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Niko

Planet Book (Gruppo CSA)

Post raccomandati

Nome: Planet Book

Catalogo: https://www.planetbook.it/index.php?option=com_virtuemart&view=category&virtuemart_category_id=0&Itemid=486

Modalità di invio dei manoscritti: inviare alla mail segreterialetteraria@planetbook.it biografia, sinossi, opera completa e recapiti 

Distribuzione: https://www.planetbook.it/index.php?option=com_content&view=article&id=141&Itemid=531

Sito web: https://www.planetbook.it/

Facebook: https://www.facebook.com/planetbookeditrice/

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Ci ha risposto Alessandro Labonia in modo molto approfondito e riporto gran parte di quanto ci ha comunicato:

 

Accettano esordienti, cito: "Planet Book è un marchio di lancio importante per gli autori esordienti e molti scrittori sono diventati autori più o meno noti grazie alle attività editoriali e di marketing di Planet Book."

Pubblicano con contributo o senza contributo in base all'opera, alle potenzialità di vendita (per genere e contenuti) e alla storia dell'autore (se ha pubblicato in passato e se ha attestazioni di vendita da esibire). Cito: "Si fatica a portare e tenere nelle librerie l'autore non noto e questo impone di ponderare sempre con attenzione il da farsi; perché se c'è qualità in un testo, allora una chance va data. Tra gli autori che hanno pubblicato con erogazione del piccolo contributo per una loro opera e che hanno avuto anche piccoli risultati di vendita di qualche centinaia di copie, vi sono tanti che hanno poi ripubblicato con Planet Book le loro successive opere con costi a esclusivo carico della casa editrice. Alcuni autori ora pubblicano con Planet Book regolarmente senza contributo e tanti autori, grazie alla prima pubblicazione con Planet Book, ora pubblicano regolarmente con il marchio madre CSA Editrice, che è Free."

 

Hanno argomentato quest'ultimo punto e riporto per trasparenza la risposta:

"La risposta deve essere però necessariamente argomentata. Tanti autori lo sono a livello amatoriale e lo fanno per se stessi, o scrivono testi non commercializzabili ma che tengono a  pubblicare per propri motivi (la raccolta di pensieri dell'anziana madre da regalarle all'80° compleanno per farle una sorpresa, la raccolta di poesie introspettive e con funzioni catartiche, il racconto di un anno della vita del club di tennis tavolo), vi sono autori che ti chiedono "voglio pubblicare quest'opera e mi servono subito 200 copie da utilizzare in presentazioni e concorsi), vi sono docenti e ricercatori che hanno bisogno di pubblicare la loro monografia perché dà loro crediti e fa curriculum ma non sono interessati alla commercializzazione, vi sono tanti autori-clienti-curatori che chiedono il preventivo per la pubblicazione e stampe di 2.000 copie degli atti di un convegno, dell'annuale della banca, della ricerca del ministero, ecc.

Alla luce di questo, ha senso parlare di editoria a pagamento ed editoria free? Tutte le case editrici pubblicherebbero un'opera commissionata dal Vaticano o un'opera finanziata con 10.000 euro da un bando. Se lo fanno Mondadori, Giunti, CSA, ecc. sono da considerarsi editori a pagamento? Allora va detto senza le ipocrisie e le mistificazioni degli ultimi due decenni, che tutte le case editrici del mondo sono a doppio binario; e per tale motivo la definizione "doppio binario" non ha senso di esistere. Siamo accolti in un elenco perché non siamo totalmente a pagamento e non siamo totalmente free (come non lo è nessun editore al mondo).

Quando a un autore è richiesto di contribuire, consigliamo di erogare la cifra come acquisto libri e non come consulenza. Questo perché le consulenza comportano un'Iva aggiuntiva del 22% che l'editore è costretto a girare tutta al fisco. La vendita di libri la si effettua con il 4% di Iva che paga direttamente l'editore e non incide sui costi dell'autore. Pertanto, l'autore più o meno a parità di costi, si ritrova con 50-100 copie del suo libro ed è un vantaggio."

 

Riguardo i servizi editoriali quali editing, correzione di bozze eccetera, se chiedono il contributo, tutti i servizi sono compresi. Se non chiedono alcun contributo, tutti i servizi sono egualmente compresi.

Sono distribuiti da Direct Book - Interscienze Srl, Fastbook (che è di proprietà del gruppo Messaggerie) e dai distributori interregionali per il Nord "Euroservizi" e Book Service (Catene Feltrinelli, Mondadori, Giunti, Ubik, ecc). Sono distribuiti anche tramite tutti i maggiori portali online italiani ed esteri (Mondadori, Feltrinelli, Amazon, Unilibro, Ibs, ecc.)

Promuovono gli autori tramite l'ufficio stampa e l'ufficio marketing, cito: "perché visti gli importi modesti richiesti come contributo (quando si richiede il contributo), Planet Book deve puntare a sostenersi esclusivamente dalle vendite dei libri. Il marketing prevede una miriade di attività che spieghiamo nel dettaglio quando inviamo una proposta di pubblicazione."

 

Secondo la nostra categorizzazione (su cui si può essere chiaramente d'accordo o meno ma che manteniamo intatta da anni) la discussione viene inserita in Doppio Binario.

Se qualcuno avesse esperienze dirette è invitato a condividerle.

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Ho pubblicato la mia prima opera con Planet Book con l'unico impegno di acquisto di un minimo di 50 copie. In quella cifra in realtà comprendono tutti i servizi di revisione, impaginazione, grafiche, promozione, ecc. Tutte le successive ristampe sono state effettuate senza costi da parte mia. Dato che il libro è stato venduto abbastanza bene per essere un'opera prima, le altre due pubblicazioni le ho pubblicate sempre con Planet Book ma senza alcun contributo o obbligo di acquisto di copie dei libri. Si tratta di una saga di narrativa per bambini e ragazzi e sta andando bene anche nelle scuole. Al Salone del libro di Torino l'editore, che ha organizzato una tavola rotonda alla quale ho partecipato sul tema dei miei libri, ha detto che tutta la mia produzione potrebbe passare con il marchio CSA Editrice e che dispiace solo dover rinunciare alle grafiche di Planet Book, già conosciute dai librai e dai distributori per la mia produzione letteraria.
 

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Mia figlia Aurora Vannucci ha pubblicato la sua prima opera con Planet  Book all'età di 11 anni (ora ne ha 14). Abbiamo contribuito acquistando  un certo numero di copie  che erano già prenotate ancor prima di riceverle, quindi praticamente noi non abbiamo avuto alcuna spesa effettiva a nostro carico.
Il secondo libro  di mia figlia l'abbiamo inviato sempre a Planet Book e questa volta ci hanno proposto la pubblicazione con il marchio CSA 
Editrice, quindi senza alcun costo per noi. La prima opera di mia figlia ha avuto un buon successo di vendita e di critica e anche la seconda è andata piuttosto bene. Si sono sempre comportati in modo serio, gentile e professionale. Direi per noi esperienza positiva."

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Planet Book è tra i marchi editoriali italiani che investono di più sugli autori esordienti ed emergenti; investe molto più che tutti i marchi blasonati i quali lavorano esclusiva con gli autori già noti rischiando zero. La metà della produzione di Planet Book è con costi a esclusivo carico dalla casa editrice.

Tanti autori che hanno pubblicato partecipando per la loro prima pubblicazione alla copertura minima dei costi iniziali (dell'ordine di un quarto dei costi che sostiene la casa editrice tra revisione, impaginazione, grafica, stampa, marketing), ora pubblicano regolarmente con Planet Book "senza" erogare più alcun contributo, grazie ai risultati ottenuti con la commercializzazione del loro primo lavoro. 

Per una valutazione gratuita della tua nuova opera, inviaci breve sinossi, testo completo, tua breve biografia e i tuoi recapiti a segreterialetteraria@planetbook.it

 

 

 

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Avendo partecipato a un concorso indetto dal loro gruppo, mi è stato chiesto dagli organizzatori che questa CE era interessata al mio testo e se poteva inoltrarmi una proposta editoriale. Giunta oggi: acquisto di un numero di copie per un controvalore oscillante tra le 800 e 100 euri circa.

No, grazie: ho maturato abbastanza esperienza nel settore per evitare accuratamente gli squali dell'EAP:asd: - tra l'altro per un manoscritto giudicato impubblicabile (a ragione) dal mio Agente di fiducia. 

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Planet Book non è certo tra gli squali dell'Eap visto che ha (avrebbe) chiesto 800 euro per una pubblicazione che probabilmente sarebbe costata 3000 euro alla casa editrice. Perché Planet Book investe sempre sulle opere che pubblica e se chiede 500 euro ne mette altri 1.500 per il lancio dell'opera nei primi 4 mesi. Poi mette il resto.

Ci piacerebbe andare nel dettaglio della proposta così da poter rispondere a chi mette faccine da cattivo scrivendo cose poco verificabili.

Il suo post è del 13 gennaio e lei ha scritto che le era appena arrivata la proposta. Il 13 gennaio Planet Book ha inviato una sola proposta a un partecipante del premio letterario citato e l'autore si chiama L.L. Il libro ha titolo di una parola e inizia con P. (giusto per parlare di cose vere). 

Proposta da 540 euro per 40 copie all'autore e a carico della casa editrice costi di stampa per tutte le tirature, costi per grafica, impaginazione, editing e successiva revisione per un testo di 360.000 battute con pesanti imperfezioni di tipo ortografico e redazionale (3 settimane di lavoro stimato a cura di un editor di professione), costi per le azioni di marketing e distribuzione, e tutto questo solo per avviare la pubblicazione. La proposta può entusiasmare o non piacere, ma se Planet Book propone la pubblicazione è perché vede nell'opera delle potenzialità per il medio-lungo periodo, e se chiede un contributo all'autore che (1) non ha pubblicazioni all'attivo, (2) ha pubblicato ma non ha  venduto, (3) ha proposto un testo non pronto per la pubblicazione, ecc. è perché intende investire alcune migliaia di euro sull'opera ma ritiene che un minimo di partecipazione "effettiva" da parte dell'autore debba esserci. Non è possibile che l'editore debba investire 2000-3000 euro nei primi tre mesi dalla firma del contratto per innalzare l'immagine di un autore che non vuol scommettere sulla sua opera neanche 540 euro, e che divertito afferma che il suo agente di fiducia gli ha detto che quel libro è impubblicabile. Bombe su bombe. Noi lavoriamo con passione e investiamo e reinvestiamo ogni centesimo disponibile e non è bello leggere post di anonimi imprecisi che cercano di danneggiare l'immagine dell'azienda con spregiudicata e mirata disinvoltura. Nome, cognome, titolo dell'opera e parliamo, con cognizione di causa, dei motivi che ci hanno indotti a formulare un certo tipo di proposta e dei motivi per cui su quell'opera, nonostante tutto, eravamo disposti a investire alcune migliaia di euro.    

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Ho inviato a CSA che sul forum è in Free e ricevuto proposta con acquisto copie da @Staff-Planet-Book. Non mi ero soffermata sull'appartenenza alLo stesso gruppo. Non ho neppure riportato la mia esperienza perchè la parte sulla non diffusione per la privacy in fondo alla mail mi ha messa con le spalle al muro. Non ho dato troppo peso alla proposta, non sono interessata ad alcuna forma di pubblicazione con contributo, credo nel valore della mia opera, romanzo per ragazzi sviluppabile in una serie, ma anche che per qualcuno questa formula possa essere appetibile. Ognuno si regoli come meglio crede.

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21 ore fa, Staff-Planet-Book ha scritto:

Planet Book non è certo tra gli squali dell'Eap visto che ha (avrebbe) chiesto 800 euro per una pubblicazione che probabilmente sarebbe costata 3000 euro alla casa editrice. Perché Planet Book investe sempre sulle opere che pubblica e se chiede 500 euro ne mette altri 1.500 per il lancio dell'opera nei primi 4 mesi. Poi mette il resto.

Ci piacerebbe andare nel dettaglio della proposta così da poter rispondere a chi mette faccine da cattivo scrivendo cose poco verificabili.

Il suo post è del 13 gennaio e lei ha scritto che le era appena arrivata la proposta. Il 13 gennaio Planet Book ha inviato una sola proposta a un partecipante del premio letterario citato e l'autore si chiama L.L. Il libro ha titolo di una parola e inizia con P. (giusto per parlare di cose vere). 

Proposta da 540 euro per 40 copie all'autore e a carico della casa editrice costi di stampa per tutte le tirature, costi per grafica, impaginazione, editing e successiva revisione per un testo di 360.000 battute con pesanti imperfezioni di tipo ortografico e redazionale (3 settimane di lavoro stimato a cura di un editor di professione), costi per le azioni di marketing e distribuzione, e tutto questo solo per avviare la pubblicazione. La proposta può entusiasmare o non piacere, ma se Planet Book propone la pubblicazione è perché vede nell'opera delle potenzialità per il medio-lungo periodo, e se chiede un contributo all'autore che (1) non ha pubblicazioni all'attivo, (2) ha pubblicato ma non ha  venduto, (3) ha proposto un testo non pronto per la pubblicazione, ecc. è perché intende investire alcune migliaia di euro sull'opera ma ritiene che un minimo di partecipazione "effettiva" da parte dell'autore debba esserci. Non è possibile che l'editore debba investire 2000-3000 euro nei primi tre mesi dalla firma del contratto per innalzare l'immagine di un autore che non vuol scommettere sulla sua opera neanche 540 euro, e che divertito afferma che il suo agente di fiducia gli ha detto che quel libro è impubblicabile. Bombe su bombe. Noi lavoriamo con passione e investiamo e reinvestiamo ogni centesimo disponibile e non è bello leggere post di anonimi imprecisi che cercano di danneggiare l'immagine dell'azienda con spregiudicata e mirata disinvoltura. Nome, cognome, titolo dell'opera e parliamo, con cognizione di causa, dei motivi che ci hanno indotti a formulare un certo tipo di proposta e dei motivi per cui su quell'opera, nonostante tutto, eravamo disposti a investire alcune migliaia di euro.    

@Staff-Planet-Book lo posso dire in romano? Ma de che state a parlà. Partecipazione "effettiva" dell'autore? Certo, sborsando soldi. Si dà il caso che lo scrittore scriva e l'editore, se ci crede, investa in quello che lo scrittore scrive. Punto. Successivamente ben venga  una strategia condivisa di comunicazione e promozione dell'opera pubblicata. Scusate il tono, ma gli arrampicatori sugli specchi mi danno ai nervi.

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Il 11/2/2020 alle 13:41, Staff-Planet-Book ha scritto:

e se chiede un contributo all'autore che (1) non ha pubblicazioni all'attivo, (2) ha pubblicato ma non ha  venduto, (3) ha proposto un testo non pronto per la pubblicazione, ecc. è perché intende investire alcune migliaia di euro sull'opera ma ritiene che un minimo di partecipazione "effettiva" da parte dell'autore debba esserci. Non è possibile che l'editore debba investire 2000-3000 euro nei primi tre mesi dalla firma del contratto per innalzare l'immagine di un autore che non vuol scommettere sulla sua opera neanche 540 euro, e che divertito afferma che il suo agente di fiducia gli ha detto che quel libro è impubblicabile. Bombe su bombe. Noi lavoriamo con passione e investiamo e reinvestiamo ogni centesimo disponibile e non è bello leggere post di anonimi imprecisi che cercano di danneggiare l'immagine dell'azienda con spregiudicata e mirata disinvoltura. Nome, cognome, titolo dell'opera e parliamo, con cognizione di causa, dei motivi che ci hanno indotti a formulare un certo tipo di proposta e dei motivi per cui su quell'opera, nonostante tutto, eravamo disposti a investire alcune migliaia di euro.    

 

Ma fatemi il piacere! Io l'ultimo romanzo l'ho pubblicato free con un editore serio di Roma, che a neanche 10 giorni dall'uscita dello stesso mi aveva già fissato un'intervista con "la storia oscura", programma di una radio di Roma, senza contare la pubblicità varia nei social.

Poi: io ho studiamo molto scrittura creativa e, col senno di poi, in merito a quel testo sono totalmente concorde col giudizio espresso da ben due top agent - tanto che l'ho pure cestinato.

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Il 11/2/2020 alle 19:54, Bambola ha scritto:

 ma anche che per qualcuno questa formula possa essere appetibile. Ognuno si regoli come meglio crede.

 

[...]Esistono società tipografiche che curano l'aspetto produttivo del libro, dall'impaginazione alla stampa. Sono società non selettive: pubblicano tutto ciò che gli viene proposto. E ovviamente c'è un prezzo da pagare[...] Fate attenzione alla cosiddetta "vanity press". Qual è la differenza tra servizi di stampa on-demand e vanity press? I secondi fingono di essere veri editori, vi manderanno una lettera in cui decanteranno le doti della vostra opera e si dichiareranno entusiasti di pubblicarvi. E poi vi chiederanno dei soldi. Mentre l'auto-pubblicazione è una scelta legittima, la vanity press va assolutamente evitata.

(tratto da Gotham Writers' Workshop, Lezioni di scrittura creativa, p.159).

 

E, aggiungo io: se paghi per pubblicare, automaticamente la grande editoria non ti prenderà più in considerazione.

Io queste persone le considero dei gran farabutti.

 

Chiedo venia allo Staff ma dalla fretta prima ho postato senza accorpare i messaggi: questo è l'ultimo, giurin giurello!

 

Quota

editing e successiva revisione per un testo di 360.000 battute con pesanti imperfezioni di tipo ortografico e redazionale (3 settimane di lavoro stimato a cura di un editor di professione)

 

Anche questo dimostra che non siete competenti in materia: un  content+proof  editing serio, svolto da *veri* professionisti, per un testo di tale estensione richiede almeno 6 mesi di duro lavoro in sinergia con l'autore stesso. Almeno che non stiamo parlando di mera correzione bozze, ma questo è un altro discorso.

Mi dispiace, ma col sottoscritto cascate molto male: state parlando con uno che se intende.:P

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Questo è un sito pieno di scrittori 'famosi' e d'esperienza che danno consigli agli esordienti e alcuni hanno persino l'agente. E ora arriveranno 10 commenti schiumosi da ciascuno di questi leoni da tastiera contro uno che si permette di testimoniare qual è la realtà.

Io ho pubblicato 16 opere e non mi sento uno scrittore, ma c'è chi forse ne ha pubblicata una o due o nessuna e può dare consigli a tutti. Se ne intende. C'è anche chi dichiara di non aver pubblicato mai e ogni giorno dà consigli agli altri e sputa veleno per liberarsi di quello che ha dentro.

Esperienza diretta. Ho pubblicato 12 opere con case editrici diverse. Poi ho conosciuto quelli di Planet Book e mi sono piaciuti. Sono diventati amici; e non per denaro, perché se devono rimetterci per farti un favore lo fanno. Primi due libri di poesie e gli ho chiesto direttamente il preventivo per 100 copie perché mi servivano. Io faccio altro per lavoro e non posso mettere in croce gli editori perché mi va di pubblicare per sfizio. Gli sfizi ce li dobbiamo levare con i soldi nostri, non con i soldi degli altri.

Invio una raccolta di racconti e dato che di uno dei due libri di poesie avevano miracolosamente venduto più di 100 copie, mi propongono un contratto senza contributo. Li ringrazio e gli dico che mi servono in ogni caso 100 copie.

Altra raccolta di racconti e di nuovo mi propongono la pubblicazione senza contributo perché qualche pazzo ha continuato a comprare i miei libri. Ho conosciuto nelle fiere altri autori che ora pubblicano senza contributo con Planet Book. Di che stiamo parlando allora? Mentre agli altri editori li chiamavo e rispondeva una segreteria telefonica, o non rispondeva nessuno, quando li chiamo rispondono sempre e si sbattono per risolvere i problemi. Ho anche un numero di cellulare aziendale a cui posso chiamare per urgenze in orari o giorni di chiusura. Con loro mi sento tranquillo, assistito e stanno anche aumentando i miei lettori nel mio stupore. La gente bisogna conoscerla per parlarne, e bisogna anche fare autocritica se le proposte desiderate non arrivano.

Se uno è uno scrittore riceve una proposta per scrittori, se uno scrive per passare il tempo, e che è scrittore lo sa solo lui, non pretenda e non critichi chiudendosi la mente. Lo scrittore scrive e l'editore pubblica. Quale scrittore? Gli scrittori veri hanno la mente aperta, non sono qualunquisti. Magari uno scrive con i piedi, o del suo viaggio in moto dove non è successo assolutamente nulla, o poesie stucchevoli e si arrabbia perché gli editori non ci mettono i soldi per fargli fare il figo.

Qui non siamo scrittori; scriviamo per diletto, perché ci piace e perché ci fa bene. Se diventeremo molto bravi, un giorno ci arriverà una proposta di pubblicazione adeguata.

Questi di Planet Book sono competenti in tutto, disponibili, non ti illudono e affrontano i problemi per risolverli. Per quello che serve a me li preferisco anche a grandi marchi che come assistenza hanno un call center o un form da compilare sul sito.

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@Iopensopositivo benvenuto :) ci piacerebbe che i nuovi utenti si presentassero in Ingresso, di cui ti lascio il link diretto qui, prima di interagire nelle diverse sezioni del forum. Ti aspettiamo in Ingresso.

 

Invito tutti: @Foolwriter, @Iopensopositivo @ebreovenutodallanebbia a mantenere dei toni civili e a riportare in questo thread unicamente le vostre esperienze dirette con la CE Planet Book.

Queste discussioni sono fatte per scambiare esperienze in modo che, chi le consulterà, potrà avvalersi delle testimonianze; in questo forum abbiamo discussioni più o meno su ogni argomento, se non ne trovate uno per discutere delle vostre opinioni, siete liberi di aprirne una nuova. 

Ripeto che questa non è la sede giusta per niente altro che non siano esperienze dirette con Planet Book e che i toni devono rimanere educati.

Grazie e buona continuazione.

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Il 14/2/2020 alle 15:37, Foolwriter ha scritto:

E, aggiungo io: se paghi per pubblicare, automaticamente la grande editoria non ti prenderà più in considerazione.

Io queste persone le considero dei gran farabutti.

 

Intervento di moderazione

 

@Foolwriter tu sei libero di considerare ciò che credi, ma non di offendere senza motivo.

Ti ricordo che la pubblicazione a pagamento, con contributo, acquisto copie o qualsiasi altra forma di sovvenzione è perfettamente legale in questo paese; quali che siano i tuoi principi ti diffido dall'esprimerti in questo modo nei confronti di chi svolge un'attività lecita. 

Ricordo altresì che non è consentito rispondere pubblicamente a un intervento di moderazione.

E ora per cortesia continuiamo la discussione in toni cortesi e nel merito delle esperienze con queste editore, come già ha esortato a fare la collega che mi ha preceduto.

Grazie a tutti per la collaborazione.

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@Iopensopositivo oh capirai, è arrivato il fenomeno! Ah bello, ti ricordo che sono stati loro a cercarmi, non viceversa, tra l'altro per un'opera impubblicabile e con scarsissimi sbocchi commerciali (esperienza ex post).

Tra l'altro, le conosco queste pratiche: avranno di sicuro contattato tutti i finalisti di quel concorso, altro che opera selezionata, dal momento che nemmeno hanno capito chi sono (Non mi chiamo L. L.! xD )

Ciò detto, nel frattempo per quella stessa opera mi è stata poi avanzata una proposta 100% free da un'altra CE, che ho dovuto però rifiutare per clausole contrattuali di esclusiva in essere.

 

Comunque, toglimi una curiosità: di queste tue fantomatiche 12 pubblicazioni c'è per caso anche qualche - che  ne so, GeMS? S&K?..perché sai, è sempre la qualità quella che conta(y)

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Quota

@Iopensopositivo benvenuto :) ci piacerebbe che i nuovi utenti si presentassero in Ingresso, di cui ti lascio il link diretto qui, prima di interagire nelle diverse sezioni del forum. Ti aspettiamo in Ingresso.

 

Ecco, tra l'altro, questo è pure nuovo e subito entra a gamba tesa a difendere a spada tratta i suoi paladini. Credibilità al top. xD

 

Stendiamo mille veli pietosi.

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Intervento di moderazione

 

@Foolwriter continui a intervenire in modo inopportuno anche dopo l'intervento di moderazione e noto che in tutte le discussioni mantieni lo stesso tono. Visto che altrove hai detto che non te ne importa nulla e possiamo anche cancellarti l'account ti accontento: La tua presenza qui non è più gradita.

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