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Amara

Il bacio del sale

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Ondeggiano alghe scure

Incastrare ai tuoi capelli

Catturati dal mare

Mai più saranno belli.

 

Le mani bianche, perse

Movimento lento delle gambe

Imposto dalle onde emerse

Imprigionano nel gelo entrambe.

 

Ti adorna la schiena

Un fiore rosso cremisi

Sul viso la pena

Non hai più sorrisi.

 

Il pube scoperto

La gonna a corolla

Lo sguardo ormai spento

Intorno, la folla.

 

La bocca socchiusa

Priva di vita

La gente confusa

Ti guarda avvilita.

 

Gli occhi sbarrati

Annacquati e diversi

Di sogni agognati

Tra  i flutti, dispersi.

 

Le braccia allargate

A cercare calore

Le mani ferite

A schermare l'orrore.

 

Il sale guarisce

Da qualsiasi ferita

Ma mai restituisce

Il mare una vita.

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Ciao @Amara,

non ti ho mai scritto, prima. Dato che non hai commenti, comincio ora!

Molto interessanti le tematiche, tutte profonde: l’omicidio (anche se, inizialmente, uno avrebbe potuto pensare ad un suicidio, almeno finché non nota la ferita sulla schiena), il mare, il messaggio. 

Mi sono piaciuti questi passaggi: 

 

12 ore fa, Amara ha detto:

 

Ti adorna la schiena

Un fiore rosso cremisi

Sul viso la pena

Non hai più sorrisi.

 

la contrapposizione tra il mare ed un prato, con i suoi fiori, metafora della parte in cui è entrato il proiettile.

 

12 ore fa, Amara ha detto:

Il pube scoperto

La gonna a corolla

Lo sguardo ormai spento

Intorno, la folla

 

Bello il passaggio netto tra la scena descritta e la folla intorno, lo spostamento dell’oggetto.

 

12 ore fa, Amara ha detto:

Il sale guarisce

Da qualsiasi ferita

Ma mai restituisce

Il mare una vita.

 

Bellissima immagine, molto vera ed anche attuale. Non so se la tua sia anche una denuncia delle morti di cui si legge ogni giorno.

 

In conclusione: mi è piaciuta molto, in generale. Unica nota, se posso: la rima. Troppa rima e troppo schematica, amo più la rima libera, nel corpo del testo.

 

A rileggerci! 

Ciao! :-)

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@Giulio Santoni bentrovato.

Grazie per esserti soffermato a leggere e di aver lasciato un commento.

Sto sperimentando nuovi confini dell'arte di scrivere. 

Non scrivo spesso poesie, se lo faccio, solitamente sono in romano.

Un caro amico @Edu mi ha chiesto di cimentarmi tempo fa, cercando di creare una struttura nella poesia, perché spesso tendo a scrivere in modo istintivo e  per niente studiato. Quindi, avevo quest'immagine in testa che mi tormentava. Ho trovato per caso, navigando sul web, la foto di una ragazza morta affogata dal fidanzato.

In realtà ho poi trasformato la notizia, collocandola al mare (la ragazza è stata uccisa al lago) e ho voluto inserire la violenza sessuale e le ferite da coltello.

13 ore fa, Amara ha detto:

Ti adorna la schiena

Un fiore rosso cremisi

Sul viso la pena

Non hai più sorrisi.

 

Il pube scoperto

La gonna a corolla

Lo sguardo ormai spento

 

13 ore fa, Amara ha detto:

 

Le braccia allargate

A cercare calore

Le mani ferite

A schermare l'orrore

Spesso è quello che mi circonda a ispirarmi. Scrivo il più delle volte storie macabre, horror, eppure avverto la realtà più spaventosa di qualsiasi fantasia.

Sono contenta ti siano piaciuti questi miei versi, nonostante abbia tentato di prestare attenzione e di prendermi tutto il tempo per scriverla sono riuscita solo a limitarmi nel conteggio di quartine e terzine. Ma non le ho prestato comunque tutto il tempo necessario, perché l'ho scritta di getto e in dieci minuti ho voluto terminarla.

Credo non sia completamente riuscita e che ci siano degli errori. 

Sono fermamente convinta che il mio più grande difetto quando scrivo sia "l'impazienza". Sto cercando di migliorare questo aspetto e sono sicura che con il tempo e i consigli che ricevo e riceverò potrò perfezionare il mio stile.

Grazie di cuore per il tuo commento. 

A presto.

 

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Se in dieci minuti hai scritto questo, wow. La descrizione perfetta del dentro e dell'intorno. Molto bella @Amara <3

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2 minuti fa, Lauram ha detto:

Se in dieci minuti hai scritto questo, wow. La descrizione perfetta del dentro e dell'intorno. Molto bella @Amara <3

Amore mio, sei troppo buona con me. 

Dovresti ogni tanto scrivermi qualche commento al vetriolo! Ti vorrei comunque bene sai?

Grazie<3

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Ciao @Amara

Ti lascio qualche impressione, mi hai molto colpita, perché la poesia arriva. 

 

L'acqua, elemento che dona la vita, culla la morte - se ho capito bene violenta--di questa donna. L'acqua vitale è però l'acqua dolce, l'acqua salata può "curare alcune ferite" ma non può dare la vita. Nella tua poesia una donna, probabilmente vittima di una violenza

19 ore fa, Amara ha detto:

Le mani ferite

A schermare l'orrore.

muore e il suo cadavere viene gettato nel mare. 

 

Come spesso accade una folla di curiosi arriva a guardare lo scempio, come spesso accade arriva troppo tardi e solo la confusione serpeggia in questi spettatori. 

19 ore fa, Amara ha detto:

Intorno, la folla.

 

19 ore fa, Amara ha detto:

La gente confusa

Ti guarda avvilita.

Non so se nel tuo "avviliti" c'è anche un po' di rimorso. A volte le persone sanno che ci sono situazioni che potrebbero degenerare, ma preferiscono farsi gli affari propri finché non accade l'irreparabile. Non so se volevi dire questo, io l'ho percepito. 

 

19 ore fa, Amara ha detto:

Ondeggiano alghe scure

Incastrare ai tuoi capelli

Catturati dal mare

Mai più saranno belli.

Questa immagine è terrificante, ho visto i capelli di questa donna galleggiare a pelo d'acqua impastati con le alghe morte che il moto ondoso fa affiorare. I capelli sono una delle cose che una donna cura per tenere al suo aspetto estetico, nel descriverli così mostri come la morte annienti il desiderio di sentirsi attraenti.

 

19 ore fa, Amara ha detto:

Ti adorna la schiena

Un fiore rosso cremisi

Sul viso la pena

Non hai più sorrisi.

Qui fai un primo accenno alla violenza subita, non so se ho capito bene, ma il fiore rosso l'ho inteso come il segno di una pugnalata, la più vile perché inferta alle spalle. E poi nei due versi finali ritorna questa sensazione della morte che annulla la vitalità in senso negativo: solo la pena provata negli ultimi istanti di vita è rimasta stampata nell'espressione, non c'è più spazio per i sorrisi e la gioia, e mai più ce ne sarà. 

 

19 ore fa, Amara ha detto:

pube scoperto

La gonna a corolla

Non so se con questi due versi volevi mostrare di nuovo come la morte violenta abbia annullato qualunque velleità estetica, rendendo il cadavere trasandato, oppure se c'è stata anche violenza sessuale su questa donna. Di fatto ho trovato anche questa immagine molto forte e potente. 

 

19 ore fa, Amara ha detto:

Gli occhi sbarrati

Annacquati e diversi

Di sogni agognati

Tra  i flutti, dispersi.

Ancora una volta la morte che annienta e vince sul desiderio di vita, sui sogni, sulle speranze. Una vita stroncata nella sua pienezza e nella sua voglia di essere vissuta. 

 

19 ore fa, Amara ha detto:

Le braccia allargate

A cercare calore

Le mani ferite

A schermare l'orrore.

Questo quattro versi, a coppie di opposti, sono molto ben costruiti. La donna, che sempre più mi immagino giovane e vitale, che chiedeva amore a piene mani, viene mostrata deturpata dalla violenza proprio nel gesto della sua richiesta d'amore. 

 

19 ore fa, Amara ha detto:

Il sale guarisce

Da qualsiasi ferita

Ma mai restituisce

Il mare una vita.

Questa chiusa è davvero molto evocativa, rendi benissimo il senso del non ritorno. 

 

Ho apprezzato moltissimo le rime, il ritmo e la metrica con cui hai costruito la tua poesia, i versi hanno melodia, anche se sono secchi e sincopati, come un singhiozzo di disperazione. 

Soltanto una quartina secondo me, da un punto di vista metrico, è meno riuscita (ma lo dico con incompetenza, eh, solo a orecchio mi sembra non avere lo stesso ritmo del resto del componimento), cioè questa:

19 ore fa, Amara ha detto:

Le mani bianche, perse

Movimento lento delle gambe

Imposto dalle onde emerse

Imprigionano nel gelo entrambe

Ma probabilmente è colpa mia che non so coglierne l'armonia. 

 

In generale, a mio parere, il pezzo è riuscitissimo, evoca immagini e sensazioni forti nel contesto di un evento tragico che sei riuscita a descrivere perfettamente includendo anche quella cornice di curiosi che sempre gravità attorno a queste disgrazie. 

 

Di donne straziante, violentate, ridotte in schiavitù, uccise dal pregiudizio, dall'ignoranza e dalla prepotenza si sente raccontare spesso nelle cronache quotidiane. Credo tu sia riuscita a cogliere quel momento da cui non è più possibile avere giustizia per loro. 

 

Brava. 

 

Talia 

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@Taliacarissima grazie per il passaggio e il commento.

Hai colto in pieno il senso profondo del testo.

Sì, descrivo una donna nel fiore più bello dei suoi anni, della sua giovinezza.

È stata violentata e uccisa. 

Nella mia immaginazione ha cercato di farsi scudo con le mani mentre il suo carnefice la accoltellava e infine la feriva a morte con una coltellata alla schiena. Liberandosi poi del corpo gettandolo in mare. 

Il mio cervello contorto però, non si è limitato a questo. La folla è sì avvilita, ma ho immaginato che tra quella gente ci fosse anche il suo carnefice, forse che fosse proprio lui a raccontare. Perché nella sua mente deviata la morte acquista corpo e musicalità in forma di poesia. È un di più che non ero sicura di voler palesare, perché un filino troppo macabro. Ma diamine, è così.

Lo so, lo so, non sono normale. 

Sono molto contenta ti sia piaciuta.

Grazie veramente di cuore per aver trovato il tempo di commentarla. <3

A presto.

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Ciao @Amara, bentrovata! <3 Una poesia profonda, la tua. Mi ha evocato una marea di sensazioni dentro, ma anche delle riflessioni e qualche dubbio stilistico. Andiamo però con l'ordine. 

 

Il 31/5/2019 alle 19:26, Amara ha detto:

Ondeggiano alghe scure

Incastrare ai tuoi capelli

Catturati dal mare

Mai più saranno belli.

 

Il secondo verso non mi convince perché secondo me qualcosa stona. Metterei: incastrate nei tuoi capelli. Molto evocativa l'immagine dei capelli adornati con le alghe, che subito mi porta a pensare a un corpo esanime che fluttua. Quando dici mai più saranno belli immagino già una donna morta. 

 

Il 31/5/2019 alle 19:26, Amara ha detto:

Le mani bianche, perse

Movimento lento delle gambe

Imposto dalle onde emerse

Imprigionano nel gelo entrambe.

 

Qui le immagini non mi sono del tutto chiare, o meglio non capisco quel "entrambe" a cosa si riferisce. Gambe oserei dire però non è così immediato. Movimento è impostato dalle onde, e fin lì ci siamo, ma quel imprigionano non riesco a collegare al soggetto. Personalmente metterei imprigionate nel gelo. So che cercavi la rima tra gambe ed entrambe ma quel "entrambe" continua a suonarmi strano. 

 

Il 31/5/2019 alle 19:26, Amara ha detto:

Ti adorna la schiena

Un fiore rosso cremisi

Sul viso la pena

Non hai più sorrisi.

Questa è la strofa che più mi ha colpito. Secondo me hai volutamente giocato sul significato di quel fiore: potrebbe essere il sangue ma anche una rosa vera. In un primo momento ho pensato a una sorta di funerale tra le onde. Una domanda, se il corpo è girato, almeno così l'ho immaginato io, come al contempo è visibile anche il volto? Mi stona, ecco. Però è una poesia e al diavolo le incongruenze. xD 

 

Il 31/5/2019 alle 19:26, Amara ha detto:

l pube scoperto

La gonna a corolla

Lo sguardo ormai spento

Intorno, la folla.

Altra immagine potente. Mi colpisce l'ultimo verso. La folla intorno al corpo. Forse prima la donna è stata violentata (il pube scoperto mi porta a pensarlo) e ammazzata, a questo punto non credo più che si sia suicidata come inizialmente avevo creduto, e poi il suo corpo è stato gettato nel mare. 

 

Il 31/5/2019 alle 19:26, Amara ha detto:

La bocca socchiusa

Priva di vita

La gente confusa

Ti guarda avvilita.

 

Mi ha sorpreso la scelta dell'aggettivo avvilita, che associo a un sentimento diverso, tipo scoraggiamento e non tanto alla tristezza. Forse andrebbe meglio afflitto come termine. Secondo me si sposa bene anche con la confusione di fondo. Ecco ho pensato anche al perché della confusione e nel mio immaginario si è fatta strada un'idea: forse la gente ha trovato il corpo, quando arrivano le forze d'ordine di solito si radunano le persone, no? 

 

Il 31/5/2019 alle 19:26, Amara ha detto:

Gli occhi sbarrati

Annacquati e diversi

Di sogni agognati

Tra  i flutti, dispersi.

Bell'immagine: gli occhi privi di vita e sogni che sono rimasti dispersi tra i flutti. Riesco proprio a vedere quella donna. Qui mi sono venuti i brividi. 

 

Il 31/5/2019 alle 19:26, Amara ha detto:

Le braccia allargate

A cercare calore

Le mani ferite

A schermare l'orrore.

Un'immagine cruda che rievoca la violenza subita. Le ferite sulle mani suggeriscono che abbia cercato anche di difendersi dall'assassino. 

Il 31/5/2019 alle 19:26, Amara ha detto:

Il sale guarisce

Da qualsiasi ferita

Ma mai restituisce

Il mare una vita.

Bella la strofa finale, sembra quasi una morale (se fosse stata una storia). Se da un lato il sale ha il potere di guarire ferite non gravi, non potrà mai ridare la vita al corpo esanime della vittima. 

 

Una poesia dal sapore amaro, che mi ha molto toccato. Hai rievocato un evento di per sé crudele con delicatezza e garbo, usando immagini chiare e non raramente dure che rimangono impresse. Sei stata brava a trasmettere le emozioni perché mi hai colpito in più riprese. Complimenti! A rileggerci!

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Ciao @Emy carissima.

Allora, nella prima strofa c'è un errore di distrazione, in effetti era "incastrate".

La seconda strofa, sinceramente non suona benissimo neanche a me. :rotol:

È la folla a trovare il corpo e si sente avvilita perchè quando accadono cose simili nel luogo in cui vivi, magari a una vicina di casa, ti viene in automatico di chiederti cosa avresti potuto fare per evitarlo, o magari ti interroghi su chi possa essere stato. Ti senti quindi impotente, avvilito.

Per quanto riguarda il fiore cremisi sulla schiena e il volto, è il movimento delle onde, muove il cadavere girandolo più volte, ecco perché quel movimento di mani e gambe all'inizio, imposto. Sono le onde a fare da padrone sugli arti privi di vita. Onde che non sono così clementi, ho immaginato un mare modestamente agitato. Errore mio avrei dovuto far capire in modo più preciso che per gelo, moto ondoso, intendevo una giornata non assolata con mare abbastanza mosso.

Per il resto ti ringrazio per l'analisi precisa che hai fatto alla mia poesia. 

Sono felice che ti sia piaciuta. 

Ti abbraccio dolcissima Emy e grazie ancora.

 

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6 minuti fa, Amara ha detto:

Per quanto riguarda il fiore cremisi sulla schiena e il volto, è il movimento delle onde, muove il cadavere girandolo più volte, ecco perché quel movimento di mani e gambe all'inizio, imposto. Sono le onde a fare da padrone sugli arti privi di vita.

Ah! Non avevo pensato che le onde potessero far girare il cadavere, fosse stata l'acqua dolce sarebbe stato un altro discorso. A confondermi credo sia stato quell'imposto. Non riuscivo a visualizzare la scena (e pensare che avevo letto più volte i versi :facepalm:). Grazie per avermi chiarito le idee! Un abbraccio!

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