A me partecipare al Calvino è piaciuto, non mi sono pentito dei soldi che ho speso e al contrario mi dispiace non partecipare anche quest'anno (se non lo faccio è solo perchè non ho nulla di nuovo da proporgli). Ora c'è da capire perchè mi sia piaciuto. Ho l'impressione che molto dipenda dal fatto che mi ha tenuto vivo per circa nove mesi, tra l'attesa di vedere se rientravo tra i finalisti e poi tra i segnalati. Non ho portato a casa niente, solo una scheda che dice che ho una bella penna ma che ancora non l'ho usata al meglio. Molti potranno pensare che sia stato questo ad appagarmi, la consolazione di vedermi riconosciuta la possibilità di essere uno scrittore, una sorta di credibilità letteraria, ma vi assicuro che non è così. Non mi basta questa credibilità, voglio incontrare le persone in metropolitana che leggono un libro che ho scritto io e voglio scorgere sui loro visi l'espressione di chi è talmente coinvolto in quello che sta leggendo che rischia di non accorgersi di essere arrivato e che è il momento di scendere dal treno. La certezza di essere letto e quella di ricevere un feedback che ritengo tutto sommato qualificato è sicuramente l'appeal di questo Premio. I costi che si devono sostenere sono a mio avviso accettabili, anche se mi rendo conto che la cosa può essere molto soggettiva (la mia è la valutazione di uno che lavora stabilmente da vent'anni e non può essere identica a quella di uno studente o di un precario). La tempistica e le modalità con cui il tutto si sviluppa ho già avuto modo di definirle un tantinello sadiche, ma ne comprendo le ragioni (servono ad alimentare l'attesa lungo tutto il ciclo di vita del concorso). Quello su cui invece vi invito a riflettere è la presa che il Premio ha sull'editoria. La mia impressione è che stia un po' scemando, almeno a giudicare dalle case editrici con cui hanno pubblicato o si apprestano a pubblicare i finalisti. Tranne pochissime eccezioni, si stratta di CE medio piccole, non particolarmente blasonate. Sì lo so, magari molti di noi si farebbero comunque tagliare un braccio pur di pubblicare con queste CE, ma rispetto al passato mi sembra non si possa negare che ci sia stato un netto peggioramento. Come si può spiegare questa cosa? Forse i manoscritti arrivati in finale la scorsa edizione non erano poi così belli (livello non particolarmente eccelso dell'edizione? Comitato di lettura che ha selezionato male?); forse il premio Calvino non ha più quella forza di muovere i big; o forse questa è solo un'altra di quelle cose che si spiega con la più generale crisi dell'editoria. La risposta non la conosco. Mi scuso per essermi dilungato troppo e spero comunque di essere stato di aiuto a qualcuno. In bocca al lupo a chi parteciperà.
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