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Edu

L'avvocato Floro Flores [4 di 4]

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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/43465-chi-ha-piantato-lalbero/?do=findComment&comment=773025

 

***

 

La sera stessa, chiuso il negozio, chiamai al numero scritto sul cartoncino. L’avvocato mi disse che, se volevo raggiungerlo allo studio, era disponibile ad aspettare.

Lì trovai altri clienti che attendevano di essere ricevuti.

Se l’abbigliamento di Floro Flores, per quanto eccentrico, denotava una certa classe, non si poteva certo dire lo stesso del suo studio.

Avrei scommesso avesse ospitato in passato un Caf o qualcosa del genere. Era situato in una viuzza periferica talmente nascosta che non la conoscevo, e sì che Pietrajonica sono due case in croce. Il locale, in tutto una quarantina di metri quadri, era a pian terreno e affacciava direttamente sulla strada. Era tagliato a metà da un pannello divisorio per separare la sala d’aspetto dallo studio dell’avvocato. Il soffitto pure era composto di pannelli di polistirolo rimovibili. Manco un quadro alle pareti. E nessuna finestra o apertura: a illuminare il tutto, un’orribile luce al neon. Quanto a ricambio d’aria: zero. L’olezzo di sudore si mescolava a un non ben definito puzzo come d’animale, che non era di cane ma così mi sembrò sulle prime.

Solo in seguito, dopo averne parlato con mio marito, ho realizzato che doveva essere l’armadillo. Ed è l’unico indizio che fa sì che io – almeno io – gli creda.

«Eh, spartano lo studio è spartano, ma lui è un grand’uomo. Un principe del foro e un benefattore», commentava un signore malvestito e in sovrappeso. «Io mi fido».

Continuavo a essere a disaggio. Mi sentivo un po’ una traditrice. Ma in fondo, mi dicevo, non c’è nulla di disonesto nel ricorrere alla legge per impugnare una multa. Mica è un abuso, mica è un favoritismo! E se è vero che diffidavo dell’avvocato, è vero pure che più ci pensavo più mi arrabbiavo con gli uomini della mia vita. Mai un occhio di riguardo quelli lì! Che avrei dovuto fare? Non solo non potevo ricorrere al loro ascendente, ma dovevo pure rinunciare a impugnare le multe irregolari, illecite e inconferenti? Sarebbe stato il colmo: gli avrei fatto causa, altroché!

 

***

 

Quando Bonelli, il responsabile del settore legale del Comune, me lo disse, sulle prime pensai fosse uno scherzo: mi avrebbero decurtato la retribuzione di risultato commisurata ai verbali emessi.

«Vitto’, mi dispiace… Ma pensa al povero Giuseppe: non solo ci ha perso i soldi, ma è stato estromesso pure dalla gara. E poi capisci pure a noi: un giorno sì e l’altro pure stiamo con la Guardia di Finanza tra i piedi… Marco si vuole dimettere, lo sai?».

«Ma non diciamo stupidaggini! Questa fesseria è durata sin troppo. Quanto varrà mai, in tutto, la causa?».

«Mah, fai conto che sono un centinaio di ricorrenti, una quarantina di euro ciascuno in media… se conti le spese… insomma, male che va sono quattromila euro».

«Quattromila euro? E dove si è visto mai che il sindaco si dimette per quattromila euro? Che mi decurtate lo stipendio, che la Guardia di Finanza si mette in allerta, che si scomoda la Corte dei Conti? Nientedimeno, per quattromila euro!».

«Eh, ma quello è il meno. Perché già si vocifera – la gente che ci vuole male – che l’affidamento diretto era irregolare, che Giuseppe non stava a posto con il Durc, che il centimetro in meno era un imbroglio fatto apposta per risparmiare, che il lastricato non è di vera pietra lavica, che sotto c’è un traffico di influenze… Un disastro, ti dico, un disastro».

«E sostituite i segnali, no?».

«Eh, ma la gara è boccata. E poi il fatto è che se vincono la causa tu devi rifondere pure il percepito».

«Pure? Ma che colpa ne ho io?!».

«Sui cartelli nessuna. Ma pare che qua e là hai sbagliato qualche targa o qualche via; che qualche sbavatura di penna, per disattenzione, ha invaso la casella limitrofa a “sostava in zona interdetta”. E poi, per lo più, eccepiscono il difetto di notifica, perché hai lasciato il foglio sul parabrezza (circostanza che negano) invece di farlo recapitare per raccomandata con ricevuta di ritorno».

«Ma allora questi giocano sporco… Da che mondo è mondo fanno tutti così! Se non fai così protestano che gli addebiti le spese!».

«Su, in fondo sarà poca roba, qualche migliaio di euro… Vittorio, non è questo ciò di cui devi preoccuparti, lo sai. Vittorio, l’altro fatto, piuttosto, quello sì che è serio… La tua testimonianza…».

«Il fatto dell’armadillo? Ma allora neanche tu mi credi!».

«Senti, io, che ti voglio bene, ti credo pure. Ma devi ammettere che il tuo racconto era davvero implausibile… Ma, dico io, fa’ una foto, un rilievo… Quello, in giudizio, ti mangia! Se non ritira la denuncia per calunnia va a finire male, Vittorio. Va a finire che ti dobbiamo pure sospendere».

«Pure!».

È per questo che quando mia moglie tornò a casa, tutta soddisfatta, facendomi svolazzare sotto al naso il provvedimento con cui il Giudice di Pace di Monteferroso le annullava la multa di quarantuno euro, la presi così in malo modo.

 

***

 

Quando mi dicono che il diritto è una materia arida e mnemonica, io, con tutta evidenza, mi arrabbio molto.

Nell’immaginario collettivo, il giurista è uno che conosce a menadito le leggi e le applica come in un calcolo matematico. Nulla di più sbagliato! Il diritto è una scienza umana, e il bravo giurista è innanzitutto quello capace di scrutare nell’animo delle persone e di far leva sui loro rancori.

Non è affatto una cosa semplice. Tutt’altro che una disciplina logico-deduttiva: si tratta di avere intuito ed empatia. E di capire il momento.

C’è un tempo per la semina e uno per il raccolto, dice l’Ecclesiaste, come è evidente, e io, modestamente, se permettete, ho saputo pazientare a lungo. La gente di Pietrajonica, sette anni fa, manco mi conosceva. Ma ho saputo aspettare, ci ho saputo fare, e oggi sono il sindaco.

Ci ho saputo fare, come è evidente, concedete che lo riconosca a me stesso. Ho lasciato che tutta quell’insopportabile euforia per “Pietrajonica gioiello calabro” e per quell’amministrazione modello, così stucchevole, scemasse, come era evidente sarebbe accaduto, e sono uscito dal mio cantuccio. Va bene il lastricato rimesso a lucido, vanno bene i turisti che portano soldi… ma ciò che quelli come il mio predecessore Bianchi non capiscono e non capiranno mai, come è evidente, è che le cose belle, prima o poi, alla gente vengono a noia.

Altro che disciplina arida. Il giurista conosce l’uomo e si regola di conseguenza.

E cos’è l’uomo, con tutta evidenza, se non un animale che quando arriva il nuovo capobranco batte le pinne, scodinzola, fa la danza del piccione, ma aspetta poi con la bava alla bocca l’avvento di un nuovo nuovo capobranco?

Pure voi. Pure chi non ti aspetti. Tutti. Nessuno escluso.

Lo sapete, voi, ad esempio, qual è la firma che ho raccolto con maggiore soddisfazione, per quel famoso ricorso?

Una bella firma tonda, ordinata, come solo le firme di donna sanno essere, con tutta evidenza…

Ma sì, lo sapete, non c’è bisogno neanche che ve lo dica.

Beh, non posso far altro che dirmi: “bravo”. In tutta sincerità: il “modello Pietrajonica” aveva proprio stancato. E mi sento ancora più orgoglioso perché non devo dir grazie a nessuno, se non a me stesso.

A me stesso e a Ernani, con tutta evidenza.

Certo, il diritto più che alla matematica assomiglia all’etologia. Sulla natura dell’uomo, ho imparato da Ernani, osservandolo, molto più di quanto potrebbe insegnarmi uno come Bianchi.

Sa quando stare sulla difensiva, il mio Ernani. Se si sente minacciato si arriccia… Sì, insomma, evidentemente, si arrotola, si arrocca, si appallottola. Ma poi si prende la sua rivincita. E quando c’è da smerdare il pregiato lastricato lavico, come è evidente, non lo batte nessuno.

 

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Sono arrivato, @Edu, è stato un piacere seguire le avventure del piccolo mondo che hai creato. Mi sento un po' in colpa a farti delle pulci e/o a darti un parere, ma ce la metto tutta per essere costruttivo.

Allora, l'ho riletto tutto totalmente. Ti dico, mi è piaciuta molto la storia e trovo l'intreccio molto gradevole ed elaborato che poi converge nella lettura finale; non ho nulla da dire e, anzi, questa "rivincita" finale dell'avvocato e la sua lotta contro il sistema è molto interessante. Posso dirti - da non esperto in materia - che in alcuni punti non capisco questa sua arringa finale, ma credo che la sua sia una lotta contro una società compiacente dove non interessa migliorare la sostanza se l'apparenza funziona.

Solo una cosa non mi convince, ma si tratta solo di un gusto personale. I momenti narrativi diventano sempre più brevi e perdi un po' la fluidità iniziale perché negli ultimi due frammenti diventano quasi degli intermezzi; da una parte si tratta di una spirale che si avvicina al centro, ma dall'altra dai molto per scontato: per dire, mi aspettavo qualche causa-conseguenza-casino sulla faccenda dei cartelli che invece resta scontato e all'interpretazione del lettore. Posso dirti che dal punto di vista narrativo si perde qualcosa secondo me, tutto qui.

Ovviamente parere personale e stranamente sono stato sintetico. :saltello:

 

Come negli altri frammenti, ti dico qualcosa anche di specifico.

Il 17/6/2019 alle 23:11, Edu ha detto:

se volevo raggiungerlo allo studio

 "Nel suo"? :grat:

Il 17/6/2019 alle 23:11, Edu ha detto:

Il locale, in tutto una quarantina di metri quadri, era a ("al" credo) pian terreno e affacciava direttamente sulla strada

Oggi imparo che esiste "pian terreno"; convinto che si scrivesse attaccato, l'ho cercato su google e ho visto che esiste anche staccato. :super:

Il 17/6/2019 alle 23:11, Edu ha detto:

Continuavo a essere a disaggio.

Lo dico anch'io, ma in italiano va con una "g" sola. :P

Specifico che esiste "disaggio" con 2 "g" ma si tratta di una roba finanziaria e non dello stato d'animo.

Il 17/6/2019 alle 23:11, Edu ha detto:

Sarebbe stato il colmo: gli avrei fatto causa, altroché!

Lo toglierei. A fine discorso trovarsi questa frase viene in mente "gli -> a chi?": meglio toglierlo anche per lasciare un pensiero generale.

Tra l'altro non c'è un destinatario specifico a cui riferirsi se non, magari, il comune in senso lato.

Il 17/6/2019 alle 23:11, Edu ha detto:

se conti le spese… insomma, male che va sono quattromila euro

Non mi convince: un centinaio per una quarantina potrei dedurre che sono quattromila euro; per il niente che so di diritto - qui puoi smentirmi tu - so che le spese le paga chi perde la causa. Quindi male che vada cinquemila o seimila euro (non che cambia molto eh, si fa per specificare :P).

Il 17/6/2019 alle 23:11, Edu ha detto:

E cos’è l’uomo, con tutta evidenza, se non un animale che quando arriva il nuovo capobranco batte le pinne, scodinzola, fa la danza del piccione, ma aspetta poi con la bava alla bocca l’avvento di un nuovo nuovo capobranco?

Analisi interessante; su due piedi ti darei ragione ma è un aspetto a cui non ho mai pensato. :o

 

Alla prossima lettura. :ciaociao:

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@Edu Sei stato super-bravo! :super:(y)

 

Ho letto con attenzione, curiosità e divertimento tutti e quattro i capitoli (ti consiglio di richiamare al lettore gli altri tre, per agevolarne la lettura).

Nessuna sbavatura (una sola forse: disaggio), punteggiatura perfettamente inserita (a mio modo di vedere).

Gradevole e azzeccata l'alternanza delle voci narranti in prima persona: il vigile, la moglie, infine l'avvocato azzeccagarbugli.

 

Grazie di questa perla di racconto.

:ciaociao: da Zaza

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Ce l'ha fatta il tuo avvocato alla fine. Chiudo con "troppo forte" ti va bene? Sia per il racconto sia per il film che me lo ricorda, sempre Sordi c'è, ma stavolta nel suo ruolo.

Ciao @Edu

(Non ti ho taggato nel passaggio tre, ho scritto due cosine anche lì:))

 

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Il 22/6/2019 alle 23:35, Lauram ha scritto:

sempre Sordi c'è, ma stavolta nel suo ruolo

effettivamente ... :D

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