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Ospite

Yuri (Capitolo 18)

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Per la natura della storia e la condizione di Eve, questi frammenti potrebbero risultare non completi. A questo punto del libro ho già speso quasi 200 pagine a descrivere il suo rapporto con il mondo e il modo di comunicare. In questo caso attraverso la lettura delle labbra. Ed essendo un libro bello zeppo di dialoghi non posso tutte le volte star a ripetere che legge le labbra. Altrimenti non ne esco più XD Diciamo che ci sono andato pesante i primi capitoli per poi allentare sempre di più e permettere al lettore di godersi la storia.

 

 

Ho un'amica e ho una ragazza. Mi fa strano anche solo pensarlo, però dev'essere davvero così; ingurgito la colazione e saluto mia madre, e appena esco scopro che  Sara mi aspetta in fondo al vialetto, pronta ad andare a scuola.

I miei piedi volano da lei. Esibisce un paio di occhiaie scure niente male, ma gli occhi sono ebbri di felicità.

«Credo di non essermi mai svegliata così presto per andare a scuola,» dice sorridendomi. «E per forza! Non ho dormito. A Hiromi verrà un colpo a vedermi arrivare in orario.»

«Sei stata male?» chiedo preoccupata.

«Ho una malattia che si chiama "You shook me all night long".» Poi come se avesse detto qualcosa di offensivo scuote le mani spaventata. «Scusa, non volevo. Scusa! Scusa! Scusa!»

Gli ha dato di colta il cervello? Ma le sue parole inglesi mi solleticano qualcosa nella memoria, una frase che ho letto, non più tardi di ieri sera, in camera sua, su uno dei poster alle pareti.

Questo vuol dire che la scema...

«Hai appena citato una canzone di uno dei tuoi gruppi rock preferiti davanti alla tua ragazza sorda?» chiedo sbigottita.

«L'ho già detto che non ho dormito?»

«Il minimo che puoi fare per farti perdonare è farmi leggere il testo di questa canzone.»

Apre il cellulare, e me lo passa. «Ti sei appena definita la mia ragazza?»

«Può essere,» rispondo adocchiando il testo. E la mattina si fa improvvisamente rovente. «Quindi sarei una macchina?»

«Una sportiva.»

«E mi prendo cura del mio motore?»

«Quella è una metafora.»

«Una metafore per?» chiedo con sospetto. «No, sai cosa? Non lo voglio sapere.»

«Perché? Ti dispiace?»

«Au contraire,» rispondo restituendo il cellulare. «Se significa quel che penso, noi a scuola non ci arriviamo. E al momento, dovremmo essere in classe, e non in camera tua.»

Ora però non so come dovrei sentirmi. Sono lusingata, ma un vago senso di colpa mi cresce nel cuore. E l'atteggiamento di Sara, così preoccupata di avermi fatto arrabbiare per così poco, mi dice che ne suoi pensieri ci sono solo io. E questa notte non ha dormito, mentre io ho scambiato messaggi con Kanae per tutta la sera, per poi addormentarmi come una bambina.

«A proposito di camera mia,» dice una volta arrivati in stazione. «Dovremmo parlare di ieri sera.»

«E che senso avrebbe?»

Mi lancia un'occhiata interrogativa. «Per te è normale quello che è successo?»

«No,» rispondo, «ci siamo lasciate prendere la mano. Ma l’ultima volta che dovevamo parlarne, mi hai baciata, in pubblico. Poi abbiamo litigato, e infine mi hai trascinata in camera tua. Ho paura al solo pensiero di quel che potresti farmi ogni volta che dici quelle parole.»

«E cosa dovrei dirti?»

«Mmmm, vediamo. Che ne dici di "Eve, ti voglio baciare".»

«Le mie guance raccontano una storia differente.»

«Quelli non contano.»

«E quelli di ieri sera? Per poco non mi hai fatto prendere un infarto.»

«Disse quella che voleva provarlo alla francese,» sbuffo esasperata. «E poi, a differenza tua, non ho difficoltà a guardarti negli occhi e dirti che al momento, ho davvero, davvero, voglia di baciarti.»

Spalanca gli occhi e trattiene il fiato. «Dobbiamo proprio andare a scuola?»

«Sì.»

«Non possiamo saltare?»

«No.»

«Casa mia è libera.»

«E ora, chi è l'ingorda?»

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Penso sia la prima volta che ti lascio un commento, @Ospite, ricordo di aver letto altri tuoi frammenti, ma ho gusti abbastanza diversi di lettura... non me ne volere. :)

Si fa per parlare e confrontarci; spero di esserti utile con questo feedback.

 

Intanto ti lascio qualche piccolo appunto, nei limiti delle mie nulle capacità.

Il ‎09‎/‎05‎/‎2019 alle 12:15, Ospite ha detto:

scopro che (doppio spazio) Sara mi aspetta

Il ‎09‎/‎05‎/‎2019 alle 12:15, Ospite ha detto:

Gli ha dato di colta il cervello?

Qui una svista. "Le ha dato di volta il cervello?"

Il ‎09‎/‎05‎/‎2019 alle 12:15, Ospite ha detto:

«Una metafore per

Metafora.

 

So della tua cura e dedizione nella scrittura - non intervengo ma molte discussioni le leggo ;) - e posso dire da lettore (non tecnico) che non ho nulla da dirti di più sulla forma a parte quei tre refusi di cui sopra. Aggiungo che ho "visto" la scena e la trovo molto ben esposta e trovo anche ben raccontata la gestualità che accompagna il dialogo; a tratti mi è sembrato di leggere un manga. Preciso che io faccio abbastanza pena in genere con le descrizioni, quindi il mio voleva essere un apprezzamento.

 

Una sola cosa non ho capito, cioè l'ultima frase

Il ‎09‎/‎05‎/‎2019 alle 12:15, Ospite ha detto:

«E ora, chi è l'ingorda?»

nel senso che immagino un riferimento alla sera precedente dove magari si sono scambiate delle parole (tra cui questo "appellativo"). Se così, ok, non aggiungo altro, visto che si tratta di un frammento. Se invece il riferimento è interno a questo frammento... non l'ho capito, mi spiace. :s

 

Buona giornata e alla prossima lettura.

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59 minuti fa, bwv582 ha detto:

Penso sia la prima volta che ti lascio un commento, @Ospite, ricordo di aver letto altri tuoi frammenti, ma ho gusti abbastanza diversi di lettura... non me ne volere. :)

Si fa per parlare e confrontarci; spero di esserti utile con questo feedback.

 

Intanto ti lascio qualche piccolo appunto, nei limiti delle mie nulle capacità.

Qui una svista. "Le ha dato di volta il cervello?"

Metafora.

 

So della tua cura e dedizione nella scrittura - non intervengo ma molte discussioni le leggo ;) - e posso dire da lettore (non tecnico) che non ho nulla da dirti di più sulla forma a parte quei tre refusi di cui sopra. Aggiungo che ho "visto" la scena e la trovo molto ben esposta e trovo anche ben raccontata la gestualità che accompagna il dialogo; a tratti mi è sembrato di leggere un manga. Preciso che io faccio abbastanza pena in genere con le descrizioni, quindi il mio voleva essere un apprezzamento.

 

Una sola cosa non ho capito, cioè l'ultima frase

nel senso che immagino un riferimento alla sera precedente dove magari si sono scambiate delle parole (tra cui questo "appellativo"). Se così, ok, non aggiungo altro, visto che si tratta di un frammento. Se invece il riferimento è interno a questo frammento... non l'ho capito, mi spiace. :s

 

Buona giornata e alla prossima lettura.

 

Ciao, grazie. Sì quella linea finale è riferita a una scena precedente, l'altro frammento postato qua sopra.

 

Menomale dici assomiglia a una manga XD Il taglio che volevo dare è proprio quello, il sogno per questa storia sarebbe stato di farci una light novel, ma non so disegnare e non sono giapponese, quindi mi devo accontentare di farci un romanzo.

 

Per gli/le dovrò fare un ripasso approfondito del tutto, scrivere personaggi femminili da uomo porta queste sviste del cavolo qua.

 

 

 

 

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Ciao @Ospite , è il mio primo commento quindi vi chiedo sin d'ora di perdonare eventuali errori e indicarmi la retta via.

Mi piace il tuo racconto, amo le storie con molti dialoghi perché le vedo scorrere davanti agli occhi come se stessi guardando un film. Leggendo ho notato che hai utilizzato più di una volta la virgola prima della "e" non pensi tolga ritmo al racconto? 

Buona serata e in bocca al lupo con il romanzo!

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