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ivalibri

Verde, ti voglio, verde

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Verde, ti voglio, verde

 

Verde, que te quiero, verde

Romance sonámbulo, F. García Lorca

 

Affacciato al parapetto, Fernando vede il suo volto specchiato nell'acqua. Le increspature della superficie dividono la sua immagine in linee ondulate. La sua faccia sembra ancora più spaventata immersa nel verde del muschio.
Ansima e riprende fiato mentre contempla quell'altro se stesso. Quello che giace sul riflesso dell'acqua è il suo io già perduto, il suo io ancora innocente. Si è tolto la camicia per tamponare la ferita sul fianco: se la preme con forza fa meno male. Sente la carne viva che pulsa. Il panno è ormai zuppo, ma non osa separarlo dal suo corpo, come se ne facesse parte. L'immagine specchiata nella pozza d'acqua stagnante trema, a ricordargli che quel volto innocuo non è più il suo e che deve andarsene.
Fuggire. Ma dove? Oltre la radura c'è lo steccato. Dall'altro lato c'è il campo nomadi, là in mezzo, da qualche parte, la roulotte di Gloria. Trecento metri circa di distanza. Trecento battiti del suo cuore. Ad ogni passo un pezzo di vita in meno. Ad ogni battito uno spicchio di luna in più che si aggiunge nel cielo nero. Sente in bocca un sapore di fiele mentre il sangue cola copioso a terra. Tante goccioline amaranto puntellano le sue orme come sassolini che indicano la via. L'ultimo sforzo, per superare lo steccato, è sovrumano. Gli ultimi passi, infine, tra le roulotte, non è nemmeno lui a compierli, ma una forza residua, quella che resiste aggrappata al fondo di ognuno di noi.
Si accascia al suolo, i ciuffi d'erba attutiscono il tonfo. La terra lo accoglie come un estremo grembo.
- Amico, aiutami, ti prego - Fernando parla alla sagoma nera che intravede. La figura si avvicina e poi lo avvolge. Con la testa appoggiata al suo braccio, vede la roulotte di Gloria sullo sfondo. Ma l'uomo non dice niente.
- Ho preso una coltellata. Chiama un'ambulanza.
- Mi dispiace, non posso. Sei in un campo rom e tu sei un gadže. Finirei nei guai.
L'uomo adagia la testa di Fernando su di sé, nell'incavo tra il petto e la spalla. Da quella posizione riesce a intravederne volto. Anche il suo viso è spaventato e innocente, come quello che ha visto riflesso nella pozza.
- Voglio morire nel mio letto, allora.
- Se potessi, ragazzo, ti ci porterei, ma neanche la mia casa è mia.
Le parole dell'uomo, il suo corpo, le roulotte e il sangue si alternano al buio dell'incoscienza. Pochi sprazzi di voci e volti arrivano a Fernando, come lampi nell'oscurità. 
Quando riapre gli occhi vede la luce artificiale di una lampadina. Penzola dal soffitto di lamiera attaccata al suo filo. Conosce quel posto, c'è già stato altre volte su quello stesso letto dov'è ora. Le volte in cui ha fatto l'amore con Gloria. Le sue braccia sono abbandonate lungo i fianchi ed è sparita la camicia che tamponava la ferita. Non osa toccarla e prova a tirarsi su per guardare ma una fitta di dolore, netta come la coltellata che gli ha aperto la carne, lo paralizza.
- Stai fermo! - la voce è quella di un uomo che gli si avvicina. Il suo volto gli si rivela come una fotografia dal negativo: è sulla quarantina, ha una camicia lisa aperta sul petto, da cui spunta una catena d'oro, e i baffi. Lo riconosce, è l'uomo che lo ha soccorso prima.
- Ti ho medicato. Ma devi stare tranquillo. - gli dice.
- Gloria! Questa è la sua roulotte! Dov'è Gloria?
- Stai zitto! Non parlare!
- Dov'è Gloria? Ti prego, dimmelo. - ripete Fernando.
- Gloria... - sussurra l'uomo. Fernando vede il suo sguardo tremulo, le pupille spostarsi indecise e mettere a fuoco ora uno dei suoi occhi ora l'altro. Ne riconosce il colore. Ha gli stessi occhi verdi di Gloria.
- Vieni, tirati su. Appoggiati a me - gli dice l'uomo - Gloria è qui.
Fernando vede la ragazza sdraiata su una brandina, al lato opposto della roulotte. Si muove appena, agonizzante. Alcuni spasmi di dolore la scuotono a tratti. Si avvicina, Fernando, nella speranza di incontrare il suo sguardo, di affondare ancora una volta in quegli specchi verdi.
Ma Gloria ha già gli occhi chiusi.

 

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@Ivana Librici in questo racconto non afferro due delle risposte fondamentali per un racconto completo: chi ha tentato di uccidere Fernado e ucciso Gloria? E perché?

All'inizio, con la storia del riflesso sull'acqua, ho immaginato la storia di Narciso con la variante: anziché la propria bellezza il tuo personaggio osservava l'arrivo della morte (o comunque il suo dolore, la sua paura). Mi sono piaciute le giustificazioni del Rom, non può chiamare un'ambulanza perché andrebbe incontro a guai. Ma conosce bene la roulotte di Gloria. Lì per lì ho pensato fosse stato il Rom a sferrare le coltellate, ma dal momento che sta curando Fernando non è possibile.  Si tratta di un omocidio suicidio? "Il suo io già  perduto, il suo io ancora innocente",  mi fa protendere per questa ipotesi. Non so cosa significhi Gadze, forse spiegherebbe qualcosa? La scrittura è impeccabile, molto visiva, non mi pare di avere visto refusi nè mi sono inceppata durante la lettura. 

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@Ivana Librici Ciao:) Un racconto con un titolo così va letto.

E' molto bello. Non importa chi, perché, che cosa.

Richiama atmosfere dei sonetti dell'amore oscuro, dove "i pederasti cantano sulle terrazze".

Perché cantano? Boh. Però è una frase felice.

Brava brava:rosa:

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18 ore fa, Ivana Librici ha detto:


- Stai fermo! - la voce è quella di un uomo che gli si avvicina. Il suo volto gli si rivela come una fotografia dal negativo: è sulla quarantina, ha i baffi una camicia lisa aperta sul petto (,) da cui spunta una catena d'oro, e i baffi. Lo riconosce, è l'uomo che lo ha soccorso prima.

 

Ti segnalo questa come unica frase con un piccolissimo inciampo, ma proprio piccolo, nella lettura. Valuta tu se modificare. 

 

Nei dialoghi, se opti per il trattino, dovresti usare quello lungo – (Io ho un mac e lo digito con Alt + trattino, non so per Word)

Sempre nei dialoghi, ti segnalo 

18 ore fa, Ivana Librici ha detto:


- Ti ho medicato. Ma devi stare tranquillo. - gli dice. Qui se decidi di mettere il punto all'interno della battuta, devi ricominciare con la maiuscola
- Gloria! Questa è la sua roulotte! Dov'è Gloria?
- Stai zitto! Non parlare!
- Dov'è Gloria? Ti prego, dimmelo. - ripete Fernando. Idem

 

 

Mi è piaciuto questo brano, l'aver descritto solo la fuga e le conseguenze del ferimento credo sia stata una tua precisa scelta. Non mi sembra strana l'omissione del "perché", non racconti il fatto ma la sua evoluzione e il tragico epilogo, bene. Mi sarebbe sembrato, però, più normale, senza l'introduzione del personaggio Gloria. Voglio dire: se l'uomo ferito racconta la sua fuga e il suo agonizzare non ho bisogno di sapere perché, e il tuo focus è tutto su questa parte della narrazione perché è ciò che hai deciso di raccontarmi, ma quando introduci Gloria mi chiedo in che relazione siano le due morti. E non lo capisco. :) 

Per il resto, la scrittura è fluida e, leggendo, trovo sempre più consapevolezza nella tua penna.

Complimenti. @Ivana Librici

Due fiori:flower:

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Ciao @Adelaide J. Pellitteri  @camparino  e @Rica

Grazie per i vostri commenti e le utilissime indicazioni che mi date.

Questa storia è un tentativo di riscrittura del Romance sonámbulo di García Lorca citato in epigrafe da cui riprendo diversi elementi. La storia è un po' diversa ma ho cercato di riprendere i personaggi principali e l'ambientazione. Anche nella poesia non viene detto chi ha ucciso o tentato di uccidere né perché. Anche lì c'è una figura femminile, una zingara, che agonizza e forse muore. La storia rimane molto sospesa, risalta molto l'ambientazione onirica, crepuscolare, la simbologia della luna e del colore verde. Però è una poesia (e una grande poesia...), in prosa ovviamente ci sono altre esigenze. Da quanto mi dite forse ho creato un po' troppa confusione.

@Adelaide J. Pellitteri  il riferimento a Narciso è interessante, non ci avevo pensato. Nella poesia l'uomo si specchia in un pozzo. Il termine gadźe vuol dire non-rom, un po' come il gentile per gli ebrei.

@camparino grazie! L'intento era proprio quello di andare oltre la narrazione logica a favore di una musicalità ed atmosfera.

@Rica  Grazie per le tue preziose annotazioni. I baffi in quel punto suonano male anche a me, molto meglio come suggerisci tu. Con il trattino ci litigo sempre e anche con la punteggiatura nei dialoghi (tra l'altro me l'avevi già fatto notare). Quando scrivo con il tablet il trattino lungo non riesco a farlo... Col personaggio di Gloria volevo insinuare un delitto passionale ma senza renderlo esplicito e lasciando il dubbio nel lettore.

Grazie ancora! A presto...

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Buon pomeriggio @Ivana Librici:D, trovo il tuo titolo davvero originale. Complimenti!

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

Verde, que te quiero, verde

Romance sonámbulo, F. García Lorca

Vorrei capire se l'hai scritto tu?

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

Affacciato al parapetto, Fernando vede il suo volto specchiato nell'acqua. Le increspature della superficie dividono la sua immagine in linee ondulate. La sua faccia sembra ancora più spaventata immersa nel verde del muschio.

Incipit scorrevole e interessante. Vedo l'immagine.

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

se la preme con forza Inserirei una virgola fa meno male.

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

Dall'altro lato c'è il campo nomadi, là in mezzo, da qualche parte, la roulotte di Gloria. Trecento metri circa di distanza. Trecento battiti del suo cuore. Ad ogni passo un pezzo di vita in meno. Ad ogni battito uno spicchio di luna in più che si aggiunge nel cielo nero. Sente in bocca un sapore di fiele mentre il sangue cola copioso a terra.

Pezzo molto scorrevole. Mi piace!

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

Tante goccioline amaranto puntellano le sue orme come sassolini che indicano la via. L'ultimo sforzo, per superare lo steccato, è sovrumano. Gli ultimi passi, infine, tra le roulotte, non è nemmeno lui a compierli, ma una forza residua, quella che resiste aggrappata al fondo di ognuno di noi.

Secondo me qui ci sono troppe virgole. Non ripeterei ultimo \ ultimi

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

Si accascia al suolo, i ciuffi d'erba attutiscono il tonfo. La terra lo accoglie come un estremo grembo.

Scena drammatica ma descritta molto bene. Brava:D

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

- Amico, aiutami, ti prego - Fernando parla alla sagoma nera che intravede. La figura si avvicina e poi lo avvolge. Con la testa appoggiata al suo braccio, vede la roulotte di Gloria sullo sfondo. Ma l'uomo non dice niente.

Per i dialoghi preferirei i punti capolali.

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

- Ho preso una coltellata. Chiama un'ambulanza.

Anche qui.

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

 Da quella posizione riesce a intravederne volto

Aggiungerei: il volto

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

Le parole dell'uomo, il suo corpo, le roulotte e il sangue si alternano al buio dell'incoscienza. Pochi sprazzi di voci e volti arrivano a Fernando, come lampi nell'oscurità. 

Qui mi è poco  chiaro  il messaggio che vuoi dare. Forse abusi troppo delle virgole.

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

Quando riapre gli occhi vede la luce artificiale di una lampadina. Penzola dal soffitto di lamiera attaccata al suo filo. Conosce quel posto, c'è già stato altre volte su quello stesso letto dov'è ora. Le volte in cui ha fatto l'amore con Gloria. Le sue braccia sono abbandonate lungo i fianchi ed è sparita la camicia che tamponava la ferita. Non osa toccarla e prova a tirarsi su per guardare ma una fitta di dolore, netta come la coltellata che gli ha aperto la carne, lo paralizza.

Rivedrei questa parte, ha un ritmo troppo veloce.

Riscriverei: Penzola attaccata al suo filo dal soffitto di lamiera  .

Poco chiaro: Le sue braccia sono abbandonate lungo i fianchi ed è sparita la camicia che tamponava la ferita.

Cancellerei: che gli ha aperto la carne

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

- Stai fermo! - la voce è quella di un uomo che gli si avvicina. Il suo volto gli si rivela come una fotografia dal negativo

Cioè? sul negativo?

 

22 ore fa, Ivana Librici ha detto:

Fernando vede la ragazza sdraiata su una brandina, al lato opposto della roulotte. Si muove appena, agonizzante. Alcuni spasmi di dolore la scuotono a tratti. Si avvicina, Fernando, nella speranza di incontrare il suo sguardo, di affondare ancora una volta in quegli specchi verdi.
Ma Gloria ha già gli occhi chiusi.

Finale poco convincente. Perchè utilizzi il già? Preferirei: Ma Gloria ha gli occhi chiusi.

 

Conclusione: racconto molto scorrevole, scrivi bene ma secondo me devi aproffondire di più. E' una scena di guerra ma non capisco il colore verde.O_O Ti posso consigliarti di allungarlo un pò.

A rileggerti.^^

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Ciao @Floriana

Grazie per la lettura e le tue preziose indicazioni. Hai scovato alcuni refusi (alcune virgole di troppo, un articolo che è saltato, ad esempio) che mi erano proprio sfuggiti (eppure mi ero messa gli occhiali! 😆). Grazie davvero! Il titolo riprende, modificandolo, un verso di García Lorca, quindi non è tutta farina del mio sacco. Il colore verde ha un significato preciso nella poetica dell'autore ma, giustamente non è detto che il lettore lo debba conoscere. Sicuramente dunque hai ragione: andrebbe ampliato anche per chiarire meglio alcune cose che rimangono oscure a chi non conosce la poesia citata.

Grazie ancora e alla prossima!

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@Ivana LibriciL:),

le tue descrizioni sono molto belle, nonostante il tema trattato sia fatto di fuga e sangue, il ritmo del racconto è calmo e ben dosato. Sei partita senza dare spiegazioni e finisci sollevando interrogativi. Sei entrata in una storia, hai preso dei momenti, li hai osservati e ce li hai riproposti attraverso la tua voce. Posso dire che mi basta, la fotografia che ho visto mi ha soddisfatto.

Ciao

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Ciao @Lauram

Grazie di essere passata. Questo modo di narrare, o meglio di non dire, di lasciare poche certezze mi viene spontaneo e scriverei sempre così. Vedo che non sempre lascia soddisfatto il lettore, ma a qualcuno arriva il senso generale e si accontenta. Cerco di capire i limiti oltre cui è bene non spingersi per non lasciare tutto troppo nel vago e non è facile...

Grazie ancora del tuo parere!

A presto!

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@Ivana Librici

Anch'io, come altri tendo a non apprezzare racconti che non rispondano a tutte e cinque le domande del giornalismo, eppure... Mi è parso quasi andare nel dormiveglia e iniziare a sognare con questo piccolo racconto. Il commento naturalmente deve essere preso nel senso buono del termine. La lettura è stata davvero piacevole, fluida come un torrente di montagna. gorgogliante. Poi il continuo riferimento al verde, sia nella sua immagine riflessa dello stagno, sia negli occhi del (padre di lei?) sia negli occhi di Gloria, aveva quasi un fulcro magico, poetico.

 

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Ciao @darktianos

Sono molto contenta di leggere il tuo commento e che il mio racconto sia riuscito in qualche modo a trascinarti in una dimensione onirica. Era proprio il mio intento oltre a quello di creare una suggestione poetica sul colore verde. Tra l'altro hai colto gli indizi sull'identità del personaggio maschile che soccorre Fernando. 

Grazie davvero di essere passato a leggere e a commentare.

Alla prossima!

 

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Ciao @ivalibri

 

La bellezza del tuo racconto sta nella tensione che riesci a creare attraverso una scrittura dinamica e tagliente che avvince il lettore.

Una tensione spasmodica che ti trasmette tutta l'angosciosa del personaggio, per il dramma che sta vivendo.

Percepisci fisicamente il suo respiro sincopato in questo disperato tentativo di salvezza, dove spende le residue energie: sentendo la vita scivolargli via dal corpo, col sangue che stilla da quella ferita di lama.

Il lettore coinvolto empaticamente, vive e subisce nella mente lo stesso soffocante calvario, poiché non gli concedi scampo, nell'immergerlo in quella disperazione agonica.

 

La storia che hai scelto è il segmento surreale ed enigmatico di un racconto più ampio che scegli di non raccontare, ma forse per questo si amplifica a dismisura il suo potenziale narrativo.

E' affascinante per quanto ci resta celato: lasciando aperte una vastità di congetture, avendo a disposizione una manciata esigua di tessere di un puzzle che non ci sarà mai dato di ricomporre interamente.

Fornisci indizi scarni, ci lasci affacciare sulla scena cruenta di un dramma, come accade quando, percorrendo, incidentalmente in auto, una statale, ci appare all'improvviso il teatro inquietante di un incidente stradale appena avvenuto.

Sono già sul posto i mezzi preposti al soccorso che ne coprono alla vista la parte più significativa e chiara. Non ci è concesso di fermarci per comprendere la dinamica di quanto sia avvenuto, in preda a un turbamento dobbiamo proseguire rapidi per non bloccare il traffico,-

Solo pochi detriti sull'asfalto e una scia livida di sangue, ci lasciano intuire la gravità della sciagura.

Forse non sapremo mai chi sia stato coinvolto in quel danno, ma la memoria di quei pochi elementi, così simbolici e significanti, ci accompagnerà a lungo.

 

Si respira nel tuo racconto la migliore letteratura gotica del mistero, scritta qui con la mano di un Murakami che ha incontrato Camus.

 

Complimenti: bella prova. A presto rileggerti.

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Ciao @Nightafter

grazie davvero per il tuo commento così attento e generoso.

20 ore fa, Nightafter ha detto:

Fornisci indizi scarni, ci lasci affacciare sulla scena cruenta di un dramma, come accade quando, percorrendo, incidentalmente in auto, una statale, ci appare all'improvviso il teatro inquietante di un incidente stradale appena avvenuto.

Sono già sul posto i mezzi preposti al soccorso che ne coprono alla vista la parte più significativa e chiara. Non ci è concesso di fermarci per comprendere la dinamica di quanto sia avvenuto, in preda a un turbamento dobbiamo proseguire rapidi per non bloccare il traffico

Mi piace molto questo paragone con un incidente stradale a cui capita di avvicinarsi e vedere ma il cui dramma ci rimane estraneo. Qualcosa del genere accade nel racconto, non ci avevo pensato, grazie! Il fornire pochi e scarni indizi è una mia caratteristica e non a tutti i lettori piace, quindi sono molto contenta del tuo parere.

Il tuo apprezzamento e l'accostamento a due grandi della letteratura come Murakami e Camus mi ha emozionato anche se non credo di meritarlo.

Grazie ancora per aver letto e commentato il mio racconto!

A presto!

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Ciao @ivalibri, quanto verde e quanto buio in questo racconto! Mi piacciono queste atmosfere da incubo, dai contorni sfumati, ma vorrei comunque farti qualche annotazione.

Il racconto inizia come una favola cupa,  con un Narciso ferito e spaventato (se non sbaglio anche in un altro racconto facevano capolino riferimenti, o ricordo male?) ma

Il 19/5/2019 alle 15:50, ivalibri ha detto:

La sua faccia sembra ancora più spaventata immersa nel verde del muschio.

qui non capisco, Fernando si sta specchiando nell’acqua eppure il suo volto sembra emergere dal muschio, che però di solito non sta in acqua. Non capisco se sia un refuso (e tu intendessi in realtà alghe) o se io non stia visualizzando correttamente la scena. 

 

Il 19/5/2019 alle 15:50, ivalibri ha detto:

Fuggire. Ma dove? Oltre la radura c'è lo steccato. Dall'altro lato c'è il campo nomadi, là in mezzo, da qualche parte, la roulotte di Gloria. Trecento metri circa di distanza. Trecento battiti del suo cuore. Ad ogni passo un pezzo di vita in meno. Ad ogni battito uno spicchio di luna in più che si aggiunge nel cielo nero

Questa parte mi è piaciuta moltissimo, le frasi mantengono un ritmo sincopato che ben si adatta al battito del cuore di Fernando, mi hanno portata a mettermi in sintonia con la vicenda. 

Il 19/5/2019 alle 15:50, ivalibri ha detto:

Voglio morire nel mio letto, allora.
- Se potessi, ragazzo, ti ci porterei, ma neanche la mia casa è mia.

Non riesco a capire lo scambio di battute: Fernando è in preda al delirio, per quello chiede il suo letto a uno sconosciuto? E perché lui risponde in questo modo? La risposta in sé mi piace, perché è amara e rende bene la condizione di un nomade, ma mi sfugge il collegamento tra domanda/risposta. 

 

Nel complesso è un bell’incubo, coinvolgente. Ciò che non mi convince è il modo in cui lascia in sospeso: non vorrei ricevere una soluzione “preconfezionata”, con nome, cognome e codice fiscale dell’assassino e degli altri personaggi, ma almeno avere qualche elemento in più per poterci ragionare e trarre le mie conclusioni. Un’alternativa, data l’atmosfera, sarebbe stata quella di farci osservare la scena senza dettagli, senza i nomi di lui e di lei, per esempio, proprio come se assistessimo da puri spettatori estranei alla vicenda. Forse così mi sarei sentita meno spinta a cercare di risolvere l’enigma, perché il racconto è intrigante e capacissimo di scatenare la voglia di saperne di più! 

A rileggerti presto ☺️

 

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Ciao @ivalibri, ho letto il tuo racconto e subito sono andata a cercare la poesia a cui ti sei ispirata.

Sei riuscita a rimanere fedele creando una tua storia, in cui i personaggi e l'ambiente interagiscono diventando un tutt'uno.


La trama poteva avere più spessore, creando magari un paragrafo dedicato a Gloria che aspetta Fernando prima di essere ferita, in modo che in questa scena il lettore fosse anche lui, come Fernando, impaziente di rivedere la ragazza.

Il 19/5/2019 alle 15:50, ivalibri ha detto:

Gli ultimi passi, infine, tra le roulotte, non è nemmeno lui a compierli, ma una forza residua, quella che resiste aggrappata al fondo di ognuno di noi.


Il limite dei caratteri forse ti ha condizionato a preferire uno stile più elusivo. Ma è proprio questo stile che ha anche aiutato a rendere il soggetto più poetico. Come una fotografia di un dettaglio (un bambolotto abbandonato) durante una guerra, così Fernando, che tenta di fuggire e tornare a casa, è solo un soldato o una vittima in una trama più grande e lasciata implicita.

La conclusione mi ha emozionato, non me l'aspettavo, è resa molto bene la perdita e la tristezza del protagonista. Credeva di morire, ma al risveglio il suo primo pensiero sono stati gli occhi di Gloria... purtroppo ormai chiusi. 

Il 19/5/2019 alle 15:50, ivalibri ha detto:

Si avvicina, Fernando, nella speranza di incontrare il suo sguardo, di affondare ancora una volta in quegli specchi verdi.
Ma Gloria ha già gli occhi chiusi.

(Non ho sentito una mancanza nella spiegazione delle ferite, forse perché leggendo la poesia ho ambientato la storia in un contesto in cui i due amanti erano minacciati dalla guerra/dalle forze del'ordine. Ma potrei essermelo immaginato :eheh: )
 

I personaggi non sono stati approfonditi dal punto di vista di "che cosa li spinge ad agire?", ma le descrizioni delle emozioni e sofferenze di Fernando lo rendono vivo sulla pagina. Anche il padre di Gloria è stato onesto nelle sue parole, e nei suoi gesti: vorrebbe fare qualcosa ma non può chiamare aiuto, e lui stesso dovrà curarlo.

Il 19/5/2019 alle 15:50, ivalibri ha detto:

- Mi dispiace, non posso. Sei in un campo rom e tu sei un gadže. Finirei nei guai.
[...]
- Ti ho medicato. Ma devi stare tranquillo.

 

L'unica cosa, sono i dialoghi ad avere un tono più distaccato rispetto al resto. Avrei descritto le voci, il tono con cui i personaggi parlano, ma è una nota personale e soggettiva.

Il 19/5/2019 alle 15:50, ivalibri ha detto:

- Stai fermo! - La voce decisa e profonda dell'uomo ricorda al ferito il suo soccorritore. Il volto che gli si rivela, come una fotografia dal negativo, è quella di un uomo sulla quarantina, con i baffi ed una camicia lisa aperta sul petto, da cui spunta una catena d'oro.
- Ti ho medicato. Ma devi stare tranquillo. - Prosegue lui, con volume basso. 
- Gloria! Questa è la sua roulotte! Dov'è Gloria? - Il dolore della ferita lo bloccava a letto, ma con voce strozzata ed uno sguardo di supplica Fernando riuscì a rivolgersi all'uomo.
- Stai zitto! Non parlare! 

 

Non ho notato refusi o errori grammaticali, anzi mi sono piaciuti i termini descrittivi, soprattutto in questo passo.

Il 19/5/2019 alle 15:50, ivalibri ha detto:

Ad ogni battito uno spicchio di luna in più che si aggiunge nel cielo nero. Sente in bocca un sapore di fiele mentre il sangue cola copioso a terra. Tante goccioline amaranto puntellano le sue orme come sassolini che indicano la via.


Nel complesso, sono rimasta con gli occhi attaccati alla pagina! Mi piace il tuo stile e mi ha attirato la scelta della "poesia in prosa".
Alla prossima. :cool:

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Ciao @Garrula

Eccomi qui a rispondere al tuo commento con un bel po' di ritardo!

Il 10/6/2019 alle 16:19, Garrula ha detto:

favola cupa,  con un Narciso ferito e spaventato (se non sbaglio anche in un altro racconto facevano capolino riferimenti, o ricordo male?) ma

Sì, Narciso come figura di riferimento è stato già notato da altri lettori. L'altro racconto di cui parli non ricordo, ma non farci caso sono un po' fusa in questo periodo 😆

 

Il 10/6/2019 alle 16:19, Garrula ha detto:

non capisco, Fernando si sta specchiando nell’acqua eppure il suo volto sembra emergere dal muschio, che però di solito non sta in acqua. Non capisco se sia un refuso (e tu intendessi in realtà alghe) o se io non stia visualizzando correttamente la scena. 

Qui ho cercato di fare riferimento alla poesia da cui prende spunto il racconto. Nella poesia si parla di pozzo in cui si specchia la zingara e ad altri elementi della vegetazione, io l'ho trasformato in una pozza d'acqua stagnante ai cui bordi c'è del muschio, per mantenere l'immagine del verde della vegetazione. Non so se sia stata una scelta azzeccata, in effetti. Grazie per avermelo segnalato.

 

Il 10/6/2019 alle 16:19, Garrula ha detto:

Non riesco a capire lo scambio di battute: Fernando è in preda al delirio, per quello chiede il suo letto a uno sconosciuto? E perché lui risponde in questo modo? La risposta in sé mi piace, perché è amara e rende bene la condizione di un nomade, ma mi sfugge il collegamento tra domanda/risposta. 

Queste parti di dialogo sono citazioni dirette della poesia: Fernando sta per morire e dice

- Compadre, quiero morir,

decentemente en mi cama.

De acero, si puede ser,

con las sábanas de holanda.

Mentre l'altro personaggio dice:

Pero yo ya no soy yo

ni mi casa es ya mi casa.

Il 10/6/2019 alle 16:19, Garrula ha detto:

complesso è un bell’incubo, coinvolgente. Ciò che non mi convince è il modo in cui lascia in sospeso: non vorrei ricevere una soluzione “preconfezionata”, con nome, cognome e codice fiscale dell’assassino e degli altri personaggi, ma almeno avere qualche elemento in più per poterci ragionare e trarre le mie conclusioni. Un’alternativa, data l’atmosfera, sarebbe stata quella di farci osservare la scena senza dettagli, senza i nomi di lui e di lei, per esempio, proprio come se assistessimo da puri spettatori estranei alla vicenda. Forse così mi sarei sentita meno spinta a cercare di risolvere l’enigma, perché il racconto è intrigante e capacissimo di scatenare la voglia di saperne di più! 

Il fatto di lasciare molto in sospeso è tipico mio, non so se sia più una caratteristica o un difetto, ci sto lavorando per capire fino a che punto è lecito spingermi agli occhi dei lettori. In alcuni altri racconti mi era chiaro che fosse più un difetto, qui in questo mi pare dipenda anche dal singolo lettore perché i commenti si dividono circa a metà tra chi voleva sapere di più e chi ne apprezza l'atmosfera sospesa. Grazie per il tuo parere! Per quanto riguarda i nomi, hai ragione, potrebbe essere un'idea ometterli. Li ho inseriti perché sono i nomi delle due persone a cui è stata dedicata la poesia da Lorca. Ci penserò comunque. Grazie per il tuo commento! A presto!

Ciao @Beatrix

Grazie per la lettura e il commento e scusa il ritardo con cui ti risoondo.

Il 14/6/2019 alle 14:32, Beatrix ha detto:

trama poteva avere più spessore, creando magari un paragrafo dedicato a Gloria che aspetta Fernando prima di essere ferita,

Grazie per il suggerimento, in effetti il personaggio di Gloria è stato visto come più debole dal punto di vista narrativo anche da altri.

 

Il 14/6/2019 alle 14:32, Beatrix ha detto:

imite dei caratteri forse ti ha condizionato a preferire uno stile più elusivo. Ma è proprio questo stile che ha anche aiutato a rendere il soggetto più poetico. Come una fotografia di un dettaglio (un bambolotto abbandonato) durante una guerra, così Fernando, che tenta di fuggire e tornare a casa, è solo un soldato o una vittima in una trama più grande e lasciata implicita.

Il limite di caratteri mi ha sicuramente condizionato ma sono contenta che tu abbia comunque apprezzato il risultato. Bella l'immagine del bambolotto abbandonato!

 

Il 14/6/2019 alle 14:32, Beatrix ha detto:

poesia ho ambientato la storia in un contesto in cui i due amanti erano minacciati dalla guerra/dalle forze del'ordine. Ma potrei essermelo immaginato :eheh: )


Sì, nella poesia il personaggio sta scappando dalla Guardia Civil, anche se non viene spiegato l'antefatto, in contesto potrebbe essere quello della guerra civile spagnola.

 

Il 14/6/2019 alle 14:32, Beatrix ha detto:

L'unica cosa, sono i dialoghi ad avere un tono più distaccato rispetto al resto. Avrei descritto le voci, il tono con cui i personaggi parlano, ma è una nota personale e soggettiva.

Grazie per il suggerimento! 😊

 

Il 14/6/2019 alle 14:32, Beatrix ha detto:

el complesso, sono rimasta con gli occhi attaccati alla pagina! Mi piace il tuo stile e mi ha attirato la scelta della "poesia in prosa".

Grazie per il tuo generoso apprezzamento. Questo racconto mi pare abbia diviso a metà i pareri, chi ha apprezzato le poche informazioni e lo stile rarefatto e chi, invece, avrebbe voluto sapere di più. Si tratta forse anche delle diverse sensibilità dei lettori ma è comunque molto utile per chi scrive ricevere le impressioni, negative o positive che siano.

Grazie ancora e alla prossima!

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Una bella trasposizione, la poesia è bellissima e il tuo racconto mi è piaciuto, anche io come l'altro lettore ti segnalo questa frase che non mi convince: "ha una camicia lisa aperta sul petto, da cui spunta una catena d'oro, e i baffi" 

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Ciao @ivalibri il tuo racconto mi è piaciuto.

 

Ho solo un dubbio:

 

Quota

Affacciato al parapetto, Fernando vede il suo volto specchiato nell'acqua. Le increspature della superficie dividono la sua immagine in linee ondulate. La sua faccia sembra ancora più spaventata immersa nel verde del muschio.
Ansima e riprende fiato mentre contempla quell'altro se stesso.


Io leverei la descrizione di dove si trova Fernando:

 

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Affacciato al parapetto,

 

cattura di più l'attenzione del lettore. Questa parte secondo me ha bisogno di simbolismo e non di descrizioni esaustive.

 

Quota

La sua faccia sembra ancora più spaventata immersa nel verde del muschio.


In questa frase consigliere di provare a creare una situazione in cui sta al lettore capire che il volto spaventato è quello di Fernando. In pratica evitando di ricordare che la faccia riflessa è quella di Fernando smettiamo di accompagnare il lettore per mano e gli indichiamo solamente la via. Puoi rendere la frase molto più simbolica e caratterizzata senza ricordare che la faccia riflessa è quello di Fernando.

Comunque sei riuscita benissimo a far intendere che sono vittime di un delitto passionale, è proprio quello che stavo pensando. Molto bello!

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