Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Kalim Crumben

[LP 4 fuori concorso] Catarsi

Post raccomandati

 

Buon pomeriggio! Non ho potuto partecipare all'ultimo contest, ma ho dato una curiosa occhiatina alle tracce... Provo a farmi perdonare proponendovi questo componimento sulla traccia 3.

 

 

Rimasi a guardare il mondo disgregarsi,
guardare la vita che mi passava davanti
e all’improvviso fui intimidita da un’esplosione.
Tanti piccoli sussurri s’univano in un vocione
e poi la pace di un silenzio non atteso.
Sollevai lo sguardo con negli occhi un sorriso:
la mia coscienza accennava liberi pensieri
e una nuvola disegnava voli.

Ero stata un piccolo essere, morbido,
sospeso in aria come le nuvole,
che aveva smesso di disegnare
perché l’acqua sulla sabbia
avrebbe rimosso la sua traccia.
Da quel giorno divenni
un’unica cenere, un solo vocione
e vidi in me stessa l’universo che respira.

Tutta la vita mi riempiva.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Kalim Crumben, come tu hai proposto un'interessante chiave di lettura della mia ultima poesia, così volevo fornire la mia "interpretazione".

Ho letto l'intera poesia e non posso che notare fin da subito l'accostamento con il film della traccia 3.

E' interessante notare la divisione tra un "prima " ed un "dopo" :nella prima strofa il passaggio da un momento di caos (disgregazione....esplosione) ad uno di relativa tranquillità (pace,silenzio), che io associo ad una lettura quasi in chiave sociale (liberazione dalle costrizioni, dagli automatismi che ci imprigionano).

In particolare avverto specialmente nell'ultima strofa e nel verso finale la consapevolezza dell'importanza del passo che è stato appena fatto , la liberazione dalle catene precedentemente descritte che confluisce finalmente in un espressione quasi panica : "e vidi in me stessa l’universo che respira, Tutta la vita mi riempiva".

In queste ultime parole intravedo una sorta di "riscatto" dalla condizione iniziale di caos e devastazione, una sorta di "paradiso perso " e poi ritrovato. uno stato originario di cui avevi memoria e che finalmente hai ritrovato.

bellissima poesia, l'ho davvero apprezzata, complimenti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, segg99 ha detto:

Ciao @Kalim Crumben, come tu hai proposto un'interessante chiave di lettura della mia ultima poesia, così volevo fornire la mia "interpretazione".

Ho letto l'intera poesia e non posso che notare fin da subito l'accostamento con il film della traccia 3.

E' interessante notare la divisione tra un "prima " ed un "dopo" :nella prima strofa il passaggio da un momento di caos (disgregazione....esplosione) ad uno di relativa tranquillità (pace,silenzio), che io associo ad una lettura quasi in chiave sociale (liberazione dalle costrizioni, dagli automatismi che ci imprigionano).

In particolare avverto specialmente nell'ultima strofa e nel verso finale la consapevolezza dell'importanza del passo che è stato appena fatto , la liberazione dalle catene precedentemente descritte che confluisce finalmente in un espressione quasi panica : "e vidi in me stessa l’universo che respira, Tutta la vita mi riempiva".

In queste ultime parole intravedo una sorta di "riscatto" dalla condizione iniziale di caos e devastazione, una sorta di "paradiso perso " e poi ritrovato. uno stato originario di cui avevi memoria e che finalmente hai ritrovato.

bellissima poesia, l'ho davvero apprezzata, complimenti.

Grazie a te, sono contenta che ti sia piaciuta!
E' sempre bello e costruttivo scambiarsi considerazioni qui su WD. Credo che sia importante ascoltare anche il punto di vista del lettore, dato che spesso, noi poeti, ci ritroviamo ingabbiati nei nostri stati d'animo o riflessioni, che alle volte finiscono per diventare criptiche, proprio perché estremamente intime.
Non considererei questa poesia "estremamente" intima, ma sicuramente descrive la nostra moderna condizione di esistenza, una condizione di collettivo disordine, ansia e inquinamento (sia ambientale che mentale) della quale tutti siamo, ahimè, vittime in un certo qual modo.
Mi fa piacere che tu abbia riconosciuto una sorta di panismo: è proprio un passaggio chiave che volevo cercare di trasmettere, ovvero il fondersi con il respiro dell'universo, diventare un'unica cenere. Tutti moriremo e quando accadrà saremo cenere e poltiglia senza distinzione di sesso, razza, religione...
In verità, mentre scrivevo, pensavo anche a un'idea di distacco dalla realtà materiale, che avrebbe portato ugualmente a una pace interiore. E forse questo distacco c'è ancora, tra le righe, come se unendoci a un "Tutto" annullassimo tutti i particolari superflui delle nostre vite e, quindi, in questo assumessimo un atteggiamento mentale di distacco. Stoico. Ma forse si tratta di una chiave ancora più sottile...

 

Grazie ancora e buona serata :)

 

 

P.S.: Ad ogni modo, sono curiosa di leggere anche altri commenti, se ne avete!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×