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Folletto

La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

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Ospite
1 minuto fa, dyskolos ha detto:

Ne parlavo in un'altra discussione, seppure con altre parole. Lì mi chiedevo, e chiedevo, più o meno: è giusto discriminare un autore con la quinta elementare presa al serale, a vantaggio di uno con 37 lauree, 1927 master, 6923 dottorati ecc...? La mia risposta sintetica è: no, non è giusto, anzi è proprio assurdo, assurdissimo. Eppure molte CE lo fanno. Lì c'è il vero snobismo.


Un autore che ha la quinta elementare di oggi non sa scrivere. Una volta... sì. Quindi il suo testo viene scartato perché è pessimo e spesso anche molto presuntuoso. Perché uno con la quinta elementare che pensa di fare lo scrittore... lo è. Diciamolo onestamente. E diciamo pure che prendersi una laurea non è una cosa da tutti e spesso chi non ci riesce è furioso verso chi invece ce la fa. Chi ha studiato poco e male spesso pretende di avere medesime opzioni lavorative, figuriamoci altro!
I laureati, in Italia, sono trattati così bene che si ritrovano offerti dei lavori "indegni" e scappano all'estero. L'appiattimento verso il basso piace al furbo che non si è voluto impegnare, a chi pensa che chi studi sia "un figlio di papà", ma è a danno del laureato. Lo "snobismo" delle CE eventualmente è in altro senso ma non ha nulla a che vedere con la formazione culturale di una persona.
Può sostenerlo lo scrittore semi analfabeta che però si è presentato con il suo volume di "memorie" e se l'è visto tirare in testa.
Possibilmente perché era penoso e c'è da scommetterci. Proprio una delle mie due lauree, ad esempio.

 

3 minuti fa, dyskolos ha detto:

Penso a Caravaggio. Penso anche a Eugenio Montale, che aveva solo un diploma da ragioniere eppure vinse il Nobel per la letteratura nel 1975. Penso a Dante Alighieri e alla sua Commedia. Se oggi, per dirne uno, esistesse un Montale, sarebbe su WD e le CE lo schiferebbero: «Tu hai solo un misero diploma da ragioniere. Pussa via!» gli direbbero.


Caravaggio ha studiato e ha avuto molte possibilità in tutti i sensi, è stato "protetto" fin da giovanissimo e poi anche oltre (o sarebbe finito scannato in qualche vicolo praticamente subito certi fatti). Si è poi rovinato da solo perché era un bastardo. Non ho capito cosa volessi dire, portandolo ad esempio.
Eugenio Montale aveva il diploma di ragioneria di altri tempi, non questi. Le scuole erano superiori e non tutti, proprio all'epoca di Montale, studiavano. Inoltre leggeva, era una persona "colta".
E... seriamente... Dante Alighieri?
Sarebbe un esempio di persona... incolta arrivata dal nulla?...ommiooooddio (cit.).

Fattelo dire, poi: WD è talmente tanto zeppo di ragazzine che non sanno scrivere, se non cose imbarazzanti, che anche solo un uomo e di livello scarso... non si avvicina. E' roba da brivido. Uno scrittore ne sta lontano. Un poeta poi... di questi tempi lo vogliono tutti morto e quindi sarebbe certo più impegnato a non farsi fare la pelle piuttosto che mettere delle belle poesie su WD (che nessuno leggerebbe). E giusto per essere precisi visto che tuoni con un sistema che invece agevola l'ignorante: quando una cosa su WD fa dei numeri, viene sempre "arpionata" da una CE. Deve però farli e non essere una del mucchio. Se poi fa schifo, cosa che regolarmente fa, non è importante. Le ragazzine urlanti saranno presenti a farsi autografare il libro dalla loro eroina "una di noi" e le presentazioni saranno un successo.

 

5 minuti fa, dyskolos ha detto:

Se anche le società di calcio avessero ragionato con questa logica, Maradona se ne sarebbe andato in un garage a lucidare gli scarpini appesi al muro e forse avrebbe giocato in qualche anonimo campetto di periferia, solo la domenica :D


Maradona e quelli come lui sono sempre stati "raccattati", qualunque "forma" avessero (alti, bassi...) e qualunque carattere portassero in dotazione (pessimo, buono...); Gli scrittori subiscono una selezione molto differente e purtroppo sembra che non sia consentita loro la stessa "singolarità". Fare una similitudine con il calcio non è molto "opportuno" visto che una cosa è una dote fisica (come nel caso dei calciatori) e altro è il lavoro maledettissimo che comporta lo studio, l'impegno e qualunque attività volta a migliorarsi "mentalmente" (e nella tecnica del mestiere). Scrivere non è come tirare calci.

 

9 minuti fa, dyskolos ha detto:

Io comprerei all'istante un libro scritto da un serial-killer pluriergastolano, impiegato del catasto o casalinguo (:P) che sia, libro che magari parla degli innocenti messi in gattabuia per errori delle giustizia. Poiché questo ergastolano sarebbe condannato all'isolamento, ne avrebbe di tempo da dedicare alla sua passione, la scrittura. Alle presentazioni poi ci andrebbe l'avvocato (se proprio si deve). Io comprerei quel libro, ma quante CE accetterebbero un serial-killer tra i propri autori? :D


Grazie alla gente come te, allora, si vedono libri che sono colpi al cuore delle vittime di costoro, che dovrebbero essere isolati dal mondo e non avere nessuna occasione di farsi "vedere". A causa dei loro scritti, spesso trovano fan ed emulatori. La faccenda de "Il silenzio degli Innocenti" non era certo "buttata lì". Di serial Killer che scrivono dal carcere ce ne sono (e che ne sono stati) parecchi. I libri di confessioni hanno creato "eroi" che ricevono lettere dai fan di tutto il mondo. Sono fenomeni noti. Anche in Italia.
Un altro esempio di assassino pubblicato è proprio Cesare Battisti, giusto il primo che mi viene in mente.
Il problema è esattamente l'opposto, perché le case editrici vendono questo schifo e quindi i diritti del libro dell'assassino sono ambiti. Li compreresti? Non faccio altri commenti su quanto possa essere terribile anche riderci sopra (l'ultima bella faccina in allegato).

 

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2 ore fa, dyskolos ha detto:

 mi chiedevo, e chiedevo, più o meno: è giusto discriminare un autore con la quinta elementare presa al serale, a vantaggio di uno con 37 lauree, 1927 master, 6923 dottorati ecc...? La mia risposta sintetica è: no, non è giusto, anzi è proprio assurdo, assurdissimo. Eppure molte CE lo fanno. Lì c'è il vero snobismo.

Perché a mio parere l'opera andrebbe distinta dall'autore

Hai ragione.

Ho letto romanzi storici scritti da addetti ai lavori che non solo avevano svariati errori in materia, ma erano anche piuttosto noiosi.

Non bisogna comunque cadere nell'esatto opposto, ovvero il credere che chiunque abbia una qualifica sia un radical-chic privo di mordente.

In linea di massima sposo la tua idea: la sostanza è quella che conta.

Che ci vuoi fare, è la tecnocrazia moderna.

3 ore fa, camparino ha detto:

chiunque con un computer può fare l'editore, l'editor o l'agente

In questo frangente sarei più selettivo.

Credo sia proprio questo uno dei problemi delle quasi 4000 ce che esistono in circolazione.

Non legge nessuno, eppure tutti fanno gli editori.

Meno fumo, più sostanza!

 

 

Folletto

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44 minuti fa, Mattia Alari ha detto:

Un autore che ha la quinta elementare di oggi non sa scrivere. Una volta... sì. Quindi il suo testo viene scartato perché è pessimo e spesso anche molto presuntuoso. Perché uno con la quinta elementare che pensa di fare lo scrittore... lo è. Diciamolo onestamente. E diciamo pure che prendersi una laurea non è una cosa da tutti e spesso chi non ci riesce è furioso verso chi invece ce la fa. Chi ha studiato poco e male spesso pretende di avere medesime opzioni lavorative, figuriamoci altro!

 

Certo, @Mattia Alari

Potrei anche essere d'accordo con te, e lo sono in molte cose, ma ciò che mi dà fastidio è la discriminazione basata su stereotipi. Il tizio con la quinta elementare bifolco e ignorante è, per me, uno stereotipo. In genere, per me, il titolo di studio non ha nulla a che vedere con la capacità di scrivere. Molte CE considerano pure la povertà e l'età come fattori discriminanti, ma non trovo il nesso tra la povertà e la scrittura. Neanche quello tra età e scrittura, a dirla tutta. Nemmeno quello tra disabilità e scrittura. In un senso molto lato, è come se il target fosse giovane, bello e ricco. Potrei fare altri discorsi di carattere filosofico-social-psicologico-politico sulla nostra società discriminatoria, ma andrei troppo OT, quindi mi fermo qua. Perché chi ha la quinta elementare o è povero o è vecchio o è disabile deve essere giudicato in base a questi elementi e non invece sulla sua scrittura? Se a un tizio così dicessero che non lo prendono perché scrive in modo pessimo, costui potrebbe studiare, impegnarsi ecc... per migliorarsi, ma se gli dicono «non ti prendiamo perché hai la quinta elementare» non lo aiutano a migliorarsi (sulla quinta non può farci nulla) e forse lo umiliano.

 

44 minuti fa, Mattia Alari ha detto:

Eugenio Montale […] era una persona "colta".

 

Appunto! Il tizio senza studi elevati, bifolco, villano e ignorante è uno stereotipo, come dicevo sopra.

 

 

44 minuti fa, Mattia Alari ha detto:

Fare una similitudine con il calcio non è molto "opportuno" visto che una cosa è una dote fisica (come nel caso dei calciatori) e altro è il lavoro maledettissimo che comporta lo studio, l'impegno e qualunque attività volta a migliorarsi "mentalmente" (e nella tecnica del mestiere). Scrivere non è come tirare calci.

 

Ehmmm... il mio era un esempio un po' provocatorio.

Mi sembri come il mio amico Giovanni che dice della partite di calcio che «sono solo quattro miliardari in mutande che corrono dietro un pallone.»

Ti garantisco che anche per tirare calci (bene, s'intende, ché male lo so fare anch'io) ci vuole una certa tecnica, studio e impegno. Sennò, come il mio amico Giovanni, potrei dire che «gli scrittori sono solo quattro pirla che imbrattano fogli di carta con scemenze astrali» :D

 

44 minuti fa, Mattia Alari ha detto:

Grazie alla gente come te, allora, si vedono libri che sono colpi al cuore delle vittime di costoro, che dovrebbero essere isolati dal mondo e non avere nessuna occasione di farsi "vedere". A causa dei loro scritti, spesso trovano fan ed emulatori. La faccenda de "Il silenzio degli Innocenti" non era certo "buttata lì". Di serial Killer che scrivono dal carcere ce ne sono (e che ne sono stati) parecchi. I libri di confessioni hanno creato "eroi" che ricevono lettere dai fan di tutto il mondo. Sono fenomeni noti. Anche in Italia.
Un altro esempio di assassino pubblicato è proprio Cesare Battisti, giusto il primo che mi viene in mente.
Il problema è esattamente l'opposto, perché le case editrici vendono questo schifo e quindi i diritti del libro dell'assassino sono ambiti. Li compreresti? Non faccio altri commenti su quanto possa essere terribile anche riderci sopra (l'ultima bella faccina in allegato).

 

Mi sa che mi sono espresso male: lo spirito del mio discorso non voleva essere quello ;(

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3 minuti fa, Folletto ha detto:

Non bisogna comunque cadere nell'esatto opposto, ovvero il credere che chiunque abbia una qualifica sia un radical-chic privo di mordente.

 

Cadere nell'opposto sarebbe un altro errore grave! :)

 

5 minuti fa, Folletto ha detto:

In linea di massima sposo la tua idea: la sostanza è quella che conta.

 

:rosa:

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19 ore fa, dyskolos ha detto:

 

Faccio un po' l'indovino, ché quello ci vuole per rispondere.

Secondo me, pubblicare in modo tradizionale diventerà sempre più caro; sempre più una cosa da ricchi. E, per esperienza, quando le cose diventano roba da ricchi, è quello l'inizio della fine. I risvolti sul mercato editoriale saranno segnati dalla concentrazione del lavoro in CE grandi, ricche e potenti. I lettori tradizionali (cartacei) diminuiranno perché i libri saranno sempre più cari e sempre meno persone potranno permetterseli. Ci salveranno gli ebook digitali: quelli saranno il futuro, anche per quanto riguarda i libri scolastici (via per sempre zainetti ricolmi di libri). Il libro (digitale per lo più) diverrà sempre più multimediale. De facto, il libro tradizionale è destinato a morire. Gli aspiranti si sposteranno verso il digitale e avranno a che fare con una forma di libro totalmente diversa da quella attuale, un'evoluzione del libro (più multimediale, come dicevo prima): il libro 4.0!

La mia visione è un po' diversa. Io penso che la natura del problema sia un'altra: la gente non legge non perché i libri costano, ma perché spende diversamente il tempo che una volta poteva dedicare alla lettura: credo che tutti coloro che hanno profili aperti sui vari social passino ore, ogni santo giorno, a inviare e rispondere ai post, oltre che a leggere centinaia di notizie spesso false e insulti sgrammaticati o lodi sperticate, a seconda dei casi. Se aggiungiamo il tempo da dedicare al lavoro (chi un lavoro ce l'ha), la tv, la palestra, le spa e le altre attività simili, che una volta non esistevano se non per pochi eletti, riusciamo a capire sia perché la schiera di chi legge si sia assottigliata, che perché la qualità degli aspiranti scrittori - cresciuti però enormemente di numero - sia scadente. Chi non legge non può scrivere in maniera decente. In questo quadro generale proliferano, insieme alle molte serie, case editrici nate con il solo obiettivo di sbarcare il lunario (che anche di trippa per gatti non ce n'è poi tanta) a spese della casalinga di Voghera e dell'impiegato del catasto, con tutto il rispetto per le categorie di appartenenza. Fino a quando? Ai posteri l'ardua sentenza.

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Anche pensare che la casalinga o l'impiegato del catasto se si dedicano alla scrittura scrivono solo cose tipo Harmony e non mainstream tendente all'impegnato è luogo comune, però. Se dobbiamo affossare i luoghi comuni affossiamoli tutti.

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4 ore fa, Bambola ha detto:
4 ore fa, dyskolos ha detto:

Quante CE accetterebbero un serial-killer tra i propri autori?

Ma io credo tantissime, o la tua era una domanda retorica? Perché l'autore avrebbe la classica fama pregressa oggi assai utile e richiesta.

 

La mia era in origine una domanda retorica, però questa tua osservazione mi fa molto riflettere :king:

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1 ora fa, naty ha detto:

Anche pensare che la casalinga o l'impiegato del catasto se si dedicano alla scrittura scrivono solo cose tipo Harmony e non mainstream tendente all'impegnato è luogo comune, però.

 

Sì, sì, senza dubbio.

 

1 ora fa, naty ha detto:

Se dobbiamo affossare i luoghi comuni affossiamoli tutti.

 

Questo è proprio difficile, qualche volta ho l'impressione che non sia possibile, ahimè!

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3 ore fa, dyskolos ha detto:

Potrei fare altri discorsi di carattere filosofico-social-psicologico-politico sulla nostra società discriminatoria

Caro dyskolos, i tuoi interventi mi hanno turbato, lascia che te lo dica. La nostra società è discriminatoria? sì, ma verso cultura, buone maniere e solerzia. Forse stiamo parlando della nazione europea che più di tutte salvaguardia l'ignoranza, innalzandola a pregio e/o genuinità. Adoro l'Italia ma sulla questione istruzione-cultura avrei molto da ridire. L'appiattimento verso il basso di cui parlava @Mattia Alari sta diventando la normalità, tant'è che il laureato viene visto come una figura negativa. Poi non ho ben compreso i tuoi esempi, fuori luogo a mio avviso: Caravaggio, Montale, Dante e Maradona (in un paragone ambiguo tra calcio e scrittura). La tua stessa affermazione di voler comprare a tutti i costi il libro di un serial killer rispecchia la tua preferenza verso i "personaggi", coloro che sono riusciti ad aggiudicarsi una buona dose di popolarità per meriti discutibili, lontani, lontanissimi dalla cultura. 

 

5 ore fa, Mattia Alari ha detto:

E diciamo pure che prendersi una laurea non è una cosa da tutti e spesso chi non ci riesce è furioso verso chi invece ce la fa. Chi ha studiato poco e male spesso pretende di avere medesime opzioni lavorative, figuriamoci altro!
I laureati, in Italia, sono trattati così bene che si ritrovano offerti dei lavori "indegni" e scappano all'estero. L'appiattimento verso il basso piace al furbo che non si è voluto impegnare, a chi pensa che chi studi sia "un figlio di papà", ma è a danno del laureato

 

Ti ringrazio per queste parole, troppo spesso si minimizza chi ha trascorso parte della sua vita a studiare piuttosto che a far baldoria. 

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7 ore fa, Mattia Alari ha detto:

Se il libro ha una certa "forma" da così tanto tempo e non riesce ad essere superato da questi dispositivi di lettura... ci sarà un motivo, no? Alla base, il fatto che l'uomo è un essere sentimentale e concreto e quindi... si attacca all'oggetto fisico. Ma non solo. Come scrivere fisicamente (con carta e penna) aiuta la memoria, così pare che leggere su pagina sia migliore per l'apprendimento dei concetti. Siamo fatti in un certo modo e abbiamo dei limiti. Bei limiti aggiungo, da nostalgico ancora giovane.

 

A mio modo di vedere, esiste un motivo ancora più serio: la carta è l'unico supporto in grado di attraversare i secoli, trasmettendo delle informazioni inalterate e sempre accessibili. Perfino senza energia elettrica (e guardate che non è un dettaglio da poco). Purché si conosca la lingua in cui è stato scritto un testo, chiunque potrebbe leggere oggi un manoscritto vergato da un monaco mille anni fa, o una delle circa cinquanta Bibbie di Gutenberg sopravvissute, stampate prima che venisse scoperta l'America. A questo contrappongo i miei cassetti pieni di giochi elettronici che hanno meno di vent'anni e sono ormai inservibili, perché non più compatibili con i sistemi operativi attuali. E tutti i floppy disk che usavo soltanto una decina d'anni fa, che non saprei più dove infilare, visto che nessuno monta più i lettori di floppy sui PC. E se anche mi procurassi un lettore esterno (finché se ne troveranno), chi mi assicura che riuscirei a recuperare i file che vi avevo registrato, di gran lunga più deperibili della carta? Dove infileremo tutte le chiavette USB che ciascuno di noi ha in casa, tra vent'anni? E mi astengo dal fare suggerimenti per non diventare volgare.

La verità è semplice: un libro è pressoché eterno, in termini umani, fatti salvi gli effetti distruttivi di acqua e fuoco. La tecnologia è certamente una cosa meravigliosa, ma si rigenera a una tale velocità da risultare di fatto autodistruttiva.

E credo che tutti gli amanti dei libri dovrebbero esserne felici.

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È la generalizzazione a infastidirmi, sempre. Ho letto harmony migliori di pretenziosi volumi pompa magna che non volevano dire nulla. Non è facile nemmeno scrivere la letteratura di genere, e quanto meno questa ha un target e ha uno scopo. Ritorno al discorso di prima: cosa rende il sogno di uno più degno e meritevole di quello di un altro? Parliamo di arte o presunta tale. Per definizione, opinabile. Questo è il bello, questo il problema. Questo il motivo per cui tutti noi ci lambicchiamo il cervello su quesiti senza risposta. 

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2 minuti fa, Luciano91 ha detto:

La nostra società è discriminatoria?

 

Certo, e non poco! 

 

4 minuti fa, Luciano91 ha detto:

Forse stiamo parlando della nazione europea che più di tutte salvaguardia l'ignoranza, innalzandola a pregio e/o genuinità. Adoro l'Italia ma sulla questione istruzione-cultura avrei molto da ridire. L'appiattimento verso il basso di cui parlava @Mattia Alari sta diventando la normalità, tant'è che il laureato viene visto come una figura negativa

 

Con me sfondi una porta aperta. Sono d'accordo con te e con @Mattia Alari su questo.

Ho letto anch'io i dati dell'OCSE sull'analfabetismo funzionale in Italia. E poi potrei parlare di come viene amministrata l'istruzione dalle nostre parti, ma sarebbe un discorso politico e andrei troppo OT, quindi non dico nulla. Non vorrei però che le mie reticenze venissero scambiate per compiacenza verso le cose che evito di dire :asd:

 

11 minuti fa, Luciano91 ha detto:

La tua stessa affermazione di voler comprare a tutti i costi il libro di un serial killer rispecchia la tua preferenza verso i "personaggi", coloro che sono riusciti ad aggiudicarsi una buona dose di popolarità per meriti discutibili, lontani, lontanissimi dalla cultura. 

 

No, un attimo! L'intenzione del mio discorso era totalmente diversa (mi scuso per essermi espresso male) e mai ho pensato quelle cose. Non ho mai detto che preferisco questi loschi figuri, che mi piace la gente che si aggiudica "una buona dose di popolarità per meriti discutibili, lontani, lontanissimi dalla cultura", che adoro i terroristi, gli assassini, gli stupratori, quelli che mettono le bombe, i mafiosi, i truffatori, i corrotti eccetera.

Leggendo queste frasi, tue e di Mattia, mi viene da pensare: ma per chi diamine mi avete preso? :o

 

23 minuti fa, Luciano91 ha detto:

in un paragone ambiguo tra calcio e scrittura

 

Certo: ambiguo! Certo, certo! E anche "un po' da mafioso terrorista" non ce lo metti? ;)

Sinceramente, molto sinceramente, non mi aspettavo che le mie parole portassero a questa fama che mi sono fatto. Sono rimasto basito :o:o:o

Sorrido!

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38 minuti fa, Luciano91 ha detto:
5 ore fa, Mattia Alari ha detto:

E diciamo pure che prendersi una laurea non è una cosa da tutti e spesso chi non ci riesce è furioso verso chi invece ce la fa. Chi ha studiato poco e male spesso pretende di avere medesime opzioni lavorative, figuriamoci altro!
I laureati, in Italia, sono trattati così bene che si ritrovano offerti dei lavori "indegni" e scappano all'estero. L'appiattimento verso il basso piace al furbo che non si è voluto impegnare, a chi pensa che chi studi sia "un figlio di papà", ma è a danno del laureato

 

Ti ringrazio per queste parole, troppo spesso si minimizza chi ha trascorso parte della sua vita a studiare piuttosto che a far baldoria. 

 

Forse siete molto giovani, perciò fate questi discorsi, e vi capisco. Sono d'accordo in parte, ma vedete che la vita non è tutta rose e fiori come pensate. Non tutto viene dall'impegno o dalla volontà di far baldoria invece di studiare. Per dire, esistono i vecchi, i disabili, i morbi di Alzheimer, i poveri, i bambini di sette anni a cui viene diagnosticata una leucemia e a dodici anni ci salutano per sempre, i malati terminali...

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@dyskolos

La stai mettendo sul personale, non era mia intenzione offenderti. Ho semplicemente criticato le osservazioni e gli esempi che hai fatto in un tuo post, punto. Non potrei giudicarti come persona, non ti conosco neppure (poi non amo giudicare). Chiudiamo qui perchè siamo OT. 

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5 minuti fa, Luciano91 ha detto:

Non potrei giudicarti come persona, non ti conosco neppure (poi non amo giudicare). Chiudiamo qui perchè siamo OT. 

 

Chiedo scusa se sono stato troppo perentorio. A presto su WD :D

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6 ore fa, Mattia Alari ha detto:

Caravaggio ha studiato e ha avuto molte possibilità in tutti i sensi, è stato "protetto" fin da giovanissimo e poi anche oltre (o sarebbe finito scannato in qualche vicolo praticamente subito certi fatti). Si è poi rovinato da solo perché era un bastardo. Non ho capito cosa volessi dire, portandolo ad esempio.

 

Parlavo di distinzione tra autore e sue opere. Se giudicassimo le opere di Caravaggio in base alla biografia dell'autore, sbaglieremmo. Lui è il mio pittore preferito e devo confessare che davanti a un suo quadro, in una mostra, scoppiai a piangere per l'emozione violenta. Sindrome di Stendhal, dicono.

 

6 ore fa, Mattia Alari ha detto:

E... seriamente... Dante Alighieri?
Sarebbe un esempio di persona... incolta arrivata dal nulla?...ommiooooddio (cit.).

 

Ahahah, non ho mica detto questo... :asd:

Lui è uno dei miei preferiti: tempo fa provai a imparare la sua Commedia a memoria :D

Altro che persona incolta! Mai pensato! Il mio intento era diverso.

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L'equazione: laureato = si è fatto il mazzo a studiare, non laureato = ha fatto baldoria è estremamente di parte e pericolosa. Esclude chi laureato non è perchè laurearsi costa, e non parlatemi di mantenersi agli studi.

Siamo lontanissimi dal topic iniziale, ognuno con le proprie idee, giustamente, io con una di base per tornare alla folla di gente che scrive con scarsa cognizione. Ed è questa:

Un buon libro anche in questi tempi bui, un editore serio lo trova. Se non lo trova ci sono 3 motivi

A l'autore non è in grado di cercare l'editore (attualmente in rete si trovano un sacco di informazioni, su WD ad esempio)

B il libro è scadente (e qui sì siamo davvero nella bolla degli incapaci convinti di aver scritto chissa cosa)

C l'autore vuole pubblicare solo con i big (legittimo ma è chiaro che quello è un campo ristretto)

 

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30 minuti fa, Bambola ha detto:

L'equazione: laureato = si è fatto il mazzo a studiare, non laureato = ha fatto baldoria è estremamente di parte e pericolosa. Esclude chi laureato non è perchè laurearsi costa,

 

Perfettamente d'accordo (y)

Non solo laurearsi costa, ma — aggiungerei — ci sono tanti altri motivi per cui non ci si laurea. Tutti motivi che nulla hanno a che fare con l'impegno personale o col fare baldoria invece di studiare. Per dire, in ospedale con me c'era un ragazzo di 25 anni che era rimasto paraplegico in seguito ad una banale infezione: ha addirittura rischiato l'amputazione di entrambe le gambe. Lui era uno studente universitario e ha dovuto lasciare l'università a causa della sua condizione fisica. Chi se la sentirebbe di dirgli: «Non ti sei laureato perché andavi a far baldoria invece di studiare e non ti sei fatto il mazzo»? Io, no! Ma, a quanto pare, qualcuno sì...

 

Tornando al discorso economico, in un Paese europeo in cui ho vissuto non esistono le tasse universitarie. Non paghi nemmeno i libri. E non solo, hai pure un mucchio di sconti (mezzi pubblici, cinema, teatri, musei...) se sei uno studente universitario. È inutile dire quanti sono, in percentuale, i laureati laggiù — o lassù.

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Adesso, Bambola ha detto:

Stai parlando della Grecia?

 

No, di un Paese un po' più a nord :)

È così anche in Grecia? :o

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2 minuti fa, Bambola ha detto:

Sì, l'università in Grecia è gratuita

 

Non lo sapevo. Sapevo, però, che su WD si imparano una montagna di cose. Viva WD! :super:

 

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Anch'io quoto @Bambola : statisticamente è ovvio che i laureati scrivano meglio, ma ci sono persone con la quinta elementare o la seconda media (mio padre, per esempio) che la cultura se la sono fatta da sé leggendo e scrivendo, quindi io sorvolerei sul titolo accademico e discriminerei solo in base al saper/non saper scrivere. Perché qui di questo stiamo parlando; poi è chiaro che il percorso scolastico forma altre competenze e in altri sensi (tralasciando i laureati incapaci di distinguere una bufala da una notizia vera), ma non ti insegna certo a scrivere un romanzo. 

In quanto all'argomento del thread... boh, chi lo sa come andrà il futuro. Certo la situazione è parecchio inflazionata; da una parte questo secondo me ha anche un piccolo risvolto positivo, e cioè un sottobosco ricco di tematiche avulse al grande mercato, che giustamente non può permettersi di investire su minoranze poco redditizie. Ci sono ottimi scrittori che, senza questo sistema, non avrebbero avuto la possibilità di pubblicare poiché giudicati non abbastanza remunerativi.

Dall'altra è pura frustrazione, e i motivi sono stati già sviscerati.

Però, come tutte le cose, tenderà a evolvere in qualcos'altro che avrà a sua volta lati peggiori e migliori rispetto a quelli della situazione precedente.

 

Una curiosità: vedo che si è citato il passato come "migliore" dal punto di vista della lettura, ma in Italia è stato davvero così? Cioè, mi pare d'aver letto proprio qui sul WD che in realtà siamo sempre stati pessimi lettori, solo che adesso la situazione è ulteriormente peggiorata... :D O mi sbaglio? 

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A mio avviso la "bolla" è destinata a crescere. Il mondo della narrativa sta subendo le stesse dinamiche di tutte le altre arti. Su YouTube puoi trovare dei comici (o presunti tali) con migliaia di follower che si sono fatti da soli. Puoi trovare anche musicisti, dj, giornalisti (bravi o meno bravi) che hanno sfondato. Ciò incita altri a seguire i loro passi.

Allo stesso modo wattpad e l'auto-pubblicazione hanno toccato il mondo della narrativa, generando fenomeni che sono imitati da altri.

Ai giorni nostri è possibile ottenere successo tramite internet, quindi sempre più gente è invogliata a seguire il modello. 

 

Molti parlano di "nuova epoca"  e forse questo significa nuovi gusti, nuove aspettative, nuove esigenze che in passato non c'erano oppure non erano soddisfatte. Vorrei chiedervi su questo anche la vostra opinione perchè mi sta sorgendo un dubbio, cerco di spiegarmi con un esempio:

 

 Su wattpad ho visto un fenomeno strano: storie scritte veramente bene (ci sono su wattpad, ma vanno cercate) con pochissimi follower e storie (a mio avviso) inconsistenti con migliaia di follower.

 

Mi sto chiedendo cosa significhi questo: cosa hanno quelle storie di particolare? seguono solo moda oppure colgono qualcosa che io non riesco a cogliere? Può essere che, oltre all'abbassamento culturale che credo un po' tutti notiamo, ci siano anche esigenze nuove che spingono a preferire una storia, magari scritta male, con errori ma capace di parlare al pubblico piuttosto che una scritta bene ma che dice poco al lettore?

 

Nel senso, se c'è una richiesta storie che non viene soddisfatta, è normale che ci sia una bolla d'aspiranti scrittori ed altro, dovuta sia ai nuovi mezzi tecnici, ma anche a nuove esigenze?

 

Secondo voi mi sto ponendo delle domande inutili?

 

 

 

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5 ore fa, Bambola ha detto:

Un buon libro anche in questi tempi bui, un editore serio lo trova. Se non lo trova ci sono 3 motivi

A l'autore non è in grado di cercare l'editore (attualmente in rete si trovano un sacco di informazioni, su WD ad esempio)

B il libro è scadente (e qui sì siamo davvero nella bolla degli incapaci convinti di aver scritto chissa cosa)

C l'autore vuole pubblicare solo con i big (legittimo ma è chiaro che quello è un campo ristretto)

 

Ci sarebbe anche un punto D, a mio avviso: il libro non è vendibile e/o non rientra facilmente in un filone editoriale. Bisogna tenere a mente che le case editrici sono innanzitutto delle aziende che devono fatturare e investire su un certo tipo di libro, anche ottimo, che non assicura un ritorno economico è un rischio che devono valutare con attenzione. E non tutti gli editori se la sentono.

Per quanto riguarda la bolla degli esordienti, credo che il fantasy (soprattutto italiano) sia quello che ne ha risentito di più. Dopo l'uscita al cinema de "Il Signore degli Anelli", che ha trainato per esempio il successo della Troisi, gli editori hanno iniziato a pubblicare esordienti a raffica, anche di qualità non proprio eccelsa, per non dire alcune porcherie terribili. Questo ha da una parte incoraggiato gli scrittori ("Se pubblicano questa roba, pubblicheranno anche!"), dall'altra scoraggiato i lettori ("Non leggo più esordienti fantasy italiani, sono scadenti") e gli editori ("cielo, un altro manoscritto fantasy super banale e scritto con i piedi!"). Questa la mia opinione, al solito posso sbagliarmi. :)

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1 ora fa, Fantom ha detto:

cerco di spiegarmi con un esempio:

 

 Su wattpad ho visto un fenomeno strano: storie scritte veramente bene (ci sono su wattpad, ma vanno cercate) con pochissimi follower e storie (a mio avviso) inconsistenti con migliaia di follower.

 

Mi sto chiedendo cosa significhi questo: cosa hanno quelle storie di particolare? seguono solo moda oppure colgono qualcosa che io non riesco a cogliere? Può essere che, oltre all'abbassamento culturale che credo un po' tutti notiamo, ci siano anche esigenze nuove che spingono a preferire una storia, magari scritta male, con errori ma capace di parlare al pubblico piuttosto che una scritta bene ma che dice poco al lettore?

 

[...]

 

1 ora fa, Fantom ha detto:

Secondo voi mi sto ponendo delle domande inutili?

 

Non sono domande inutili :D ma non è facile rispondere. Anche perché me le sono poste anch'io e non ho trovato una risposta soddisfacente. 

Ho notato la stessa cosa su Wattpad: belle storie (poche ma ci sono, a ben vedere) non seguite da nessuno, accanto a storie scritte malissimo, con trame e personaggi ingenuamente improbabili, ma con commenti entusiastici. 

Alla fine, secondo me, si tratta di mode: certi argomenti vanno più di moda di altri e inoltre anche Wattpad è diventato di moda.

Qualcosa c'entra anche la quantità. Mi spiego meglio. Esiste un sito italiano che praticamente funziona come Wattpad, anzi è addirittura meglio, ma è semi-vuoto (ci sono i classici "quattro gatti" ;) ), e devo dire che lì la scrittura è notevolmente migliore: è pieno di belle storie raccontate bene. Al contrario di Wattpad, almeno fino a oggi, quel sito non va di moda.

Che la quantità contribuisca all'abbassamento culturale, di cui parli? Penso di sì. La quantità a sua volta è figlia della facilità di accesso. Non so però se questo è un male. Forse no!

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1 ora fa, Yaxara ha detto:

Questa la mia opinione, al solito posso sbagliarmi. :)

 

Secondo me non sbagli :rosa:

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2 ore fa, Yaxara ha detto:

Ci sarebbe anche un punto D, a mio avviso: il libro non è vendibile e/o non rientra facilmente in un filone editoriale. Bisogna tenere a mente che le case editrici sono innanzitutto delle aziende che devono fatturare e investire su un certo tipo di libro, anche ottimo, che non assicura un ritorno economico è un rischio che devono valutare con attenzione. E non tutti gli editori se la sentono

Sì, sì, concordo. Però cerca cerca un libro di questo tipo, quindi di qualità, alla fine un editore lo troverà, conosco casi come questo, poi è chiaro che trattandosi di una ricerca estenuante magari un autore abbandona il campo prima, nessuno ha risorse di energia infinite. Quindi non lo trova e mi sono contraddetta :) 

Io ho pubblicato molto, in 9 anni, ora aspetto una risposta da una CE indipendente che si avvicina molto ai big,  e che perlomeno si è detta interessata la mio genere, se sarà sì stappo una bottiglia e smetto di cercare, se sarà no, non stappo la bottiglia ma il risultato sarà comunque di smettere di cercare, sono davvero stanca, rimarrò nel mio ambito di media editoria, per cui la bolla avrà avuto i suoi effetti su di me in questo modo: affossare le mie velleità perchè oggettivamente la bolla è infestante.

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La qualità di wattpad è infestata da autori medio bassi con riferimenti culturali medio bassi (e non parlo di studi ma di modelli, e i modelli vanno oltre lo studio. C'è pieno di universitari che venerano amici, uomini e donne e programmi similari, per non parlare di serie TV che danno origine a tutto un filone di storie filoamericane di chi l'America l'ha vista solo in televisione) e che quindi cercano riferimenti simili. Non solo: vigono, mi dicono, gruppi e voti di scambio, che affossano inevitabilmente chi non è interessato a certi giochetti e alla vita social. Per questo non lo utilizzerei mai. 

 

Tornando al discorso studi, gli studi ben fatti aprono la mente ma il talento per la scrittura, la cosiddetta voce, il modo di raccontare sono innati e mi stupisce che ce lo si dimentichi. Purtroppo il non riuscire ad arrivare dove si vorrebbe rende amari e un filo pusillanimi. È successo anche a me di chiedermi come mai tizio al secondo romanzo è entrato in una big, come mai caia in classifica con me è stata chiamata nonostante gli errori ortografici e la storia approssimativa e ora è in libreria. Succede. È legittimo chiederselo e starci male, e sviscerare il problema cercando risposte che non sempre ci sono. 

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