Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Dhana

Timore di non riuscire a dare vita ai personaggi

Post raccomandati

Non so se la sezione è giusta ma l'unica che si avvicina alla questione di cui vorrei parlare è questa. Chiedo venia se è quella sbagliata. :(

 

In effetti è un po' un mio attuale incubo questo che ora andrò a porvi, ovvero: abituata da anni a dedicarmi un unico personaggio (il mio storico del gdr fantasy), e dovendo ora, per la prima volta, costruire una storia mia da cima a fondo, faccio davvero fatica a dover pensare di caratterizzare altri personaggi che non siano quell'unico in cui mi identifico. Lo farei, certo, ma senza quel trasporto emotivo che mi dà la protagonista. Insomma, ho il terrore di non riuscire ad affezionarmi agli altri e per questo di non riuscire a dargli vita come vorrei. :(

 

A voi è mai capitato? Avete mai avuto un personaggio a cui siete particolarmente affezionati al punto da provare meno piacere nel dedicarvi agli altri? In tal caso, come avete risolto? 

 

Grazie per eventuali risposte.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non sono sicura di aver capito: vuoi inserire il tuo personaggio "storico" in una trama, oppure temi che l'abitudine a dedicarti ad un solo personaggio ti renda difficile occuparti degli altri?

 

Nel secondo caso, i personaggi di una storia saranno tutti "tuoi". Qualcuno sarà più complesso e più riuscito, qualcuno risulterà un po' stereotipato; qualcuno ti sarà antipatico, qualcuno lo amerai di più - ma li conoscerai tutti come le tue tasche.

Li guarderai fare vita autonoma, prendere decisioni che non condividi, ridere e piangere e tutta quella roba lì.

Costruire un racconto (secondo me) è molto diverso dal progettare una campagna di gioco di ruolo e ancora più diverso dal giocare un personaggio.

Ho qualche esperienza in tutti e due gli ambiti (e magari sono scarsa in entrambi), ma non mescolerei le due competenze.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Da un certo punto di vista è normale avere uno o più personaggi preferiti e di cui preferiamo narrare, soprattutto se si usa la tecnica del punto di vista. Ammetto che quando sono finalmente riuscita a sbarazzarmi di certi personaggi è stato un sollievo!

Tuttavia bisogna farsi un po' di violenza e provare a caratterizzare anche gli altri. Potrebbero non venire bene in prima battuta, ma per quello ci sono sempre le revisioni.

Ad ogni modo, alla fine tutti i personaggi ti ispirano un po' di sentimento, buono o cattivo che sia. Magari non "forte" come col protagonista, ma sono pur sempre delle tue creaturine :)

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Devi guardare i personaggi dall'esterno, come guardi la gente che passa o che devi osservare a lungo pur senza conoscerla, magari facendo la fila  al market o in una sala d'aspetto. Capita a volte, quando si osservano sconosciuti, come sono vestiti, come guardano, quando parlano o si muovono, capita di immaginare, fantasticare sulla loro vita e spesso si indovina.

Fai un elenco dei tuoi personaggi, principali e secondari, dagli un nome, un'età, un aspetto,  osservali come sono vestiti, come si muovono, il tono della loro voce. Prima di iniziare la storia accumula particolari su di loro, immagina come si rivolgerebbero a te, ad altre persone, le loro intenzioni, i loro sotterfugi, i loro segreti. Qualcuno potrebbe scrivere una lettera per giustificare un particolare della sua vita... qualcun altro legge e risponde, tu a tua volta leggi, trai conclusioni, interpelli a tua volta altri personaggi, ricevi le loro risposte... Alla fine, ancora prima di cominciare il tuo romanzo conoscerai i tuoi personaggi, la loro vita, gli antefatti che li hanno condotti a un certo punto da sviluppare ulteriormente... Sembra complicato ma se ti immedesimi è anche un piacevole diversivo...

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
22 minuti fa, Alberto T. ha detto:

Devi guardare i personaggi dall'esterno, come guardi la gente che passa o che devi osservare a lungo pur senza conoscerla, magari facendo la fila  al market o in una sala d'aspetto. Capita a volte, quando si osservano sconosciuti, come sono vestiti, come guardano, quando parlano o si muovono, capita di immaginare, fantasticare sulla loro vita e spesso si indovina.

Fai un elenco dei tuoi personaggi, principali e secondari, dagli un nome, un'età, un aspetto,  osservali come sono vestiti, come si muovono, il tono della loro voce. Prima di iniziare la storia accumula particolari su di loro, immagina come si rivolgerebbero a te, ad altre persone, le loro intenzioni, i loro sotterfugi, i loro segreti. Qualcuno potrebbe scrivere una lettera per giustificare un particolare della sua vita... qualcun altro legge e risponde, tu a tua volta leggi, trai conclusioni, interpelli a tua volta altri personaggi, ricevi le loro risposte... Alla fine, ancora prima di cominciare il tuo romanzo conoscerai i tuoi personaggi, la loro vita, gli antefatti che li hanno condotti a un certo punto da sviluppare ulteriormente... Sembra complicato ma se ti immedesimi è anche un piacevole diversivo...

 

Del tutto d'accordo. La scrittura di getto è meravigliosa, ma pianificare aiuta moltissimo quando si teme di restare impantanati!

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Dhana Io prenderei spunto dai film. Dove i protagonisti sono due o tre. Gli altri sono caratteristi (importantissimi per ogni storia compiuta).

Va da sé che ognuno che dei caratteristi (lo dice la parola) deve avere una sua caratteristica che lo distingue. 

La caratteristica deve comprendere professione (ruolo), storia personale e carattere. Poi, come interagiscono coi protagonisti.

Infine ci sono le comparse, per cui basta un tratto.

Ti direi di guardare tanti film concentrandoti su questi aspetti (sono ottimi anche per i dialoghi).

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
13 ore fa, mercy ha detto:

Non sono sicura di aver capito: vuoi inserire il tuo personaggio "storico" in una trama, oppure temi che l'abitudine a dedicarti ad un solo personaggio ti renda difficile occuparti degli altri?

Entrambe le cose: temo di non riuscire a immedesimarmi negli altri come faccio con la prima e, di conseguenza, a creare pg piatti e senza spessore.

 

2 ore fa, Yaxara ha detto:

Da un certo punto di vista è normale avere uno o più personaggi preferiti e di cui preferiamo narrare, soprattutto se si usa la tecnica del punto di vista. Ammetto che quando sono finalmente riuscita a sbarazzarmi di certi personaggi è stato un sollievo!

Tuttavia bisogna farsi un po' di violenza e provare a caratterizzare anche gli altri. Potrebbero non venire bene in prima battuta, ma per quello ci sono sempre le revisioni.

Ad ogni modo, alla fine tutti i personaggi ti ispirano un po' di sentimento, buono o cattivo che sia. Magari non "forte" come col protagonista, ma sono pur sempre delle tue creaturine :)

Hai centrato il punto.  Non userò la tecnica del punto di vista perché preferisco la terza persona, ma il mio incubo è quello di dovermi occupare di personaggi che non mi piacciono ma che devo fare per forza, ad esempio i "cattivi", o comunque gli antagonisti. In qualche modo devo cercare di farmeli piacere. XD

 

2 ore fa, Alexander91 ha detto:

Il Tema. Il Tema della storia è la risposta. ;)

Cioé? Non ho capito. XD

 

1 ora fa, Alberto T. ha detto:

Devi guardare i personaggi dall'esterno, come guardi la gente che passa o che devi osservare a lungo pur senza conoscerla, magari facendo la fila  al market o in una sala d'aspetto. Capita a volte, quando si osservano sconosciuti, come sono vestiti, come guardano, quando parlano o si muovono, capita di immaginare, fantasticare sulla loro vita e spesso si indovina.

Fai un elenco dei tuoi personaggi, principali e secondari, dagli un nome, un'età, un aspetto,  osservali come sono vestiti, come si muovono, il tono della loro voce. Prima di iniziare la storia accumula particolari su di loro, immagina come si rivolgerebbero a te, ad altre persone, le loro intenzioni, i loro sotterfugi, i loro segreti. Qualcuno potrebbe scrivere una lettera per giustificare un particolare della sua vita... qualcun altro legge e risponde, tu a tua volta leggi, trai conclusioni, interpelli a tua volta altri personaggi, ricevi le loro risposte... Alla fine, ancora prima di cominciare il tuo romanzo conoscerai i tuoi personaggi, la loro vita, gli antefatti che li hanno condotti a un certo punto da sviluppare ulteriormente... Sembra complicato ma se ti immedesimi è anche un piacevole diversivo...

Bene o male ce li ho presenti, anche se non ancora così dettagliati. Spero di riuscire ad affezionarmi anche a loro strada facendo. :P

 

1 ora fa, Yaxara ha detto:

 

Del tutto d'accordo. La scrittura di getto è meravigliosa, ma pianificare aiuta moltissimo quando si teme di restare impantanati!

 

Sono tra quelli che tendono a pianificare ma fino a un certo punto. Credo che il giusto stia nel mezzo, quindi pianificare sì ma non nei più piccoli dettagli. Quelli possono sempre arrivare dopo, con l'istinto. :)

1 ora fa, camparino ha detto:

@Dhana Io prenderei spunto dai film. Dove i protagonisti sono due o tre. Gli altri sono caratteristi (importantissimi per ogni storia compiuta).

Va da sé che ognuno che dei caratteristi (lo dice la parola) deve avere una sua caratteristica che lo distingue. 

La caratteristica deve comprendere professione (ruolo), storia personale e carattere. Poi, come interagiscono coi protagonisti.

Infine ci sono le comparse, per cui basta un tratto.

Ti direi di guardare tanti film concentrandoti su questi aspetti (sono ottimi anche per i dialoghi).

Aiuto, io ne dovrei prevedere almeno una decina, per esigenze di storia. XD E' una trama particolare ma al momento è l'unica che mi prenda veramente e che desidero scrivere.

 

Grazie a tutti per aver risposto. :) 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 minuti fa, Dhana ha detto:

il mio incubo è quello di dovermi occupare di personaggi che non mi piacciono ma che devo fare per forza, ad esempio i "cattivi", o comunque gli antagonisti. In qualche modo devo cercare di farmeli piacere. XD

 

Ma i cattivi non ti devono piacere, puoi proprio trovarli insopportabili. L'importante è che non siano messi lì "per forza": l'importante è che "giochi" un po' loro. Cerca di comprendere il loro punto di vista e di sviluppare i loro scopi.

Rendili interessanti, in fase di creazione fai con loro quello che faresti con il protagonista. 

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, mercy ha detto:

 

Ma i cattivi non ti devono piacere, puoi proprio trovarli insopportabili. L'importante è che non siano messi lì "per forza": l'importante è che "giochi" un po' loro. Cerca di comprendere il loro punto di vista e di sviluppare i loro scopi.

Rendili interessanti, in fase di creazione fai con loro quello che faresti con il protagonista. 

 

Esatto. Un cattivo può rappresentare tutto ciò che tu non sopporti ed è già un modo per caratterizzarlo. E ricorda che dal suo personale punto di vista, il cattivo ha ragioni fondate per fare quello che fa.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
15 ore fa, Dhana ha detto:

ho il terrore di non riuscire ad affezionarmi agli altri e per questo di non riuscire a dargli vita come vorrei.

Metti in ogni personaggio un frammento di te: può essere un'idea, un pensiero, una frase. Parti da questo per sviluppare un personaggio e lascio andare: vedrai che saprà sorprenderti.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 ore fa, Dhana ha detto:

Cioé? Non ho capito. XD

Avendo scarsa capacità di sintesi, devo risponderti con un piccolo pippone.

 

I personaggi di una storia non sono persone reali. Tu sei una persona reale: c'è voluto un intero universo per creare te 'Dhana', quante chance ci sono che una singola persona possa creare, anche solo a livello immaginativo, un'altra persona reale? Nessuna.

E allora devi cambiare prospettiva sul problema: non pensiamo ai personaggi da creare come a persone reali, ma come a quello che sono, personaggi. Cioè rappresentazioni di come noi schematizziamo ciò che percepiamo sulle persone reali finalizzate a comunicare qualcosa in forma di narrazione. Vale a dire che i personaggi sono cose infinitamente più semplici rispetto a una persona reale.

Quando diciamo che un personaggio pare 'reale' o 'realistico', stiamo semplicemente dicendo che si tratta di una rappresentazione convincente, che contribuisce all'immersione nella storia. Il trucco per un personaggio che funziona insomma non sta nel renderlo verosimile, ma nell'ingannare il cervello di chi legge la nostra storia e convincerlo che quel personaggio esista. Sono due cose diverse, insomma. E per farlo di solito si collega il personaggio al tema della storia, cioè si esprime il tema della storia (anche) attraverso il personaggio e ciò che pensa, dice e fa. 

Posta questa piccola digressione introduttiva, passiamo al tuo problema. Hai considerato il tema della storia che vuoi narrare? Se sì, questo tuo personaggio 'preferito', quanto esprime bene questo tema? Il trucco per creare altri personaggi che ti coinvolgano altrettanto potrebbe magari essere proprio questo, il considerarli nel contesto del tema della storia. E' abbastanza ovvio che, se un personaggio che ti viene in mente a caso non c'entra niente con la storia che stai scrivendo, te per prima sarai frenata a inserircelo. Non so se mi spiego.

 

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Alexander91 Mi piacciono i pipponi. :P

Credo di aver compreso quello che vuoi dire. Se non ho capito male, mi blocca il fatto che nessun personaggio "secondario" al momento sia dentro la storia come la protagonista. E questo me li rende estranei. 

In effetti, al momento, la maggior parte degli altri personaggi sono un po' da contorno, giusto perché non posso lasciare la protagonista da sola. Questo fa in modo che non mi prendano davvero.

@Yaxara@M.T.: buone idee. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non credo esistano rimedi universali ai problemi dello scrivere, perché ciascuno è fatto a modo suo. Credo infatti che non esistano nemmeno problemi universali. Io per esempio non ho mai temuto di rendere male un personaggio per disaffezione, perché per me sono tutti importanti. Quando ne colloco uno su di un apparente secondo piano, solo per consentirgli di compiere il proprio scopo senza che la mondanità della storia lo intralci troppo, non lo farei mai senza prima avergli disegnato un volto, una voce e un'intenzione, fosse anche la più meschina. È una questione di rispetto, glielo devo!

 

Temo invece di non riuscirci per incapacità o incompetenza, questo sì; ma per disaffezione, mai.

 

Perciò non avanzerò suggerimenti; mi limiterò a porre qualche domanda che, nella mia esperienza, è come mettere polvere magica sui problemi. La prima domanda, visto che citi i giochi di ruolo, è quasi ovvia: hai mai fatto il master o narratore che dir si voglia durante un'avventura? Magari è di questo che si tratta, quando dici "costruire una storia"?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Andrea Varano Sì, sono stata e sono ancora master. Il problema non è tanto la creazione della storia di per sé, perché per un gdr totalmente testuale (non ho mai masterato un cartaceo, per esempio) sono poi gli altri player che gestiscono il proprio personaggio. La mia paura è quello di non riuscire, da sola, a dare spessore al tutto e i personaggi sono tutto in una storia.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
10 ore fa, Dhana ha detto:

Non userò la tecnica del punto di vista perché preferisco la terza persona, ma il mio incubo è quello di dovermi occupare di personaggi che non mi piacciono ma che devo fare per forza, ad esempio i "cattivi", o comunque gli antagonisti.

Anche la terza persona prevede un punto di vista, a meno che non sia sempre il narratore a parlare. Temo però che in tal caso il testo diventi di una noia mortale perché non permette al lettore di immedesimarsi con il protagonista.

Quanto ai personaggi "antipatici", potrebbero addirittura diventare il punto di forza di un libro.

Ogni essere umano è completo, nel senso che può provare tutte le sensazioni e le emozioni possibili: amore, paura, odio, fame, rivalità, gelosia, rabbia, impotenza, pietà o crudeltà, ecc. Occorre scavare dentro se stessi per creare personaggi di spessore, positivi o negativi che siano, e questo scavare non sempre è indolore, ma alla fine è terapeutico. Di solito non ci piace negli altri ciò che non accettiamo in noi stessi.

Un personaggio si può caratterizzare in diversi modi: l'aspetto fisico, l'abbigliamento, la gestualità, il tono della voce, il linguaggio, le azioni che compie, il modo di camminare, anche l'odore. Ma la cosa più importante per creare personaggi credibili è lo scavo psicologico. Capire cosa lo spinge a comportarsi in un certo modo, come giustifica le proprie cattive azioni.

Senza antagonisti una storia potrebbe essere "bellina" ma senza "sale".

 

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Dhana Hai ragione. Te lo chiedevo proprio perché i personaggi non li anima il master, che per questo si trova in un buon punto di osservazione per rilevare tratti e contraddizioni di ciascuno di essi. Dalle mie esperienze di gioco, ricordo che le avventure migliori sono quelle dove le caratteristiche di un personaggio fanno la differenza e sostituirne uno cambia la storia. Legare i personaggi alla narrazione è il primo modo di caratterizzarli. Un codardo non è tale perché china spesso la testa, mormora, si scusa a ogni respiro e si tormenta le mani, ma perché vedendo un amico in pericolo corre a nascondersi, o perché vende un fuggitivo per non finire nei guai. Basta un'azione per definire un personaggio secondario, a patto che quell'azione abbia un peso nella storia. Quindi la storia fa i personaggi perché i personaggi fanno la storia.

 

La paura di cui parli è legata all'aspettativa: ci poniamo un obiettivo nonostante temiamo di mancarlo. Ma il primo obiettivo di chi scrive narrativa non dovrebbe essere l'appagarsi dell'atto stesso di scrivere? Anche chi lo fa per mestiere, quindi iniettandoci una robusta dose di disciplina volta a traguardare una consegna, se non gode di ciò che scrive, sta probabilmente scrivendo una schifezza che non funzionerà. A me è capitato di provare ansia quando scrivevo per dimostrare non so bene cosa a non saprei dirti chi. All'epoca componevo purissima spazzatura. Poi ho capito il mio errore e ho cominciato a scrivere per il piacere di farlo. Non posso ancora dirmi soddisfatto fino in fondo e la strada da fare rimane molta; la differenza è che adesso questo suona come una buona notizia. Posso stare dentro la storia e godermela in anteprima come un regista sul suo set, senza paura, per tutto il tempo necessario. E senza preoccuparmene, la qualità di ciò che scrivo è migliorata rispetto a quando vivevo nell'ansia di mancare l'obiettivo.

 

Perciò la domanda che mi pongo prima di iniziare è: abitare la storia che ho in testa è ciò che voglio fare per tutto il tempo necessario a scriverla? Se la risposta è no, aspetto serenamente la prossima idea.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
8 ore fa, Andrea Varano ha detto:

Quindi la storia fa i personaggi perché i personaggi fanno la storia.

Amen. 

@Dhana, se hai voglia, dai un'occhiata a questa discussione che potrebbe tornarti utile.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Dhana per me puoi fare due cose. La prima: osserva le persone, prendi qualcuno che ha gesti eclatanti, prendi appunti, copia le foto, abbina i personaggi a persone che conosci, e pensa a cosa ti trasmettono. Se ti serve una persona invadente pensa alla vicina impicciona del piano di sopra e copiala nell'aspetto, poi se l'aspetto deve cambiare modificalo, immaginandotela potrai usare le sensazioni che ti trasmette per descrivere il personaggio. Così arriveranno anche al lettore.

La seconda cosa è di utilizzare i personaggi. I personaggi servono alla storia, perché alla fine la storia è la cosa importante. Loro sono uno strumento per completarla e scriverla.

Quindi scrivili come ti servono, poi rendili più reali, più "autentici" e per questo usa la logica perché rischi di descrivere un personaggio che fa cose forzate, irreali, poco plausibili. Utilizzali ma come se fossero veri, altrimenti risulterà forzato.

 

 

almeno questo è quello che mi è servito.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Fortuna Grazie, sicuramente farò così. Devo solo decidermi a farlo, a mettermi a lavorare su pg che, al momento, non mi stanno a cuore. E' una cosa strada da dire ma che dipende dal mio background di creazione personaggio. :P

@mercy Thanks!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×