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Nyrit

Psicologico

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Come si fa a rendere il proprio racconto psicologico,  ci sono tecniche o metodi particolari?

Vorrei caratterizzare la trama del giallo che sto abbozzando con un approfondimento psicologico parallello. Non una semplice caratterizzazione dei personaggi ma la narrazione dei veri e propri turbamenti della psiche del protagonista. Sono però ricaduta nei più banali traumi infantili e non so come uscirne. Tutti hanno dei "lati oscuri", pensieri strani, istinti violenti ecc... senza però che necessariamente si abbia subito un qualche tipo di trauma. Quindi sono venuta qui nella sezione generi per trovare qualcosa ma non c'era nulla, ho pensato di creare questa nuova discussione per approfondire e magari raccogliere varie tecniche usate per "tessere" la psiche dei propri personaggi o consigli di libri da leggere per trarne esempio.

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@Nyrit Non capisco cosa intendi per psicologico. La psicologia dei personaggi è sempre presente.

Poi c'è la terza persona che si concentra sull'ampiezza del mondo e sui dialoghi, o la prima persona migliore per l'introspezione. Ma in ogni caso è un gioco di equilibrio e devi trovare il tuo punto di soddisfazione.

 

Quindi non esistono tecniche per migliorare l'introspezione, se non quelle per avere una buona prosa: anisocronia, tropi, coesione linguistica, foreshadowing e così via...

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Il 23/4/2019 alle 10:57, Nyrit ha detto:

Come si fa a rendere il proprio racconto psicologico,  ci sono tecniche o metodi particolari?

Vorrei caratterizzare la trama del giallo che sto abbozzando con un approfondimento psicologico parallello. Non una semplice caratterizzazione dei personaggi ma la narrazione dei veri e propri turbamenti della psiche del protagonista. Sono però ricaduta nei più banali traumi infantili e non so come uscirne. Tutti hanno dei "lati oscuri", pensieri strani, istinti violenti ecc... senza però che necessariamente si abbia subito un qualche tipo di trauma. Quindi sono venuta qui nella sezione generi per trovare qualcosa ma non c'era nulla, ho pensato di creare questa nuova discussione per approfondire e magari raccogliere varie tecniche usate per "tessere" la psiche dei propri personaggi o consigli di libri da leggere per trarne esempio.

 

Interpreto la tua domanda iniziale così: che cosa mi permette di distinguere tra un "thriller "(e basta) e un "thriller psicologico"; o più in generale tra un "romanzo" (e basta) e un "romanzo psicologico"; o, come nel tuo caso, tra un "giallo" (e basta) e un "giallo psicologico"? Chi dà alla mia creazione la patente di "psicologico"?

Orbene, la mia risposta è che non ci sono tecniche particolari per prendere quella patente: ci sono però tecniche generali che possono essere d'aiuto, quale il famoso show, don't tell di cui sembri parlare. L'importante è che la caratterizzazione non-fisica dei personaggi principale sia funzionale alla storia.

 

Tieni presente che i traumi non sono solo infantili. Per es., esiste la PTSO o, in italiano, la Sindrome Post-Traumatica da Stress, che fu diagnosticata a una buona parte dei reduci americani della guerra del Vietnam. Molti, per dire, soffrivano di una forma ostinata di insonnia.

 

Altra cosa da non dimenticare è che l'uomo agisce per soddisfare bisogni/istinti individuali basici (ricordi il film basic instinct? :D): sete, fame e sonno. Sappiamo come reagisce l'individuo di fronte alla deprivazione del mangiare e del bere, ma non abbiamo dati sulla deprivazione del sonno. Si ritiene che nessun uomo possa sopravvivere rimanendo sveglio per più di sei giorni di fila. È una stima, perché nessuno è mai riuscito a tenere sveglio un uomo per tutto quel tempo in situazioni controllate. Sì, è vero, la "tortura del sonno" era usata dai comunisti russi e cinesi, i quali, finiti i bambini da mangiare (:asd::asd:),  si divertivano a tenere svegli i prigionieri; ma non era una situazione controllata.

 

Unendo le due cose (PTSO e istinti di base), uno potrebbe pensare a un personaggio che ha la PTSO, avendo preso parte a qualche guerra, e contemporaneamente ha molto sonno perché non dorme da trenta giorni (la PTSO non lo fa dormire): condizione extra-scientifica ma non sovrannaturale. Di fatto non sappiamo se uno possa tollerare trenta giorni di deprivazione del sonno: magari è possibile e tu ce lo dimostri.

Questo personaggio PTSO-assonnato in guerra non è stato aiutato deliberatamente da un'infermiera che si chiamava Elide.

Un giorno costui, che tutti credevano morto in guerra, si ripresenta a sorpresa in città e incontra una ragazza di nome Elide, che fa scoppiare un palloncino. Allora al povero personaggio torna in mente l'esplosione della bomba che lo ha ferito e che l'infermiera Elide si era rifiutata di aiutarlo, quindi, di cattivo umore per il mancato sonno, decide di uccidere la ragazza Elide appena conosciuta; e lo fa.

 

Se è un giallo, l'assassino deve avere un movente, no? Eccolo, è quello: è prettamente psicologico, quindi io ti do la patente di "psicologico":D.

Se poi ci aggiungi anche alibi psicologici, di patenti te ne do due :D:D

 

Un giallo con moventi e alibi psicologici io lo considererei "psicologico".

Ha mai visto in tivvù le partite di poker dei professionisti? Quelli tutti imbacuccati in modo bizzarro per non fare leggere le espressioni agli altri?

Mi fanno morire dal ridere ogni volta :gokulol:

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