Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Luca Ferrarini

Tra rami di pesco

Post raccomandati

commento

 

Lasciai l'ultimo verso
tra i rami in fiore del pesco.

 

Cadrà col vento d'autunno
Cadrà silente e mesto.

 

Andai pensando al ritorno
Partii volendo restare.

 

Sul volto il sorriso affranto
di chi non osa sperare.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Luca Ferrarini,

molto delicata questa poesia. Mi fa pensare all’esistenza umana.

 

Il 8/5/2019 alle 16:26, Luca Ferrarini ha detto:

Cadrà col vento d'autunno
Cadrà silente e mesto.

 

Questa la condizione di ognuno. La stagione che hai scelto, oltre che ovvia a livello della caduta delle foglie, volendo paragonare la vita dell’uomo al pesco, è anche lo sfondo perfetto per la mestizia che trametti.

 

Il 8/5/2019 alle 16:26, Luca Ferrarini ha detto:

Andai pensando al ritorno
Partii volendo restare.

 

Questa è spesso la vita che ognuno vive. Siamo sommersi dalle cose che non vogliamo fare o crediamo di voler fare. 

Bella la costruzione a chiasmo dei verbi ‘andare’ e ‘restare’ / ‘partire’ e ‘tornare’.

 

Il 8/5/2019 alle 16:26, Luca Ferrarini ha detto:

di chi non osa sperare.

 

Chiuda coerente. Il sorriso affranto, ossimorica rassegnazione.

Unico appunto: il primissimo verso è un po’ ‘zoppo’, a parer mio. Avrei aggiunto un ‘mio’: ‘Lasciai il mio ultimo verso’...

 

...comunque, bel lavoro.

Ciao!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie mille @Giulio Santoni,

 

sono contento ti sia piaciuta. Grazie anche per il suggerimento. In una delle versione che avevo provato c'era in effetti il mio di cui parli. Ma ho voluto tenere la poesia in versi di ugual metrica (quantomeno ho provato). Il mio avrebbe allungato il verso portandomi poi a dover (per scelta, ovviamente) ripensare i successivi.

 

Grazie ancora e a presto

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Complimenti @Luca Ferrarini, ho apprezzato molto la tua poesia. Mi è piaciuta la sua 'freschezza' e delicatezza, ed anche se io non amo tanto la metrica e le rime, in questo caso sono perfette, così come la musicalità e ritmo del componimento.  Non ho colto pienamente il messaggio, però mi ha colpito motlo il disagio del protagonista che parte senza volerlo (verso dove?), senza speranza (di miglioramento?). Sulla sua strada lascia i suoi ultimi versi, ancora una volta senza speranza che siano letti...

Il 8/5/2019 alle 16:26, Luca Ferrarini ha detto:

Cadrà col vento d'autunno
Cadrà silente e mesto.

Triste ma comunque bello.

Ancora complimenti, una delle tue poesie migliori (ovviamente per me)!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

ciao, carismatica poesia! lasciar un indizio di qualcosa che si fatica a dir di persona, per poi andarsene mal volentieri turbati dal pensiero che non arrivi il messaggio all'interessato! 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Luca Ferrarini, innanzitutto ho apprezzato la forma metrica su cui hai modellato la poesia. La trovo estremamente piacevole e soprattutto musicale, con accenni di assonanze qua e la.

Non riesco bene a contestualizzare il significato della poesia ma l'ho interpretata come una riflessione sulla condizione umana.

Da questo punto di vista mi è piaciuta tantissimo un passaggio che reputo fondamentale:

Il 8/5/2019 alle 16:26, Luca Ferrarini ha detto:

 

Andai pensando al ritorno
Partii volendo restare.

 

Sul volto il sorriso affranto
di chi non osa sperare.

Secondo la mia interpretazione della poesia, in chiave un pò "esistenziale", questa parte rappresenta mirabilmente il senso di disillusione derivato dalla perdita di un vero e proprio "faro" che guidi la nostra esistenza. Ecco che ogni azione diviene meccanica e innaturale, non viene svolta spontaneamente ma sempre in vista di un obiettivo precostituito ("andai pensando al ritorno"). Così l'azione umana si risolve in qualcosa di non voluto al 100% (partii volendo restare").

Ed infine la chiusura di un animo disilluso, che ha appreso e interiorizzato la lezione a sue spese ed ha abbandonato ogni speranza ("sul volto il sorriso affranto di chi non osa sperare").

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @segg99,

grazie mille per aver trovato tempo di leggere la mia poesia e commentarla. Sono contento ti sia piaciuta.

Non so se capiti spesso oppure no, non sono poeta ne' scrittore ma un dilettante che si diverte con le parole, comunque mi e' capitato spesso di scoprire da altri significati molto piu' profondi di quelli che io intendevo far trapelare.

 

La poesia porta per me un messaggio molto semplice. Alcune settimane fa ero in procinto di partire per un viaggio di lavoro. Mi capita di doverlo fare di tanto in tanto e per quanto apprezzi l'esperienza ogni volta, la fase della partenza in cui lascio a casa moglie e figlie e' sempre e comunque pungente. Ecco cosa sta dietro a questi pochi versi :-)

 

Grazie ancora e buona giornata

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Luca Ferrarini è proprio questo il bello della poesia... anche a me è capitato che poesie scritte da me pensando semplicemente ad una situazione familiare o relativamente umile, venisse letta sotto un diversa luce, magari anche esistenziale. grazie della risposta e buona giornata!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Luca Ferrarini ciao, bellissima poesia, anche le rime combaciano, soprattutto nella parte finale che lascia un velo di tristezza. Fa pensare all'autunno malinconico che ci induce un pò alla nostalgia, di quei primi colori che vanno a spegnersi con l'apprestarsi dell'inverno. Una sorta di indecisione con se stessi si nota nella parte iniziale, infatti combattuto e a malincuore non vorresti tentare di osare. Sprezzante e nichilista, a mio modesto parere bella. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 8/5/2019 alle 16:26, Luca Ferrarini ha detto:

Lasciai l'ultimo verso
tra i rami in fiore del pesco.

 

Cadrà col vento d'autunno
Cadrà silente e mesto.

 

Mi piace tanto che il "verso" cadrà col "vento". Anche il fatto che usi assonanze invece che rime lo trovo molto adatto a questo componimento. C'è un passaggio di stagioni che avviene molto velocemente, dai rami in fiore al vento d'autunno in due versi. E questo cambiamento è accompagnato dal cambio di rima AA B. Ma poi torna la rima (assonanza) in A, a sorprenderci. Il fatto che si ripeta il verbo "cadrà", ma con una chiusura diversa, sembra quasi dire che l'autunno è molto più collegato alla primavera di quanto sembri a prima vista.

 

Il 8/5/2019 alle 16:26, Luca Ferrarini ha detto:

Andai pensando al ritorno
Partii volendo restare.

 

Sul volto il sorriso affranto
di chi non osa sperare.

 

Qui di nuovo ci sono diverse opposizioni: andare-tornare, partire-restare, sorriso-affranto. In questo caso la metrica è XB YB. Ma assonanze interne (ritorno-volto, pensando-affranto) connettono anche qui i quattro versi. Ci sono come due forze che si bilanciano e si combattono. Purtroppo la fine sembra indicare una mancanza di speranza. La poesia finisce col pensiero e la mentalità da autunno, nonostante la primavera sia fin dall'inizio presente: i rami di pesco si trovano anche nel titolo.

 

Nel complesso sento una voce triste e malinconica, che però vuole essere sentita. Sembra aver perso le speranze, ma la battaglia tra vita e morte è ancora in corso, altrimenti non ci sarebbe più niente da dire. Il verso che viene lasciato tra dei "rami" mi fa necessariamente pensare all'anagramma di "rami" ovvero "rima". La poesia stessa salva l'io-lirico, che nonostante non osi più sperare, lascia un messaggio che un giorno spera di rileggere, il giorno in cui ritornerà.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 8/5/2019 alle 16:26, Luca Ferrarini ha detto:

commento

 

Lasciai l'ultimo verso
tra i rami in fiore del pesco.

 

Cadrà col vento d'autunno
Cadrà silente e mesto.

 

Andai pensando al ritorno
Partii volendo restare.

 

Sul volto il sorriso affranto
di chi non osa sperare.

 

 

Ci leggo l'addio a un posto e a un mondo dove lasci il cuore e la levità del vivere, per andare altrove, in un posto grigio da cui non sai se potrai ritornare...

Molto bella, arriva...

 

bravo @Luca Ferrarini  :)

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Caro @Luca Ferrarini, qui di seguito un mio commento che spero ti possa essere di qualche contributo.

La poesia nel suo complesso mi appare molto delicata, di un sapore antico. Rispettosa del lettore, identità che non tradisce anche nelle sue rime/assonanze.

Il titolo non rende giustizia al testo, molto più discorsivo di quanto i versi vogliano essere, inoltre si ritrova scritto già nella prima strofa, oserei qualcosa di diverso, qualcosa anche di distante che possa assecondare la tua metafora di ungarettiana memoria, ad omaggio di quei suoi Soldati e del tuo senso, che credo di aver colto, intitolerei "Foglia".

Eviterei di dividere le strofe e forse non inserirei neanche una punteggiatura così forte tra il secondo e il terzo verso.

La terza strofa è bella, intensa, però ad essere sincero stona: mi ero affezionato a quel verso lasciato ai posteri e vengo d'improvviso calato in un contesto in cui il soggetto cambia, non è più il verso che non è più tuo ma è di tutti e quindi anche mio, ma sei tu e il tuo pensiero. Mi raffredda sul verso, che è il fulcro del tutto. Inoltre, a pensarci, seppur scritti bene, i versi "andai pensando al ritorno/ partii volendo restare" sono appartenenti ad una retorica già sentita. Proverei a fare uno sforzo e li eliderei.

A questo punto introdurrei una chiosa che possa spostare l'attenzione sì su di te, ma sul te che ha lasciato il verso e quindi potrebbe essere "mi resta il sorriso affranto/di chi non osa sperare". Dove quella speranza può essere nel lettore rivolta alle sorti del verso abbandonato, a chi lo saprà cogliere...

Un caro saluto!

 

Il 8/5/2019 alle 16:26, Luca Ferrarini ha scritto:

commento

 

Lasciai l'ultimo verso
tra i rami in fiore del pesco.

 

Cadrà col vento d'autunno
Cadrà silente e mesto.

 

Andai pensando al ritorno
Partii volendo restare.

 

Sul volto il sorriso affranto
di chi non osa sperare.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×