolge, il cinismo che vi oppone, non aggiungono nulla a quello che già so (o credo di sapere) sull'angoscia e sul cinismo - sia che io condivida il suo punto di vista (trovando appigli per identificarmi in lui) sia che io non lo condivida (e legga quindi solo per la curiosità di sapere dove andrà a finire).

Molte storie in fondo dicono qualche cosa di ordinario. Proprio per questo possiamo capirle e possiamo rifletterci in esse. Mi preoccupa più l'altra questione che hai sollevato rispetto a questa, perchè la trovo una questione decisamente soggettiva. Probabilmente non è il tipo di racconto che in questo momento ti interessa. Magari sei aperta a leggere dei flussi di coscienza, ma non di questo tipo. Forse l'unica cosa preoccupante di ciò che hai detto è" non aggiungono nulla a quello che già so o credo di sapere" perchè in realtà vorrei portare il lettore a capire il modo di pensare del personaggio anche se non è quello proprio del lettore.

Ad ogni modo a me capita di leggere delle belle storie, scritte bene e su cui non avrei niente da ridere, ma poi alla fine della lettura penso" boh, e quindi"? Mi è successo diverse volte in questo forum e ho capito che dipende molto da quello che interessa a me e che io vorrei leggere, al di là della effettiva qualità del testo.

Tengo a precisare che con questo non voglio dire che il mio testo sia perfetto e che l'unica motivazione per cui non ti ha preso molto è che probabilmente vorresti leggere altro, ma bisogna tenerlo in considerazione.

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Ciao @Ludwig von Drake, ti ringrazio per aver letto e commentato.

Non credo che l’originalità sia la forza del personaggio che risuona di elementi già letti da quando Frusciante uscì dal gruppo ai ragazzi di Trainspotting. Tuttavia, è caratterizzato abbastanza bene, anche se non ho capito cosa sia successo tra i quindici e i diciassette anni. Magari una pennellata in più su quanto accaduto, se qualcosa è accaduto, aiuterebbe.

Non è un problema la poca originalità. Non vorrei che fosse troppo originale, vorrei che un lettore riuscisse a capire e a rivedersi magari nel personaggio. Certo non voglio nemmeno che risulti anonimo e noioso. Quello che è successo tra i 15 e i 17 era difficile spiegarlo, non avevo nemmeno spazio per poterlo fare in un racconto breve e volevo anche mantenere un alone di mistero, lasciando il lettore nella curiosità. Forse però hai ragione, sarebbe utile spiegare.

 

Il ragazzo suona plausibile, vero. A livello di empatia, credo se ne possa provare di più se a leggere il testo è un giovanissimo. Personalmente porta a chiedersi “e allora?”, ma capisco che il senso sia quello di un testo che ti prende o non ti prende, quindi non è detto che la mia reazione sia dovuta a un difetto del testo stesso, quando al suo carattere.

Apprezzo molto la tua onestà. Anche a me è capitato più volte di leggere dei testi in questo forum che mi sembravano scritti bene, ma una volta conclusa la lettura mi ritrovavo a pensare" e quindi?". Mi sono reso conto presto che più che un problema della storia raccontata nel testo era un mio gusto personale ad incidere.

 

Lo stile è coerente all’interno del pezzo. Si mantiene diretto e basso (con un paio di esclusioni, tra cui un “empatizzerebbe” che mi sembra un po’ fuori dal registro del testo) e ci sta essendo il racconto diretto di un ragazzo. Tuttavia, se i modi di dire rendono vero il parlare del ragazzo, si dovrebbe lavorare un po’ sulla correttezza. Accenti sbagliati e maiuscole fuori posto non servono a definire il registro linguistico del parlante, a meno che il racconto non si trasformi in un vero e proprio diario del ragazzo.

 

Concordo su "empatizzerebbe". Anche sulla correttezza formale, confesso che non ci ho posto grande attenzione . Alcuni sono errori di distrazione, ma altre cose non le sapevo proprio  e per questo ti ringrazio. In particolare non sapevo:



- “perchè" attenzione all’accento, si scrive: “perché”

- “ad una” – la “d” eufonica è da evitare in questo caso…

- e lei mi dice" domani?" e io dico " va bene, lasciami un numero di telefono". – attenzione agli spazi, ci vuole uno spazio dopo “dice” e vanno tolti gli spazi tra le virgolette e “domani” e “va bene”

questo. Grazie.

 

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@Tedbundy

ritorno qui perché mi accorgo dalla tua risposta che la seconda parte del mio commento era poco chiara. Tu dici:

21 minuti fa, Tedbundy ha detto:

Molte storie in fondo dicono qualche cosa di ordinario.

Quasi tutte, in realtà. Dopo tremila anni di letteratura c'è poco da inventare, secondo me. Quando dicevo che "per tenere incollato il lettore" bisogna dire qualcosa di straordinario, non intendevo suggerirti di far volare il tuo protagonista in una nube arcobaleno - intendevo dire che la forma o almeno il contenuto del suo flusso di coscienza devono avere tratti forti e riconoscibili, che il lettore deve sentirne in testa i pensieri. La confusione del flusso di coscienza, unita ad una certa mancanza di cura formale rischiano di dare come risultato confusione e basta.

 

Niente qui c'entra il fatto che io abbia un'età diversa, che sia una donna eccetera. Nessuno scrittore, per bravo che sia, riuscirà a descrivere personaggi in cui si identificano tutti i lettori. Un bravo scrittore, però, riesce a creare personaggi compiuti, tridimensionali, carichi di vita (o di morte, magari): il tuo personaggio può essere diversissimo da me, ma ugualmente avere qualcosa da dire, un messaggio, una verità, una condizione che valeva la pena leggere.

Dato che nei flussi di coscienza solo l'io narrante conta, ti suggerisco di lavorare su quello.

Niente c'entra "quello che in questo momento mi interessa leggere". Posso trovare bello o interessante anche un brano lontano dalla mia sensibilità e dai miei interessi - altrimenti continuerei a cercare, nei libri che leggo, solo me stessa - quello sì che sarebbe noioso e inutile. Altrimenti leggerei soltanto un certo genere di racconti e continuerei a commentare solo quelli, in un circolo di autoreferenzialità infinito. Altrimenti i ragazzi leggerebbero solo libri per ragazzi, le donne innamorate solo storie romantiche, gli scienziati falliti solo  fantascienza...

Sarebbe triste, non credi?

 

 

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Eccomi, @Tedbundy :) - Bentrovato

 

 Quota

Esco dalla porta di casa mia e fumo una sigaretta, vista su un parcheggio del cazzo. Abito in un buco, l'ho scelto per non spendere tanto.

qui dici dove stai

 

  Quota

Sono a 7h ore e mezza di treno da casa per dare un esame

subito dopo dici che ti trovi lontano da casa tua - c'è qualcosa che non quadra...-

 

  Quota

. Mi fa ingelosire costantemente, va in giro non so dove o con chi e torna con qualcuno che la accompagna a casa. Mi aveva invitato alla sua casa al mare, libera, poi mi pacca

pacca? Vuoi dire che ti ha dato il pacco, mandato a monte? (il mare:asd: )

 

  Quota

A 15 anni se uscivo con gli amici ridevo e scherzavo, dopo una timidezza iniziale stavo simpatico un po' a tutti, nessun problema con le ragazze, invece a 17 anni se uscivo con gli amici dicevo 10 parole in 2 ore. A 26 anni non me ne frega più niente.

i numeri non si scrivono in cifre nel testo in prosa.

 

  Quota

Io a 18 anni ero un po' uno sfigato. O meglio

virgola

 

 Quota

avevo tanti problemi e gli altri lo sapevano. Ho perso gli anni dai 17 ai 22.

numeri da mettere in lettere

 

  Quota

Stavo male. Poi le cose sono cambiate ma..mi accorgo ora ancora più nitidamente che il passato non si cancella e ogni tanto riemerge. Quel vuoto me lo porto ancora dietro. Per questo ora ho questa fame di esperienze, questa fretta, questa ansia senza serenità o equilibrio. Penso "cosa farò dopo l'esame?

Penso: "Cosa farò dopo l'esame?"

 

  Quota

Da qui a Settembre, quando comincerò la magistrale, non ho obblighi o doveri. La ragazza matta abita di fronte a me. Per fortuna dovrebbe andarsene via e così potrò stare tranquillo per un po'. Poi tornerà. Cosa farò? Vorrei andarmene via..dove? Da solo? PErchè 

a parte la parziale scrittura maiuscola, ne approfitto per farti notare che perché si scrive con l'accento acuto, non grave.

 

  Quota

no..non faccio amicizia in fretta ma cosa ho da perdere. Cercherò un'altra bella ragazza a cui chiederò di uscire in una piazzetta e forse mi dirà di no, forse mi dirà di sì e non ci vedremo, oppure ci vedremo. Non me ne frega, non ho paura, se vogliono farmi male mi sta bene, non ho paura del dolore, basta che ci vediamo, basta che si faccia conoscere, che sia interessante."

A casa mia mia madre sta sempre a casa. Mio padre vive in un altro pianeta. Se anche gli dicessi cosa mi succede, non capirebbe e non empatizzerebbe. Mi chiede solo

due punti e poi virgolette e maiuscola

 

  Quota

"studi? Quando hai il prossimo esame?" mia madre è ansiosa e prende farmaci da anni. Quando alle superiori stavo male non ho ricevuto nessun conforto da nessuno.

non ricevevo nessun conforto da nessuno.

 

  Quota

Nè genitori nè amici nè medici nè psicologi. 

Il né si scrive con l'accento acuto.

 

  Quota

Sono un po' timido. Non sono troppo a mio agio con la sessualità. Eppure non ho paura. A 17 anni avevo paura anche solo di respirare. Mi sono forzato

sforzato

 

  Quota

a fare tutto e piano piano è diventato normale per me. Che paura vuoi che abbia...non proverò nemmeno a sembrare qualcuno che non sono.. basta che ci vediamo, basta che mi distraggo per un po'.

...
Ho paura anche di finire come il barista col profilo instagram curatissimo, in una vita senza prospettive, fatta solo di distrazioni per dimenticarsi quanto si è falliti. 
Del resto non ho paura. Non ho paura. Ti fermerò e ti chiederò" usciamo"? 

Ti fermerò e ti chiederò: "Usciamo?"

 

  Quota

senza averti mai visto prima. Mi dirai di sì o di no, mi prenderai in giro. E di nuovo ancora. Ti scriverò "ma perchè non mi rispondi?" e vorrei dirti" ma allora perchè mi hai lasciato il numero se poi non mi rispondi?"

Riscrivere così:

Ti scriverò: "Ma perché non mi rispondi?". E vorrei dirti: "Ma allora perché mi hai lasciato il numero se poi non mi rispondi?"

 

  Quota

Una mia amica a cui ho raccontato un po' come mi sento mi ha risposto in un vocale ridendo. 15 

quindici

 

  Quota

minuti dopo mi ha mandato un vocale di un minuto e mezzo in cui piangeva e si sfogava.
Ho paura di finire come quel barista.

 

 

 

...

Trovo che il tuo brano non sia un racconto nel senso classico di una storia, ma sia la fotografia di una situazione purtroppo comune tra tanti giovani d'oggi.

La precarietà del vivere, dei sentimenti, si poggia, anzi, per meglio dire, affonda, nelle sabbie di un retroterra che non ha fondo, non ha radici, non ha costrutto. 

E non tutti, partendo senza basi, riescono da soli, coi loro talenti, volontà e risorse, a costruirsi una vita degna di questo nome. 

 

Ho comunque apprezzato il tuo stile, al netto delle sbavature che ho pensato opportuno segnalarti. 

Ciao, @Tedbundy  da Zaza :ciaociao:

 

 

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@Tedbundy ci sono cose che mi sono piaciute molto del tuo racconto, altre su cui invece si può lavorare (mio modesto parere senza impegno).

 

Parto con un commento generale e mi avvicino al testo man mano, prendendo in esame quei passaggi che per me sono stati più significativi. Essendo un testo sciolto - libero dall'azione esteriore- farò fatica a tenere un ordine chiaro ma proverò a farmi capire.

 

L'azione esteriore del testo si riduce a pochi indizi sparpagliati nel testo. Ci troviamo insieme al protagonista della storia - di cui non scorgiamo ne il nome ne alcuna caratteristica fisica - lo vediamo mentre studia ormai a ridosso dell'esame. Le prime righe del testo ci dicono che la concentrazione inizia a vacillare, una delle sue prime azioni è quella di fumare una sigaretta e per descrivere dove ci troviamo la frase prende subito una svolta personale "un buco del cazzo" dici.

 

L'inizio in prima persona, senza fronzoli descrittivi di sorta introduce perfettamente ciò che arriverà dopo. Ci immette nella mente del protagonista e ci inserisce nella sua prospettiva dove tutte le informazioni da lui conosciute sono un "in più" che a noi non è concesso. Allora non ci viene detta la città in cui ci troviamo, né la città dove abita il protagonista - per questo breve commento lo chiamerò Lui, per non ripetermi - ma ci viene detto solo "A 7h ore di distanza da casa". Allo stesso modo lo vediamo studiare per un esame che lo sta parecchio stancando - gli ha mangiato il cervello - ma non sappiamo niente di che cosa sia, non solo l'esame ma nemmeno l'università.

 

Un inizio così prospetticamente ristretto - siamo totalmente immersi in Lui - è interessante ma anche difficile. Se non usi bene le immagini e i sistemi di evocazione percettiva cadi nel rischio di allontanare troppo il lettore dalla pagina. Ma arriverò verso la fine a questo punto.

 

Dopo l'introduzione - un frammento di azione obbiettiva - cadiamo dentro alla mente del protagonista e iniziamo a seguirne il filo dei pensieri, mosso da questa bella ragazza che abita davanti a casa di Lui ma è matta. Scopriamo la loro relazione, scopriamo il modo in cui si sono lasciati, scopriamo poi che cosa pensa Lui delle donne, della loro compagnia - uno svago, un bisogno - compare quella frase 

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

basta che ci vediamo, che ti fai conoscere, che riesco a distrarmi, che riesco a entrare nel tuo mondo, che scopiamo.

 

Che si ripeterà come un motivo ricorrente da qua in avanti. 

 

I temi affrontati sono molti;

1) la contrapposizione dei due soggetti femminili presentati, anche loro senza nomi o tratti identitari, che chiameremo La matta e L'intelligente, mi da molto a cui pensare. Sono due soggetti che si scontrano non tanto per le loro caratteristiche ma per il ruolo che giocano nella vita di Lui. 

La matta ha una vita diversa dal protagonista, che sembra non condividere molto di quello che lei fa, eppure intrattiene con lui una relazione difficile e "strana". L'intelligente invece scambia con il protagonosta solo qualche parola, gli regala un'illusione che non soddisfa e accenda la miccia del carattere più nevrotico del protagonista.

Infatti i dopo l'incontro con lei compaiono i motivi ricorrenti, il brano da una svolta netta nell'interiorità più intimi del protagonista, come portando alla luce dettagli che sembrano collegarlo più alla Matta, che non alla seconda figura femminile.

 

2) la contrapposizione tra Lui e il barista tatuato - citato a metro di paragone della situazione del protagonista, delle sue aspirazioni.

Importante indizio per mostrarci un tratto identificativo importante. Lui è ambizioso, vuole avere una vita grande, vuole fare qualcosa di più che avere un lavoro, qualche tatuaggio e un profilo instagram ben curato. Ma avere ambizioni grandi e correre dei rischi per queste - l'esame che torna ricorrente, come l'ansia che lui prova - significa anche temere che sia inutile, di non riuscire.

Ed Ecco che in questo senso il barista tatuato diventa un simbolo di questa paura, un centro di sfogo per l'ansia del protagonista.

E da questo deriva il secondo motivo ricorrente nel testo: "

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

Forse anche io finirò in una vita senza prospettive,

 

In linea di massima il testo è vicino ai miei gusti. Amo viaggiare nell'interiorità dei protagonisti, così come mi piacciono queste personalità abbandonate a tratti sottili e desolati, ricostruiti pian piano.

 

Purtroppo però devo appuntarti un difetto per me importante, e da rimediare: i tratti generici!!!!

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

La ragazza davanti a casa mia è bellissima e le piaccio

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

Cammino in giro senza meta in cerca di una distrazione femminile, vedo una ragazza molto bella circa della mia età in una piazza che stava ad una bancarella.

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

Era bella e mi sembrava anche intelligente.

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

Cercherò un'altra bella ragazza a cui chiederò di uscire in una piazzetta

 

In tutte queste frasi e in altre che non cito, nonostante a livello semantico il significato passi abbastanza bene non sfrutti il carattere percettivo e Alla fine ho l'impressione che l'intero testo sia pieno di frasi vuote che lasciano solo intravedere un eco e più niente.

Come spiegarti? 

Prendiamo la parola "bella", di per sé non ha significato alcuno. Si appoggia ad un idea generale, ma non ci dice niente di concreto

Non ti sto dicendo di rendere più classico il tuo stile - mantieni il " flusso di coscienza " parola che su di te può essere usata fino ad un certo punto - ma dai indicazioni chiare, visive o percettive, per costruire tramite i sensi ciò che intendo con le parole generiche.

 

Per esempio: 

 

"vedo una ragazza molto bella circa della mia età in una piazza che stava ad una bancarella"

 

Vedo una ragazza vicino ad una bancarella di borse (tu dici bancarella - ma questa bancarella che cos'è? Detta cosi potrei pensare anche che ci sia una festa, o che ci sia un beduino che vende tessuto pregiati in mezzo ad una strada qualunque, mancano indicazioni - io ho messo borse ma persino così mi appare strano) ha le gambe lunghe, le forme giuste, è bella.

 

Capito cosa intendo? 

 

Per i tratti generici a mio parere si svuota di significato l'intero testo che finisce per essere solo un reportage delle emozioni nevrotiche del protagonista - dico nevrotiche per lo sviluppo esistenziale dell'ultima parte. Senza questo difetto poteva essere molto bello.

 

Grazie a rileggertii:)

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Ciao @Tedbundy e piacere di leggerti.

Il racconto non ha una vera e propria trama ma è più un flusso di pensieri di questo ragazzo uscito a fumarsi una sigaretta. Perlomeno io ho dato questa interpretazione, perché altrimenti non troverei il nesso con quella azione iniziale dell'incipit che poi non ha alcun sviluppo. E questo lungo sfogo (che molto probabilmente dietro cela una richiesta d'aiuto a trovare una propria stabilità) si sviluppa un po' a ruota libera, così come vengono i pensieri, e difetta di una certa linearità. Ma nel complesso esce fuori la caratterizzazione e il ritratto del personaggio con tutte le sue contraddizioni: l'ossessione del sesso da un lato e la difficoltà di sapersi rapportare con l'altro sesso dall'altro.

Un altro aspetto che mi ha lasciato un po' perplesso è la comparsa del barista e del rancore verso di esso, che manca però, a mio avviso, di un maggiore sviluppo e contestualizzazione. Ma questo può essere addebitato alla mancanza di spazio. In definitiva, si è trasportati sull'onda delle circonvoluzioni del pensiero del protagonista, ma il tutto rimane un po' affossato nelle buche di una certa coesione e tensione narrativa.

 

Queste sono le mie impressioni, di natura prettamente soggettiva, così come lo sono le osservazioni nel dettaglio che vado a farti. Tengo a precisare che non ho letto i commenti precedenti, e nel caso sottolineassi cose che ti sono state già dette non è per pedanteria ma per una mia ignoranza di ciò.

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

Esco dalla porta di casa mia e fumo una sigaretta, vista su un parcheggio del cazzo.

ho capito cosa intendevi, ma messa così il sostantivo "vista" può essere confuso con la declinazione verbale di vedere e quindi che si stia fumando una sigaretta vista in mezzo al parcheggio

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

Sono a 7h ore e mezza di treno da casa

le cifre è sempre meglio scriverle in lettere e poi quell'acca non ci va

ma soprattutto come può essere a sette ore e mezza da casa se è appena uscito da casa sua. Forse si tratta di due case diverse: la prima è quella che affitta durante gli studi mentre la seconda è quella dove abita coi genitori al suo paese

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

La ragazza davanti a casa mia è bellissima e le piaccio,

qui avevo capito che incontra la ragazza davanti casa quando esce a fumare, mentre invece non è così

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

Cammino in giro senza meta in cerca di una distrazione femminile, vedo una ragazza molto bella circa della mia età in una piazza che stava ad una bancarella.

è riferito alla ragazza ma trovandosi distante da essa finisce per risultare che la piazza stava alla bancarella. Potresti girare la frase così, ad esempio: vedo una ragazza a una bancarella della piazza, all'incirca della mia età e molto bella.

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

Vado lì e le faccio domande a caso, non capisco nemmeno bene le sue risposte, noto che però lei mi fa delle domande e sembra mantenga la conversazione,

questo periodo proprio non lo concepisco. Scusami se userò un tono un po' ironico ma è per cercare di spiegare al meglio quello che intendo. Allora, andiamo per ordine: lui le fa domande a caso e va bene (quello che comunemente si dice voler attaccar bottone), non capisce le risposte e anche qui potrebbe andare (può essere che si sia fatto lui un cannone) ma poi nota che lei gli sta chiedendo qualcosa? Allora, o è completamente fatto oppure sta del tutto su un altro pianeta (o entrambe le cose :)). Dulcis in fundo gli sembra però che lei stia mantenendo viva la conversazione. Ok, ma con chi? mi vien da chiedere a sto punto.

Perdonami ancora l'ironia ma prova a rileggere la frase e vedi se non ti risulta anche a te così. In caso contrario puoi pure mandarmi a cacare, su questo o su un altro pianeta.:D

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

A 15 anni se uscivo con gli amici ridevo e scherzavo, dopo una timidezza iniziale stavo simpatico un po' a tutti, nessun problema con le ragazze, invece a 17 anni se uscivo con gli amici dicevo 10 parole in 2 ore. A 26 anni non me ne frega più niente.

questo è un chiaro esempio di perché la cifre vadano scritte in lettere. Sembra il resoconto del suo commercialista (tra un po' mi mandi a cacare sul serio)

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

Mi va bene se vuoi prendermi in giro, mi va bene se non te ne frega di me, se mi ritieni un matto, basta che ci vediamo, che ti fai conoscere, che riesco a distrarmi, che riesco a entrare nel tuo mondo, che scopiamo.

qui c'è una contraddizione in termini: come può sperare di entrare nel suo mondo standogli bene, al tempo stesso, che lei ce lo escluda perché non interessata?

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

Da qui a Settembre, quando comincerò la magistrale, non ho obblighi o doveri. La ragazza matta abita di fronte a me. Per fortuna dovrebbe andarsene via e così potrò stare tranquillo per un po'. Poi tornerà. Cosa farò? Vorrei andarmene via..dove? Da solo? PErchè no..non faccio amicizia in fretta ma cosa ho da perdere.

settembre senza il maiuscolo e tre puntini di sospensione

 

Il 19/6/2019 alle 16:57, Tedbundy ha detto:

A casa mia mia madre sta sempre a casa.

questa frase è proprio infelice. Mia madre non esce mai di casa. 

 

Ok, ho finito. Naturalmente l'intento non è quello di fare il professore (che peraltro non sono) ma di farti notare laddove ci possano essere delle criticità e potervi intervenire, ovviamente qualora tu ti trova concorde con la mia disamina.

 

Ciao e alla prossima.

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@Exairesi Ti ringrazio molto per il tuo commento e per aver letto con attenzione. Trovo il tuo appunto una critica interessante, costruttiva. Penso che tu abbia ragione e penso che tu abbia colto diversi elementi del testo che ho scritto. Questo è importante perchè significa che sono riuscito a trasmettere, almeno in parte, il messaggio che avrei voluto comunicare.

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