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Mario74

Lasciaci bei sogni

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Il mio commento:

 

 

 

E quando la vita brucia

e il fetore diventa

insopportabile

lasciaci bei sogni almeno

buon Dio,

i colori delle illusioni,

e la libertà di rinunciare

alla troppa verità

della veglia.

 

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@Mario74 bentrovato.

 

Ci proponi una poesia intima e pura nel suo proposito, tanto da sembrare una preghiera. Il suo messaggio, limpido come un sillogismo, muove in tre momenti:

  1. La vita a volte è troppo dura, quasi insopportabile.
  2. Preghi Dio di donarti dei sogni.
  3. Speri che l'illusione dei sogni ti distragga dalla realtà.

Si potrebbe fare una breve considerazione già su questo pensiero. Di solito si prega per avere forza dal proprio Dio, la religione dovrebbe dare senso alla vita e spiegare le sofferenze. Questo crea un cortocircuito, perché la stessa divinità invocata appare impotente verso la vita. Solitamente la teologia offre sia una lettura razionale che una mistica del messaggio religioso. Una razionale vorrebbe una spiegazione che giustifichi il male del mondo all'interno di un disegno universale. Quella mistica offre il mistero della fede come soluzione alla comprensione del mondo. Anche in questo caso però l'invocazione non è verso un sogno, ma verso qualcosa il cui significato va oltre la ragione umana.

Invece l'invocazione della religione come oppio evoca uno sfondo materialista, che non so se sia nelle tue intenzioni. Così ho avvertito una contraddizione nel contenuto del componimento, sempre che non ci sia un messaggio, diciamo decostruttivo, sul senso della preghiera.

Forse però c'è anche un sentimento di rassegnazione, ma che in parte presta comunque il fianco a quanto detto sopra.

Chiusa la parentesi religiosa.

 

Riguardo la scrittura, versi liberi, non vedo una costruzione particolarmente ricercata, ma spesso in poesia l'essenza è un pregio.

Il termine fetore nel secondo verso mi sembra più forte rispetto al registro linguistico del resto del componimento. Un acuto che può rompere l'atmosfera "aulica" (nel senso che può assumere all'interno dell'argomento proposto) della poesia.

Noto inoltre due ripetizioni nella forma della coppia di versi iniziali e finali: La congiunzione con cui apri i primi due versi mi sembra conferire dinamicità al passaggio, meno le due preposizioni nei versi finali. Infatti suggeriscono una separazione troppo simmetrica della frase, in questo caso togliendo dinamicità e dando una cadenza "da elenco" ai due versi.

Nel caso di componimenti con una metrica regolare, questa può giustificare determinate ripetizioni che vengono assorbite dalla musicalità del componimento. Nei versi liberi il senso e la simmetria (e asimmetria) svolgono un ruolo compositivo decisivo. Per esempio:

 

e la libertà di rinunciare

vegliando troppo

alla verità.

 

So che ne cambia il senso, ma i versi cosi hanno una struttura più dinamica, rompono lo schema preposizione-soggetto-verbo. Puoi giocarci per trovare la forma più conforme al tuo messaggio.

Se si punta all'essenza, anche le piccole imperfezioni risultano più evidenti.

 

Spero di averti dato qualche spunto utile.

Alla prossima.

 

 

 

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Ho molto apprezzato questa poesia! Mi ha richiamato degli echi leopardiani, ovviamente in chiave moderna...complimenti!

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Il 11/6/2019 alle 22:41, Mario74 ha detto:

E quando la vita brucia

e il fetore diventa

insopportabile

lasciaci bei sogni almeno

buon Dio,

i colori delle illusioni,

e la libertà di rinunciare

alla troppa verità

della veglia.

Se la verità della vita diventa insopportabile, si chiede a Dio di lasciarci vivere in un sogno.

Purtroppo, Dio non è una via di fuga dalla realtà, ma è la strada da percorrere per cambiare la realtà.

Questa poesia-preghiera diventa un'invocazione se il sogno è la speranza di come dovrebbe essere la realtà.

In questo senso ha una sua "bellezza"  e non per nulla il verso "Buon Dio" è il verso mediano (o fulcro) della poesia.

Io la interpreto in questo modo ed "i colori delle illusioni" sono proprio quel senso di futuro (o di speranza) che seguono l'Opera di Dio.

 

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Grazie @Anglares del tuo commento puntuale e dettagliato. Il mio messaggio era molto semplice: quando la verità e la realtà ci stanno strette, possiamo ricorrere ai sogni, all'immaginazione per trovare sollievo. Interpretazioni mistiche o teologiche non erano nelle mie intenzioni, ma sono sempre contento (e a volte piacevolmente stupito) di leggere cose gli altri percepsicono dalle mie parole.

Ti ringrazio anche dei tuoi suggerimenti, mi saranno molto preziosi.

A presto

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Ti ringrazio @segg99, sono contento che il mio componimento ti sia piaciuto, anche se non ti nascondo che il confronto con Leopardi mi intimorisce e mi imbarazza un pò...

Grazie di esser passato.

 

  • Mi piace 1

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Grazie @AzarRudif, la tua lettura del mio componimento è molto bella, come ho già scritto la chiave religiosa è solo uno degli aspetti che volevo comunicare, ma è fantastico rileggere le parole che ho scritto attraverso i tuoi occhi e la tua interpretazione.

A presto 

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@Mario74 ciao, le tue parole sono molto sentite, mi piace quando scrivi: quando la vita brucia e il fetore diventa insopportabile, lasci capire che la vita è cosi' delle volte complicata che il buon dio se ne dimentica e che almeno ci possa lasciare qualche illusione bella che ci possa destare da una vita purtroppo delle volte inadeguata. Io la intendo in questo modo e mi è piaciuta. c

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Il 11/6/2019 alle 22:41, Mario74 ha scritto:

la libertà di rinunciare

alla troppa verità

della veglia.

Ma che bella descrizione, in poche parole un insieme di sensazioni. Mi è piaciuto il tuo lavoro, è una preghiera delicata fatta con gli occhi aperti nel buio della stanza prima di dormire, quando si pensa al futuro e a quello che è stato. 

Ciao @Mario74

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