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Poeta Zaza

[MI 126] Perdere una suora

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commento d'altrui testo

 

Traccia di mezzanotte: L’assenza

 

Perdere una suora

 

Il pullmino per otto persone, guidato da Sr. Eurosia, scendeva all’alba, a velocità sostenuta, dalla casa madre estiva al paese, trasportando quattro religiose.

A tutto volume, da Radio Maria era annunciata:

La vita dopo il parto.


< Tu credi … alla vita dopo il parto? >
chiede in pancia all’altro il suo gemello,
stretti vicini, un arto contro un arto:
“No!” Risponde sicuro suo fratello.

“Qui abbiamo il nostro cibo e sicurezza,
fuori come potremmo alimentarci?
La placenta ci nutre e ci accarezza
e ho un solo desiderio: di restarci.”

 

Oltre all’autista quarantenne, c’erano Sr. Agnese, Sr. Luisina e Sr. Fausta. Le ultime tre avevano una media di ottant’anni e si potevano considerare tre casi umani, a guardar bene. Oppure quattro, a vedere come guidava Sr. Eurosia, che pareva accompagnare, piegandosi a destra o a sinistra, le curve che si susseguivano nello sterrato, con alcune pendenze scoscese, fortunatamente deserto a quell’ora del giorno.

 

< Ma continuiamo a crescere, è destino
che noi si debba prima o poi uscire;
la mamma avremo sempre a noi vicino,
per iniziarci a un mondo da scoprire.

 

“ Devo aver preso un sasso” si disse sr. Eurosia ad una curva, e poi sentì qualcosa che pensò fosse lo scatto di un deflettore e un po’ d’aria, ma  seguitò ad ascoltare gli interessanti versi:

 

La mamma è il mio, è il nostro creatore,
tutta ci avvolge, la dobbiamo amare.>
“La mamma non esiste, sognatore,
questo cordone non dobbiam lasciare”.

 

“Che brillante analogia… La devo leggere alle ragazze.”  

Sr. Eurosia insegnava lettere e religione nel locale convitto magistrale. Era convinta che compito dei religiosi fosse trasmettere, con lo studio, la preghiera  e l’esempio i valori cristiani, degnamente riassunti  nel Credo e nei dieci comandamenti , e che fosse l’ignoranza o la corruzione morale di molti membri del clero, oggi come in passato, ad avere allontanato dalla vera fede tante persone. Non c’è facciata più rispettabile di una chiesa, dietro la quale nascondere inadeguatezze o addirittura perversioni. 

 

< Sento spingere, mamma ci vuol fuori >.
“Vai prima tu e dimmi se funziona”.
< Guarda la luce forte e quei colori …
vado a vedere mamma di persona!>

 

“Forte! Che bel messaggio! Vi è piaciuto?” chiese alle altre, senza voltarsi, badando alla strada. Nessuna risposta, ma non ci fece caso.

Arrivate a destinazione, suor Eurosia scese e aprì la porta scorrevole: “Dov’è Sr. Luisina?” domandò alle due e si chiese, sconcertata dall’assurdità della situazione.

 

Altro che fermare il traffico, sventagliando la veste sul radiatore fumante! Perdere una suora non le sarebbe stato perdonato.

 

Sr. Fausta disse in tono piatto: “È caduta dalla porta aperta”. “E perché non mi hai avvisata?” “Perché si è subito richiusa.”

Sr. Eurosia fece un respiro profondo. Dentro di sé, la chiamava sr. Fatua, ed anche in quella circostanza il soprannome era azzeccato. Addetta alla portineria, una volta che era venuta sua sorella a trovarla e lei non c’era, le aveva detto: “No, sorella Eurosia non c’è, ma può parlare con sorella Cosima, se vuole…” Suor Agnese non era interpellabile, col suo sguardo al di là del bene e del male, anche se sr. Eurosia si stava chiedendo se non avesse potuto, per rivalsa, spingere fuori la suora... Non le era sfuggito, infatti, il passaggio dello spargisale svitato, a mensa, da sr Luisina a lei... Rimandando questi pensieri, sr. Eurosia risalì di furia a bordo per tornare indietro. Ecco cosa doveva essere accaduto: a causa di un guasto, di un difetto, in una delle curve a  gomito che lei aveva preso male (o forse andava un po’ troppo forte, va a sapere) il meccanismo di una portiera si era sbloccato autonomamente. All’apertura, la malcapitata era scivolata all’esterno, ed era sperabile fosse atterrata illesa sui ciuffi d’erba e varia vegetazione che fiancheggiavano la carreggiata. Per inciso, le cinture di sicurezza non se le legava nessuno, l'autista ne era al corrente ma non ci poteva fare niente.

Le compagne avevano taciuto l'incidente, va a sapere perché.

I relativi rumori lei li aveva sentiti attutiti e scambiati per un sasso preso sotto. Neanche s’era avveduta dello scatto di chiusura nella successiva controcurva, essendo l’audio  di Radio Maria tenuta sufficientemente alto per smorzare i brontolii di Suor Luisina. Mugugni che erano di fatto critiche astiose, tacitate solo da caramelle al gusto pungente di zenzero  di cui andava ghiotta. Solo quello la faceva tacere (oppure le domande del padre confessore), e, non sentendola più, sr. Eurosia aveva pensato stesse gustando l’unico gusto piccante della sua vita.

Eppure… avrebbe dovuto pensarci, considerati i precedenti. Anche nelle panche della loro cappella, quella suora scivolava dall’estremità della panca nel corridoio, vinta dal sonno. Allora, le consorelle la mettevano

in mezzo a loro, per puntellarla. Perché non l’aveva messa tra le altre?  Perché era così sfasata, ultimamente?

E la ricostruzione ipotizzata risultò attendibile, quando la ritrovarono nella strada ancora deserta,  percorsa a ritroso. Sr. Luisina era seduta  a bordo strada: acciaccata,stranita, ma in grado di salire sul veicolo da sola, questa volta a lato dell’autista. Faceva l’offesa, e ne aveva ben d’onde, mentre  sr.  Eurosia  le spiegava  l’accaduto e il suo attivarsi non appena  se n’era accorta. Sr. Luisina si girò  solo un istante, per lanciare uno sguardo significativo alle due sedute dietro e impassibili, e non commentò.

Si  poneva adesso il problema di come e se spiegare la faccenda alla madre superiora.  Ma senz’altro le altre avrebbero parlato, e fornito la giusta, ma di sicuro disordinata e caotica versione, ed era  su quella che sr. Eurosia avrebbe dovuto far leva per confondere e intortare la madre superiora. Solo così, disinvolta e sicura di sé, caricando il giusto di spiegazioni tecniche, la sua fermezza avrebbe portato via via più attendibilità pratica alla sua versione, ergo credibilità agli occhi della Madre badessa.

Un po’ come era accaduto a suo fratello, nel convincere l’ingenuo padre del motivo del capottamento della 500L nuova. La causa era stata, spiegò, la brutta condizione del sentiero, dirupato e sconnesso, che d'un tratto gli si era parato innanzi, mentre era alla ricerca dell’indicazione del bivio per un castello che avrebbe voluto visitare. Aveva soltanto omesso di menzionare che fossero in due alla ricerca del segnale: lui e la sua procace ragazza di allora.

Perciò decise di dire e non dire. Alle domande della madre superiore, che aveva ascoltato tre suore confuse prima di  lei, spiegò che la portiera, aprendosi per sbaglio in una curva, causa un problema tecnico di cui non si era mai accorta, aveva sì fatto cadere sr. Luisina fuori, ma che l’avevano recuperata subito; ripartite, dopo un po’ avevano dovuto tornare indietro, perché era stato perso sul terreno anche un capo di vestiario. In verità, accanto alla suora, c’era la giacca che si era tolta e che male c'era a dire che erano tornate indietro per prenderla?

Mezza bugia veniale più mezza verità essenziale dava come uguale una franca e schietta ricostruzione di massima.

Alla fine, quindi, se la cavò con la sua solita faccia tosta, la stessa che esibiva, condita da un’aria innocente, quando un vigile la fermava per aver commesso una presunta infrazione al Codice della strada.

Adesso, passati due giorni, la  superiora poteva ancora comprendere la ritrosia di alcune suore ad  essere accompagnate con il pullmino, seppur risistemato, in paese.

Non capiva, però, anche il rifiuto di andarci in auto. “Non ci penso neanche!” aveva appena detto  sr. Luisina a sr. Eurosia. Che strano...

 

Spoiler

L’aneddoto sulla vita prenatale di due gemelli, e del loro surreale dialogo sulla vita dopo il parto, dello psicologo statunitense Wayne Dyer, è stato trasmesso anni fa da Radio Maria. La versione poetica, che lo richiama parzialmente, è di mia invenzione.


 

 

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1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

Le ultime tre avevano una media di ottant’anni e si potevano considerare tre casi umani, a guardar bene.

:Dpovere suorine!

1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

Non c’è facciata più rispettabile di una chiesa, dietro la quale nascondere inadeguatezze o addirittura perversioni. 

 

bellissima frase!

1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

È caduta dalla porta aperta”. “E perché non mi hai avvisata?” “Perché si è subito richiusa.”

:aka:

 

1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

Allora, le consorelle la mettevano

in mezzo a loro, per puntellarla. Perché non l’aveva messa tra le altre?  Perché era così sfasata, ultimamente?

Qui non a capo.

Non scorderò mai questa immagine:D

1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

Non capiva, però, anche il rifiuto di andarci in auto. “Non ci penso neanche!” aveva appena detto  sr. Luisina a sr. Eurosia. Che strano...

 

Come non capirle!

Ottimo racconto @Poeta Zaza

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13 minuti fa, Alba360 ha detto:

:D

 

:aka:

 

Ottimo racconto @Poeta Zaza

 

@Alba360 grazie :)

 

Ma sai che mi sono resa conto solo adesso di avere scritto, anziché ben donde:

 

2 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

 

E la ricostruzione ipotizzata risultò attendibile, quando la ritrovarono nella strada ancora deserta,  percorsa a ritroso. Sr. Luisina era seduta  a bordo strada: acciaccata,stranita, ma in grado di salire sul veicolo da sola, questa volta a lato dell’autista. Faceva l’offesa, e ne aveva ben d’onde, mentre  sr.  Eurosia  le spiegava  l’accaduto e il suo attivarsi non appena se n’era accorta

 

:facepalm:

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2 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

Il pullmino per otto persone, guidato da Sr. Eurosia, scendeva all’alba, a velocità sostenuta, 

Io metterei quel "all'alba" in apertura, un po' perché mi sembra logico mettere per primo il complemento di tempo, un po' per evitare quella successione di a (scendeva all'alba, a velocità), ma è proprio una pignoleria mia :)

 

2 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

“Dov’è Sr. Luisina?” domandò alle due e si chiese,

Sarò lenta io, ma ho letto due volte per capire la frase, vedrei più evidente un "Domandò alle due e a se stessa"

 

Il racconto è molto piacevole, ma nella lettura mi sono trovata come inondata di informazioni, dettagli, "boutade" e periodi lunghissimi in cui un po' mi perdevo e dovevo tornare indietro a rileggere per capire bene. Ad esempio, il dialogo dei due feti è sicuramente carino, ma trovo che prenda uno spazio immenso, così come l'aneddoto dell'incidente del fratello della suora e della procace fidanzata: decisamente simpatico, ma non mi sembra necessario, trovo che appesantisca il tutto. Insomma, trovo che ci sia moltissima carne la fuoco che smorza un po' l'efficacia del tutto. Naturalmente, è solo una mia opinione, eh? :)

Provo anche a segnalarti un paio di passaggi che secondo me potrebbero  essere più snelli e ordinati. Poi vedi tu

 

2 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

Sr. Eurosia fece un respiro profondo. Dentro di sé, la chiamava sr. Fatua, ed anche in quella circostanza il soprannome era azzeccato. Addetta alla portineria, una volta che era venuta sua sorella a trovarla e lei non c’era, le aveva detto: “No, sorella Eurosia non c’è, ma può parlare con sorella Cosima, se vuole…” Suor Agnese non era interpellabile, col suo sguardo al di là del bene e del male, anche se sr. Eurosia si stava chiedendo se non avesse potuto, per rivalsa, spingere fuori la suora...

Tutto questo passaggio, ma anche il pezzo successivo, senza andare a capo, con questa serie di frasi giustapposte, lo trovo un po ' opprimente. Per me, andrebbe snellito e reso un po' più fluido.

"Dentro si sé, la chiamava suor Fatua, soprannome assai azzeccato. (l'aneddoto della portineria mi è sembrato superfluo, o allora non reso efficacissimo, ma anche lì è questione di gusti).

Inutile poi chiedere a suor agnese, con il suo sguardo...anche se..."

2 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

Ecco cosa doveva essere accaduto: a causa di un guasto, di un difetto, in una delle curve a  gomito che lei aveva preso male (o forse andava un po’ troppo forte, va a sapere) il meccanismo di una portiera si era sbloccato autonomamente. All’apertura, la malcapitata era scivolata all’esterno, ed era sperabile fosse atterrata illesa sui ciuffi d’erba e varia vegetazione che fiancheggiavano la carreggiata. Per inciso, le cinture di sicurezza non se le legava nessuno, l'autista ne era al corrente ma non ci poteva fare niente

"Forse, si disse, la portiera si era aperta da sola, a causa di un difetto o altro, in una delle curve che lei aveva preso male (o troppo forte, chissà) e la malcapitata doveva esser caduta fuori. Atterrando, si sperava illesa, sulla vegetazione..."

 

Insomma, non sto a farti le pulci a ogni paragrafo, ma la sostanza è questa: questi lunghi paragrafi zeppi di gruppi verbali, di complementi, intercalati di incisi ripetuti, sono molto laboriosi in lettura; credo che renderebbero meglio snelliti e resi più diretti alla lettura, togliendo i dettagli evidenti (l'apertura e poi la chiusura del meccanismo; il perché suor Luisina sia offesa, eccetera) che il lettore deduce anche senza scriverli; e semplificando la sintassi e la struttura delle frasi.

Naturalmente, sono solo le mie impressioni.

 

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4 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

Eppure… avrebbe dovuto pensarci, considerati i precedenti. Anche nelle panche della loro cappella, quella suora scivolava dall’estremità della panca nel corridoio, vinta dal sonno. Allora, le consorelle la mettevano

in mezzo a loro, per puntellarla.

ahahaha

 

Chissà quante mezze bugie, e mezze verità tra conventi e monasteri.

Il racconto è simpatico anche se in qualche punto ho dovuto rileggere, ma non saprei dirti se per mia stanchezza (visto che vorrei postare), tanto che non ho quotato le frasi  cui mi riferisco. 

L'assenza è breve, ma c'è. Hai inserito nel testo anche altre "storie", come il dialogo tra i feti, che forse distraggono un po' dal tema principale, o comunque non accompagnano la storia nella sua evoluzione.  

Qualche frase la snellirei o almeno la spezzerei. Il linguaggio usato è un po' arcaico e mi fa pensare alle suore fuori dalla contemporaneità.

Comunque un racconto che fa sorridere. 

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13 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

Oppure quattro, a vedere come guidava Sr. Eurosia, che pareva accompagnare, piegandosi a destra o a sinistra, le curve che si susseguivano nello sterrato, con alcune pendenze scoscese, fortunatamente deserto a quell’ora del giorno.

Molte frasi come questa, virgole come curve e incisi che ubriacano, confondono e rendono faticosa la lettura.

Difficile capire come il tema dell'assenza, tra l'altro dall'inizio alla fine del racconto - cosa che qui non è - possa averti ispirato questa storia un po' senza né capo né coda, disturbata anche da episodi poco attinenti come quello del fratello o lo stesso parto gemellare su Radio Maria.

Credo che la tua dimensione ottimale sia la poesia, mentre nel racconto sei molto discontinua e ottieni risultati ottimi ed altri meno, come questo. Scusa la franchezza, ma credo che, per dare il meglio, tu abbia - molto più di altri - necessità di un tema che riesca ad emozionarti e coinvolgerti senza compromessi.

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11 ore fa, Befana Profana ha detto:

Il racconto è molto piacevole, ma nella lettura mi sono trovata come inondata di informazioni, dettagli, "boutade" e periodi lunghissimi in cui un po' mi perdevo e dovevo tornare indietro a rileggere per capire bene. Ad esempio, il dialogo dei due feti è sicuramente carino, ma trovo che prenda uno spazio immenso, così come l'aneddoto dell'incidente del fratello della suora e della procace fidanzata: decisamente simpatico, ma non mi sembra necessario, trovo che appesantisca il tutto. Insomma, trovo che ci sia moltissima carne la fuoco che smorza un po' l'efficacia del tutto. Naturalmente, è solo una mia opinione, eh? :)

 

 

Grazie, @Befana Profana , del passaggio e delle tue considerazioni :)

 

 

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10 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Il racconto è simpatico anche se in qualche punto ho dovuto rileggere, ma non saprei dirti se per mia stanchezza (visto che vorrei postare), tanto che non ho quotato le frasi  cui mi riferisco. 

L'assenza è breve, ma c'è. Hai inserito nel testo anche altre "storie", come il dialogo tra i feti, che forse distraggono un po' dal tema principale, o comunque non accompagnano la storia nella sua evoluzione.  

Qualche frase la snellirei o almeno la spezzerei. Il linguaggio usato è un po' arcaico e mi fa pensare alle suore fuori dalla contemporaneità.

Comunque un racconto che fa sorridere. 

 

:) grazie @Adelaide J. Pellitteri , anche dei tuoi suggerimenti.

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1 ora fa, Macleo ha detto:

Molte frasi come questa, virgole come curve e incisi che ubriacano, confondono e rendono faticosa la lettura.

Difficile capire come il tema dell'assenza, tra l'altro dall'inizio alla fine del racconto - cosa che qui non è - possa averti ispirato questa storia un po' senza né capo né coda, disturbata anche da episodi poco attinenti come quello del fratello o lo stesso parto gemellare su Radio Maria.

Credo che la tua dimensione ottimale sia la poesia, mentre nel racconto sei molto discontinua e ottieni risultati ottimi ed altri meno, come questo. Scusa la franchezza, ma credo che, per dare il meglio, tu abbia - molto più di altri - necessità di un tema che riesca ad emozionarti e coinvolgerti senza compromessi.

 

Mi dispiace che stavolta il mio racconto non abbia incontrato il tuo favore, @Macleo

Quello che dici non essere attinente ala storia, per me era funzionale a far capire distrazioni alla guida (Radio Maria e i gemelli) e la concezione di sr.Eurosia sulla verità "ricostruita".

Hai ragione sulla costruzione delle frasi un po' lunghe e pesanti, me l'han già detto altri (virgole come curve ahahah) ma sui compromessi ti sbagli: non ci scendo mai.

 

Ciao da Zaza :)

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Ho dimenticato un pezzo:

6 minuti fa, Poeta Zaza ha detto:

 

Mi dispiace che stavolta il mio racconto non abbia incontrato il tuo favore, @Macleo

Quello che dici non essere attinente ala storia, per me era funzionale a far capire distrazioni alla guida (Radio Maria e i gemelli) e la concezione di sr.Eurosia sulla verità "ricostruita"

(episodio del fratello).

Hai ragione sulla costruzione delle frasi un po' lunghe e pesanti, me l'han già detto altri (virgole come curve ahahah) ma sui compromessi ti sbagli: non ci scendo mai.

 

:

 

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@Poeta Zaza l'ho cominciato un paio di volte ieri sera ma ero stanco. Letto tutto adesso :) Conoscevo la parabola del dottor Dyer, ma tu l'hai scritta meglio.

In generale molto carino, a tratti mi ha ricordato qualche scena e il tono da "Che Dio ci aiuti". Non mi è del tutto chiaro se alla fine hanno semplicemente lasciato la Suora indietro e bon? E quando si ritroverà il corpo che fanno?

Un unico appunto perchè per il resto è davvero ben scritto: so che Sr. è corretto, anche se per me è l'abbreviazione di Senior con cui ho più familiarità, ma soprattutto è un modo poco in uso e che mi ha rallentato la lettura. Verso la fine poi scrivi Suor Luisina. Visto che qui si parla delle azioni di una Suora verso un'altra, io avrei usato "sorella X" al posto di Sr. e al massimo qualche volta "Suor X".

:sss:

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50 minuti fa, Ton ha detto:

@Poeta Zaza l'ho cominciato un paio di volte ieri sera ma ero stanco. Letto tutto adesso :) Conoscevo la parabola del dottor Dyer, ma tu l'hai scritta meglio.

grazie

50 minuti fa, Ton ha detto:

In generale molto carino, a tratti mi ha ricordato qualche scena e il tono da "Che Dio ci aiuti". Non mi è del tutto chiaro se alla fine hanno semplicemente lasciato la Suora indietro e bon? E quando si ritroverà il corpo che fanno?

rileggi ancora per favore - certo che è recuperata... :D mi costa anche una penalità perché l'assente ricompare ;(

50 minuti fa, Ton ha detto:

Un unico appunto perchè per il resto è davvero ben scritto:

ma  grazie :)

50 minuti fa, Ton ha detto:

 

so che Sr. è corretto, anche se per me è l'abbreviazione di Senior con cui ho più familiarità, ma soprattutto è un modo poco in uso e che mi ha rallentato la lettura. Verso la fine poi scrivi Suor Luisina. Visto che qui si parla delle azioni di una Suora verso un'altra, io avrei usato "sorella X" al posto di Sr. e al massimo qualche volta "Suor X".

 

hai ragione! non pensavo affatto  alla coincidenza con l'abbreviazione di senior... 

 

Bon @Ton  :sss:

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1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

rileggi ancora per favore - certo che è recuperata... :D 


:facepalm: e niente, sono un caso disperato... scusa.

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@Poeta Zaza un buon racconto; divertente, e con una prosa elegante che fa spesso utilizzo di termini ricercati, diciamo così. Non ho trovato fastidiosi gli intermezzi dei fratelli, a me piacciono queste digressioni narrative. Dunque un buon racconto, come dicevo, scritto davvero bene. Però non posso esimermi dal non notare la mancanza dell'assenza. Sì, ho ben compreso che dovrebbe riguardare la, momentanea anche, dipartita di Sr. Luisina, ma a me non convince per nulla. Peccato per questo problema, perché il racconto in sé mi è piaciuto molto. Ciao, e alla prossima!

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@Poeta Zaza, ti leggo sempre volentieri. Definirei il tuo pezzo originale, quasi buffo: ti aspetti che ci sia qualcosa in fondo, ma in fondo poi non arriva... 

Mi chiedo: 

Il 12/5/2019 alle 17:52, Poeta Zaza ha detto:

Sr. Luisina

Ecco, non so come "tecnicamente" si scriva, ma forse non sarebbe meglio un semplice suor Luisina. Sr? 

Comunque mi è piaciuto. Ciao!

Modificato da Fraudolente

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8 ore fa, Rhomer ha detto:

@Poeta Zaza un buon racconto; divertente, e con una prosa elegante che fa spesso utilizzo di termini ricercati, diciamo così. Non ho trovato fastidiosi gli intermezzi dei fratelli, a me piacciono queste digressioni narrative. Dunque un buon racconto, come dicevo, scritto davvero bene.

 

ti ringrazio del passaggio e  dell'apprezzamento :)

 

8 ore fa, Rhomer ha detto:

Però non posso esimermi dal non notare la mancanza dell'assenza. Sì, ho ben compreso che dovrebbe riguardare la, momentanea anche, dipartita di Sr. Luisina, ma a me non convince per nulla. Peccato per questo problema, perché il racconto in sé mi è piaciuto molto. Ciao, e alla prossima!

 

Perché, caro @Rhomer , dovrebbe essere un problema? @Cicciuzza ha detto: I racconti rispettano tutti i limiti di caratteri nonché le tracce.  Quindi, anche il mio è in regola, se no non sarebbe stato ammesso.

Per quanto riguarda la "Boa" , non rispettata perché ho fatto ritornare l'assente, rispetto agli altri parto da meno uno. Perché dovrei avere altre penalizzazioni, non credi? :sss:

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@Fraudolente :rosa:

 

 

1 ora fa, Fraudolente ha detto:

@Poeta Zaza, ti leggo sempre volentieri.

e io apprezzo molto i tuoi passaggi, grazie! 

1 ora fa, Fraudolente ha detto:

Definirei il tuo pezzo originale, quasi buffo: ti aspetti che ci sia qualcosa in fondo, ma in fondo poi non arriva... 

a me piace tentare di narrare il lato comico della quotidianità. Mi piace fare sorridere, ridere se ci riesco. E la realtà è romanzesca. Il fatto principale che racconto è accaduto davvero.

1 ora fa, Fraudolente ha detto:

Mi chiedo: 

Ecco, non so come "tecnicamente" si scriva, ma forse non sarebbe meglio un semplice suor Luisina. Sr? 

Comunque mi è piaciuto. Ciao!

 

Sì, era meglio  "suor", ma mi sembrava di far prima, essendo tante le citazioni. 

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1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

 

ti ringrazio del passaggio e  dell'apprezzamento :)

 

 

Perché, caro @Rhomer , dovrebbe essere un problema? @Cicciuzza ha detto: I racconti rispettano tutti i limiti di caratteri nonché le tracce.  Quindi, anche il mio è in regola, se no non sarebbe stato ammesso.

Per quanto riguarda la "Boa" , non rispettata perché ho fatto ritornare l'assente, rispetto agli altri parto da meno uno. Perché dovrei avere altre penalizzazioni, non credi? :sss:

 

@Poeta Zaza Forse mi sono espresso male. Alludevo al fatto che era un problema per me, inteso come elemento non convincente. Ma ovviamente rimane una mia opinione.

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Ciao @Poeta Zaza,

mi sembra che questo racconto abbia poco a che fare con l'assenza: l'assenza c'è, ma è marginale - si parla di tutt'altro.

Questa, ovviamente, è la mia opinione personale: se i giudici dicono che il racconto è in traccia, è in traccia. E poi a me importa poco dei voti, delle classifiche, dei cavilli. Mi interessano le occasioni confronto.

 

Il tuo racconto è simpatico, i versi (come sempre) sono la parte migliore. Credo però che questa volta tu abbia esagerato in densità. Cito @Befana Profana (ma posso farlo senza temere che mi chieda il copyright - perché lei ha già citato me in altri commenti :asd: )

Il 12/5/2019 alle 21:38, Befana Profana ha detto:

la sostanza è questa: questi lunghi paragrafi zeppi di gruppi verbali, di complementi, intercalati di incisi ripetuti, sono molto laboriosi in lettura; credo che renderebbero meglio snelliti e resi più diretti alla lettura, togliendo i dettagli evidenti (l'apertura e poi la chiusura del meccanismo; il perché suor Luisina sia offesa, eccetera) che il lettore deduce anche senza scriverli; e semplificando la sintassi e la struttura delle frasi.

altrimenti il rischio è che:

Il 12/5/2019 alle 21:38, Befana Profana ha detto:

nella lettura ci si trovi come inondati di informazioni, dettagli, "boutade" e periodi lunghissimi in cui un po' ci si perde e si deve tornare indietro a rileggere per capire bene

(questa è una semicitazione, invece).

 

Mostrare il lato comico della quotidianità, invece, ti riesce molto bene ed è un'intenzione narrativa che io apprezzo molto. Sia quando trovo sia perfettamente riuscita, sia quando credo sia migliorabile.

 

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Ciao @Poeta Zaza

Molto zaziano questo tuo racconto, nella sua accezione migliore: ambientazione quotidiana, qui in parte campestre, tono ironico/buffo ma elegante con passaggi davvero ben riusciti, digressioni poetiche stranianti. C'è tutto il tuo stile e il tuo modo di narrare. Avrei curato un po' di più alcuni passaggi per la fluidità e la scorrevolezza. E poi ho una domanda: perché hai deciso di far ritrovare la suora? Per rispettare la boa poteva pure perdersi da qualche parte nel prato, no? Secondo me avresti trovato una soluzione all'altezza delle aspettative con la tua fantasia...

Alla prossima!

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Ciao @Poeta Zaza

Torno perché ho letto il commento di @Ivana Librici , col quale sono totalmente d'accordo. Il tuo modo di scrivere ti pone al disopra della tecnica e della forma. Come dice Ivana il tuo è lo stile zaziano. Un po' di poesia e frasi, quasi raccontate oralmente. Provo, nel leggerti, quel gusto speciale che si prova ad ascoltare, da bambini.   Lo stile letterario  contraddistingue l'autore, lo rende riconoscibile, leggi le prime righe e ti sembra di ascoltare la sua voce inconfondibile. Tu questo ce l'hai, e non è poco!

fiori a mazzetti per te:flower:

 

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Il 12/5/2019 alle 17:52, Poeta Zaza ha detto:

Oltre all’autista quarantenne, c’erano Sr. Agnese, Sr. Luisina e Sr. Fausta. Le ultime tre avevano una media di ottant’anni e si potevano considerare tre casi umani, a guardar bene. Oppure quattro, a vedere come guidava Sr. Eurosia, che pareva accompagnare, piegandosi a destra o a sinistra, le curve che si susseguivano nello sterrato, con alcune pendenze scoscese, fortunatamente deserto a quell’ora del giorno.

 

 

Cito le frasi di introduzione al mio racconto, per fare un "mea culpa" - uno per tutti - .

Siccome (mi veniva da dire "ordunque" ma non voglio esagerare col linguaggio aulico) tutte e quattro le suore io le presento successivamente, ho confuso il lettore, andando a parlare di "casi umani", senza che il lettore abbia idea di chi siano, a parte l'età che, di per sé, non giustifica quasi nulla di ciò che siamo.

 

Con quanto sopra, ho approfittato delle critiche (giuste) tue@mercy e di altri, sulle mie frasi zeppe e dense, per fare (vedi sopra) anche una critica a me stessa, che non mi ha fatto sin qui nessuno. Non potevo dare per scontato cose sconosciute sui personaggi.

2 ore fa, mercy ha detto:

Il tuo racconto è simpatico, i versi (come sempre) sono la parte migliore.

sai che non lo prendo come un complimento, @mercy ;), essendo in un Contest di racconti? :asd:

 

Quota

 

 Credo però che questa volta tu abbia esagerato in densità.

 

Mostrare il lato comico della quotidianità, invece, ti riesce molto bene ed è un'intenzione narrativa che io apprezzo molto. Sia quando trovo sia perfettamente riuscita, sia quando credo sia migliorabile.

 

E di questo io ti ringrazio, cara la mia @mercy

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1 ora fa, Ivana Librici ha detto:

Ciao @Poeta Zaza

Molto zaziano questo tuo racconto, nella sua accezione migliore: ambientazione quotidiana, qui in parte campestre, tono ironico/buffo ma elegante con passaggi davvero ben riusciti, digressioni poetiche stranianti. C'è tutto il tuo stile e il tuo modo di narrare. Avrei curato un po' di più alcuni passaggi per la fluidità e la scorrevolezza. E poi ho una domanda: perché hai deciso di far ritrovare la suora? Per rispettare la boa poteva pure perdersi da qualche parte nel prato, no? Secondo me avresti trovato una soluzione all'altezza delle aspettative con la tua fantasia...

Alla prossima!

 

Ma grazie, cara @Ivana Librici :rosa:

Anche per il termine "zaziano" , per me piacevolissimo, che fa pendant con lo "zazaismo" di cui mi ha onorato @Nerioin una mia poesia di novembre scorso, e che in seguito altri hanno applicato alla mia prosa.

Eh, il tuo suggerimento di far perdere Suor Luisina (dal nome di una suora cattiva con me in seconda elementare) per tutta la durata del racconto, mi spiace sai, non mi è proprio venuto in mente, accidenti!

 

 

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3 ore fa, Alba360 ha detto:

Ciao @Poeta Zaza

Torno perché ho letto il commento di @Ivana Librici , col quale sono totalmente d'accordo. Il tuo modo di scrivere ti pone al disopra della tecnica e della forma. Come dice Ivana il tuo è lo stile zaziano. Un po' di poesia e frasi, quasi raccontate oralmente. Provo, nel leggerti, quel gusto speciale che si prova ad ascoltare, da bambini.   Lo stile letterario  contraddistingue l'autore, lo rende riconoscibile, leggi le prime righe e ti sembra di ascoltare la sua voce inconfondibile. Tu questo ce l'hai, e non è poco!

fiori a mazzetti per te:flower:

 

 

Grazie @Alba360 :rosa:

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Hai messo insieme un programma radiofonico sulla nascita di due nuove vite e di una madre con la storia di alcune suore molto anziane ed alquanto svanite :) 

Mi spiazza il comportamento delle due suore che non avvisano l'autista della perdita di una delle altre suore.

C'è del marcio nel convento, oltre che in Danimarca?

Piacevole la descrizione dei luoghi e dei personaggi che prendono forma e vita nell'immaginazione di chi legge.

 

 

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Il 12/5/2019 alle 17:52, Poeta Zaza ha detto:

pullmino

Zaza Zaza, che mi combini, proprio in apertura...

 

Il 12/5/2019 alle 17:52, Poeta Zaza ha detto:

Ecco cosa doveva essere accaduto: a causa di un guasto, di un difetto, in una delle curve a  gomito che lei aveva preso male (o forse andava un po’ troppo forte, va a sapere) il meccanismo di una portiera si era sbloccato autonomamente. All’apertura, la malcapitata era scivolata all’esterno, ed

Uh, questo lo avrei evitato: avevamo già capito tutto

 

Il 12/5/2019 alle 17:52, Poeta Zaza ha detto:

I relativi rumori lei li aveva sentiti attutiti e scambiati per un sasso preso sotto. Neanche s’era avveduta dello scatto di chiusura nella successiva controcurva, essendo l’audio  di Radio Maria tenuta sufficientemente alto per smorzare i brontolii di Suor Luisina.

Anche questo.

 

@Poeta Zaza tu, tra di noi, sei quella dalla quale so meno cosa aspettarmi quando apro un racconto per leggerlo: a volte chiudo con un grande applauso mentale, altre rimango poco convinto. Stavolta rimango poco convinto, nonostante il registro ironico credo ti calzi molto bene. L'idea di perdere una suora, di suo, sarebbe pure carina, ma non regge un racconto intero, che alla fine, al netto dei dettagli, mi sembra davvero un po' inconsistente. 

 

:sss:

Modificato da Edu
Mi era dimenticato il fiorellino, da vero villano

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58 minuti fa, Edu ha detto:

Zaza Zaza, che mi combini, proprio in apertura...

guarda che pullmino è corretto, lo dice la Treccani :P - cit: pulmino (o pullmino) s. m. [dim. di pullman].

 

58 minuti fa, Edu ha detto:

Uh, questo lo avrei evitato: avevamo già capito tutto

Anche questo.

a me piace precisare, è uno dei miei difetti, lo so.

58 minuti fa, Edu ha detto:

 

@Poeta Zaza tu, tra di noi, sei quella dalla quale so meno cosa aspettarmi quando apro un racconto per leggerlo: a volte chiudo con un grande applauso mentale, altre rimango poco convinto. Stavolta rimango poco convinto, nonostante il registro ironico credo ti calzi molto bene. L'idea di perdere una suora, di suo, sarebbe pure carina, ma non regge un racconto intero, che alla fine, al netto dei dettagli, mi sembra davvero un po' inconsistente. 

:sss:

 

@Edu aspettavo il tuo, sempre gradito, passaggio. :) Mi aspettavo anche il "cum grano salis" sul mettere o meno gli inserti poetici, e invece non l'hai scritto. Ciò lo considero positivo, e te ne ringrazio, in quanto i versi sulla vita dopo il parto sono funzionali alla distrazione della suora-autista.

Un'altra cosa che deduco con piacere dalla tua considerazione di cui sopra, è che non sai cosa aspettarti quando pubblico un racconto. Ciò non può che farmi piacere e mi fa pensare di non essere mai scontata.

Analogamente, noto con soddisfazione che, da quando ho rotto il ghiaccio col primo racconto sul MI, i miei brani hanno sempre una grande platea di lettori, che immagino siano curiosi di vedere cosa tira fuori stavolta Zaza. E arrivano sempre per leggermi.

 

Che bello! Grazie a voi tutti. Approfitto di questo post di risposta a Edu per ringraziarvi di cuore, sconosciuti lettori che mi seguite! :libro: 

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1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

Mi aspettavo anche il "cum grano salis" sul mettere o meno gli inserti poetici, e invece non l'hai scritto. Ciò lo considero positivo, e te ne ringrazio, in quanto i versi sulla vita dopo il parto sono funzionali alla distrazione della suora-autista.

ma infatti in questo caso hai fatto l'operazione in maniera diversa, facendolo uscire dalla radio, e quindi si integra molto meglio nel testo

 

1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

Analogamente, noto con soddisfazione che, da quando ho rotto il ghiaccio col primo racconto sul MI, i miei brani hanno sempre una grande platea di lettori, che immagino siano curiosi di vedere cosa tira fuori stavolta Zaza. E arrivano sempre per leggermi.

ma anfatti... mi spieghi come fai ad avere sempre millemila visualizzazioni? O_O

 

1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:
2 ore fa, Edu ha detto:

Zaza Zaza, che mi combini, proprio in apertura...

guarda che pullmino è corretto, lo dice la Treccani :P - cit: pulmino (o pullmino) s. m. [dim. di pullman].

Ok, in effetti hai ragione. Però, dai, è desueto...

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41 minuti fa, Edu ha detto:

ma infatti in questo caso hai fatto l'operazione in maniera diversa, facendolo uscire dalla radio, e quindi si integra molto meglio nel testo

:)

41 minuti fa, Edu ha detto:

 

ma anfatti... mi spieghi come fai ad avere sempre millemila visualizzazioni? O_O

beh, non così tante, ma te l'ho spiegato, forse perché i miei racconti intrigano, ho un parterre di lettori che mi segue sul MI e arriva, puntuale, a leggermi.

Sono cosciente di essere un poeta prestato alla prosa, ma lo zazaismo si è fatto la sua nicchia di lettori qui, e ne sono lieta. :)

 

41 minuti fa, Edu ha detto:

 

Ok, in effetti hai ragione. Però, dai, è desueto...

 

Io sono desueta e aulica. A volte non mi freno. :asd:

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12 ore fa, AzarRudif ha detto:

Hai messo insieme un programma radiofonico sulla nascita di due nuove vite e di una madre

hai ignorato il messaggio sottostante, Azar?  :indicare:

 

12 ore fa, AzarRudif ha detto:

con la storia di alcune suore molto anziane ed alquanto svanite :) 

e una quarantenne, prof ed autista, un po' sbadata...

12 ore fa, AzarRudif ha detto:

Mi spiazza il comportamento delle due suore che non avvisano l'autista della perdita di una delle altre suore.

è successo realmente... realtà romanzesca, scusino i lettori se ripeto i concetti già espressi. :pop:

12 ore fa, AzarRudif ha detto:

C'è del marcio nel convento, oltre che in Danimarca?

Piacevole la descrizione dei luoghi e dei personaggi che prendono forma e vita nell'immaginazione di chi legge.

 

 

Grazie, caro Azar :ciaociao:

 

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