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Ospite

Vicki Satlow Literary Agency

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Grazie per la celerità,

mi sembrava una domanda la cui risposta poteva servire anche ad altri per cui l'ho postata.

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Quindi se un autore propone oggi un romanzo che viene rifiutato, non può inviarvi un nuovo romanzo (del tutto differente da quello già rifiutato) dopo un anno o due?

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Ma a Natale siamo tutti più buoni!

Chissà che non voglia fare un'eccezione, un bis!

E daje, lavoronelleditoria! :D

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Quindi se un autore propone oggi un romanzo che viene rifiutato, non può inviarvi un nuovo romanzo (del tutto differente da quello già rifiutato) dopo un anno o due?

Comunque ha già risposto no a questa domanda ad un altro utente... è inutile chiedere continuamente la stessa cosa. Se siete stati rifiutati, provate a rivolgervi ad un'altra agenzia.

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Onestamente non capisco bene la ratio di questa cosa...ok, se io oggi propongo il romanzo "Pippo" e viene scartato, è anche plausibile (ma non sono molto convinto nemmeno di questo, sarebbe da valutare caso per caso) che nessuna agenzia voglia più prenderlo in considerazione anche dopo un'accurata revisione etc.

Ma sio oggi propongo "Pippo", e fra cinque anni propongo "Pluto", che nulla a che fare con Pippo, poiché si presenta come un testo ben scritto, appetibile, commerciabile, etc...allora perché l'agente/editore che in passato aveva rifiutato "Pippo" dovrebbe cassare a priori Pluto?

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Per diverse buone ragioni, immagino.

Primo, perché così chi spedisce ci pensa sopra benebene a cosa e quando sottoporgli.

Secondo, perché altrimenti si ritroverebbero un numero di manoscritti dieci volte superiore a quello attuale e, l'hanno detto chiaramente, già così faticano a starci dietro.

Terzo, perché un criterio di selezione a monte ci vuole, anche arbitrario purtroppo, ma non se ne può fare a meno.

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In pratica, si toglie allo scrittore la possibilità di evolversi. Se sbagli a 30 anni, ma a 40 anni sei uno Stephen King, non hai comunque alcuna possibilità di rifarti. C'è qualcosa che non mi torna...

Mi piacerebbe sapere cose succederebbe se dopo aver proposto a 30 anni un'opera col mio vero nome, mi ripresentassi a 40 con uno pseudonimo, proponendo un 'opera più che valida che verrebbe accettata. Una volta che rivelo il mio vero nome, mi diranno: "ah no scusa...se sei quello che ci presentò il libro "Pippo" dieci anni fa, allora non va bene...non possiamo rappresentarti, anche se ora ci hai proposto un capolavoro".

Io non credo proprio :nein:

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Beh! Se a quarant'anni diventassi uno Stephen King e ti avessero rifiutato, risparmieresti la percentuale dell'Agenzia sul libro venduto dall'editore!

E sarebbero mica noccioline!

:D

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In pratica, si toglie allo scrittore la possibilità di evolversi. Se sbagli a 30 anni, ma a 40 anni sei uno Stephen King, non hai comunque alcuna possibilità di rifarti. C'è qualcosa che non mi torna...

Mi piacerebbe sapere cose succederebbe se dopo aver proposto a 30 anni un'opera col mio vero nome, mi ripresentassi a 40 con uno pseudonimo, proponendo un 'opera più che valida che verrebbe accettata. Una volta che rivelo il mio vero nome, mi diranno: "ah no scusa...se sei quello che ci presentò il libro "Pippo" dieci anni fa, allora non va bene...non possiamo rappresentarti, anche se ora ci hai proposto un capolavoro".

Io non credo proprio :nein:

Il discorso secondo me è questo Nahar: loro investono sullo scrittore. Se lo scrittore viene rifiutato una volta, quindi, non è solo perché la sua opera non è buona, ma proprio perché non hanno trovato neanche un qualcosa di positivo su cui poter lavorare, o un qualcosa che gli piaccia. E quindi non gli interessa leggere altro di suo, perché nella maggior parte delle volte se uno scrittore non è interessante prima non diventa interessante da un momento all'altro. Poi ovviamente questa è una loro scelta; non è che si toglie allo scrittore la possibilità di evolversi, tu da che scrivi tre metri sopra il cielo puoi anche di punto in bianco diventare un novello Proust, ma tanto loro hanno deciso di non scommettere su di te: nulla ti toglie di poter provare a pubblicare in altri modi.

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Oddio, considerando che selezionano 3-4 autori su 1000 la vedo dura che scartino solo quelli che gli hanno proposto un romanzo che nel modo più assoluto "non hanno trovato neanche un qualcosa di positivo su cui poter lavorare, o un qualcosa che gli piaccia"...

E' chiaro che se su 100 autori ne scarto 50 posso anche permettermi di dire che al 99% i 50 autori scartati difficilmente potranno diventare MOLTO migliori di com'erano, e dunque non li voglio più leggere...ma se ne seleziono 3 su 1000, direi proprio che le probabilità che fra quei 997 scartati vi sia un scrittore ancora acerbo, che però fra 10 anni ti sforna qualcosa di notevole, ci siano eccome :)

vabbè comunque sta diventando un dicorso troppo vago....

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Certo che è lecito, anzi, è giusto. Come sarebbe giusto rivalutare uno dei 997 scartati, se uno di questi ti proponesse dopo anni dal primo rifiuto un'opera di notevole pregio. Anzi, direi che proprio perché gli scrittori validi sono così pochi, non bisogna imporre ulteriori filtri, come ad esempio quello di dire "se nel 2012 mi hai mandato un libro non valido, non ti guardo più, anche se nel 2020 mi mandi un capolavoro."

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Nahar, non t'incaponire su un'agenzia. Spedisci ad altri e stai sereno.

Se un autore migliora sensibilmente dai 30 ai 40 anni (si spera che sia così), è probabile che troverà asilo altrove. A quel punto autore e nuovo agente si faranno grasse risate alle spalle di chi ha rifiutato il secondo romanzo. Amen.

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Onestamente non capisco bene la ratio di questa cosa...ok, se io oggi propongo il romanzo "Pippo" e viene scartato, è anche plausibile (ma non sono molto convinto nemmeno di questo, sarebbe da valutare caso per caso) che nessuna agenzia voglia più prenderlo in considerazione anche dopo un'accurata revisione etc.

Fai bene a non essere convinto. Un'agenzia può scartare il tuo lavoro per i più diversi motivi (magari non rientri esattamente nel loro genere). Non precluderti altre strade solo pe un rifiuto.

La Rowling è stata rifiutata dal primo agente a cui ha proposto Harry Potter, e chissà quanti casi analoghi ci sono. Gli agenti non sono certo infallibili, le cantonate le prendono anche loro.

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Fai bene a non essere convinto. Un'agenzia può scartare il tuo lavoro per i più diversi motivi (magari non rientri esattamente nel loro genere). Non precluderti altre strade solo pe un rifiuto.

La Rowling è stata rifiutata dal primo agente a cui ha proposto Harry Potter, e chissà quanti casi analoghi ci sono. Gli agenti non sono certo infallibili, le cantonate le prendono anche loro.

La penso come te. Ma questo non significa che l'agenzia non sia giustificata a rifiutare quello che le pare. Io sto per pubblicare con un grande editore: prima di trovare la strada giusta mi hanno sbattuto molte porte in faccia, tuttavia; però non mi sognerei mai di andare a rinfacciare la cosa a chi mi ha rifiutato. Ognuno fa le sue scelte, se ne assume le conseguenze, e non è detto che loro scelgano solo in base alla bontà del tuo lavoro. Quello che voglio dire è di evitare di prenderla sul personale, che ci si avvelena l'anima, e farsi una ragione del fatto che ognuno ha una sua strategia di mercato.

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Nono figuriamoci se mi fermo a un'agenzia...ho già inviato qualcosa come 50 mail per richiedere info, e il romanzo è già in lettura presso una decina di agenzie :flower::saltello: ...accanto ai probabili rifiuti spero di ricevere da loro anche qualche consiglio, pur vago, così da preparare meglio il terreno per l'invio diretto alle case editrici ...questa è strategia di mercato ehehe :omicida:

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Gli ho solo consigliato di non abbattersi al primo rifiuto, non di mandare lettere minatorie alle agenzie che gli danno picche :asd:

Infatti la penso come te

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Ragazzi... mi rendo conto che la mia semplice domanda ha sollevato una bella discussione, come avevo immaginato.

Per quanto mi riguarda, quando sono stata rifiutata non avevo considerato un particolare che è emerso in seguito: il mio romanzo ha un taglio fantastico, sul genere Paranormal romance per intenderci, e ho poi scoperto che loro non lo seguono. Allora non c'erano molte notizie in merito, ma se lo avessi saputo, avrei evitato di spedire il mio manoscritto.

L'unico rammarico, come avevo scritto in precedenza, è che la mail di rifiuto era quella standard, per cui ho capito, leggendo anche i post qui, che probabilmente a mio sfavore aveva giocato anche la natura del mio testo e, forse, non solo quello.

In ogni caso, ho molto rispetto di questa agenzia e non mi sognerei mai di disperdere parole malevole nei suoi confronti. E' ovvio che dato il personale che impiegano, non possono lavorare 48 ore al giorno e per questo fanno delle scelte, applicano strategie anche in base alle loro capacità.

Ho apprezzato l'intervento di lavoronelleditoria dove spiegava appunto questo: l'onestà, il non nascondere i propri limiti, permette di mettere in luce le loro qualità, trasmettendo un certo grado di professionalità. E scusate se è poco.

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Per diverse buone ragioni, immagino.

Primo, perché così chi spedisce ci pensa sopra benebene a cosa e quando sottoporgli.

Secondo, perché altrimenti si ritroverebbero un numero di manoscritti dieci volte superiore a quello attuale e, l'hanno detto chiaramente, già così faticano a starci dietro.

Terzo, perché un criterio di selezione a monte ci vuole, anche arbitrario purtroppo, ma non se ne può fare a meno.

Eh, ma uno ci pensa benebenissimo sapendo che vale questa regola e non scoprendolo in occasione della risposta al secondo invio...

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E usare uno pseudonimo? poi se il testo gli interessa veramente, non credo che staranno a sindacare quante volte hai inviato un manoscritto.

Diabolico!

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Ma scusate, perché volete inviare a tutti i costi ad un tizio che non vi vuole? Come portavoce di Vicki Satlow il tipo ha detto una cosa, e giù subito a dargli addosso o a escogitare sotterfugi: cavolo, ma se non vuole che gli mandate un secondo romanzo saranno affari suoi! Poi molti si lamentano che non c'è un filo diretto tra emergenti ed editoria: se gli emergenti non sono in grado di ascoltare e di accettare ciò che viene detto dai rappresentanti dell'editoria, non me ne stupisco.

Non è riferito direttamente a te Angel, parlo in generale...

Modificato da Nyamekye

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Sono passate due settimane dal ''pronti e via''. Qualcuno ha già ricevuto dei riscontri?

Io ho inviato il mio manoscritto a metà ottobre, ma non ho ancora ricevuto alcuna risposta. Qualche giorno fa ho inviato una mail per sapere se per caso mi ero persa qualche loro comunicazione (diciamo pure un rifiuto) dato che ultimamente la mia posta elettronica fa i capricci, ma neppure in questo caso ho ricevuto riscontro. Nella mia mail però concludevo dicendo che, se invece non l'avevano ancora letto, avrei atteso ancora con fiducia.

ne deduco che - dopo più di tre mesi - ancora non l'hanno guardato. credo che siano oberati più del solito...

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Ma scusate, perché volete inviare a tutti i costi ad un tizio che non vi vuole? Come portavoce di Vicki Satlow il tipo ha detto una cosa, e giù subito a dargli addosso o a escogitare sotterfugi: cavolo, ma se non vuole che gli mandate un secondo romanzo saranno affari suoi! Poi molti si lamentano che non c'è un filo diretto tra emergenti ed editoria: se gli emergenti non sono in grado di ascoltare e di accettare ciò che viene detto dai rappresentanti dell'editoria, non me ne stupisco.

Non è riferito direttamente a te Angel, parlo in generale...

Tranquillo! Tanto io scrivo fantasy in ogni declinazione (high fantasy, distopie e paranormal romance) quindi non entrerò mai nelle loro corde XD

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