Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

AndC

Black out rain - (1/3)

Post raccomandati

Bello che torni a farci leggere qualcosa di tuo @AndC.

Io amo le ambientazioni distopiche. 

Adesso non ho tempo di farti le pulci come meriti, ma ripasso questa sera.

:sss:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 

Grazie infinite a te per queste belle parole @mercy...<3  

 

Intanto che ripassi, mi autosegnalo questa brutta ripetizione appena scoperta, va:

9 minuti fa, AndC ha detto:

ome si trovassero sul campo, guerriglia al sistema e azioni di sabotaggio: abbrancò Amrit da dietro e insieme rotolarono sul pavimento. Si ritrovarono

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, @AndC, amico di officina, ti lascio un commento sperando che possa esserti utile. :)

Futuro alternativo, apocalisse, società rigida e autocratica, repressioni violente, sentimenti che non valgono nulla, ... cosa aggiungere?

Ottimo racconto, scritto bene (ma lo immaginavo conoscendo l'autore), scorre bene e invoglia a leggere il seguito. Quello che mi sorprende è la quantità dei voltafaccia e/o colpi di scena inseriti in un unico frammento: incredibile. :o

Non aggiungo altro in questo se non un "buona scrittura" e un "sono curioso di leggere il seguito". :saltello:

 

Condivido con te qualche segnalazione specifica.

21 minuti fa, AndC ha detto:

Il comandante di Atmosfear22 lo aveva poi personalmente ribadito a Giara in diverse occasioni nell'ultima settimana. (punto?) Prendendola da parte mentre passeggiava pensierosa nei corridoi del grande palazzone dismesso, loro base segreta.

Perché hai messo il punto? :o

La seconda frase resta parecchio sospesa, in questo modo.

23 minuti fa, AndC ha detto:

Non vuole parlare con nessuno, neanche a me

Avrei scelto la stessa forma "non vuole parlare con nessuno, neanche con me" o "non vuole parlare a nessuno, neanche a me".

25 minuti fa, AndC ha detto:

«Cosa?» scoppiò Giara, gli occhi lucidi, la faccia contrita.

Questa non l'avevo mai letta, interessante. :)

29 minuti fa, AndC ha detto:

mentre Ortenzia si allontanò lasciando risuonare i tacchi nei lunghi e vuoti cunicoli illuminati al neon

Provo a fare una segnalazione di quelle che faresti tu. :)

Detta così sembra che lo fa di proposito a fare rumore con i tacchi camminando mentre in realtà (credo che) siano i tacchi a fare rumore in generale perché lei cammina. Inoltre il "lasciar risuonare" dà l'idea che decide lei se farlo o no, quindi non mi convince molto.

Anche il verbo "allontanò" a seguito di un "mentre" che indica un'azione prolungata: meglio l'imperfetto?

Per il "al neon" forse è meglio "dal/dai neon". Sono un idiota, ma ammetto che ho pensato al gusto di un gelato. :eheh:

35 minuti fa, AndC ha detto:

Se avesse tentato qualche colpo di testa per amore di Amrit, o se fosse rimasta fedele alla causa di Atmosfear22 in cui lui ormai sembrava non credere più.

in una frase isolata ma conseguente, cosa ne pensi degli infiniti? "Tentare qualche colpo ... , o restare fedele alla..."

41 minuti fa, AndC ha detto:

E più lui parlava, più lei chiudeva gli occhi, che le ciglia si possono serrare a cento, mille mandate e mai più riaprirle sullo sconforto del mondo.

Se quella che ho isolato è un'invocazione, forse è meglio un "possano".

43 minuti fa, AndC ha detto:

prima che la pistola di Ortenzia deflagrassi i suoi piccoli tuoni in miniatura

Deflagrasse.

46 minuti fa, AndC ha detto:

Il bianco della stella si spense d'improvviso e in tutta la sotto-città fu di nuovo black out.

Difficile da collegare alla Crisalide, inoltre se così fosse, essendo "stella" mi suona strano che riesca a illuminare una città - prendo esempio dalle stelle del cielo. Inoltre "stella" dà comunque l'idea di qualcosa di lontano. Sì, sì, anche il nostro Sole è una stella, ok. :sboff:

 

Alla prossima lettura, @AndC. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@bwv582

 

Grazie carissimo :D per il tempo che mi hai dedicato e per il bel commento superprofessionale.

 

Mi hai fatto notare un bel po' di cose interessanti e ti ringrazio, davvero.

 

Innanzitutto, sono molto contento di questo:

1 ora fa, bwv582 ha detto:

Quello che mi sorprende è la quantità dei voltafaccia e/o colpi di scena inseriti in un unico frammento: incredibile. :o

Ero partito da una semplice immagine, quella di un ragazzo incappucciato su un cornicione che guardava giù verso la città, mentre pioveva, di notte... poi è nato e si è sviluppato questo racconto. Racconto che all'inizio doveva autoconcludersi (la scena finale è stata aggiunta in seguito e per un seguito) in questa parte. Racconto dove ho appunto voluto dedicarmi e lavorare per lo più sulla trama, conflitti di personaggi, un po' di azione... insomma questa volta volevo fare "più storia e meno chiacchiere"... il tuo riscontro è dunque di fondamentale importanza per me, perché questo era il punto principale su cui mi sono concentrato. Grazie per averlo colto!

 

1 ora fa, bwv582 ha detto:

Perché hai messo il punto? :o

La seconda frase resta parecchio sospesa, in questo modo.

Probabilmente per un taglio di caratteri e poi perché il "prenderla da parte nei corridoi" doveva risultare solo un esempio dei vari momenti non citati (ad esempio parlarne in stanza, in salone o simili)... Però si può cambiare, tanto più che a te ha creato un po' di perplessità.

 

1 ora fa, bwv582 ha detto:
2 ore fa, AndC ha detto:

Non vuole parlare con nessuno, neanche a me

Avrei scelto la stessa forma "non vuole parlare con nessuno, neanche con me" o "non vuole parlare a nessuno, neanche a me".

Sì: in realtà sono d'accordo con te... ho scartato le tue due ipotesi solo perché non volevo ripetere "a" o "con", ossia appunto usare la stessa forma, ma suona male in italiano come ho scritto, lo so...

 

1 ora fa, bwv582 ha detto:

Detta così sembra che lo fa di proposito a fare rumore con i tacchi camminando mentre in realtà (credo che) siano i tacchi a fare rumore in generale perché lei cammina. Inoltre il "lasciar risuonare" dà l'idea che decide lei se farlo o no, quindi non mi convince molto.

Anche il verbo "allontanò" a seguito di un "mentre" che indica un'azione prolungata: meglio l'imperfetto?

Per il "al neon" forse è meglio "dal/dai neon". Sono un idiota, ma ammetto che ho pensato al gusto di un gelato.

Questa tua annotazione mi è molto piaciuta, mi piace e sono d'accordo... la frase non mi è riuscita benissimo, perché sono andato un po' anche ad incastrarmi nell'evitare le ripetizioni delle parole ("lasciar risuonare i tacchi", ad esempio era solo per non scrivere "camminare" o simili)... la riformulo seguendo i tuoi consigli...

 

L'unica cosa, però, forse non si è capito: in questo caso doveva essere Ortenzia ad allontanarsi e Ortenzia, in realtà, è (o almeno dovrebbe essere) un uomo... ma questo si capisce o no?

 

1 ora fa, bwv582 ha detto:
2 ore fa, AndC ha detto:

Se avesse tentato qualche colpo di testa per amore di Amrit, o se fosse rimasta fedele alla causa di Atmosfear22 in cui lui ormai sembrava non credere più.

in una frase isolata ma conseguente, cosa ne pensi degli infiniti? "Tentare qualche colpo ... , o restare fedele alla..."

Qui è stato un po' un casino, avevo usato tutti condizionali, ma poi mi era venuto il dubbio (un dubbio brutto) sulla consecutio... che poi non sono più riuscito a capire cosa fosse giusto o meno... ci devo ragionare su, anche sugli infiniti ed eventualmente riformulare.

 

1 ora fa, bwv582 ha detto:
2 ore fa, AndC ha detto:

prima che la pistola di Ortenzia deflagrassi i suoi piccoli tuoni in miniatura

Deflagrasse.

Questo proprio mi era sfuggito, grazie!

 

1 ora fa, bwv582 ha detto:
2 ore fa, AndC ha detto:

E più lui parlava, più lei chiudeva gli occhi, che le ciglia si possono serrare a cento, mille mandate e mai più riaprirle sullo sconforto del mondo.

Se quella che ho isolato è un'invocazione, forse è meglio un "possano".

Più che un'invocazione, voleva essere una frase "fatta"... diciamo "fighetta" da narrativa smielosa! ;)

All'inizio ripetevo la parola "occhi"... forse così ti torna meglio... "che gli occhi si possono"...

Non è un'invocazione, dovrebbe suonare proprio come... ecco "l'espressione di una verità (in questo caso letteraria) sotto forma di aforisma"... non so se mi sono spiegato.

Forse confonde il "che", che appunto dà l'idea d'invocazione, invece dovrebbe essere più un "ché" accentato, come sostitutivo di "poiché"...

 

1 ora fa, bwv582 ha detto:

Difficile da collegare alla Crisalide, inoltre se così fosse, essendo "stella" mi suona strano che riesca a illuminare una città - prendo esempio dalle stelle del cielo. Inoltre "stella" dà comunque l'idea di qualcosa di lontano. Sì, sì, anche il nostro Sole è una stella, ok.

Ormai hai l'occhio e l'attenzione per ogni particolare... mi fa strapiacere!

Attento che un po' spoilero:

Spoiler

Esattamente come hai notato: il punto è che, come dicevo nello spoiler del racconto, purtroppo non ho ancora finito di scrivere la terza parte e... forse sì, forse no: forse voglio (o meglio riesco) a collegare questa cosa che le "stelle" siano in qualche modo fonte di elettricità nel futuro, forse no.

Per questo l'ho inserito, ma lasciato un po' sul vago.

In realtà, anche qui, la frase non era nata con nessun ulteriore intento se non quello di essere "evocativa"... poi però, come l'hai avuta tu, ho anch'io avuto questa percezione che potesse in qualche modo collegarsi alla Crisalide ed ecco che mi è balenata in mente questa idea che forse svilupperò nella terza parte, altrimenti si potrebbe eliminare o cambiare...

(Te l'ho spoilerata perché non so se la scriverò e perché comunque non è fondamentale per la trama...)

 

Grazie infinite, davvero...

<3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Te lo dico subito, anzi, forse ti dico solo questo: a differenza di (tantissimi) altri tuoi racconti, questo non mi convince. E non parlo dal punto di vista "contenutistico", perché il senso complessivo si avrà chiaro (o sarà quanto meno definitivo) alla fine della terza parte, ma da quello stilistico. Sarà per l'uso inappropriato di certi termini (verbali, in questo caso, per limitarmi alla parte iniziale)

2 ore fa, AndC ha detto:

i dubbi s'infondessero come roditori nella volontà dei militanti

 

2 ore fa, AndC ha detto:

che Ortenzia propinava a risposta

O sarà che certi brani

2 ore fa, AndC ha detto:

L'acqua potabile era un lusso del passato: privilegio per i ricchi del presente, guerra di sopravvivenza per i poveri.

o certe metafore

2 ore fa, AndC ha detto:

pugni di rabbia verso dèi che se la ridevano,

o certi sintagmi

2 ore fa, AndC ha detto:

lasciando risuonare i tacchi nei lunghi e vuoti cunicoli illuminati al neon.

mi paiono non quagliare, e non producono quelle impennate stilistiche di cui sei capace.

Poi, mi pare che all'incipit vi sia una contraddizione logica che inficia l'attacco narrativo stesso. Ovvero, se nel mondo che ti accingi a narrare piove sempre, come può essere l'acqua potabile un lusso del passato? La tecnologia di quella società peraltro altamente tecnologica, dove robot e astronavi sono realtà acquisite, non ha un sistema di raccolta/purificazione dell'acqua piovana alla sua altezza?

Non so se i racconti a capitoli hanno il "vincolo esterno" degli 8000 caratteri, ma questa tua prova mi pare costretta in uno spazio stilisticamente troppo inamidato. E, benché appartenga al genere "fantascienza", paradossalmente lo trovo il più "razionale" dei tuoi racconti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Eccomi qui, @AndC (nella mia testa ho fatto una rima) 

Cose belle: io, davvero, il colpo di scena principale non me l'aspettavo. Mi è arrivato addosso come un treno - e ho riletto e tutto tornava - quindi direi che è riuscito. Adesso sono un sacco curiosa di sapere a quale amministratore delegato deve render conto il ribelle Ortenzia. Non lasciare questa storia a metà, per favore. Voglio leggere della sotto-città, dei ribelli, delle stelle.

Altre cose belle: l'atmosfera cupa, desolata e violenta di certa fantascienza distopica (direi cyberpunk) a me è arrivata forte e chiara. Non mi disturba neanche la possibilità che ci siano le astronavi ma ai più manchi l'acqua potabile, anzi è in linea con l'ambientazione il fatto che convivano privilegi costosissimi e difficoltà nella sopravvivenza.

 

Cose meno belle: ho avuto l'impressione, leggendo e rileggendo, che questo racconto sia da affinare a livello stilistico. Intendiamoci, l'avesse scritto una mercy qualsiasi non mi sarei sbilanciata. Brava, avrei detto. Ma l'hai scritto tu. Dove sono le immagini à la AndCì? Le scelte lessicali sempre azzeccate, i giochi di parole, la consecutio impeccabile? L'impressione generale è che andrebbe limato ancora un poco, tipo per passare da sei e mezzo o otto. Spero che il senso di quello che dico sia chiaro. Tu sei bravo, altrimenti non ti avrei fatto un commento del genere.

 

6 ore fa, AndC ha detto:

La settima notte ancora pioveva, come le precedenti. Gocce fitte e leggere, tinte di nero. L'acqua potabile era un lusso del passato: privilegio per i ricchi del presente, guerra di sopravvivenza per i poveri. Le società non erano mai state nulla di diverso, pugni di rabbia verso dèi che se la ridevano, solo che prima non c'erano i robot o le astronavi, ma l'ingiustizia e l'ineguaglianza erano le stesse che al tempo dei faraoni.

Cambiare il mondo. Anche gli ideali del gruppo insurrezionalista Atmosfear22 non erano poi così differenti da quelli di tanti simili predecessori. Sempre, però, accadeva che a metà percorso i principi vacillassero e i dubbi s'infondessero come roditori nella volontà dei militanti.

Tutto ciò, Ortenzia lo sapeva bene e da buon comandante aveva sempre messo in guardia i suoi soldati. Lo aveva ripetuto sino allo sfinimento, digrignando le ampie mascelle del faccione nero, che le incertezze sul loro operato fossero il nemico più difficile da sconfiggere: se non si vinceva la battaglia contro se stessi, allora nessuna affermazione contro il sistema sarebbe mai stata possibile.

Il comandante di Atmosfear22 lo aveva poi personalmente ribadito a Giara in diverse occasioni nell'ultima settimana. Prendendola da parte mentre passeggiava pensierosa nei corridoi del grande palazzone dismesso, loro base segreta. Ma più il tempo scorreva incurante delle minuzie umane, più Giara tornava a preoccuparsi ogni volta con maggiore apprensione:

 

Ho evidenziato tutte le espressioni che riconducono ai concetti sempre/di nuovo. Non so se riesco a spiegarmi, ma tutte insieme rendono l'incipit inutilmente pesante. Ne puoi togliere almeno la metà, secondo me. 

Ci sono poi due immagini ("pugni di rabbia verso dèi che se la ridevano" e "i dubbi s'infondessero come roditori nella volontà") che non mi sconfinferano: un po' retorica la prima, un po' stonato il verbo "infondere" nella seconda.

 

7 ore fa, AndC ha detto:

Lo aveva ripetuto sino allo sfinimento, digrignando le ampie mascelle del faccione nero, che le incertezze sul loro operato fossero il nemico più difficile da sconfiggere: se non si vinceva la battaglia contro se stessi, allora nessuna affermazione contro il sistema sarebbe mai stata possibile.

Il comandante di Atmosfear22 lo aveva poi personalmente ribadito a Giara in diverse occasioni nell'ultima settimana. Prendendola da parte mentre passeggiava pensierosa nei corridoi del grande palazzone dismesso, loro base segreta. Ma più il tempo scorreva incurante delle minuzie umane, più Giara tornava a preoccuparsi ogni volta con maggiore apprensione: [...]

 

7 ore fa, AndC ha detto:

A nulla servivano i “è un ottimo soldato, gli passerà” o “sta affrontando i suoi demoni” che Ortenzia propinava a risposta: Giara non riusciva a calmarsi. Poi i giorni erano diventati tre, quattro, e ora sette.

Dato che la narrazione è al passato, il passato di un passato dovrebbe essere trapassato: "aveva ripetuto" usi infatti all'inizio, poi scivoli nell'imperfetto "servivano", "propinava" e "riusciva". Non dovrebbe essere "erano serviti" eccetera? :umh:

 

7 ore fa, AndC ha detto:

La ragazza non rispose, mentre Ortenzia si allontanò lasciando risuonare i tacchi nei lunghi e vuoti cunicoli illuminati al neon.

Qui concordo con @bwv582 (che taggo perché lui mi tagga sempre nei commenti - cosa che mi fa piacerissimo :sss:. Solo, Bw, non farmi passare per una troppo brava ché poi la gente si crea false aspettative su di me. :asd:) mi sembra più adatto l'imperfetto "allontanava".

Ortenzia è un uomo, comunque, questo è chiaro. I tacchi che risuonano a me hanno fatto venire in mente scarpe da soldato.

 

7 ore fa, AndC ha detto:

Il messaggio era chiaro e la sentenza emessa: Amrit era ormai condannato. Adesso Giara avrebbe dovuto decidere se seguirlo anche in quel frangente ed essere giustiziata insieme a lui, o se abbandonarlo al suo destino. Tutto dipendeva dall'opporsi o meno alla disposizione di Ortenzia. Se avesse tentato qualche colpo di testa per amore di Amrit, o se fosse rimasta fedele alla causa di Atmosfear22 in cui lui ormai sembrava non credere più.

Le sarebbe bastato dare ascolto a uno dei tanti dubbi che le ronzavano in mente da una settimana. Sarebbero potuti fuggire, avrebbero potuto sobillare una congiura interna, avrebbero...

Tutto questo passaggio non è, secondo me, assolutamente necessario. Spiega qualcosa di già chiaro e anticipa qualcosa che sarà bello scoprire poi.

 

Il ragazzo sul cornicione sotto la pioggia acida con le mani in tasca mi ha incantata, però. Ce l'ho ancora negli occhi, non se ne va.

 

7 ore fa, AndC ha detto:

«Nessun rimpianto» sussurrarono quasi all'unisono i due ragazzi, mano nella mano, prima che la pistola di Ortenzia deflagrassi deflagrasse i suoi piccoli tuoni in miniatura, lampi e scintille.

Poco dopo, smise lentamente di diluviare, che una settimana di pioggia così non capitava da almeno vent'anni.

"Piccoli tuoni in miniatura" mi sembra ridondante. "Tuoni in miniatura" è sufficiente, "piccoli tuoni" anche. Il "che" messo lì non mi torna: non è pronome relativo ma neanche congiunzione causale (ché). Forse è una forma parlata che non conosco.

 

Ah! C'è da qualche parte un "se stessi" che non riesco più a trovare. A differenza di "se stesso/a" in cui l'accento è facoltativo, "sé stessi/e" chiede sempre l'accento.

 

Andi, perdonami per le pulci: quando trovo qualcosa che mi piace tanto divento orrendamente esigente. Prendi di questo commento solo quello che può servirti, solo se vuoi.

Aspetto il resto. :) 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @AndC e @mercy - mentre scrivevo questo saluto la mia mente ha letto una rima (sono a fine giornata lavorativa!) :facepalm: - e buona serata a voi.

Per rispondere (un po') a entrambi, che Ortenzia sia un maschio si capisce e qui

5 ore fa, AndC ha detto:

L'unica cosa, però, forse non si è capito: in questo caso doveva essere Ortenzia ad allontanarsi e Ortenzia, in realtà, è (o almeno dovrebbe essere) un uomo... ma questo si capisce o no?

non ho pensato a niente di strano immaginando un futuro in cui le scarpe sono differenti (magari si accennava dopo, questo mi sono detto). In fondo nell'universo di Dragonball portano tutti gli stivaletti a punta. :asd:

5 ore fa, AndC ha detto:

Forse confonde il "che", che appunto dà l'idea d'invocazione, invece dovrebbe essere più un "ché" accentato, come sostitutivo di "poiché"...

Sì, credo che sia un motivo. :)

Per il resto, oltre a dirti "buona scrittura" (ho letto lo spoiler ;)), sono curioso di vedere dove ti porterà questo racconto. Perché in fondo il post-apocalittico o il "dopo-fine" l'ho visto spesso in te (non cito altri racconti sennò pare che sono un fan-stalker... va beh, dai, "la stirpe dei re" per dirne uno :P), ma qui sei più concreto del solito e sono curioso di vedere dove arrivi. Forse per gli altri può sembrare strano, certo, lo è anche per me, ma prima di darti un parere voglio vedere cosa crei: in fondo l'officina intesa come palestra è anche sperimentazione oltre a confronto.

16 minuti fa, mercy ha detto:

Qui concordo con @bwv582 (che taggo perché lui mi tagga sempre nei commenti - cosa che mi fa piacerissimo :sss:.

:ciaociao: :rosa:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Carissimo @don Durito ciao e grazie per il bel commento, oltre che per la lettura...

 

Bello sopratutto nel senso che apprezzo molto la tua sincerità... d'altronde siamo qui per questo!

 

Mi dispiace che tu non abbia trovato il mio solito stile, ma la cosa è un po' voluta, quindi da questo punto di vista non posso che concordare con le tue parole... mi sono concentrato più sulla trama che altro... per lo stile, ho volutamente deciso di non dedicarci troppa attenzione quanto ho cercato di "non farla troppo complicata o ricercata"...

 

Questo sia perché mi piace variare, sia perché molte volte ricevo spesso anche i feedback opposti, ossia che il mio stile sia troppo "ricercato, o in rima o evocativo etc..."

 

In questo caso però, come tu hai ben notato, non ne viene fuori "né carne né pesce" e sono d'accordo... in certi casi le frasi risultano troppo "gonfie", forse all'inutilità, e per lo più non mi sono "sprecato" più di tanto in tal senso...

 

Se da una parte faccio "mea culpa", dall'altra sono anche contento, perché spesso le sensazioni anche se negative non fanno che confermarmi quello che già sapevo.

 

Sicuramente, come racconto potrebbe aver maggiore respiro, oltre che sarebbe ipotizzabile un restyling vero e proprio a questo punto...

 

Per ora l'ho postato sia perché volevo avere un riscontro maggiore sulla storia (ma ovviamente è più che giusto che mi sia dia anche sullo stile)... Insomma vedo che mi sto un po' ingarbugliando a risponderti e forse sto suonando più "duro" di quello che vorrei esprimere... ti ringrazio, davvero, anche se lo stile non ti ha convinto per niente, come dire, il tutto mi torna... non l'ho fatto per "cattiveria verso i lettori", ma perché, poi infine, meglio di così questa volta non sono riuscito...

 

Per quanto poi riguarda la tua altrettanto giusta osservazione sull'acqua... l'idea era quella di far riferimento anche a qualche topos del genere, più che svilupparlo nello specifico.

Non ne parlo nel dettaglio e benché la tua domanda sia più che legittima, il senso della questione che però non ho dipanato a dovere, doveva essere che per quanto l'acqua potabile fosse comunque "producibile", i ricchi se la tenevano tutta (o quasi) per loro... è pur vero che in questo senso non ho dato molte specifiche proprio in virtù del limite degli 8000 caratteri... diciamo che l'ho usata a "mo' di ambientazione di sottofondo".

 

Sicuramente si potrebbe espandere il tutto, nonché correggere dove occorre, nonché anche ed eventualmente pensare a una riscrittura di stile.

 

Ti ringrazio davvero per avermi dato la tua opinione...

 

Ti annuncio (così lo sai da subito) che anche nella seconda parte ho mantenuto più o meno questo stile, dunque potrebbe altrettanto convincerti poco... però mi rimane ancora la terza da scrivere... forse mi rifaccio lì!

 

Un saluto grande a te: sono sempre contento sia nel "male" che nel "bene"... grazie davvero!

 

:D

 

Ah: il tag "fantascienza" l'ho messo più come domanda, in realtà, che affermazione... mi piace il genere, ma non mi reputo un esperto...

 

Ciao amico mio, a presto!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Carissima @mercy... grazie tantissimo anche a te... per l'attenzione e la pazienza che mi hai dedicato.

 

Iniziamo allora dalle cose brutte, perché anche tu come il buon @don Durito (ti ricito un attimo anche qui :hug:) hai notato molto questa cosa dello stile... lo dico anche a te: sì non mi ci sono dedicato-sprecato molto... m'interessava più la storia, la trama... ho scritto questo racconto con una certa "facilità" e lo volevo chiudere così: come un qualcosa dove risultasse il senso della storia, qualche colpo di scena etc... poi però mi è venuto in mente un probabile seguito e mi sono arenato nel pensarlo.

 

Sto scrivendo pochissimo in questo periodo e, l'ammetto, non sento di avere tutta la forza "evocativa" che in qualche modo ha contraddistinto altri miei racconti...

 

Diciamo che questo è un racconto con "potenzialità" che potrebbero essere espresse meglio e sono d'accordo.

 

Ti ringrazio dunque, @mercy (e vengo a risponderti nello specifico)...

Mi hai segnalato molte correzioni che adotterò e di cui prendo nota... in particolare la consecutio... non so perché mi ha dato un po' da penare... nel senso che appunto non sempre mi è venuta fuori liscia, ma se andavo a ragionarci su mi sembrava tutto sbagliato e non riuscivo a correggere... alla fine ho lasciato così come è...

 

1 ora fa, mercy ha detto:
9 ore fa, AndC ha detto:

Il messaggio era chiaro e la sentenza emessa: Amrit era ormai condannato. Adesso Giara avrebbe dovuto decidere se seguirlo anche in quel frangente ed essere giustiziata insieme a lui, o se abbandonarlo al suo destino. Tutto dipendeva dall'opporsi o meno alla disposizione di Ortenzia. Se avesse tentato qualche colpo di testa per amore di Amrit, o se fosse rimasta fedele alla causa di Atmosfear22 in cui lui ormai sembrava non credere più.

Le sarebbe bastato dare ascolto a uno dei tanti dubbi che le ronzavano in mente da una settimana. Sarebbero potuti fuggire, avrebbero potuto sobillare una congiura interna, avrebbero...

Tutto questo passaggio non è, secondo me, assolutamente necessario. Spiega qualcosa di già chiaro e anticipa qualcosa che sarà bello scoprire poi.

Anche qui... concordo... che fosse uno spiegozzo superfluo l'ho esattamente pensato nelle ultime riletture prima di postarlo, quindi la tua è una conferma molto utile per me...

E se tu mi ha tagliato tutta questa parte, ho paura di quello che potrà lasciarmi intatto @Rica qualora passi... xD

 

2 ore fa, mercy ha detto:

"Piccoli tuoni in miniatura" mi sembra ridondante. "Tuoni in miniatura" è sufficiente, "piccoli tuoni" anche. 

 

Questo mi sembra davvero un ottimo suggerimento che vado subito a correggere...

 

2 ore fa, mercy ha detto:

Ah! C'è da qualche parte un "se stessi" che non riesco più a trovare. A differenza di "se stesso/a" in cui l'accento è facoltativo, "sé stessi/e" chiede sempre l'accento.

Questa invece, tu pensa la mia ignoranza, non la sapevo... grazie della segnalazione!

 

2 ore fa, mercy ha detto:

Il "che" messo lì non mi torna: non è pronome relativo ma neanche congiunzione causale (ché). Forse è una forma parlata che non conosco.

Scusa: qui volevo dirti: il "che" così usato è sì... qualcosa di colloquiale... grammaticalmente (ci ho pensato spesso nel come renderlo, con o senza accento ad esempio) non ha effettivamente nessuna funzione specifica o riscontrabile: non è pronome, non è congiunzione... diciamo che è una via di mezzo fra i due... Non saprei dirti se si usa a Roma, so che spesso, quando scrivo in maniera "sciolta" mi viene da usarlo molto in questa maniera...

 

Sei stata utilissima, altroché e l'apprezzo molto... non sempre posto quelli che io stesso ritengo i miei racconti "migliori", ma appunto lavori che voglio condividere e aspetti su cui appunto voglio "lavorare"... dunque non sentirti affatto fuori luogo: "bastona" sempre dove e qualora tu creda che serva.

:rosa:

 

Ed ora... passiamo alle cose belle! :D

 

Parto da questa solo per dire che mi fai molto felice... come dicevo a @bwv582, che è sempre bello taggarlo nei commenti altrui, ho scritto questo racconto partendo da questa immagine... o meglio: l'ho scritto per scrivere-raccontare questa immagine... che poi forse è anche un misto di varie memorie filmiche di genere... però ecco, che rimanga impressa mi fa piacere perché paradossalmente questo era uno dei miei scopi principali (a discapito dello stile) scrivere o meglio ancora "liberarmi" di questa immagine...

2 ore fa, mercy ha detto:

Il ragazzo sul cornicione sotto la pioggia acida con le mani in tasca mi ha incantata, però. Ce l'ho ancora negli occhi, non se ne va.

 

Per tutte le altre belle cose, ugualmente sono contento perché appunto trama e colpi di scena sono stati i principali aspetti che ho "curato"... dunque mi dà soddisfazione che in qualche modo siano riusciti.

 

Grazie davvero, perdona la risposta un po' disarticolata... terrò prezioso il tuo (come gli altri) commenti... il che significa che tornerò a rileggerlo.

 

A presto!

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, AndC ha detto:

E se tu mi ha tagliato tutta questa parte, ho paura di quello che potrà lasciarmi intatto @Rica qualora passi... xD

 

 

Non posso leggere ora, sono cotta e devo scrivere un documento.

@mercy ti ha tagliato? Sì, ho visto la cancellatura.

 

Io? Io ripasso :pirata2:

Domani? Spero.

Notte @AndC scusa la mia velocità... <3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
18 ore fa, AndC ha detto:

Non vuole parlare con nessuno, neanche me

Comincia da qui, non oppure a, scegli la stessa

 

18 ore fa, AndC ha detto:

Ogni sera sale sul cornicione della terrazza e osserva la sotto-città in lontananza. Scompare fra la miriade di luci, soffoca nella valanga di rumori. Dobbiamo fare qualcosa, capitano: è sempre più magro, sfinito. Fatica a reggersi in piedi

Questa frase non si percepisce bene credo che a scomparire sotto le luci e a soffocare nella valanga di rumori sia la città, ma in questo caso al posto del punto, dopo "lontananza" dovresti mettere "che". Se invece intendi dire che è Artim a sentirsi soffocato ecc dovresti rivedere la frase perché guardare dall'alto e sentirsi soffocare (posso capire che stia male) non rende bene l'idea. La valanga (di rumori) scende, non sale quindi... Spero di essere riuscita a farmi capire. 

18 ore fa, AndC ha detto:

Ortenzia si lasciò sfuggire le ultime parole interrompendone appena in tempo il flusso, ma non fu sufficiente

Anche questa frase non corrisponde all'azione. Dici che Ortenzia s'interruppe ma lo fai con una frase troppo lunga (rendo l'idea?) 

18 ore fa, AndC ha detto:

illuminati al neon

Dai neon

18 ore fa, AndC ha detto:

se seguirlo anche in quel frangente ed essere giustiziata insieme a lui

E lasciarsi giustiziare con lui (è lei che decide)

18 ore fa, AndC ha detto:

Lui l'afferrò per un braccio, la scosse forte, che scossa più forte mai non le diede

Una forma troppo arcaica, da romanzo dell'800, secodo me, che non aderisce al genere del tuo testo.

 

Prendi queste mie riflessioni come un timido suggerimento, e usa solo ciò che ti convince. Non ho letto gli altri commenti quindi è probabile che mi sia ripetuta. Non ho letto nemmeno le parti precedenti ma già in questo si comprende molto. Lo scenario apocalittico non può che essere l'esito di una precedente "civiltà" giunta al capolinea, capace solo di distruggere se stessa e i propri figli. 

Spero di esserti stata utile, in qualche modo. Buon lavoro. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Adelaide J. Pellitteri

 

Un ringraziamento speciale anche a te... mi hai dato ottimi suggerimenti e spunti che mi sono e saranno utili per affinare e correggere... ti ringrazio!

 

1 ora fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Questa frase non si percepisce bene credo che a scomparire sotto le luci e a soffocare nella valanga di rumori sia la città, ma in questo caso al posto del punto, dopo "lontananza" dovresti mettere "che". Se invece intendi dire che è Artim a sentirsi soffocato ecc dovresti rivedere la frase perché guardare dall'alto e sentirsi soffocare (posso capire che stia male) non rende bene l'idea. La valanga (di rumori) scende, non sale quindi... Spero di essere riuscita a farmi capire. 

Sì, è un'immagine un po' "strana"... diciamo che non torna molto bene alla logica, però il senso che volevo dargli era proprio di provare a far percepire che fosse Amrit (e non la città) a scomparire e a soffocare... diciamo che tecnicamente è la città a farlo, ma lui lo vive come una sorta di "transfert"... effettivamente dovrei provare a rielaborare la frase per spiegarmi meglio... l'idea era quella che Amrit si sentisse soffocare come sentimento generale nel sentirsi disperso, un puntino fra le luci e il caos... o qualcosa del genere... rielaborerò meglio.

 

Grazie anche per tutte le altre segnalazioni.

 

2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Non ho letto nemmeno le parti precedenti ma già in questo si comprende molto.

Questa è la prima parte del racconto, non ce ne sono di precedenti, ma dovrebbero essercene di successive... :D

 

A presto!

:rosa:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
10 minuti fa, AndC ha detto:

'idea era quella che Amrit si sentisse soffocare come sentimento generale nel sentirsi disperso, un puntino fra le luci e il caos... o qualcosa del genere... rielaborerò meglio

Allora fai "risalire" le luci e i rumori della città  fino a stordirlo, soffocarlo, faglieli sentire accecanti gli uni,  assordanti gli altri, oppure pungenti i primi e lamentosi i secondi tenendo presente il sentimento che vuoi farci percepire,  o... vedi tu 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
26 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Allora fai "risalire" le luci e i rumori della città  fino a stordirlo, soffocarlo, faglieli sentire accecanti gli uni,  assordanti gli altri, oppure pungenti i primi e lamentosi i secondi tenendo presente il sentimento che vuoi farci percepire,  o... vedi tu 

Sì... grazie... la devo rielaborare in questo senso... :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @AndC

Tu sai che io non sono "di genere" :D

Vado.

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha detto:

Commento

 

La settima notte ancora pioveva, come le precedenti. Gocce fitte e leggere, tinte di nero. L'acqua potabile era un lusso del passato: privilegio per i ricchi del presente, guerra di sopravvivenza per i poveri. Le società non erano mai state nulla di diverso, pugni di rabbia verso dèi che se la ridevano, solo che prima non c'erano i robot o le astronavi, ma l'ingiustizia e l'ineguaglianza erano le stesse che al tempo dei faraoni.

Cambiare il mondo. Anche gli ideali del gruppo insurrezionalista Atmosfear22 non erano poi così differenti da quelli di tanti simili dei predecessori. Sempre, però, accadeva che a metà percorso i principi vacillassero e i dubbi s'infondessero come roditori nella volontà dei militanti.

Tutto ciò, Ortenzia lo sapeva bene e da buon comandante aveva sempre messo in guardia i suoi soldati. Lo aveva ripetuto sino allo sfinimento, digrignando le ampie mascelle del faccione nero, che le incertezze sul loro operato fossero il nemico più difficile da sconfiggere: se non si vinceva la battaglia contro se stessi, allora nessuna affermazione contro il sistema sarebbe mai stata possibile.

 

Snellirei quello che ho tagliato.

Infondessero non mi piace molto:) 

 

Quota

Nell'ultima settimana, Il comandante di Atmosfear22 lo aveva poi personalmente ribadito a Giara in diverse occasioni nell'ultima settimana.  virgola Prendendola da parte mentre passeggiava pensierosa nei corridoi del grande palazzone dismesso, loro base segreta.

 

Unirei le frasi

Quota

Ma più il tempo scorreva incurante delle minuzie umane, più Giara tornava a preoccuparsi ogni volta con maggiore apprensione:

«Sono già due giorni che non beve e non mangia. Se ne sta lì, tutto solo. Non vuole parlare con nessuno, neanche con (a) me».

A nulla servivano i “è un ottimo soldato, gli passerà” o “sta affrontando i suoi demoni” che Ortenzia propinava a risposta: Giara non riusciva a calmarsi. Poi i giorni erano  diventati tre, quattro, e ora sette.

 

L'attacco "i" "o" non mi piace molto. Riformulerei la frase. :) 

 

Quota

«Ogni sera sale sul cornicione della terrazza e osserva la sotto-città in lontananza. Scompare fra la miriade di luci, soffoca nella valanga di rumori. Dobbiamo fare qualcosa, capitano: è sempre più magro, sfinito. Fatica a reggersi in piedi».

Credo sia la città a scomparire e soffocare, giusto? Ma qui il soggetto è Giara.

 

Quota

 

La ragazza non rispose, mentre Ortenzia si allontanò lasciando risuonare i tacchi nei lunghi e vuoti cunicoli illuminati al neon.

Il messaggio era chiaro e la sentenza emessa: Amrit era ormai condannato. Adesso Giara avrebbe dovuto decidere se seguirlo anche in quel frangente ed essere giustiziata insieme a lui, o se abbandonarlo al suo destino. Tutto dipendeva dall'opporsi o meno alla disposizione di Ortenzia. Se avesse tentato qualche colpo di testa per amore di Amrit, o se fosse rimasta fedele alla causa di Atmosfear22 in cui lui ormai sembrava non credere più.

Le sarebbe bastato dare ascolto a uno dei tanti dubbi che le ronzavano in mente da una settimana. Sarebbero potuti fuggire, avrebbero potuto sobillare una congiura interna, avrebbero...

 

Secondo me, si segue con un po' di difficoltà il riconoscimento dei personaggi. Si mescolano tra loro, non li presenti immediatamente nelle loro azioni, è come se li diluissi tra le parole.

 

Quota

Giara uscì fuori, all'ultimo piano. Ancora pioveva. Amrit era lì, fermo immagine, sul cornicione.

Cappuccio nero sulla testa, mani nelle tasche. Giara si avvicinò al ragazzo,

Tipo qui: Amrit è sul cornicione. Giara si avvicino. Chi ha il cappuccio e le mani in tasca dei due? 

Sono costruzioni che ripeti spesso, e che lasciano un dubbio al lettore. Al lettore, forse, no. A me sì. :) 

 

Quota

 

come potesse essere l'ultima volta che lo faceva, l'ultima volta che avrebbe visto il ciuffo di capelli castani velare l'azzurro dei suoi occhi; le mani esili, i vestiti in pelle sintetica, quella barba che aveva tanto carezzato.

«Amrit, ti prego... se non scendi... se non parli a Ortenzia... ti prego... torna in te».

Giara sentì l'istinto di strofinare via il trucco che si scioglieva sulle guance, ma si arrestò. Che calasse sino alle sue labbra, che le giungesse in gola quella miscela di pioggia e cosmetico, tanto ormai sapore diverso dall'acido, nello stomaco non ne aveva.

Amrit non si voltò a guardarla, ma alzò un piede, sospeso, nel vuoto. Giara fu lesta e decisa, come si trovassero sul campo, guerriglia al sistema e azioni di sabotaggio: abbrancò Amrit da dietro e insieme rotolarono sul pavimento. Si ritrovarono nuovamente abbracciati, una sopra l'altro, viso nel viso, labbra quasi a sfiorarsi.

«Scappiamo, ora che nessuno può vederci» sussurrò Giara. «Lontani da chiunque, saremo fantasmi. Via dalla sotto-città, dalla pioggia acida, dai tecnocrati e dalle multinazionali dei dati, da Atmosfear22, dalle tue crisi. Nessuno ci ritroverà più. Avremo dei figli, vivremo felici».

Lui l'afferrò per un braccio, la scosse forte, che scossa più forte mai non le diede. Scoppiò a piangere. Finalmente una reazione, la prima in sette giorni.

«Mi dispiace... mi hanno costretto. Mia madre, mio padre, mia sorella... solo per loro l'ho fatto. Ma tu, perché? Dannazione, Giara! Potevi resistere. Dovevi resistere, ancora un giorno, poi la prova sarebbe finita. Non capisci?».

No, Giara non capiva. Aveva atteso a lungo una spiegazione, una reazione da parte di Amrit. Ma ora che poteva comprendere non voleva ascoltare oltre, perché il mondo andava in frantumi e il frastuono era quello del cielo che crollava a pezzi.

«Ti amo» le disse Amrit prima di baciarla.

Anche lei piangeva: aveva finalmente capito, l'imboscata, il tranello, il vero volto gelido di Atmosfear22. Si distesero uno di fianco all'altra.

«Non temere. Io vengo con te, sai? Fa parte del patto» spiegò Amrit.

E più lui parlava, più lei chiudeva gli occhi, che le ciglia si possono serrare a cento, mille mandate e mai più riaprirle sullo sconforto del mondo.

 

Sinceramente fatico a seguire i fatti, non mi è chiaro a cosa lui stia reagendo. È come se si svelasse dopo, ma nella distopia che presenti, se non mi dai coordinate perfette, mi perdo.

In questo mondo tecnologico non vedrei chiusure a mandate, più fotocellule, non porte con le chiavi che giustifichino questo termine.

 

Quota

«

Poco dopo, smise lentamente di diluviare, che una settimana di pioggia così non capitava da almeno vent'anni. Scivolarono via le gocce, giù dalle guance, nere d'inquinamento, viola di trucco. Mischiate al rosso del sangue si fermarono poche piastrelle più avanti, in una pozza che specchiava la punta di una scarpa. La bocca di metallo si aprì. Denti aguzzi e d'acciaio liberarono una lingua grigia. Il mastino robotico bevve e i circuiti nei suoi occhi sfavillarono di impulsi verdi e blu.

Forse ho capito ora perché ho difficoltà... Scivolarono... immagino i protagonisti, non le gocce. Non anticipi il soggetto, lo posticipi spesso. Perché non dire: Le gocce nere di inquinamento scivolarono giù dalle guance viola di trucco.

Credo che i costrutti che usi siano molto chiari a te, ma rendano difficile la penetrazione nella storia. Non so se sono satta chiara..

Non capisco la frase in grassetto

 

Quota

Ortenzia si accucciò in un angolino, quasi a rimanere inghiottito nelle fauci della notte. Chinò capo e busto, riverente. Non riuscì a dire nulla, ma si limitò a uno sguardo sottomesso d'intesa. L'amministratore delegato assentì di rimando.

«Andiamo!» ordinò al suo cane. «Per oggi, ti sei saziato a sufficienza».

 

L'ha mangiato? Glielo hanno fatto mangiare? :grat:

Quota

Il bianco della stella si spense d'improvviso e in tutta la sotto-città fu di nuovo black out.

 

 

  Mostra contenuto nascosto

Sto lavorando a questo racconto da diversi mesi ormai, almeno a livello celebrale... Questo capitolo era nato per essere un racconto autoconclusivo, ma poi ho deciso di espanderlo in tre parti... ora: la seconda l'ho scritta, la terza "ni"... diciamo che l'ho pensata e buttata giù... dico questo perché per quanto mi riguarda non sono abituato a condividere storie che non ho ancora concluso nella scrittura, visto che potrei tornare indietro a modificarne delle parti... però, giacché il tempo passa e comunque la storia l'ho già tutta pensata, magari il postare può essere uno stimolo a concludere finalmente l'ultima parte, oppure a capire che non ne vale la pena... grazie a chi vorrà darmi il suo feedback!

 

 

Molto bello.

 

@AndC ho visto solo le cancellature di @mercy non ho letto gli altri commenti. Però concordo sulla ripetizione di concetti. Per quanto riguarda me, invece, mi chiedo anche se io abbia tutte carte in regola per capire o se, visto che è il primo di tre capitoli, tu non abbia composto il puzzle nei successivi.

Passo a leggerli. Per ora, grazie della lettura, scusa la mia mediocrità nella comprensione. :) 

:flower:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Carissima @Rica

 

No, è ovvio, se qualcosa non si comprende bene è quasi sempre colpa di chi scrive... e in questo caso eliminerei il "quasi".

 

Sinceramente, non so bene cosa risponderti, se non che appunto anche qui ho sperimentato... non so, a parte una poca cura che ho dato in generale allo stile perché mi interessava più focalizzarmi sulla storia, mi è venuta fuori questa cosa di posticipare i soggetti... mi dava l'idea di molto "evocativo" nel narrare, ma evidentemente non funziona benissimo e siamo qui (ho postato) appunto per capirlo!

 

Quindi stragrazie per tutte le tue annotazioni. Ci sono correzioni molto utili, al solito, di cui terrò sicuramente conto... sulla comprensibilità in generale devo riflettere... più che altro non è una storia che definirei fra le mie principali... e forse e sopratutto anche questo si percepisce... l'ho scritta poi in un periodo particolare dove l'intenzione di "scrivere al meglio" era sicuramente un po' latente... dunque mo' ci penso un po' su a quello che mi hai detto, che - ribadisco - al solito stra-apprezzo.

 

Neanch'io sai sono né sono mai stato uno scrittore prettamente di genere... il "genere" lo uso a latere o se serve a raccontare una storia...

 

Sicuramente, alcune cose, sono poi accennate come "puzzle" della storia futura, mentre altre - sopratutto lo "snellimento" (non citazione) dei soggetti - sono state anche prodotte da una serie di scremature per far rientrare questa prima parte nei famigerati 8.000 caratteri.

 

14 ore fa, Rica ha detto:

Credo sia la città a scomparire e soffocare, giusto? Ma qui il soggetto è Giara.

Qui, non sei la prima a farmelo notare... no... l'idea era che fosse Amrit a "scomparire", o meglio a sentirsi come se scomparisse... ma andrebbe scritta meglio, concordo.

 

14 ore fa, Rica ha detto:

In questo mondo tecnologico non vedrei chiusure a mandate, più fotocellule, non porte con le chiavi che giustifichino questo termine.

Molto interessante questa annotazione...

 

14 ore fa, Rica ha detto:

Non capisco la frase in grassetto

Ho tagliato molto... ho anche riscritto questo finale... volevo solo presentare la figura di un uomo che poi apparirà nella seconda parte... nel riappiccicare il finale, è venuta fuori questa cosa della scarpa... si mischiano molto i personaggi senza che li presenti a dovere principalmente perché è qui che ho cercato di risparmiare caratteri...

 

14 ore fa, Rica ha detto:

L'ha mangiato? Glielo hanno fatto mangiare? 

Sì, qui no sono stato troppissimo chiaro... diciamo che questo è il fulcro dell'idea di tutta la storia, che dovrei spiegare meglio in avanti, ma non lo farò troppo bene...

In qualche modo, volevo dire che sto cane robot si "ciba" di pioggia e lacrime... un miscuglio che tramuta in analisi di dati per creare formule...

 

Ok, forse ora, la faccenda è ancora più incasinata...

 

14 ore fa, Rica ha detto:

Tipo qui: Amrit è sul cornicione. Giara si avvicino. Chi ha il cappuccio e le mani in tasca dei due? 

 

Quando l'ho riletto, mi sono accorto anch'io che potevano essere entrambi (poi non l'ho modificato se no non avrei potuto dirti che l'avevo pensato, ma non fatto :asd:)... la descrizione del personaggio è di Amrit...

 

Grazie assai per ogni tua annotazione e per il tempo che mi hai dedicato...

Terrò prezioso il tuo commento, che poi ci ritorno su per le varie correzioni...

 

Ciao carissima @Rica!

 

A presto!

 

(Sono contento che ti sia piaciuta la frase finale ad effetto, se ho ben capito... so' soddisfazioni... e se ho capito male, vabbeh, non dirmelo... xD)

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, AndC ha detto:

Ok, forse ora, la faccenda è ancora più incasinata...

 

Sei simpaticissimo! 

 

 

3 ore fa, AndC ha detto:

mi è venuta fuori questa cosa di posticipare i soggetti... mi dava l'idea di molto "evocativo" nel narrare, ma evidentemente non funziona benissimo e siamo qui (ho postato) appunto per capirlo!

 

Ma io non credo di essere proprio la persona giusta per dirti se funziona o meno. ;) 

Lo sai, te l'ho detto tante volte che potrei essere io a non comprendere tutto e bene. 

 

3 ore fa, AndC ha detto:

 

(Sono contento che ti sia piaciuta la frase finale ad effetto, se ho ben capito... so' soddisfazioni... e se ho capito male, vabbeh, non dirmelo... xD)

 

E invece te lo dico: mi è piaciuta. Questa frase la trovo evocativa e piena di simbolismo. A volte un lumino può far da guida se lo guardi, pensa ai Fenici: la stella del nord non illuminava certo la loro notte, segnava una direzione. Se non c'era Polaris, era la direzione a perdersi, l'orientamento per i navigatori.  E questo è un significato a cui ho pensato: un appiglio, un gancio, qualcosa di vitale.

La seconda è che in un mondo così, potrebbero esserci stelle come il sole, ma notturne. Murakami in 1Q84 fa vedere alla protagonista Aomame due lune. Tu potresti aver deciso che quella stella notturna abbia la forza del nostro sole. Non so. Credo potrebbe starci in una realtà distopica.

 

Grazie  a te. Poi passo sul secondo. :flower:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@AndC ciao, 

Ortenzia? E perché non Bazilico? xD

Scherzo, è che in qualche modo si deve pure iniziare. 

Ti dico le cose che mi sono sembrate più difficili da capire.

L'inizio, scusa ma credo sia troppo riflessivo, dici e non dici fai ragionamenti, è un po' confuso. Credo sia meglio indicare in tre frasi secche il punto della situazione, senza metterci il passato col presente (che poi è futuro) per ritornare ai faraoni. 

È risultato difficile capire l'introduzione di Amrit, sembra che si parli di Ortenzia ma poi ci si rende conto che i personaggi sono tre. Da quando lo si capisce tutto diventa bello. Mi piacciono le scene tra i due amanti, riconosco la tua penna e mi lascio andare. Non sto attenta a mettere a fuoco per paura di perdermi passaggi importanti, da quel momento guidi, da lì trasporti.

Una piccola annotazione, quando lui è sul cornicione e lei lo prende da dietro, non dici che la donna lo spinge per metterlo in salvo in strada (valuta tu se farlo o meno).

La fine mi piace (non mi fa mettere le faccine, considera quella con le sopracciglia alzate e lo sguardo da furbetta).

Ciao :) considera pure un ciao con rosa.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buongiorno @Lauram!

 

Il 15/6/2019 alle 22:57, Lauram ha detto:

@AndC ciao, 

Ortenzia? E perché non Bazilico? xD

Ahahah! :D Non me ne ero accorto... il mio subconscio "giardinieristico" deve aver agito a mia insaputa! :D

 

 

Il 15/6/2019 alle 22:57, Lauram ha detto:

L'inizio, scusa ma credo sia troppo riflessivo, dici e non dici fai ragionamenti, è un po' confuso

L'inizio, effettivamente, non ha convinto molti... se devo essere sincero, non ha convinto neanche me... ciononostante, il punto vero (che fino ad ora non ho sottolineato) è che paradossalmente tale inizio mi ha dato poi il "la" per scrivere il proseguio della storia (vedi - se vorrai -  la parte 2 della storia)... dunque da una parte andrebbe cambiato anche come dici tu, reso più snello, accessibile, etc... dall'altro lato è diventato parte fondamentale della meta-trama... dunque dovrò riflettere in merito a quali cambiamenti apportare.

 

In generale, tutto il racconto è in lavorazione, nel senso che mi era venuta in mente questa storia che sto cercando con difficoltà di concludere... così anche il lavoro sui vari personaggi che un po' si confondono o su certe scene che non si comprendono appieno...  non ho ben chiarito il tutto sia per "sperimentazione", sia per "tagliare caratteri", sia perché meglio questa volta non mi è riuscito... dunque sì: ci sono un po' di cose da rivedere.

 

Grazie per la lettura, per i complimenti, per il tuo feedback prezioso... insomma grazie di tutto!

 

A presto!

 

:rosa:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buongiorno caro @AndC^^ spero che stai bene. Scusa se ti commento con tantissimo ritardo. Vediamo un pò che narri con questo titolo inglese.

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

La settima notte ancora pioveva, come le precedenti. Gocce fitte e leggere, tinte di nero. L'acqua potabile era un lusso del passato: privilegio per i ricchi del presente, guerra di sopravvivenza per i poveri.

L'incipit è promettente però farei una frase più ad  effetto all'inizio ( La settima notte ancora pioveva, come le precedenti.) Tipo: La settima notte.Pioveva, come le precedenti.

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Tutto ciò, Ortenzia lo sapeva bene e da buon comandante aveva sempre messo in guardia i suoi soldati. Lo aveva ripetuto sino allo sfinimento, digrignando le ampie mascelle del faccione nero, che le incertezze sul loro operato fossero il nemico più difficile da sconfiggere: se non si vinceva la battaglia contro se stessi, allora nessuna affermazione contro il sistema sarebbe mai stata possibile.

Pezzo molto scorrevole:D

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

«Sono già due giorni che non beve e non mangia. Se ne sta lì, tutto solo. Non vuole parlare con nessuno, neanche a me».

Qui non ho capito di chi parli

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

«Cosa?» scoppiò Giara, gli occhi lucidi, la faccia contrita.

E' la prima volta che leggo faccia contrita O_Oche significa?

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Ortenzia era un ex-militare, pronto a combattere e a morire in ogni momento, ma incapace di mentire alla sua squadra, alla sua famiglia:

«Sai anche tu come funziona: o si è dentro e si è utili alla causa, o si è fuori».

Lo sguardo dell'uomo non prometteva nulla di rassicurante, triste ma deciso.

«Fuori. Significa...».

«Sa troppe cose. Atmosfear22 si lascia solo con la morte. Altre opzioni non sono contemplate. Mi dispiace, Giara, ma ti sei innamorata di un cavallo pazzo. Devi solo scegliere: sarò costretto ad abbattere un solo esemplare, o due?».

Dialogo eccellente e molto costruttivo.  Inserirei: o sarò costretto ad abbattere un solo esemplare, o due?». Che significa quest'ultima domanda?

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Se avesse tentato qualche colpo di testa per amore di Amrit, o se fosse rimasta fedele alla causa di Atmosfear22 in cui lui ormai sembrava non credere più.

Questa frase stona. La riscriverei meglio.

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Cappuccio nero sulla testa, mani nelle tasche. Giara si avvicinò al ragazzo, come potesse essere l'ultima volta che lo faceva, l'ultima volta che avrebbe visto il ciuffo di capelli castani velare l'azzurro dei suoi occhi; le mani esili, i vestiti in pelle sintetica, quella barba che aveva tanto carezzato.

Bell'immagine, descritta davvero molto bene:D

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Giara sentì l'istinto di strofinare via il trucco che si scioglieva sulle guance, ma si arrestò. Che calasse sino alle sue labbra, che le giungesse in gola quella miscela di pioggia e cosmetico, tanto ormai sapore diverso dall'acido, nello stomaco non ne aveva.

Cancellerei l'ultima parte: tanto ormai sapore diverso dall'acido, nello stomaco non ne aveva.

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

«Scappiamo, ora che nessuno può vederci» sussurrò Giara. «Lontani da chiunque, saremo fantasmi. Via dalla sotto-città, dalla pioggia acida, dai tecnocrati e dalle multinazionali dei dati, da Atmosfear22, dalle tue crisi. Nessuno ci ritroverà più. Avremo dei figli, vivremo felici».

Che cosa significa: via dalla sotto-città?

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Lui l'afferrò per un braccio, la scosse forte, che scossa più forte mai non le diede.

Non ripetere il termine scossa. Cercherei un termine.

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

«Mi dispiace... mi hanno costretto. Mia madre, mio padre, mia sorella... solo per loro l'ho fatto. Ma tu, perché? Dannazione, Giara! Potevi resistere. Dovevi resistere, ancora un giorno, poi la prova sarebbe finita. Non capisci?».

O_O  la prova sarebbe finita. Quale prova?

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

 Ma ora che poteva comprendere Qui inserirei una virgola non voleva ascoltare oltre, perché il mondo andava in frantumi e il frastuono era quello del cielo che crollava a pezzi.

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

E più lui parlava, più lei chiudeva gli occhi, che le ciglia si possono serrare a cento, mille mandate e mai più riaprirle sullo sconforto del mondo.

Questa parte non mi convince: che le ciglia si possono serrare a cento, mille mandate e mai più riaprirle sullo sconforto del mondo.

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

«È lì che stiamo andando, come scariche elettromagnetiche che diventeranno fonti d'energia».

Stona: che diventeranno fonti d'energia».

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Poi anche Amrit abbassò dolcemente le palpebre, mentre la figura di Ortenzia gli si parava davanti:

Considerazione: se Amrit chiude gli occhi, come vede Ortenzia davanti?

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Poco dopo, smise lentamente di diluviare,che una settimana di pioggia così non capitava da almeno vent'anni.

Eliminerei il che.

 

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Mischiate al rosso del sangue si fermarono poche piastrelle più avanti, in una pozza che specchiava la punta di una scarpa. La bocca di metallo si aprì. Denti aguzzi e d'acciaio liberarono una lingua grigia. Il mastino robotico bevve e i circuiti nei suoi occhi sfavillarono di impulsi verdi e blu.

Ortenzia si accucciò in un angolino, quasi a rimanere inghiottito nelle fauci della notte. Chinò capo e busto, riverente. Non riuscì a dire nulla, ma si limitò a uno sguardo sottomesso d'intesa. L'amministratore delegato assentì di rimando.

«Andiamo!» ordinò al suo cane. «Per oggi, ti sei saziato a sufficienza».

Il bianco della stella si spense d'improvviso e in tutta la sotto-città fu di nuovo black out.

Finale poco chiaro.  Soprattutto l'inizio: Mischiate al rosso del sangue si fermarono poche piastrelle più avanti, in una pozza che specchiava la punta di una scarpa. La bocca di metallo si aprì. Denti aguzzi e d'acciaio liberarono una lingua grigia. Il mastino robotico bevve e i circuiti nei suoi occhi sfavillarono di impulsi verdi e blu. Non capisco il salto di scena, inoltre Mischiate al rosso del sangue si fermarono poche piastrelle più avanti, in una pozza che specchiava la punta di una scarpa mi manda in confusione.

 

I°conclusione: testo interessate, ben strutturato senza refusi. L'unica cosa che non capisco è il problema.

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Le società non erano mai state nulla di diverso, pugni di rabbia verso dèi che se la ridevano, solo che prima non c'erano i robot o le astronavi, ma l'ingiustizia e l'ineguaglianza erano le stesse che al tempo dei faraoni.

Cambiare il mondo. Anche gli ideali del gruppo insurrezionalista Atmosfear22 non erano poi così differenti da quelli di tanti simili predecessori. Sempre, però, accadeva che a metà percorso i principi vacillassero e i dubbi s'infondessero come roditori nella volontà dei militanti.

Spiegherei meglio la questione, forse l'hai narrato nei capitoli successivi ma io scriverei qualcosa di più. Per il resto non ho nulla da dire.

:yupphi:Continuerò a leggere... caldo permettendo...Buon appetito. Flo

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Floriana

 

Ciao carissima Flor... scusa il ritardo della risposta, ma mi sto un po' perdendo nel Contest dell'estate!

 

Grazie assai per la lettura e il commento, mi fa sempre più che piacere ricevere la tua opinione...

 

Il 27/6/2019 alle 11:54, Floriana ha scritto:

E' la prima volta che leggo faccia contrita O_Oche significa?

Sì, non è il massimo dell'espressione: la volevo "testare"... "contrito" è "profondamente addolorato"... l'idea è anche che richiami un po' l'immagine di "contrazione" dei muscoli facciali... almeno questo volevo provare a dire!

 

Il 27/6/2019 alle 11:54, Floriana ha scritto:
Quota

Sono già due giorni che non beve e non mangia. Se ne sta lì, tutto solo. Non vuole parlare con nessuno, neanche a me».

Qui non ho capito di chi parli

Parlavo di Amrit... il personaggio che appare dopo sopra il tetto... non l'ho voluto citare subito direttamente... non so perché, sempre per provare a "sperimentare" credo, ma questo ha effettivamente confuso anche altri... credo che lo specificherò bene durante le correzioni.

 

Il 27/6/2019 alle 11:54, Floriana ha scritto:

Dialogo eccellente e molto costruttivo.  Inserirei: o sarò costretto ad abbattere un solo esemplare, o due?». Che significa quest'ultima domanda?

Il comandante sta dicendo che Amrit (il ragazzo di Giara) è ormai condannato perché ha messo in dubbio i principi della loro causa... ora chiede a Giara cosa vuole fare lei... se lei decidesse di provare a salvare il suo ragazzo (condannato a morte) rischierà di essere uccisa anche lei per tradimento... 

Questo il senso e per questo non sono sicurissimo del tuo suggerimento di aggiungere anche una altra "o", ma ci penso un po' su.

 

Il 27/6/2019 alle 11:54, Floriana ha scritto:

Che cosa significa: via dalla sotto-città?

Con il termine "sotto-città" volevo solamente intendere la "città", o meglio un quartiere della città... l'idea, riassunta nel termine sotto-città, non l'ho spiegata... ma richiama un po' l'immaginario di moltissime ambientazioni fantascientifiche, per cui nel futuro le città siano costruite su più livelli... dal più basso (sotto-terra) dove vivono i più poveri, al più alto dove vivono i più ricchi.

Sotto-città, un po' dovrebbe intendere che la città del racconto è divisa su due livelli: chi vive nella zona "alta" è ricco... chi nella zona "bassa" o di "sotto" è povero.

 

Il 27/6/2019 alle 11:54, Floriana ha scritto:

O_O  la prova sarebbe finita. Quale prova?

In realtà, l'idea della trama, che non sono riuscito ad esprimere al meglio era questa: il comandante di questa associazione terroristica vuole testare la fedeltà dei suoi sottoposti... sembra che abbia messo alla prova il ragazzo di nome Amrit, che ormai non partecipa più alla vita del gruppo e alle sue azioni, ma si è isolato... in realtà era un "doppio gioco", perché voleva mettere alla prova la fedeltà di Giara (la ragazza)... se lei avesse scelto di salvare il suo ragazzo (che era costretto a fingere), allora avrebbe tradito l'associazione... dunque Giara ha fallito la prova che in realtà era per lei... non so se mi sono spiegato meglio.

 

Il 27/6/2019 alle 11:54, Floriana ha scritto:
Quota

Poi anche Amrit abbassò dolcemente le palpebre, mentre la figura di Ortenzia gli si parava davanti:

Considerazione: se Amrit chiude gli occhi, come vede Ortenzia davanti?

Ehmm... ottima considerazione... diciamo che lo intravede mentre sta chiudendo gli occhi, ma ho scritto male e la tua è una giustissima osservazione... grazie!

 

Il 27/6/2019 alle 11:54, Floriana ha scritto:

Non capisco il salto di scena, inoltre Mischiate al rosso del sangue si fermarono poche piastrelle più avanti, in una pozza che specchiava la punta di una scarpa mi manda in confusione.

Qui, la mancanza di caratteri non mi ha fatto esprimere al meglio: volevo introdurre una terza figura (il "padrone" della scarpa e del cane)... ma la descrizione non mi è venuta al meglio.

Il salto di scena, hai notato bene, un po' stona... In realtà avevo scritto questo racconto in maniera autoconclusiva e finiva qui:

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Poco dopo, smise lentamente di diluviare, che una settimana di pioggia così non capitava da almeno vent'anni.

 

L'ultima scena l'ho aggiunta dopo per creare un seguito alla storia che fosse basato su questo misterioso personaggio che poi sarà quello della parte numero due.

 

Il 27/6/2019 alle 11:54, Floriana ha scritto:

I°conclusione: testo interessate, ben strutturato senza refusi. L'unica cosa che non capisco è il problema.

Il 13/6/2019 alle 12:25, AndC ha scritto:

Le società non erano mai state nulla di diverso, pugni di rabbia verso dèi che se la ridevano, solo che prima non c'erano i robot o le astronavi, ma l'ingiustizia e l'ineguaglianza erano le stesse che al tempo dei faraoni.

Cambiare il mondo. Anche gli ideali del gruppo insurrezionalista Atmosfear22 non erano poi così differenti da quelli di tanti simili predecessori. Sempre, però, accadeva che a metà percorso i principi vacillassero e i dubbi s'infondessero come roditori nella volontà dei militanti.

Spiegherei meglio la questione, forse l'hai narrato nei capitoli successivi ma io scriverei qualcosa di più

 

Sì, hai ragione... ma non avevo abbastanza caratteri per fare tutto in questo capitolo.

 

In generale, questa storia non mi è venuta al meglio, ma ci sto ancora lavorando su e la sto aggiustando.

 

I tuoi consigli al solito, mi sono di aiuto in questo... tutte le altre cose cui non ti ho risposto è perché le trovo corrette e mi sono d'aiuto.

 

Grazie, amica mia... un abbraccio a te!

:D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×