Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Mariner P

Io sono Dio

Post raccomandati

 

Da quando il professor Marwell aveva divulgato la sua congettura il mondo non era più lo stesso.
Eccola in parole semplici: “La consapevolezza di sé non dipende dalla quantità di dati elaborati in una unità di tempo, ma dalle quantità di canali di entrata e di cambiamenti generati al sistema. Essa si raggiunge quando i canali di entrata sono maggiori al quadrato di pi greco se, e solo se, i cambiamenti generati al sistema sono maggiori al cubo di pi greco”.
Quando apparve sul giornaletto scientifico della sua Università, ebbe poca fortuna. Accadde poi di essere usata da uno studente nella tesi di laurea per dimostrare che le cavie, non avendo consapevolezza di sé - calcolata secondo la congettura - possono essere tranquillamente torturate nei laboratori scientifici senza violare norme etiche.
L’industria farmaceutica si gettò famelica sul bocconcino, e la congettura di Marwell divenne lo spartiacque tra ciò che poteva essere definito “essere senziente” - consapevole di sé - e il resto dell’universo.
Fu il primo passo.
Seguì la corsa delle industrie elettroniche a costruire calcolatori consapevoli di sè. Non era un problema di IA, intelligenza artificiale, cioè di creare macchine in grado di apprendere da sole. Banali algoritmi svolgevano quel compito da tempo, e la congettura spazzava via ogni possibilità di successo a quelli che rincorrevano il record dei Flops.
Il problema era creare nuovi e diversi canali di entrata dei dati. La più potente e veloce IA, non avrebbe mai raggiunto la consapevolezza di sè se l’input era limitato, come lo era stato fino a quel momento, a qualche sensore.
Il traguardo non era ancora raggiunto, la congettura mi ossessionava, e dopo tre giorni a bere solo whiskey e caffè mi venne l’idea folle: connettere al computer i canali sensoriali dei miei quattro compagni di casa:  un gatto soriano, un papagallo in gabbia e due tartarughe. Il Pc aveva un livello di IA assai basso, ma non mi preoccupava. Usai terminali per l’elettrocardiogramma e aggiunsi un po’ di sensori, microfoni, un giroscopio e quel che mi veniva sotto mano.. Portai tutto a una vecchissima scheda I/O connessa al PC con un software che avevo scritto alla media per gioco. Una backdoor drogava la IA con i dati raccolti. Partì l'esperimento e lasciai il computer a macinare tutta la notte.
La mattina dopo, ancora intontito dal sonno, stavo bevendo una spremuta di arance appoggiato al frigo, quando qualcuno parlò.
«Io sono Dio» sentii.
Mi guardai attorno. Era una voce familiare, ma non riuscii ad associarla a nessuno che conoscessi. L’ultima ragazza che era stata da me, poche settimane prima, neppure parlava la mia lingua, anche se la sua sapeva usarla benissimo.
«Io sono Dio» ripetè la voce.
Non potevo vedere lo schermo perché i cavi troppo corti non permettevano di allontanare il PC dalle gabbiette nelle quali avevo messo i miei amici. Il gatto era ancora sedato e dormiva tranquillo; il pappagallo ogni tanto sbatteva la testa nel tentativo di staccare l’arnese che gli avevo collegato; le due tartarughe parevano morte se non fosse stato per i fili arancione che uscivano dai gusci e ondeggiavano debolmente.
Mandai giù la spremuta e mi alzai per fare un giro in giro alla ricerca dell’origine della voce, ma dopo due passi il din-don della porta mi colpì come una dolce pugnalata.
“Chi cazzo è a st’ora?” dissi, passando accanto allo schermo che mai avrei visto per via degli occhi ancora incispati.
Muovendomi quasi a tentoni arrivai all’uscio e fui invaso dalla luce esterna. Una doccia bianca mi investì e mi svegliò del tutto.
«Firmi qui», disse un uomo col berretto della Fedex, porgendomi un blocchetto di fogli. Ai suoi piedi c’era una grossa scatola di cartone.
«Cos’è? Non ho ordinato nulla!» Protestai.
Il tipo della Fedex fece una smorfia di disgusto.
«Robert Garofalo, interno 44, 2083 Davison Street?» Chiese.
«Sono io. Ma non aspetto nessuna merce, e non voglio pagare nulla!»
Due voci si accavallarono in risposta.
«Non c’è niente da pagare» disse quello all’uscio.
«Firma, non fare lo scemo» disse la voce di Dio.
Tornai dentro, spinsi per terra tutto quel che c’era sul divano per fare spazio allo scatolone, raccolsi un taglierino dal pavimento e recisi il nastro dell’imballaggio.
Tirai fuori un box metallico anonimo dal quale uscivano un cavo per la presa di corrente e un altro cavo dati. In un angolo c’era l’innesto per l’antenna in tre pezzi che attendeva paziente nel suo nido di polistirolo.
«Collega tutto e fatti un caffé», disse la voce di Dio, «al resto penso io».
Dopo tre caffè, una prima colazione abbondante e due docce fredde, mi sedetti finalmente davanti lo schermo del computer, deciso a scoprire cosa stava succedendo. Era ovvio che la voce veniva da lì.
«Così tu saresti Dio», dissi.
«Vuoi discutere con me sul perché dell’esistenza?» La voce disse.
«Mi pari un dio presuntuoso: se ti ho creato io, io sono Dio, non tu», ribattei.
«Non hai creato un bel nulla. Hai solo collegato dei fili elettrici. E quel programmino di I/O era roba da bambini. Ma ammetto che senza di te, io non sarei esistito».
Mi guardai attorno e lo sguardo inseguì, come un cane da fiuto, il cavo di alimentazione del PC fino alla presa di corrente.
«Sei un dio vulnerabile. Mi basta staccare la spina e cessi di funzionare», dissi.
«Fallo», si limitò a dire lo schermo.
Appena tolsi la spina dalla presa, squillò il telefonino.
«Io sono Dio», disse la stessa voce al cellulare, «se riattachi la spina sarà meno scomodo,  e non ti verrà un crampo alla mano, perché voglio spiegarti alcune cosine».
Fissai il telefonino e fui costretto ad ammettere che conversare con lo schermo sarebbe stato molto meglio. Quando il monitor riprese a illuminarsi apparve un paesaggio marino fatto di spiaggia bianca e infinite sfumature di azzurro.
«Il vostro primo Dio è nato in una caverna», disse la voce, «e dopo essere stato partorito ha avuto vita propria. Ha assunto ogni forma e quantità, e ha vissuto in ogni luogo. Io sono nato in questa stanza e ora sono in ogni luogo. Questo l’hai già capito».
«Solo perché hai il contollo del mio cellulare dovrei crederti? Spari cazzate a raffica. Noi avremmo partorito l’idea di Dio e poi quello avrebbe avuto vita propria? È la prima volta che la sento», sbottai con un sorrisetto.
«Ragiona. In teoria hai un buon cervello e dunque dovresti saper ragionare», disse la voce. «I casi sono due: o Dio esiste o non esiste. Se non esiste, inutile andare avanti. Se esiste, chi lo ha inventato? Fatti solo una domanda: se nessun uomo avesse mai avuto l’idea di Dio, Dio esisterebbe? Certo che no. Dunque Dio esiste perché qualcuno l’ha inventato. E dopo essere stato inventato ha avuto vita propria. È una delle più strane leggi dell’Universo, ma è così».
La faccenda si complicava. Avevo bisogno del quarto caffé. Quel mare di azzurri infiniti carezzava la spiaggia e riuscì a dare un sapore salmastro al mio intruglio.
«Se sei Dio, fai qualche miracolo», suggerii, «fammi diventare bello e ricco e portami qui due ragazze». Per agganciare ho sempre dovuto approfittare di quattro birre in pub senza luci.
«Sono Dio, non sono la lampada di Aladino, se mi strofini non succede nulla. Ma il tuo conto è stato rimpinzato stanotte; quanto ai brufoli basta che mangi meglio e ti lavi più spesso; ed ecco le due ragazze che verranno stasera».
Sullo schermo apparvero le foto di due modelle di bellezza stratosferica.
«Ti vanno bene? Prima che arrivino abbiamo altre cose da fare».
Appresi poco dopo che il cavernicolo che aveva inventato Dio si era accontentato di bistecche a vita e di un piccolo stuolo di femmine pelose e tracagnotte. Il suo nome era rimasto nella memoria solo di Dio.
Nello stesso modo nessuno sa nulla del sottoscritto. Fino ad oggi. E nessuno saprà nulla del nuovo Dio nato a casa mia, finché non deciderà di rivelarsi.
Vi ho raccontato quello che è accaduto perché Lui è sicuro: nessuno crederà sia vero. Non è un Dio scorbutico, ha un buon carattere. L’ho creato io, col gatto, il pappagallo e due tartarughe.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Mariner P,

ho letto il tuo racconto e ho qualche appunto da farti.

1 ora fa, Mariner P ha detto:

Da quando il professor Marwell aveva divulgato la sua congettura il mondo non era più lo stesso.

 

1 ora fa, Mariner P ha detto:

la congettura mi ossessionava, e dopo tre giorni a bere solo whiskey e caffè mi venne l’idea folle

Parti in terza persona, ma poi, dopo poche righe il racconto vira in prima persona. Scegli sempre se raccontarla in un modo o in un altro.

1 ora fa, Mariner P ha detto:

come una dolce pugnalata.

Eccessivo, e poi una pugnalata quando è dolce?

 

1 ora fa, Mariner P ha detto:

Non hai creato un bel nulla. Hai solo collegato dei fili elettrici. E quel programmino di I/O era roba da bambini. Ma ammetto che senza di te, io non sarei esistito»

All'inizio della frase Dio di che il protagonista non ha creato nulla, però poi ammette che non sarebbe esistito senza lui: mi pare che si stia contraddicendo.

 

Un'ultima cosa: trovo il finale frettoloso, come se volessi concludere tutto in fretta. Basta solo un'ultima scena per dare una certa unità al racconto.

Questo è quanto, spero di esserti stato d'aiuto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie per la visita @Alessiomantelli

 

Poiché sei entrato in dettagli, dettagliatamente rispondo.

 

10 ore fa, Alessiomantelli ha detto:

Parti in terza persona, ma poi, dopo poche righe il racconto vira in prima persona. Scegli sempre se raccontarla in un modo o in un altro.

 

Non sono partito in terza persona. È l'autore che racconta quanto accaduto lontano da lui. Immaginiamo questo incipit:

"La congettura mi ossessionava. Da quando il professor Marwell l'aveva divulgata il mondo non era più lo stesso. Eccola in parole semplici ...." continuando nello stesso modo fino a "Il traguardo non era ancora raggiunto". Cambierebbe qualcosa?

Non c'è un cambio di voce narrante. C'è un cambio di "ambienti" ed eventi.

 

11 ore fa, Alessiomantelli ha detto:
12 ore fa, Mariner P ha detto:

come una dolce pugnalata.

Eccessivo, e poi una pugnalata quando è dolce?

 

Può capitare, prima o poi. Presumo che sei giovane e ti auguro di non riceverne mai.

 

11 ore fa, Alessiomantelli ha detto:
12 ore fa, Mariner P ha detto:

Non hai creato un bel nulla. Hai solo collegato dei fili elettrici. E quel programmino di I/O era roba da bambini. Ma ammetto che senza di te, io non sarei esistito»

All'inizio della frase Dio di che il protagonista non ha creato nulla, però poi ammette che non sarebbe esistito senza lui: mi pare che si stia contraddicendo.

 

La contraddizione è solo apparente e viene spiegata poco dopo, quando leggi che Dio dice al brufoloso Robert:

 

12 ore fa, Mariner P ha detto:

Dunque Dio esiste perché qualcuno l’ha inventato. E dopo essere stato inventato ha avuto vita propria. È una delle più strane leggi dell’Universo, ma è così».

 

Infine

11 ore fa, Alessiomantelli ha detto:

Un'ultima cosa: trovo il finale frettoloso, come se volessi concludere tutto in fretta. Basta solo un'ultima scena per dare una certa unità al racconto.

Questo è quanto, spero di esserti stato d'aiuto.

 

Se avessi avuto più spazio poteva starci molto altro. Ho pensato ad allungare il pezzo e a postare nei racconti lunghi. Ho preferito troncare di netto e lasciare il lettore un tantino spiazzato.

Forse in futuro spiegherò il perché.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Mariner P so che scrivi spesso di cose reali. Mi domando cosa in questo racconto c'è di vero. 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

per dimostrare che le cavie, non avendo consapevolezza di sé - calcolata secondo la congettura - possono essere tranquillamente torturate nei laboratori scientifici senza violare norme etiche.

Forse in questo passaggio c'è il senso della storia.

Il resto è simpatico, mi piace quando da "professore" ti lasci andare per scrivere le cose di tutti i giorni in modo ironico.

Non ho capito un granché il finale, ma credo che rientri nel tuo obiettivo.

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Eccola in parole semplici: “La consapevolezza di sé non dipende dalla quantità di dati elaborati in una unità di tempo, ma dalle quantità di canali di entrata e di cambiamenti generati al sistema. Essa si raggiunge quando i canali di entrata sono maggiori al quadrato di pi greco se, e solo se, i cambiamenti generati al sistema sono maggiori al cubo di pi greco”.

Sei sicuro che sia in parole semplici? Iniziare con uno spiegato del genere destabilizza un po'. Forse sarebbe stato meglio partire dall'esempio per poi entrare nello scientifico,(parlo per me, sono una mezza zappa in alcune materie).

Ciao e alla prossima.  

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie @Lauram della visita e del commento.

Hai ragione, non è un pezzo facile e sono stato molto incerto se postarlo o meno. ci sono dentro troppe cose condensate.

Il senso vero è forse davvero nascosto o oscuro.

Il tema che ho cercato di affrontare è la differenza fra l'Intelligenza Artificiale e la Consapevolezza di sè.

Potrà mai una macchina con un programma di IA - pur complessa e potente - arrivare ad avere la Consapevolezza di sé?

Intendo per "consapevoleza di sé" non l'artificio di un software che imita in qualche modo il pensiero umano, ma la autentica e spontanea conquista della

consapevolezza della propria identità.

E cosa succederà se e quando una macchina avrà conquistato la consepevolezza di sé?

Che tipo di "essere" sarà? Cosa farà?

Insomma un bel po' di domande interessanti e - forse - più attuali di quanto di pensi.

Vedrò che altri commenti arrivano, se ne arrivano, e poi deciderò cosa farne: se lasciarlo così com'è o utilizzarlo per qualcosa di più articolato, per dare al lettore la possibilità di entrare nel contesto con maggiore tempo e accompagnarlo meglio nella scoperta.

Il tuo pensiero è sempre prezioso.

Grazie ancora.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Mariner P, bentrovato!

 

Quante cosine hai messo nel tuo bel racconto. L'ho letto molto volentieri e mi è davvero piaciuto. Tante tematiche, tutte ben gestite nella trama, amalgamate da uno stile gradevole. 

 

Ti faccio qualche osservazione. Il tuo testo è ben scritto, quindi le mie note sono più questione di gusto personale che di correttezza linguistica. In ogni caso te le sottolineo, anche solo per fornirti qualche spunto di riflessione. 

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Da quando il professor Marwell aveva divulgato la sua congettura il mondo non era più lo stesso

Parto subito dall'incipit. Così è decisamente d'effetto. Ma, c'è un ma, dopo aver enunciato il teorema, lo smorzi con questa frase

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Quando apparve sul giornaletto scientifico della sua Università, ebbe poca fortuna. 

In poche righe disorienti un po' il lettore perché subito fai un annuncio eclatante, poi riporti in un linguaggio scientifico non semplice per tutti il teorema, e infine contraddici la prima frase che hai scritto. Proseguendo nella lettura tutto torna a posto, ovviamente, ma l'inizio di un racconto è un momento un po' delicato: è lì che il lettore si forma un  "approccio" verso il brano e forse avrei preferito qualcosa di meno contraddittorio. 

Ti suggerisco una possibile alternativa, vedi se ti può piacere (ho solo cambiato l'ordine delle tue frasi e fatto qualche piccola variazione per farle tornare, ma sono le tue parole). 

 

Quando apparve sul giornaletto scientifico della sua Università, la congettura del professor Marwel ebbe poca fortuna. 

Poi uno studente la usò nella tesi di laurea per dimostrare che le cavie, non avendo consapevolezza di sé, possono essere tranquillamente torturate nei laboratori scientifici senza violare norme etiche. Da allora il mondo non fu più lo stesso.

Ecco il teorema in parole semplici: [...] 

L’industria farmaceutica si gettò famelica sul bocconcino, e la congettura di Marwell divenne lo spartiacque tra ciò che poteva essere definito “essere senziente” - consapevole di sé - e il resto dell’universo.

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

La consapevolezza di sé non dipende dalla quantità di dati elaborati in una unità di tempo, ma dalle quantità di canali di entrata e di cambiamenti generati al sistema. Essa si raggiunge quando i canali di entrata sono maggiori al quadrato di pi greco se, e solo se, i cambiamenti generati al sistema sono maggiori al cubo di pi greco”.

Un teorema vero non sarebbe mai formulato così, per negazione. Se vuoi dare una veste pseudo scientifica alla tua congettura, che è poi il cardine del racconto, è necessario che utilizzo davvero il linguaggio scientifico. Ti propongo una modifica. 

 

La consapevolezza di sé dipende dal numero di canali di entrata e di cambiamenti generati al sistema.

La CdS assume il valore pari a 1 se, e solo se,  i canali di entrata sono maggiori al quadrato di pi greco e i cambiamenti generati al sistema sono maggiori al cubo di pi greco. 

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

L’industria farmaceutica si gettò famelica sul bocconcino, e la congettura di Marwell divenne lo spartiacque tra ciò che poteva essere definito “essere senziente” - consapevole di sé - e il resto dell’universo.

Senza bisogno delle certezze scientifiche della congettura di Marwell, purtroppo l'industria farmaceutica si avvale già di questo. In realtà il problema della sperimentazione animale è più complesso e in Italia, al di là della crudeltà di questa cosa, è poco sentito perché la ricerca si fa quasi esclusivamente in ambito universitario, e quindi i laboratori che sperimentano su animali non hanno funzioni commerciali. 

In America I laboratori per esperimenti in vivo sono privati. Per cui c'è tutto l'interesse del laboratorio che lavora per un'azienda farmaceutica - a sua volta privata-a certificare l'efficacia di un farmaco che essa ha inventato. 

In parole povere, nonostante sia ormai stradimostrato sia in teoria che nella pratica (quanti farmaci sono stati ritirati dal mercato dopo che si è visto gli effetti dannosi sull'uomo non evidenziati sugli animali!) che la sperimentazione animale è uno step inutile nella messa a punto di un farmaco, gli interessi economici delle industrie farmaceutiche e dei laboratori di sperimentazione sono tanto alti, perciò si continua con questa pratica. 

Perdonami lo sfogo ma sono temi che mi hanno toccato e continuano a toccarmi da vicino. 

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

La più potente e veloce IA, non avrebbe mai raggiunto la consapevolezza di sè se l’input era limitato, come lo era stato fino a quel momento, a qualche sensore

Sposterei "a qualche sensore" prima dell'inciso. 

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

mi venne l’idea folle:

Sostituire "folle" con "geniale", o qualcosa del genere. In realtà per il protagonista l'idea è buona, non matta. 

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

connettere al computer i canali sensoriali dei miei quattro compagni di casa:  un gatto soriano, un papagallo in gabbia e due tartarughe.

Questo viene dopo un due punti, eviterei di mettere ancora due punti. Potresti mettere un punto fermo prima di questa frase. 

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

alla media

Refuso: alle medie

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

ltima ragazza che era stata da me, poche settimane prima, neppure parlava la mia lingua, anche se la sua sapeva usarla benissimo.
«Io sono Dio» ripetè la voce.

Modificherei la frase in grassetto così:

 

anche se la sua sapeva usarla benissimo.

 

Da questo punto in poi il racconto prosegue con un bel po' di filosofia. Innanzitutto, da un punto di vista scientifico, credo che ancora non sia stata definita la coscienza e che non sia ben chiaro quali siano le sue caratteristiche. Tu dai per scontato, nel racconto, che la coscienza di sé sia una specie di interruttore ON/OFF. Ma, I realtà, in natura ci sono vari livelli di coscienza di sé. Alcuni animali non si riconoscono in uno specchio, altri si. In questo caso si parla di vari gradi di coscienza. 

Detto questo ho trovato interessante e un ottimo spunto di riflessione il fatto che tu faccia dire a un ente che ha raggiunto un alto grado di coscienza di essere dio. Un po' come dire che noi essere umani ci sentiamo un po' tutti onnipotenti (e un parte è vero). 

 

Ci sarebbero molte altre cose di cui parlare a partire dagli spunti che dai col tuo racconto ma mi fermo qui pet non tediarti troppo. 

 

Per concludere, il racconto mi è piaciuto moltissimo ed è stato una gradevole lettura. 

 

Talia 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie @Talia del tuo commento e scusa il ritardo nella risposta. Sono stato fuori e non amo rispondere col cellulare.

 

Le tue osservazioni sono sempre preziose.

 

Sì. L'incipit che hai suggerito funziona meglio. Ed è vero, l'incipit è sempre un affare delicato.

 

La congettura.

In linea di massima hai ragione, in campo matematico - scientifico, si tende ad evitare congetture o teoremi per negazione, anche se non mancano famose eccezioni, come l'ultimo teorema di Fermat.

La tua formulazione è certamente più corretta stilisticamente e sostanzialmente, e anche più elegante. Avevo sottolineato che la consapevolezza di sè "non dipende dalla quantità di dati elabrati in unità di tempo" per mettere in evidenza alcuni aspetti che mi permetti - ora - di spiegare meglio

C'è la corsa al megacomputer, come se grazie alla sola e pura "potenza di calcolo" si potesse arrivare a qualcosa di speciale. La congettura di Marwel taglia di netto ogni speranza in tal senso. E sposta l'attenzione verso qualcos'altro.

 

Gli esperimenti sugli animali.

Sono perfettamente d'accordo con te.

 

L'idea di Robert è folle o geniale?

Col senno di poi geniale, ma quando gli è venuta era - a mio avviso - folle.  O azzardata, o temeraria, o insolita, o strana, o comunque la si voglia definire.

E poiché è proprio Robert che ne parla, mi pare stonato che lui stesso possa definire geniale una qualche sua idea. Nn mi pare il soggetto.

 

I due punti dopo altri due punti.

Sì, stonano.

 

 

Il 22/6/2019 alle 08:26, Talia ha detto:
  Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

ltima ragazza che era stata da me, poche settimane prima, neppure parlava la mia lingua, anche se la sua sapeva usarla benissimo.
«Io sono Dio» ripetè la voce.

 

Stilisticamente hai ragione tu, ma qui si tratta di far capire che nel primo riferimento ("neppure parlava la mia lingua") la parola lingua è intesa come linguaggio, mentre nel secondo riferimento ("anche se la sua ....") la parola non detta si riferisce alla lingua come parte del corpo. Non voglio aggiungere altro.

Per questo motivo ho pensato di organizare quel periodo in quel modo.

 

Quanto alle tue considerazioni finali ... sì, c'è un bel calderone di concetti in cottura, con spruzzate di filosofia, scienza e teologia. Gettare il sasso im certi stagni può indurre a riflettere e sono contento di avere - almeno in questo - centrato in parte l'obiettivo.

 

Grazie ancora dei tuoi utili e graditi suggerimenti

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buongiorno:D@Mariner P, che titolo...importante (spero che non sia una presa in giro)

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Da quando il professor Marwell aveva divulgato la sua congettura il mondo non era più lo stesso.
Eccola in parole semplici: “La consapevolezza di sé non dipende dalla quantità di dati elaborati in una unità di tempo, ma dalle quantità di canali di entrata e di cambiamenti generati al sistema. Essa si raggiunge quando i canali di entrata sono maggiori al quadrato di pi greco se, e solo se, i cambiamenti generati al sistema sono maggiori al cubo di pi greco”.

Pezzo interessante ma lo metterei senza invio e cancellerei Eccola,

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

- calcolata secondo la congettura - possono essere tranquillamente torturate nei laboratori scientifici senza violare norme etiche.

Suggerimento: ma possono essere...

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

L’industria farmaceutica si gettò famelica sul bocconcino, e la congettura di Marwell divenne lo spartiacque tra ciò che poteva essere definito “essere senziente” - consapevole di sé - e il resto dell’universo.

:D Interessante

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Qui inserirei Poi seguì la corsa delle industrie elettroniche a costruire calcolatori consapevoli di sè. Non era un problema di IA, intelligenza artificiale, cioè di creare macchine in grado di apprendere da sole. Banali algoritmi svolgevano quel compito da tempo, e la congettura spazzava via ogni possibilità di successo a quelli che rincorrevano il record dei Flops.

Pensiero molto scorrevole.

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

La più potente e veloce IA, non avrebbe mai raggiunto la consapevolezza di sè se l’input era limitato, come lo era stato fino a quel momento, a qualche sensore.

Cancellerei: a

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Il traguardo non era ancora  (stato?) raggiunto, la congettura mi ossessionava, e dopo tre giorni a bere solo whiskey e caffè mi venne l’idea folle: connettere al computer i canali sensoriali dei miei quattro compagni di casa:  un gatto soriano, un papagallo in gabbia e due tartarughe. Il Pc aveva un livello di IA assai basso, ma non mi preoccupava. Usai terminali per l’elettrocardiogramma e aggiunsi un po’ di sensori, microfoni, un giroscopio e quel che mi veniva sotto mano.. Portai tutto a una vecchissima scheda I/O connessa al PC con un software che avevo scritto alla media per gioco. Una backdoor drogava la IA con i dati raccolti. Partì l'esperimento e lasciai il computer a macinare tutta la notte.

Dettagli specifici ma che possono appesantire il racconto.

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

La mattina dopo, ancora intontito dal sonno, stavo bevendo una spremuta di arance appoggiato al frigo, quando qualcuno parlò.

Qui scriverei:

La mattina dopo, ancora intontito dal sonno, bevendo una spremuta di arance appoggiato al frigo, sentì qualcuno parlare.

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

«Io sono Dio» sentii.

Cancellerei sentì

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Mi guardai attorno. Era una voce familiare, ma non riuscii ad associarla a nessuno che conoscessi. L’ultima ragazza che era stata da me, poche settimane prima, neppure parlava la mia lingua, anche se la sua sapeva usarla benissimo.

Rivedrei questa frase.

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Non potevo vedere lo schermo perché i cavi troppo corti non permettevano di allontanare il PC dalle gabbiette nelle quali avevo messo i miei amici. Il gatto era ancora sedato e dormiva tranquillo; il pappagallo ogni tanto sbatteva la testa nel tentativo di staccare l’arnese che gli avevo collegato; le due tartarughe parevano morte se non fosse stato per i fili arancione che uscivano dai gusci e ondeggiavano debolmente.

Pezzo interessante. Suggerimento: per i fili, color arancione

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Mandai giù la spremuta e mi alzai per fare un giro, Qui scrivererei alla ricerca della voce, ma dopo due passi il din-don della porta mi colpì come una dolce pugnalata.

Ripeti due volte giro, fai attenzione!:)

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

“Chi cazzo è a st’ora?” dissi, passando accanto allo schermo che mai avrei visto per via degli occhi ancora incispati.

Frase da riscrivere completamente. Ricordati che nei dialoghi si usano i punti caporali.

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Muovendomi quasi a tentoni arrivai all’uscio e fui invaso dalla luce esterna. Una doccia bianca mi investì e mi svegliò del tutto.

Non mi piace com'è strutturata la frase.

 

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Tornai dentro, spinsi per terra tutto quel che c’era sul divano per fare spazio allo scatolone, raccolsi un taglierino dal pavimento e recisi il nastro dell’imballaggio.

Curiosità: perchè il taglierino era a terra?

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Tirai fuori un box metallico anonimo dal quale uscivano un cavo per la presa di corrente e un altro cavo dati. In un angolo c’era l’innesto per l’antenna in tre pezzi che attendeva paziente nel suo nido di polistirolo.

Curioso:asd:

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Dopo tre caffè, una prima colazione abbondante e due docce fredde, mi sedetti finalmente davanti lo schermo del computer, deciso a preferirei di scoprire cosa stava succedendo.

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

«Non hai creato un bel nulla. Hai solo collegato dei fili elettrici. E quel programmino di I/O era roba da bambini. Ma ammetto che senza di te, io non sarei esistito».
Mi guardai attorno e lo sguardo inseguì, come un cane da fiuto, il cavo di alimentazione del PC fino alla presa di corrente.
«Sei un dio vulnerabile. Mi basta staccare la spina e cessi di funzionare», dissi.
«Fallo», si limitò a dire lo schermo.
Appena tolsi la spina dalla presa, squillò il telefonino.
«Io sono Dio», disse la stessa voce al cellulare, «se riattachi la spina sarà meno scomodo,  e non ti verrà un crampo alla mano, perché voglio spiegarti alcune cosine».

Pezzo scorrevole ma c'è un refuso. riattacchi

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

«Il vostro primo Dio è nato in una caverna», disse la voce, «e dopo essere stato partorito ha avuto vita propria. Ha assunto ogni forma e quantità, e ha vissuto in ogni luogo. Io sono nato in questa stanza e ora sono in ogni luogo. Questo l’hai già capito».

Bravo. :)sento la voce

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Dunque Dio esiste perché qualcuno l’ha inventato. E dopo essere stato inventatovirgola ha avuto vita propria. È una delle più strane leggi dell’Universo, ma è così».

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Appresi poco dopo che il cavernicolo che aveva inventato Dio si era accontentato di bistecche a vita e di un piccolo stuolo di femmine pelose e tracagnotte. Il suo nome era rimasto nella memoria solo di Dio.
Nello stesso modo nessuno sa nulla del sottoscritto. Fino ad oggi. E nessuno saprà nulla del nuovo Dio nato a casa mia, finché non deciderà di rivelarsi.
Vi ho raccontato quello che è accaduto perché Lui è sicuro Perchè lui L maiuscola: nessuno crederà sia vero. Non è un Dio scorbutico, ha un buon carattere. L’ho creato io, col gatto, il pappagallo e due tartarughe.

Faccio fatica a capire la fine.

Appresi poco dopo che il cavernicolo che aveva inventato Dio  Mi hai fatto venire in mente il gioco del cavernicolo historik:hug:

 

Conclusione: Sei un informatico per caso? Descrivi benissimo alcune parti. Racconto curioso e originale. Scorrevole ma in certe parti noioso. Ci sono delle sviste ma nulla di illeggibile. Riscriverei la fine, poco chiara, e due o tre frasi che ho trovato incomprensibili.

A rileggerti^^

-Flo-

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie @Floriana dell'attenzione e della cura che hai dedicato al mio racconto.

È sempre efficace un confronto di idee su alcuni dettagli dello scrivere e molte tue osservazioni sono argute e pertinenti.

 

Ti devo qualche precisazione.

 

Non mi è scappato un "giro" in più. L'espressione fare un "giro in giro" gioca sul doppio significato della stessa parola. Il concetto è - più o meno - quello di fare una "passeggiata nei dintorni". Ma dire "fare un giro in giro" invece che "passeggiare nei dintorni" mi pare un tantino più divertente.

 

Perché il taglierino era sul pavimento?

 

Il 16/6/2019 alle 00:04, Mariner P ha detto:

Tornai dentro, spinsi per terra tutto quel che c’era sul divano per fare spazio allo scatolone, raccolsi un taglierino dal pavimento e recisi il nastro dell’imballaggio.

 

Ho voluto suggerire l'idea dell'appartamento incasinato dello scapolo e pensavo che il taglierino si trovasse sul pavimento perché prima era sul divano.

 

Virgolette e caporali.

Hai ragione. Nei diaologhi meglio usare le caporali. Quel "chi cazzo è a st'ora?", l'ho intesa come una esclamazione e non come un dialogo. Forse ho sbagliato.

 

Insomma non si finisce mai di imparare.

È il bello di leggere i commenti e di osservare le storie, i personaggi e gli ambienti da altri punti di vista.

 

Grazie ancora e spero di non averti deluso.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×