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Amara

[MI 126] La scelta.

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https://www.writersdream.org/forum/forums/forum/27-racconti/

 

Le fronde degli alberi si piegavano in un sospiro tintinnante al soffiare del vento tra le foglie. Nella parte illuminata delle due radure, tutto rifulgeva di colori intensi e luccichii: un prato rigoglioso ricoperto di fiori dalla rara bellezza, versi di animali e cinguettii si propagavano nell’aria mite carica di aromi e profumi.
Il fiume scorreva placido, una leggera nebbiolina si distendeva sulla sua superficie come una coperta. Il corso d’acqua divideva il lembo di terra assolato, da una sponda più oscura e tetra. Alberi privi di foglie dagli orribili rami contorti, grosse radici immerse nella terra piagata e secca, assenza totale di suoni e oscure ombre a ottenebrare lo sguardo dal sottobosco fitto fino all’orizzonte invisibile, in cui il cielo nero, come il tubo di uno scarico, si fondeva con la terra.
Sui due argini opposti, due individui seduti l’uno di fronte all’altro pescavano. Le lunghe canne da pesca si sfioravano alle due estremità. La canna dell’uomo seduto sulla riva assolata era dorata, un filo luminoso scendeva verso l’acqua emanando bagliori anche attraverso la nebbia. L’altro stringeva tra le mani nascoste dentro ampie maniche, una canna di un materiale fumoso e impalpabile, il filo che discendeva nel rio gorgogliante era rosso come sangue, uno sfrigolio risaliva il suo movimento mentre si immergeva.
Le due figure sedute, in attesa, erano assolutamente in contrasto l’una dall’altra, come il paesaggio dietro di loro. 
La prima seduta sull’argine più rigoglioso, era avvolta in abiti candidi. Una lunga tunica leggera, un cappuccio soffice avvolgeva un viso roseo, dai tratti angelici: biondi capelli e occhi turchesi. La seconda, nella stessa posizione sulla riva aspra e priva di vegetazione era vestita di lunghi panni laceri. Un mantello nero come la pece copriva un corpo esile, curvato sulla canna, un cappuccio ne nascondeva il volto e nell’oscurità che lo avvolgeva, ogni tanto un bagliore scarlatto filtrava dalle fessure che appartenevano ai suoi occhi e osservava impassibile l’avversario.
Il tempo sembrava essersi fermato. Nell’immobilità dei due pescatori, l’acqua continuava a scorrere cristallina e inesorabile, ma in un attimo qualcosa cambiò. 
In un punto lontano si udì un tonfo e la nebbia si scompose, dal buco lasciato si scorgeva un corpo che avanzava trasportato dalla corrente.
La sagoma che danzava avviluppata al moto delle rapide, aveva il viso sotto il filo dell’acqua:  gli occhi sbarrati, la bocca serrata, le mani alzate all’altezza del busto, uscivano dalla loro prigione liquida ma prive di movimento, se non quello imposto dal fiume. -: Non vincerai questa volta. Sceglierà me.:- disse con una voce gutturale il tenebroso pescatore e uno stormo di uccelli spiccò spaventato il volo, da una ricca fronda sulla riva opposta al suono della sua voce. -: Non ci sperare mia bieca amica.:- disse sorridendo l’altro. Intanto il loro sguardo osservava l’avanzata di quel corpo inerme. Quando arrivò a una decina di metri di distanza, i fili delle loro canne iniziarono a vibrare, quello d’oro riproduceva suoni: musica, risate, parole. Ogni vibrazione increspava l’acqua generando una bolla in cui erano impresse immagini. In molte di esse la donna imprigionata nella corrente: ballava, cantava, viveva. Quello rosso invece, generava suoni diversi: singhiozzi, urla, parole di disperazione e rabbia. Piccoli vortici si creavano generando bolle in cui, la stessa donna viveva momenti di angoscia e di perdita. Tutte le sfere circondarono il cadavere e spasmi violenti ne attraversarono la carne molle. Il pescatore oscuro si abbassò il cappuccio proprio mentre la donna arrivò all’altezza delle canne. Il suo viso scheletrico ghignava trionfante, con una mano la donna afferrò la lenza rossa, che le bruciò il palmo bianco, una nuvola di fumo si levò dal pugno chiuso. La risata lugubre che seguì quel gesto fece tremare la terra.  Il pescatore dagli abiti bianchi, senza scomporsi,  prese la sua canna con una mano e diede al filo dorato un’ultima vibrazione ruotando il polso. Si generò nell’acqua una nuova sfera. Una bimba al suo interno piangeva disperata invocando “mamma!”. La bolla si andò a schiantare velocemente sul petto della donna già sollevata per metà dall’acqua, tirata verso la riva spoglia, dove la morte la stava attendendo ghignante. Quando venne colpita, mollò la presa sul filo rosso e con la mano destra ancora immersa nell’acqua, afferrò la lenza dorata. -: No!:- gridò la morte con gli occhi ardenti di fiamme e odio -: Non oggi, amica triste.:- rispose con un sorriso radioso l’altro, mentre riavvolgeva la lenza attirando a se la donna che già aveva ripreso le forze e tentava di spingersi verso di lui. -: Oggi no … oggi vinco io.:- e afferrò la mano tesa e lei ricambiando la stretta rise felice. -: Oggi vince la vita.:-   
 

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@Amara mi ha dato la sensazione di una favola o fiaba dei bei tempi andati :) Avrei forse inframezzato più dialoghi alle lunghe descrizioni, ma anche così c'è una bella dimensione onirica. Grazie!

P.S. 

-: No!:- gridò la morte ... -: Non oggi, amica triste.:- 

Spoiler

Valar morghulis :D 

 

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13 minuti fa, Ton ha detto:

@Amara mi ha dato la sensazione di una favola o fiaba dei bei tempi andati :) Avrei forse inframezzato più dialoghi alle lunghe descrizioni, ma anche così c'è una bella dimensione onirica. Grazie!

P.S. 

-: No!:- gridò la morte ... -: Non oggi, amica triste.:- 

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Valar morghulis :D 

 

Grazie a te per avermi letto e commentato. Sono contenta ti sia piaciuto il racconto.

 

 

Per il resto Valar Dohaeris!:asd:

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i due Valar eccetera mi hanno fatto capire che per apprezzare in pieno questo racconto bisogna essere adepti di qualche cosa.

Scritto molto bene, tranne la forma dell'inserimento dei dialoghi che non mi entusiasma.

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Ciao @Macleo intendi i miei simboli arcani? -: non ti piacciono?

A @Edu pure, dice che sono matta come un cavallo!

Grazie per esserti soffermato. A presto.

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20 ore fa, Amara ha detto:

Le fronde degli alberi si piegavano in un sospiro tintinnante al soffiare del vento tra le foglie. Nella parte illuminata delle due radure, tutto rifulgeva di colori intensi e luccichii: un prato rigoglioso ricoperto di fiori dalla rara bellezza, versi di animali e cinguettii si propagavano nell’aria mite

virgola

20 ore fa, Amara ha detto:

carica di aromi e profumi.
Il fiume scorreva placido, una leggera nebbiolina si distendeva sulla sua superficie come una coperta. Il corso d’acqua divideva il lembo di terra assolato,

via la virgola

20 ore fa, Amara ha detto:

da una sponda più oscura e tetra. Alberi privi di foglie dagli orribili rami contorti, grosse radici immerse nella terra piagata e secca, assenza totale di suoni e oscure ombre a ottenebrare lo sguardo dal sottobosco fitto fino all’orizzonte invisibile, in cui il cielo nero, come il tubo di uno scarico, si fondeva con la terra.
Sui due argini opposti, due individui seduti l’uno di fronte all’altro pescavano. Le lunghe canne da pesca si sfioravano alle due estremità. La canna dell’uomo seduto sulla riva assolata era dorata, un filo luminoso scendeva verso l’acqua emanando bagliori anche attraverso la nebbia. L’altro stringeva tra le mani nascoste dentro ampie maniche, una canna di un materiale fumoso e impalpabile,

credo meglio un punto e virgola, per dare più respiro

20 ore fa, Amara ha detto:

il filo che discendeva nel rio gorgogliante era rosso come sangue, uno sfrigolio risaliva il suo movimento mentre si immergeva.
Le due figure sedute, in attesa, erano assolutamente in contrasto l’una dall’altra, come il paesaggio dietro di loro. 
La prima

virgola

20 ore fa, Amara ha detto:

seduta sull’argine più rigoglioso, era avvolta in abiti candidi. Una lunga tunica leggera, un cappuccio soffice avvolgeva un viso roseo, dai tratti angelici: biondi capelli e occhi turchesi. La seconda, nella stessa posizione sulla riva aspra e priva di vegetazione era vestita di lunghi panni laceri. Un mantello nero come la pece copriva un corpo esile, curvato sulla canna, un cappuccio ne nascondeva il volto e nell’oscurità che lo avvolgeva, ogni tanto un bagliore scarlatto filtrava dalle fessure che appartenevano ai suoi occhi e osservava impassibile l’avversario.
Il tempo sembrava essersi fermato. Nell’immobilità dei due pescatori, l’acqua continuava a scorrere cristallina e inesorabile, ma in un attimo qualcosa cambiò. 

oppure: in un attimo tutto cambiò

20 ore fa, Amara ha detto:

In un punto lontano si udì un tonfo e la nebbia si scompose, dal buco lasciato si scorgeva un corpo che avanzava trasportato dalla corrente.
La sagoma

virgola

20 ore fa, Amara ha detto:

che danzava avviluppata al moto delle rapide, aveva il viso sotto il filo dell’acqua:  gli occhi sbarrati, la bocca serrata, le mani alzate all’altezza del busto, uscivano dalla loro prigione liquida ma prive di movimento, se non quello imposto dal fiume. -: Non vincerai questa volta. Sceglierà me.:- disse con una voce gutturale il tenebroso pescatore e uno stormo di uccelli spiccò spaventato il volo, da una ricca fronda sulla riva opposta al suono della sua voce. -: Non ci sperare mia bieca amica.:- disse sorridendo l’altro. Intanto il loro sguardo osservava l’avanzata di quel corpo inerme. Quando arrivò a una decina di metri di distanza, i fili delle loro canne iniziarono a vibrare,

meglio due punti

 

20 ore fa, Amara ha detto:

quello d’oro riproduceva suoni: musica, risate, parole. Ogni vibrazione increspava l’acqua generando una bolla in cui erano impresse immagini. In molte di esse la donna

virgola

20 ore fa, Amara ha detto:

imprigionata nella corrente:

virgola al posto dei due punti

20 ore fa, Amara ha detto:

ballava, cantava, viveva. Quello rosso

virgola

20 ore fa, Amara ha detto:

invece, generava suoni diversi: singhiozzi, urla, parole di disperazione e rabbia. Piccoli vortici si creavano generando bolle

virgola

20 ore fa, Amara ha detto:

in cui,

virgola da togliere dopo "cui"

20 ore fa, Amara ha detto:

la stessa donna viveva momenti di angoscia e di perdita. Tutte le sfere circondarono il cadavere

la moribonda

20 ore fa, Amara ha detto:

e spasmi violenti ne attraversarono la carne molle. Il pescatore oscuro si abbassò il cappuccio proprio mentre la donna arrivò all’altezza delle canne. Il suo viso scheletrico ghignava trionfante, con una mano la donna afferrò la lenza rossa, che le bruciò il palmo bianco, una nuvola di fumo si levò dal pugno chiuso. La risata lugubre che seguì quel gesto fece tremare la terra.  Il pescatore dagli abiti bianchi, senza scomporsi,  prese la sua canna con una mano e diede al filo dorato un’ultima vibrazione ruotando il polso. Si generò nell’acqua una nuova sfera. Una bimba al suo interno piangeva disperata invocando “mamma!”. La bolla si andò a schiantare velocemente sul petto della donna già sollevata per metà dall’acqua, tirata verso la riva spoglia, dove la morte la stava attendendo ghignante. Quando venne colpita, mollò la presa sul filo rosso e con la mano destra ancora immersa nell’acqua, afferrò la lenza dorata. -: No!:- gridò la morte con gli occhi ardenti di fiamme e odio -: Non oggi, amica triste.:- rispose con un sorriso radioso l’altro, mentre riavvolgeva la lenza attirando a se

20 ore fa, Amara ha detto:

la donna che già aveva ripreso le forze e tentava di spingersi verso di lui. -: Oggi no … oggi vinco io.:- e afferrò la mano tesa e lei ricambiando la stretta rise felice. -: Oggi vince la vita.:-   
 

 

Ciao @Amara :). Al netto dei suggerimenti sui veniali refusi che mi sembra giusto, secondo me, segnalare, ho trovato interessante la tua scelta, nell'ambito della traccia del fiume,

tra la Vita e la Morte, impersonati da due pescatori, su due rive opposte del corso d'acqua. Ma perché parlare di un cadavere e non di una moribonda?

Hai condotto il racconto con bel piglio e con la bella idea delle "bolle" nell'acqua con le immagini dei richiami alla vita.

 

 

 

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Grazie @Poeta Zaza per avermi corretto la punteggiatura. Non c'è niente da fare, studio, ma a quanto pare, ancora con scarsi risultati.

La tua osservazione è giusta, ma io ho pensato a una situazione oltre la malattia. Quel luogo in cui, un corpo alimentato da macchinari e medicine sta in bilico tra la vita e la morte. Per questo ho usato il termine "cadavere" e non "moribonda". Ti ringrazio per l'attenzione che mi hai riservato e ti ringrazio di cuore per le correzioni. Spero di riuscire un giorno a non sbagliare nemmeno una virgola. 

A presto<3

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 @Amara tu, in positivo o in negativo, mi devi stupire sempre.

Stavolta l'hai fatto in positivo.

La scrittura rimane quella un po' sovrabbondante che non mi fa impazzire, ma trovo che stavolta ci stia bene, in questa scena breve che gioca più sui simboli e sulle i9mmagini che sulla narrazione. E comunque rimane ben scritto.

Azzeccata l'idea, ariva forte e chiara.

Se dei segni -: sei matta come un cavallo :- vuoi farne un tuo trattto distintivo, io non ho nulla da eccepire, sono per la grammatica creativa. L'importante è che tu sappia .:-:. e non ne sono affatto sicuro/'/visto che sei matta come un cavallo .:-:. che non corrispondono ad alcun uso "convenzionale" della punteggiatura per il discorso diretto.

Comunque: pollice in su!

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@Amara ciao tesoro :sss:

 

Trovo l'idea, alla base del racconto, semplice ma splendida. Bellissime alcune immagini che riesci a dipingere con un lessico ricercato ed elegante, ma anche secondo me in generale la parte descrittiva risulta un po' troppo "carica". Certo, questo non inficia negativamente sulla bontà del racconto, ma, come già detto da Ton, avrei bilanciato il tutto con qualche dialogo in più. 

Per il resto, veramente un ottimo lavoro. Catartico!  

 

Brava, brava e ancora brava :lol:

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@Edu sono emozionata! 

30 minuti fa, Edu ha detto:

Amara tu, in positivo o in negativo, mi devi stupire sempre.

Stavolta l'hai fatto in positivo.

La scrittura rimane quella un po' sovrabbondante che non mi fa impazzire, ma trovo che stavolta ci stia bene, in questa scena breve che gioca più sui simboli e sulle i9mmagini che sulla narrazione. E comunque rimane ben scritto.

Azzeccata l'idea, ariva forte e chiara.

Ti ho stupito in positivo!:brillasguardo:

Sono felice ti sia piaciuto. Grazie per il tuo commento che arriva in un momento difficile e che ha decisamente migliorato la mia giornata. <3

 

@The_Butcher_of_Blaviken che dolce!

Grazie mi sento lusingata dalle tue parole 

19 minuti fa, The_Butcher_of_Blaviken ha detto:

Bellissime alcune immagini che riesci a dipingere con un lessico ricercato ed elegante, 

Troppo buono. Sono contenta ti sia piaciuto il mio racconto. :love:

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4 ore fa, Amara ha detto:

un momento difficile e che ha decisamente migliorato la mia giornata. 

spero nulla di grave... ma mi fa piacere averti un po' ringallizzota

 

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18 minuti fa, Edu ha detto:

spero nulla di grave... ma mi fa piacere averti un po' ringallizzota

 

Tranquillo, ho già pronto il piano di attacco. 

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Ciao @Amara , un racconto mistico che porta il lettore a immedesimarsi in quell'attimo che sta tra la vita e la morte, riuscendoci in pieno. L'idea di rappresentarle con due pescatori è azzeccatissima. La prosa l'ho trovata scorrevole e, a parte qualche eccezione, riesce a descrivere un luogo perfettamente in sintonia con quella che sarà l'arena simbolica di due entità "speculari"; queste ultime caratterizzate con la tristezza e la gioia, versioni semplici e sempre attuali. Mi è piaciuto molto. Ciao, e alla prossima! 

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Ciao @Amara,

Il tuo racconto è molto originale. La vita e la morte che cercano di attirare gli uomini con una canna da pesca, figure tanto umanizzate da gioire per la vittoria o imprecare per la perdita, molto umane. 

Il racconto è ben scritto e le descrizioni, di cui per ovvie ragioni è ricco, sono ben gestite e fanno immaginare tutto alla perfezione. 

Il commovente finale in cui la donna, al sentire la voce della figlia sceglie la vita, è molto bello e tenero. 

 

Se voglio proprio trovarti un pelo nell'uovo, potrei osservare che, secondo il mio punto di vista (assolutamente opinabile, tanto più andando a parlare di massimi sistemi, di vita e di morte-di cui non si nulla-) ho trovato le rappresentazioni metaforiche dei due pescatori un po' stereotipate. La morte nera, la vita bianca, la vita che rimane calma, la morte che impreca, ecc.. Diciamo che traspare una visione un po' dualistica, manichea oserei dire, della questione che, forse, io avrei sfumato di più al tuo posto.

 

Per il resto, ripeto, originale e ben scritto. 

 

Talia 

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Ciao @Amara nelle descrizioni ridondanti che solo tu sei capace di fare, c'è una storia semplice, fotografata da un'immagine ricca, che si amalgama bene alla ricchezza del contorno. 

A me è piaciuto. :)

 

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Brava @Amara , hai scelto un bel soggetto per seguire la traccia. La morte e la vita che si contendono l'uomo (inteso come persona) affascina sempre. Perché è vero che alla morte non si scampa, ma è pure vero che le motivazioni importanti danno forze inaspettate, rendendoci guerrieri pronti a non arrenderci (fosse solo per un ultimo sussulto). Di sicuro non vinceremo ma con la forza ritrovata riusciremo a strappare giorni, mesi, anche anni alla morte, tra lo stupore di tutti. Tu hai scelto questo "sussulto"  tramite la voce di un figlio che chiama "mamma". Un figlio che rappresenta la continuità della vita stessa già per eccellenza.   

Se devo cavillare posso dirti che avrei preferito il richiamo alla vita attraverso le immagini del figlio, non so, con le sue mani protese o qualcosa che ne mostrasse il sentimento di attaccamento reciproco,  e non il semplice "mamma", ma questa è solo una questione di gusti. 

 

 

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@Talia ti ringrazio per il tuo commento e sì, hai ragione forse non sono andata troppo a fondo nella mia fantasia. Ma come ho letto la traccia, nella mia testa si è formata subito l'immagine di questi due individui in contrasto. Non credevo di riuscire a partecipare al MI. Quindi mi sono ridotta a scrivere alle 22. Ho preso quell'immagine e l'ho elaborata. Liscia liscia, senza arricchimenti, senza analizzarla più di tanto. Sinceramente mi sono pure stupita del risultato finale. Non è sicuramente un capolavoro, ma secondo me è un piccolo racconto ben riuscito. Avrei potuto scrivere di meglio? La risposta che mi sono data è "Assolutamente sì!" e sicuramente ci tornerò sopra, perché l'idea del pescatore (di sogni? di morte? di vita?) in un mondo tutto strano, è già da un po'che rimbalza nella mia testolina indaffarata. Sono contenta ti sia piaciuto. Volevo partecipare a tutti i costi e l'ho fatto, come al solito a "modo mio", che sicuramente ha molte imperfezioni ed è proprio per questo che sono qui, per migliorarlo. Grazie<3

@Lauram tesoro, il tuo grazie è speciale. Non solo per ciò che hai scritto, ma perché mi spingi a "scrivere" e mi sproni e incoraggi tutti i giorni. Sono fortunata ad averti come amica. <3

@Adelaide J. Pellitteri

Grazie per aver letto il mio racconto e per aver lasciato un commento tanto lusinghiero. Sono contenta ti sia piaciuta la mia piccola storia.

In realtà l'immagine che crea la vita (forse non sono stata brava io nel descriverla) è della figlia urlante e disperata al capezzale della madre. 

C'erano già immagini del passato che avevano colpito il corpo esamine, quindi non volendo ripetermi e volendo creare uno stato emozionale tanto potente dal far decidere a qualcuno di "vivere", ho pensato che l'unica cosa al mondo che, personalmente, mi renderebbe capace dell'impossibile, sarebbe vedere mia figlia soffrire e invocare il mio nome disperata. Ti ringrazio veramente per le tue osservazioni e a rileggerci.

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@Amara

Sono troppo ignorante per sapere se la storia riprende qualche mito, leggenda o roba del genere. In ogni caso l’idea mi piace. La morte e la vita sono due pescatori in competizione tra loro. La sopravvivenza o la morte della donna non hanno niente a che fare con lei. È una battaglia personale tra i due pescatori, che si servono di “trucchetti” per fregare l’altro. Io almeno l’ho letta così, ma forse sono troppo cinico.

 

Hai gestito il racconto in modo particolare. Parti con una descrizione abbastanza lunga dell’ambiente. Poi descrivi le canne dei due individui. Infine come sono vestiti. Quasi la metà del racconto è occupata da queste descrizioni. L’azione tutta in fondo. Non penso sia un difetto, eh, ma è una scelta che mi ha colpito.

 

Da migliorare c’è la forma, secondo me. Si può giocare al piccolo giardiniere: qualche aggettivo di troppo da strappare via e diverse frasi da potare. Direi che anche la punteggiatura è da rivedere. Adesso purtroppo non posso mettermi a segnalare cose nel dettaglio e forse la cosa non ti interessa, ma credo potresti riprendere il testo e lavorarci con più calma.

Ciao!

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@Kuno buongiorno, niente mitologia, tutta farina del mio sacco.

Grazie per il tuo commento e certo che mi interessano le tue correzioni!

Passa quando vuoi a farmi le pulci per favore! Grazie.

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Sembra una fiaba/leggenda di quelle dei cicli etnici, i miti fondatori, le fiabe tradizionali che ogni cultura ha e i cui temi attraversano tutte le culture.

Mi è piaciuto. Non dico che ci sono troppi aggettivi perché mi sembra chiaro che sia una scelta precisa e voluta. Forse avrei tolto la doppia battuta nel finale, lasciando solo il "oggi vince la vita" e sopprimendo l'evidente "vinco io". Ma è questione di gusti.

Credo che un duro e puro grammarnazi della punteggiatura potrebbe subire un colpo apoplettico, leggendo questo racconto :lol: ci sono virgole e due punti che non hanno ragion d'essere, cose strane, miscele di simboli di interpunzione... ma io con la punteggiatura non sono molto amica e non do consigli. Però, la rivedrei comunque.

Piacere di averti letto anche fuori dai confini faceti dell'agorà :)

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Ciao @Amara

Una bella e suggestiva declinazione della traccia del fiume la tua. L'ambientazione sognante e magica descrive bene il binomio vita/morte rappresentato dalle due sponde. Hai creato due figure che potrebbero essere mitologiche, quindi complimenti! Unico appunto: rivedrei la struttura formale dei dialoghi. A presto!

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@Amara, che bello trovarti al MI! :) 

Il tuo racconto ha l'atmosfera di una fiaba. Mi sono piaciute (al netto di "tintinnante" che, secondo me, proprio non ci sta) le lunghe descrizioni iniziali, quiete, piene di particolari. E tutta l'azione alla fine. Mi sembra una costruzione originale e interessante.

 

Il 12/5/2019 alle 23:52, Amara ha detto:

maniche, una canna di un materiale fumoso e impalpabile, il filo che discendeva nel rio gorgogliante era rosso come sangue, uno sfrigolio risaliva il suo movimento mentre si immergeva.
Le due figure sedute, in attesa, erano assolutamente in contrasto l’una dall’altra, come il paesaggio dietro di loro. 
La prima seduta sull’argine più rigoglioso, era avvolta in abiti candidi. Una lunga tunica leggera, un cappuccio soffice avvolgeva un viso roseo, dai tratti angelici:

Toglierei questa frase, credo sia superflua.

 

Il 12/5/2019 alle 23:52, Amara ha detto:

-: No!:- gridò la morte con gli occhi ardenti di fiamme e odio -: Non oggi, amica triste.:- rispose con un sorriso radioso l’altro, mentre riavvolgeva la lenza attirando a se la donna che già aveva ripreso le forze e tentava di spingersi verso di lui. -: Oggi no … oggi vinco io.:- e afferrò la mano tesa e lei ricambiando la stretta rise. felice. -: Oggi vince la vita.:-   

Toglierei anche l'aggettivo e l'ultima battuta.

 

La punteggiatura e la gestione grafica dei dialoghi sono almeno "non convenzionali", ma potrai sistemarle quando (e se) vorrai.

 

Bella storia, letta volentieri!

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Ciao @mercy grazie per esserti soffermata. Sì anche io sono molto contenta di aver partecipato. Trovo le tue correzioni sensate e giuste. Giusto il finale mi lascia un po'perplessa ma in quel caso credo che sia un discorso di stile e gusto personale. 

Sono contenta ti sia piaciuto il racconto e spero di poter partecipare ancora al Mi, perché trovo sia un contest stimolante. Grazie di cuore per il tuo commento.

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@Amara , compagna di svirgolature pindariche, anche tu, come me, fai a lotta con i segni di interpunzione?

Bella l'immagine simbolica della vita e della morte, la storia si segue un po' meno quando il corpo nel fiume si avvicina alle lenze, lì forse cé da rivedere la dinamica.

Per il resto ti hanno già detto tutto. Un mazzetto di fiori anche a te:flower: e che la forza del punto e virgola sia con noi!

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