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dri

Meglio una casa editrice grande oppure una più piccola di nicchia?

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Che ne dite? Ad esempio è meglio aspettare il responso di una grande casa editrice o di una più piccola ma di nicchia, che magari valuta in tempi più brevi?

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Meglio una casa editrice grande oppure una più piccola di nicchia?

Risposta a caldo: meglio la grande! :sailor:

 

Il 21/5/2019 alle 11:57, dri ha detto:

Ad esempio è meglio aspettare il responso di una grande casa editrice o di una più piccola ma di nicchia, che magari valuta in tempi pbrevi?

Non sono molte le case editrici che inviano comunicazioni in caso di valutazione negativa. Sigh.

Se una piccola casa editrice sembra lavorare con professionalità, io firmo! :cowboy:

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Ci sono tante case editrici che non so né grandi né di nicchia, ma si collocano nel mezzo. Poi dipende da quali sono i tuoi obiettivi. Se ritieni che il tuo testo sia pronto e desideri pubblicare con una grande casa editrice, perché no?

 

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Penso sia molto soggettiva la scelta. A mio avviso a furia di aspettare le grandi CE, si rischia di diventare anziani senza riuscire a pubblicare nulla. La velleità di vedere il proprio nome stampato accanto a un grande marchio, fa pensare a miraggi irraggiungibili e molto poco tangibili. parliamoci chiaro, purtroppo e dico purtroppo, non dimentichiamoci che viviamo in Italia e che la meritocrazia è bandita dal vocabolario. 
Già arrivare a mettere i piedi dentro a una CE di media taglia è un discreto traguardo, molto più abbordabile anche se in questo mare, ci sta di imbattersi in quelle che lavorano a doppio binario, oltre alle EAP ma comunque per lo più, sempre predisposte a una distribuzione discretamente capillare con buona dose di preparazione anche sulle presentazioni e divulgazioni dell'opera, ciò di cui noi Autori teniamo a cuore.

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La domanda sembra quasi un quesito alla Catalano: è meglio pubblicare con una casa editrice grande e seria, che ti distribuisce e ti promuove in tutte le librerie esistenti, o con una piccola che affanna a sopravvivere e si affida alle poche vendite direttamente procurate dall'autore? Inutile rispondere. Il problema è che, come sconosciuto autore esordiente, le grandi CE te le puoi soltanto sognare.

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Scusate mi sono espresso male. Intendevo una grande casa editrice generalista con diverse collane e molti libri pubblicati all'anno contro una media focalizzata su poche tematiche (ad esempio un certo argomento di saggistica, oppure horror per adolescenti) che magari riesce a valorizzare di più i suoi pochi titoli. Che ne dite?

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Penso che, partendo da basso, già l'idea di essere pubblicati sia un buon inizio. Col tempo, dopo aver ricevuto magari dei pareri positivi e avendo tratto delle conclusioni tramite il gradimento del pubblico e/o i dati di vendita, allora potremo magari essere più selettivi.

Dal mio punto di vista è come essere in vacanza ed arrivare in ritardo ed affamati: il primo giorno di butti sul primo chioschetto/mc che trovi, poi vedi cosa fare con calma. Anche perchè il panino con la porchetta in vacanza...:hihi:

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12 ore fa, dri ha detto:

Intendevo una grande casa editrice generalista con diverse collane e molti libri pubblicati all'anno contro una media focalizzata su poche tematiche (ad esempio un certo argomento di saggistica, oppure horror per adolescenti) che magari riesce a valorizzare di più i suoi pochi titoli.

 

Una media è già un buon risultato. Sul mercato italiano ci sono diverse CE medie note quanto le big, o generaliste che dir si voglia.

Una big non necessariamente, dopo la pubblicazione, promuove allo stesso modo tutti i suoi autori, per cui se il tuo obiettivo è essere ben promosso e valorizzato, messa in questi termini è meglio la media.

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Se la grossa CE non punta espressamente su di te e quindi finisci per essere solo un numero in scuderia, allora meglio la piccola, purché lavori come una vera casa editrice. La potenza di fuoco è minore, certo,  ma il rapporto di collaborazione che si instaura è insostituibile rispetto a certi rapporti kafkiani in certe grosse CE. E una CE che ti ascolta, che ti segue, che cerca assieme a te soluzioni creative e ti sostiene nei tuoi tentativi promozionali anziché infrangerli contro la burocrazia di certi passaggi obbligati presenti nelle case megastrutturate (cosa che ha fatto scappare più di un mio cliente), è impagabile.

Inoltre, una piccola CE ha l'obiettivo di crescere, così come l'autore. E il successo dell'autore le permette di farlo.

Una grossa non ha bisogno di crescere, deve solo trovare qualche autore giusto per continuare ad alimentarsi. E quell'autore è raramente un esordiente o un emergente.

Ritengo quindi che la grossa CE sia importante come un punto di arrivo di una carriera autoriale, non di partenza.

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Un po' mi vergogno, ma faccio ancora fatica a vedere la differenza tra una CE media e una media grande.

Faccio degli esempi: E/O dove la mettete?  Fandango? Marcos y Marcos? Corbaccio? Nottetempo? Nutrimenti? Minimum Fax? Sono tutte medie o anche medio grandi?

 

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3 minuti fa, Elisah15 ha detto:

Un po' mi vergogno, ma faccio ancora fatica a vedere la differenza tra una CE media e una media grande.

Faccio degli esempi: E/O dove la mettete?  Fandango? Marcos y Marcos? Corbaccio? Nottetempo? Nutrimenti? Minimum Fax? Sono tutte medie o anche medio grandi?

 

Per come la penso io gli esempi che citi sono tutte big, poi ovvio con delle distinzioni

  • Grazie 1

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Ovvio, se mi chiamasse Mondadori accetterei subito...
Rimanendo con i piedi per terra, quando mi sono trovato nella condizione di inviare il mio manoscritto, mi sono studiato per bene il catalogo e ne ho valutato la reputazione, soprattutto in relazione al genere del mio testo.

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Credo dipende cosa vuoi nella vita.
Io, da sempre, penso che il giorno in cui risucirò (se riuscirò) a pubblicare un libro, sarà con una CE indipendente e piccola perché a me piacciono le cose indipententi e piccole. M'importa più condividere la medesima linea di pensiero che i guadagni (i miei scritti al limite sono piazzabili sul mercato, ma nemmeno con la migliore delle pubblicazioni raggiungerebbero una grande fetta di mercato). Probabilmente è questione di aspettative e di consapevolezza di quel che si ha scritto: il pubblico di una grande CE sono tutti, se il tuo libro non è adatto a tutti, meglio pubblicare con chi ha una fetta già selezionata che però rientra sicuramente anche nel tuo target.

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Il mio obiettivo, o sogno, è una grande casa editrice. Dopo aver pubblicato con una piccola e valida casa editrice Free sento il bisogno di approdare a una realtà che consenta l'effettiva presenza in libreria oltre a un efficace ufficio stampa: queste le caratteristiche che me la fanno preferire a una piccola realtà. 

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A me piacerebbe scrivere un libro abbastanza buono, talmente necessario da ritenermi frustrato se fallisse la pubblicazione presso un grande editore. Per ora non ho questa certezza. Così come mi piacerebbe leggere libri migliori di quelli in cui mi sono imbattuto talvolta, per i caratteri di medi e grandi marchi, inezie che smentiscono il senso di una sana autocritica. Per fortuna la delusione non è una costante, mentre sono riconoscibili limitate variabili nel mercato entro cui parametrare la propria, eventuale, sana ambizione. A volerci stare, ecco. 

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