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Ippolita2018

[LP 4] Ecpirosi

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Traccia 3

 

Mi è caduta a terra
l'urna con le tue ceneri
ho cercato i tuoi occhi —

 

Preferisco un corpo seppellito nella terra
lì posso bagnare le primule
scacciare le zanzare
nella cenere non riesco a trovare
le tue dita
eppure tante volte le hai usate 
per cucire gli orli.
 

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La primissima cosa che mi ha colpito della tua poesia, @Ippolita2018, sono I vari livelli di interpretazione e lettura che sei riuscita a inserire in poche righe. Il titolo poi è una perla.

 

Parli di una persona cara che è stata cremata dopo la morte (suppongo, ma non ne sono certa perché - volutamente? ;)- non dai nessun indizio sicuro, si tratti della madre che  rammendava e sistemava gli abiti). Il titolo si riferisce ad alcune teorie secondo cui l'universo vive periodi di espansione e poi di contrazione con ritorno al fuoco originario. Quel fuoco che ha fatto tornare cenere (polvere eri e polvere tornerai) la persona cara è lo stesso fuoco che riassorbira l'intero universo. Questo parallelismo tra il destino di tutto il creato e di un singolo individuo è molto evocativo e filosofico. 

E poi metti nei tuoi versi anche tutta la nostalgia della persona amata scomparsa. Si percepisce forte questa emozione, nonostante tu abbia scritto si e no una manciata di parole, e in questo lavoro di sintesi emotiva sei stata strepitosa. Nel tuo

"eppure tante volte le hai usate 

per cucire gli orli"

c'è tutto il senso di vuoto lasciato da un gesto così quotidiano, così semplice ma che è molto carico di amore e attenzioni (questa persona si prendeva cura dell'io narrante anche cuocendo gli orli degli abiti, risistemandoli a misura). Quelle due righe, col loro calore materno, fanno chiudere la gola per l'emozione. A me è arrivata dentro, precisa al centro del bersaglio. Cosa c'è di più rassicurante delle mani di una madre, che tanto fanno per un figlio in tutta la sua esistenza. Il loro venire a mancare, fa mancare la terra sotto i piedi, fa crollare in ginocchio e fa sentire soli e fragili. 

 

Se poi non pensavi alla madre, lo stesso si può dire di chiunque abbia avuto verso di noi delke attenzioni e eelke premure. 

 

Bellissimo questo passaggio:

4 ore fa, Ippolita2018 ha detto:

Preferisco un corpo seppellito nella terra
lì posso bagnare le primule
scacciare le zanzare

Quasi a non sentirsi in grado di onorare la memoria della defunta se non ci di trova davanti al sepolcro (c'è anche, per caso, qualche riferimento al Foscolo oppure sono io che ho distorto il senso?). 

 

Per me, il tuo lampo è un piccolo capolavoro, curato, emozionante. 

 

Bravissima 

 

Talia 

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È molto bella @Ippolita2018, mi piace la concretezza degli occhi e delle dita: il loro compito nel mondo è vegliare e curare e se si pensa a come si muovono si chiude il cerchio della poesia.  

Ciao :)

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Grazie, @Talia, per il bel commento, così attento e argomentato. Sono felice che le mie righe abbiano, come tu gentilmente scrivi, centrato il bersaglio. Giustissimo il riferimento alle "illusioni" di Foscolo: mi ci fai pensare tu ora. Grazie per le belle parole.

 

@Edu, @Lauram, ringrazio molto anche voi per l'apprezzamento.

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@Ippolita2018 :)

 

Ho inteso questa poesia come un Manifesto pro sepoltura tradizionale. Abbiamo bisogno di avere un corpo da piangere e non polvere.

Ed è il migliore complimento che trovo da farti per questa particolare poesia, che mi ha emozionato. Brava!

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Mi stavo chiedendo: ma nessuno ha scelto la terza traccia? Io avrei scelto quella, l'esplosione, la donna che la guarda a poca distanza, la profondità di campo. Ci si poteva costruire qualcosa. Ma tu lo hai fatto veramente molto bene. L'urna è esplosa al posto del cielo! Mi piace tantissimo quest'immagine, da lì hai costruito tutto il resto con semplicità. Dalle ceneri a una donna che cuce, una madre o una nonna, forse. Quasi come se l'esplosione, diventata urna che cade, ti avesse buttato indietro nel tempo in una stanza dei ricordi. Brava!

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Il 2/6/2019 alle 16:57, INTES MK-69 ha detto:

mi sono veramente piaciute queste tue dita che cuciono gli orli. Ma anche le zanzare che scacci non sono male.

Grazie davvero, @INTES MK-69.

 

@Poeta Zaza

Ciao, Mariangela, ti ringrazio per le tue parole. Sono felice di averti emozionata. Non mi sento, però, di considerare il mio scritto un "manifesto pro": una signora che conosco conserva l'urna con le ceneri della persona amata tra i rami di un tiglio che piantarono insieme, ed è felice di vederla lì, in alto. Grazie ancora!

 

p.s.: hai notato il titolo in italiano? ;) 

 

 

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5 minuti fa, Ippolita2018 ha detto:

 

p.s.: hai notato il titolo in italiano? ;) 

 

 

Sì, finalmente :si: (ho pensato, in un primo tempo) ma non ti ho detto niente perché per me quella parola, riferita ai tuoi versi, è come se fosse arabo! O_O

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@Ippolita2018 tu sei la meraviglia delle meraviglie. Mi colpisce ogni volta, eppure dovrei ormai conoscerti, la cura che metti nelle tue poesie, a partire dal titolo per passare poi ai versi armonici. Questa volta credo che ti sei persino superata. Mi hai emozionato, anzi mi ha emozionata la donna che ho immaginato con l'urna tra le mani che cade "accidentalmente". Un poema bello, sentito. Non brava. Di più!

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Cara @Ippolita2018 la tua poesia è di una bellezza disarmante. Mi stringe la gola in una morsa a tenaglia.

Mi hanno colpito tantissimo le tue parole. Hanno scavato un nuovo vuoto in un'assenza già profonda e insostenibile.

Terribilmente meravigliosa.

 

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Il 1/6/2019 alle 17:59, Ippolita2018 ha detto:

 

Preferisco un corpo

seppellito nella terra
lì posso bagnare le primule
scacciare le zanzare


nella cenere non riesco

a trovare le tue dita
eppure tante volte le hai usate 
per cucire gli orli.
 

Ciao @Ippolita2018, che ne pensi di inserire uno spazio all'interno della seconda strofa come evidenziato sopra?

 

A parte questa proposta, dettata da un gusto personale, la tua poesia la trovo di una bellezza disarmante: linguaggio semplice, ma profonda nei contenuti, 

intima, ma allo stesso tempo dal valore universale.

Che dire, cara Ippolita… Chapeau :rosa:

 

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Grazie, @Elisa Audino, della bella interpretazione e delle tue parole.

 

21 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

per me quella parola, riferita ai tuoi versi, è come se fosse arabo

È la prima parola che mi è venuta in mente dopo aver visto le immagini che ci ha proposto Anglares: oramai mi sono abituata ad assecondare i "lampi", e l'ho usata come titolo. La conflagrazione finale del film mi ha riportato alle fiamme che avvolgono la bara nell'atto della cremazione, ma sono ottime anche le ipotesi di @Talia, che cita la teoria stoica, e di @Elisa Audino, che punta l'attenzione sull'urna che esplode. Grazie, @Poeta Zaza: prima o poi troverò un titolo che ti piace! ;)

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@Emy, @Amara, care, non so come ringraziarvi per le parole meravigliose che mi avete riservato. Mi avete fatto arrossire! :love3:

 

Il 4/6/2019 alle 02:18, Sira ha detto:

che ne pensi di inserire uno spazio all'interno della seconda strofa come evidenziato sopra?

Cara @Sira, penso che sia una eccellente idea, che adotterò senz'altro. In verità, gli stacchi in questo componimento mi hanno fatto molto penare: alla fine ho inserito il trattino e sono andata a capo con la maiuscola. Quello che tu proponi è proprio quello che mancava: mi si era affastellato tutto nella mente e ho faticato a separare i versi. Ti ringrazio tanto, grazie per il tuo graditissimo giudizio! :)

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Un'autrice, che mi piace molto, ha in casa le ceneri dei suoi cani.

Un giorno mi sono detta: cose succederebbe se spolverandole le cadessero?

 

Sarebbe stato un incipit di un mio racconto, questa rottura dell'urna. Non sarei riuscita a renderlo come hai fatto tu.

Non proverò più neanche a usarla, l'immagine.

 

Grazie, DGDAT, A. :flower:

 

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13 ore fa, Rica ha detto:

Non proverò più neanche a usarla, l'immagine.

Ma come! Io aspetto il racconto.

Grazie, @Rica, sono felice quando ti piaccio :rolleyes:

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@Ippolita2018, ciao. 

 

Penso sia la quarta volta che leggo questa poesia, e piùa leggo più mi piace, così dolce e delicata che incanta e commuove. Mi parla di assenza, e di presenza fisica (le ceneri) di una assenza che fa buchi intorno ad una vita normale. 

Il 1/6/2019 alle 17:59, Ippolita2018 ha detto:

Mi è caduta a terra
l'urna con le tue ceneri
ho cercato i tuoi occhi —

Questo è il pezzo che amo di più: mi colpisce l'immagine, che a primo impatto è quasi terrificante o orrorifica (io vedo proprio una donna inginocchiarsi e cercare degli occhi fisici, umani e vivi, in mezzo alle ceneri del suo morti), e poi si fa dolce, tenace come solo una donna sa essere nel perseverare in mille strade diverse per ricongiungersi a qualcuno che ama. E questa donna cerca tracce di cose possibile, occhi che sono indici di percorribilità a ritroso, fino a ritrovarsi, vedersi ancora in questo mondo, senza filtri vivi-morti. E vedo una speranza, forse ingenua ma tremendamente commovente per me, nell'attendere, anche solo per un istante, che qualcosa, dal mezzo di quelle ceneri, esca davvero, si muova, sia vivo. 

 

Il 1/6/2019 alle 17:59, Ippolita2018 ha detto:

Preferisco un corpo seppellito nella terra
lì posso bagnare le primule
scacciare le zanzare
nella cenere non riesco a trovare
le tue dita
eppure tante volte le hai usate 
per cucire gli orli.

Anche qui il discorso è sul piano fisico, concreto: a me fa capire che la cenere è troppo evidente, troppo nuda per riuscire a consolare. Mette in mostra la morte, sottolinea la mancanza di qualcuno, come invece non fa una bara, che nasconde agli occhi e lascia immaginare che qualcosa, ancora, magari lontano, magari solo dentro di sé, ci sia. E l'immaginazione, il pensiero, in parte può colmare quel vuoto perché può pensarlo riempito. Ma le ceneri non lo permettono, strappano quest'illusione, gettano in faccia la mancanza di occhi, di dita che prima c'erano e adesso non ci sono più. E si rimane con la bocca dello stomaco chiuso a chiedersi come sia possibile tutto questo, dove sono adesso quelle dita, che nelle ceneri, che non sono e non saranno mai la persona, non ci sono. 

 

Io sono sempre stata per preferire le ceneri alle bare, ma mi hai fatto quasi cambiare idea facendomi immedesimare con quella donna che leggo disperata, incredula e molto molto sofferente. Vorrei abbracciarla e farle dirigere lo sguardo altrove, su cose che parlano di un trascorso di quella persona nelle cose del mondo, che lo provino, non che lo neghino come le ceneri. 

 

Comunque, complimentissimi. È una poesia meravigliosa. 

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Il 9/6/2019 alle 17:04, Shikana ha detto:

a me fa capire che la cenere è troppo evidente, troppo nuda per riuscire a consolare. Mette in mostra la morte, sottolinea la mancanza di qualcuno, come invece non fa una bara, che nasconde agli occhi e lascia immaginare che qualcosa, ancora, magari lontano, magari solo dentro di sé, ci sia. E l'immaginazione, il pensiero, in parte può colmare quel vuoto perché può pensarlo riempito. Ma le ceneri non lo permettono, strappano quest'illusione, gettano in faccia la mancanza di occhi, di dita che prima c'erano e adesso non ci sono più. E si rimane con la bocca dello stomaco chiuso a chiedersi come sia possibile tutto questo, dove sono adesso quelle dita, che nelle ceneri, che non sono e non saranno mai la persona, non ci sono. 

Grazie, @Shikana, per il tuo commento così intenso. È stato un piacere leggerlo. Sono felice di averti colpito così profondamente, un saluto e ancora grazie.

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