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Gruppo Editoriale Utterson

Scatole Parlanti

Post raccomandati

Ci ha risposto Fortunato Licandro e riassumo:

 

Accettano manoscritti di autori esordienti.

Non chiedono contributi agli autori e si occupano, a loro spese, della cura redazionale dei testi (editing, impaginazione, correzione delle bozze e progetto grafico).
Sono distribuiti a livello nazionale da directBOOK, parallelamente operano anche una distribuzione diretta, soprattutto verso librerie indipendenti.
Hanno un ufficio stampa che affianca gli autori durante la promozione. Aiutano gli autori a organizzare presentazioni, partecipiamo a fiere di settore e collaborano con blogger per ottenere 
recensioni.

Sposto in Free.

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Ciao,

intervengo per condividere con voi la mia esperienza con Scatole Parlanti di questo gruppo editoriale con cui sono in procinto di pubblicare un romanzo. A volte ci vien voglia di scrivere su internet per sfogarci o lamentarci, invece il senso del mio post è, al contrario, quello di raccontare qualcosa di -finora - molto bello.

Ho inviato ad una serie di case editrici free il mio breve romanzo distopico alla fine di agosto. Ho ricevuto diverse proposte di pubblicazione tra cui ho scelto quest'editore. La prima cosa che mi ha favorevolmente impressionato è stata una telefonata ricevuta dal direttore editoriale in luogo della solita mail, circa un mese dopo l'invio. Una telefonata durata più di mezz'ora in cui si è parlato di tutto con schiettezza da ambo le parti. Il contratto è molto onesto: non voglio entrare troppo nei dettagli ma posso dirvi che per durata, compensi, copie omaggio e quant'altro va benissimo. L' interlocutore non mi ha venduto fumo, ma mi ha spiegato chiaramente che non sarebbe stato possibile essere capillarmente a scaffale ovunque e che inizialmente si sarebbe puntato su alcune librerie del mio territorio e su tutti i principali store online. Mi ha anche detto con chiarezza che, facendo loro il lavoro di editing e di correzione di bozze, avrebbero preferito che le prime due presentazioni si svolgessero al di fuori dell'ambiente delle librerie per poter rientrare dei costi sostenuti avendo un maggior margine sulle copie vendute (specifico che mi verranno inviate le copie e in seguito effettuerò un bonifico del venduto, quindi non le devo acquistare). Siamo stati in contatto costante e poi, la seconda figura con cui ho avuto a che fare è stat quella della editor che ha svolto un lavoro leggero ma davvero ben fatto; si è occupata in seguito anche del testo per la quarta di copertina in maniera splendida a mio avviso elaborando un testo che invoglia alla lettura. La terza persona che ho conosciuto è stato il grafico (nonché uno dei due soci della Scatole Parlanti) che, di concerto con la editor, ha preparato una proposta di copertina da sottopormi che ho trovato davvero bellissima e ben riuscita che ho accettato con entusiasmo. Infine sono stato contattato da un'addetta dell'ufficio stampa che mi ha dato la massima disponibilità e spiegato alcuni dettagli per la promozione.

L'avventura vera inizia tra un paio di settimane quando uscirà il libro ma, nel frattempo, mi ha fatto piacere condividere con voi quest'esperienza positiva con questo team di persone professionali e molto umane allo stesso tempo.

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Il 14/11/2019 alle 14:44, RaffoFerraro ha scritto:

Ciao,

intervengo per condividere con voi la mia esperienza con Scatole Parlanti di questo gruppo editoriale con cui sono in procinto di pubblicare un romanzo. A volte ci vien voglia di scrivere su internet per sfogarci o lamentarci, invece il senso del mio post è, al contrario, quello di raccontare qualcosa di -finora - molto bello.

Ho inviato ad una serie di case editrici free il mio breve romanzo distopico alla fine di agosto. Ho ricevuto diverse proposte di pubblicazione tra cui ho scelto quest'editore. La prima cosa che mi ha favorevolmente impressionato è stata una telefonata ricevuta dal direttore editoriale in luogo della solita mail, circa un mese dopo l'invio. Una telefonata durata più di mezz'ora in cui si è parlato di tutto con schiettezza da ambo le parti. Il contratto è molto onesto: non voglio entrare troppo nei dettagli ma posso dirvi che per durata, compensi, copie omaggio e quant'altro va benissimo. L' interlocutore non mi ha venduto fumo, ma mi ha spiegato chiaramente che non sarebbe stato possibile essere capillarmente a scaffale ovunque e che inizialmente si sarebbe puntato su alcune librerie del mio territorio e su tutti i principali store online. Mi ha anche detto con chiarezza che, facendo loro il lavoro di editing e di correzione di bozze, avrebbero preferito che le prime due presentazioni si svolgessero al di fuori dell'ambiente delle librerie per poter rientrare dei costi sostenuti avendo un maggior margine sulle copie vendute (specifico che mi verranno inviate le copie e in seguito effettuerò un bonifico del venduto, quindi non le devo acquistare). Siamo stati in contatto costante e poi, la seconda figura con cui ho avuto a che fare è stat quella della editor che ha svolto un lavoro leggero ma davvero ben fatto; si è occupata in seguito anche del testo per la quarta di copertina in maniera splendida a mio avviso elaborando un testo che invoglia alla lettura. La terza persona che ho conosciuto è stato il grafico (nonché uno dei due soci della Scatole Parlanti) che, di concerto con la editor, ha preparato una proposta di copertina da sottopormi che ho trovato davvero bellissima e ben riuscita che ho accettato con entusiasmo. Infine sono stato contattato da un'addetta dell'ufficio stampa che mi ha dato la massima disponibilità e spiegato alcuni dettagli per la promozione.

L'avventura vera inizia tra un paio di settimane quando uscirà il libro ma, nel frattempo, mi ha fatto piacere condividere con voi quest'esperienza positiva con questo team di persone professionali e molto umane allo stesso tempo.

 

Ci sono aggiornamenti?

Tutto è bene quel che inizia bene? (mi sto facendo pena da solo :facepalm:

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Cos', a pelle, mi fa un'ottima impressione, ma purtroppo accetta solo romanzi inferiori alle 600.000 battute....

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Ciao a tutti! 

Vi riporto la mia esperienza, dato che nella giornata di ieri è terminato il contratto di 18 mesi firmato con Scatole Parlanti per la pubblicazione del mio primo romanzo. Per le puntate precedenti vi rimando al thread in cui parlavo della necessità di trovare un agente per essere seguito dopo aver venduto i diritti cinematografici del mio romanzo. 

 

La mia esperienza con Scatole Parlanti è stata abbastanza negativa, me ne dispiace molto, ma ho messo in conto che gli esordi tendono sempre a essere negativi a causa dell'inesperienza che poi riusciamo, per fortuna, a tramutare in spalle larghe. Ma voglio dividere tutto in PRO e CONTRO, a beneficio di chi verrà a leggere il thread per trovare informazioni.

 

PRO: 

- Sono stati rapidi nel dare un feedback sulla pubblicazione e nello scambio di email per il contratto non è trascorso molto tempo.

- Hanno accettato di pubblicare un esordiente senza avere garanzie sulle vendite e accettando il rischio. 

- Il contratto sottoscritto era di appena 18 mesi dal momento della firma (avvenuta tre mesi prima della pubblicazione): non mi hanno imprigionato, insomma. Avrei dovuto trovare una scappatoia, invece, nel contratto per liberarmi prima.

 

CONTRO:

- Non mi hanno comunicato mai l'esatta tiratura della prima stampa e della prima ristampa. A oggi non so quante copie restano di invenduto. 

- La copertina è una banalissima immagine stock recuperata su internet e piazzata lì, in maniera un po' dozzinale. Non volevo Milo Manara a disegnarla, ma secondo me si poteva ambire a qualcosa di più. Tra l'altro ho notato, nei mesi successivi, anche un riciclo di immagini utilizzate per libri di tiratura maggiore.

- L'editore dopo avermi telefonato a luglio (un mese dopo la pubblicazione del libro) per chiedermi l'autorizzazione a procedere con la ristampa è diventato più irrintracciabile del Papa. Email, telefonate, messaggi, il nulla. Non volevo niente da lui, sia chiaro: volevo dirgli che avevo venduto i diritti cinematografici del romanzo e "festeggiare" con lui, chiedendogli se aveva voglia di spingere un po' di più a livello di pubblicità e marketing. Niente. Non ricordo nemmeno più che voce abbia.

- Mi avevano obbligato a non fare le prime tre presentazioni in librerie/caffè letterari. Ho seguito le loro indicazioni pensando che almeno mi aiutassero in qualcosa, ma niente. Sono spariti anche da questo punto di vista, mandandomi solo le copie che chiedevo di portare con me. Col senno di poi, la presentazione l'avrei fatta dove mi pareva e magari ottenuto più vendite rispetto a quelle fatte con amici e conoscenti e pubblicità sui social. 

- Avevo la possibilità di acquistare delle copie del libro con uno sconto, ma ogni volta che ho chiesto copie per le presentazioni (dove ho venduto una media di 35 copie a evento) poi mi venivano a chiedere il bonifico con i soldi incassati, sui quali poi ci avrei guadagnato il 10% dei diritti, da contratto. Quando in realtà avrei potuto guadagnarci di più. Qui sono stato un po' fesso io, onestamente, perché non volevo diventare ricco con questo romanzo, ma magari chi sta attento a queste cose vorrà saperlo.

- Da contratto avrebbero dovuto realizzare l'eBook del romanzo. Quanto può costare realizzare una versione digitale del libro? Non lo so, ma non penso molto. Be', non l'hanno mai fatto. Parlandone con l'avvocato avevamo pensato che da responsabilità contrattuale avremmo potuto ottenere un risarcimento basato sul potenziale di vendita, ma era talmente fumosa come cosa che ce ne siamo un po' fregati. So per certo di aver perso delle copie, loro hanno perso un'occasione e non hanno rispettato un articolo del contratto stipulato.

- Il lavoro di editing non è stato eccezionale. I lettori - e io - hanno trovato svariati errori che sono stati corretti con la prima ristampa. Peccato. 

- L'ufficio stampa non ha raccolto nessun mio stimolo, nonostante mi sia messo a totale disposizione per dare una mano. Pubblicazioni pochissime, pubblicità minima, tra blog poco seguiti. Il risultato più grande è stato Mangialibri (sito che rispetto tantissimo [scusate se non si possono citare siti, nel caso censurate pure]) che ha ricevuto il libro 10 mesi dopo la pubblicazione, con la recensione pubblicata circa 13 mesi dopo la pubblicazione.

 

Dovrebbe essere tutto, ma se avete domande sono a vostra disposizione, con un po' di tristezza, ma per fortuna con nessuna punta di cattiveria: semplicemente è un editore che, forse, crede poco in quello che fa. 

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@MarioPetillo

Ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza. Io non ho pubblicato con questa CE, ma vorrei chiederti delle informazioni.

 

17 ore fa, MarioPetillo ha scritto:

volevo dirgli che avevo venduto i diritti cinematografici del romanzo

 

Non avevi ceduto anche i diritti cinematografici? 

 

17 ore fa, MarioPetillo ha scritto:

Avevo la possibilità di acquistare delle copie del libro con uno sconto, ma ogni volta che ho chiesto copie per le presentazioni (dove ho venduto una media di 35 copie a evento) poi mi venivano a chiedere il bonifico con i soldi incassati, sui quali poi ci avrei guadagnato il 10% dei diritti, da contratto.

 

Questo mi sembra poco chiaro... Come potevi dimostrare il numero delle vendite?  Se restituivi tutto l'incasso, i soldi anticipati, per i libri acquistati con uno sconto, in che modo ti venivano rimborsati?

Scusami, ma è la prima volta che leggo di questa procedura, forse hai lasciato fare tutto alla libreria, ma vorrei sapere come avresti dovuto regolarti, nel caso ti fossi mosso con una certa autonomia.

Comunque, resta un aspetto molto discutibile. Era previsto anche da contratto?

 

17 ore fa, MarioPetillo ha scritto:

Da contratto avrebbero dovuto realizzare l'eBook del romanzo.

 

Sì, è davvero triste questa vicenda, ti auguro davvero di poter avere maggiori fortune altrove.

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@Nanny purtroppo non posso essere preciso perché dell'invio se n'era occupato il mio precedente agente. In ogni caso non più di un mese circa, ma sto andando davvero a memoria e potrei sbagliarmi. Scusa se non riesco a essere molto utile sulle tempistiche.

 

@TuSìCheVale avevo ceduto solo i diritti di pubblicazione editoriale: da contratto non volevano altro. 

 

Spiego meglio la questione dei libri. Quando si pubblica, l'editore ti dà la possibilità di acquistare copie del tuo libro a un prezzo scontato (ad esempio il 30%), così da permetterti di rivenderli autonomamente e guadagnarci più del 10% che prenderesti da contratto. Quando ho organizzato le presentazioni (quattro in totale, Milano-Genova-Salerno-Modena) l'editore mi inviava un tot di copie e poi mi chiedeva quante ne avevo vendute: in base a quello che dicevo loro mi mandavano la cifra da bonificare, ossia "copia x 15 euro" (il prezzo del libro). Se avessi acquistato i libri direttamente io sfruttando il 30% avrei dovuto pagare 15 - 30% in fase di acquisto e poi avrei incassato 15 euro a copia, guadagnando 4,50 euro a copia e non 1,50 come da contratto. 

 

La libreria non c'entrava niente, perché a Milano ho fatto la prima presentazione in locale scelto dall'editore, a Genova sono stato invitato dalla biblioteca municipale di Nervi, a Salerno era un caffè letterario e a Modena ero in una fiera che mi aveva offerto il banchetto per vendere i libri e poi la presentazione sul palco. Praticamente è come se io avessi agito come loro venditore e avessi lavorato per loro, in buona sostanza, sostituendomi alla loro lacunosa attività di pubblicità (che è stata pari a zero).

 

Grazie per l'augurio, spero anch'io di poter avere maggiore fortuna in futuro, sperando di poter ripubblicare il romanzo. Ha preso recensioni positive ovunque, è stato apprezzato da chiunque, ma nel caso in cui dovessi rinunciare a una ripubblicazione solo perché non è più inedito e ho venduto 350 copie ci rimarrei davvero un sacco male. 

 

 

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Ciao a tutti, ringrazio Mario per aver testimoniato la sua esperienza con la nostra casa editrice, ma penso sia il caso di specificare alcuni dei punti da lui espressi:

Il 15/9/2020 alle 19:30, MarioPetillo ha scritto:

- Non mi hanno comunicato mai l'esatta tiratura della prima stampa e della prima ristampa. A oggi non so quante copie restano di invenduto.  

 

Come da contratto, a Mario e a tutti i nostri autori viene dato un rendiconto annuale dove risultano le copie prodotte, le copie vendute, le eventuali copie acquistate dall’autore e le copie omaggio.

 

Il 15/9/2020 alle 19:30, MarioPetillo ha scritto:

- La copertina è una banalissima immagine stock recuperata su internet e piazzata lì, in maniera un po' dozzinale. Non volevo Milo Manara a disegnarla, ma secondo me si poteva ambire a qualcosa di più. Tra l'altro ho notato, nei mesi successivi, anche un riciclo di immagini utilizzate per libri di tiratura maggiore.

 

Dietro alla linea grafica di ogni libro c’è uno studio: la persona che si occupa delle nostre cover non “piazza lì” la prima cosa che trova, perché deve seguire il format della collana e far sì che sia coerente con il resto della produzione.

È vero: le foto vengono scelte da una banca immagini perché questa è una consuetudine della maggior parte delle case editrici della piccola, media e grande editoria.
In ogni caso, le copertine di qualunque casa editrice si possono controllare tranquillamente anche prima di mandare il proprio manoscritto e se l’autore non ritiene la linea visiva all’altezza del proprio libro può rivolgersi a una casa editrice che possa soddisfarlo.

 

Il 15/9/2020 alle 19:30, MarioPetillo ha scritto:

- L'editore dopo avermi telefonato a luglio (un mese dopo la pubblicazione del libro) per chiedermi l'autorizzazione a procedere con la ristampa è diventato più irrintracciabile del Papa. Email, telefonate, messaggi, il nulla. Non volevo niente da lui, sia chiaro: volevo dirgli che avevo venduto i diritti cinematografici del romanzo e "festeggiare" con lui, chiedendogli se aveva voglia di spingere un po' di più a livello di pubblicità e marketing. Niente. Non ricordo nemmeno più che voce abbia.

 

È capitato che Mario abbia provato a chiamarmi e io non sia riuscito a rispondergli perché impegnato, ma è successo anche il contrario: non ho pensato, però, che lui fosse l’imperatore per questo motivo, piuttosto che, come me, potesse appunto essere impegnato. Quest’anno la nostra casa editrice, come molte altre, ha dovuto affrontare un periodo difficile che nessuno avrebbe potuto prevedere e che ci ha tenuti occupati più di quanto avremmo voluto. Le ultime telefonate che ci siamo scambiati con Mario non risalgono a luglio 2019: ci siamo sentiti velocemente durante il lockdown e, mi pare, anche questa estate.
In molte case editrici, gli autori non parlano nemmeno con il direttore editoriale: io cerco sempre di rispondere agli autori ma, purtroppo, non riesco a farlo con tutti. Proprio per questo, ci sono anche altre persone all’interno della nostra redazione alle quali gli autori si possono rivolgere, nel caso avessero necessità e voglia.
Una piccola puntualizzazione: Mario non ha mai parlato con l’editore ma sempre e solo con me.

 

Il 15/9/2020 alle 19:30, MarioPetillo ha scritto:

- Mi avevano obbligato a non fare le prime tre presentazioni in librerie/caffè letterari. Ho seguito le loro indicazioni pensando che almeno mi aiutassero in qualcosa, ma niente. Sono spariti anche da questo punto di vista, mandandomi solo le copie che chiedevo di portare con me. Col senno di poi, la presentazione l'avrei fatta dove mi pareva e magari ottenuto più vendite rispetto a quelle fatte con amici e conoscenti e pubblicità sui social. 

 

Scatole Parlanti è una casa editrice non a pagamento: la richiesta (perché non possiamo obbligare nessuno, visto che sul contratto non c’è nessuna clausola) di fare le prime presentazioni extra libreria è dovuta sia allo spazio ristretto che solitamente in questi luoghi viene messo a disposizione per questo tipo di eventi sia perché alcuni librai ci mettono un po’ per rendicontare le vendite e questo, per una casa editrice indipendente, può portare dei problemi a livello economico quando è stato anticipato un investimento tra il lavoro redazionale, la stampa dei libri, il distributore, etc.
Detto ciò, nessuno impedisce agli autori di fare presentazioni in altri luoghi, anche dopo le prime prestazioni: il nostro ufficio stampa è sempre a disposizione per consigli e confronti.

 

Il 15/9/2020 alle 19:30, MarioPetillo ha scritto:

- Avevo la possibilità di acquistare delle copie del libro con uno sconto, ma ogni volta che ho chiesto copie per le presentazioni (dove ho venduto una media di 35 copie a evento) poi mi venivano a chiedere il bonifico con i soldi incassati, sui quali poi ci avrei guadagnato il 10% dei diritti, da contratto. Quando in realtà avrei potuto guadagnarci di più. Qui sono stato un po' fesso io, onestamente, perché non volevo diventare ricco con questo romanzo, ma magari chi sta attento a queste cose vorrà saperlo.

 

Premettendo che le spedizioni dei libri che vanno agli autori e ai lettori che acquistano direttamente sul nostro sito sono sempre a carico nostro, la casa editrice dà 3 possibilità per le presentazioni:

–      appoggiarsi al circuito delle librerie

–      acquistare le copie al 30%

–      prendere le copie in conto deposito, quindi, senza dover pagare in anticipo i libri, se non dopo l’effettiva vendita, caricandoci noi giustamente il rischio d’impresa.

 

Naturalmente, soprattutto per le prime presentazioni, per lo stesso motivo esplicitato al punto sopra, preferiamo usare il conto deposito diretto. Ci sembra più corretto anche verso gli autori perché, nel caso avanzino molti libri, la casa editrice provvede a sue spese a far rientrare le copie in magazzino, senza far pesare l’invenduto sulle spalle dell’autore. Proprio per questo motivo, il metodo del conto deposito è quello più usato dalle case editrici non a pagamento.
Quando un autore ha intenzione di acquistare dei libri con lo sconto deve, com'è normale che sia, avvertire prima la casa editrice la quale deve fargli avere un ddt di vendita, ben diverso dal ddt di conto deposito.
Ci tengo anche a sottolineare – e chiunque sia entrato in contatto con Scatole Parlanti può testimoniarlo – che tutte queste cose vengono spiegate agli autori durante la prima telefonata, prima ancora di firmare il contratto, nessuno viene messo davanti al fatto compiuto. Se un autore non è d’accordo con le nostre politiche non è obbligato a firmare con noi e può tranquillamente rivolgersi a un’altra casa editrice che rispecchi meglio la sua idea di editoria.

 

Il 15/9/2020 alle 19:30, MarioPetillo ha scritto:

- Da contratto avrebbero dovuto realizzare l'eBook del romanzo. Quanto può costare realizzare una versione digitale del libro? Non lo so, ma non penso molto. Be', non l'hanno mai fatto. Parlandone con l'avvocato avevamo pensato che da responsabilità contrattuale avremmo potuto ottenere un risarcimento basato sul potenziale di vendita, ma era talmente fumosa come cosa che ce ne siamo un po' fregati. So per certo di aver perso delle copie, loro hanno perso un'occasione e non hanno rispettato un articolo del contratto stipulato.

 

Su questo punto devo dare totalmente ragione a Mario: siamo in ritardo sul mercato degli eBook. Ci dispiace non aver rispettato questo punto del contratto. Ci prendiamo tutte le responsabilità del caso.

 

Il 15/9/2020 alle 19:30, MarioPetillo ha scritto:

- Il lavoro di editing non è stato eccezionale. I lettori - e io - hanno trovato svariati errori che sono stati corretti con la prima ristampa. Peccato. 

 

Noi ci occupiamo di fare tutto il lavoro di cura redazionale: editing, correzione di bozze, grafica…
L’editor si occupa di sistemare il libro a livello di struttura, non si occupa dei refusi. Per questo abbiamo vari correttori di bozze che, in un secondo momento, leggono il testo alla ricerca dei refusi ma qualcosa può sempre scappare. Infatti, una volta fatte le nostre correzioni, passiamo il testo in pdf all’autore così che anche lui possa rivederlo e segnalarci eventuali altre modifiche. Il libro viene mandato prodotto materialmente solo ed esclusivamente dopo l'autore ha dato il suo ok per la stampa.
Nonostante ciò, può capitare che vengano pubblicati dei libri con delle sviste, come le 6 segnalateci da Mario. In quel caso, provvediamo subito a fare le dovute modifiche per la stampa successiva.

 

Il 15/9/2020 alle 19:30, MarioPetillo ha scritto:

- L'ufficio stampa non ha raccolto nessun mio stimolo, nonostante mi sia messo a totale disposizione per dare una mano. Pubblicazioni pochissime, pubblicità minima, tra blog poco seguiti. Il risultato più grande è stato Mangialibri (sito che rispetto tantissimo [scusate se non si possono citare siti, nel caso censurate pure]) che ha ricevuto il libro 10 mesi dopo la pubblicazione, con la recensione pubblicata circa 13 mesi dopo la pubblicazione. 

 

Il nostro non è un ufficio stampa dedicato, quindi che deve dare la stessa attenzione a tutti gli autori, senza poter fare preferenze. In ogni caso, il libro di Mario è uscito i primi di giugno e già a novembre il nostro ufficio stampa gli ha fatto avere 3 recensioni (e altre sono uscite nei mesi successivi), 1 intervista e 11 segnalazioni. I tempi per le recensioni sono spesso lunghi, vista la mole di libri che i book blogger ricevono ogni giorno. Su quanto siano seguiti i blogger con i quali lavoriamo sorvolo, basta una ricerca per vedere chi recensisce i nostri libri.
Alcune case editrici non forniscono alcun servizio di ufficio stampa, noi siamo molto fieri del nostro, visto che è la spina dorsale di Scatole Parlanti.

Non contento, comunque, del lavoro fatto da noi, Mario ha preferito appoggiarsi a un ufficio stampa esterno: il Taccuino.

 

Il 15/9/2020 alle 19:30, MarioPetillo ha scritto:

Dovrebbe essere tutto, ma se avete domande sono a vostra disposizione, con un po' di tristezza, ma per fortuna con nessuna punta di cattiveria: semplicemente è un editore che, forse, crede poco in quello che fa.  

 

Se non credessimo in quello che facciamo, Scatole Parlanti non sarebbe cresciuta così tanto negli ultimi 2 anni, rimanendo sempre una casa editrice non a pagamento.

 

Per quel che riguarda i diritti, come ha spiegato anche Mario, l’autore cede a noi solo quelli per la pubblicazione editoriale. Infatti, anche gli altri autori che hanno avuto offerte per la realizzazione di film o spettacoli tratti dai loro libri non hanno avuto nessun obbligo verso la casa editrice.

 

Auguriamo naturalmente a Mario il meglio possibile per il film.

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@Fortunato Licandro
Da osservatore esterno, e senza voler prendere parte, la risposta mi è sembrata ben argomentata.

Approfitto per porre una domanda relativa alla politica sui manoscritti:
date sempre una risposta (anche negativa) alle proposte? Oppure il silenzio equivale a un rifiuto?
Ho inviato qualcosa a un marchio del gruppo (credo fosse Dialoghi) lo scorso maggio, ma non ho avuto notizie...

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Adesso, Wanderer ha scritto:

@Fortunato Licandro
Da osservatore esterno, e senza voler prendere parte, la risposta mi è sembrata ben argomentata.

Approfitto per porre una domanda relativa alla politica sui manoscritti:
date sempre una risposta (anche negativa) alle proposte? Oppure il silenzio equivale a un rifiuto?
Ho inviato qualcosa a un marchio del gruppo (credo fosse Dialoghi) lo scorso maggio, ma non ho avuto notizie...

 

Proviamo a rispondere a tutti, ma dipende da quanti manoscritti ci arrivano. In questo periodo devo ammettere che non riusciamo a farlo sempre.

Calcola, comunque, che i tempi di lettura variano da 1 mese a 6 mesi dall'invio del manoscritto.

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Il 18/9/2020 alle 10:57, Fortunato Licandro ha scritto:

Come da contratto, a Mario e a tutti i nostri autori viene dato un rendiconto annuale dove risultano le copie prodotte, le copie vendute, le eventuali copie acquistate dall’autore e le copie omaggio.

 

Mi fa piacere sapere che bastavano delle critiche pubbliche per ricevere una risposta che ho inseguito per un anno. Replico con piacere.

 

Il fatto che io abbia ricevuto un rendiconto annuale non risponde a quanto ho specificato prima, ossia che non so di quante copie era la prima tiratura, non so quanto invenduto è rimasto, quante ne abbiamo ristampato. So quante ne ho vendute in totale, ma potreste averne stampate 20000 e avere un invenduto ancora di 17500, forse.

 

Il 18/9/2020 alle 10:57, Fortunato Licandro ha scritto:

Dietro alla linea grafica di ogni libro c’è uno studio: la persona che si occupa delle nostre cover non “piazza lì” la prima cosa che trova, perché deve seguire il format della collana e far sì che sia coerente con il resto della produzione.

È vero: le foto vengono scelte da una banca immagini perché questa è una consuetudine della maggior parte delle case editrici della piccola, media e grande editoria.
In ogni caso, le copertine di qualunque casa editrice si possono controllare tranquillamente anche prima di mandare il proprio manoscritto e se l’autore non ritiene la linea visiva all’altezza del proprio libro può rivolgersi a una casa editrice che possa soddisfarlo.

 

Purtroppo qui entra in gioco l'inesperienza di un 28enne che ha come unico obiettivo quello di pubblicare il suo primo romanzo, fidandosi di chi c'è dall'altro lato. Ho già fatto mea culpa diverse volte su questo aspetto, ammettendo di essere stato inesperto e che - come mi è stato detto da più persone - la mia più grande colpa è stata quella di essermi mosso senza nessuno a consigliarmi. Altrimenti molte cose sarebbero andate diversamente, credimi. Però fa parte del gioco e della crescita. 

 

Il 18/9/2020 alle 10:57, Fortunato Licandro ha scritto:

È capitato che Mario abbia provato a chiamarmi e io non sia riuscito a rispondergli perché impegnato, ma è successo anche il contrario: non ho pensato, però, che lui fosse l’imperatore per questo motivo, piuttosto che, come me, potesse appunto essere impegnato. Quest’anno la nostra casa editrice, come molte altre, ha dovuto affrontare un periodo difficile che nessuno avrebbe potuto prevedere e che ci ha tenuti occupati più di quanto avremmo voluto. Le ultime telefonate che ci siamo scambiati con Mario non risalgono a luglio 2019: ci siamo sentiti velocemente durante il lockdown e, mi pare, anche questa estate.
In molte case editrici, gli autori non parlano nemmeno con il direttore editoriale: io cerco sempre di rispondere agli autori ma, purtroppo, non riesco a farlo con tutti. Proprio per questo, ci sono anche altre persone all’interno della nostra redazione alle quali gli autori si possono rivolgere, nel caso avessero necessità e voglia.
Una piccola puntualizzazione: Mario non ha mai parlato con l’editore ma sempre e solo con me.

 

Sono pochissime le cose che non tollero dalle persone, perché per il resto sono molto tollerante, fin troppo: una di queste è la bugia, soprattutto se in mala fede. Non posso pubblicare le conversazioni private che si hanno con una persona finché non mi autorizzi formalmente, ma se guardi whatsapp hai una sequela di miei messaggi sul "quando possiamo sentirci un attimo?" che va da agosto a marzo. Poi ho smesso, perché ho capito che non ne avevi voglia. Sarei curioso di sapere con chi hai parlato quest'estate e durante il lockdown, ma soprattutto cosa ci siamo detti. La volta in cui mi hai telefonato e non ho potuto risponderti ti ho mandato un messaggio 4 minuti dopo dicendoti "sono in una riunione, ti chiamo appena finisco" e - ovviamente - alla telefonata non ho ricevuto risposta. Sindacare su questo aspetto mi sembra altamente irrispettoso nei confronti del tuo interlocutore: basta dire che non ne avevi voglia di rispondere perché avevi altri problemi (di solito i motivi di salute funzionano, te lo dice un invalido civile). 

 

Parlando di editore parlavo di te, ho sbagliato a "semplificare" il concetto e a confondere - giuridicamente parlando - i due ruoli nella stessa persona. Nonostante ciò, Fortunato, senza voler mai mettere in dubbio gli impegni altrui, ma non trovare in 8 mesi 5 minuti di tempo per rispondere a una telefonata o a un messaggio di whatsapp al mio paese significa una cosa sola: non voler trovare tempo. 

 

Il 18/9/2020 alle 10:57, Fortunato Licandro ha scritto:

Scatole Parlanti è una casa editrice non a pagamento: la richiesta (perché non possiamo obbligare nessuno, visto che sul contratto non c’è nessuna clausola) di fare le prime presentazioni extra libreria è dovuta sia allo spazio ristretto che solitamente in questi luoghi viene messo a disposizione per questo tipo di eventi sia perché alcuni librai ci mettono un po’ per rendicontare le vendite e questo, per una casa editrice indipendente, può portare dei problemi a livello economico quando è stato anticipato un investimento tra il lavoro redazionale, la stampa dei libri, il distributore, etc.
Detto ciò, nessuno impedisce agli autori di fare presentazioni in altri luoghi, anche dopo le prime prestazioni: il nostro ufficio stampa è sempre a disposizione per consigli e confronti.

 

E io ho accettato di buon grado la vostra richiesta, per buon vicinato e per correttezza nei confronti di chi stava pubblicando il mio libro, sperando di ricevere la stessa moneta in cambio. Col senno di poi presenterei il libro un po' dove mi pare.

 

Il 18/9/2020 alle 10:57, Fortunato Licandro ha scritto:

Premettendo che le spedizioni dei libri che vanno agli autori e ai lettori che acquistano direttamente sul nostro sito sono sempre a carico nostro, la casa editrice dà 3 possibilità per le presentazioni:

–      appoggiarsi al circuito delle librerie

–      acquistare le copie al 30%

–      prendere le copie in conto deposito, quindi, senza dover pagare in anticipo i libri, se non dopo l’effettiva vendita, caricandoci noi giustamente il rischio d’impresa.

 

Naturalmente, soprattutto per le prime presentazioni, per lo stesso motivo esplicitato al punto sopra, preferiamo usare il conto deposito diretto. Ci sembra più corretto anche verso gli autori perché, nel caso avanzino molti libri, la casa editrice provvede a sue spese a far rientrare le copie in magazzino, senza far pesare l’invenduto sulle spalle dell’autore. Proprio per questo motivo, il metodo del conto deposito è quello più usato dalle case editrici non a pagamento.
Quando un autore ha intenzione di acquistare dei libri con lo sconto deve, com'è normale che sia, avvertire prima la casa editrice la quale deve fargli avere un ddt di vendita, ben diverso dal ddt di conto deposito.
Ci tengo anche a sottolineare – e chiunque sia entrato in contatto con Scatole Parlanti può testimoniarlo – che tutte queste cose vengono spiegate agli autori durante la prima telefonata, prima ancora di firmare il contratto, nessuno viene messo davanti al fatto compiuto. Se un autore non è d’accordo con le nostre politiche non è obbligato a firmare con noi e può tranquillamente rivolgersi a un’altra casa editrice che rispecchi meglio la sua idea di editoria.

 

Nessuno sta mettendo in dubbio il fatto che non siate a pagamento o altro, Fortunato. Sarei stupido a dichiarare il falso, non credi? Resta il fatto che su quest'aspetto si sarebbe potuto andare più incontro all'autore di quanto fatto. Ripeto che a me non interessava arricchirmi con il mio romanzo, ma fare qualcosa di sensato. Quindi non mi pesa l'aspetto economico, ma è importante - secondo me - avvisare chi in questo forum persegue questo scopo. Anche perché avrai visto che a qualcuno non era chiaro questo aspetto e ha chiesto maggiori delucidazioni.

 

Il 18/9/2020 alle 10:57, Fortunato Licandro ha scritto:

Su questo punto devo dare totalmente ragione a Mario: siamo in ritardo sul mercato degli eBook. Ci dispiace non aver rispettato questo punto del contratto. Ci prendiamo tutte le responsabilità del caso.

 

Un consiglio da chi macina cause: non inserite nel contratto aspetti che sapete di non poter rispettare. Perché come ho scritto sopra, non mi costava davvero niente far pesare queste responsabilità nei luoghi opportuni, ma avrebbe portato via tempo a me, a te, all'avvocato e non ci avrebbe portato nessun beneficio. Apprezzo comunque sinceramente l'onestà dell'ammissione di "colpa". Potevi farlo anche sull'aspetto delle telefonate (perdonami, ma me la lego al dito fino a fine risposta, perché proprio non le sopporto le bugie).

 

Il 18/9/2020 alle 10:57, Fortunato Licandro ha scritto:

Noi ci occupiamo di fare tutto il lavoro di cura redazionale: editing, correzione di bozze, grafica…
L’editor si occupa di sistemare il libro a livello di struttura, non si occupa dei refusi. Per questo abbiamo vari correttori di bozze che, in un secondo momento, leggono il testo alla ricerca dei refusi ma qualcosa può sempre scappare. Infatti, una volta fatte le nostre correzioni, passiamo il testo in pdf all’autore così che anche lui possa rivederlo e segnalarci eventuali altre modifiche. Il libro viene mandato prodotto materialmente solo ed esclusivamente dopo l'autore ha dato il suo ok per la stampa.
Nonostante ciò, può capitare che vengano pubblicati dei libri con delle sviste, come le 6 segnalateci da Mario. In quel caso, provvediamo subito a fare le dovute modifiche per la stampa successiva.

 

Nulla da aggiungere.

 

Il 18/9/2020 alle 10:57, Fortunato Licandro ha scritto:

Il nostro non è un ufficio stampa dedicato, quindi che deve dare la stessa attenzione a tutti gli autori, senza poter fare preferenze. In ogni caso, il libro di Mario è uscito i primi di giugno e già a novembre il nostro ufficio stampa gli ha fatto avere 3 recensioni (e altre sono uscite nei mesi successivi), 1 intervista e 11 segnalazioni. I tempi per le recensioni sono spesso lunghi, vista la mole di libri che i book blogger ricevono ogni giorno. Su quanto siano seguiti i blogger con i quali lavoriamo sorvolo, basta una ricerca per vedere chi recensisce i nostri libri.
Alcune case editrici non forniscono alcun servizio di ufficio stampa, noi siamo molto fieri del nostro, visto che è la spina dorsale di Scatole Parlanti.

Non contento, comunque, del lavoro fatto da noi, Mario ha preferito appoggiarsi a un ufficio stampa esterno: il Taccuino.

 

Come vi avevo detto più volte, all'epoca lavoravo come ufficio stampa (per il quarto marchio di telefonia mondiale, non per il salumiere sotto casa) e posso assicurarti che quei numeri che tu elenchi sono insufficienti per spingere un libro che si vende da solo. Anche perché - perdonami, Fortunato - sarà stato anche una schifezza, scritto male e reso altrettanto peggio (ma non penso, altrimenti non sarebbero uscite solo recensioni positive e non avrebbe venduto 350 copie a pubblicità zero), ma avevi tra le mani l'unico libro al mondo che dopo cent'anni dalla pubblicazione di Peter Pan ti raccontava la storia di James Hook. Non il solito low concept della coppia che ne passa mille ma poi alla fine si sposa.

 

Sul Taccuino stendiamo un velo pietoso? L'ennesima cazzata che ho fatto mosso dall'inesperienza, raccontata e spiegata nel thread apposito. Ma lì almeno la causa sta andando avanti.

 

Il 18/9/2020 alle 10:57, Fortunato Licandro ha scritto:

Per quel che riguarda i diritti, come ha spiegato anche Mario, l’autore cede a noi solo quelli per la pubblicazione editoriale. Infatti, anche gli altri autori che hanno avuto offerte per la realizzazione di film o spettacoli tratti dai loro libri non hanno avuto nessun obbligo verso la casa editrice.

 

Auguriamo naturalmente a Mario il meglio possibile per il film.

 

No, non me l'hai spiegato tu, perché non ne abbiamo mai parlato a voce. Ho preso il contratto, l'ho letto con maggior attenzione per essere certo al 100% e ho firmato la cessione dei diritti cinematografici. Ma va be', ti avevo anticipato che me la sarei legata al dito fino a fine risposta: ora posso slegarmela. 

 

Auguro anche io a voi il meglio per il futuro, sperando che tutte queste segnalazioni possano aiutarvi a migliorarvi per il futuro. D'altronde si sa che sono sempre i primi arrivati quelli che alloggiano peggio (o non era così?). 

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