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GioLeo82

Come rendere potabili gli "spiegoni" ?

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Ciao a tutti,

 

Quali potrebbero essere delle possibili soluzioni per trasformare e rendere accettabili i temibili "spiegoni" fatti da alcuni personaggi sottoforma di dialoghi talmente lunghi da diventare dei veri monologhi? (per quanto intervallati da commenti/domande dell'altro interlocutore...) 

Sapendo che si tratta purtroppo di infodump, ma non volendo perdere le presiose interessanti informazioni spiegate (soprattutto in un genere come il romanzo storico), con quali escamotages si può intervenire per salvare capra e cavoli? 

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Lavora di fantasia. Distribuisci lo spiegone su più capitoli, ad esempio. Inseriscilo in un flash-back, tipo storia nella storia, o in una descrizione, o in un aneddoto raccontato da uno dei personaggi.

 

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Concordo. Anche se, personalmente, a me gli spiegoni piacciono se fatti bene (e qui mi viene in mente Allanon, in Shannara :P ), credo sia un bene anche per suscitare nel lettore il desiderio di saperne di più.

  • Grazie 1

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@GioLeo82 Comincia ponendoti delle domande:

  • Tutte queste informazioni sono necessarie? Proprio tutte? Perché?
  • È necessario darle tutte adesso e in una volta? Non posso distribuirle nel testo?
  • Posso mostrarle visivamente in qualche modo, invece di limitarmi a spiegare?

Fatto questo, studia dei modi creativi o tecnici per inserire le informazioni senza risultare noioso, prolisso o pesante: rendi implicite alcune informazioni; inserisci delle pause e delle interruzioni, sia tramite dialoghi, sia tramite azioni e descrizioni (un personaggio inizia il suo monologo, ma gli altri staranno lì ad ascoltarlo? Cosa faranno nel frattempo?); crea dei conflitti che mantengano viva l'attenzione del lettore.

 

Prima, però, prova a eliminare le tue informazioni anche se sei convinto della loro necessità. Se il testo continua ad avere senso e non perde chiarezza, allora è molto probabile che quelle informazioni non siano necessarie. :) 

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Sacrosanto ciò che dice @Black .

E poi occorre tenere presente il genere del romanzo, perché in alcuni le spiegazioni – anche lunghe, anche dettagliate – sono più funzionali (e spesso necessarie) che in altri.  E il romanzo storico è uno di questi, perché non puoi sempre e soltanto descrivere delle battaglie.

Quando è necessario le si usa e a volte volerle mascherare all'interno di un dialogo porta a effetti disastrosi, o comici nel caso di Aldo Giovanni e Giacomo.

Se un luogo geografico o un fatto storico sono essenziali per la trama si spiega la loro conformazione o l'evento che vi è accaduto.

Per intenderci, devi inserire la gola di Baruq-Taqul (luogo reale conosciuto dallo 0,01 % dei potenziali lettori o addirittura luogo del tutto immaginario) nel romanzo?

Piuttosto che scrivere:

«Ecco, il luogo che ti dicevo si trova al di là di quelle rocce.»

«Sembra un posto spettrale.»

«È la gola di Baruq-Taqul, figliolo, quella scavata dai soldati di Tamil il Grande nel 358 a.C. per sfuggire alle orde dei cavalieri di Malik, che li inseguivano da sei mesi e mezzo, da quando Tamil aveva deciso di...»

è molto meglio scrivere:

... i due giunsero soltanto a sera in prossimità della gola di Baruq-Taqul, che nell'oscurità sembrava un luogo davvero spettrale.

 

Scavata dai soldati di Tamil il Grande, in fuga da più di sei mesi dalle orde..., la gola di Baruq-Taqul si trovava al margine estremo...

...

 

Spezzi il narrato con la tua descrizione, in modo che il lettore possa crearsi un'immagine del luogo in cui sta per accadere qualcosa, dopodiché il dialogo tra i due può svolgersi in maniera naturale, senza orpelli artificiosi che lo rendano ridicolo come Pdor figlio di Kmer.

 

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Da "peccatrice dello spiegone", mi permetto di aggiungere che anche la circostanza in cui lo spiegone si dispiega. Voglio dire, esempio scemo, nel bel mezzo di un duello mettersi a decantare le virtù della spada forgiata dall'acciaio magico incantato dalle magiche creature della montagna volante... spezza il ritmo della narrazione e sembra anche parecchio fuori luogo. Al contrario, credo che in momenti più quieti lo spiegone possa essere accettabile, se ben diluito e non presentato come un mattone di testo. Altro esempio scemo, se in un salotto all'ora del the i presenti discutessero degli antenati di famiglia a mio avviso non sarebbe fuori luogo, a patto di centellinare le informazioni in maniera corretta.

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Il 14/6/2019 alle 18:27, Black ha detto:
  • Tutte queste informazioni sono necessarie? Proprio tutte? Perché?
  • È necessario darle tutte adesso e in una volta? Non posso distribuirle nel testo?
  • Posso mostrarle visivamente in qualche modo, invece di limitarmi a spiegare?

 

Il 14/6/2019 alle 18:27, Black ha detto:

Prima, però, prova a eliminare le tue informazioni anche se sei convinto della loro necessità. Se il testo continua ad avere senso e non perde chiarezza, allora è molto probabile che quelle informazioni non siano necessarie. :) 

 

Il 14/6/2019 alle 19:07, Marcello ha detto:

Sacrosanto ciò che dice @Black .

 

12 ore fa, Elisabeta Gavrilina ha detto:

Io ho messo alcuni spiegoni nelle note a piè di pagina. Hanno il pregio di non rallentare l'azione

 

Aggiungerei ciò che suggerì il mio amico Ambrogio, professore di lettere, dopo essersi sorbito (o aver subito...) un mio inutile "spieghino": «Se i tuoi lettori non sanno queste cose non è colpa tua...»

Ho letto (purtroppo!) il romanzo storico di un prof che esordiva con un pesante e lungo capitolo per ambientare la vicenda: una mattonata sui gioielli!

E pensare che c'è chi si  scervella per scrivere un incipit decente... :grat:

 

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