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Scheggia5

Self o no self?

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Ho letto di molti autori divenuti famosi con l autopubblicazione, ma pochissimi in Italia. Vi chiedo 

1) è amazon che va per la maggiore come piattaforma?

2) come acquisire lettori con il self pubblishing?

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Per me sì self con criterio. Ovvero: si può essere, come si suol dire, editori di se stessi, solo se si fa tutto ciò che un buon editore dovrebbe fare. Dunque il testo deve essere editato da un professionista, serve una correzione di bozze, un grafico per la copertina e l'impaginazione.
Per quanto riguarda i quesiti più tecnici e specifici, rimando a chi ha più esperienza di me.
 

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@Scheggia5 Per anche solo pensare di fare self ti servono di base due capacità: quella di scrivere più di un libro all'anno, e il saper riconoscere se quello che hai scritto è buono oppure no. Se ti serve un giudizio esterno per valutare il testo e la scrittura, allora non fa per te.

Poi viene il resto.

Ti posso dire però creazione ebook e cartaceo costano zero se impari a farlo, e non è per nulla difficile. Le copertine vengono al massimo 10/15 euro l'una. La spesa degna di nota è la correzione bozze (l'editing come dicevo sopra devi essere capace di farlo da solo. Altrimenti è inutile anche solo provarci.) che costa circa 1.5 euro a pagina.

Detto questo, con attenzione e qualche lettore beta che possa aiutarti nella ricerca dei refusi, puoi anche ricorrere alla correzione bozze in un secondo momento quando hai incassato soldi dalle prime vendite, così da non anticipare centinaia di euro di tasca tua senza sapere se poi venderai o no. Il self è perfetto per capire se puoi o non puoi scrivere per vendere.

 

Infine c'è il marketing. E qui devi investire sul tuo lavoro. Le Ads di facebook sono perfette, soprattutto se scrivi generi che abbiano un buon mercato. Con 1/2 euro al giorno, e una buona targhettizzazione, rientri nelle spese senza problemi. Sempre al netto di avere diversi lavoro fuori ricollegandoci alla capacità di scrivere una tonnellata di pagine all'anno.

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Il problema del self-publishing, a mio parere, non è tanto la necessità di fare da soli quelle cose che di solito fanno le case editrici. Imparare a fare una copertina decente (a volte anche più carina di quelle di certe piccole case editrici) non è difficilissimo, idem correggersi le bozze (se proprio non si fa a pugni con la grammatica) e impaginare. Per quello a cui non si arriva da soli, ci si può far aiutare (un tot di lettori beta competenti possono sostituire un editor, per esempio) oppure si può decidere di fare un investimento e assoldare dei professionisti. Per quanto riguarda la distribuzione, quella online sulle librerie più diffuse non è preclusa agli autoprodotti; utilizzando alcune piattaforme di self-publishing si arriva anche a essere ordinabili nelle librerie fisiche, esattamente come con le piccole case editrici. Dal punto di vista economico è ovviamente molto meglio il self-publishing: non ci sono da attendere o mendicare rendiconti e pagamenti, e le vendite non sono molto diverse da quelle che si fanno con una piccola casa editrice (anzi, secondo la mia esperienza spesso sono un po' meglio, non tanto meglio però).

Quello che invece decisamente penalizza un libro autoprodotto è l'esclusione sistematica da tutte le possibilità promozionali che non siano i post dell'autore sui social e le segnalazioni di qualche blogger più aperta (nemmeno tutti i blogger accettano di recensire o segnalare libri self-published, alcune riviste proprio li schifano); nessuno ti riconosce credibilità, come autore, e i pregiudizi (consolidati da parecchia robaccia self che effettivamente gira) sono durissimi da scalfire.

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9 minuti fa, Tinucci ha detto:

Il problema del self-publishing, a mio parere, non è tanto la necessità di fare da soli quelle cose che di solito fanno le case editrici. Imparare a fare una copertina decente (a volte anche più carina di quelle di certe piccole case editrici) non è difficilissimo, idem correggersi le bozze (se proprio non si fa a pugni con la grammatica) e impaginare. Per quello a cui non si arriva da soli, ci si può far aiutare (un tot di lettori beta competenti possono sostituire un editor, per esempio) oppure si può decidere di fare un investimento e assoldare dei professionisti. Per quanto riguarda la distribuzione, quella online sulle librerie più diffuse non è preclusa agli autoprodotti; utilizzando alcune piattaforme di self-publishing si arriva anche a essere ordinabili nelle librerie fisiche, esattamente come con le piccole case editrici. Dal punto di vista economico è ovviamente molto meglio il self-publishing: non ci sono da attendere o mendicare rendiconti e pagamenti, e le vendite non sono molto diverse da quelle che si fanno con una piccola casa editrice (anzi, secondo la mia esperienza spesso sono un po' meglio, non tanto meglio però).

Quello che invece decisamente penalizza un libro autoprodotto è l'esclusione sistematica da tutte le possibilità promozionali che non siano i post dell'autore sui social e le segnalazioni di qualche blogger più aperta (nemmeno tutti i blogger accettano di recensire o segnalare libri self-published, alcune riviste proprio li schifano); nessuno ti riconosce credibilità, come autore, e i pregiudizi (consolidati da parecchia robaccia self che effettivamente gira) sono durissimi da scalfire.

 

Le Ads facebook funzionano. Certo hai ragione che il muro di diffidenza è davvero difficile da abbattere. Ma da quello che ho visto vale anche per le CE grandi e piccine. Se non sei nessuno, resti nessuno anche con il marchio di una grande CE. Dopotutto però, è normale che sia così.

 

Sarebbe strano se la gente facesse la fila per comprare i libri di un emerito sconosciuto XD

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@Ospite col self è peggio, esperienza personale di una che ha provato sia le c.e. sia l'autoproduzione. A volte anche una piccolissima casa editrice è considerata più attendibile di un autopubblicato. 

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2 minuti fa, Tinucci ha detto:

@Ospite col self è peggio, esperienza personale di una che ha provato sia le c.e. sia l'autoproduzione. A volte anche una piccolissima casa editrice è considerata più attendibile di un autopubblicato. 

 

Anche giustamente direi. Fino a quando non arriverà un self che spacchi il mercato, la diffidenza perdurerà. Io con le CE non ho mai provato, però ho tastato con mano l'esistenza di lettori che invece sono pronti a riconoscerti i meriti. E sono attratti dagli autori self proprio perché sentiti più vicini e reali, di qualcuno che magari pubblica con una grande CE e non sai se lo ha scritto lui o glielo hanno scritto, o che magari su Fb nemmeno ti risponde perché si sente un grande autore affermato.

 

Non c'è da sottovalutare la voglia dei lettori di vivere da pari a pari un rapporto quasi di amicizia con un autore.

 

Comunque anche questa diffidenza aumenta e diminuisce con i generi. Ad esempio i romance sono venduti come il pane anche se autopubblicati. Perché appunto è il genere dove molti autopubblicati hanno fatto grandi numeri negli anni passati.

 

 

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Sì, certo. Se scrivessi romance non avrei nessuna perplessità ad autopubblicarmi. Con altri generi, in particolare con la narrativa generale, invece il problema della credibilità e della visibilità concessa da riviste, critica, etc. si pone.

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11 minuti fa, Tinucci ha detto:

Sì, certo. Se scrivessi romance non avrei nessuna perplessità ad autopubblicarmi. Con altri generi, in particolare con la narrativa generale, invece il problema della credibilità e della visibilità concessa da riviste, critica, etc. si pone.

 

Sì esatto. Bisogna accettare che sia così e andare avanti per la nostra strada.

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21 minuti fa, Scheggia5 ha detto:

Quindi è  tutto un bel decidere.... Ma casi seri di autoprodotti che non pubblicano una volta l anno ne esistono?

 

Se spulci la sezione amazon romance e simili ne trovi quanti te ne pare.

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Buongiorno a tutti. Giordano Falco è uno pseudonimo che uso per pubblicare. Il nome vero preferisco non rivelarlo. Ho cominciato a scrivere molto tardi e per gioco. L'idea mi è venuta da una mail ricevuta da "IoScrittore", non riesco ancora a capire come mai l'abbiano mandata. Parlava del concorso e con una decisione, di quelle che prendi ma non sai bene perchè l'hai presa, decisi di partecipare. Mi dissi che scrivere 20 pagine non fosse poi tanto difficile. La mail era arrivata quasi allo scadere del tempo per la partecipazione al concorso, così mi misi a scrivere una storia che avevo pensato quando ero ragazzo non sapendo bene dove sarei andato a finire. Terminai l'incipit e lo inviai. Nell'attesa dell'arrivo dei giudizi mi dissi che avrei terminato il romanzo. Arrivarono i giudizi che erano pessimi, ma qualcuno mi dava dei consigli che in seguito ho applicato. Terminai il romanzo, mentre scrivevo mi accorsi che succedeva una cosa strana. Avevo in mente un filo conduttore e la storia a grandi linee, ma i personaggi iniziarono a prendere vita e descriversi da soli. Mi accorsi anche che scrivere mi rilassava e non mi pesava per niente. Terminato il romanzo mi chiesi: " E adesso?"

Non conoscevo nulla di editoria, self, case editrici ecc. Ho studiato, imparato e continuato a scrivere. Adesso sono al 6 libro pubblicato di cui uno tradotto anche in inglese. Altri due pronti, ma ancora non ho deciso cosa farci e uno in fase di scrittura-

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@Giordano Falco questa è una discussione sull'utilità o meno di scegliere la strada dell'auto-pubblicazione.

Mi sembra che tu abbia soltanto raccontato di te e dei tuoi libri; non rintraccio nel tuo messaggio alcun contributo utile alla discussione.

Ci sono altre aree del forum in cui eventualmente pubblicizzare le proprie opere; qui si deve parlare invece se sia più utile cercare una pubblicazione tradizionale o rivolgersi al self-publishing.

Leggi il regolamento, grazie.

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1 minuto fa, Giordano Falco ha scritto:

Scusatemi ma Mercy mi ha rimproverato perchè non mi sono presentato e mi ha detto di farlo qui.

:D Il "qui" di @mercy è sottolineato: se ci clicchi sopra ti porta a questa discussione: https://www.writersdream.org/forum/forums/forum/3-ingresso/  , che è quella dove presentarsi e proprio per questo si chiama "Ingresso".

Tranquillo, nulla di grave: è stato solo un simpatico equivoco.

Scrivi due righe su di te in quella discussione per presentarti alla comunità e poi naviga a tua discrezione nel forum.

Benvenuto tra noi.

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25 minuti fa, L'antipatico ha scritto:

Colpa di @mercy , non c'è alcun dubbio! :asd:

È sempre colpa di mercy. :si:

 

@Giordano Falco scusa per le indicazioni poco chiare, ma non ti stavo rimproverando - volevo solo darti una mano. :bandiera:

 

E adesso, per non andare del tutto OT:

Self anche sì, ma a patto che sia una scelta consapevole e ragionata. A patto che si immetta sul mercato un prodotto di buon livello, curato e confezionato in modo professionale.

 

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39 minuti fa, mercy ha scritto:

Self anche sì, ma a patto che sia una scelta consapevole e ragionata. A patto che si immetta sul mercato un prodotto di buon livello, curato e confezionato in modo professionale.

(y)

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Io sto meditando se parlare del mio self nella sezione dedicata. Sto meditando perché sono timida...
Ecco, se siete timidi, l'autopubblicazione non fa per voi perché, almeno dalla mia misera esperienza, ho notato che, se non vi è una precisa corrispondenza fra vendite e autopromozione anche molto spinta (ci sono autori che, anche nel proprio profilo privato, parlano quasi sempre di sé e dei propri lavori), è però vero che senza la seconda si vende poco o nulla. A meno di non essere una persona già nota o di avere un pubblico piuttosto nutrito a prescindere alla pubblicazione. 
 

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