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Folletto

La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

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Ospite
12 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Allevi, pianista che adoro, e stato super criticato e messo in difficoltà  dai potenti della musica perché si è permesso di "scherzare" arrangiando a modo suo compositori come Mozart e gli altri.


Veramente... è stato criticato perché non è il virtuoso che dice di essere ma un pianista neanche eccezionale e un atteggiamento "genialoide" (caricato) non lo rende ciò che pensa di essere (di nuovo) ossia un nuovo Mozart. Le sue composizioni sono facilone e "piane". Piacciono? Ok. Non si discute.
Ma la critica ad Allevi è sacrosanta e se a farla sono musicisti (ossia "tecnici" che possono pesarlo per ciò che vale) e bisognerebbe essere un po' più modesti e pensare che piuttosto che invidia (come blatera quell'egocentrico) alla base della critica ci sia ben altro, ossia (anche) i fisiologici nervi che possono venirti di fronte ad un successo "immeritato" o una reputazione di bravura che "non ha senso". E' come se la comunità di scrittori (esistesse) definisse un certo libro che piace da morire come "poco originale e anche scritto male". Non so perché ma... io mi fiderei più del loro parere che di altri. Sono poi punti di vista. Ma quelli professionali hanno una rispettabilità superiore e un musicista può spiegarti "perché" Allevi non compone musica di valore e "come" mostri la corda come pianista.

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Ospite
12 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Ieri alla Mondadori ho assistito alla presentazione di un Fantasy autoprodotto dal titolo Il figlio del temporale


Oddio... quante ne ho viste di questo tipo...!
 

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3 minuti fa, Mattia Alari ha detto:

Per il genere rosa sono stringenti: Lei attraente, in difficoltà perché indipendente e inquieta, lui bello e maledetto o almeno singolarmente fascinoso; innamoramento contrastato, equivoco, separazione, tragedia apparente e... lieto fine. Il rosa è questo. Beh, in questi termini è ovvio che non si possa scrivere un capolavoro. E neanche un bel libro ma al massimo... un libro scritto bene, nonostante tutto.

Ma magari fossero tutti così.

Aprite Love, il bestseller di L.A Casey.

Dublino in mezzo alle montagne, volgarità roboanti (osceno è un riduttivo), squallore continuo, donna oggetto, violenza senza sosta e ridicola, mafiosi italo-americano-irlandesi così fasulli da far ridere un bimbo dell'asilo, dialoghi inverosimili e una trama che non si regge in piedi dalla prima all'ultima pagina, il tutto marchiato come romanzo per adolescenti (e poi ci si domanda perchè non si educano i ragazzi con i libri. Preferisco che mio figlio guardi b-movie anni '80 piuttosto che leggere quel libro). E qui parliamo del cartaceo pubblicato, non voglio immaginare l'originale di Wattpad.

Io spero che si tratti di una bolla, altrimenti siamo fritti!

 

Folletto

 

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6 minuti fa, Mattia Alari ha detto:


Veramente... è stato criticato perché non è il virtuoso che dice di essere ma un pianista neanche eccezionale e un atteggiamento "genialoide" (caricato) non lo rende ciò che pensa di essere (di nuovo) ossia un nuovo Mozart. Le sue composizioni sono facilone e "piane". Piacciono? Ok. Non si discute.

Nella sua intervista diceva tutt'altro. Io non capisco nulla di musica (non ho mai strimpellato neanche la chitarra da ragazzina), ma quando lui suona vedo che ha dentro di sé una forza sconosciuta. Che sia allora il genio incompreso? Boh!

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@Mattia Alari Hai descritto alla perfezione un romanzo tipico di Jane Austen.

Il rosa ha un canovaccio piuttosto stretto, es. il lieto fine è d'obbligo, ma demonizzarlo in questo modo lo trovo ingiusto.

 

 

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Per me il problema non è mai il genere, bensì la scrittura.

Non esiste un patentino per la scrittura, una sorta di certificazione come es. per l'inglese che se hai il First significa che hai un certo tipo di competenza linguistica. Quindi alla fine entrano in gioco mille fattori di cui potremmo parlare per giorni: gusto personale ad esempio. Newton ha scartato un mio romanzo, proposto non da me ma dalla mia agente e pubblica un'autrice che in un suo romanzo ha dichiarato che la luna è un pianeta. Ora, posso starci male fino alla fine dei secoli, ma è così, amen. La scrittura non è una scienza esatta, i successi non sono replicabili, ma molti credono che lo siano, e da lì nascono i filoni tutti uguali.

Stiamo un po' uscendo dalla domanda iniziale, quindi chiudo.

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Ospite
4 minuti fa, Bambola ha detto:

Hai descritto alla perfezione un romanzo tipico di Jane Austen.

Il rosa ha un canovaccio piuttosto stretto, es. il lieto fine è d'obbligo, ma demonizzarlo in questo modo lo trovo ingiusto.

 

 


Io ho citato solo le regole per scrivere un romanzo rosa da battaglia (un Harmony, ad esempio) che furono espresse in questi termini da un editore notissimo che si occupa di questo tipo di pubblicazioni (editore internazione). Che siano "derivate" da letteratura precedente... è un dato di fatto. E non sto demonizzando un genere, è diverso.

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28 minuti fa, Folletto ha detto:

Olia la catena.. è già avvenuto e sta avvenendo mentre io e te discutiamo.

 

Ti vorrei far leggere il testo originale Wattpad di un bestseller young adult.

Roba che farebbe venire la nausea al mostro di Firenze, credimi.

Quello che dici è giusto, anche io penso che la superiorità scrittoriale sia uno snobismo inutile.

Qui non si tratta di paragonare De Gregori a Chopin ma di paragonare Leonardo Da Vinci ad un australopiteco.

La realtà è che viviamo in una società dove tutti devono e possono fare tutto.

Niente sacrificio, niente studio, niente critica... solo miele.

Il risultato è una classe dirigente futura priva di spina dorsale e foreste pluviali immolate per storie adolescenziali così spinte da far sentire una pudica Ilona Staller.

Ma lo so, @Folletto! E credimi, la rabbia che proverei nel leggerle è proprio ciò che mi spinge a stare lontana da wattpad. Mi sono imbattuta in alcuni stralci sui social, e sai cos'è che mi fa più male? Non che queste persone scrivano, alla fine io posso scendere a cantare in mezzo alla strada senza essere Mina, ma il fatto è che abbiano così tanti seguaci e persone che sentono le farfalle nello stomaco leggendole. E credimi che scrivendo un genere simile fa più male a me, perché mi metto in diretta competizione, anche se non dovrei... Perché io scrivo femminile, ma ci metto tutto l'amore che ho per i grandi romanzi, ricerca, approfondimenti psicologici, stile personale ... O almeno ci provo. E se per anni non ho scritto narrativa e se ho scelto questa strada un po' diversa e di genere è anche per la venerazione che provo verso certi generi e il fatto che forse non mi sentirò mai all'altezza di scriverli. A proposito @Mattia Alari... Adoro Grossman e Che tu sia per me il coltello è un romanzo che amo moltissimo. Nel mio caso non mi sento pronta per certe scritture, non con i risultati che vorrei, ma so di saper scrivere e amo farlo. Trovare la propria nicchia non è sbagliato, il punto è cercare di farlo con intelligenza. Ma essere obiettivi nei riguardi di noi stessi è davvero possibile? 

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4 minuti fa, Bambola ha detto:

Per me il problema non è mai il genere, bensì la scrittura.

Non esiste un patentino per la scrittura, una sorta di certificazione come es. per l'inglese che se hai il First significa che hai un certo tipo di competenza linguistica. Quindi alla fine entrano in gioco mille fattori di cui potremmo parlare per giorni: gusto personale ad esempio. Newton ha scartato un mio romanzo, proposto non da me ma dalla mia agente e pubblica un'autrice che in un suo romanzo ha dichiarato che la luna è un pianeta. Ora, posso starci male fino alla fine dei secoli, ma è così, amen. La scrittura non è una scienza esatta, i successi non sono replicabili, ma molti credono che lo siano, e da lì nascono i filoni tutti uguali.

Stiamo un po' uscendo dalla domanda iniziale, quindi chiudo.

@Bambola abbiamo vissuto la stessa esperienza. Farsene una ragione non è facile, ma che dobbiamo fare? Solidarietà. E potrei raccontartene a vagonate su quanto certe scelte siano casuali o senza senso, quasi dettate da caso o fortuna il più delle volte. 

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Il rosa è questo. Beh, in questi termini è ovvio che non si possa scrivere un capolavoro. E neanche un bel libro ma al massimo... un libro scritto bene, nonostante tutto. Anche se per me sarebbe zero significativo@Mattia Alari

Queste sono parole tue nella pagina precedente, un rosa non può neppure essere bello.

Per carità, ognuno ha le sue idee, io detesto la fantascienza ma mai direi che in quel genere non possono esserci libri belli.

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Ospite
13 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

Nella sua intervista diceva tutt'altro.


Ne ho letta una in cui definiva la critica "accanimento personale" nei suoi confronti e quindi i musicisti (con riferimento ad un certo direttore d'orchestra) che non lo apprezzano come "invidiosi" del suo successo. Questa l'ho letta proprio io e molto tempo fa, ormai.
Ora, non si deve fare una critica al gusto (quella persino Kant ha compreso che non si può portare avanti in modo coerente) ma... si tratta di prendere atto di certe evidenze.
"Allevi è un musicista che mi piace, mi emoziona e adoro i suoi pezzi" ci sta. Correttissimo e intoccabile. Di più: se qualcuno si prende dello scemo per questo... lo fa da parte di un vero idiota.
"Allevi è un musicista fenomenale, un genio e uno dei migliori pianisti del mondo" no. Non è vero ed è ingiusto. Allevi è un musicista con la sua dignità, ma quando pretende di scrivere "musica classica contemporanea" (ad esempio) deve vedersela con chi la conosce, la compone e la suona. Ed è un coro unanime: "inadeguato".

Vale così per la valutazione di un qualunque prodotto artistico e qui si parla di letteratura, quindi sacrosanto esprimere il proprio gusto ma pretendere che una cosa sia un capolavoro perché ci piace da pazzi (o piace moltissimo) non è corretto criticamente. Solo questo e senza "processi" a ciò che piace o giudizio negativo su chi esprime apprezzamento per certe cose.

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4 minuti fa, Bambola ha detto:

Il rosa è questo. Beh, in questi termini è ovvio che non si possa scrivere un capolavoro. E neanche un bel libro ma al massimo... un libro scritto bene, nonostante tutto. Anche se per me sarebbe zero significativo@Mattia Alari

Queste sono parole tue nella pagina precedente, un rosa non può neppure essere bello.

Per carità, ognuno ha le sue idee, io detesto la fantascienza ma mai direi che in quel genere non possono esserci libri belli.

Esattamente. Demonizzare e ridicolizzare un genere non mi piace. Io non ho una buona opinione personale del Fantasy, ma non mi sognerei mai di parlarne male o esprimere un parere appunto assolutamente personale e opinabile. De gustibus. 

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Ospite
9 minuti fa, Artemisia Winter ha detto:

Ma essere obiettivi nei riguardi di noi stessi è davvero possibile? 


No. Infatti non riesco a capire se io valgo qualcosa o (come penso) assolutamente nulla. Non mi aiuta neanche il confronto perché, in Arte, ogni caso è un caso singolare e tutto può essere giusto o tutto sbagliato. Scrivere non è "operare" e non risponde a leggi "esatte".
E non ho nulla contro le nicchie o chi scrive un certo genere. Non ritengo neanche possa definirsi un ripiego ("scrivo questo perché non potrei scrivere altro e non ne sono all'altezza") ma solo una questione di "vocazione". E uno scrittore può averla solo verso un genere (la maggior parte, direi).

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Ospite
2 minuti fa, Artemisia Winter ha detto:

Il rosa è questo. Beh, in questi termini è ovvio che non si possa scrivere un capolavoro. E neanche un bel libro ma al massimo... un libro scritto bene, nonostante tutto. Anche se per me sarebbe zero significativo@Mattia Alari

Queste sono parole tue nella pagina precedente, un rosa non può neppure essere bello.


Spieghiamoci meglio, perché non temo certo di essere ripreso per quel che penso. Il genere "rosa" cos'è? Perché qui la questione è molto complessa.
Un Harmony è spazzatura. Volete la verità? Ho letto una valanga di genere rosa. Mi sono ammalato molto seriamente e sono rimasto a letto a casa, per un mese e mezzo. Ero ospite, non mi si poteva "muovere". Ho letto tutti i libri che aveva mia zia in casa. Harmony. Solo... Harmony. Credo di averne letto uno al giorno.
Orribili. Stomachevoli. Ridicoli. Li cominciavo per prenderli per i fondelli. Tutti fatti con un disperato stampino. La tragedia è che questo pattume l'avevo per casa periodicamente: ogni volta che mia sorella (poveraccia) chiedeva un consiglio ad amiche su cosa leggere di nuovo... finiva per portare a casa una porcata di questo tipo. Io leggo velocemente (molto velocemente) e di tutto. Attualmente non ho letto neanche un rosa che valga la pena di essere considerato un buon libro.

Ma amo i romanzi sentimentali, ad esempio. Mi piace la letteratura sudamericana, spagnola...
E un romanzo di fantascienza (genere che amo) non mi piace se non ha dentro la storia d'amore (che può essere, ripeto, di vario tipo).

Quindi: se per romanzo rosa si intende quella sottospecie di porcheria che leggono le casalinghe analfabete... mi fa addirittura schifo (e pena). Se è altro... non ha certo il mio disprezzo. Poiché io considero "rosa" anche romanzi che non hanno il lieto fine (ad esempio) e sono d'amore più che di qualunque altra cosa, vi prego di considerare che non è un problema che ho con certe storie ma con la versione "da batteria" che si può dare di certa roba.
Nel canone rosa che ho citato (guarda caso) si muove "cinquanta sfumature" (almeno penso: mai letta una riga e mai visto il film) e il target è la casalinga analfabeta e molto annoiata. Umilmente... volete spiegarmi meglio la questione? Perché io ammetto la mia ignoranza, vista la levata di scudi.

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Gli Harmony sono rosa, ma non sono tutto il rosa.

Non è la sezione giusta per suggerirti i miei rosa, ma puoi sempre contattarmi in privato :D 

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Ospite
11 minuti fa, Artemisia Winter ha detto:

Io non ho una buona opinione personale del Fantasy,


Altro genere in cui è davvero difficile trovare anche solo un libro scritto decentemente a fronte di un'onda anomala di libri (i self sono un numero impressionante) in cui si cimentano gli scrittori più "precoci". Il genere non mi piace e purtroppo è molto "prodotto". Ha lettori seriali che definirei "maniaci" e ti fanno presente di averne letti (in un anno) una cinquantina, definendo queste "letture di valore". Ma siamo seri: quali romanzi fantasy di valore letterario vi vengono in mente? A me... fondamentalmente un paio che iniziano ad essere "vecchi".
Per quel che ho letto del famoso "Trono di Spade" devo ammettere che non è "male", ad esempio (non si può definire come "scritto male") ma... l'ho mollato, non è il mio genere. E il tempo è poco, preferisco leggere altro.

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Adesso, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

ma dobbiamo prendere atto del fatto che la fotografia si è rivoluzionata, il vinile non esiste più, e Allevi, pianista che adoro, e stato super criticato e messo in difficoltà  dai potenti della musica

Amica gentilissima, solo due righe per dirti che le mie reflex "analogiche" tirate fuori dopo vent'anni, e ancora perfettamente funzionanti, sono già al quarto rullino dopo il loro lungo letargo, che i rullini ci sono ancora e ancora si sviluppano, che i negozi di reflex usate e nuove sono molto frequentati e che i vinili a casa mia non hanno mai smesso di girare e che le puntine del pick-up ci sono ancora e che i negozi e i mercatini di LP e 45 giri vanno alla grande e che le mayor discografiche stanno pubblicando musicisti e generi un tempo ritenuti non all'altezza di entrare in una sala di registrazione... insomma, cara amica, non dare mai per scontato che le abbuffate digitali spazzino via l'analogico che ci ha formati, educati e resi sensibili. Le mode cambiano ma i desideri antichi degli uomini restano, così come permane la soddisfazione di avere tra le mani qualcosa che non ha una data di scadenza prestabilita all'acquisto. Sai quanti anni dura una macchina fotografica digitale? Che cosa ti fa supporre che la fotografia si sia "rivoluzionata"? Perché dici che il vinile non esiste più? Vuoi dirmi che sono animale in via di estinzione? Forse, sì, senz'altro, hai ragione, ma non solo da solo credimi. Gli amanti di ciò che dura e perdura nel tempo sono tanti, più di quelli che tu immagini.  Detto con rispetto al tuo detto, naturalmente. Ciao! 

     

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Ospite
7 minuti fa, Renato Bruno ha detto:

insomma, cara amica, non dare mai per scontato che le abbuffate digitali spazzino via l'analogico che ci ha formati, educati e resi sensibili.


Eccome! E ogni parola su come certe cose non possano passare di moda (i vinili o le macchine fotografiche analogiche) è la pura verità. D'altra parte ci sono una serie di fraintendimenti sul progresso e si credeva che la fotografia avrebbe spazzato via la pittura. Non l'ha fatto.
E il libro cartaceo esisterà per sempre, ne sono convinto. E' troppo comodo rispetto ad altro.

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27 minuti fa, Mattia Alari ha detto:

Ma siamo seri: quali romanzi [Inserire qui genere qualsiasi] di valore letterario vi vengono in mente?

 

Questo discorso può esser fatto da chiunque e per qualsiasi genere. Il problema non è nel fantasy, nel rosa o nel mainstream, ma nell'abuso di cliché e nella produzione esagerata di ciofeche messe in circolazione sia dal self che dalle CE senza un adeguato filtro.

 

Io sono un lettore di fantasy, e di titoli validi ce ne sono. Poi, certo, bisogna vedere che intendi con "valore letterario". Pochi attuali riusciranno a portare lo stesso valore di Tolkien, ma di certo non si può dire che Sanderson sia un autore da Wattpad.

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5 minuti fa, Renato Bruno ha detto:

Perché dici che il vinile non esiste più? Vuoi dirmi che sono animale in via di estinzione?

Sì, lo sei :D. Certo tu come me sei nato nell'era del vinile e anchi'io ho tutti gli Lp di Battisti, Renato Zero, Venditti... che custodisco gelosamente, siamo dei nostalgici, ma la Kodac è fallita perché  "io" non stampo più  tutte le foto come prima, ma solo quelle poche decine che raccolgo in un anno di eventi. Alla fine seleziono solo le bellissime (quasi a falsare la realtà). Devi partire da chi queste cose non le ha conosciute e da lì immaginare il futuro dopo di noi. Penso.

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Ospite
Adesso, Busca ha detto:

Io sono un lettore di fantasy, e di titoli validi ce ne sono. Poi, certo, bisogna vedere che intendi con "valore letterario". Pochi attuali riusciranno a portare lo stesso valore di Tolkien, ma di certo non si può dire che Sanderson sia un autore da Wattpad

 

Dicevo all'inizio che i capolavori sono pochi ma i buoni libri possono certo essere parecchi. Il problema è in questo "casino" e nell'ingorgo dell'offerta (pessima) si perde tutto. E se proprio vogliamo parlare di schemi, romperli farebbe la differenza (almeno piegarli) ma certe "griglie" sembrano intoccabili e a quanto pare i testi più originali (o più originali rispetto alla media) hanno difficoltà ad essere considerati per una pubblicazione perché il pubblico "si aspetta" lo schema.

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Girava una bellissima vignetta. Una scopa dice al libro cartaceo: "non preoccuparti, davano per spacciata anche me con l'arrivo dell'aspirapolvere!" O qualcosa del genere.

Ora, chi non ha una scopa in casa?

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3 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

ma la Kodac è fallita perché  "io" non stampo più  tutte le foto come prima, ma solo quelle poche decine che raccolgo in un anno di eventi. Alla fine seleziono solo le bellissime (quasi a falsare la realtà).


La fotografia analogica sta vivendo una stagione intensa e viene avvicinata dalle nuove generazioni (sono tornate anche le polaroid e si è tornati a produrre le pellicole, proprio grazie ad un'azienda giovane). I vinili sono tornati alla grandissima. Non se ne sono mai andati, a dire il vero.
Qui, vedere ragazzi che comprano "dischi" è la regola. A riprova che non tutto ciò che è più vecchio è da buttare dalla finestra o e... superabile da qualcosa di meglio.
La passione per l'antiquariato, il vintage... dimostrano che il passato, se è interessante, resta.

Se il libro ha una certa "forma" da così tanto tempo e non riesce ad essere superato da questi dispositivi di lettura... ci sarà un motivo, no? Alla base, il fatto che l'uomo è un essere sentimentale e concreto e quindi... si attacca all'oggetto fisico. Ma non solo. Come scrivere fisicamente (con carta e penna) aiuta la memoria, così pare che leggere su pagina sia migliore per l'apprendimento dei concetti. Siamo fatti in un certo modo e abbiamo dei limiti. Bei limiti aggiungo, da nostalgico ancora giovane.

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6 minuti fa, Mattia Alari ha detto:

vinili sono tornati alla grandissima.

Anche perché le case discografiche, che avevo creduto di potersi arricchire smisuratamente incidendo le canzoni su un CD da 10 centesimi, hanno rischiato (e rischiano ancora) il fallimento. Attenzione io sono una che ama il cartaceo, la buona scrittura e la lana che non fa i pallini, peccato che però che l'ultima citata non esista più. Mi addolora la perdita del "vecchio" e come voi e cerco di trattenere ciò che di bello ho avuto nel mio passato, ma è il mio passato non il "loro" (loro generico per indicare le nuove generazioni) futuro. Che posso aggiungere? Speriamo bene. 

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Ospite
Adesso, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

la lana che non fa i pallini, peccato che però che l'ultima citata non esista più.


OT: Vieni in Scozia. In Scozia la lana non fa mai pallini, anche se il maglione che compri non è da 800 euro.

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Ragazzi mi fa piacere che la discussione abbia trovato tutto questo interesse, però cerchiamo di rimanere in topic parlando del mondo degli aspiranti scrittori e il cosmo che gli si è creato attorno.

 

Scusate se faccio il puntiglioso.

 

Folletto

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@Folletto Ma la tecnologia è importante.

Adesso chiunque può scrivere auto pubblicandosi, chiunque con un computer può fare l'editore, l'editor o l'agente.

Non mi pare ci sia nessuna "bolla" che possa scoppiare, perché nessuno ci ha investito niente. Tranne le aspettative e le speranze.

E quelle, quando scoppiano, non fanno rumore. Tanto più che scoppiano una per volta, illusione per illusione.

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- Maggiore frattura tra piccola e grande editoria.

- Chiusura ricezione manoscritti da parte dei grandi editori.

- Crescente intermediazione delle agenzie con i grandi editori.

- Selezione più stringente nella piccola editoria.

- Numero lettori invariato.

- Numero scrittori inviariato.

- Crollo dell'editoria a pagamento.

- Sviluppo del crowfonding, self-publishing, print on demand, ecc.

- Vendite ebook stazionarie.

- Maggiore attenzione grafica per il prodotto-libro.

- Più richiesta di libri italiani per il mercato estero.

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4 ore fa, Artemisia Winter ha detto:

vedo molto snobismo in alcuni commenti. Siamo sicuri che, esempi o meno, l'impiegato del catasto o la casalinga abbiano meno mondo interiore o cose da dire del plurilaureato che si muove in ambito culturale, e che magari lo fa solo per conoscenze?

 

Ne parlavo in un'altra discussione, seppure con altre parole. Lì mi chiedevo, e chiedevo, più o meno: è giusto discriminare un autore con la quinta elementare presa al serale, a vantaggio di uno con 37 lauree, 1927 master, 6923 dottorati ecc...? La mia risposta sintetica è: no, non è giusto, anzi è proprio assurdo, assurdissimo. Eppure molte CE lo fanno. Lì c'è il vero snobismo.

Perché a mio parere l'opera andrebbe distinta dall'autore.

Penso a Caravaggio. Penso anche a Eugenio Montale, che aveva solo un diploma da ragioniere eppure vinse il Nobel per la letteratura nel 1975. Penso a Dante Alighieri e alla sua Commedia. Se oggi, per dirne uno, esistesse un Montale, sarebbe su WD e le CE lo schiferebbero: «Tu hai solo un misero diploma da ragioniere. Pussa via!» gli direbbero.

Se anche le società di calcio avessero ragionato con questa logica, Maradona se ne sarebbe andato in un garage a lucidare gli scarpini appesi al muro e forse avrebbe giocato in qualche anonimo campetto di periferia, solo la domenica :D

Io comprerei all'istante un libro scritto da un serial-killer pluriergastolano, impiegato del catasto o casalinguo (:P) che sia, libro che magari parla degli innocenti messi in gattabuia per errori delle giustizia. Poiché questo ergastolano sarebbe condannato all'isolamento, ne avrebbe di tempo da dedicare alla sua passione, la scrittura. Alle presentazioni poi ci andrebbe l'avvocato (se proprio si deve). Io comprerei quel libro, ma quante CE accetterebbero un serial-killer tra i propri autori? :D

 

Questa, mi pare, è una tendenza dell'editoria: la logica snobistico-discriminatoria. Con questa logica errata, ci saremmo persi un Nobel italiano elegante e raffinatissimo, e il Sommo Dante (e tutti gli altri che non elenco per brevità :)).

 

Ma il digitale ci salverà!

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22 minuti fa, dyskolos ha detto:

Quante CE accetterebbero un serial-killer tra i propri autori?

Ma io credo tantissime, o la tua era una domanda retorica? Perché l'autore avrebbe la classica fama pregressa oggi assai utile e richiesta.

 

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