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Vicki Satlow Literary Agency

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la risposta te la inviano dopo appena un paio di settimane, non più di un mese, e la cosa mi puzza un po' dato che normalmente per aver risposta da una casa editrice grande o piccola si devono aspettare come minimo 6 mesi. E poiché questa agenzia è abbastanza conosciuta, mi chiedo come facciano a leggere così velocemente tutti i manoscritti che ricevono, che tra l'altro non devono essere pochi.

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la risposta te la inviano dopo appena un paio di settimane, non più di un mese, e la cosa mi puzza un po' dato che normalmente per aver risposta da una casa editrice grande o piccola si devono aspettare come minimo 6 mesi. E poiché questa agenzia è abbastanza conosciuta, mi chiedo come facciano a leggere così velocemente tutti i manoscritti che ricevono, che tra l'altro non devono essere pochi.

Forse, perché certi testi non hanno bisogno di essere letti nella loro completezza per vedere se hanno potenziale o meno...

E poi credo abbiano un bel po' di lettori. :)

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Ospite Claudio Piras Moreno

E' come dice Maximod, hanno un comitato di lettura, molto efficiente e selettivo, se non li convinci da subito immagino che ti cestinino prima d'arrivare alla fine.

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è quello che mi è successo più o meno a me, magari ci hanno messo una settimana e mezza. Per quello che ho manifestato un certo scetticismo nei confronti di una lettura integrale del manoscritto.

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Ospite Jack Shark

Cestinato pure me, solita risposta, dopo circa dieci giorni.

Dieci giorni è strano, ma un giorno e mezzo è incredibile

A me una volta è capitato di far parte di un comitato di lettura per valutare manoscritti, e quello che mi venne sottoposto ero per cestinarlo già dopo 10 minuti, mi sono sforzato di leggerlo per un paio d'ore e arrivare a una cinquantina di pagine, per vedere se migliorava, ma niente da fare.

Insomma, spesso basta veramente poco per decidere.

Con questo non voglio abbatterti o dire nulla di male riguardo il tuo testo, che può semplicemente darsi non abbia incontrato le simpatie e i gusti personali dell'esaminatore.

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Anche perché un'agenzia non valuta solo la qualità della scrittura, ma anche la potenzialità della trama.

A volte non ci vuole molto per capire se un libro rientra nei loro piani oppure no.

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Spendo una parola di merito per la disponibilità e per la chiarezza espositiva. Valutano, come ampiamente previsto, solo testi inediti ma hanno indicato ad esempio a che tipo di saggistica sono interessati. Direi che in questo modo si evitano un bel po' di manoscritti mandati - presumo - in modo indiscriminato, anche se in realtà credo che pochi autori stiano attenti alle disposizioni che si trovano nei siti

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anche se in realtà credo che pochi autori stiano attenti alle disposizioni che si trovano nei siti

Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per il quale mi chiedono se con la collana "Orbite nere" tratto anche poesie e romanzi per bambini. :)

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anche se in realtà credo che pochi autori stiano attenti alle disposizioni che si trovano nei siti

Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per il quale mi chiedono se con la collana "Orbite nere" tratto anche poesie e romanzi per bambini. :)

già, anche se il nome "Orbite nere" un minimo indicativo mi pare essere :asd:

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Voglio raccontare brevemente la mia esperienza. Ho contattato telefonicamente l'agenzia a fine settembre per chiedere se ad oggi visionano manoscritti di esordienti. Mi hanno risposto di inviare il cartaceo al loro indirizzo e che rispondono in qualsiasi caso entro 3 mesi.

Così, ho fatto, in data 6 novembre ho inviato il manoscritto.

Essendo però un casinista, mi sono accorto due giorni dopo di aver inviato la versione del romanzo non ripulita dai refusi...parlo di almeno 15-20 refusi su 150 cartelle...

Preso dal panico ho telefonato e mi ha risposto un ragazzo che è stato gentilissimo, alla fine siamo stati al telefono un quarto d'ora. Mi ha detto di non preoccuparmi per i refusi perchè quello che cercano è una storia interessante e che comunque anche gli autori affermati mandano testi pieni di refusi.

Mi ha spiegato come lavorano. In pratica ci sono due livelli di lettura, se il testo passa questi due livelli arriva direttamente in mano di Vicky Satlow che mette sempre l'ultima parola.

Mi ha detto che cercano storie di ampio respiro che possono vendere anche all'estero, perchè in fondo l'Italia è un mercato molto piccolo e che una volta "scelto", di solito l'autore viene accompagnato durante tutta la sua carriera e non solo per quel libro.

L'impressione che ho avuto è che la prima scrematura avvenga solo leggendo la sinossi...se la storia non li convince, non si mettono nemmeno a leggere. In ogni caso mi ha detto che in questo periodo sono stracarichi di materiale da leggere e che quindi le tempistiche si sono allungate.

Poi mi ha anche setto che più si aspetta più vuol dire che il manoscritto avanza nell'iter di selezione. Cioè, è chiaro che se non gli piace, nel giro di 10-15 giorni mandano il rifiuto. Probabilmente, le storie che trovano interessanti le leggono e quindi le scartano anche più tardi. In ogni caso mi ha detto che normalmente in due mesi rispondono sempre.

Io ho inviato il tutto 20 giorni fa, incrocio le dita!

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Ecco...ricevuta ieri mail negativa dopo circa un mese dall'invio:

Gentile XXXX abbiamo letto "XXXXXXXX" ma purtroppo non ne siamo rimasti convinti.

Le mandiamo i nostri saluti.

Agenzia Letteraria Vicki Satlow

Peccato....

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Ospite lavoronelleditoria

Ciao Ragazzi, sono la persona che si occupa della narrativa italiana e dell'organizzazione di lettura dattiloscritti per l'agenzia Vicki Satlow. Un nostro autore ci ha segnalato questo forum. Ho letto tutti i vostri post e mi sono ripromesso di rispondervi appena avessi avuto il tempo di farlo. Vi dico già da ora che non mi sarà possibile rispondervi ancora, in questo periodo siamo letteralmente sommersi di lavoro (vi sto scrivendo alle 21.42, per intenderci). Però tornerò qua e leggerò quello che scrivete. Non metto il mio nome e i miei contatti per ovvie ragioni. La mia presenza qui è una tantum, non vorrei essere ricontattato nel privato di facebook o di una mail. Anche perché il posto giusto è inviarli all'agenzia. Venite sempre letti tutti, ve lo assicuro a nome di tutto lo staff. Questo è il mio modo per venirvi incontro, visto che sento quasi come una vostra sofferenza il fatto che sembra che nessuno, da questa parte della barricata, lanci qualche segnale. Spero apprezzerete il mio gesto.

Quello che vi sto per scrivere è riferito solo alla nostra agenzia, ma molti concetti valgono anche per le altre agenzie e gli editori.

Un po' di tematiche random.

NON MI SCRIVONO NEMMENO DUE RIGHE SUL PERCHE' IL LIBRO NON E' PIACIUTO, NON DOVREBBE ESSERE IL LORO COMPITO?

Qualcono di voi ha già risposto benissimo: per scrivere anche solo due righe è necessaria un'analisi approfondita, non abbiamo né il tempo né le risorse per farlo. Guardatela dal nostro punto di vista: noi cerchiamo talenti, è questo il nostro lavoro. Se trovo una pasticceria che fa i bignè migliori della città non andrò nelle altre pasticcerie a spiegare perché in quella sono più buoni, ma continuerò ad andare nella pasticceria che mi piace. Però gli altri pasticceri, se intuiscono che qualcosa non va nel loro lavoro, possono iscriversi a corsi di cucina o chiedere consulenze a professionisti del cibo per capire come mai quell'altra pasticceria è piena e la loro no. E' una loro scelta.

SENTIAMO CHE A TUTTI RISPONDONO DI NO, E ALLORA PERCHE' LEGGONO?

Ci arrivano quasi 2000 dattiloscritti all'anno e ne prendiamo 4-5. I "no" non sono il 100%, ma visto il rapporto con i "sì" potrebbe sembrarlo.

ALLORA PRENDETE DAVVERO SCRITTORI CHE NON HANNO RACCOMANDAZIONI, SCONOSCIUTI E CHE VI ARRIVANO PER POSTA, O E' UNA LEGGENDA METROPOLITANA?

Certo, e vi dico di più. NON prendiamo anche molti scrittori affermati e le raccomandazioni non ci piacciono.

COSA FATE QUANDO TROVATE UN AUTORE CHE VI CONVINCE?

Quando lO troviamo ci lavoriamo, e molto. Con una ragazza di 24 anni, arrivata per posta a settembre con un libro che aveva una voce originalissima e un protagonista a nostro avviso irresistibile, ma una storia ancora tutta da costruire, abbiamo lavorato giorno e notte due mesi. Cosa ci piaceva? La sua voce e il protagonista, e l'idea di fondo che ancora solo si intravedeva. E' stata una scommessa, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo detto: proviamoci. Adesso è contesa da tutti i grandi editori e la troverete in libreria i primi mesi del 2014. Non facciamo un lavoro scientifico, è sempre soggettivo, ma ci fa piacere riscontrare come molto spesso il nostro lavoro vada a segno.

QUAL E' IL MOTIVO DEI RIFIUTI?

Quando rifiutiamo i motivi possono essere molti: la storia non ci convince, lo stile di scrittura ci stanca già dalle prime pagine, o magari il plot è ben ingegnato ma c'è un qualcosa di impalpabile, la profondità di visione dello scrittore, la chiamerei, che manca. Spesso si capisce dalla lettera di presentazione, dalla sinossi e da qualche pagina. A volte anche se abbiamo dei dubbi leggiamo il libro per intero, ne discutiamo, facciamo fare diverse letture (che l'agenzia paga, senza chiedere niente agli autori, che forse nemmeno lo sospettano). Se quel "qualcosa" non ci convince ancora, ecco le due righe di rifiuto. Potrebbe sfuggirci di mano il nuovo Fitzgerald o il bestseller da un milione di copie? Sì, ma sicuramente se è un libro che vale qualcun altro lo prenderà. Gli editori e gli agenti, contrariamente a quanto si crede, sono avidi di nuovi autori e nuove storie, oggi come non mai.

OK, MA IL MIO LIBRO FUNZIONA. L'HANNO LETTO AMICI, PARENTI E ANCHE GENTE CHE NON MI CONOSCE. ENTUSIASMA TUTTI, PROPRIO TUTTI.

Ogni autore pensa che il suo romanzo valga la pena di essere pubblicato, altrimenti non lo invierebbe a nessuno. Quando lo mette in circolo deve necessariamente accettare anche dei no. Credo che nella scrittura, come nella vita, sia più importante chiedersi cosa ho sbagliato io, piuttosto di che cosa hanno sbagliato loro. La regola rimane quella. Se è un libro che vale, qualcuno lo prenderà. Datevi da fare, mandatelo a tutti e soprattutto rifiutate le proposte di pubblicazione a pagamento o che vi chiedono di preacquistare un numero minimo di copie. Non vi porterà alcun vantaggio, solo malinconia.

COME SPEDIRCI I DATTILOSCRITTI?

Seguendo strettamente queste indicazioni:

Per inviare un testo in lettura spedire a info@vickisatlow.com le prime 20 pagine del dattiloscritto (o l'intero primo capitolo se è più lungo) - corredato nello stesso file di numero di telefono e email dell'autore, breve biografia e breve sinossi di massimo 1500 caratteri. In caso di interesse richiederemo il romanzo intero. Al momento l'agenzia è interessata esclusivamente a romanzi (tranne il genere fantasy) e saggi divulgativi. In ogni caso sarà comunicato l'esito della lettura via email, al massimo entro tre mesi, ma non verranno in nessun caso fornite schede o prospetti di valutazione dell'opera. Si prega di non scrivere o telefonare per sincerarsi dell'avvenuta ricezione prima di due mesi dalla spedizione.

ATTENZIONE: non inviare testi prima del 7 gennaio 2013. Non riusciremmo a prenderli in carico prima di quella data e creerebbe problemi di organizzazione del lavoro di lettura, con il rischio che il vostro materiale vada perso.

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Apprezzo molto l'intervento qui sopra: esauriente e chiaro. Mi resta la curiosità di capire il perchè della scelta (che non discuto, ci mancherebbe) di non valutare i fantasy. Mi chiedo se sia per un problema di qualità generalmente scadente dei manoscritti, oppure di saturazione del mercato, o magari solo di gusto dell'agenzia. Ringrazio lavoronelleditoria se potrà/vorrà sciogliere questo dubbio.

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Ospite lavoronelleditoria

Per i fantasy c'è poco mercato. So che qualcuno obietterà il contrario ma credetemi, è così (no, Lo Hobbit e il film non vanno a smentire quello che dico). In seconda battuta noi non siamo esperti nel lavorarli. Ci interessano storie mainstream, con un plot che abbia a che fare con la realtà. Poi, certo, se arriva un David Mitchell che ci manda L'atlante delle nuvole o un Safran Foer con Ogni cosa è illuminata, allora ogni direzione va a cadere. Ma se ne trova uno ogni tot anni, di "evasore" spettacolare.

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Ospite Woland

Per evitare invii inutili: siete interessati alla lettura di raccolte di racconti?

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Un grazie anche da parte mia a lavoronelleditoria :) peccato che non conosceremo di persona, mi sarebbe piaciuto.

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Approfitto della discussione in corso per postare la mia esperienza.

Sono una scrittrice prolifica e non dubito di aver approfittato eccessivamente della disponibilità dell'agenzia. Comunque, al mio (quarto?) invio, ho ricevuto questa cordialissima ma pure esplicita mail:

Gentile Cristina, per l'altro numero di dattiloscritti che ci arrivano, non ne leggiamo più di uno per autore.

Ci dispiace.

Saluti

Agenzia Letteraria Vicki Satlow

Modificato da cristina@

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Per evitare invii inutili: siete interessati alla lettura di raccolte di racconti?

Ti riporto ciò che ha scritto l'utente:

Al momento l'agenzia è interessata esclusivamente a romanzi (tranne il genere fantasy) e saggi divulgativi.

Le raccolte non sono state citate, tra l'altro feci la stessa domanda via mail e mi dissero che non li prendevano in considerazione. :)

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Approfitto della discussione in corso per postare la mia esperienza.

Sono una scrittrice prolifica e non dubito di aver approfittato eccessivamente della disponibilità dell'agenzia. Comunque, al mio (quarto?) invio, ho ricevuto questa cordialissima ma pure esplicita mail:

Gentile Cristina, per l'altro numero di dattiloscritti che ci arrivano, non ne leggiamo più di uno per autore.

Ci dispiace.

Saluti

Agenzia Letteraria Vicki Satlow

Potresti provare con uno pseudonimo XD

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Un sentito grazie a lavoronelleditoria. È importantissimo, direi fondamentale, sentire ogni tanto una voce dagli addetti ai lavori. Non sono tenuti a farlo, per cui è ancora più apprezzabile quando lo fanno.

Vorrei che tutte le agenzie letterarie lavorassero così. Vorrei che tutti gli editori lavorassero così.

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Ospite lavoronelleditoria

Se avete qualche altra domanda che vi può essere utile, non solo sul lavoro dell'agenzia ma anche sull'editoria in generale, fatela qui nel post pubblico entro venerdì mattina/primo pomeriggio (prima le fate, meglio è). Risponderò a domande chiare, generali, non personali, e a cui non sia già stato risposto nel lungo post già fatto. Per favore, non mandatemi messaggi privati, come avevo accennato nel lungo post, perché risponderò solo in pubblico per dare l'opportunità a tutti di avere un confronto. Sto lavorando anche di notte per fare avere a tutte le persone che ci hanno inviato libri una risposta entro Natale, ma vedrò di trovare il tempo. Dopo venerdì non sarò più presente nel sito, a cui però mi sento di fare tutti i miei complimenti. Le regole ferree che hanno stabilito i moderatori creano discussioni civili, mi chiedo perché altri esponenti dell'editoria non vi partecipino, ma questa è solo una curiosità personale.

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Una domandina veloce veloce. Siete un'agenzia che punta più sulla qualità oppure sul mercato? voglio dire, ammetto che il best seller non è assolutamente facile da snidare, anzi, molte volte i successi più grandi sono quelli più inaspettati, è già più facile capire però quale libro non avrà mercato, sebbene possa essere stato scritto in maniera ineccepibile. Voi che fate? A titolo di esempio, se vi capitasse tra le mani un "dalla parte di swann" che fareste?

per diventare lettore come immagino tu sia, quale strada bisogna percorrere e che bisogna fare nello specifico?

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Ospite lavoronelleditoria

Siete un'agenzia che punta più sulla qualità oppure sul mercato?

Quella che andrebbe tolta è proprio questa distinzione. Qualità e mercato non sono due antitesi. Può esserci un libro che viene ritenuto di grande qualità e vendere pochissimo o tantissimo. Chi lo sa? Possono andare a braccetto, come no. Certo non prendiamo romanzi che - nei loro rispettivi generi - a noi non sembrano di qualità. Prendi libri come Un giorno di David Nicholls, Io non ho paura di Ammaniti o un'autrice della nostra agenzia, Vanessa Diffenbaugh, con Il linguaggio segreto dei fiori. E' del tutto soggettivo che piacciano o meno, ma possiamo dire che non sono di qualità? A mio personale avviso lo sono. Ognuno dei tre libri citati è diventato un bestseller senza che nessuno se lo aspettasse. Estremo è il caso di Muriel Barbery, con L'eleganza del riccio, con una prima tiratura in Francia di 4000 copie e senza alcuna specifica promozione ne ha vendute poi milioni.

Ho paura che spesso questa domanda (non dico che sia il tuo caso, ma so che molti lo pensano) nasconda un'altra domanda: Il mio libro è di grande qualità, molto meglio di quello che si legge in giro, forse è per questo che non viene pubblicato?

Noi puntiamo sulle belle storie. Una bella storia non significa solo una bella scrittura e un personaggio interessante, ma entrano in gioco tantissime componenti. Certo, colpiscono di più gli High Concept, cioè quelle storie che puoi riassumere in una o due frasi. Tutte quelle citate sopra lo sono. Non lo è ad esempio Che ne è stato di te, Buzz Aldrin di Joan Harstad, scritto da un ragazzo giovanissimo e che ha commosso mezza Europa, pur non diventando un bestseller planetario. Cosa aveva quel libro? Uno sguardo che non si trova da nessuna parte, a cominciare dall'incipit spettacolare, che cito a memoria: "La persona che ami è fatta per il 72,8% d'acqua e non piove da settimane" . Se volete capire cosa intendo provate a leggerlo. Se tutti gli esordienti mandassero una storia del genere noi faremmo salti sulla sedia e vi assicuro che il giorno dopo lo vorrebbero tutti gli editori.

Interessante è anche l'intervista a Severino (di cui posto il link), uno dei due direttori di Einaudi Stile Libero. Parla di bestseller ma a mio avviso quello che dice sono le condizioni minime che dovrebbero avere tutti i libri: scrivere semplice (che non vuol dire banale, ma tutto il contrario) e avere una storia da raccontare.

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Ospite lavoronelleditoria

Per diventare lettore quale strada bisogna percorrere?

Non sono propriamente un lettore. Sono quello che fiuta i libri (o almeno ci prova), che conosce bene cosa vuole l'agente e che lavora con gli autori. In genere per fare il mio lavoro serve molta gavetta e non sbagliare i libri. Non sbagliarli vuol dire: in mezzo al marasma che arriva scegli quelli giusti, anche quando sono in una forma di cui intuisci solo tu il risultato finale, e porta l'autore a quel risultato. E' finita qui? No, perché se poi nessun editore li prende magari hai sbagliato qualcosa. E se sbagli molto, crei un danno agli autori che verranno poi, perché l'editoria non si fiderà più di un'agenzia. Per mia fortuna, il 90% delle persone con cui lavoro poi vengono prese, e quando non è successo è perché gli autori non hanno lavorato come avremmo voluto noi, e cioè tanto, tanto, tanto, tanto, tanto. Ma il mio è anche il privilegio di lavorare a stretto contatto con una delle migliori agenti europee, con cui c'è continuamente un grande confronto e che non promuove mai romanzi in cui non crede.

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in verità io volevo solamente mettere in evidenza come mai non non abbiamo in italia gente come danielewski, pinchton, wallace, franzen ecc. Dato che tu lavori nel campo, io volevo chiederti se la loro assenza nel circuito letterario italiano è dato una preselezione che li taglia fuori oppure dal fatto che in italia autori così non esistono punto. Lasciando stare proust, che avreste fatto di un libro come casa di foglie?

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Ospite lavoronelleditoria

L'assenza nel circuito letterario italiano di certi autori è data da una preselezione che li taglia fuori di netto?

Domanda difficile perché non posso parlare per l'intera editoria, come fosse un'unità. Premetto che non ho letto "Casa di foglie", ma ho capito a che libri riferisci. Dalla mia esperienza personale, libri con strutture molto particolari ma che presentino anche una genialità intrinseca, non me ne sono mai capitati. Se mi fossero capitati? Non lo so, non ho la sfera di cristallo, forse ne avremmo discusso molto tutti quanti e non è detto che non sarebbero stati presi. C'è anche da dire che un libro deve avere un mercato possibile, anche minimo, del resto tutti gli editori del mondo sono aziende. Il gusto europeo è molto diverso da quello americano, ma anche noi abbiamo un Moresco e un Michele Mari. Sono autori facili, secondo voi? Per niente. Sono bestseller? Per niente. Eppure uno è pubblicato da Mondadori e uno da Einaudi. By the Way, un Franzen, come un Roth o un DeLillo, sarebbero stati pubblicati subito, da tutti, o quasi. Ma come dice spesso Vicki Satlow, di Roth e di DeLillo ne nascono davvero pochi.

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