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Edu

L'avvocato Floro Flores [3 di 4]

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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/43596-il-disincanto-della-globalizzazione/?do=findComment&comment=772814

 

 

***

Anche io ricordo benissimo quel giorno di sette anni fa: all’uscita dal lavoro, intorno alle dodici, avevo trovato sul parabrezza una multa per divieto di sosta.

Essere la moglie del vigile, in questo genere di cose, non mi ha mai favorito. E nemmeno essere la sorella del sindaco. Voglio bene a entrambi, ma lo devo dire: sono due bacchettoni.

Avevo ancora il verbale di contestazione in mano, probabilmente stavo imprecando, quando mi girai e mi trovai faccia a faccia con un signore molto distinto, che si presentò come avvocato Floro Flores.

Sembrava spuntato dal nulla. Era un tipo alquanto stravagante, vestito in fantasia scozzese e con un grosso cappello arancione a falda larga.

Prese a parlare in maniera torrenziale e io – sarà stato per il momento di fragilità – stetti ad ascoltarlo.

«Signora, la vedo affranta. E come darle torto? Fa bene, fa bene, a contrariarsi, come è evidente! Lei ha tutto l’aspetto dell’onesta cittadina che lavora, paga le tasse e rispetta le leggi. Evidentemente. E su questo, mi lasci dire, se permette, io raramente mi sbaglio, perché le persone per bene riconoscono le persone per bene, come è evidente. Ma, ahinoi, come noto, non sempre la civica pervicacia di chi si rimbocca le maniche viene ripagata come si converrebbe. E intendo: sia dalla società che da chi la amministra, come è evidente, con più bastone che carota». L’avvocato fece una pausa, chiuse la bocca a “O” grattandosi il naso coi baffi, e proseguì: «Vedo che l’hanno multata. Beh, se lo lasci dire: non per svilire la sua personale sventura, ma non è cosa né rara né isolata. Mica capita solo a lei. Il Comune sperpera denaro, restaura pietre e mattonelle facendo lavorare i soliti amici degli amici, svuota le casse… E come le riempie?».

«Con le mute?».

«Con le multe, con tutta evidenza!».

Mentre parlava scuoteva il capo e si leccava i baffi, per via di un singolare tic.

«E sa qual è la beffa? Lo sa, signora?».

«No…», balbettai.

«Eh, lo so che non lo sa! E su questo loro giocano e ci sguazzano. Ci marciano, ci marciano, signora mia, creda a me. A proposito, signora…?».

«Bianchi, molto piacere».

«Signora Bianchi, ci marciano! Ma qui, se permette, come evidente, per fortuna, o più probabilmente per provvidenza, subentra il ruolo dell’avvocato. Sa cosa vuol dire avvocato?».

Lo sapevo. Ma non mi diede il tempo di rispondere.

«Dal latino ad vocatum: “chiamato a favore”. È il ruolo di colui che si frappone tra l’inerme cittadino e l’arroganza del potere e dell’arbitrio. Nobile, nobilissimo ruolo. Pensi un po’, lo sa chi ha l’appellativo di “Avvocata”? Lo sa?».

«La Madonna!», mi affrettai a rispondere. A fronte di quella domanda ci tenevo a far bella figura.

«Ben detto, con tutta evidenza! Dicevamo?».

«…Ci sguazzano».

«Ci sguazzano, ci sguazzano. E sa perché? – intanto si era tolto il cappello e vi tamburellava sopra – Perché sono tutte multe illegittime e irregolari! Inconferenti!».

A questo punto, un po’, mi risentii. Mio marito sarà pure un bacchettone, ma proprio per questo sul lavoro è estremamente scrupoloso. «Beh, forse adesso esagera», dissi.

«Esagero? Lei mi dirà… Ha per caso un metro da sarta a portata di mano? O un qualsiasi tipo di metro?».

«Certo che no».

«Peccato. Perché, vede, l’avrei immediatamente convinta di quel che dico. Ma faccia una cosa: vada a casa, prenda un metro, poi riscenda in strada e misuri il diametro del disco di un qualsiasi divieto di sosta. Poi mi dirà, se è vero o non è vero, che esso diametro misura ventinove centimetri, e non certo trenta, come la legge, con tutta evidenza, prescrive in modo chiaro e perentorio! Quando avrà appurato da sé che l’avvocato Floro Flores non va certo in giro a raccontare corbellerie, mi chiami pure», e così dicendo mi porse un bigliettino da visita.

L’incontro mi aveva lasciato una sensazione spiacevole. I suoi modi e i suoi vezzi risultavano respingenti, e ancor di più le sue insinuazioni. Certo, Floro Flores non lo poteva sapere, ma quel discorso chiamava in causa i miei familiari.

Fatto sta che mi aveva messo la pulce nell’orecchio. Così, prima di mettermi a preparare il pranzo, scesi un attimo sotto casa e constatai che, effettivamente, la misura del disco era di ventinove e non di trenta centimetri.

 

***

 

Che fosse una partita difettosa me ne ero accorto e l’avevo detto al sindaco ancor prima dell’istallazione. Me ne ero pure assunto la responsabilità, e avevo assicurato che avrei provveduto a mie spese alla sostituzione, cosa che avrei fatto senz’altro, se solo me lo avessero permesso.

«Vabbe’, intanto montiamoli e poi li cambiamo», aveva detto lui, e così feci. Mai a pensare che in quel breve frattempo qualcuno se ne sarebbe accorto e avrebbe montato tutto quel caso. Voglio dire, sono minuzie che all’occhio sfuggono. Ad ogni modo, non l’avessimo mai fatto!

La notifica della chiamata in causa mi arrivò due anni dopo lo svolgersi degli eventi, ma Marco Bianchi – il sindaco intendo – me lo aveva anticipato già allora. «Giuseppe, perdonami, tal studio Floro Flores ci ha fatto causa. Una causa collettiva: ha raccolto decine di mandati… per quella stronzata dei cartelli. Mi spiace, ma Bonelli dice che è inevitabile tirare in ballo te e la tua ditta», mi aveva detto.

“E che sarà mai? Che sarà mai?”, mi ero illuso.

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Ciao, @Edu, ti segnalo qualcosa. Ammetto che il cambio repentino di narratori non me lo aspettavo; l'ultimo, in particolare, mi ha fatto ridere pensando alla scena. :D

23 ore fa, Edu ha detto:

e io – sarà stato per il momento di fragilità – stetti ad ascoltarlo

Che ne dici di un "forse"?

23 ore fa, Edu ha detto:

L’avvocato fece una pausa, chiuse la bocca a “O” grattandosi il naso coi baffi

Mi sorprende il modo in cui hai dato molti dettagli dei tic dell'avvocato; per come si tratta di un racconto (lungo magari), l'avvocato lascia un'immagine viva di se stesso.

23 ore fa, Edu ha detto:

«Con le mute?».

Multe.

23 ore fa, Edu ha detto:

L’incontro mi aveva lasciato una sensazione spiacevole.

Resa molto bene, specifico. L'unica cosa che forse può essere discutibile è la grande confidenza che la moglie del vigile dà fin da subito a quel "fastidioso" passante che si mette a parlare con lei; ma si tratta di un puntiglio, inoltre se io sono asociale, non tutti sono così. :P

23 ore fa, Edu ha detto:

constatai che, effettivamente, la misura del disco era di ventinove e non di trenta centimetri

Sapevo che quando c'è un elenco di quantità con unità di misura a riferimento, si collegava tale unità di misura alla prima. Per fare un es., intendo qualcosa del tipo «constatai che, effettivamente, la misura del disco era di ventinove centimetri e non trenta».

23 ore fa, Edu ha detto:

e avevo assicurato che avrei provveduto a mie spese alla sostituzione, cosa che avrei fatto senz’altro, se solo me lo avessero permesso.

Chissà se passa @AndC. :P

 

Per la storia ripasso all'ultimo frammento. Però l'intreccio è molto articolato e sono curioso di vedere come incastri tutte queste situazioni. :)

Alla prossima lettura.

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Il 16/6/2019 alle 22:51, Edu ha detto:

come è evidente! Lei ha tutto l’aspetto dell’onesta cittadina che lavora, paga le tasse e rispetta le leggi. Evidentemente. E su questo, mi lasci dire, se permette, io raramente mi sbaglio, perché le persone per bene riconoscono le persone per bene, come è evidente.

"Evidente" ripetuto tre volte, non so se è voluto, ma si sente molto. Lo ripeti anche nel precedente dialogo.

Il 16/6/2019 alle 22:51, Edu ha detto:

Essere la moglie del vigile, in questo genere di cose, non mi ha mai favorito. E nemmeno essere la sorella del sindaco. Voglio bene a entrambi, ma lo devo dire: sono due bacchettoni.

Avevo ancora il verbale di contestazione in mano, probabilmente stavo imprecando

Ci credo che impreca, questo pezzo mi ha fatto molto sorridere. Sapevo che avresti parlato della moglie...

Vado avanti a leggere.

Ciao :)

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Il 22/6/2019 alle 23:20, Lauram ha scritto:

non so se è voluto,

Ma certo che è voluto... Lo ripeto centordici volte! Socia: prrrrrrrr!

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