Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

DSGU

La Formula Magica - Cap. 2

Post raccomandati

 

 

Astronomia

 

Ero molto ingenuo. Ad esempio, quando a sei anni un bambino mi raccontò perché la Luna sembrasse seguirci sempre, li credetti.

 

- È perché ha dei piedi e con quelli può camminare.

 

- E perché non riesco a vederli allora?

 

- Perché sono piccolissimi e da qui allora sono invisibili.

 

Era così convinto che forse ci credeva anche lui, oppure era un ottimo bugiardo. Ma io non lo ero, e ingenuamente gli credetti. Soltanto mesi o anni dopo, in silenzio, capii che la Luna sicuramente non aveva piedi. Oggi invece mi dico: chi lo sa.

 

Da qualche parte avevo imparato che i pianeti fossero rotondi, che ci fossero molti pianeti e che ci fosse dello spazio tra di loro. Sapevo anche che esistevano tanti paesi, o almeno avevo coscienza di due paesi: Ecuador e Italia, dove erano andati – uno dopo l'altro – i miei genitori.

 

E c'era una cartina dell'Ecuador nella mia classe di seconda elementare, isolato come se esistesse solitario in un angolo dell'Universo.

 

Tutte queste informazioni mescolate alla stessa ingenuità lunare, mi portarono a credere che l'Ecuador fosse un pianeta e che l'Italia fosse un altro pianeta. Questa teoria astronomica riusciva a spiegarmi perché mia mamma fosse andata in alto nel cielo con quella cosa chiamata aereo.

 

 

Oltre le nuvole

 

Un elicottero ci avrebbe portato da lei. Avevo mescolato le poche informazioni che ero riuscito ad ottenere.

 

C'era qualcosa di magico nelle nuvole, ed era lì che saremmo dovuti andare. D'altronde le nuvole erano sempre presenti nell'idea di Paradiso della religione di mia nonna. Bellissime immagini di nuvole accompagnavano descrizioni idilliache di un aldilà perfetto. E poi mia mamma riusciva a comunicare con noi in un modo che non conoscevo e che nessuno riusciva a spiegarmi. Non avevo il diritto di parlare di niente di tutto ciò con nessuno a scuola, quindi non potei chiedere aiuto agli altri bambini.

 

Nessuno a scuola sapeva che i miei genitori erano andati in Italia, quindi dov'erano andati? Non lo sapevo nemmeno io. Chissà, forse erano morti. E allora per questo erano andati in alto con quelle cose chiamate aerei?

 

Avevano detto di aver visto della neve in Italia, e ho visto persino delle foto. Non sapevo cosa fosse questa neve, ma somigliava troppo alle nuvole per essere una coincidenza. L'Italia era nelle nuvole? Forse era davvero il Paradiso.

 

Quando i miei comunicavano con noi – facendoci sentire la loro voce attraverso un cellulare  sembravano sempre contenti dell'Italia. Forse era davvero un Paradiso di neve oltre le nuvole?

 

Dicevano che li avremmo raggiunti, ma non sapevo come avremmo fatto. Quando parlavamo con i miei, non ci veniva lasciata molta libertà da nostra zia. Poche parole erano ammesse oltre a "stiamo bene" e "ci trattano bene". Non osammo mai chiedere come li avremmo raggiunti.

 

Un aereo lo avevamo visto e giunsi alla conclusione che sarebbe stato impossibile da costruire. Ma un elicottero sembrava molto più piccolo, e sapeva comunque volare.

 

Allora costruiremo un elicottero, che potrà portarci dai miei.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @DSGU

 

Continuo a leggere questo tuo racconto... mi piace molto da un punto di vista contenutistico, per le immagini e per l'originalità con cui giochi e stai giocando con la trama...

 

Mi piace poi molto il contrasto che hai messo in campo, fra contenuti di esperienze forti, come ad esempio era la scena della lampadina nella parte precedente o come lo è la separazione dei genitori; uniti a questo stile d'innocenza fanciullesca nel pensiero del protagonista.

 

In questo senso, diciamo che lo stile generale del racconto un po' mi torna, un po' no... nel senso che comunque (e se ho capito bene) a raccontare della sua fanciullezza è un protagonista adulto... e in questo caso il linguaggio in certi punti è forse troppo "bambinesco", ossia perfettamente adatto se il protagonista stesse narrando direttamente nell'età da lui descritta (ossia fosse un bambino)...

Però forse, è ancora presto per avere un quadro preciso di tutta la storia a tal riguardo.

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

Ad esempio, quando a sei anni un bambino mi raccontò perché la Luna sembrasse seguirci sempre, li credetti.

Ecco, questa frase, ad esempio, non mi suona benissimo a livello di consecutio... comunque e più che altro, ti segnalo il "li" per "gli". Ecco, se è un bambino (o un adulto rimasto bambino nella mente, direzione che forse il tuo racconto potrebbe suggerire) ci sta anche bene... altrimenti correggerei.

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

Perché sono piccolissimi e da qui allora sono invisibili.

 

Questo "allora" oltre a ripetersi dalla frase precedente, mi sembra sintatticamente fuori luogo... lo eliminerei, anche se il senso è proprio quello che il bambino "ricalchi" la parola del suo compagno.

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

non lo ero, e ingenuamente gli credetti. 

Il "credetti" ritorna paro paro da poco sopra... volendo si potrebbe cambiare anche con perifrasi "gli diedi ascolto" o simili...

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

Oggi invece mi dico: chi lo sa.

La frase e il ragionamento mi sono molto piaciuti... forse ci vorrebbe un punto interrogativo, o anche interrogativo-esclamativo: "chi lo sa?"

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

Da qualche parte avevo imparato che i pianeti fossero rotondi, che ci fossero molti pianeti e che ci fosse dello spazio tra di lor

Certe ripetizioni, tipo "pianeti", si potrebbero secondo me evitare o unificare... ad esempio: "avevo imparato che i pianeti fossero rotondi, che ce ne fossero molti (in gran numero)"...

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

E c'era una cartina dell'Ecuador nella mia classe di seconda elementare, isolato come se esistesse solitario in un angolo dell'Universo.

Giacché il termine "isolato" si connette a "Equador", avvicinerei i termini invertendo l'ordine di apparizione degli elementi nella prima parte della frase:

"Nella mia classe di seconda elementare c'era una cartina dell'Equador, isolato come..."

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

che ero riuscito ad ottenere.

Limerei la "d" eufonica.

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

C'era qualcosa di magico nelle nuvole, ed era lì che saremmo dovuti andare. D'altronde le nuvole erano sempre presenti nell'idea di Paradiso della religione di mia nonna. Bellissime immagini di nuvole

Almeno la terza ripetizione di "nuvole" la varierei... mi viene in mente "nembi" di primo acchito, ma forse è troppo "aulico" per il contesto... non so.

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

Non avevo il diritto di parlare di niente di tutto ciò con nessuno a scuola, quindi non potei chiedere aiuto agli altri bambini.

 

Nessuno a scuola sapeva che i miei genitori erano andati in Italia, quindi dov'erano andati? Non lo sapevo nemmeno io. Chissà, forse erano morti. E allora per questo erano andati in alto con quelle cose chiamate aerei?

 

Varierei la ripetizione di "andati"... so che certe ripetizioni le usi volutamente per creare questo effetto "ragionamento da bambino"... ma in generale e sempre secondo me, se diventano troppe possono inficiare un po' la lettura e farne perdere d'efficacia.

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

Avevano detto di aver visto della neve in Italia, e ho visto persino delle foto

Stesso discorso per il verbo "vedere"...

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

Avevano detto di aver visto della neve in Italia, e ho visto persino delle foto. Non sapevo cosa fosse questa neve, ma somigliava troppo alle nuvole per essere una coincidenza. L'Italia era nelle nuvole? Forse era davvero il Paradiso.

 

Quando i miei comunicavano con noi – facendoci sentire la loro voce attraverso un cellulare  sembravano sempre contenti dell'Italia. Forse era davvero un Paradiso di neve oltre le nuvole?

Insomma, diciamo che secondo me, in certi punti questo "ragionamento fanciullesco" diventa forse un po' troppo ripetitivo di termini e concetti... Anche nel capitolo precedente, se non ricordo male, c'era questa ripetizione di domande per lo più retoriche (ad esempio mi pare sul ragionamento della "tristezza inspiegabile")...

Diciamo che, secondo me, si potrebbe unificare certe frasi... ad esempio per il Paradiso:

"Forse era davvero il Paradiso, dato che quando i miei comunicavano con noi – facendoci sentire la loro voce attraverso un cellulare  sembravano sempre contenti dell'Italia".

In questo caso unirei la frase ed eliminerei la ripetizione della domanda finale "forse era davvero un paradiso di neve oltre le nuvole".

 

Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha detto:

Allora costruiremo un elicottero, che potrà portarci dai miei.

Qui non so, l'uso dei tempi porta il protagonista a essere presente (prendere vita) nel passato della sua stessa narrazione...

Dipende da come proseguirà il racconto, altrimenti suggerirei di mantenere le distanze temporali: "allora avremmo costruito"... 

 

Ciao!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 14/6/2019 alle 10:07, AndC ha detto:

Ecco, questa frase, ad esempio, non mi suona benissimo a livello di consecutio... comunque e più che altro, ti segnalo il "li" per "gli"

 

Ti ringrazio, è proprio da correggere. :)

 

Il 14/6/2019 alle 10:07, AndC ha detto:

La frase e il ragionamento mi sono molto piaciuti... forse ci vorrebbe un punto interrogativo, o anche interrogativo-esclamativo: "chi lo sa?"

 

Prima avevo messo il punto interrogativo e poi lo avevo tolto e poi di nuovo un paio di volte così finché ho tenuto il punto. Forse alla fine metterò davvero il punto interrogativo. "Chi lo sa?" ;)

 

Il 14/6/2019 alle 10:07, AndC ha detto:

Limerei la "d" eufonica.

 

Grazie!

 

Il 14/6/2019 alle 10:07, AndC ha detto:

Varierei la ripetizione di "andati"... so che certe ripetizioni le usi volutamente per creare questo effetto "ragionamento da bambino"... ma in generale e sempre secondo me, se diventano troppe possono inficiare un po' la lettura e farne perdere d'efficacia.

 

Sono d'accordo. Userò andati-finiti-volati.

Il 14/6/2019 alle 10:07, AndC ha detto:

"Forse era davvero il Paradiso, dato che quando i miei comunicavano con noi – facendoci sentire la loro voce attraverso un cellulare  sembravano sempre contenti dell'Italia".

 

È un buon suggerimento. Devo pensarci. Grazie @AndC :)

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 11/6/2019 alle 21:21, DSGU ha scritto:

 

 

Astronomia

 

Ero molto ingenuo. Ad esempio, quando a sei anni un bambino mi raccontò perché la Luna sembrasse seguirci sempre, li credetti.

 

- È perché ha dei piedi e con quelli può camminare.

 

- E perché non riesco a vederli allora?

 

- Perché sono piccolissimi e da qui allora sono invisibili.

 

Era così convinto che forse ci credeva anche lui, oppure era un ottimo bugiardo. Ma io non lo ero, e ingenuamente gli credetti. Soltanto mesi o anni dopo, in silenzio, capii che la Luna sicuramente non aveva piedi. Oggi invece mi dico: chi lo sa.

 

Da qualche parte avevo imparato che i pianeti fossero rotondi, che ci fossero molti pianeti e che ci fosse dello spazio tra di loro. Sapevo anche che esistevano tanti paesi, o almeno avevo coscienza di due paesi: Ecuador e Italia, dove erano andati – uno dopo l'altro – i miei genitori.

 

E c'era una cartina dell'Ecuador nella mia classe di seconda elementare, isolato come se esistesse solitario in un angolo dell'Universo.

 

Tutte queste informazioni mescolate alla stessa ingenuità lunare, mi portarono a credere che l'Ecuador fosse un pianeta e che l'Italia fosse un altro pianeta. Questa teoria astronomica riusciva a spiegarmi perché mia mamma fosse andata in alto nel cielo con quella cosa chiamata aereo.

 

 

Oltre le nuvole

 

Un elicottero ci avrebbe portato da lei. Avevo mescolato le poche informazioni che ero riuscito ad ottenere.

 

C'era qualcosa di magico nelle nuvole, ed era lì che saremmo dovuti andare. D'altronde le nuvole erano sempre presenti nell'idea di Paradiso della religione di mia nonna. Bellissime immagini di nuvole accompagnavano descrizioni idilliache di un aldilà perfetto. E poi mia mamma riusciva a comunicare con noi in un modo che non conoscevo e che nessuno riusciva a spiegarmi. Non avevo il diritto di parlare di niente di tutto ciò con nessuno a scuola, quindi non potei chiedere aiuto agli altri bambini.

 

Nessuno a scuola sapeva che i miei genitori erano andati in Italia, quindi dov'erano andati? Non lo sapevo nemmeno io. Chissà, forse erano morti. E allora per questo erano andati in alto con quelle cose chiamate aerei?

 

Avevano detto di aver visto della neve in Italia, e ho visto persino delle foto. Non sapevo cosa fosse questa neve, ma somigliava troppo alle nuvole per essere una coincidenza. L'Italia era nelle nuvole? Forse era davvero il Paradiso.

 

Quando i miei comunicavano con noi – facendoci sentire la loro voce attraverso un cellulare  sembravano sempre contenti dell'Italia. Forse era davvero un Paradiso di neve oltre le nuvole?

 

Dicevano che li avremmo raggiunti, ma non sapevo come avremmo fatto. Quando parlavamo con i miei, non ci veniva lasciata molta libertà da nostra zia. Poche parole erano ammesse oltre a "stiamo bene" e "ci trattano bene". Non osammo mai chiedere come li avremmo raggiunti.

 

Un aereo lo avevamo visto e giunsi alla conclusione che sarebbe stato impossibile da costruire. Ma un elicottero sembrava molto più piccolo, e sapeva comunque volare.

 

Allora costruiremo un elicottero, che potrà portarci dai miei.

sono venuto a cercare la seconda parte:sherlock: 
 mi sto appassionando

sul tuo stile mi sono già espresso. mi piacerebbe poi scoprire nel tempo se questo è il tuo stile o semplicemente lo stile che hai scelto per questo tipo di narrazione. Qualunque sia la risposta ( che non occorre che tu mi dia )  per questo tipo di contenuto è un ottima scelta. 
Mi piacerebbe farti notare errori di grammatica ma non la so quindi ti va bene.
Qualcuno ti ha scritto troppo bambinesco e io sono d'accordo con lui  ma poi  ripenso al commento che ti ho fatto l'altra volta. Stare in treno con qualcuno che ti racconta una storia e allora  mi immagino che in un film partirebbe un flash back e reciterebbe un bambino.
Adesso però devo cercare di dire qualcosa di negativo altrimenti passo per quello che   sa fare solo complimenti. Vado a rileggere.
Non capisco ( e per carità sarà perché vengo a leggere sempre tardi ) se questo ragazzino non è in italia  mi sarei aspettato  qualche parola classica spagnola, per farci assaporare un po' il suo accento. Questa è l'unica 'critica che mi sento di fare. ma ti prego di prenderla con le pinze. La faccio con enorme fatica
Ciao alla prossima

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×