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Spero di aver capito bene come postare in Officina, aggiungendo nel modo corretto il Link del mio commento. :hm:

 

Questa, è la prima volta che debutto, presentando qualcosa di mio. Ho scelto le prime righe di un progetto a cui sto lavorando; ho qualche dubbio su una cosa in particolare. Quindi, vi prego, siate spietati. 

 

Fumava e contava.

Contava scatole rettangolari, allineate una sull'altra come fossero grattacieli… di speranza, stipate nel cofano aperto.

Tommaso osservava suo padre in silenzio, seduto sul muricciolo accanto al cancello della chiesa; si era portato le ginocchia al petto, e aveva attorniato le cosce con le braccia.

Papà è la terza volta che le conti!

Tommaso immergeva il viso nella torre dei suoi arti, ogni qual volta le spirali di fumo lo inghiottivano; e quando lo portava di nuovo alla luce, suo padre era ancora nella stessa posizione.

Fumava e imprecava.

Imprecava urlando; aizzava le braccia al cielo, riportandole veloci giù, agganciando le mani ai fianchi, straripanti. Tommaso continuava a guardarlo sconcertato, rifugiando la vista ad ogni bestemmia ruggita.  

Ti prego, papà, abbassa la voce.

Tommaso mordeva il cursore del giacchetto, reprimendo i lamenti della fame, mentre pupille appannate minacciavano di sbrinarsi.

Le dita di suo padre correvano su e giù, a destra e sinistra, lungo la torre di scatole, mentre incespicava con i numeri, tirava un’altra boccata, sputava l’ennesima bestemmia

Tommaso si sciolse da quella posizione sbuffando, scese lento dal muricciolo, trattenne i calzoni che minacciavano di rispettare la gravità, e si avvicinò all'auto. Aprì la portiera, e si ficcò dentro, rovistando sotto il piccolo plaid, tra le bottiglie di vetro scuro, mozziconi di sigarette, indumenti sporchi e logori, per trovare qualcosa da mangiare, anche se vecchio di giorni.

Mi accontento anche di un pezzo di pane mangiucchiato.

Un senso di vertigine accalappiò Tommaso, costringendolo ad appoggiarsi al sedile. Chiuse gli occhi per un istante, ma la voce di suo padre che gli giungeva all'orecchio, seppur bisbigliata, mentre continuava il suo motivetto di numeri, glieli fece riaprire, partorendo una sensazione di calore inteso, e formicolio alle mani.

Calma Tommasino, pensa a sfamarti. 

Tommaso aveva tirato un lungo respiro, poi riprese a tormentare il cursore della cerniera... 

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Ciao cara @Nancy C. :) mi sembra che tu abbia fatto tutto bene!

A una prima lettura trovo il frammento un po' rigido, ci sono diverse frasi complicate e molte virgole. Ho l'impressione che tu abbia controllato e ricontrollato questo pezzo, lo trovo poco fluido. La trama in sé è interessante, mi fa venire voglia di saperne di più dei personaggi, di cosa li abbia portati a questo punto e cosa gli succederà dopo.

La parola cursore che usi almeno un paio di volte mi salta molto all'occhio, capisco che cosa intendi, ma trovo che la parola sia strana. Almeno per me. Avrei usato lampo o zip o cerniera, anche se magari meno corrette, però più in uso.

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

al petto, e aveva attorniato

qui toglierei la virgola, mi sembra che e sia abbastanza

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

Papà è la terza volta che le conti!

qui invece metterei una virgola dopo papà

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

Tommaso immergeva il viso nella torre dei suoi arti, ogni qual volta le spirali di fumo lo inghiottivano; e quando lo portava di nuovo alla luce, suo padre era ancora nella stessa posizione.

qua invertirei le prime due frasi e poi toglierei e dopo il punto e virgola

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

Imprecava urlando; aizzava le braccia al cielo,

metterei due punti al posto del punto e virgola. Aizzare lo capisco, ma trovo che non stia tanto bene qui. Aizzi qualcuno, aizzare le braccia mi suona molto strano

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

agganciando le mani ai fianchi, straripanti.

qui metterei: per poi agganciare le mani ai fianci straripanti.

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

mentre pupille appannate minacciavano

mi sa che ti è scappato un le prima di pupille

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

Mi accontento anche di un pezzo di pane mangiucchiato.

non so quanti anni abbia Tommaso, ma gli farei dire "Mi va bene/MI andrebbe bene" al posto di mi accontento

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

seppur bisbigliata, m

come mai bisbigliata? Fino a due righe prima stava urlando

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

Chiuse gli occhi per un istante, ma la voce di suo padre che gli giungeva all'orecchio, seppur bisbigliata, mentre continuava il suo motivetto di numeri, glieli fece riaprire, partorendo una sensazione di calore inteso, e formicolio alle mani.

in questa frase secondo me ci sono troppe virgole ed è molto lunga, proverei a snellirla un po'. Faccio una prova: Chiuse gli occhi per un istante, ma la voce del padre, ora ridotta a un bisbigliante motivetto di numeri, glieli fece riaprire. Un calore intenso gli gli avvolse il viso mentre le mani cominciavano a formicolare.

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

Calma Tommasino, p

questo Tommasino mi suona strano, strano che lui pensi a se stesso con un diminutivo. Ma questo può dipendere dal fatto che sappiamo poco di lui ancora

7 ore fa, Nancy C. ha detto:

Tommaso aveva tirato un lungo respiro,

qui hai cambiato tempo verbale, metterei tirò al posto di aveva tirato

Mi piacerebbe saperne di più di questi due. Secondo me dovresti cercare di "sciogliere" la scrittura e fare frasi un po' più corte, ma è solo una mia opinione. Sono contenta di trovarti in Officina @Nancy C. :flower: 

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@Kikki felicissima di ricevere un tuo commento. Finalmente ce l'ho fatta!

Grazie per tutti i suggerimenti, ne farò tesoro. 

Per quanto riguarda il cursore, anche io avevo molti dubbi, e non sai quante volte ho cancellato la parola; poi ho fatto alcune ricerche, però nutro sempre qualche perplessità. 

Hai ragione per quanto riguarda la rigidità del testo, non sai quante volte l'ho letto e riletto! Il fatto è che c'è qualcosa che non mi torna, ma un tuo commento mi ha già fatto venire in mente una cosa:D.

Ciò che mi premeva era il modo di raccontare: terza persona al passato con pensieri al presente.  

Per il fatto che prima urlava e poi bisbigliava, volevo sottolineare la "pazzia" del padre. Urlava perché perdeva il conto delle scatole, e tornava a bisbigliare contando. Ma mi sa che devo riscrivere meglio il concetto. 

È stato bello confrontarsi, grazie ancora. Stanotte rimetterò mano al testo, cercando di tenere in mente i tuoi suggerimenti anche per quanto riguarda il resto del racconto. 

Avevi ragione quando dicevi che qui mi sarei trovata bene. Spero di ricevere altri commenti costruttivi come il tuo. Mi sono sbloccata non poco. :)

 

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Per me è quasi perfetto. Devo fare solo due appunti. È una scena e infilandoci qualche linea di dialogo invece dei pensieri migliora il tutto e caratterizza meglio i due.

 

Secondo, manca qualche sensazione che non sia visiva. Il padre fuma, quindi ci starebbe bene l'olfatto. 

 

Infine dovresti allenarti a migliorare il punto il vista. Ci sono parti dove sembra di assistere alla scena da fuori e non attraverso gli occhi del protagonista.

 

Ma sono difetti da poco. Con un po' di allenamento li risolvi agile. 

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Ti ringrazio per il commento. Hai ragione per quanto riguarda il punto di vista. È proprio questo il punto che non mi torna. Devo riscriverlo in modo da far risaltare le sfumature del protagonista.

Ottimo suggerimento quello di introdurre un particolare olfattivo. Grazie, so anche dove aggiungerlo.

Grazie veramente.  

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20 minuti fa, Kikki ha detto:

@Nancy C. pensavo anche che per il punto di vista e per il pezzo che hai scritto ci statebbe bene anche una prima persona.

Vero. Infatti, l'ho riscritto in due modi diversi, cambiando anche alcune cosine. 

Mi sono sbloccata di brutto. Grazie veramente.

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Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Spero di aver capito bene come postare in Officina, aggiungendo nel modo corretto il Link del mio commento. :hm:

 

Questa, è la prima volta che debutto, presentando qualcosa di mio. Ho scelto le prime righe di un progetto a cui sto lavorando; ho qualche dubbio su una cosa in particolare. Quindi, vi prego, siate spietati. 

 

Dalla parola "Spero" alla parola "spietati." andrebbe messo tutto sotto "spoiler". In tal modo, queste osservazioni, estranee al racconto, non sembrerebbero un incipit dello stesso.

 

 

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Fumava e contava.

Contava scatole rettangolari, allineate una sull'altra come fossero grattacieli… di speranza, stipate nel cofano aperto.

Tommaso osservava suo padre in silenzio, seduto sul muricciolo accanto al cancello della chiesa; si era portato le ginocchia al petto, e aveva attorniato le cosce con le braccia

forse meglio l'espressione: le gambe circondate dalle braccia.

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Papà è la terza volta che le conti!

virgola dopo Papà

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Tommaso immergeva il viso nella torre dei suoi arti, ogni qual volta le spirali di fumo lo inghiottivano; e quando lo portava di nuovo alla luce, suo padre era ancora nella stessa posizione.

Fumava e imprecava.

Imprecava urlando; aizzava le braccia al cielo,

bella questa immagine: non si limitava, il padre ad alzare le mani al cielo, ma le aizzava furibondo verso il cielo.

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

 

riportandole veloci giù, agganciando le mani ai fianchi, straripanti.

se vuoi dire che è grasso, non mettere una virgola tra i fianchi e il fatto che siano straripanti.

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Tommaso continuava a guardarlo sconcertato, rifugiando la vista

meglio "chiudendo gli occhi" oppure "nascondendo la faccia tra le gambe"

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

ad ogni bestemmia ruggita.  

Ti prego, papà, abbassa la voce.

Tommaso mordeva il cursore del giacchetto, reprimendo i lamenti della fame, mentre pupille

le pupille

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

 

appannate minacciavano di sbrinarsi.

non capisco lo "sbrinarsi". Se vuoi dire che stava per piangere, forse meglio dire: minacciavano acqua.

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Le dita di suo padre correvano su e giù, a destra e sinistra, lungo la torre di scatole, mentre incespicava con i numeri, tirava un’altra boccata, sputava l’ennesima bestemmia

Tommaso si sciolse da quella posizione

dalla sua posizione

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

sbuffando, scese lento dal muricciolo, trattenne i calzoni

qui metterei un inciso tra due virgole o fra due trattini - sempre più larghi -

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

 

che minacciavano di rispettare la gravità,

rispettare la loro nuova gravità

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

 

e si avvicinò all'auto. Aprì la portiera, e si ficcò dentro, rovistando sotto il piccolo plaid, tra le bottiglie di vetro scuro, mozziconi di sigarette, indumenti sporchi e logori, per trovare qualcosa da mangiare, anche se vecchio di giorni.

Mi accontento anche di un pezzo di pane mangiucchiato.

Un senso di vertigine accalappiò Tommaso, costringendolo ad appoggiarsi al sedile. Chiuse gli occhi per un istante, ma la voce di suo padre che gli giungeva all'orecchio, seppur bisbigliata, mentre continuava il suo motivetto di numeri, glieli fece riaprire, partorendo una sensazione di calore inteso, e formicolio alle mani.

Calma Tommasino, pensa a sfamarti. 

Tommaso aveva tirato un lungo respiro, poi riprese a tormentare il cursore della cerniera... 

 

  

L'ultima frase ha due verbi che "litigano" fra di loro.

O scrivi:

Tommaso aveva tirato un lungo respiro, poi aveva ripreso a tormentare il cursore della cerniera... 

Oppure scrivi, continuando col passato remoto:

Tommaso tirò un lungo respiro, poi riprese a tormentare il cursore della cerniera... 

 

Bell'esordio, comunque, @Nancy C. :flower:

 

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1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

 

Dalla parola "Spero" alla parola "spietati." andrebbe messo tutto sotto "spoiler". In tal modo, queste osservazioni, estranee al racconto, non sembrerebbero un incipit dello stesso.

 

 

 

forse meglio l'espressione: le gambe circondate dalle braccia.

virgola dopo Papà

bella questa immagine: non si limitava, il padre ad alzare le mani al cielo, ma le aizzava furibondo verso il cielo.

se vuoi dire che è grasso, non mettere una virgola tra i fianchi e il fatto che siano straripanti.

meglio "chiudendo gli occhi" oppure "nascondendo la faccia tra le gambe"

le pupille

non capisco lo "sbrinarsi". Se vuoi dire che stava per piangere, forse meglio dire: minacciavano acqua.

dalla sua posizione

qui metterei un inciso tra due virgole o fra due trattini - sempre più larghi -

rispettare la loro nuova gravità

 

  

L'ultima frase ha due verbi che "litigano" fra di loro.

O scrivi:

Tommaso aveva tirato un lungo respiro, poi aveva ripreso a tormentare il cursore della cerniera... 

Oppure scrivi, continuando col passato remoto:

Tommaso tirò un lungo respiro, poi riprese a tormentare il cursore della cerniera... 

 

Bell'esordio, comunque, @Nancy C. :flower:

 

Grazie Poeta Zaza,

I tuoi suggerimenti sono stati molto utili. Ho già rimesso mano al racconto, e ora mi segnerò anche i tuoi suggerimenti.

Per quanto riguarda il verbo alla fine, me ne accorsi già quando postai, rileggendolo, però ormai avevo già postato. 

Grazie ancora, per tutto:D

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Ciao,

ti spulcio, perché devo rendere valido il mio commento per pubblicare un brano. 

Mi ha attirato molto il titolo di questo tuo racconto. :) 

E si vede che fa parte di qualcosa di più grande da cui è stato estrapolato, quindi ti faccio gli in bocca al lupo per il tuo progetto! :) 

 

 

Mi sembra a volte utilizzi frasi di effetto ma di difficile comprensione, provo a sottolinearne qualcuna nel testo (che siano di difficile comprensione non è da generalizzare, eh! Parlo dell'effetto sulla mia lettura. :) ) mentre l'abuso che fai delle virgole, e degli incisi che ne vengono fuori, a volte rende tutto molto singhiozzante. Su un testo così breve, questo effetto si moltiplica. Proverei a toglierne un po'.

Grazie della lettura, alla prossima. :flower:

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

 

Fumava e contava.

Contava scatole rettangolari, allineate una sull'altra come fossero  grattacieli… di speranza, stipate nel cofano aperto.

Tommaso osservava suo padre in silenzio, seduto sul muricciolo accanto al cancello della chiesa; si era portato le ginocchia al petto, e aveva attorniato le cosce con le braccia.

 

– se usi "allineare" le vedo una accanto all'altra, non una sopra l'altra. Io lo toglierei proprio, infatti l'ho tolto. :) Mi sembra che non cambi il senso 

–  perché i puntini di sospensione? 

– la parte sottolineata la metterei dopo "rettangolari".

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Papà è la terza volta che le conti!

Tommaso immergeva il viso nella torre dei suoi arti, ogni qual volta le spirali di fumo lo inghiottivano; e quando lo portava di nuovo alla luce, suo padre era ancora nella stessa posizione.

 

–Non capisco molto bene questa frase. 

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Fumava e imprecava.

Imprecava urlando; aizzava le braccia al cielo, riportandole veloci giù, agganciando le mani ai fianchi (,) straripanti. Tommaso continuava a guardarlo sconcertato, rifugiando la vista ad ogni bestemmia ruggita.  

 

 

Intendi che guarda da un'altra parte dopo ogni bestemmia?

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

 

Ti prego, papà, abbassa la voce.

Tommaso mordeva il cursore del giacchetto, reprimendo i lamenti della fame, mentre pupille appannate minacciavano di sbrinarsi.

 

Usi un termine estremamente appropriato, ma non di facile uso. Inoltre, vuoi o non vuoi, è stato soppiantato: il cursore del mouse la fa da padrone. Io lascerei solo "cerniera"

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Le dita di suo padre correvano su e giù, a destra e sinistra, lungo la torre di scatole, mentre incespicava con i numeri, tirava un’altra boccata, sputava l’ennesima bestemmia.

Credo qui potresti provare ad eliminare qualche virgola, a mio avviso questa frase ne ha talmente tante, insieme ai tanti incisi, che fa venire il singhiozzo. :) 

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Tommaso si sciolse da quella posizione sbuffando, scese lento dal muricciolo, trattenne i calzoni che minacciavano di rispettare la gravità, e si avvicinò all'auto. Aprì la portiera (, )e si ficcò dentro, rovistando sotto il piccolo plaid, tra le bottiglie di vetro scuro, mozziconi di sigarette, indumenti sporchi e logori, per trovare qualcosa da mangiare, anche se vecchio di giorni.

Mi accontento anche di un pezzo di pane mangiucchiato.

 

Sciolse... 

Metterei un punto a "mangiare". Anche se vecchio di giorni.

Togliendo "anche" eviti la ripetizione ravvicinata. :) 

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

 

Un senso di vertigine accalappiò Tommaso, costringendolo ad appoggiarsi al sedile. Chiuse gli occhi per un istante, ma la voce di suo padre che gli giungeva all'orecchio, seppur bisbigliata, mentre continuava il suo motivetto di numeri, glieli fece riaprire, partorendo una sensazione di calore inteso (,) e di formicolio alle mani.

Calma Tommasino, pensa a sfamarti. 

Tommaso aveva tirato un lungo respiro, poi riprese a tormentare il cursore della cerniera... 

 

Perché ora è bisbigliata? In tutto il pezzo usi la voce "ruggita" e carica di bestemmie che cozza con questo bisbigliare improvviso. 

Anche questa frase troppo molto frammentata dalla punteggiatura. Spesso usi molte virgole che non servirebbero. :) 

Alla fine non usi più il passato remoto... hai cambiato tempo verbale. Perché?

 

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@Rica ciao, contentissima che tu mi abbia commentata. Diciamo che l'ho postato perché sapevo che c'era qualcosa che non andava e mi ero bloccata. L'ho aggiustato e ora è del tutto diverso, però quando lo rileggerò ancora, terrò conto dei tuoi suggerimenti. Ti ringrazio ancora, sono sempre utili i pareri dei lettori. Questo forum è davvero un portento.:D

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Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha scritto:

Questa, è la prima volta che debutto

E non ce ne saranno altre... :D

 

Ti lascio qualche considerazione e premetto che non leggo gli altri commenti prima di fare il mio, per cui scusa se ripeterò cose già dette da altri.

In generale: il brano è molto "visivo", sei stata brava a trasmettere le immagini, che raggiungono il lettore con immediatezza. Sui contenuti non mi esprimo: come sempre nei frammenti è difficile cogliere il senso generale del racconto.  Si percepisce chiaramente l'insofferenza del ragazzo, a cui poi si aggiunge un senso spasmodico di fame, ma non è possibile intuire quale sia l'antefatto e nemmeno prevedere quali saranno gli sviluppi.

Lingua e stile meritano un'analisi più accurata.

S'intuisce una ricerca espressiva, che ottiene risultati contrastanti: a volte riesci a dipingere la scena quasi come fosse uno scatto fotografico (splendido il viso nascosto nella torre degli arti, quasi un'immagine da graphic novel), altre volte invece t'incarti in certe immagini che rimangono poco chiare, se non addirittura difficili da decifrare (le pupille che minacciano di sbrinarsi fra tutte; significa che stava per scoppiare a piangere?).

Stessa cosa avviene con il lessico, in cui si manifesta una ricerca altrettanto approfondita e dagli esiti altalenanti : hai il grande merito di non scegliere parole piatte e banali e ciò fa sì che a volte tu ottenga risultati eccellenti, mentre in altre occasioni i risultati sono discutibili.

Altri consigli: taglia i possessivi superflui (cioè tutti quelli che non sono strettamente necessari), quindi niente "suo padre", ma "il padre"; occhio poi alla sintassi, perché ci sono un paio di errori.

Entro in qualche dettaglio specifico:

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha scritto:

allineate una sull'altra

allineate suggerisce l'immagine di una scatola accanto all'altra, qui avresti dovuto scrivere "accatastate"

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha scritto:

Tommaso osservava suo padre in silenzio, seduto sul muricciolo accanto al cancello della chiesa

Chi è seduto: Tommaso o il padre? Si rimane nel dubbio se scrivi così (senza la virgola sarebbe per forza il padre, così è quantomeno ambiguo); per fare chiarezza è sufficiente scrivere:

Seduto sul muricciolo... , Tommaso osservava il padre

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha scritto:

e aveva attorniato le cosce con le braccia.

attorniare regge meno bene l'uso figurato, rispetto a cingere, circondare e altri

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha scritto:

aizzava le braccia al cielo

Aizzare significa tutt'altra cosa da ciò che intendi

 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha scritto:

rifugiando la vista

Non esiste un verbo "rifugiare" transitivo, ma soltanto "rifugiarsi"

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha scritto:

lungo la torre di scatole

c'è già la "torre degli arti", che mi è piaciuta molto; un'altra torre metaforica a poche righe di distanza la escluderei

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha scritto:

tra le bottiglie di vetro scuro, mozziconi di sigarette, indumenti sporchi e logori,

quando fai un elenco devi decidere se usare gli articoli oppure no, ma ci vuole uniformità. Quindi o scrivi:

tra le bottiglie di vetro scuro, i mozziconi di sigarette, gli indumenti...

oppure scrivi:

tra bottiglie di vetro scuro, mozziconi di sigarette, indumenti...

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha scritto:

Chiuse gli occhi per un istante, ma la voce di suo padre che gli giungeva all'orecchio, seppur bisbigliata, mentre continuava il suo motivetto di numeri, glieli fece riaprire, partorendo una sensazione di calore inteso, e formicolio alle mani.

Frase troppo involuta, da semplificare o da spezzare

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nancy C. ha scritto:

Tommaso aveva tirato un lungo respiro, poi riprese a tormentare il cursore della cerniera

Il trapassato non ci sta, dal momento che tutto il brano è al passato remoto.  O scrivi:

Tommaso tirò un lungo sospiro...

oppure, se ti preme dare per già avvenuta quell'azione, puoi scrivere:

Dopo aver tirato un lungo respiro, Tommaso riprese...

 

Buon proseguimento ;)

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@Marcello ciao, ti ringrazio davvero tanto di avermi commentata :lol:.

Questo brano è stato una sorta di prova, diciamo così, di coraggio. Sapevo che molte cose non andavano, però ho voluto postarlo lo stesso per capire come posso migliorarmi. Difatti, i tuoi suggerimenti mi hanno chiarito molti punti. Quando l'ho scritto, sentivo che c'era qualcosa che non andava, ma proprio non riuscivo a capire cosa - elementi tecnici a parte - ma ora, pian piano, ho preso consapevolezza dei miei punti deboli, e dei miei punti di forza, anche se so che la scoperta, di certo, non terminerà qui, ma ci saranno altri modi per scoprire la mia scrittura e la sua qualità, ammesso che ne abbia. 

Ho segnato ai margini del testo - che ho stampato - i tuoi suggerimenti, e sicuramente ne terrò conto. Mi riprometto, anche, di approfondire la ricerca dei termini, nel senso che il significato della parola deve adattarsi al contesto, allo scopo, dello scritto. 

Devo crescere moltissimo professionalmente, per questo voglio essere massacrata a più non posso. ;).

il cambio di verbo alla fine, è stata una svista madornale! Tiranna la Consecutio temporum...:)

 

Ti ringrazio ancora. Spero mi leggerai di nuovo. 

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2 minuti fa, Nancy C. ha detto:

Mi riprometto, anche, di approfondire la ricerca dei termini, nel senso che il significato della parola deve adattarsi al contesto, allo scopo, dello scritto.

Brava, questo è un punto fondamentale a mio avviso.  

Cercare il termine più appropriato per esprimere un concetto o una sensazione è ciò che ci fa crescere dal punto di vista professionale.  Leggo spesso, qui sul forum ma soprattutto per lavoro, brani pieni di "vide" (tanto per fare un esempio), nonostante ci siano molteplici verbi che esprimono quell'azione, ognuno con una propria diversa sfaccettatura.  Il risultato della carenza di ricerca lessicale è di rendere piatto e banale qualsiasi testo, indipendentemente dall'originalità e dalla profondità della trama.

Questo non mi è capitato nel leggere il tuo frammento ed è di certo un pregio nella mia ottica.

Continua così ;)

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13 minuti fa, Marcello ha detto:

Brava, questo è un punto fondamentale a mio avviso.  

Cercare il termine più appropriato per esprimere un concetto o una sensazione è ciò che ci fa crescere dal punto di vista professionale.  Leggo spesso, qui sul forum ma soprattutto per lavoro, brani pieni di "vide" (tanto per fare un esempio), nonostante ci siano molteplici verbi che esprimono quell'azione, ognuno con una propria diversa sfaccettatura.  Il risultato della carenza di ricerca lessicale è di rendere piatto e banale qualsiasi testo, indipendentemente dall'originalità e dalla profondità della trama.

Questo non mi è capitato nel leggere il tuo frammento ed è di certo un pregio nella mia ottica.

Continua così ;)

Ti ringrazio davvero tanto. Per me è molto importante. Mi impegnerò a fondo, dovessi anche sanguinare... non ha importanza. 

Non è un caso se Joel Dicker ha detto ciò che ha detto riguardo la scrittura e il senso della vita (la tua firma:)). 

Grazie ancora. 

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2 ore fa, Nancy C. ha detto:

Non è un caso se Joel Dicker ha detto ciò che ha detto riguardo la scrittura e il senso della vita (la tua firma

:rosa:

  • Grazie 1

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Ciao, proverò a stendere un'analisi, son un po' fuori allenamento, vediamo cosa ne esce fuori :saltello:

 

Ho apprezzato tantissimo l'atmosfera inquieta, frammentata, con un velo di sporcizia, di pesantezza e di fame. Ci poni direttamente tra i denti qualcosa da masticare, una scena da vedere, curiosità da sfamare. Hai buttato qualche carta sul piatto, qualche dettaglio e personalmente amo questo modo di fare, che assume la forma di un proporsi sottile eppure diretto. Mi convince, però, poco l'andata a capo continua che crea quell'effetto singhiozzo troppo frequente, minando un'idea complessiva di amalgama.

 

Il ‎10‎/‎05‎/‎2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Fumava e contava.

Contava scatole rettangolari, allineate una sull'altra come fossero grattacieli… di speranza, stipate nel cofano aperto.

Tommaso osservava suo padre in silenzio, seduto sul muricciolo accanto al cancello della chiesa; si era portato le ginocchia al petto, e aveva attorniato le cosce con le braccia.

 

Quei punti di sospensione li trovo d'intralcio, non mi aiutano a valorizzare la pausa o la parola successiva.

 

Il ‎10‎/‎05‎/‎2019 alle 01:45, Nancy C. ha detto:

Tommaso immergeva il viso nella torre dei suoi arti

 

perché proprio il termine torre? Curiosità.

 

Complessivamente direi sia un frammento da rivedere, ti consiglio di mettere a fuoco la scena centrale, mi sono sentita una lettrice un po' dispersa, m'è rimasto solo il contare e il senso di fame del ragazzo, ma non la scena che unisce le due cose: non so se mi sono spiegata. Limando la correlazione tra i due, credo che otterresti una presa più salda. Inoltre arricchirei di più sensazioni il testo, non limitarti, mi è parso di avvertire una sorta di freno, di troppo controllo. Spero di esser stata almeno un pochetto utile, un saluto e a presto. 

 

 

 

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Il 10/5/2019 alle 01:45, Nunzia Caricchio ha scritto:

Imprecava urlando; aizzava le braccia al cielo, riportandole veloci giù, agganciando le mani ai fianchi, straripanti. Tommaso continuava a guardarlo sconcertato, rifugiando la vista ad ogni bestemmia ruggita.  

Ti prego, papà, abbassa la voce.

Tommaso mordeva il cursore del giacchetto, reprimendo i lamenti della fame, mentre pupille appannate minacciavano di sbrinarsi.

Le dita di suo padre correvano su e giù, a destra e sinistra, lungo la torre di scatole, mentre incespicava con i numeri, tirava un’altra boccata, sputava l’ennesima bestemmia

Tommaso si sciolse da quella posizione sbuffando, scese lento dal muricciolo, trattenne i calzoni che minacciavano di rispettare la gravità, e si avvicinò all'auto. Aprì la portiera, e si ficcò dentro, rovistando sotto il piccolo plaid, tra le bottiglie di vetro scuro, mozziconi di sigarette, indumenti sporchi e logori, per trovare qualcosa da mangiare, anche se vecchio di giorni.

Mi accontento anche di un pezzo di pane mangiucchiato.

Un senso di vertigine accalappiò Tommaso, costringendolo ad appoggiarsi al sedile. Chiuse gli occhi per un istante, ma la voce di suo padre che gli giungeva all'orecchio, seppur bisbigliata, mentre continuava il suo motivetto di numeri, glieli fece riaprire, partorendo una sensazione di calore inteso, e formicolio alle mani.

 

Leggendo, ho trovato otto gerundi in undici righe... Ci può stare, ma

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nunzia Caricchio ha scritto:

Ho scelto le prime righe di un progetto a cui sto lavorando

 se fossi in te controllerei: e se fosse un "vizio" che si ripresenta in tutto il progetto?

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@Nunzia Caricchio ciao. Trovo l'idea di fondo estremamente interessante ma, con estrema schiettezza, ti dirò che c'è, dal mio punto di vista, un enorme lavoro da fare dal punto di vista stilistico. Sarà che l'argomento "cane randagio" è un argomento che mi sta molto a cuore (ho pubblicato una poesia in officina con lo stesso titolo, quindi non appena ho letto il titolo di questo tuo pezzo in officina sono corso a leggerti) quindi spero che tu riuscirai a rifinire al meglio questo tuo lavoro. Ma arriviamo alla parte "tecnica", se così vogliamo chiamarla. 

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nunzia Caricchio ha scritto:

Fumava e contava.

Contava scatole rettangolari, allineate una sull'altra come fossero grattacieli… di speranza, stipate nel cofano aperto.

 

Questo intro in medias res è, a mio avviso, promettente. Bella la contrapposizione analogica fra la povertà delle scatole ed i grattacieli. A livello stilistico, dal mio punto di vista, completamente messi a caso i puntini sospensivi, spezzano la metafora ed il continuum narrativo senza una reale motivazione.

Il 10/5/2019 alle 01:45, Nunzia Caricchio ha scritto:

Fumava e contava.

Contava scatole rettangolari, allineate una sull'altra come fossero grattacieli… di speranza, stipate nel cofano aperto.

Tommaso osservava suo padre in silenzio, seduto sul muricciolo accanto al cancello della chiesa; si era portato le ginocchia al petto, e aveva attorniato le cosce con le braccia.

Papà è la terza volta che le conti!

Tommaso immergeva il viso nella torre dei suoi arti, ogni qual volta le spirali di fumo lo inghiottivano; e quando lo portava di nuovo alla luce, suo padre era ancora nella stessa posizione.

Fumava e imprecava.

Imprecava urlando; aizzava le braccia al cielo, riportandole veloci giù, agganciando le mani ai fianchi, straripanti. Tommaso continuava a guardarlo sconcertato, rifugiando la vista ad ogni bestemmia ruggita.  

Ti prego, papà, abbassa la voce.

Tommaso mordeva il cursore del giacchetto, reprimendo i lamenti della fame, mentre pupille appannate minacciavano di sbrinarsi.

Le dita di suo padre correvano su e giù, a destra e sinistra, lungo la torre di scatole, mentre incespicava con i numeri, tirava un’altra boccata, sputava l’ennesima bestemmia

Tommaso si sciolse da quella posizione sbuffando, scese lento dal muricciolo, trattenne i calzoni che minacciavano di rispettare la gravità, e si avvicinò all'auto. Aprì la portiera, e si ficcò dentro, rovistando sotto il piccolo plaid, tra le bottiglie di vetro scuro, mozziconi di sigarette, indumenti sporchi e logori, per trovare qualcosa da mangiare, anche se vecchio di giorni.

Mi accontento anche di un pezzo di pane mangiucchiato.

Un senso di vertigine accalappiò Tommaso, costringendolo ad appoggiarsi al sedile. Chiuse gli occhi per un istante, ma la voce di suo padre che gli giungeva all'orecchio, seppur bisbigliata, mentre continuava il suo motivetto di numeri, glieli fece riaprire, partorendo una sensazione di calore inteso, e formicolio alle mani.

Calma Tommasino, pensa a sfamarti. 

Tommaso aveva tirato un lungo respiro, poi riprese a tormentare il cursore della cerniera... 

 

Da qui in poi, sono vere e proprie montagne russe, nel senso spregiativo del termine. Alterni ottima prosa con scelte stilistiche alquanto discutibili, dal mio punto di vista. Non starò qui ad analizzare rigo per rigo, poiché ci metterei una vita. Riassumerò il mio commento condensandolo: approssimazione. E' come vedere una bella donna che esce di casa con i capelli unti, vestiti stracciati, logora. E se questa fosse stata la finalità, allora l'impostazione stilistica è completamente da rivedere. L'utilizzo dei dialoghi completamente sbagliato e molto altro ancora. Ripeto che è un mio punto di vista. Non vi è nulla da buttare, ma solamente da rivedere la scelta stilistica (o affinare la propria prosa). L'incipt in medias res mi aveva subito dato l'impressione: un ottimo attacco fino ai puntini sospensivi buttati lì. Diciamo, con il beneficio del dubbio, che è stato un pezzo di buona carne buttato qui in mezzo ai pescecani. Prima di immergerti fra gli squali (metaforicamente parlando) stai attenta ad utilizzare tutta l'attrezzatura necessaria per non essere attaccata. La "roba" c'è, ma è da rivedere. Spero che ti ci lavorerai su perché sono assai curioso di vedere cosa ne uscirà fuori. A presto :) 

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